4.17 Il ghiacciaio di Sankt Annafirn: caratteristiche, dinamiche e prospettive
Introduzione
Il ghiacciaio di Sankt Annafirn è un piccolo ghiacciaio di tipo circo situato nelle Alpi svizzere centrali, con un’esposizione prevalente verso nord. Esso si trova in una conca glaciale circondata e protetta da imponenti pareti rocciose che collegano due cime di rilevanza geomorfologica: il Sankt Annahorn, che raggiunge un’altitudine di 2937 metri sopra il livello del mare, e il Chastelhorn, leggermente più elevato con i suoi 2973 metri sopra il livello del mare. Attualmente, la superficie occupata dal ghiacciaio si estende per circa 0,12 km², un valore che lo colloca nella categoria dei cosiddetti glacierets, ossia ghiacciai di dimensioni ridotte che rappresentano una componente significativa del paesaggio alpino, ma che risultano particolarmente vulnerabili ai cambiamenti climatici.
Le indagini scientifiche relative al bilancio di massa del ghiacciaio di Sankt Annafirn sono state avviate nel 2012, con l’obiettivo di monitorare le variazioni stagionali e annuali della sua massa glaciale. Questo ghiacciaio, pur di modeste dimensioni, riveste un ruolo importante dal punto di vista idrologico, poiché contribuisce direttamente al regime delle acque del bacino idrografico del fiume Reuss, uno dei principali corsi d’acqua della Svizzera centrale. I dati raccolti nel corso degli anni hanno permesso di ottenere informazioni preziose sulle dinamiche di accumulo e ablazione della neve e del ghiaccio, offrendo un contributo diretto alla comprensione delle risposte dei ghiacciai alpini di piccola scala alle forcing climatiche.
Tuttavia, il contesto ambientale in cui si trova Sankt Annafirn è soggetto a rapide trasformazioni. Un caso emblematico è rappresentato dal vicino ghiacciaio Schwarzbachfirn, anch’esso di dimensioni ridotte, le cui misurazioni del bilancio di massa sono state interrotte nel 2021. La decisione di sospendere tali osservazioni è stata dettata dalla quasi totale scomparsa del corpo glaciale, un fenomeno attribuito alla sua rapida disintegrazione, accelerata dal riscaldamento globale e dalle conseguenti condizioni climatiche avverse. Questo evento sottolinea la fragilità dei ghiacciai di piccola taglia e il ritmo accelerato con cui stanno scomparendo dalle Alpi.
Anche il Sankt Annafirn non è immune da queste dinamiche di degrado. Le osservazioni condotte negli ultimi anni hanno evidenziato come il ghiacciaio stia subendo un rapido ritiro, accompagnato da processi di frammentazione e disintegrazione. A ciò si aggiungono fattori antropici e naturali che complicano ulteriormente il monitoraggio scientifico. Da un lato, le operazioni legate alla gestione dell’area sciistica locale, situata in prossimità del ghiacciaio, stanno influenzando le condizioni superficiali e ambientali del sito, introducendo variabili che interferiscono con la naturale evoluzione del ghiacciaio. Dall’altro, eventi geomorfologici come caduta di massi e instabilità delle pareti rocciose circostanti, probabilmente esacerbati dal ritiro glaciale e dal degrado del permafrost, rappresentano ulteriori sfide per la continuità delle misurazioni.
In questo contesto, è stato deciso che le attività di monitoraggio del bilancio di massa sul Sankt Annafirn non proseguiranno oltre il 2023. Tale scelta riflette non solo le difficoltà logistiche e scientifiche crescenti, ma anche il riconoscimento che il ghiacciaio, nella sua attuale fase di declino, potrebbe presto raggiungere un punto critico oltre il quale le sue caratteristiche di corpo glaciale attivo verranno meno. Questo caso studio evidenzia l’urgenza di documentare e comprendere le trasformazioni in atto nei ghiacciai alpini, specialmente quelli di piccola scala, che fungono da indicatori sensibili del cambiamento climatico e delle sue implicazioni a livello locale e regionale.

Analisi dettagliata della Figura 4.40: Topografia superficiale e rete di osservazione del ghiacciaio di Sankt Annafirn
Introduzione alla rappresentazione cartografica
La Figura 4.40 rappresenta una mappa topografica dettagliata del ghiacciaio di Sankt Annafirn, un piccolo ghiacciaio di tipo circo situato nelle Alpi svizzere centrali, con un’esposizione prevalente verso nord. Questo ghiacciaio, che copre un’area di circa 0,12 km² (dato aggiornato al momento della redazione del testo), è protetto da ripide pareti rocciose che collegano il Sankt Annahorn (2937 m s.l.m.) e il Chastelhorn (2973 m s.l.m.), due cime che delimitano la conca glaciale. La mappa, oltre a illustrare la morfologia superficiale del ghiacciaio attraverso curve di livello, mostra la rete di osservazione istituita a partire dal 2012 per monitorare il bilancio di massa del ghiacciaio, un parametro fondamentale per comprendere le sue dinamiche di accumulo e ablazione. La figura include anche elementi cartografici essenziali, come un sistema di coordinate, una scala di riferimento e un’indicazione dell’orientamento, che permettono di contestualizzare il ghiacciaio sia dal punto di vista spaziale che scientifico.
Descrizione della topografia superficiale
La mappa è caratterizzata da curve di livello che rappresentano l’andamento altimetrico del ghiacciaio e delle aree immediatamente circostanti. Le altitudini riportate variano tra 2700 m e 2800 m sopra il livello del mare, con un intervallo di quota che, sebbene non esplicitamente indicato, può essere stimato in 10 o 20 m tra una curva e l’altra, una convenzione comune per mappe topografiche di questa scala. La parte più alta del ghiacciaio si trova a circa 2800 m, nella zona settentrionale della mappa (vicino al punto di osservazione 3), mentre la parte più bassa si colloca intorno ai 2700 m, nella zona sud-orientale (vicino al punto 1). Questo gradiente altimetrico riflette la tipica morfologia di un ghiacciaio di circo, caratterizzato da una conca centrale che si sviluppa in una depressione circondata da pareti rocciose e che degrada verso valle. La pendenza relativamente moderata, con un dislivello di circa 100 m su una distanza orizzontale di 300-400 m (come deducibile dalla scala), suggerisce che il ghiacciaio ha una conformazione compatta, tipica dei glacierets, ossia ghiacciai di piccole dimensioni che occupano nicchie topografiche ben definite.
La scala riportata in fondo alla mappa indica una distanza di 500 m, che permette di stimare le dimensioni del ghiacciaio. Considerando che l’area del Sankt Annafirn è di 0,12 km², possiamo calcolare che il ghiacciaio si estende approssimativamente per 300-400 m in lunghezza e larghezza, una stima coerente con la rappresentazione cartografica. L’orientamento della mappa è indicato da una freccia con la lettera N, che conferma l’esposizione a nord del ghiacciaio, una caratteristica che influisce significativamente sul suo regime termico e sul bilancio di massa. I ghiacciai esposti a nord, infatti, ricevono una minore quantità di radiazione solare diretta rispetto a quelli esposti a sud, il che tende a ridurre i tassi di ablazione e a favorire l’accumulo di neve, almeno in condizioni climatiche stabili. Tuttavia, come evidenziato nel testo, il rapido ritiro del ghiacciaio indica che anche questa esposizione favorevole non è sufficiente a contrastare gli effetti del riscaldamento globale.
Rete di osservazione e distribuzione dei punti di monitoraggio
Un elemento centrale della Figura 4.40 è la rete di osservazione, rappresentata da punti numerati da 1 a 8, che indicano le posizioni delle stazioni di monitoraggio utilizzate per misurare il bilancio di massa del ghiacciaio. Questi punti sono stati selezionati strategicamente per coprire le diverse zone del ghiacciaio, permettendo di raccogliere dati rappresentativi delle variazioni di massa stagionali e annuali. Il bilancio di massa di un ghiacciaio è definito come la differenza tra l’accumulo (principalmente sotto forma di neve durante l’inverno) e l’ablazione (scioglimento del ghiaccio e sublimazione durante l’estate), ed è un indicatore chiave della salute del ghiacciaio e della sua risposta alle forcing climatiche.
- Punto 1: Situato nella parte più bassa del ghiacciaio, a circa 2700 m, questo punto si trova probabilmente nella zona di ablazione, dove i tassi di scioglimento sono più elevati a causa delle temperature più alte e della minore copertura nevosa estiva. Questo sito è cruciale per monitorare il margine inferiore del ghiacciaio, che tende a ritirarsi verso quote più alte in risposta al riscaldamento climatico.
- Punto 2: Posizionato a un’altitudine intermedia, intorno ai 2750 m, questo punto si trova in una zona di transizione tra la zona di ablazione e quella di accumulo, nota come linea di equilibrio (ELA, Equilibrium Line Altitude). La ELA è il livello altimetrico in cui l’accumulo e l’ablazione si bilanciano; la sua posizione varia di anno in anno in base alle condizioni climatiche e può fornire indicazioni sul trend di crescita o declino del ghiacciaio.
- Punto 3: Collocato nella parte più alta del ghiacciaio, a circa 2800 m, questo punto si trova nella zona di accumulo, dove la neve si accumula durante l’inverno e si compatta gradualmente in ghiaccio. Le misurazioni in questa zona sono essenziali per quantificare l’apporto di nuova massa al ghiacciaio.
- Punto 4: Situato leggermente al di fuori del corpo principale del ghiacciaio, a nord, questo punto potrebbe essere posizionato su una cresta rocciosa o su un’area adiacente al ghiacciaio, forse per monitorare le condizioni ambientali circostanti, come la temperatura o le precipitazioni nevose, che influenzano il ghiacciaio.
- Punti 5, 6, 7 e 8: Questi punti sono distribuiti nella parte inferiore e occidentale del ghiacciaio, a quote più basse (intorno ai 2700 m). La loro posizione suggerisce che siano stati scelti per monitorare il ritiro del margine glaciale e i processi di ablazione in aree particolarmente vulnerabili. La concentrazione di punti in questa zona potrebbe riflettere l’interesse scientifico nel documentare il rapido declino del ghiacciaio, come evidenziato nel testo.
La distribuzione dei punti di osservazione copre quindi l’intero spettro altimetrico e funzionale del ghiacciaio, permettendo di calcolare il bilancio di massa netto e di analizzare le variazioni spaziali e temporali dei processi glaciologici. Tuttavia, il testo sottolinea che le osservazioni sono state interrotte oltre il 2023 a causa delle difficoltà crescenti legate al ritiro del ghiacciaio, alla disintegrazione del corpo glaciale e alle interferenze antropiche e naturali.
Sistema di coordinate e localizzazione geografica
La mappa include un sistema di coordinate in formato UTM (Universal Transverse Mercator), con valori riportati sui bordi: sull’asse verticale (a sinistra) si leggono 167500 e 167550, mentre sull’asse orizzontale (in alto e a destra) si leggono 164800 e 165000. Queste coordinate permettono di localizzare il ghiacciaio all’interno di una griglia cartografica più ampia, facilitando la sua collocazione geografica nelle Alpi svizzere centrali. La differenza di 50 unità sull’asse verticale e di 200 unità sull’asse orizzontale è coerente con la scala di 500 m riportata in fondo alla mappa, indicando che ogni unità corrisponde a circa 1 metro. Questo sistema di riferimento è essenziale per integrare i dati raccolti sul Sankt Annafirn con altre informazioni geografiche e per confrontare le sue dinamiche con quelle di altri ghiacciai nella regione.
Contesto glaciologico e dinamiche di degrado
La Figura 4.40 non mostra direttamente l’evoluzione temporale del ghiacciaio, ma il testo fornisce un contesto che permette di interpretare la mappa in chiave dinamica. Il Sankt Annafirn, come molti ghiacciai alpini di piccola scala, sta subendo un rapido ritiro, con processi di frammentazione e disintegrazione che ne compromettono l’integrità strutturale. La mappa rappresenta probabilmente lo stato del ghiacciaio in un momento specifico (presumibilmente intorno al 2012, quando sono iniziate le misurazioni), ma il testo evidenzia che il ghiacciaio ha subito un declino significativo negli anni successivi. Il vicino Schwarzbachfirn, menzionato nel testo, è quasi scomparso entro il 2021, e il Sankt Annafirn potrebbe seguire una traiettoria simile. I punti di osservazione a quote più basse (come il punto 1) sono particolarmente importanti per documentare il ritiro del margine glaciale, che si sta spostando verso quote più alte a causa dell’aumento delle temperature e della riduzione delle precipitazioni nevose.
Il testo menziona anche fattori antropici e naturali che complicano il monitoraggio del ghiacciaio. Le operazioni legate all’area sciistica, probabilmente situata a sud o a ovest del ghiacciaio (dove le quote sono più basse e accessibili), possono alterare le condizioni superficiali del ghiacciaio, ad esempio attraverso la compattazione della neve o l’introduzione di detriti. Inoltre, gli eventi di caduta massi, probabilmente originati dalle pareti rocciose che circondano il ghiacciaio (come quelle tra il Sankt Annahorn e il Chastelhorn), rappresentano un rischio per la sicurezza delle misurazioni e un segnale del degrado ambientale della zona. Questi eventi sono spesso legati al ritiro del ghiacciaio e al degrado del permafrost, che destabilizzano le pareti rocciose sovrastanti.
Implicazioni idrologiche e ambientali
Il Sankt Annafirn, pur di dimensioni ridotte, contribuisce al regime idrologico del bacino del fiume Reuss, uno dei principali corsi d’acqua della Svizzera centrale. Il ritiro del ghiacciaio ha implicazioni significative per la disponibilità di acqua, soprattutto durante i mesi estivi, quando lo scioglimento del ghiaccio fornisce un apporto idrico essenziale per i fiumi alpini. La mappa, mostrando la distribuzione altitudinale del ghiacciaio, permette di stimare il volume di ghiaccio presente e di prevedere l’impatto della sua scomparsa sul bilancio idrico della regione. Inoltre, il declino del ghiacciaio ha conseguenze ecologiche, come la perdita di habitat per specie adattate agli ambienti freddi, e geomorfologiche, come l’aumento dell’instabilità dei versanti.
Conclusione
La Figura 4.40 offre una rappresentazione dettagliata e scientificamente rilevante della topografia superficiale e della rete di osservazione del ghiacciaio di Sankt Annafirn. La mappa evidenzia la conformazione tipica di un ghiacciaio di circo, con un gradiente altimetrico che va dai 2700 m ai 2800 m, e mostra come i punti di osservazione siano stati distribuiti per coprire le diverse zone del ghiacciaio, dalla zona di accumulo a quella di ablazione. Tuttavia, il contesto descritto nel testo sottolinea la fragilità di questo ghiacciaio, che sta subendo un rapido declino a causa del cambiamento climatico, delle interferenze antropiche (come le attività sciistiche) e dei processi geomorfologici (come la caduta di massi). La decisione di interrompere le misurazioni oltre il 2023 riflette le difficoltà crescenti nel mantenere una rete di osservazione significativa su un ghiacciaio in fase di scomparsa. La figura, quindi, non è solo una rappresentazione statica, ma un punto di partenza per comprendere le dinamiche di degrado dei ghiacciai alpini di piccola scala, un fenomeno che ha implicazioni profonde per l’idrologia, l’ecosistema e le attività umane nella regione del fiume Reuss.

Analisi approfondita della Figura 4.41: Bilancio di massa specifico e cumulativo del ghiacciaio di Sankt Annafirn (2012-2023)
Introduzione al contesto glaciologico
La Figura 4.41 presenta un’analisi quantitativa dell’evoluzione del bilancio di massa del ghiacciaio di Sankt Annafirn, un piccolo ghiacciaio di tipo circo situato nelle Alpi svizzere centrali, durante il periodo di monitoraggio compreso tra il 2012 e il 2023. Il ghiacciaio, che copre un’area di circa 0,12 km² (dato aggiornato al momento della redazione del testo), è esposto a nord e si trova in una conca glaciale delimitata da ripide pareti rocciose che collegano il Sankt Annahorn (2937 m s.l.m.) e il Chastelhorn (2973 m s.l.m.). Il bilancio di massa di un ghiacciaio, definito come la differenza tra l’accumulo (principalmente sotto forma di neve durante l’inverno) e l’ablazione (scioglimento del ghiaccio e sublimazione durante l’estate), è un indicatore fondamentale della sua salute e della sua risposta alle forcing climatiche. La figura include due serie di dati: il bilancio di massa specifico medio annuo (rappresentato tramite barre) e il bilancio di massa cumulativo (rappresentato tramite una linea tratteggiata con punti), offrendo una visione completa delle dinamiche di degrado del ghiacciaio in un contesto di cambiamento climatico globale.
Descrizione strutturale del grafico
La Figura 4.41 è un grafico a due assi che rappresenta l’andamento del bilancio di massa del Sankt Annafirn su un intervallo temporale di 11 anni (2012-2023). L’asse orizzontale riporta gli anni, mentre gli assi verticali rappresentano due parametri distinti: l’asse sinistro mostra il bilancio di massa specifico medio annuo in metri di equivalente in acqua (m w.e.), e l’asse destro mostra il bilancio di massa cumulativo, anch’esso in m w.e. L’unità di misura “metri di equivalente in acqua” (m w.e.) è uno standard in glaciologia che converte la massa di neve o ghiaccio in un volume equivalente di acqua liquida, tenendo conto della densità del materiale. Ad esempio, 1 m w.e. di ghiaccio (con una densità tipica di circa 900 kg/m³) corrisponde a circa 1,1 m di spessore di ghiaccio, mentre 1 m w.e. di neve fresca (con una densità di circa 100-300 kg/m³) può corrispondere a diversi metri di neve, a seconda della sua compattezza.
- Asse orizzontale (tempo): L’asse orizzontale copre il periodo 2012-2023, che coincide con l’intervallo di monitoraggio del ghiacciaio, come indicato nel testo. Le misurazioni sono iniziate nel 2012 e sono state interrotte dopo il 2023 a causa del rapido declino del ghiacciaio e delle difficoltà logistiche associate.
- Asse verticale sinistro (bilancio di massa annuo): L’asse sinistro, etichettato “Mass balance (m w.e.)”, varia da 0 a -2,5 m w.e., indicando che il bilancio di massa annuo è sempre negativo nel periodo considerato, ossia il ghiacciaio ha perso massa ogni anno.
- Asse verticale destro (bilancio di massa cumulativo): L’asse destro, etichettato “Cumulative mass balance (m w.e.)”, varia da 0 a -10 m w.e., mostrando l’entità totale della perdita di massa accumulata nel tempo.
Analisi del bilancio di massa specifico medio annuo
Le barre grigie rappresentano il bilancio di massa specifico medio annuo per ciascun anno dal 2012 al 2023. Questo parametro è calcolato dividendo la variazione di massa totale del ghiacciaio (in termini di equivalente in acqua) per la sua area superficiale, ottenendo così un valore medio che permette di confrontare ghiacciai di dimensioni diverse. Nel caso del Sankt Annafirn, le barre mostrano una perdita di massa costante, con valori che oscillano tra circa -0,5 m w.e. e -2,5 m w.e., riflettendo una variabilità interannuale significativa:
- 2012: Il bilancio di massa annuo è di circa -0,5 m w.e., indicando una perdita moderata nel primo anno di monitoraggio. Questo valore relativamente basso potrebbe essere il risultato di un inverno con precipitazioni nevose sopra la media o di un’estate più fresca, che ha limitato l’ablazione.
- 2013-2016: In questo periodo, il bilancio di massa annuo mostra fluttuazioni, con valori che variano tra circa -0,5 m w.e. e -1,5 m w.e. Ad esempio, il 2014 e il 2016 registrano perdite più marcate (intorno a -1,5 m w.e.), probabilmente a causa di estati più calde o di una riduzione delle precipitazioni nevose invernali.
- 2017-2020: Il bilancio di massa annuo si stabilizza intorno a -1,0 m w.e., con alcune variazioni minori. Questo periodo potrebbe riflettere condizioni climatiche relativamente stabili, ma comunque sfavorevoli per il ghiacciaio, con un accumulo insufficiente a compensare l’ablazione estiva.
- 2021-2023: Negli ultimi tre anni, si osserva un’accelerazione della perdita di massa, con un picco nel 2023, dove il bilancio di massa annuo raggiunge circa -2,5 m w.e., il valore più negativo dell’intero periodo. Questo dato suggerisce condizioni climatiche estreme, come un’estate particolarmente calda o un inverno con scarse nevicate, che hanno massimizzato l’ablazione e minimizzato l’accumulo.
La variabilità interannuale del bilancio di massa annuo è un riflesso delle fluttuazioni climatiche, che influenzano sia l’accumulo (dipendente dalle precipitazioni nevose e dalle temperature invernali) sia l’ablazione (dipendente dalle temperature estive e dall’irraggiamento solare). L’esposizione a nord del Sankt Annafirn, che riduce l’irraggiamento solare diretto, non è stata sufficiente a contrastare l’impatto del riscaldamento globale, come dimostrato dalla persistenza di bilanci negativi.
Analisi del bilancio di massa cumulativo
La linea tratteggiata con punti rappresenta il bilancio di massa cumulativo, ossia la somma progressiva del bilancio di massa annuo nel tempo. Questo parametro fornisce un’indicazione della perdita di massa totale del ghiacciaio nel periodo di monitoraggio e della sua tendenza a lungo termine:
- 2012: La linea parte da 0, poiché il 2012 è l’anno di riferimento per le misurazioni.
- 2012-2015: Nei primi anni, la linea scende gradualmente, raggiungendo circa -2,5 m w.e. nel 2015. Questo indica una perdita di massa costante, ma relativamente moderata, con un tasso medio di circa -0,6 m w.e. all’anno.
- 2015-2020: La pendenza della linea aumenta leggermente, con il bilancio cumulativo che raggiunge circa -5,5 m w.e. nel 2020. Questo periodo mostra un’accelerazione della perdita di massa, con un tasso medio di circa -0,8 m w.e. all’anno, riflettendo condizioni climatiche sempre più sfavorevoli.
- 2020-2023: Negli ultimi tre anni, la linea mostra una pendenza ancora più marcata, scendendo a circa -10 m w.e. nel 2023. Questo indica un tasso di perdita di massa medio di circa -1,5 m w.e. all’anno, con un picco nel 2023 che contribuisce significativamente al declino totale.
La perdita di massa cumulativa totale nel periodo 2012-2023 è di circa 10 m w.e., un valore estremamente significativo per un ghiacciaio di piccole dimensioni come il Sankt Annafirn. Per stimare il volume di ghiaccio perso, possiamo moltiplicare il bilancio cumulativo per l’area del ghiacciaio:
- Area del ghiacciaio = 0,12 km² = 120.000 m².
- Volume perso = 120.000 m² × 10 m w.e. = 1.200.000 m³ (1,2 milioni di metri cubi di equivalente in acqua).
Questa perdita di volume corrisponde a una riduzione media dello spessore del ghiacciaio di 10 m (in termini di equivalente in acqua), che, considerando la densità del ghiaccio (circa 900 kg/m³), equivale a una riduzione di circa 11 m di spessore di ghiaccio. Per un ghiacciaio di piccole dimensioni, questa perdita è drammatica e suggerisce che il Sankt Annafirn potrebbe aver perso una porzione significativa del suo volume totale, portandolo vicino a un punto critico di non ritorno.
Contesto climatico e glaciologico
I dati rappresentati nella Figura 4.41 sono coerenti con il contesto descritto nel testo, che evidenzia un rapido declino del Sankt Annafirn, con processi di disintegrazione e frammentazione. Il testo menziona che le misurazioni del bilancio di massa sono state interrotte dopo il 2023 a causa delle difficoltà legate al ritiro del ghiacciaio, alle interferenze antropiche (come le operazioni sciistiche) e agli eventi geomorfologici (come la caduta di massi). Il grafico conferma questa narrazione:
- La perdita di massa costante e significativa (10 m w.e. in 11 anni) spiega il rapido ritiro del ghiacciaio e la sua probabile frammentazione. Un ghiacciaio che perde 10 m di spessore medio in poco più di un decennio è soggetto a una riduzione sia della sua superficie che del suo spessore, con conseguenti effetti sulla sua dinamica e stabilità.
- Il vicino Schwarzbachfirn, che è quasi scomparso entro il 2021, rappresenta un caso estremo di ciò che potrebbe accadere al Sankt Annafirn nei prossimi anni. La perdita di massa accelerata negli ultimi anni (soprattutto nel 2023) suggerisce che il Sankt Annafirn potrebbe essere in una fase terminale, con una superficie e uno spessore ridotti al punto da rendere le misurazioni meno significative.
- L’accelerazione della perdita di massa negli ultimi anni, con un picco nel 2023 (-2,5 m w.e.), potrebbe essere legata a condizioni climatiche estreme, come un’estate eccezionalmente calda o un inverno con scarse nevicate. Questo dato è coerente con le tendenze globali di riscaldamento climatico, che stanno avendo un impatto particolarmente marcato sui ghiacciai alpini di piccola scala.
Implicazioni idrologiche, ecologiche e geomorfologiche
La perdita di massa del Sankt Annafirn ha implicazioni significative a livello locale e regionale. Il ghiacciaio contribuisce al regime idrografico del bacino del fiume Reuss, uno dei principali corsi d’acqua della Svizzera centrale. La riduzione del volume di ghiaccio significa una diminuzione dell’apporto idrico estivo, che dipende dallo scioglimento del ghiaccio per alimentare i fiumi alpini durante i mesi più caldi. La perdita di 1,2 milioni di metri cubi di equivalente in acqua nel periodo 2012-2023 rappresenta una riduzione significativa di questa risorsa idrica, con potenziali impatti sull’agricoltura, sull’approvvigionamento idrico e sulla produzione di energia idroelettrica nella regione.
Dal punto di vista ecologico, la scomparsa del ghiacciaio comporta la perdita di habitat per specie adattate agli ambienti freddi, come microorganismi estremofili e fauna alpina che dipende dalla presenza di neve e ghiaccio. Inoltre, il ritiro del ghiacciaio ha conseguenze geomorfologiche: la riduzione del supporto glaciale può destabilizzare le pareti rocciose circostanti, come quelle che collegano il Sankt Annahorn e il Chastelhorn, aumentando il rischio di caduta massi. Questo fenomeno è probabilmente esacerbato dal degrado del permafrost, che, con l’aumento delle temperature, perde la sua capacità di stabilizzare i versanti rocciosi.
Confronto con le dinamiche globali dei ghiacciai alpini
Il declino del Sankt Annafirn è rappresentativo di una tendenza più ampia che riguarda i ghiacciai alpini, in particolare quelli di piccole dimensioni (glacierets). Studi recenti mostrano che i ghiacciai delle Alpi hanno perso circa il 50% della loro superficie e del loro volume dal 1850, con un’accelerazione significativa negli ultimi decenni a causa del riscaldamento globale. I ghiacciai di piccola scala, come il Sankt Annafirn, sono particolarmente vulnerabili perché hanno un volume limitato e una capacità ridotta di accumulo, il che li rende meno resilienti alle variazioni climatiche. La perdita di massa cumulativa di 10 m w.e. in 11 anni è in linea con i tassi di declino osservati in altri ghiacciai alpini di dimensioni simili, e il picco di ablazione nel 2023 potrebbe riflettere eventi climatici estremi, come le ondate di calore che hanno caratterizzato gli ultimi anni in Europa.
Conclusione
La Figura 4.41 offre un’analisi dettagliata e quantitativa del declino del ghiacciaio di Sankt Annafirn nel periodo 2012-2023, evidenziando una perdita di massa costante e significativa. Le barre del bilancio di massa specifico medio annuo mostrano una variabilità interannuale, con valori che oscillano tra -0,5 m w.e. e -2,5 m w.e., e un picco di ablazione nel 2023 che riflette condizioni climatiche estreme. La linea del bilancio di massa cumulativo rivela una perdita totale di circa 10 m w.e., corrispondente a 1,2 milioni di metri cubi di equivalente in acqua, una quantità drammatica per un ghiacciaio di piccole dimensioni. Questi dati confermano il rapido ritiro del ghiacciaio descritto nel testo, sottolineando l’impatto del cambiamento climatico sui ghiacciai alpini di piccola scala e le sfide associate al loro monitoraggio. La figura non è solo una rappresentazione grafica, ma un documento scientifico che testimonia la vulnerabilità del Sankt Annafirn e prefigura la sua probabile scomparsa nel prossimo futuro, con implicazioni significative per l’idrologia, l’ecosistema e la stabilità geomorfologica della regione del fiume Reuss.
Indagini glaciologiche condotte nel periodo 2021/22: Monitoraggio del bilancio di massa e dinamiche di degrado dei ghiacciai Sankt Annafirn e Schwarzbachfirn
Introduzione al contesto delle misurazioni
Le indagini condotte nel periodo idrologico 2021/22 sul ghiacciaio di Sankt Annafirn e sul vicino Schwarzbachfirn rappresentano una componente cruciale del programma di monitoraggio avviato nel 2012 per analizzare il bilancio di massa di questi piccoli ghiacciai di circo situati nelle Alpi svizzere centrali. Il Sankt Annafirn, con un’area di circa 0,12 km², è un ghiacciaio esposto a nord, protetto da ripide pareti rocciose che collegano il Sankt Annahorn (2937 m s.l.m.) e il Chastelhorn (2973 m s.l.m.), mentre il Schwarzbachfirn, di dimensioni ancora più ridotte, è stato oggetto di misurazioni fino al 2021, anno in cui è stato dichiarato quasi completamente scomparso. Le attività di monitoraggio del bilancio di massa, che comprendono la misurazione dell’accumulo invernale e dell’ablazione estiva, sono essenziali per comprendere le dinamiche di questi ghiacciai in un contesto di rapido cambiamento climatico, che sta portando a un’accelerazione del loro ritiro e della loro disintegrazione.
Rilevamento del bilancio invernale: Metodologia e risultati
Il 14 aprile 2022 è stato effettuato il rilevamento del bilancio invernale, una fase fondamentale per quantificare l’accumulo di neve durante la stagione fredda, che rappresenta la principale fonte di nuova massa per i ghiacciai. Sul ghiacciaio Schwarzbachfirn sono state acquisite 26 misurazioni della profondità della neve (note come snow probings), un numero limitato che riflette le dimensioni ridotte e lo stato avanzato di degrado del ghiacciaio. Sul Sankt Annafirn, invece, sono state effettuate 83 misurazioni, distribuite in modo sistematico sull’intera superficie del ghiacciaio, al fine di ottenere un campionamento rappresentativo delle variazioni spaziali dello spessore della neve. Queste misurazioni, condotte mediante sonde manuali, permettono di stimare il volume di neve accumulato e, successivamente, di convertirlo in equivalente in acqua (m w.e., meters water equivalent) per calcolare il contributo al bilancio di massa.
Per determinare la densità della neve, un parametro essenziale per convertire lo spessore della neve in equivalente in acqua, è stato eseguito un carotaggio in un unico sito su ciascun ghiacciaio. Il carotaggio consiste nell’estrazione di un cilindro di neve mediante un’apposita sonda, che viene poi pesato e analizzato per calcolarne la densità. I risultati hanno mostrato una densità media della neve di circa 430 kg m⁻³ su entrambi i ghiacciai. Questo valore è tipico della neve primaverile nelle Alpi, che, a metà aprile, ha già subito un certo grado di compattazione e metamorfismo a causa delle temperature in aumento e dei cicli di disgelo e ricongelamento. La densità di 430 kg m⁻³ indica che 1 metro di neve corrisponde a circa 0,43 m w.e., un dato che permette di stimare l’apporto di massa invernale al ghiacciaio.
Visita intermedia e condizioni eccezionali: Impatti del disgelo estivo
A causa di un disgelo estivo senza precedenti, che ha accelerato l’ablazione del ghiaccio e della neve residua, il 16 luglio 2022 è stata condotta una visita intermedia sul campo al Sankt Annafirn. Questo evento eccezionale è stato motivato dalla necessità di monitorare l’evoluzione del ghiacciaio in un anno caratterizzato da condizioni climatiche estreme, probabilmente legate a temperature estive insolitamente elevate e a una ridotta copertura nevosa residua, che ha esposto il ghiaccio sottostante a un’ablazione più intensa. Tuttavia, la visita è stata fortemente limitata da un significativo rischio di caduta massi nelle parti superiori del ghiacciaio, un fenomeno che il testo attribuisce all’instabilità delle pareti rocciose circostanti, probabilmente esacerbata dal ritiro del ghiacciaio e dal degrado del permafrost.
A causa di queste condizioni di pericolo, le operazioni sul campo si sono concentrate esclusivamente sulla sezione inferiore del Sankt Annafirn, dove il rischio era minore. In questa zona, sono stati perforati nuovamente solo due pali di misurazione del bilancio di massa (mass balance stakes), strumenti utilizzati per monitorare l’ablazione del ghiaccio misurando la variazione di altezza della superficie glaciale rispetto al livello del palo. La decisione di limitare le operazioni a due pali riflette le difficoltà logistiche e di sicurezza incontrate, ma ha comunque permesso di acquisire dati parziali per l’intero periodo idrologico, garantendo una continuità minima nelle misurazioni.
Rilevamento finale e stato dei ghiacciai
Il 13 settembre 2022, alla fine della stagione di ablazione estiva, è stata condotta una visita finale per controllare tutti i pali di misurazione del bilancio di massa sul Sankt Annafirn. Durante questa campagna, tre pali sono stati perforati nuovamente, un’operazione necessaria per aggiornare i punti di riferimento e continuare a monitorare l’ablazione del ghiaccio. Questi pali, distribuiti strategicamente sulla superficie del ghiacciaio, permettono di calcolare il bilancio di massa netto combinando i dati sull’accumulo invernale (misurato in aprile) con quelli sull’ablazione estiva (misurata in settembre). Tuttavia, le condizioni del ghiacciaio, già compromesse dal disgelo estivo e dagli eventi di caduta massi, hanno reso il monitoraggio sempre più complesso.
Sul Schwarzbachfirn, invece, non è stato possibile effettuare ulteriori misurazioni. Il ghiacciaio ha subito una fusione completa dei pali di misurazione rimanenti, un segnale inequivocabile della sua quasi totale scomparsa. A settembre 2022, il Schwarzbachfirn era ridotto a pochi residui di ghiaccio morto (dead ice), ossia ghiaccio non più attivo dal punto di vista dinamico, coperto da uno spesso strato di detriti. Questo strato di detriti, composto da materiale roccioso proveniente dalle pareti circostanti, ha probabilmente rallentato l’ablazione del ghiaccio sottostante, ma non è stato sufficiente a preservare il ghiacciaio come entità funzionale. La completa fusione dei pali e la quasi totale scomparsa del ghiaccio confermano quanto già riportato nel testo: le misurazioni sul Schwarzbachfirn sono state interrotte nel 2021 a causa della sua disintegrazione, e il ghiacciaio è ormai considerato estinto, ad eccezione di questi residui isolati.
Implicazioni scientifiche e ambientali
Le indagini condotte nel 2021/22 evidenziano le sfide crescenti nel monitoraggio dei ghiacciai alpini di piccola scala in un contesto di cambiamento climatico. Il disgelo eccezionale registrato nell’estate 2022, che ha richiesto una visita intermedia sul Sankt Annafirn, è un segnale delle condizioni climatiche estreme che stanno accelerando il ritiro dei ghiacciai nelle Alpi. L’aumento delle temperature estive, combinato con una possibile riduzione delle precipitazioni nevose invernali, ha portato a un’ablazione senza precedenti, riducendo lo spessore e la superficie del Sankt Annafirn e portando alla quasi totale scomparsa del Schwarzbachfirn.
Il rischio di caduta massi, che ha limitato le operazioni sul Sankt Annafirn, è un ulteriore indicatore del degrado ambientale della zona. Il ritiro del ghiacciaio e il degrado del permafrost nelle pareti rocciose sovrastanti, come quelle che collegano il Sankt Annahorn e il Chastelhorn, stanno destabilizzando i versanti, aumentando l’instabilità geomorfologica e il pericolo per le attività di monitoraggio. Questo fenomeno è tipico delle regioni alpine in cui i ghiacciai si stanno ritirando rapidamente, lasciando esposte pareti rocciose precedentemente stabilizzate dal ghiaccio o dal permafrost.
Dal punto di vista idrologico, la perdita di massa del Sankt Annafirn e la scomparsa del Schwarzbachfirn hanno implicazioni significative per il bacino del fiume Reuss, a cui entrambi i ghiacciai contribuivano. La riduzione dell’apporto idrico estivo, derivante dallo scioglimento del ghiaccio, può influire sulla disponibilità di acqua per l’agricoltura, l’approvvigionamento idrico e la produzione di energia idroelettrica nella regione. Inoltre, la transizione del Schwarzbachfirn a uno stato di ghiaccio morto coperto da detriti segna la fine della sua funzione idrologica attiva, un destino che il Sankt Annafirn potrebbe presto condividere, come suggerito dalla decisione di interrompere le misurazioni dopo il 2023.
Conclusione
Le indagini condotte nel periodo 2021/22 sul Sankt Annafirn e sul Schwarzbachfirn offrono un quadro dettagliato delle dinamiche di degrado di questi ghiacciai alpini di piccola scala. Il rilevamento del bilancio invernale del 14 aprile 2022 ha permesso di quantificare l’accumulo di neve, con 26 misurazioni sul Schwarzbachfirn e 83 sul Sankt Annafirn, e una densità media della neve di 430 kg m⁻³. Tuttavia, il disgelo estivo eccezionale ha richiesto una visita intermedia il 16 luglio, limitata a due pali nella sezione inferiore del Sankt Annafirn a causa del rischio di caduta massi. La visita finale del 13 settembre ha confermato la continua ablazione del Sankt Annafirn, mentre il Schwarzbachfirn è risultato quasi completamente scomparso, ridotto a residui di ghiaccio morto sotto uno strato di detriti. Questi dati sottolineano l’impatto del cambiamento climatico sui ghiacciai alpini, evidenziando le difficoltà logistiche e di sicurezza nel loro monitoraggio e prefigurando la probabile estinzione del Sankt Annafirn nel prossimo futuro, con conseguenze significative per l’idrologia e l’ecosistema della regione.
Indagini glaciologiche nel periodo 2022/23: Ultime misurazioni e chiusura del programma di monitoraggio del ghiacciaio di Sankt Annafirn
Introduzione al contesto delle indagini finali
Le indagini condotte nel periodo idrologico 2022/23 rappresentano l’ultima fase del programma di monitoraggio del bilancio di massa del ghiacciaio di Sankt Annafirn, un piccolo ghiacciaio di circo situato nelle Alpi svizzere centrali. Con un’area di circa 0,12 km², il Sankt Annafirn è esposto a nord e si trova in una conca glaciale delimitata da ripide pareti rocciose che collegano il Sankt Annahorn (2937 m s.l.m.) e il Chastelhorn (2973 m s.l.m.). Le misurazioni del bilancio di massa, avviate nel 2012, hanno permesso di documentare le variazioni stagionali e annuali della massa glaciale, contribuendo alla comprensione delle dinamiche di questo ghiacciaio nel bacino idrografico del fiume Reuss. Tuttavia, il rapido ritiro del ghiacciaio, la sua disintegrazione e le crescenti difficoltà logistiche e di sicurezza hanno portato alla decisione di interrompere definitivamente le misurazioni dopo il 2023, come già anticipato nel testo introduttivo. Le attività condotte nel 2022/23, descritte di seguito, segnano quindi la conclusione di un decennio di monitoraggio, offrendo un’ultima istantanea dello stato del ghiacciaio prima della sua probabile estinzione.
Rilevamento del bilancio invernale: Metodologia e limitazioni
Il 10 aprile 2023 è stato effettuato il rilevamento della profondità della neve di fine inverno sul Sankt Annafirn, un’operazione fondamentale per quantificare l’accumulo di neve durante la stagione fredda, che rappresenta la principale fonte di nuova massa per il ghiacciaio. Sono state misurate la profondità della neve in 76 punti, distribuiti in modo sistematico sull’intera superficie del ghiacciaio, al fine di ottenere un campionamento rappresentativo delle variazioni spaziali dello spessore della neve. Queste misurazioni, note come snow probings, sono state condotte mediante sonde manuali, che permettono di determinare lo spessore della neve in ciascun punto e, in combinazione con la densità della neve, di calcolare l’apporto di massa invernale in termini di equivalente in acqua (m w.e., meters water equivalent).
Tuttavia, per ragioni logistiche non specificate, non sono state effettuate misurazioni della densità della neve durante questa campagna. La densità della neve è un parametro essenziale per convertire lo spessore della neve in equivalente in acqua, poiché la neve può variare significativamente in densità (da circa 100 kg m⁻³ per la neve fresca a oltre 500 kg m⁻³ per la neve compatta o trasformata). In assenza di misurazioni dirette, è probabile che i ricercatori abbiano utilizzato un valore di densità stimato, basato su dati storici o su misurazioni effettuate in anni precedenti. Ad esempio, nel periodo 2021/22, la densità della neve sul Sankt Annafirn era stata determinata come 430 kg m⁻³, un valore che potrebbe essere stato assunto come riferimento. Questa limitazione introduce un’incertezza nei calcoli del bilancio invernale, ma non compromette del tutto l’utilità dei dati raccolti, che possono comunque fornire un’indicazione qualitativa dell’accumulo di neve nell’inverno 2022/23.
Rilevamento di fine estate: Anticipazione e conclusione delle misurazioni
Il rilevamento di fine estate, che normalmente si svolge a settembre per misurare l’ablazione estiva e calcolare il bilancio di massa netto dell’anno idrologico, è stato anticipato al 21 agosto 2023. Questa decisione è stata motivata dalla necessità di evitare la fusione completa dei pali di misurazione del bilancio di massa (mass balance stakes) rimanenti, un rischio concreto in un contesto di disgelo accelerato. I pali di misurazione, installati sulla superficie del ghiacciaio, servono a monitorare l’ablazione del ghiaccio misurando la variazione di Altezza della superficie glaciale rispetto al livello del palo. La fusione completa di questi pali, come già accaduto sul vicino Schwarzbachfirn nel 2022, renderebbe impossibile acquisire dati sull’ablazione estiva, compromettendo il calcolo del bilancio di massa.
Durante la campagna del 21 agosto, tutti i siti di misurazione sono stati individuati, indicando che i pali erano ancora presenti e visibili, nonostante l’intensa ablazione estiva. Tuttavia, nessun palo è stato perforato nuovamente, un’operazione che sarebbe stata necessaria per aggiornare i punti di riferimento e continuare il monitoraggio in futuro. La decisione di non perforare nuovi pali riflette la consapevolezza che il programma di monitoraggio stava giungendo al termine. Al termine della campagna, l’attrezzatura utilizzata per le misurazioni è stata rimossa dal ghiacciaio, un’azione che segna la conclusione definitiva delle attività di campo sul Sankt Annafirn.
Interruzione definitiva del monitoraggio e stato del ghiacciaio
Il testo specifica che, a partire da questa campagna, non saranno più condotte ulteriori misurazioni del bilancio di massa sul Sankt Annafirn. Questa decisione, già annunciata nel testo introduttivo, è il risultato di una combinazione di fattori. In primo luogo, il rapido ritiro del ghiacciaio, documentato attraverso le misurazioni degli anni precedenti (ad esempio, la perdita di massa cumulativa di circa 10 m w.e. nel periodo 2012-2023, come mostrato nella Figura 4.41), ha ridotto significativamente la sua superficie e il suo spessore, rendendo il ghiacciaio sempre meno rappresentativo come corpo glaciale attivo. In secondo luogo, le difficoltà logistiche e di sicurezza, come il rischio di caduta massi nelle parti superiori del ghiacciaio (già evidenziato nel 2021/22), hanno reso le operazioni di campo sempre più complesse e pericolose. Infine, le interferenze antropiche, come le operazioni legate all’area sciistica nelle vicinanze, hanno introdotto ulteriori variabili che compromettono la qualità dei dati raccolti.
A livello scientifico, l’interruzione del monitoraggio segna la fine di un’importante serie di dati che ha permesso di documentare il declino del Sankt Annafirn in un periodo critico per i ghiacciai alpini. Tuttavia, la decisione è coerente con lo stato avanzato di degrado del ghiacciaio: un ghiacciaio che ha perso 10 m w.e. in 11 anni, come mostrato nella Figura 4.41, e che ha subito un’ablazione eccezionale nel 2023 (circa -2,5 m w.e.), è probabilmente in una fase terminale, con una superficie e uno spessore ridotti al punto da rendere le misurazioni meno significative. Il destino del Sankt Annafirn appare simile a quello del vicino Schwarzbachfirn, che nel 2022 era già ridotto a pochi residui di ghiaccio morto sotto uno strato di detriti, segnando la sua estinzione come ghiacciaio attivo.
Implicazioni ambientali e idrologiche
La chiusura del programma di monitoraggio del Sankt Annafirn ha implicazioni significative a livello ambientale e idrologico. Il ghiacciaio, pur di piccole dimensioni, contribuiva al regime idrografico del bacino del fiume Reuss, fornendo un apporto idrico estivo attraverso lo scioglimento del ghiaccio. La sua probabile scomparsa, prefigurata dalla perdita di massa accelerata e dall’interruzione delle misurazioni, comporterà una riduzione di questa risorsa idrica, con potenziali impatti sull’agricoltura, sull’approvvigionamento idrico e sulla produzione di energia idroelettrica nella regione. Inoltre, la perdita del ghiacciaio avrà conseguenze ecologiche, come la scomparsa di habitat per specie adattate agli ambienti freddi, e geomorfologiche, come l’aumento dell’instabilità dei versanti a causa del ritiro del ghiaccio e del degrado del permafrost.
Confronto con le dinamiche globali dei ghiacciai alpini
Il declino del Sankt Annafirn e la chiusura del suo programma di monitoraggio sono rappresentativi di una tendenza più ampia che riguarda i ghiacciai alpini, in particolare quelli di piccole dimensioni (glacierets). I ghiacciai delle Alpi hanno perso circa il 50% della loro superficie e del loro volume dal 1850, con un’accelerazione significativa negli ultimi decenni a causa del riscaldamento globale. I ghiacciai di piccola scala, come il Sankt Annafirn, sono particolarmente vulnerabili perché hanno un volume limitato e una capacità ridotta di accumulo, il che li rende meno resilienti alle variazioni climatiche. La decisione di interrompere le misurazioni riflette non solo le difficoltà logistiche, ma anche il riconoscimento che il ghiacciaio sta raggiungendo un punto di non ritorno, un destino condiviso da molti altri ghiacciai alpini di piccole dimensioni.
Conclusione
Le indagini condotte nel periodo 2022/23 sul ghiacciaio di Sankt Annafirn segnano la conclusione di un decennio di monitoraggio del bilancio di massa, offrendo un’ultima istantanea dello stato del ghiacciaio prima della sua probabile estinzione. Il rilevamento della profondità della neve di fine inverno, effettuato il 10 aprile 2023 in 76 punti, ha fornito dati sull’accumulo invernale, sebbene l’assenza di misurazioni della densità della neve abbia introdotto un’incertezza nei calcoli. Il rilevamento di fine estate, anticipato al 21 agosto 2023 per evitare la fusione completa dei pali di misurazione, ha permesso di individuare tutti i siti di misurazione, ma nessun palo è stato perforato nuovamente, e l’attrezzatura è stata rimossa, segnando la fine delle attività di campo. La decisione di non condurre ulteriori misurazioni riflette il rapido declino del ghiacciaio, le difficoltà logistiche e di sicurezza, e il suo stato avanzato di degrado, che lo avvicina alla scomparsa. Questo caso studio sottolinea l’impatto del cambiamento climatico sui ghiacciai alpini di piccola scala, evidenziando le sfide associate al loro monitoraggio e le implicazioni della loro perdita per l’idrologia, l’ecosistema e la stabilità geomorfologica della regione del fiume Reuss.

Analisi approfondita della Tabella 4.27: Bilancio di massa invernale e annuo del ghiacciaio di Sankt Annafirn per fasce altitudinali nei periodi 2021/22 e 2022/23
Introduzione al contesto glaciologico
La Tabella 4.27 presenta un’analisi dettagliata del bilancio di massa del ghiacciaio di Sankt Annafirn, un piccolo ghiacciaio di circo situato nelle Alpi svizzere centrali, per i periodi idrologici 2021/22 e 2022/23. Il ghiacciaio, che copre un’area di circa 0,12 chilometri quadrati, è esposto a nord e si trova in una conca glaciale delimitata da ripide pareti rocciose che collegano il Sankt Annahorn, a 2937 metri sopra il livello del mare, e il Chastelhorn, a 2973 metri sopra il livello del mare. Il bilancio di massa di un ghiacciaio rappresenta la differenza tra l’accumulo di massa, principalmente sotto forma di neve durante l’inverno, e l’ablazione, ossia la perdita di massa dovuta allo scioglimento del ghiaccio e alla sublimazione durante l’estate. Questo parametro è un indicatore fondamentale della salute del ghiacciaio e della sua risposta alle condizioni climatiche. La tabella suddivide i dati in fasce altitudinali, che vanno da 2650 a 2900 metri sopra il livello del mare, e riporta l’accumulo invernale, il bilancio annuo e l’area corrispondente a ciascuna fascia per i due periodi, offrendo una visione dettagliata delle dinamiche spaziali e temporali del ghiacciaio.
Descrizione della struttura della tabella
La tabella è organizzata in modo da mostrare i dati per cinque fasce altitudinali, che coprono l’intervallo da 2650 a 2900 metri sopra il livello del mare, e una riga finale che riassume i valori medi per l’intero ghiacciaio. Per ciascun periodo, 2021/22 e 2022/23, vengono riportati tre parametri principali: l’area di ciascuna fascia, espressa in chilometri quadrati; l’accumulo invernale medio, espresso in millimetri di equivalente in acqua, che rappresenta la quantità di neve accumulata durante l’inverno; e il bilancio annuo medio, anch’esso in millimetri di equivalente in acqua, che rappresenta la variazione netta di massa per l’intero anno idrologico, calcolata come differenza tra l’accumulo invernale e l’ablazione estiva. L’unità di misura “millimetri di equivalente in acqua” è uno standard in glaciologia che converte la massa di neve o ghiaccio in un volume equivalente di acqua liquida, tenendo conto della densità del materiale. Ad esempio, 1000 millimetri di equivalente in acqua corrispondono a 1 metro di acqua liquida. I dati si riferiscono al periodo di misurazione definito dalle date delle campagne sul campo, che comprendono i rilevamenti di fine inverno e di fine estate.
Analisi dei dati per il periodo 2021/22
Distribuzione altitudinale e area del ghiacciaio
Il ghiacciaio di Sankt Annafirn è suddiviso in cinque fasce altitudinali: da 2650 a 2700 metri, da 2700 a 2750 metri, da 2750 a 2800 metri, da 2800 a 2850 metri e da 2850 a 2900 metri sopra il livello del mare. L’area totale del ghiacciaio nel periodo 2021/22 è di 0,125 chilometri quadrati, calcolata come somma delle aree delle singole fasce:
- Da 2650 a 2700 metri: 0,007 chilometri quadrati.
- Da 2700 a 2750 metri: 0,042 chilometri quadrati.
- Da 2750 a 2800 metri: 0,034 chilometri quadrati.
- Da 2800 a 2850 metri: 0,030 chilometri quadrati.
- Da 2850 a 2900 metri: 0,012 chilometri quadrati.
La fascia con l’area maggiore è quella compresa tra 2700 e 2750 metri, con 0,042 chilometri quadrati, mentre la fascia più alta, tra 2850 e 2900 metri, ha l’area più piccola, pari a 0,012 chilometri quadrati. Questa distribuzione riflette la tipica conformazione di un ghiacciaio di circo, che tende ad avere una superficie più estesa nelle zone intermedie e a restringersi verso le quote più alte, dove la conca glaciale si chiude contro le pareti rocciose circostanti.
Accumulo invernale
L’accumulo invernale rappresenta la quantità di neve che si è depositata sul ghiacciaio durante l’inverno, misurata in millimetri di equivalente in acqua. Questo parametro è stato determinato durante il rilevamento di fine inverno, effettuato il 14 aprile 2022, come descritto nel testo delle indagini 2021/22. I valori per le diverse fasce altitudinali sono i seguenti:
- Da 2650 a 2700 metri: 703 millimetri di equivalente in acqua.
- Da 2700 a 2750 metri: 993 millimetri di equivalente in acqua.
- Da 2750 a 2800 metri: 1224 millimetri di equivalente in acqua.
- Da 2800 a 2850 metri: 1313 millimetri di equivalente in acqua.
- Da 2850 a 2900 metri: 1205 millimetri di equivalente in acqua.
Si osserva una tendenza generale all’aumento dell’accumulo con l’altitudine, con un picco nella fascia tra 2800 e 2850 metri, dove l’accumulo raggiunge 1313 millimetri di equivalente in acqua. Questo pattern è tipico dei ghiacciai alpini, poiché le quote più alte tendono a ricevere maggiori precipitazioni nevose e a essere meno soggette a disgelo durante l’inverno, grazie a temperature più basse. Tuttavia, l’accumulo diminuisce leggermente nella fascia più alta, tra 2850 e 2900 metri, a 1205 millimetri di equivalente in acqua, un fenomeno che potrebbe essere dovuto a una minore esposizione alle precipitazioni nevose, causata da effetti orografici, o a una maggiore azione del vento, che può rimuovere la neve fresca nelle zone più elevate.
Bilancio annuo
Il bilancio annuo rappresenta la variazione netta di massa del ghiacciaio per l’intero anno idrologico, calcolata come differenza tra l’accumulo invernale e l’ablazione estiva. I valori sono tutti negativi, indicando una perdita di massa in tutte le fasce altitudinali:
- Da 2650 a 2700 metri: -4274 millimetri di equivalente in acqua.
- Da 2700 a 2750 metri: -3656 millimetri di equivalente in acqua.
- Da 2750 a 2800 metri: -2693 millimetri di equivalente in acqua.
- Da 2800 a 2850 metri: -1933 millimetri di equivalente in acqua.
- Da 2850 a 2900 metri: -1983 millimetri di equivalente in acqua.
La perdita di massa è più marcata nelle fasce altitudinali più basse, con un valore di -4274 millimetri di equivalente in acqua nella fascia tra 2650 e 2700 metri, dove le temperature estive sono più alte e l’ablazione è più intensa. La perdita diminuisce progressivamente con l’aumentare dell’altitudine, raggiungendo un minimo di -1933 millimetri di equivalente in acqua nella fascia tra 2800 e 2850 metri, dove le temperature più basse e un maggiore accumulo invernale riducono l’ablazione. Tuttavia, nella fascia più alta, tra 2850 e 2900 metri, la perdita aumenta leggermente a -1983 millimetri di equivalente in acqua, un fenomeno che potrebbe essere dovuto a una maggiore esposizione al vento o a una minore copertura nevosa residua, che lascia il ghiaccio più vulnerabile allo scioglimento estivo.
Valori medi per l’intero ghiacciaio
L’ultima riga della tabella riporta i valori medi per l’intero ghiacciaio, considerando tutte le fasce altitudinali da 2650 a 2900 metri:
- Area: 0,125 chilometri quadrati.
- Accumulo invernale medio: 1137 millimetri di equivalente in acqua.
- Bilancio annuo medio: -2847 millimetri di equivalente in acqua.
Il bilancio annuo medio di -2847 millimetri di equivalente in acqua indica una perdita di massa significativa per l’intero ghiacciaio, equivalente a circa 2,847 metri di acqua liquida. Questo valore riflette un anno idrologico particolarmente critico, caratterizzato da un’ablazione estiva intensa, come confermato dal testo delle indagini 2021/22, che descrive un disgelo senza precedenti nell’estate 2022.
Analisi dei dati per il periodo 2022/23
Distribuzione altitudinale e area del ghiacciaio
Nel periodo 2022/23, l’area totale del ghiacciaio è di 0,123 chilometri quadrati, leggermente inferiore rispetto al 2021/22, indicando una riduzione della superficie del ghiacciaio:
- Da 2650 a 2700 metri: 0,005 chilometri quadrati (riduzione rispetto a 0,007 chilometri quadrati).
- Da 2700 a 2750 metri: 0,041 chilometri quadrati (riduzione rispetto a 0,042 chilometri quadrati).
- Da 2750 a 2800 metri: 0,034 chilometri quadrati (invariata).
- Da 2800 a 2850 metri: 0,030 chilometri quadrati (invariata).
- Da 2850 a 2900 metri: 0,012 chilometri quadrati (invariata).
La riduzione dell’area, pari a 0,002 chilometri quadrati, è concentrata nelle fasce altitudinali più basse, tra 2650 e 2700 metri e tra 2700 e 2750 metri, dove il margine glaciale si sta ritirando verso quote più alte. Questo fenomeno è tipico dei ghiacciai in declino, che tendono a perdere superficie nelle zone più basse, dove l’ablazione è più intensa, mentre le fasce più alte, meno esposte al disgelo, mantengono la loro estensione.
Accumulo invernale
L’accumulo invernale nel 2022/23, misurato il 10 aprile 2023, è inferiore rispetto al 2021/22, indicando un inverno con un apporto di neve minore:
- Da 2650 a 2700 metri: 622 millimetri di equivalente in acqua.
- Da 2700 a 2750 metri: 682 millimetri di equivalente in acqua.
- Da 2750 a 2800 metri: 881 millimetri di equivalente in acqua.
- Da 2800 a 2850 metri: 954 millimetri di equivalente in acqua.
- Da 2850 a 2900 metri: 960 millimetri di equivalente in acqua.
Come nel 2021/22, l’accumulo aumenta con l’altitudine, con un picco nella fascia più alta, tra 2850 e 2900 metri, dove raggiunge 960 millimetri di equivalente in acqua. Tuttavia, i valori sono significativamente più bassi rispetto al 2021/22: ad esempio, nella fascia tra 2800 e 2850 metri, l’accumulo è di 954 millimetri di equivalente in acqua nel 2022/23, contro 1313 millimetri di equivalente in acqua nel 2021/22, una riduzione di circa il 27%. Questo suggerisce un inverno con precipitazioni nevose inferiori o temperature più alte, che potrebbero aver causato un disgelo parziale della neve durante la stagione fredda.
Bilancio annuo
Il bilancio annuo nel 2022/23 è negativo in tutte le fasce altitudinali, ma i valori sono meno estremi rispetto al 2021/22:
- Da 2650 a 2700 metri: -2714 millimetri di equivalente in acqua.
- Da 2700 a 2750 metri: -2499 millimetri di equivalente in acqua.
- Da 2750 a 2800 metri: -1708 millimetri di equivalente in acqua.
- Da 2800 a 2850 metri: -1113 millimetri di equivalente in acqua.
- Da 2850 a 2900 metri: -1003 millimetri di equivalente in acqua.
La perdita di massa segue lo stesso pattern del 2021/22, con valori più negativi nelle fasce altitudinali più basse, dove l’ablazione estiva è più intensa: -2714 millimetri di equivalente in acqua nella fascia tra 2650 e 2700 metri. Tuttavia, i valori sono meno marcati rispetto al 2021/22: ad esempio, nella stessa fascia, la perdita era di -4274 millimetri di equivalente in acqua, una differenza di circa 1560 millimetri di equivalente in acqua. La perdita diminuisce con l’aumentare dell’altitudine, raggiungendo un minimo di -1003 millimetri di equivalente in acqua nella fascia tra 2850 e 2900 metri, dove le temperature più basse e un maggiore accumulo invernale riducono l’ablazione.
Valori medi per l’intero ghiacciaio
I valori medi per l’intero ghiacciaio nel 2022/23 sono i seguenti:
- Area: 0,123 chilometri quadrati.
- Accumulo invernale medio: 829 millimetri di equivalente in acqua.
- Bilancio annuo medio: -1798 millimetri di equivalente in acqua.
L’accumulo invernale medio di 829 millimetri di equivalente in acqua è inferiore di circa il 27% rispetto al 2021/22 (1137 millimetri di equivalente in acqua), confermando un inverno con un apporto di neve ridotto. Il bilancio annuo medio di -1798 millimetri di equivalente in acqua, equivalente a circa 1,798 metri di acqua liquida, è meno negativo rispetto al 2021/22 (-2847 millimetri di equivalente in acqua), una riduzione di circa il 37%, suggerendo un’ablazione estiva meno intensa nel 2022/23.
Interpretazione scientifica
Confronto tra i due periodi
Il confronto tra i due periodi evidenzia differenze significative nelle dinamiche del ghiacciaio:
- Accumulo invernale: L’accumulo di neve nel 2022/23 è stato inferiore rispetto al 2021/22 in tutte le fasce altitudinali, con una riduzione media del 27%. Questo potrebbe essere il risultato di un inverno con precipitazioni nevose inferiori o temperature più alte, che hanno causato un disgelo parziale della neve durante l’inverno. La riduzione dell’accumulo è particolarmente preoccupante, poiché un minore apporto di neve rende il ghiacciaio più vulnerabile all’ablazione estiva, accelerando il suo ritiro.
- Ablazione estiva: La perdita di massa annua nel 2022/23 è stata meno marcata rispetto al 2021/22, con una riduzione media del 37%. Questo suggerisce che l’ablazione estiva nel 2022/23 è stata meno intensa, forse a causa di un’estate più fresca o di una maggiore copertura nevosa residua, che ha protetto il ghiaccio sottostante dallo scioglimento. Tuttavia, il bilancio annuo rimane negativo, indicando una continua perdita di massa.
- Ritiro del ghiacciaio: La riduzione dell’area del ghiacciaio da 0,125 a 0,123 chilometri quadrati, concentrata nelle fasce altitudinali più basse, conferma il ritiro del margine glaciale verso quote più alte, un fenomeno tipico dei ghiacciai in declino.
Confronto con i dati storici
I dati della tabella sono coerenti con le informazioni fornite nei testi precedenti. Il bilancio annuo medio di -2847 millimetri di equivalente in acqua nel 2021/22 è in linea con il picco di ablazione descritto nel testo delle indagini 2021/22, che riporta un disgelo senza precedenti nell’estate 2022, con una perdita di massa significativa che ha portato alla fusione completa dei pali di misurazione sul vicino Schwarzbachfirn. Il bilancio annuo medio di -1798 millimetri di equivalente in acqua nel 2022/23, sebbene meno estremo, contribuisce alla perdita di massa cumulativa di circa 10 metri di equivalente in acqua nel periodo 2012-2023, come mostrato nella Figura 4.41. Questa tendenza di declino è ulteriormente supportata dalla riduzione dell’area del ghiacciaio e dalla decisione di interrompere le misurazioni dopo il 2023, come descritto nel testo delle indagini 2022/23.
Dinamiche altitudinali
La variazione del bilancio di massa con l’altitudine riflette le differenze nelle condizioni climatiche e nei processi glaciologici. Le fasce altitudinali più basse, tra 2650 e 2700 metri, mostrano le perdite di massa più elevate in entrambi i periodi, a causa delle temperature estive più alte e di un accumulo invernale inferiore, che lasciano il ghiaccio più esposto all’ablazione. Le fasce più alte, tra 2800 e 2900 metri, mostrano perdite di massa meno marcate, grazie a temperature più basse e a un maggiore accumulo invernale, che protegge il ghiaccio sottostante. Tuttavia, anche nelle fasce più alte il bilancio annuo è negativo, indicando che il ghiacciaio sta perdendo massa su tutta la sua superficie, un segnale inequivocabile del suo declino.
Implicazioni idrologiche, ecologiche e geomorfologiche
La perdita di massa del Sankt Annafirn ha implicazioni significative a livello locale e regionale. Il ghiacciaio contribuisce al regime idrografico del bacino del fiume Reuss, uno dei principali corsi d’acqua della Svizzera centrale. La perdita di massa media di 2847 millimetri di equivalente in acqua nel 2021/22 e di 1798 millimetri di equivalente in acqua nel 2022/23 si traduce in una riduzione del volume di ghiaccio disponibile per lo scioglimento estivo, che fornisce un apporto idrico essenziale durante i mesi più caldi. Questa riduzione può influire sulla disponibilità di acqua per l’agricoltura, l’approvvigionamento idrico e la produzione di energia idroelettrica nella regione.
Dal punto di vista ecologico, la scomparsa del ghiacciaio comporta la perdita di habitat per specie adattate agli ambienti freddi, come microorganismi estremofili e fauna alpina che dipende dalla presenza di neve e ghiaccio. Inoltre, il ritiro del ghiacciaio ha conseguenze geomorfologiche: la riduzione del supporto glaciale può destabilizzare le pareti rocciose circostanti, come quelle che collegano il Sankt Annahorn e il Chastelhorn, aumentando il rischio di caduta massi. Questo fenomeno è probabilmente esacerbato dal degrado del permafrost, che, con l’aumento delle temperature, perde la sua capacità di stabilizzare i versanti rocciosi.
Confronto con le dinamiche globali dei ghiacciai alpini
Il declino del Sankt Annafirn è rappresentativo di una tendenza più ampia che riguarda i ghiacciai alpini, in particolare quelli di piccole dimensioni, noti come glacierets. Studi recenti mostrano che i ghiacciai delle Alpi hanno perso circa il 50% della loro superficie e del loro volume dal 1850, con un’accelerazione significativa negli ultimi decenni a causa del riscaldamento globale. I ghiacciai di piccola scala, come il Sankt Annafirn, sono particolarmente vulnerabili perché hanno un volume limitato e una capacità ridotta di accumulo, il che li rende meno resilienti alle variazioni climatiche. La perdita di massa registrata nei due periodi, combinata con la riduzione dell’area del ghiacciaio, è in linea con i tassi di declino osservati in altri ghiacciai alpini di dimensioni simili, e il picco di ablazione nel 2021/22 potrebbe riflettere eventi climatici estremi, come le ondate di calore che hanno caratterizzato gli ultimi anni in Europa.
Conclusione
La Tabella 4.27 offre un’analisi dettagliata e quantitativa del bilancio di massa del ghiacciaio di Sankt Annafirn per i periodi 2021/22 e 2022/23, suddiviso per fasce altitudinali. I dati mostrano un accumulo invernale ridotto nel 2022/23, con un valore medio di 829 millimetri di equivalente in acqua, rispetto a 1137 millimetri di equivalente in acqua nel 2021/22, e una perdita di massa annua meno marcata nel 2022/23, con un valore medio di -1798 millimetri di equivalente in acqua, rispetto a -2847 millimetri di equivalente in acqua nel 2021/22. Tuttavia, il bilancio annuo negativo in entrambi i periodi conferma il rapido declino del ghiacciaio, che sta perdendo massa e superficie a un ritmo accelerato, come evidenziato dalla riduzione dell’area da 0,125 a 0,123 chilometri quadrati. Questi dati, combinati con le difficoltà logistiche e di sicurezza descritte nei testi delle indagini, sottolineano la vulnerabilità del Sankt Annafirn e giustificano la decisione di interrompere le misurazioni dopo il 2023. La tabella rappresenta un documento scientifico cruciale per comprendere le dinamiche di degrado di un ghiacciaio alpino di piccola scala, con implicazioni profonde per l’idrologia, l’ecosistema e la stabilità geomorfologica della regione del fiume Reuss.

Analisi approfondita della Tabella 4.28: Misurazioni individuali del bilancio di massa invernale e annuo del ghiacciaio di Sankt Annafirn nei periodi 2021/22 e 2022/23
Introduzione al contesto glaciologico
La Tabella 4.28 presenta un’analisi dettagliata delle misurazioni individuali del bilancio di massa del ghiacciaio di Sankt Annafirn, un piccolo ghiacciaio di circo situato nelle Alpi svizzere centrali, per i periodi idrologici 2021/22 e 2022/23. Il ghiacciaio, che copre un’area di circa 0,12 chilometri quadrati, è esposto a nord e si trova in una conca glaciale delimitata da ripide pareti rocciose che collegano il Sankt Annahorn, a 2937 metri sopra il livello del mare, e il Chastelhorn, a 2973 metri sopra il livello del mare. Il bilancio di massa di un ghiacciaio rappresenta la differenza tra l’accumulo di massa, principalmente sotto forma di neve durante l’inverno, e l’ablazione, ossia la perdita di massa dovuta allo scioglimento del ghiaccio e alla sublimazione durante l’estate. Questo parametro è un indicatore fondamentale della salute del ghiacciaio e della sua risposta alle condizioni climatiche. La tabella riporta i dati raccolti su tre specifici pali di misurazione, identificati come Stake 1, Stake 2 e Stake 3, per i due periodi idrologici, fornendo informazioni sull’accumulo invernale e sulla variazione netta di massa annua, insieme alle coordinate e alle altitudini dei pali.
Descrizione della struttura della tabella
La tabella è organizzata in modo da fornire un’analisi temporale e spaziale del bilancio di massa del Sankt Annafirn. Per ciascun palo di misurazione, vengono riportati il periodo idrologico, suddiviso in tre date chiave (inizio, rilevamento di fine inverno e fine del periodo), le coordinate geografiche e l’altitudine del palo, e due parametri principali del bilancio di massa: l’accumulo invernale, che rappresenta la quantità di neve accumulata durante l’inverno, e il bilancio annuo, che rappresenta la variazione netta di massa per l’intero anno idrologico. Entrambi i parametri sono espressi in millimetri di equivalente in acqua, un’unità standard in glaciologia che converte la massa di neve o ghiaccio in un volume equivalente di acqua liquida, tenendo conto della densità del materiale. Ad esempio, 1000 millimetri di equivalente in acqua corrispondono a 1 metro di acqua liquida. I dati coprono due periodi idrologici: il primo, dal 14 settembre 2021 al 13 settembre 2022, e il secondo, dal 13 settembre 2022 al 21 agosto 2023.
Analisi dei dati per il periodo 2021/22
Periodo e date delle misurazioni
Il periodo idrologico 2021/22 si estende dal 14 settembre 2021 al 13 settembre 2022. Il rilevamento di fine inverno, che misura l’accumulo di neve, è stato effettuato il 14 aprile 2022, come descritto nel testo delle indagini 2021/22, mentre il rilevamento di fine estate, che valuta l’ablazione estiva e permette di calcolare il bilancio annuo, è stato condotto il 13 settembre 2022. Queste date definiscono l’anno idrologico, che copre un ciclo completo di accumulo e ablazione.
Posizione dei pali di misurazione
I tre pali di misurazione sono posizionati nella parte inferiore del ghiacciaio, come mostrato nella Figura 4.40, che rappresenta la topografia del Sankt Annafirn e la rete di osservazione:
- Il palo identificato come Stake 2 si trova a una quota di 2702 metri sopra il livello del mare, con coordinate 689903 / 161432.
- Il palo identificato come Stake 3 si trova a una quota di 2661 metri sopra il livello del mare, con coordinate 689102 / 161549.
- Il palo identificato come Stake 1 si trova a una quota di 2708 metri sopra il livello del mare, con coordinate 689074 / 161325.
Le altitudini dei pali, comprese tra 2661 e 2708 metri, corrispondono alle fasce altitudinali più basse del ghiacciaio, come riportato nella Tabella 4.27 (fasce 2650-2700 metri e 2700-2750 metri). Questa posizione li rende particolarmente rappresentativi delle zone di ablazione del ghiacciaio, dove lo scioglimento estivo è più intenso a causa delle temperature più alte e della minore copertura nevosa residua.
Accumulo invernale
L’accumulo invernale rappresenta la quantità di neve che si è depositata sul ghiacciaio durante l’inverno, misurata il 14 aprile 2022. I valori per i tre pali sono i seguenti:
- Stake 2 (2702 metri): 1292 millimetri di equivalente in acqua.
- Stake 3 (2661 metri): 1160 millimetri di equivalente in acqua.
- Stake 1 (2708 metri): 1032 millimetri di equivalente in acqua.
L’accumulo varia tra 1032 e 1292 millimetri di equivalente in acqua, con il valore più alto registrato al palo 2 e il più basso al palo 1. Questa variazione potrebbe riflettere differenze locali nell’accumulo di neve, dovute a fattori come l’esposizione al vento, la topografia o l’ombreggiatura. I valori sono più alti rispetto a quelli medi riportati nella Tabella 4.27 per le fasce altitudinali corrispondenti (703 millimetri di equivalente in acqua per 2650-2700 metri e 993 millimetri di equivalente in acqua per 2700-2750 metri), probabilmente perché rappresentano misurazioni puntuali in punti specifici, piuttosto che valori medi su aree più ampie.
Bilancio annuo
Il bilancio annuo rappresenta la variazione netta di massa del ghiacciaio per l’intero anno idrologico, calcolata come differenza tra l’accumulo invernale e l’ablazione estiva. I valori sono tutti negativi, indicando una perdita di massa significativa:
- Stake 2 (2702 metri): -3528 millimetri di equivalente in acqua.
- Stake 3 (2661 metri): -4248 millimetri di equivalente in acqua.
- Stake 1 (2708 metri): -1908 millimetri di equivalente in acqua.
La perdita di massa più elevata si registra al palo 3, a 2661 metri, con -4248 millimetri di equivalente in acqua, un valore che riflette la sua posizione a una quota più bassa, dove l’ablazione estiva è più intensa a causa delle temperature più alte e della minore protezione da parte della neve residua. Il palo 2, a 2702 metri, mostra una perdita di -3528 millimetri di equivalente in acqua, mentre il palo 1, a 2708 metri, registra la perdita più bassa, pari a -1908 millimetri di equivalente in acqua, probabilmente perché si trova a una quota leggermente più alta, dove l’ablazione è meno marcata. Questi valori sono coerenti con la Tabella 4.27, che riporta una perdita di massa media di -2847 millimetri di equivalente in acqua per l’intero ghiacciaio, con perdite più elevate nelle fasce altitudinali più basse, come -4274 millimetri di equivalente in acqua per la fascia 2650-2700 metri.
Analisi dei dati per il periodo 2022/23
Periodo e date delle misurazioni
Il periodo idrologico 2022/23 si estende dal 13 settembre 2022 al 21 agosto 2023. Il rilevamento di fine inverno è stato effettuato il 10 aprile 2023, come descritto nel testo delle indagini 2022/23, mentre il rilevamento di fine estate è stato anticipato al 21 agosto 2023, rispetto alla data usuale di settembre, per evitare la fusione completa dei pali di misurazione, come riportato nel testo. Questa anticipazione riflette le condizioni di disgelo accelerato che hanno caratterizzato l’estate 2023.
Posizione dei pali di misurazione
I tre pali di misurazione sono posizionati in modo simile al 2021/22, con alcune variazioni nelle coordinate:
- Il palo identificato come Stake 1 si trova a una quota di 2686 metri sopra il livello del mare, con coordinate 689100 / 161448.
- Il palo identificato come Stake 2 si trova a una quota di 2708 metri sopra il livello del mare, con coordinate 689074 / 161325.
- Il palo identificato come Stake 3 si trova a una quota di 2661 metri sopra il livello del mare, con coordinate 689105 / 161550.
Le coordinate e le altitudini dei pali 2 e 3 sono simili a quelle del 2021/22, con leggere variazioni che potrebbero riflettere un aggiornamento delle misurazioni o un riposizionamento dei pali. Il palo 1, invece, mostra un’altitudine ridotta da 2708 metri a 2686 metri rispetto al 2021/22, il che potrebbe indicare un errore di trascrizione o un cambiamento nella posizione del palo. Tuttavia, tutti i pali rimangono nella parte inferiore del ghiacciaio, come mostrato nella Figura 4.40, e rappresentano zone di ablazione.
Accumulo invernale
L’accumulo invernale nel 2022/23, misurato il 10 aprile 2023, è inferiore rispetto al 2021/22:
- Stake 1 (2686 metri): 665 millimetri di equivalente in acqua.
- Stake 2 (2708 metri): 1032 millimetri di equivalente in acqua.
- Stake 3 (2661 metri): 682 millimetri di equivalente in acqua.
L’accumulo varia tra 665 e 1032 millimetri di equivalente in acqua, con il valore più alto al palo 2 e il più basso al palo 1. Rispetto al 2021/22, l’accumulo è diminuito significativamente: ad esempio, al palo 3 l’accumulo passa da 1160 millimetri di equivalente in acqua a 682 millimetri di equivalente in acqua, una riduzione di circa il 41%. Questo è coerente con la Tabella 4.27, che riporta un accumulo invernale medio di 829 millimetri di equivalente in acqua per l’intero ghiacciaio nel 2022/23, contro 1137 millimetri di equivalente in acqua nel 2021/22, e con il testo delle indagini 2022/23, che menziona un inverno con un apporto di neve ridotto.
Bilancio annuo
Il bilancio annuo nel 2022/23 è negativo, ma meno marcato rispetto al 2021/22:
- Stake 1 (2686 metri): -2421 millimetri di equivalente in acqua.
- Stake 2 (2708 metri): -1908 millimetri di equivalente in acqua.
- Stake 3 (2661 metri): -2736 millimetri di equivalente in acqua.
La perdita di massa più elevata si registra al palo 3, a 2661 metri, con -2736 millimetri di equivalente in acqua, un valore inferiore rispetto al 2021/22 (-4248 millimetri di equivalente in acqua). Il palo 1, a 2686 metri, mostra una perdita di -2421 millimetri di equivalente in acqua, mentre il palo 2, a 2708 metri, registra la perdita più bassa, pari a -1908 millimetri di equivalente in acqua, lo stesso valore del 2021/22. Questi valori sono coerenti con la Tabella 4.27, che riporta una perdita di massa media di -1798 millimetri di equivalente in acqua per l’intero ghiacciaio, con perdite più elevate nelle fasce altitudinali più basse, come -2714 millimetri di equivalente in acqua per la fascia 2650-2700 metri.
Interpretazione scientifica
Confronto tra i due periodi
Il confronto tra i due periodi evidenzia differenze significative nelle dinamiche del ghiacciaio:
- Accumulo invernale: L’accumulo di neve nel 2022/23 è stato inferiore rispetto al 2021/22 per tutti i pali. Ad esempio, al palo 3 l’accumulo è diminuito da 1160 a 682 millimetri di equivalente in acqua, una riduzione di circa il 41%. Questo è coerente con la Tabella 4.27, che mostra una riduzione dell’accumulo invernale medio da 1137 a 829 millimetri di equivalente in acqua, e con il testo delle indagini 2022/23, che menziona un inverno con un apporto di neve ridotto, probabilmente a causa di precipitazioni nevose inferiori o temperature più alte.
- Ablazione estiva: La perdita di massa annua nel 2022/23 è stata meno marcata rispetto al 2021/22. Ad esempio, al palo 3 la perdita è passata da -4248 a -2736 millimetri di equivalente in acqua, una riduzione di circa il 36%. Questo è coerente con la Tabella 4.27, che mostra una perdita di massa media di -1798 millimetri di equivalente in acqua nel 2022/23 contro -2847 millimetri di equivalente in acqua nel 2021/22, suggerendo un’ablazione estiva meno intensa nel 2022/23, forse a causa di un’estate più fresca o di una maggiore copertura nevosa residua.
- Variazioni altitudinali: I pali a quote più basse, come il palo 3 a 2661 metri, mostrano perdite di massa più elevate in entrambi i periodi, un pattern coerente con la Tabella 4.27, che evidenzia perdite più marcate nelle fasce altitudinali più basse, dove l’ablazione estiva è più intensa.
Confronto con i dati storici
I dati della Tabella 4.28 sono coerenti con le informazioni fornite nei testi precedenti e nella Figura 4.41, che mostra una perdita di massa cumulativa di circa 10 metri di equivalente in acqua nel periodo 2012-2023. La perdita di massa più elevata nel 2021/22, con valori come -4248 millimetri di equivalente in acqua al palo 3, è in linea con il picco di ablazione descritto nel testo delle indagini 2021/22, che riporta un disgelo senza precedenti nell’estate 2022. La perdita meno marcata nel 2022/23, con valori come -2736 millimetri di equivalente in acqua al palo 3, riflette una tendenza di declino continuo, ma con un’ablazione estiva meno estrema, come confermato dalla Tabella 4.27.
Posizione dei pali e dinamiche locali
La posizione dei pali nella parte inferiore del ghiacciaio, come mostrato nella Figura 4.40, spiega le perdite di massa elevate. I pali si trovano nelle fasce altitudinali più basse, tra 2661 e 2708 metri, che corrispondono alle zone di ablazione del ghiacciaio, dove lo scioglimento estivo è più intenso a causa delle temperature più alte e della minore copertura nevosa residua. La variazione dell’accumulo invernale tra i pali potrebbe riflettere differenze locali, come l’esposizione al vento o la topografia, mentre la perdita di massa più elevata al palo 3 in entrambi i periodi è coerente con la sua quota più bassa, che lo rende più vulnerabile all’ablazione.
Implicazioni idrologiche, ecologiche e geomorfologiche
La perdita di massa del Sankt Annafirn ha implicazioni significative a livello locale e regionale. Il ghiacciaio contribuisce al regime idrografico del bacino del fiume Reuss, uno dei principali corsi d’acqua della Svizzera centrale. La perdita di massa registrata, con valori come -4248 millimetri di equivalente in acqua al palo 3 nel 2021/22 e -2736 millimetri di equivalente in acqua nel 2022/23, si traduce in una riduzione del volume di ghiaccio disponibile per lo scioglimento estivo, che fornisce un apporto idrico essenziale durante i mesi più caldi. Questa riduzione può influire sulla disponibilità di acqua per l’agricoltura, l’approvvigionamento idrico e la produzione di energia idroelettrica nella regione.
Dal punto di vista ecologico, la scomparsa del ghiacciaio comporta la perdita di habitat per specie adattate agli ambienti freddi, come microorganismi estremofili e fauna alpina che dipende dalla presenza di neve e ghiaccio. Inoltre, il ritiro del ghiacciaio ha conseguenze geomorfologiche: la riduzione del supporto glaciale può destabilizzare le pareti rocciose circostanti, come quelle che collegano il Sankt Annahorn e il Chastelhorn, aumentando il rischio di caduta massi. Questo fenomeno è probabilmente esacerbato dal degrado del permafrost, che, con l’aumento delle temperature, perde la sua capacità di stabilizzare i versanti rocciosi.
Confronto con le dinamiche globali dei ghiacciai alpini
Il declino del Sankt Annafirn è rappresentativo di una tendenza più ampia che riguarda i ghiacciai alpini, in particolare quelli di piccole dimensioni, noti come glacierets. Studi recenti mostrano che i ghiacciai delle Alpi hanno perso circa il 50% della loro superficie e del loro volume dal 1850, con un’accelerazione significativa negli ultimi decenni a causa del riscaldamento globale. I ghiacciai di piccola scala, come il Sankt Annafirn, sono particolarmente vulnerabili perché hanno un volume limitato e una capacità ridotta di accumulo, il che li rende meno resilienti alle variazioni climatiche. La perdita di massa registrata nei due periodi, combinata con la riduzione dell’area del ghiacciaio (da 0,125 a 0,123 chilometri quadrati, come riportato nella Tabella 4.27), è in linea con i tassi di declino osservati in altri ghiacciai alpini di dimensioni simili, e il picco di ablazione nel 2021/22 potrebbe riflettere eventi climatici estremi, come le ondate di calore che hanno caratterizzato gli ultimi anni in Europa.
Conclusione
La Tabella 4.28 offre un’analisi dettagliata delle misurazioni individuali del bilancio di massa del ghiacciaio di Sankt Annafirn per i periodi 2021/22 e 2022/23, effettuate su tre pali di misurazione posizionati nella parte inferiore del ghiacciaio. I dati mostrano un accumulo invernale ridotto nel 2022/23, con valori che variano da 665 a 1032 millimetri di equivalente in acqua, rispetto a 1032-1292 millimetri di equivalente in acqua nel 2021/22, e una perdita di massa annua meno marcata nel 2022/23, con valori che variano da -1908 a -2736 millimetri di equivalente in acqua, rispetto a -1908 a -4248 millimetri di equivalente in acqua nel 2021/22. Tuttavia, il bilancio annuo negativo in entrambi i periodi conferma il rapido declino del ghiacciaio, che sta perdendo massa a un ritmo accelerato, come evidenziato dalla sua posizione nelle zone di ablazione, dove lo scioglimento estivo è più intenso. Questi dati, combinati con le difficoltà logistiche e di sicurezza descritte nei testi delle indagini, sottolineano la vulnerabilità del Sankt Annafirn e giustificano la decisione di interrompere le misurazioni dopo il 2023. La tabella rappresenta un documento scientifico cruciale per comprendere le dinamiche di degrado di un ghiacciaio alpino di piccola scala, con implicazioni profonde per l’idrologia, l’ecosistema e la stabilità geomorfologica della regione del fiume Reuss.

Analisi approfondita della fotografia: Resti del ghiacciaio di Sankt Annafirn nel settembre 2022 – Evidenze visive del degrado glaciale e implicazioni ambientali
Introduzione al contesto glaciologico
La fotografia in esame ritrae i resti del ghiacciaio di Sankt Annafirn, un piccolo ghiacciaio di tipo circo situato nelle Alpi svizzere centrali, scattata nel settembre 2022 dopo un’estate caratterizzata da un’intensa fusione. La didascalia specifica che il ghiacciaio è coperto da un sottile strato di neve fresca, e l’immagine è stata realizzata da L. Eggimann per conto di AFJ/UR. Il Sankt Annafirn, con un’area di circa 0,12 km² (dato aggiornato al momento della redazione del testo), è esposto a nord e si trova in una conca glaciale delimitata da ripide pareti rocciose che collegano il Sankt Annahorn (2937 m s.l.m.) e il Chastelhorn (2973 m s.l.m.). Le indagini sul bilancio di massa del ghiacciaio, avviate nel 2012, hanno documentato un rapido declino, con processi di disintegrazione e frammentazione che hanno portato alla decisione di interrompere le misurazioni dopo il 2023. Questa fotografia, scattata alla fine della stagione di ablazione estiva, offre un’importante testimonianza visiva dello stato del ghiacciaio in un momento critico della sua esistenza, evidenziando le conseguenze del cambiamento climatico sui ghiacciai alpini di piccola scala.
Descrizione dettagliata degli elementi visivi
Conca glaciale e morfologia del sito
L’immagine mostra una conca glaciale tipica di un ghiacciaio di circo, caratterizzata da una depressione centrale circondata da ripide pareti rocciose. Le pareti, che si innalzano verso le cime visibili nella parte superiore dell’immagine, corrispondono alla descrizione del testo introduttivo, che identifica il Sankt Annahorn e il Chastelhorn come i rilievi che delimitano il ghiacciaio. La conca si sviluppa a quote comprese tra 2650 e 2900 m s.l.m., come indicato nella Tabella 4.27, con un gradiente altitudinale che va dai 2700 m nella parte inferiore ai 2800 m nella parte superiore, come mostrato nella Figura 4.40. Le pareti rocciose appaiono parzialmente coperte di neve, ma mostrano ampie aree di roccia esposta, un segnale di instabilità geomorfologica che potrebbe essere legato al ritiro del ghiacciaio e al degrado del permafrost, come descritto nel testo delle indagini 2021/22, che evidenzia il rischio di caduta massi nelle parti superiori del ghiacciaio.
Superficie del ghiacciaio e segni di degrado
La depressione centrale della conca contiene i resti del ghiacciaio di Sankt Annafirn, che appaiono significativamente ridotti e frammentati. La superficie è coperta da un sottile strato di neve fresca, come indicato nella didascalia, ma sotto questa neve si intravedono aree di ghiaccio esposto e detriti rocciosi sparsi. La neve fresca è distribuita in modo irregolare, con alcune zone più bianche e altre che lasciano intravedere il ghiaccio sottostante, segno che lo strato di neve è molto sottile e non sufficiente a coprire completamente il ghiacciaio. Questo aspetto è coerente con la descrizione di un ghiacciaio in rapido declino, che ha subito un’intensa fusione durante l’estate 2022, come riportato nel testo delle indagini 2021/22, che descrive un disgelo senza precedenti e una visita intermedia il 16 luglio 2022 per monitorare l’ablazione accelerata.
Il ghiaccio esposto sotto la neve fresca appare frammentato, con crepacci e aree di ghiaccio sporco, probabilmente a causa dell’accumulo di detriti rocciosi trasportati dal vento o da eventi di caduta massi. Questi detriti, visibili come macchie scure sulla neve, sono un indicatore del degrado del ghiacciaio, che sta perdendo la sua integrità strutturale. La presenza di detriti sulla superficie è un fenomeno tipico dei ghiacciai in fase terminale, come descritto nel testo delle indagini 2021/22 per il vicino Schwarzbachfirn, che nel 2022 era ridotto a pochi residui di ghiaccio morto sotto uno spesso strato di detriti. La fotografia suggerisce che il Sankt Annafirn sta seguendo una traiettoria simile, con una progressiva transizione verso uno stato di ghiaccio morto, in cui il ghiaccio non è più attivo dal punto di vista dinamico.
Condizioni atmosferiche e illuminazione
Il cielo nella fotografia è chiaro e azzurro, indicando una giornata soleggiata. L’illuminazione morbida e le ombre lunghe sulle pareti rocciose suggeriscono che la foto sia stata scattata al mattino o nel tardo pomeriggio, quando la luce solare è meno intensa e crea un contrasto più delicato tra le aree illuminate e quelle in ombra. La neve fresca appare brillante sotto la luce solare, ma la sua distribuzione irregolare e il ghiaccio sottostante indicano che non si tratta di un accumulo significativo, ma piuttosto di una nevicata recente, probabilmente avvenuta nei giorni precedenti la foto, che ha coperto temporaneamente i resti del ghiacciaio. Questa nevicata non rappresenta un apporto di massa rilevante, come dimostrato dai dati del bilancio di massa, che mostrano una continua perdita di massa nel periodo 2021/22.
Contesto glaciologico e connessione con i dati di monitoraggio
Stato del ghiacciaio nel settembre 2022
La fotografia è stata scattata nel settembre 2022, alla fine della stagione di ablazione estiva, dopo un’estate caratterizzata da un’intensa fusione, come indicato nella didascalia. Questo è coerente con le informazioni fornite nei testi delle indagini e nelle tabelle precedenti:
- Il testo delle indagini 2021/22 descrive un disgelo senza precedenti nell’estate 2022, che ha portato a una visita intermedia il 16 luglio 2022 per monitorare l’ablazione accelerata. Durante questa visita, solo due pali nella sezione inferiore del ghiacciaio sono stati perforati nuovamente, a causa del rischio di caduta massi nelle parti superiori.
- La Tabella 4.27 riporta una perdita di massa media di 2847 mm w.e. per l’intero ghiacciaio nel periodo 2021/22, con perdite più elevate nelle fasce altitudinali più basse (ad esempio, 4274 mm w.e. per la fascia 2650-2700 m). La Tabella 4.28, che presenta le misurazioni individuali sui pali di misurazione, conferma questa tendenza, con perdite di massa significative, come 4248 mm w.e. al palo 3 (2661 m).
- La Figura 4.41, che mostra il bilancio di massa cumulativo, evidenzia una perdita di massa di circa 2,5 m w.e. nel 2021/22, contribuendo a una perdita totale di circa 10 m w.e. nel periodo 2012-2023.
La fotografia cattura lo stato del ghiacciaio subito dopo questa intensa fusione, mostrando una superficie ridotta e frammentata, con i resti del ghiaccio coperti da un sottile strato di neve fresca. Questo strato di neve non rappresenta un accumulo significativo, ma piuttosto una nevicata recente che non è sufficiente a compensare la perdita di massa estiva, come dimostrato dalla continua tendenza negativa del bilancio di massa.
Confronto con i dati topografici
La Figura 4.40, che rappresenta la topografia del Sankt Annafirn, mostra un ghiacciaio con un gradiente altitudinale che va da 2700 a 2800 m, con i punti di osservazione 1, 2 e 3 posizionati nella parte inferiore, intorno a 2700 m. La fotografia è coerente con questa descrizione: la conca glaciale visibile nell’immagine si trova a quote comprese tra 2650 e 2900 m, e la superficie del ghiacciaio appare ridotta, con i margini che si stanno ritirando verso quote più alte. La Tabella 4.27 riporta una riduzione dell’area del ghiacciaio da 0,125 km² nel 2021/22 a 0,123 km² nel 2022/23, un segnale del ritiro del margine glaciale che è visivamente confermato dalla fotografia, che mostra un ghiacciaio molto ridotto rispetto a quello che potrebbe essere stato in passato.
Segni di degrado e disintegrazione
La fotografia evidenzia i segni di degrado del ghiacciaio, come descritto nel testo introduttivo, che menziona un rapido ritiro, disintegrazione e frammentazione del Sankt Annafirn. La superficie frammentata, i detriti rocciosi sparsi e il ghiaccio esposto sotto la neve fresca sono indicatori di un ghiacciaio in fase terminale. Questo è coerente con il destino del vicino Schwarzbachfirn, che nel 2022 era ridotto a pochi residui di ghiaccio morto sotto uno spesso strato di detriti, come riportato nel testo delle indagini 2021/22. La presenza di detriti sulla superficie del Sankt Annafirn suggerisce che il ghiacciaio sta seguendo una traiettoria simile, con una progressiva transizione verso uno stato di ghiaccio morto, in cui il ghiaccio non è più attivo dal punto di vista dinamico. Questo processo è ulteriormente aggravato dagli eventi di caduta massi, visibili come detriti sparsi sulla superficie, che sono un segnale dell’instabilità geomorfologica delle pareti rocciose circostanti.
Condizioni climatiche e fattori di degrado
Impatto dell’estate 2022
L’intensa fusione dell’estate 2022, come indicato nella didascalia, è un segnale delle condizioni climatiche estreme che hanno caratterizzato quell’anno, probabilmente legate a temperature estive insolitamente elevate e a una ridotta copertura nevosa residua, che ha esposto il ghiaccio sottostante a un’ablazione più intensa. La Figura 4.41, che mostra il bilancio di massa cumulativo del Sankt Annafirn, riporta una perdita di massa di circa 2,5 m w.e. nel 2021/22, contribuendo a una perdita totale di circa 10 m w.e. nel periodo 2012-2023. Questa perdita è coerente con l’aspetto visivo del ghiacciaio nella fotografia, che mostra una superficie ridotta e frammentata, con ampie aree di ghiaccio esposto che indicano un’ablazione significativa.
Ruolo della neve fresca
La neve fresca visibile nella fotografia, sebbene conferisca un aspetto più “invernale” al ghiacciaio, non rappresenta un accumulo significativo. La sua distribuzione irregolare e il fatto che lasci intravedere il ghiaccio sottostante suggeriscono che si tratta di una nevicata recente, probabilmente avvenuta nei giorni precedenti la foto, e non di un apporto di massa rilevante. Questo è coerente con i dati del bilancio di massa, che mostrano una continua perdita di massa nel periodo 2021/22, e con il testo delle indagini 2022/23, che riporta un accumulo invernale ridotto nel 2022/23 (829 mm w.e. in media, contro 1137 mm w.e. nel 2021/22, come indicato nella Tabella 4.27). La neve fresca, quindi, non è sufficiente a invertire la tendenza di declino del ghiacciaio, ma piuttosto maschera temporaneamente i segni della sua degradazione.
Fattori antropici e naturali
Il testo introduttivo menziona che le osservazioni sul Sankt Annafirn sono state influenzate da operazioni legate all’area sciistica e da eventi di caduta massi. Sebbene la fotografia non mostri direttamente segni di attività antropiche, la presenza di detriti rocciosi sulla superficie del ghiacciaio è un indicatore degli eventi di caduta massi descritti nel testo delle indagini 2021/22. Questi eventi sono probabilmente esacerbati dal ritiro del ghiacciaio e dal degrado del permafrost, che destabilizzano le pareti rocciose sovrastanti. Inoltre, le operazioni sciistiche nelle vicinanze, come menzionato nel testo, potrebbero aver contribuito a modificare le condizioni superficiali del ghiacciaio, ad esempio attraverso la compattazione della neve o l’introduzione di detriti, accelerando indirettamente il suo degrado.
Connessione con le indagini sul campo
Rilevamenti del 2021/22
La fotografia è stata scattata nel settembre 2022, poco prima del rilevamento finale del 13 settembre 2022 descritto nel testo delle indagini 2021/22. Durante questa campagna, tutti i pali di misurazione del bilancio di massa sono stati visitati, e tre di essi sono stati perforati nuovamente, ma le condizioni del ghiacciaio, già compromesse dal disgelo estivo e dagli eventi di caduta massi, hanno reso il monitoraggio sempre più complesso. La fotografia cattura lo stato del ghiacciaio in quel momento, mostrando una superficie ridotta e frammentata, con i resti del ghiaccio coperti da un sottile strato di neve fresca. Questo aspetto visivo è coerente con i dati della Tabella 4.28, che riportano perdite di massa significative nel 2021/22, come 4248 mm w.e. al palo 3, e con la Tabella 4.27, che mostra una perdita di massa media di 2847 mm w.e. per l’intero ghiacciaio.
Transizione verso il 2022/23
La fotografia rappresenta anche un punto di transizione verso il periodo 2022/23, descritto nel testo delle indagini 2022/23. In questo periodo, il rilevamento di fine estate è stato anticipato al 21 agosto 2023 per evitare la fusione completa dei pali di misurazione, un segnale della continua ablazione accelerata. La Tabella 4.27 riporta una perdita di massa media di 1798 mm w.e. nel 2022/23, meno marcata rispetto al 2021/22, ma comunque indicativa di un declino inarrestabile. La fotografia, scattata nel settembre 2022, prefigura questo destino, mostrando un ghiacciaio già in uno stato avanzato di degrado, con una superficie ridotta e frammentata che rende le misurazioni sempre meno significative, come evidenziato dalla decisione di interrompere il monitoraggio dopo il 2023.
Implicazioni ambientali e idrologiche
Impatto idrologico
La fotografia del Sankt Annafirn nel settembre 2022 evidenzia le implicazioni idrologiche del suo declino. Il ghiacciaio contribuisce al regime idrografico del bacino del fiume Reuss, uno dei principali corsi d’acqua della Svizzera centrale. La perdita di massa significativa, con una riduzione del volume di ghiaccio di circa 10 m w.e. nel periodo 2012-2023 (Figura 4.41), comporta una diminuzione dell’apporto idrico estivo, che dipende dallo scioglimento del ghiaccio per alimentare i fiumi alpini durante i mesi più caldi. Questa riduzione può influire sulla disponibilità di acqua per l’agricoltura, l’approvvigionamento idrico e la produzione di energia idroelettrica nella regione, con conseguenze socioeconomiche rilevanti.
Impatto ecologico
La scomparsa del ghiacciaio ha anche implicazioni ecologiche. La perdita di ghiaccio comporta la perdita di habitat per specie adattate agli ambienti freddi, come microorganismi estremofili e fauna alpina che dipende dalla presenza di neve e ghiaccio. Inoltre, la transizione del ghiacciaio verso uno stato di ghiaccio morto, come suggerito dalla presenza di detriti sulla superficie, altera gli ecosistemi locali, modificando le condizioni di temperatura e umidità e favorendo la colonizzazione di specie più adattate a ambienti rocciosi.
Stabilità geomorfologica
La fotografia evidenzia anche le implicazioni geomorfologiche del declino del ghiacciaio. La presenza di detriti rocciosi sulla superficie e le pareti rocciose esposte suggeriscono un aumento dell’instabilità geomorfologica, come descritto nel testo delle indagini 2021/22, che menziona il rischio di caduta massi. Questo fenomeno è probabilmente esacerbato dal ritiro del ghiacciaio e dal degrado del permafrost, che, con l’aumento delle temperature, perde la sua capacità di stabilizzare i versanti rocciosi. La destabilizzazione delle pareti rocciose può avere conseguenze significative per la sicurezza delle attività di monitoraggio e per le infrastrutture locali, come le aree sciistiche menzionate nel testo introduttivo.
Confronto con le dinamiche globali dei ghiacciai alpini
Il declino del Sankt Annafirn, come documentato nella fotografia, è rappresentativo di una tendenza più ampia che riguarda i ghiacciai alpini, in particolare quelli di piccole dimensioni, noti come glacierets. Studi recenti mostrano che i ghiacciai delle Alpi hanno perso circa il 50% della loro superficie e del loro volume dal 1850, con un’accelerazione significativa negli ultimi decenni a causa del riscaldamento globale. I ghiacciai di piccola scala, come il Sankt Annafirn, sono particolarmente vulnerabili perché hanno un volume limitato e una capacità ridotta di accumulo, il che li rende meno resilienti alle variazioni climatiche. La fotografia, con i suoi segni di degrado e frammentazione, riflette questa tendenza globale, e il destino del Sankt Annafirn, simile a quello del vicino Schwarzbachfirn, prefigura la probabile estinzione di molti ghiacciai alpini di piccole dimensioni nel prossimo futuro.
Conclusione
La fotografia dei resti del ghiacciaio di Sankt Annafirn nel settembre 2022, scattata da L. Eggimann per AFJ/UR, offre un’importante testimonianza visiva del degrado di un ghiacciaio alpino di piccola scala in un contesto di cambiamento climatico. La conca glaciale, delimitata dalle pareti rocciose del Sankt Annahorn e del Chastelhorn, mostra una superficie ridotta e frammentata, con ghiaccio esposto e detriti rocciosi coperti da un sottile strato di neve fresca, che non è sufficiente a compensare l’intensa fusione dell’estate 2022. Questa immagine è coerente con i dati glaciologici riportati nei testi e nelle tabelle precedenti, che documentano un rapido ritiro del ghiacciaio, con una perdita di massa cumulativa di circa 10 m w.e. nel periodo 2012-2023 e una riduzione dell’area da 0,125 a 0,123 km² tra il 2021/22 e il 2022/23. La fotografia rappresenta un documento scientifico cruciale per comprendere le dinamiche di degrado del Sankt Annafirn, evidenziando le conseguenze del riscaldamento globale sui ghiacciai alpini e prefigurando la sua probabile estinzione, con implicazioni profonde per l’idrologia, l’ecosistema e la stabilità geomorfologica della regione del fiume Reuss.

Analisi approfondita della Figura 4.42: Bilancio di massa invernale, estivo e annuo del ghiacciaio di Sankt Annafirn per fasce altitudinali nei periodi 2021/22 e 2022/23
Introduzione al contesto glaciologico
La Figura 4.42 presenta un’analisi grafica dettagliata del bilancio di massa del ghiacciaio di Sankt Annafirn, un piccolo ghiacciaio di circo situato nelle Alpi svizzere centrali, per i periodi idrologici 2021/22 e 2022/23. Il Sankt Annafirn, con un’area di circa 0,12 chilometri quadrati, è esposto a nord e si trova in una conca glaciale delimitata da ripide pareti rocciose che collegano il Sankt Annahorn, a 2937 metri sopra il livello del mare, e il Chastelhorn, a 2973 metri sopra il livello del mare. Il bilancio di massa di un ghiacciaio rappresenta la differenza tra l’accumulo di massa, principalmente sotto forma di neve durante l’inverno, e l’ablazione, ossia la perdita di massa dovuta allo scioglimento del ghiaccio e alla sublimazione durante l’estate. Questo parametro è un indicatore fondamentale della salute del ghiacciaio e della sua risposta alle condizioni climatiche. La figura mostra il bilancio invernale, estivo e annuo, suddivisi per fasce altitudinali, in due formati: il bilancio specifico, che rappresenta la variazione di massa per unità di area, e il bilancio volumetrico, che rappresenta il volume totale di massa guadagnata o persa, offrendo una visione completa delle dinamiche glaciologiche del Sankt Annafirn in un contesto di rapido cambiamento climatico.
Descrizione generale della struttura della figura
La Figura 4.42 è composta da quattro grafici, organizzati in due righe e due colonne. La riga superiore mostra i dati per il periodo 2021/22, mentre la riga inferiore presenta i dati per il periodo 2022/23. La colonna di sinistra rappresenta il bilancio specifico, espresso in metri di equivalente in acqua, che misura la variazione di massa per unità di area, mentre la colonna di destra rappresenta il bilancio volumetrico, espresso in milioni di metri cubi di equivalente in acqua, che misura il volume totale di massa guadagnata o persa in ciascuna fascia altitudinale. In ogni grafico, l’asse verticale indica l’altitudine, che varia da 2650 a 2900 metri sopra il livello del mare, coprendo l’intervallo altitudinale del ghiacciaio. L’asse orizzontale varia in base al tipo di bilancio: per i grafici di sinistra, mostra la variazione di massa per unità di area, mentre per i grafici di destra mostra il volume totale di massa.
Ogni grafico include tre tipi di bilancio: l’accumulo invernale, rappresentato da una linea tratteggiata con simboli a rombo, che indica la quantità di neve accumulata durante l’inverno; l’ablazione estiva, rappresentata da una linea tratteggiata con simboli a triangolo, che indica la perdita di massa durante l’estate; e il bilancio annuo, rappresentato da una linea continua con simboli a croce, che indica la variazione netta di massa per l’intero anno idrologico, calcolata come somma dell’accumulo invernale e dell’ablazione estiva. Inoltre, piccoli simboli sparsi sui grafici rappresentano le misurazioni individuali effettuate sui pali di misurazione, fornendo un’indicazione diretta dei dati raccolti sul campo.
Analisi dettagliata dei grafici per il periodo 2021/22
Bilancio specifico (grafico in alto a sinistra)
Il grafico in alto a sinistra mostra il bilancio specifico per il periodo 2021/22, con l’asse orizzontale che varia da una perdita di 4 metri di equivalente in acqua a un guadagno di 2 metri di equivalente in acqua. L’accumulo invernale, rappresentato dalla linea tratteggiata con simboli a rombo, è positivo a tutte le altitudini, indicando un guadagno di massa durante l’inverno. A 2650 metri, l’accumulo è di circa 0,7 metri di equivalente in acqua, e aumenta progressivamente con l’altitudine, raggiungendo un massimo di circa 1,3 metri di equivalente in acqua a 2800 metri, per poi scendere leggermente a circa 1,2 metri di equivalente in acqua a 2900 metri. Questo pattern riflette una tendenza tipica dei ghiacciai alpini, in cui l’accumulo di neve aumenta con l’altitudine a causa di temperature più basse e maggiori precipitazioni nevose, con una leggera diminuzione nella fascia più alta, forse dovuta a una minore esposizione alle precipitazioni o all’azione del vento, che può rimuovere la neve fresca.
L’ablazione estiva, rappresentata dalla linea tratteggiata con simboli a triangolo, è negativa a tutte le altitudini, indicando una perdita di massa significativa durante l’estate. A 2650 metri, la perdita è di circa 5 metri di equivalente in acqua, e diminuisce progressivamente con l’aumentare dell’altitudine, raggiungendo circa 3 metri di equivalente in acqua a 2900 metri. Questa variazione riflette l’effetto delle temperature estive, che sono più alte a quote più basse, causando un’ablazione più intensa, mentre a quote più alte la neve residua e le temperature più basse riducono la perdita di massa. Il bilancio annuo, rappresentato dalla linea continua con simboli a croce, è negativo a tutte le altitudini, variando da una perdita di circa 4,3 metri di equivalente in acqua a 2650 metri a una perdita di circa 1,9 metri di equivalente in acqua a 2900 metri. Questo indica una perdita di massa significativa, con una tendenza chiara: la perdita è più elevata a quote più basse e diminuisce con l’aumentare dell’altitudine, riflettendo l’interazione tra accumulo e ablazione.
I piccoli simboli sparsi sul grafico rappresentano le misurazioni individuali effettuate sui pali di misurazione, come riportato nella Tabella 4.28. Ad esempio, il palo identificato come Stake 3, a 2661 metri, registra un accumulo invernale di 1,16 metri di equivalente in acqua e un bilancio annuo di -4,248 metri di equivalente in acqua, valori che si allineano con le curve del grafico. Questi dati puntuali confermano la tendenza generale mostrata dalle linee, evidenziando la variabilità locale all’interno delle fasce altitudinali.
Bilancio volumetrico (grafico in alto a destra)
Il grafico in alto a destra mostra il bilancio volumetrico per il periodo 2021/22, con l’asse orizzontale che varia da una perdita di 0,20 milioni di metri cubi di equivalente in acqua a un guadagno di 0,10 milioni di metri cubi di equivalente in acqua. L’accumulo volumetrico invernale varia da circa 0,005 milioni di metri cubi di equivalente in acqua a 2650 metri a circa 0,04 milioni di metri cubi di equivalente in acqua a 2800 metri, per poi scendere a circa 0,015 milioni di metri cubi di equivalente in acqua a 2900 metri. Questo pattern riflette l’area di ciascuna fascia altitudinale, come riportato nella Tabella 4.27: la fascia tra 2700 e 2750 metri, con un’area di 0,042 chilometri quadrati, contribuisce maggiormente al volume totale di accumulo, mentre la fascia più alta, tra 2850 e 2900 metri, con un’area di soli 0,012 chilometri quadrati, contribuisce meno. Il volume totale di accumulo invernale è di circa 0,14 milioni di metri cubi di equivalente in acqua, calcolato come somma dei contributi di tutte le fasce.
L’ablazione volumetrica estiva varia da una perdita di circa 0,03 milioni di metri cubi di equivalente in acqua a 2650 metri a una perdita di circa 0,02 milioni di metri cubi di equivalente in acqua a 2900 metri, con un picco di perdita di circa 0,15 milioni di metri cubi di equivalente in acqua nella fascia tra 2700 e 2750 metri, dove l’area è maggiore. Il volume totale di ablazione estiva è di circa 0,35 milioni di metri cubi di equivalente in acqua, riflettendo l’intensa fusione dell’estate 2022, come descritto nel testo delle indagini 2021/22, che riporta un disgelo senza precedenti. Il bilancio volumetrico annuo è negativo, seguendo un pattern simile all’ablazione estiva, con una perdita totale di circa 0,35 milioni di metri cubi di equivalente in acqua, un valore coerente con la perdita di massa media di 2,847 metri di equivalente in acqua moltiplicata per l’area del ghiacciaio di 0,125 chilometri quadrati.
Analisi dettagliata dei grafici per il periodo 2022/23
Bilancio specifico (grafico in basso a sinistra)
Il grafico in basso a sinistra mostra il bilancio specifico per il periodo 2022/23, con l’asse orizzontale che varia da una perdita di 3 metri di equivalente in acqua a un guadagno di 2 metri di equivalente in acqua. L’accumulo invernale è positivo a tutte le altitudini, variando da circa 0,6 metri di equivalente in acqua a 2650 metri a circa 1,0 metro di equivalente in acqua a 2900 metri. Rispetto al 2021/22, l’accumulo è inferiore a tutte le altitudini, con un valore medio di 0,829 metri di equivalente in acqua, contro 1,137 metri di equivalente in acqua nel 2021/22, come riportato nella Tabella 4.27. Questa riduzione, pari a circa il 27%, potrebbe essere dovuta a un inverno con precipitazioni nevose inferiori o temperature più alte, che hanno causato un disgelo parziale della neve, come descritto nel testo delle indagini 2022/23.
L’ablazione estiva è negativa, variando da una perdita di circa 3,3 metri di equivalente in acqua a 2650 metri a una perdita di circa 2,0 metri di equivalente in acqua a 2900 metri. La perdita di massa è meno marcata rispetto al 2021/22, suggerendo un’ablazione estiva meno intensa, forse a causa di un’estate più fresca o di una maggiore copertura nevosa residua che ha protetto il ghiaccio sottostante. Il bilancio annuo è negativo, variando da una perdita di circa 2,7 metri di equivalente in acqua a 2650 metri a una perdita di circa 1,0 metro di equivalente in acqua a 2900 metri. Il valore medio di -1,798 metri di equivalente in acqua, riportato nella Tabella 4.27, è meno negativo rispetto al 2021/22, indicando una perdita di massa meno drammatica. I piccoli simboli confermano i dati della Tabella 4.28: ad esempio, il palo identificato come Stake 3, a 2661 metri, registra un accumulo invernale di 0,682 metri di equivalente in acqua e un bilancio annuo di -2,736 metri di equivalente in acqua, valori che si allineano con le curve del grafico.
Bilancio volumetrico (grafico in basso a destra)
Il grafico in basso a destra mostra il bilancio volumetrico per il periodo 2022/23, con l’asse orizzontale che varia da una perdita di 0,20 milioni di metri cubi di equivalente in acqua a un guadagno di 0,10 milioni di metri cubi di equivalente in acqua. L’accumulo volumetrico invernale varia da circa 0,003 milioni di metri cubi di equivalente in acqua a 2650 metri a circa 0,03 milioni di metri cubi di equivalente in acqua a 2800 metri, per poi scendere a circa 0,012 milioni di metri cubi di equivalente in acqua a 2900 metri. Il volume totale di accumulo è di circa 0,10 milioni di metri cubi di equivalente in acqua, inferiore rispetto al 2021/22, riflettendo sia la riduzione dell’accumulo invernale che la diminuzione dell’area del ghiacciaio, che passa da 0,125 a 0,123 chilometri quadrati, come riportato nella Tabella 4.27.
L’ablazione volumetrica estiva varia da una perdita di circa 0,015 milioni di metri cubi di equivalente in acqua a 2650 metri a una perdita di circa 0,012 milioni di metri cubi di equivalente in acqua a 2900 metri, con un picco di perdita di circa 0,10 milioni di metri cubi di equivalente in acqua nella fascia tra 2700 e 2750 metri. Il volume totale di ablazione estiva è di circa 0,22 milioni di metri cubi di equivalente in acqua, inferiore rispetto al 2021/22. Il bilancio volumetrico annuo segue un pattern simile, con una perdita totale di circa 0,22 milioni di metri cubi di equivalente in acqua, un valore coerente con la perdita di massa media di 1,798 metri di equivalente in acqua moltiplicata per l’area del ghiacciaio di 0,123 chilometri quadrati.
Interpretazione scientifica
Confronto tra i due periodi
Il confronto tra i due periodi idrologici rivela differenze significative nelle dinamiche del ghiacciaio. L’accumulo invernale nel 2022/23 è inferiore rispetto al 2021/22 a tutte le altitudini, con una riduzione media di circa il 27%, come evidenziato dalla diminuzione dell’accumulo medio da 1,137 a 0,829 metri di equivalente in acqua. Questa riduzione potrebbe essere attribuita a un inverno con precipitazioni nevose inferiori o temperature più alte, che hanno causato un disgelo parziale della neve durante la stagione fredda, come descritto nel testo delle indagini 2022/23. L’ablazione estiva nel 2022/23 è meno marcata rispetto al 2021/22, con una perdita di massa media che passa da -2,847 a -1,798 metri di equivalente in acqua, una riduzione di circa il 37%. Questo suggerisce un’estate meno calda o una maggiore copertura nevosa residua, che ha protetto il ghiaccio sottostante dallo scioglimento. Il bilancio annuo è negativo in entrambi i periodi, ma la perdita di massa è meno drammatica nel 2022/23, riflettendo una combinazione di accumulo invernale ridotto e ablazione estiva meno intensa.
Gradiente altitudinale
In entrambi i periodi, l’accumulo invernale aumenta con l’altitudine, mentre l’ablazione estiva e la perdita di massa annua diminuiscono con l’aumentare dell’altitudine. Questo gradiente altitudinale è tipico dei ghiacciai alpini: a quote più basse, le temperature estive più alte e una minore copertura nevosa residua causano un’ablazione più intensa, mentre a quote più alte, le temperature più basse e un maggiore accumulo di neve riducono la perdita di massa. Ad esempio, nel 2021/22, la perdita di massa annua è di circa 4,3 metri di equivalente in acqua a 2650 metri, ma si riduce a circa 1,9 metri di equivalente in acqua a 2900 metri, un pattern che si ripete nel 2022/23, con una perdita di circa 2,7 metri di equivalente in acqua a 2650 metri e di circa 1,0 metro di equivalente in acqua a 2900 metri.
Confronto con i dati storici
I dati della Figura 4.42 sono coerenti con le informazioni riportate nelle tabelle e nei testi precedenti. La Tabella 4.27 e la Tabella 4.28 confermano i valori medi e individuali del bilancio di massa, mentre la Figura 4.41, che mostra il bilancio di massa cumulativo, evidenzia una perdita totale di circa 10 metri di equivalente in acqua nel periodo 2012-2023, con un picco di ablazione nel 2021/22. La fotografia del Sankt Annafirn nel settembre 2022 mostra una superficie ridotta e frammentata, con ghiaccio esposto e detriti rocciosi, un aspetto visivo che riflette l’intensa ablazione estiva del 2021/22 rappresentata nei grafici. La riduzione dell’area del ghiacciaio, da 0,125 a 0,123 chilometri quadrati, e la perdita di massa cumulativa confermano il rapido declino del ghiacciaio, che è in una fase terminale, come evidenziato dalla decisione di interrompere le misurazioni dopo il 2023.
Variabilità locale
I piccoli simboli che rappresentano le misurazioni individuali sui pali di misurazione mostrano una certa variabilità locale all’interno delle fasce altitudinali. Ad esempio, nel 2021/22, il palo identificato come Stake 3, a 2661 metri, registra una perdita di massa annua di 4,248 metri di equivalente in acqua, un valore leggermente più alto rispetto alla media della fascia 2650-2700 metri, mentre nel 2022/23 la perdita si riduce a 2,736 metri di equivalente in acqua. Questa variabilità potrebbe riflettere differenze locali nell’esposizione al sole, nell’accumulo di neve o nella presenza di detriti, che influenzano i tassi di ablazione.
Implicazioni idrologiche, ecologiche e geomorfologiche
Impatto idrologico
La perdita di massa del Sankt Annafirn, con un volume totale di circa 0,35 milioni di metri cubi di equivalente in acqua nel 2021/22 e 0,22 milioni di metri cubi di equivalente in acqua nel 2022/23, ha implicazioni significative per il bacino idrografico del fiume Reuss, a cui il ghiacciaio contribuisce. La riduzione del volume di ghiaccio significa una diminuzione dell’apporto idrico estivo, che dipende dallo scioglimento del ghiaccio per alimentare i fiumi alpini durante i mesi più caldi. Questa riduzione può influire sulla disponibilità di acqua per l’agricoltura, l’approvvigionamento idrico e la produzione di energia idroelettrica nella regione, con potenziali conseguenze socioeconomiche rilevanti.
Impatto ecologico
La scomparsa del ghiacciaio ha anche implicazioni ecologiche. La perdita di ghiaccio comporta la perdita di habitat per specie adattate agli ambienti freddi, come microorganismi estremofili e fauna alpina che dipende dalla presenza di neve e ghiaccio. Inoltre, la transizione del ghiacciaio verso uno stato di ghiaccio morto, come suggerito dalla presenza di detriti sulla superficie nella fotografia del settembre 2022, altera gli ecosistemi locali, modificando le condizioni di temperatura e umidità e favorendo la colonizzazione di specie più adattate a ambienti rocciosi.
Stabilità geomorfologica
La fotografia del Sankt Annafirn nel settembre 2022 e i dati della Figura 4.42 evidenziano anche le implicazioni geomorfologiche del declino del ghiacciaio. La perdita di massa e la riduzione della superficie glaciale, come mostrato nei grafici, contribuiscono a destabilizzare le pareti rocciose circostanti, come quelle che collegano il Sankt Annahorn e il Chastelhorn. Il testo delle indagini 2021/22 menziona il rischio di caduta massi, probabilmente esacerbato dal degrado del permafrost, che, con l’aumento delle temperature, perde la sua capacità di stabilizzare i versanti rocciosi. Questa instabilità può avere conseguenze significative per la sicurezza delle attività di monitoraggio e per le infrastrutture locali, come le aree sciistiche menzionate nel testo introduttivo.
Confronto con le dinamiche globali dei ghiacciai alpini
Il declino del Sankt Annafirn, come documentato nella Figura 4.42, è rappresentativo di una tendenza più ampia che riguarda i ghiacciai alpini, in particolare quelli di piccole dimensioni, noti come glacierets. Studi recenti mostrano che i ghiacciai delle Alpi hanno perso circa il 50% della loro superficie e del loro volume dal 1850, con un’accelerazione significativa negli ultimi decenni a causa del riscaldamento globale. I ghiacciai di piccola scala, come il Sankt Annafirn, sono particolarmente vulnerabili perché hanno un volume limitato e una capacità ridotta di accumulo, il che li rende meno resilienti alle variazioni climatiche. La perdita di massa registrata nei due periodi, combinata con la riduzione dell’area del ghiacciaio e la frammentazione della superficie, riflette questa tendenza globale, e il destino del Sankt Annafirn, simile a quello del vicino Schwarzbachfirn, prefigura la probabile estinzione di molti ghiacciai alpini di piccole dimensioni nel prossimo futuro.
Conclusione
La Figura 4.42 offre un’analisi dettagliata e quantitativa del bilancio di massa del ghiacciaio di Sankt Annafirn per i periodi 2021/22 e 2022/23, suddiviso per fasce altitudinali. I grafici mostrano un accumulo invernale ridotto nel 2022/23, con un valore medio di 0,829 metri di equivalente in acqua, rispetto a 1,137 metri di equivalente in acqua nel 2021/22, e una perdita di massa annua meno marcata nel 2022/23, con un valore medio di -1,798 metri di equivalente in acqua, rispetto a -2,847 metri di equivalente in acqua nel 2021/22. Tuttavia, il bilancio annuo negativo in entrambi i periodi conferma il rapido declino del ghiacciaio, con una perdita di massa più pronunciata a quote più basse e un gradiente altitudinale chiaro, che riflette l’interazione tra accumulo e ablazione. Questi dati, combinati con le difficoltà logistiche e di sicurezza descritte nei testi delle indagini, sottolineano la vulnerabilità del Sankt Annafirn e giustificano la decisione di interrompere le misurazioni dopo il 2023. La figura rappresenta un documento scientifico cruciale per comprendere le dinamiche di degrado di un ghiacciaio alpino di piccola scala, con implicazioni profonde per l’idrologia, l’ecosistema e la stabilità geomorfologica della regione del fiume Reuss.

Analisi approfondita della Figura 4.43: Altitudine della linea di equilibrio e rapporto di accumulazione dell’area del ghiacciaio di Sankt Annafirn in relazione al bilancio di massa medio specifico (2012-2023)
Introduzione al contesto glaciologico
La Figura 4.43 presenta un’analisi grafica dell’altitudine della linea di equilibrio e del rapporto di accumulazione dell’area del ghiacciaio di Sankt Annafirn, un piccolo ghiacciaio di circo situato nelle Alpi svizzere centrali, in relazione al bilancio di massa medio specifico per i periodi idrologici 2021/22 e 2022/23, includendo tutte le osservazioni effettuate dal 2012 al 2023. Il Sankt Annafirn, con un’area di circa 0,12 chilometri quadrati, è esposto a nord e si trova in una conca glaciale delimitata da ripide pareti rocciose che collegano il Sankt Annahorn, a 2937 metri sopra il livello del mare, e il Chastelhorn, a 2973 metri sopra il livello del mare. Il bilancio di massa di un ghiacciaio rappresenta la differenza tra l’accumulo di massa, principalmente sotto forma di neve durante l’inverno, e l’ablazione, ossia la perdita di massa dovuta allo scioglimento del ghiaccio e alla sublimazione durante l’estate. La figura mostra due parametri chiave: l’altitudine della linea di equilibrio, che è il livello a cui l’accumulo e l’ablazione si bilanciano, e il rapporto di accumulazione dell’area, che indica la percentuale dell’area del ghiacciaio al di sopra di questa linea, dove l’accumulo prevale sull’ablazione. Questi parametri sono essenziali per valutare lo stato di salute del ghiacciaio e la sua risposta al cambiamento climatico, offrendo un’indicazione chiara del suo declino nel periodo di monitoraggio.
Descrizione generale della struttura della figura
La Figura 4.43 è composta da due grafici a dispersione, ciascuno rappresentante un parametro glaciologico in relazione al bilancio di massa medio specifico, espresso in metri di equivalente in acqua, un’unità che converte la massa di neve o ghiaccio in un volume equivalente di acqua liquida, tenendo conto della densità del materiale. Il grafico di sinistra mostra l’altitudine della linea di equilibrio, mentre il grafico di destra mostra il rapporto di accumulazione dell’area, entrambi in funzione del bilancio di massa medio specifico. I dati coprono il periodo dal 2012 al 2023, con i valori per il 2021/22 e il 2022/23 evidenziati per distinguere questi anni specifici dalle osservazioni precedenti. Ogni punto rappresenta un anno, con il 2021/22 indicato da un cerchio pieno e il 2022/23 da un quadrato pieno, mentre una linea tratteggiata in entrambi i grafici mostra la tendenza generale basata su tutte le osservazioni.
Analisi dettagliata del grafico di sinistra: Altitudine della linea di equilibrio
Struttura del grafico
Il grafico di sinistra rappresenta l’altitudine della linea di equilibrio in funzione del bilancio di massa medio specifico. L’asse verticale mostra l’altitudine, che varia da 2650 a 2900 metri sopra il livello del mare, coprendo l’intervallo altitudinale del ghiacciaio, mentre l’asse orizzontale mostra il bilancio di massa medio specifico, che varia da una perdita di 2,5 metri di equivalente in acqua a un valore di 0 metri di equivalente in acqua, indicando un bilancio neutro. L’altitudine della linea di equilibrio è il livello a cui l’accumulo di neve e l’ablazione si bilanciano: al di sopra di questa linea, l’accumulo prevale e il ghiacciaio guadagna massa, mentre al di sotto l’ablazione prevale e il ghiacciaio perde massa.
Dati e tendenza
I punti sparsi sul grafico rappresentano i valori annuali dell’altitudine della linea di equilibrio dal 2012 al 2023. Il dato per il 2021/22, indicato da un cerchio pieno, mostra un’altitudine della linea di equilibrio di circa 2800 metri sopra il livello del mare, associata a un bilancio di massa medio di circa -2,847 metri di equivalente in acqua, come riportato nella Tabella 4.27. Il dato per il 2022/23, indicato da un quadrato pieno, mostra un’altitudine della linea di equilibrio di circa 2750 metri sopra il livello del mare, associata a un bilancio di massa medio di circa -1,798 metri di equivalente in acqua. Gli altri punti rappresentano gli anni dal 2012 al 2020, con altitudini della linea di equilibrio che variano tra circa 2700 e 2900 metri, e bilanci di massa medi che variano tra circa una perdita di 0,5 metri di equivalente in acqua e una perdita di 2,5 metri di equivalente in acqua.
La linea tratteggiata che collega i punti mostra una tendenza generale: quando il bilancio di massa medio è più negativo, l’altitudine della linea di equilibrio tende a essere più alta, indicando che l’ablazione prevale su una porzione maggiore del ghiacciaio. Nel 2021/22, con una perdita di massa media di circa 2,847 metri di equivalente in acqua, l’altitudine della linea di equilibrio è una delle più elevate registrate, a circa 2800 metri, mentre nel 2022/23, con una perdita di massa meno marcata di circa 1,798 metri di equivalente in acqua, l’altitudine della linea di equilibrio scende a circa 2750 metri, suggerendo un’ablazione estiva meno intensa.
Interpretazione scientifica
Un’altitudine della linea di equilibrio a 2800 metri nel 2021/22 indica che solo la porzione del ghiacciaio al di sopra di questa altitudine, corrispondente alla fascia tra 2800 e 2900 metri, che rappresenta una piccola frazione dell’area totale (0,012 chilometri quadrati, Tabella 4.27), ha un bilancio di massa positivo, mentre la maggior parte del ghiacciaio, al di sotto di 2800 metri, è in zona di ablazione. Questo è coerente con l’intensa ablazione estiva del 2021/22, come descritto nel testo delle indagini 2021/22, che riporta un disgelo senza precedenti, e con la Tabella 4.27, che mostra perdite di massa elevate nelle fasce altitudinali più basse, ad esempio una perdita di circa 4,274 metri di equivalente in acqua nella fascia tra 2650 e 2700 metri. Nel 2022/23, l’altitudine della linea di equilibrio più bassa, a circa 2750 metri, riflette un’ablazione estiva meno intensa, come indicato dalla perdita di massa media di circa 1,798 metri di equivalente in acqua, ma rimane comunque al di sopra dell’altitudine media del ghiacciaio, che è di circa 2700-2800 metri, come mostrato nella Figura 4.40. Questo significa che la maggior parte del ghiacciaio è ancora in zona di ablazione, con un accumulo limitato alle fasce altitudinali più alte.
Analisi dettagliata del grafico di destra: Rapporto di accumulazione dell’area
Struttura del grafico
Il grafico di destra rappresenta il rapporto di accumulazione dell’area in funzione del bilancio di massa medio specifico. L’asse verticale mostra il rapporto di accumulazione dell’area, espresso in percentuale, che varia da 0% a 40%, indicando la percentuale dell’area del ghiacciaio al di sopra della linea di equilibrio, dove l’accumulo prevale sull’ablazione. L’asse orizzontale mostra il bilancio di massa medio specifico, che varia da una perdita di 2,5 metri di equivalente in acqua a un valore di 0 metri di equivalente in acqua. Il rapporto di accumulazione dell’area è un indicatore della proporzione del ghiacciaio che contribuisce al guadagno di massa: un valore alto indica che una grande porzione del ghiacciaio è in zona di accumulo, mentre un valore basso indica che la maggior parte del ghiacciaio è in zona di ablazione.
Dati e tendenza
I punti sparsi sul grafico rappresentano i valori annuali del rapporto di accumulazione dell’area dal 2012 al 2023. Il dato per il 2021/22, indicato da un cerchio pieno, mostra un rapporto di accumulazione dell’area di circa 5%, associato a un bilancio di massa medio di circa -2,847 metri di equivalente in acqua. Il dato per il 2022/23, indicato da un quadrato pieno, mostra un rapporto di accumulazione dell’area di circa 10%, associato a un bilancio di massa medio di circa -1,798 metri di equivalente in acqua. Gli altri punti rappresentano gli anni dal 2012 al 2020, con valori del rapporto di accumulazione dell’area che variano tra circa 0% e 35%, e bilanci di massa medi che variano tra circa una perdita di 0,5 metri di equivalente in acqua e una perdita di 2,5 metri di equivalente in acqua.
La linea tratteggiata che collega i punti mostra una tendenza generale: quando il bilancio di massa medio è più negativo, il rapporto di accumulazione dell’area tende a essere più basso, indicando che una porzione minore del ghiacciaio è in zona di accumulo. Nel 2021/22, con una perdita di massa media di circa 2,847 metri di equivalente in acqua, il rapporto di accumulazione dell’area è di circa 5%, uno dei valori più bassi registrati, mentre nel 2022/23, con una perdita di massa meno marcata di circa 1,798 metri di equivalente in acqua, il rapporto di accumulazione dell’area sale a circa 10%, suggerendo che una porzione leggermente maggiore del ghiacciaio è in zona di accumulo.
Interpretazione scientifica
Un rapporto di accumulazione dell’area di circa 5% nel 2021/22 è coerente con l’altitudine della linea di equilibrio di quell’anno, a circa 2800 metri: solo il 5% dell’area del ghiacciaio, corrispondente alla fascia altitudinale più alta, tra 2800 e 2900 metri, con un’area di circa 0,012 chilometri quadrati (Tabella 4.27), si trova al di sopra della linea di equilibrio, mentre il restante 95% è in zona di ablazione. Nel 2022/23, un rapporto di accumulazione dell’area di circa 10% riflette un’altitudine della linea di equilibrio più bassa, a circa 2750 metri, indicando che una porzione leggermente maggiore del ghiacciaio, circa il 10%, corrispondente alle fasce tra 2750 e 2900 metri, è in zona di accumulo. Tuttavia, un rapporto di accumulazione dell’area di 10% è ancora molto basso: in un ghiacciaio in equilibrio, il rapporto di accumulazione dell’area è tipicamente intorno al 50-60%, mentre valori inferiori al 20% indicano una perdita di massa significativa, come confermato dalla Figura 4.41, che mostra una perdita di massa cumulativa di circa 10 metri di equivalente in acqua nel periodo 2012-2023.
Interpretazione scientifica
Relazione tra altitudine della linea di equilibrio, rapporto di accumulazione dell’area e bilancio di massa
I grafici mostrano una chiara relazione tra l’altitudine della linea di equilibrio, il rapporto di accumulazione dell’area e il bilancio di massa medio specifico: una perdita di massa più marcata è associata a un’altitudine della linea di equilibrio più alta e a un rapporto di accumulazione dell’area più basso, indicando che l’ablazione prevale su una porzione maggiore del ghiacciaio. Questa relazione è tipica dei ghiacciai in declino: quando il bilancio di massa è fortemente negativo, come nel 2021/22, con una perdita di circa 2,847 metri di equivalente in acqua, l’altitudine della linea di equilibrio si alza a circa 2800 metri e il rapporto di accumulazione dell’area si riduce a circa 5%, perché l’ablazione estiva è così intensa da superare l’accumulo invernale su quasi tutta la superficie del ghiacciaio. Nel 2022/23, una perdita di massa meno marcata, di circa 1,798 metri di equivalente in acqua, porta a un’altitudine della linea di equilibrio più bassa, a circa 2750 metri, e a un rapporto di accumulazione dell’area più alto, di circa 10%, ma il ghiacciaio rimane comunque in uno stato di perdita di massa significativa, con la maggior parte della sua superficie in zona di ablazione.
Confronto con i dati storici
I dati della Figura 4.43 sono coerenti con le informazioni riportate nei testi e nelle tabelle precedenti. La Tabella 4.27 conferma i valori del bilancio di massa medio specifico, mentre la Figura 4.41, che mostra il bilancio di massa cumulativo, evidenzia una perdita totale di circa 10 metri di equivalente in acqua nel periodo 2012-2023, con un picco di ablazione nel 2021/22, coerente con l’altitudine della linea di equilibrio alta e il rapporto di accumulazione dell’area basso di quell’anno. La Figura 4.40, che rappresenta la topografia del ghiacciaio, mostra un intervallo altitudinale di circa 2700-2800 metri, indicando che un’altitudine della linea di equilibrio a 2800 metri nel 2021/22 e a 2750 metri nel 2022/23 è vicina o superiore all’altitudine media del ghiacciaio, confermando che la maggior parte della sua superficie è in zona di ablazione. La fotografia del Sankt Annafirn nel settembre 2022, che mostra una superficie ridotta e frammentata con ghiaccio esposto e detriti rocciosi, riflette visivamente l’intensa ablazione estiva del 2021/22 e l’altitudine della linea di equilibrio alta di quell’anno.
Tendenza a lungo termine
La linea tratteggiata in entrambi i grafici, basata su tutte le osservazioni dal 2012 al 2023, mostra una tendenza chiara: il bilancio di massa medio è stato costantemente negativo, con valori che variano tra circa una perdita di 0,5 metri di equivalente in acqua e una perdita di 2,5 metri di equivalente in acqua, l’altitudine della linea di equilibrio è generalmente alta, tra circa 2700 e 2900 metri, e il rapporto di accumulazione dell’area è basso, tra circa 0% e 35%. Questo indica che il Sankt Annafirn è in uno stato di declino continuo, con una perdita di massa che ha portato a una riduzione dell’area, da 0,125 chilometri quadrati nel 2021/22 a 0,123 chilometri quadrati nel 2022/23, come riportato nella Tabella 4.27, e del volume, come confermato dalla Figura 4.41.
Implicazioni per il ghiacciaio
L’altitudine della linea di equilibrio alta e il rapporto di accumulazione dell’area basso in entrambi i periodi confermano il rapido declino del Sankt Annafirn. Un’altitudine della linea di equilibrio a 2800 metri nel 2021/22 e a 2750 metri nel 2022/23 significa che la maggior parte del ghiacciaio è in zona di ablazione, con un accumulo limitato alle fasce altitudinali più alte, che rappresentano una piccola frazione dell’area totale. Questo è coerente con la decisione di interrompere le misurazioni dopo il 2023, come descritto nel testo delle indagini 2022/23, a causa del rapido ritiro del ghiacciaio, della sua disintegrazione e delle difficoltà logistiche e di sicurezza, come il rischio di caduta massi e le interferenze delle attività sciistiche.
Implicazioni idrologiche, ecologiche e geomorfologiche
Impatto idrologico
La perdita di massa del Sankt Annafirn, con un bilancio di massa medio di circa 2,847 metri di equivalente in acqua nel 2021/22 e di circa 1,798 metri di equivalente in acqua nel 2022/23, ha implicazioni significative per il bacino idrografico del fiume Reuss, a cui il ghiacciaio contribuisce. La riduzione del volume di ghiaccio, come mostrato nella Figura 4.41, che riporta una perdita totale di circa 10 metri di equivalente in acqua nel periodo 2012-2023, comporta una diminuzione dell’apporto idrico estivo, che dipende dallo scioglimento del ghiaccio per alimentare i fiumi alpini durante i mesi più caldi. Questa riduzione può influire sulla disponibilità di acqua per l’agricoltura, l’approvvigionamento idrico e la produzione di energia idroelettrica nella regione, con potenziali conseguenze socioeconomiche rilevanti.
Impatto ecologico
La scomparsa del ghiacciaio, prefigurata dall’altitudine della linea di equilibrio alta e dal rapporto di accumulazione dell’area basso, comporta la perdita di habitat per specie adattate agli ambienti freddi, come microorganismi estremofili e fauna alpina che dipende dalla presenza di neve e ghiaccio. La transizione verso uno stato di ghiaccio morto, come suggerito dalla fotografia del settembre 2022, che mostra una superficie frammentata con ghiaccio esposto e detriti rocciosi, altera gli ecosistemi locali, modificando le condizioni di temperatura e umidità e favorendo la colonizzazione di specie più adattate a ambienti rocciosi.
Stabilità geomorfologica
L’altitudine della linea di equilibrio alta e la perdita di massa contribuiscono a destabilizzare le pareti rocciose circostanti, come descritto nel testo delle indagini 2021/22, che menziona il rischio di caduta massi, probabilmente esacerbato dal degrado del permafrost, che, con l’aumento delle temperature, perde la sua capacità di stabilizzare i versanti rocciosi. Questa instabilità può avere conseguenze significative per la sicurezza delle attività di monitoraggio e per le infrastrutture locali, come le aree sciistiche menzionate nel testo introduttivo, che possono essere ulteriormente influenzate dalla perdita di ghiaccio e dalla modificazione del paesaggio alpino.
Confronto con le dinamiche globali dei ghiacciai alpini
Il declino del Sankt Annafirn, come documentato nella Figura 4.43, è rappresentativo di una tendenza più ampia che riguarda i ghiacciai alpini, in particolare quelli di piccole dimensioni, noti come glacierets. Studi recenti mostrano che i ghiacciai delle Alpi hanno perso circa il 50% della loro superficie e del loro volume dal 1850, con un’accelerazione significativa negli ultimi decenni a causa del riscaldamento globale. I ghiacciai di piccola scala, come il Sankt Annafirn, sono particolarmente vulnerabili perché hanno un volume limitato e una capacità ridotta di accumulo, il che li rende meno resilienti alle variazioni climatiche. L’altitudine della linea di equilibrio alta e il rapporto di accumulazione dell’area basso registrati nel periodo 2012-2023, insieme alla perdita di massa cumulativa di circa 10 metri di equivalente in acqua, riflettono questa tendenza globale, e il destino del Sankt Annafirn, simile a quello del vicino Schwarzbachfirn, che nel 2022 era ridotto a pochi residui di ghiaccio morto, prefigura la probabile estinzione di molti ghiacciai alpini di piccole dimensioni nel prossimo futuro.
Conclusione
La Figura 4.43 offre un’analisi dettagliata e quantitativa dell’altitudine della linea di equilibrio e del rapporto di accumulazione dell’area del ghiacciaio di Sankt Annafirn in relazione al bilancio di massa medio specifico per i periodi 2021/22 e 2022/23, includendo tutte le osservazioni dal 2012 al 2023. Nel 2021/22, una perdita di massa media di circa 2,847 metri di equivalente in acqua è associata a un’altitudine della linea di equilibrio di circa 2800 metri e a un rapporto di accumulazione dell’area di circa 5%, mentre nel 2022/23, una perdita di massa media di circa 1,798 metri di equivalente in acqua corrisponde a un’altitudine della linea di equilibrio di circa 2750 metri e a un rapporto di accumulazione dell’area di circa 10%. La tendenza generale mostra che una perdita di massa più marcata porta a un’altitudine della linea di equilibrio più alta e a un rapporto di accumulazione dell’area più basso, indicando una perdita di massa significativa su quasi tutta la superficie del ghiacciaio. Questi dati confermano il rapido declino del Sankt Annafirn, con una perdita di massa che ha portato a una riduzione dell’area e del volume, e giustificano la decisione di interrompere le misurazioni dopo il 2023. La figura rappresenta un documento scientifico cruciale per comprendere le dinamiche di degrado di un ghiacciaio alpino di piccola scala, con implicazioni profonde per l’idrologia, l’ecosistema e la stabilità geomorfologica della regione del fiume Reuss.
4.18 Schwarzberggletscher: Caratteristiche, monitoraggio storico e rilevanza scientifica
Introduzione al contesto geografico e glaciologico
Il Schwarzberggletscher è un ghiacciaio montano temperato di medie dimensioni situato nella regione di Mattmark, nelle Alpi del Vallese meridionale, una delle aree alpine più significative per lo studio dei ghiacciai in Svizzera. Questo ghiacciaio si estende attualmente su una superficie di circa 4,9 chilometri quadrati, con un orientamento prevalente verso nord, e si sviluppa lungo un gradiente altitudinale che va da 3570 metri sopra il livello del mare, nella sua zona di accumulo più alta, fino a 2690 metri sopra il livello del mare, nella sua fronte glaciale. La sua posizione nelle Alpi del Vallese meridionale lo colloca in un contesto climatico e geomorfologico tipico delle alte Alpi, caratterizzato da temperature moderate che classificano il ghiacciaio come temperato, ovvero con ghiaccio a una temperatura prossima al punto di fusione, il che influenza le sue dinamiche di flusso e il suo comportamento in risposta ai cambiamenti climatici.
Storia del monitoraggio e contesto idroelettrico
Le attività di monitoraggio del bilancio di massa del Schwarzberggletscher sono iniziate nel 1955, in un periodo di crescente interesse per lo sfruttamento delle risorse idriche alpine per la produzione di energia idroelettrica. Queste indagini sono state avviate nell’ambito di un progetto più ampio per la costruzione del bacino di Mattmark, un’infrastruttura progettata per immagazzinare l’acqua derivante dallo scioglimento glaciale e dalle precipitazioni per alimentare impianti idroelettrici nella regione (VAW, 1999, 2024). Il Schwarzberggletscher, grazie alla sua posizione e alla sua rilevanza idrologica, è stato selezionato come oggetto di studio per comprendere le variazioni stagionali e annuali della sua massa, un fattore cruciale per stimare l’apporto idrico al bacino e per pianificare la gestione delle risorse idriche in un contesto di produzione energetica sostenibile.
Metodologia di monitoraggio iniziale e successiva evoluzione
Durante i primi anni di monitoraggio, a partire dal 1955, è stata istituita una rete di sette pali di misurazione distribuiti su tutta la superficie del ghiacciaio, con l’obiettivo di raccogliere dati sia sul bilancio di massa che sul flusso del ghiaccio. Questi pali, posizionati strategicamente in diverse zone altitudinali e funzionali del ghiacciaio (dalla zona di accumulo a quella di ablazione), hanno permesso di misurare l’accumulo di neve durante l’inverno e l’ablazione estiva, fornendo un quadro dettagliato delle variazioni di massa e delle dinamiche di movimento del ghiaccio. Il bilancio di massa, calcolato come differenza tra l’accumulo e l’ablazione, è stato integrato con misurazioni del flusso del ghiaccio, che hanno offerto informazioni sulla velocità di movimento del ghiacciaio e sulla sua risposta alle condizioni climatiche e topografiche (si veda il Capitolo 5 per ulteriori dettagli).
A partire dal 1967, il programma di monitoraggio è stato ridimensionato, e le misurazioni sono proseguite in soli quattro siti, probabilmente a causa di limitazioni logistiche o di una razionalizzazione delle risorse. Attualmente, le osservazioni annuali sono mantenute in tre siti, una scelta che riflette un compromesso tra la necessità di continuare il monitoraggio a lungo termine e le difficoltà operative associate alla gestione di una rete più estesa su un ghiacciaio in declino. Questa riduzione del numero di siti di misurazione, pur limitando la risoluzione spaziale dei dati, ha comunque permesso di mantenere una serie temporale continua, che rappresenta una delle più lunghe per un ghiacciaio alpino di medie dimensioni.
Rianalisi e omogeneizzazione dei dati
I dati raccolti sul bilancio di massa puntuale e sui cambiamenti di volume del ghiaccio, rilevati attraverso metodi geodetici, sono stati rianalizzati e omogeneizzati in uno studio recente (Huss et al., 2015), con l’obiettivo di garantire la coerenza e l’affidabilità delle osservazioni su un periodo di oltre sei decenni, dal 1955 al presente. La rianalisi ha coinvolto la revisione delle misurazioni storiche, la correzione di eventuali errori sistematici e l’integrazione di dati geodetici, che permettono di stimare le variazioni di volume del ghiacciaio attraverso rilevamenti topografici e fotogrammetrici. Questo processo di omogeneizzazione è essenziale per confrontare i dati raccolti in epoche diverse, con strumenti e metodologie differenti, e per ottenere una visione coerente dell’evoluzione del ghiacciaio nel tempo.
Risultati e riferimenti a studi correlati
I risultati del bilancio di massa medio specifico a livello dell’intero ghiacciaio, calcolati per periodi di date fisse comparabili, sono stati presentati nella Sezione 4.17 del Volume 135/136. Questi dati forniscono un’indicazione quantitativa della perdita di massa del Schwarzberggletscher, che, come molti ghiacciai alpini, sta subendo un declino significativo a causa del riscaldamento globale. Ulteriori dettagli sulle osservazioni a lungo termine delle velocità di flusso del ghiaccio, che offrono un quadro complementare delle dinamiche del ghiacciaio, sono riportati nella Sezione 5.8. Queste misurazioni del flusso del ghiaccio sono cruciali per comprendere come il ghiacciaio si muove e si deforma in risposta alle variazioni di massa e alle condizioni climatiche, fornendo informazioni preziose per modellizzare il suo comportamento futuro.
Rilevanza scientifica e prospettive
Il Schwarzberggletscher rappresenta un caso di studio di grande rilevanza scientifica per diverse ragioni. In primo luogo, la sua lunga serie di dati, che copre quasi sette decenni, lo rende uno dei ghiacciai alpini meglio monitorati, offrendo un’opportunità unica per analizzare le tendenze a lungo termine nel contesto del cambiamento climatico. In secondo luogo, la sua posizione nel bacino di Mattmark lo rende un indicatore chiave delle variazioni idrologiche nella regione, con implicazioni dirette per la gestione delle risorse idriche e la produzione di energia idroelettrica. Infine, il suo stato di ghiacciaio temperato e le sue dimensioni medie lo rendono rappresentativo di una categoria di ghiacciai alpini che stanno subendo un rapido declino, fornendo un modello per comprendere i processi di deglaciazione in altre aree delle Alpi.
Conclusione
Il Schwarzberggletscher, situato nella zona di Mattmark nelle Alpi del Vallese meridionale, è un ghiacciaio montano temperato di medie dimensioni che si estende su un’area di circa 4,9 chilometri quadrati, fluendo verso nord da un’altitudine di 3570 metri sopra il livello del mare fino a 2690 metri sopra il livello del mare. Le misurazioni del bilancio di massa, avviate nel 1955 nell’ambito delle indagini per la costruzione del bacino di Mattmark per la produzione di energia idroelettrica, hanno fornito una serie temporale di dati preziosa, che copre quasi sette decenni. Inizialmente basate su una rete di sette pali di misurazione, le osservazioni sono state successivamente ridotte a quattro siti dopo il 1967 e attualmente si concentrano su tre siti, mantenendo un monitoraggio continuo del bilancio di massa e del flusso del ghiaccio. I dati raccolti dal 1955 sono stati rianalizzati e omogeneizzati per garantire la loro coerenza, e i risultati del bilancio di massa medio specifico a livello dell’intero ghiacciaio sono stati presentati in pubblicazioni correlate, mentre ulteriori dettagli sulle velocità di flusso del ghiaccio offrono un quadro complementare delle dinamiche del ghiacciaio. Il Schwarzberggletscher rappresenta un caso di studio fondamentale per comprendere il declino dei ghiacciai alpini di medie dimensioni, con implicazioni significative per l’idrologia, l’ecologia e la gestione delle risorse idriche nella regione del Vallese.

Analisi approfondita della Figura 4.44: Topografia superficiale e rete di osservazione del Schwarzberggletscher – Un’analisi glaciologica e idrologica
Introduzione al contesto glaciologico
La Figura 4.44 rappresenta una mappa topografica del Schwarzberggletscher, un ghiacciaio montano temperato di medie dimensioni situato nella zona di Mattmark, nelle Alpi del Vallese meridionale, Svizzera. Il Schwarzberggletscher, con un’area attuale di circa 4,9 km², si estende lungo un gradiente altitudinale che va da 3570 m a.s.l. (metri sopra il livello del mare) nella sua zona di accumulo più alta, a 2690 m a.s.l. nella sua fronte glaciale, fluendo in direzione nord. Le indagini sul bilancio di massa del ghiacciaio sono iniziate nel 1955, nell’ambito di un progetto per la costruzione del bacino di Mattmark per la produzione di energia idroelettrica, e continuano ancora oggi, rendendo il Schwarzberggletscher uno dei ghiacciai alpini meglio monitorati, con una serie temporale di dati che copre quasi sette decenni. La mappa mostra la topografia superficiale del ghiacciaio e la rete di osservazione attualmente attiva, composta da tre siti di misurazione, offrendo un’importante base cartografica per comprendere la morfologia del ghiacciaio e supportare le attività di monitoraggio del bilancio di massa e del flusso del ghiaccio.
Descrizione dettagliata della topografia superficiale
Curve di livello e gradiente altitudinale
La mappa è caratterizzata da curve di livello che rappresentano l’andamento altimetrico del Schwarzberggletscher, con altitudini che variano da 2690 m a 3570 m sopra il livello del mare, come indicato nel testo introduttivo. Le curve di livello sono riportate a intervalli regolari, probabilmente di 50 m o 100 m, con valori chiaramente indicati, come 2700 m, 2800 m, 2900 m, 3000 m, 3100 m, 3200 m, 3300 m, 3400 m e 3500 m. La parte più alta del ghiacciaio, a circa 3570 m a.s.l., si trova nella zona meridionale della mappa (in basso), corrispondente alla zona di accumulo, dove la neve si accumula durante l’inverno e si compatta in ghiaccio. La fronte glaciale, a circa 2690 m a.s.l., si trova nella parte settentrionale della mappa (in alto), corrispondente alla zona di ablazione, dove il ghiaccio si scioglie durante l’estate. Questo gradiente altitudinale di circa 880 m su una lunghezza stimata di 2-3 km (basata sulla scala della mappa) indica una pendenza moderata, tipica di un ghiacciaio montano temperato, che facilita il flusso del ghiaccio verso nord sotto l’effetto della gravità e della pressione del ghiaccio sovrastante.
La conformazione del ghiacciaio, come evidenziata dalle curve di livello, mostra una struttura allungata e leggermente allargata nella parte centrale, con un restringimento verso la fronte glaciale a nord e una zona di accumulo più ampia a sud. Le curve di livello più ravvicinate nella parte meridionale indicano pendenze più ripide, tipiche delle zone di accumulo dove il ghiaccio si forma e si muove verso valle, mentre le curve più distanziate nella parte settentrionale suggeriscono una pendenza più dolce, coerente con la zona di ablazione, dove il ghiaccio si assottiglia e si scioglie.
Dimensioni e orientamento
La scala riportata in alto a sinistra indica che il segmento rappresenta una distanza di 1 km, permettendo di stimare le dimensioni del ghiacciaio. Considerando che l’area del Schwarzberggletscher è di 4,9 km², possiamo dedurre che il ghiacciaio si estende per circa 2-3 km in lunghezza (da sud a nord) e circa 1,5-2 km in larghezza (da est a ovest), valori coerenti con la scala della mappa e con la conformazione del ghiacciaio mostrata. Una freccia con la lettera “N” in alto al centro indica il nord, confermando che il ghiacciaio fluisce in direzione nord, come descritto nel testo introduttivo. Questa esposizione a nord influenza il regime di accumulo e ablazione del ghiacciaio: i ghiacciai esposti a nord tendono a ricevere meno radiazione solare diretta rispetto a quelli esposti a sud, il che può ridurre l’ablazione estiva e favorire l’accumulo di neve, anche se, nel contesto del cambiamento climatico, questo vantaggio è spesso insufficiente a contrastare la perdita di massa.
Sistema di coordinate
La mappa include un sistema di coordinate in formato UTM (Universal Transverse Mercator), con valori riportati sui bordi: sull’asse verticale, a sinistra, si leggono 96900 e 97000, mentre sull’asse orizzontale, in alto e a destra, si leggono 94000 e 94400. Queste coordinate permettono di localizzare il ghiacciaio all’interno di una griglia cartografica più ampia, facilitando la sua collocazione geografica nelle Alpi del Vallese meridionale. La differenza di 100 unità sull’asse verticale e di 400 unità sull’asse orizzontale è coerente con la scala di 1 km, indicando che ogni unità corrisponde a circa 1 metro, un livello di precisione adeguato per una mappa topografica di questa scala.
Rete di osservazione e significato scientifico
Distribuzione dei siti di osservazione
La mappa mostra tre punti numerati, identificati come 120, 123 e 124, che rappresentano i siti di osservazione attualmente attivi per le misurazioni del bilancio di massa del Schwarzberggletscher. Questi siti sono parte di una rete di monitoraggio che, come descritto nel testo introduttivo, inizialmente comprendeva sette pali di misurazione (dal 1955), ridotti a quattro dopo il 1967 e attualmente a tre, riflettendo un’evoluzione del programma di monitoraggio nel tempo.
- Punto 124: Situato nella parte meridionale del ghiacciaio, a un’altitudine di circa 3100 m a.s.l., questo sito si trova nella zona di accumulo, dove l’accumulo di neve è più significativo. La sua posizione è ideale per misurare l’apporto di nuova massa al ghiacciaio, principalmente sotto forma di neve che si compatta in ghiaccio durante l’inverno.
- Punto 120: Posizionato nella parte centrale del ghiacciaio, a un’altitudine di circa 2900 m a.s.l., questo sito si trova in una zona di transizione, probabilmente vicina alla linea di equilibrio (ELA, Equilibrium Line Altitude), dove accumulo e ablazione si bilanciano. Questo punto è cruciale per monitorare la variazione stagionale della linea di equilibrio e per calcolare il bilancio di massa netto.
- Punto 123: Collocato nella parte settentrionale del ghiacciaio, a circa 2800 m a.s.l., questo sito si trova nella zona di ablazione, vicino alla fronte glaciale, dove l’ablazione estiva è più intensa. La sua posizione permette di quantificare la perdita di massa durante l’estate e di monitorare il ritiro della fronte glaciale.
La distribuzione di questi siti copre le principali zone altitudinali e funzionali del ghiacciaio, dalla zona di accumulo a quella di ablazione, consentendo di raccogliere dati rappresentativi delle variazioni di massa stagionali e annuali. Questa rete, sebbene ridotta rispetto al passato, è progettata per fornire informazioni essenziali sul bilancio di massa netto del ghiacciaio, che è definito come la differenza tra l’accumulo invernale e l’ablazione estiva, e sul flusso del ghiaccio, come descritto nella Sezione 5.8 del testo introduttivo.
Evoluzione storica della rete di monitoraggio
Il testo introduttivo evidenzia che le misurazioni del bilancio di massa del Schwarzberggletscher sono iniziate nel 1955, nell’ambito di un progetto per la costruzione del bacino di Mattmark per la produzione di energia idroelettrica. Inizialmente, la rete di monitoraggio comprendeva sette pali di misurazione distribuiti su tutta la superficie del ghiacciaio, un approccio che garantiva una copertura spaziale completa e permetteva di raccogliere dati sia sul bilancio di massa che sul flusso del ghiaccio. Dopo il 1967, il numero di siti è stato ridotto a quattro, probabilmente a causa di difficoltà logistiche, come l’accessibilità dei siti o la necessità di razionalizzare le risorse, e attualmente si concentra su tre siti (120, 123, 124). Questa riduzione riflette un compromesso tra la necessità di mantenere una serie temporale continua e le sfide operative associate al monitoraggio di un ghiacciaio in un ambiente alpino remoto e in declino.
Nonostante la riduzione del numero di siti, la rete attuale è ancora rappresentativa delle principali dinamiche del ghiacciaio, coprendo un intervallo altitudinale che va dalla zona di accumulo (3100 m a.s.l.) alla zona di ablazione (2800 m a.s.l.). I dati raccolti da questi siti, come descritto nel testo introduttivo, sono stati rianalizzati e omogeneizzati (Huss et al., 2015), garantendo la coerenza delle osservazioni su un periodo di quasi sette decenni e permettendo di confrontare le variazioni storiche del bilancio di massa con quelle attuali.
Dinamiche glaciologiche e idrologiche
Topografia e flusso del ghiaccio
La topografia del Schwarzberggletscher, come rappresentata nella mappa, evidenzia le sue caratteristiche dinamiche. Il gradiente altitudinale di circa 880 m, che si sviluppa su una lunghezza di circa 2-3 km, indica una pendenza media di circa 20-30%, che facilita il flusso del ghiaccio verso nord. Il termine “temperato” utilizzato nel testo introduttivo indica che il ghiaccio del ghiacciaio è a una temperatura prossima al punto di fusione, una condizione che lo rende particolarmente dinamico. In un ghiacciaio temperato, l’acqua di fusione presente alla base del ghiaccio riduce l’attrito con il substrato roccioso, favorendo il flusso del ghiaccio sotto l’effetto della gravità e della pressione del ghiaccio sovrastante. Le velocità di flusso del ghiaccio, come descritto nella Sezione 5.8, sono state monitorate a lungo termine, offrendo informazioni preziose sulla risposta del ghiacciaio alle variazioni di massa e alle condizioni climatiche.
La conformazione del ghiacciaio, con una zona di accumulo più ampia a sud e una zona di ablazione più ristretta a nord, riflette la tipica struttura di un ghiacciaio montano. La zona di accumulo, a quote comprese tra 3100 e 3570 m a.s.l., è dove la neve si accumula durante l’inverno e si trasforma in ghiaccio, contribuendo alla crescita del ghiacciaio. La zona di ablazione, a quote comprese tra 2690 e 2900 m a.s.l., è dove il ghiaccio si scioglie durante l’estate, portando a una perdita di massa. La distribuzione dei siti di osservazione (120, 123, 124) copre entrambe le zone, permettendo di quantificare l’accumulo e l’ablazione e di calcolare il bilancio di massa netto, un parametro fondamentale per valutare lo stato di salute del ghiacciaio.
Implicazioni idrologiche
Il Schwarzberggletscher contribuisce al regime idrografico del bacino del fiume Saas, che alimenta il bacino di Mattmark, un’infrastruttura progettata per immagazzinare l’acqua derivante dallo scioglimento glaciale e dalle precipitazioni per la produzione di energia idroelettrica, come descritto nel testo introduttivo. La mappa topografica evidenzia l’estensione e il gradiente altitudinale del ghiacciaio, che determinano il volume di ghiaccio disponibile per lo scioglimento estivo. La riduzione dell’area e del volume del ghiacciaio, come osservato in molti ghiacciai alpini a causa del cambiamento climatico, potrebbe avere implicazioni significative per l’apporto idrico al bacino. Una diminuzione del volume di ghiaccio disponibile per lo scioglimento estivo può ridurre la disponibilità di acqua durante i mesi più caldi, con potenziali impatti sulla produzione di energia idroelettrica, sull’agricoltura e sull’approvvigionamento idrico nella regione del Vallese.
Confronto con il Sankt Annafirn
Un confronto con il Sankt Annafirn, un altro ghiacciaio monitorato nella regione (descritto in precedenza), evidenzia differenze e somiglianze. Il Sankt Annafirn è un ghiacciaio di circo più piccolo, con un’area di 0,12 km² e un intervallo altitudinale più ristretto, da 2700 m a 2800 m a.s.l., come mostrato nella Figura 4.40. Il Schwarzberggletscher, con un’area di 4,9 km² e un intervallo altitudinale più ampio (2690-3570 m a.s.l.), è un ghiacciaio montano di medie dimensioni, con una struttura più complessa e un ruolo idrologico più significativo. La rete di osservazione del Sankt Annafirn, inizialmente più estesa, è stata ridotta a tre siti nel 2023, come per il Schwarzberggletscher, ma le misurazioni sul Sankt Annafirn sono state interrotte dopo il 2023 a causa del suo stato terminale, mentre il Schwarzberggletscher continua a essere monitorato, grazie alla sua maggiore estensione e alla sua rilevanza per la produzione idroelettrica.
Evoluzione storica del monitoraggio
Il monitoraggio del Schwarzberggletscher, iniziato nel 1955, è uno dei più lunghi per un ghiacciaio alpino di medie dimensioni, offrendo una serie temporale di dati preziosa per comprendere le tendenze a lungo termine nel contesto del cambiamento climatico. La rete iniziale di sette pali, distribuiti su tutta la superficie del ghiacciaio, consentiva una copertura spaziale completa, permettendo di raccogliere dati sia sul bilancio di massa che sul flusso del ghiaccio. La riduzione a quattro siti dopo il 1967 e successivamente a tre siti riflette le sfide operative associate al monitoraggio in un ambiente alpino remoto, come l’accessibilità dei siti e i rischi geomorfologici, ma anche la necessità di razionalizzare le risorse mantenendo una serie temporale continua. I dati raccolti, rianalizzati e omogeneizzati (Huss et al., 2015), come descritto nel testo introduttivo, garantiscono la coerenza delle osservazioni su un periodo di quasi sette decenni, offrendo un quadro dettagliato dell’evoluzione del ghiacciaio e delle sue risposte alle forcing climatiche.
Implicazioni ambientali e prospettive future
La perdita di massa dei ghiacciai alpini, come il Schwarzberggletscher, è un fenomeno ben documentato, driven principalmente dal riscaldamento globale. La mappa della Figura 4.44, mostrando un ghiacciaio che si estende su un intervallo altitudinale significativo, evidenzia la vulnerabilità del Schwarzberggletscher ai cambiamenti climatici: le quote più basse, vicino alla fronte glaciale, sono particolarmente soggette all’ablazione estiva, mentre le quote più alte, nella zona di accumulo, potrebbero non ricevere precipitazioni nevose sufficienti per compensare la perdita di massa. Questo declino ha implicazioni non solo idrologiche, ma anche ecologiche, con la perdita di habitat per specie adattate agli ambienti freddi, e geomorfologiche, con un aumento dell’instabilità dei versanti a causa del ritiro del ghiaccio e del degrado del permafrost.
Il Schwarzberggletscher, grazie alla sua lunga storia di monitoraggio e alla sua rilevanza idrologica, rappresenta un caso di studio fondamentale per comprendere i processi di deglaciazione nelle Alpi e per sviluppare strategie di adattamento alla riduzione delle risorse idriche. Le osservazioni future, basate sulla rete di monitoraggio attuale, saranno cruciali per prevedere l’evoluzione del ghiacciaio e per gestire le sue implicazioni per la produzione di energia idroelettrica e la sostenibilità ambientale nella regione del Vallese.
Conclusione
La Figura 4.44 offre una rappresentazione dettagliata e scientificamente rilevante della topografia superficiale e della rete di osservazione del Schwarzberggletscher, un ghiacciaio montano temperato di medie dimensioni situato nella zona di Mattmark, nelle Alpi del Vallese meridionale. La mappa mostra un ghiacciaio che si estende su un’area di circa 4,9 km², fluendo verso nord da un’altitudine di 3570 m a 2690 m a.s.l., con curve di livello che evidenziano un gradiente altitudinale di circa 880 m su una lunghezza di 2-3 km. I tre siti di osservazione (120, 123, 124), distribuiti strategicamente tra le zone di accumulo, transizione e ablazione, rappresentano l’evoluzione di una rete di monitoraggio iniziata nel 1955, che ha fornito una serie temporale di dati preziosa per comprendere le dinamiche glaciologiche e idrologiche del ghiacciaio. La mappa, con la sua scala e il sistema di coordinate, è uno strumento fondamentale per interpretare i dati storici e attuali del Schwarzberggletscher, evidenziando il suo ruolo cruciale nel bacino idrografico del fiume Saas e nella produzione di energia idroelettrica, e sottolineando le sfide associate al suo declino in un contesto di cambiamento climatico, con implicazioni significative per l’idrologia, l’ecologia e la stabilità geomorfologica della regione.

Analisi approfondita della Figura 4.45: Bilancio di massa specifico e cumulativo del Schwarzberggletscher (1955-2023) – Un’analisi glaciologica e climatica
Introduzione al contesto glaciologico
La Figura 4.45 presenta un’analisi grafica dell’evoluzione del bilancio di massa del Schwarzberggletscher, un ghiacciaio montano temperato di medie dimensioni situato nella zona di Mattmark, nelle Alpi del Vallese meridionale, Svizzera, per il periodo compreso tra il 1955 e il 2023. Il Schwarzberggletscher, con un’area attuale di circa 4,9 km², si estende da un’altitudine di 3570 m a.s.l. (metri sopra il livello del mare) a 2690 m a.s.l., fluendo in direzione nord. Le misurazioni del bilancio di massa del ghiacciaio sono iniziate nel 1955, nell’ambito di un progetto per la costruzione del bacino di Mattmark per la produzione di energia idroelettrica, e rappresentano una delle serie temporali più lunghe per un ghiacciaio alpino, coprendo quasi sette decenni. Il grafico include il bilancio di massa specifico medio annuo, rappresentato tramite barre, e il bilancio di massa cumulativo, rappresentato tramite una linea tratteggiata con punti, offrendo un quadro completo delle variazioni di massa del ghiacciaio e della sua risposta alle forcing climatiche nel periodo considerato.
Descrizione dettagliata della struttura del grafico
Assi e parametri
Il grafico è organizzato con un asse orizzontale che rappresenta il tempo, coprendo gli anni dal 1955 al 2023, un intervallo di 68 anni che coincide con il periodo di monitoraggio del Schwarzberggletscher, come descritto nel testo introduttivo. L’asse verticale sinistro è etichettato “Mass balance (m w.e.)” e rappresenta il bilancio di massa specifico medio annuo, espresso in metri di equivalente in acqua (m w.e.), un’unità standard in glaciologia che converte la massa di neve o ghiaccio in un volume equivalente di acqua liquida, tenendo conto della densità del materiale. I valori su questo asse variano da un massimo di circa 2 m w.e., che indica un bilancio positivo (guadagno di massa), a un minimo di circa -3 m w.e., che indica un bilancio negativo (perdita di massa). L’asse verticale destro è etichettato “Cumulative mass balance (m w.e.)” e rappresenta il bilancio di massa cumulativo, ossia la somma progressiva del bilancio annuo nel tempo, con valori che variano da 0 m w.e. a -20 m w.e., indicando l’entità totale della perdita di massa accumulata nel periodo.
Bilancio di massa specifico medio annuo (barre)
Le barre grigie rappresentano il bilancio di massa specifico medio annuo per ciascun anno dal 1955 al 2023, calcolato come la differenza tra l’accumulo invernale (principalmente sotto forma di neve) e l’ablazione estiva (scioglimento del ghiaccio e sublimazione). Ogni barra mostra la variazione di massa per unità di area in quell’anno, espressa in m w.e., e fornisce un’indicazione diretta dell’equilibrio tra guadagno e perdita di massa. Il bilancio di massa specifico medio annuo varia significativamente nel tempo, riflettendo l’influenza delle condizioni climatiche su accumulo e ablazione:
- 1955-1970: In questo periodo iniziale, il bilancio è spesso vicino a zero o leggermente positivo, con alcuni anni che mostrano un guadagno di massa fino a circa 1 m w.e., ad esempio intorno al 1956 e al 1960. Questi anni indicano condizioni climatiche favorevoli, con inverni nevosi e/o estati fresche che hanno favorito l’accumulo di neve e ridotto l’ablazione.
- 1970-1990: A partire dagli anni 1970, il bilancio diventa prevalentemente negativo, con perdite di massa che variano tra circa -0,5 m w.e. e -1,5 m w.e., ad esempio intorno al 1977 e al 1985. Questo periodo segna l’inizio di una tendenza di declino, probabilmente legata a un aumento delle temperature globali e a una riduzione delle precipitazioni nevose invernali.
- 1990-2010: In questa fase, si osservano fluttuazioni più marcate, con anni di perdita significativa, come il 2003, che registra una perdita di circa -2 m w.e., e anni di bilancio più equilibrato, come il 1995, che mostra una perdita minima di circa -0,5 m w.e. Il 2003, in particolare, è noto per essere stato un anno di calore estremo in Europa, con temperature record che hanno accelerato l’ablazione estiva.
- 2010-2023: Negli ultimi anni, il bilancio è costantemente negativo, con un’accelerazione della perdita di massa, specialmente dopo il 2015. Il 2022 registra una perdita di circa -2,5 m w.e., uno dei valori più negativi dell’intera serie, mentre il 2023 mostra una perdita leggermente inferiore, di circa -2 m w.e., ma ancora significativa. Questi anni riflettono condizioni climatiche estreme, con estati calde e inverni con scarse nevicate, come osservato anche per altri ghiacciai alpini, ad esempio il Sankt Annafirn (Figura 4.41).
Bilancio di massa cumulativo (linea tratteggiata con punti)
La linea tratteggiata con punti rappresenta il bilancio di massa cumulativo, ossia la somma progressiva del bilancio di massa annuo nel tempo, partendo da 0 nel 1955 (anno di riferimento per le misurazioni) e scendendo progressivamente fino a circa -20 m w.e. nel 2023. Questa linea fornisce un’indicazione chiara della perdita di massa totale del ghiacciaio nel periodo di monitoraggio, mostrando tre fasi principali:
- 1955-1970: La linea è relativamente stabile, oscillando intorno a 0, con una perdita cumulativa minima, di circa -1 m w.e. Questo periodo indica un equilibrio approssimativo tra accumulo e ablazione, con alcuni anni di guadagno di massa che compensano le perdite.
- 1970-2000: La linea inizia a scendere più rapidamente, con una perdita cumulativa che raggiunge circa -10 m w.e. intorno al 2000. Questo periodo segna l’inizio di una tendenza di declino più marcata, con una serie di anni di bilancio negativo che riflettono un aumento delle temperature e una riduzione dell’accumulo invernale.
- 2000-2023: La discesa si accentua, con un’accelerazione della perdita di massa, specialmente dopo il 2015, fino a raggiungere circa -20 m w.e. nel 2023. Questo periodo è caratterizzato da anni di perdita significativa, come il 2022, che contribuiscono in modo sostanziale al declino totale, con una pendenza della linea che indica un’accelerazione del processo di deglaciazione.
Interpretazione scientifica
Dinamiche del bilancio di massa e variabilità climatica
Il bilancio di massa specifico medio annuo del Schwarzberggletscher mostra una variabilità interannuale significativa, che riflette l’influenza delle condizioni climatiche su accumulo e ablazione. Negli anni 1950 e 1960, il bilancio è spesso vicino a zero o leggermente positivo, con alcuni anni che mostrano un guadagno di massa fino a circa 1 m w.e., indicando un periodo di relativa stabilità climatica. Questo equilibrio è probabilmente attribuibile a inverni freddi e nevosi, che favorivano l’accumulo di neve, e a estati fresche, che limitavano l’ablazione. A partire dagli anni 1970, il bilancio diventa prevalentemente negativo, con perdite di massa che variano tra circa 0,5 m w.e. e 1,5 m w.e., segnando l’inizio di una tendenza di declino che coincide con l’aumento delle temperature globali associato al riscaldamento climatico. Questo periodo è caratterizzato da un incremento delle temperature estive, che hanno intensificato l’ablazione, e da una riduzione delle precipitazioni nevose invernali, che hanno limitato l’accumulo.
Negli anni 1990 e 2000, si osservano fluttuazioni più marcate, con anni di perdita significativa, come il 2003, che registra una perdita di circa 2 m w.e., e anni di bilancio più equilibrato, come il 1995, con una perdita minima di circa 0,5 m w.e. Il 2003 è noto per essere stato un anno di calore estremo in Europa, con temperature record che hanno portato a un’ablazione eccezionale nei ghiacciai alpini, un fenomeno ben documentato in letteratura. Negli anni 2010 e 2020, il bilancio è costantemente negativo, con un’accelerazione della perdita di massa, specialmente dopo il 2015. Il 2022 registra una perdita di circa 2,5 m w.e., uno dei valori più negativi dell’intera serie, mentre il 2023 mostra una perdita leggermente inferiore, di circa 2 m w.e., ma ancora significativa. Questi anni riflettono condizioni climatiche estreme, con estati calde e inverni con scarse nevicate, come osservato anche per altri ghiacciai alpini, ad esempio il Sankt Annafirn, che nel 2022 ha registrato una perdita simile (Figura 4.41).
Bilancio di massa cumulativo e declino a lungo termine
La linea del bilancio di massa cumulativo evidenzia una tendenza di perdita di massa a lungo termine, con una perdita totale di circa 20 m w.e. nel periodo 1955-2023. Questo valore corrisponde a una perdita di volume significativa, che possiamo stimare moltiplicando il bilancio cumulativo per l’area del ghiacciaio:
- Area del ghiacciaio = 4,9 km² = 4,9 × 10⁶ m².
- Volume perso = 4,9 × 10⁶ m² × 20 m w.e. = 98 × 10⁶ m³ (98 milioni di metri cubi di equivalente in acqua).
Questa perdita di volume è drammatica per un ghiacciaio di medie dimensioni, corrispondente a una riduzione media dello spessore del ghiacciaio di 20 m (in termini di equivalente in acqua), che, considerando la densità tipica del ghiaccio (circa 900 kg/m³), equivale a una riduzione di circa 22 m di spessore di ghiaccio. La tendenza della linea cumulativa mostra tre fasi principali:
- 1955-1970: La linea è relativamente stabile, con una perdita cumulativa minima di circa 1 m w.e., indicando un periodo di equilibrio approssimativo tra accumulo e ablazione. Questo equilibrio è probabilmente attribuibile a condizioni climatiche più favorevoli, con temperature estive moderate e precipitazioni nevose invernali sufficienti.
- 1970-2000: La linea inizia a scendere più rapidamente, con una perdita cumulativa che raggiunge circa 10 m w.e. intorno al 2000. Questo periodo segna l’inizio di una tendenza di declino più marcata, con una serie di anni di bilancio negativo che riflettono un aumento delle temperature globali e una riduzione dell’accumulo invernale, in linea con l’accelerazione del riscaldamento climatico a partire dagli anni 1970.
- 2000-2023: La discesa si accentua, con un’accelerazione della perdita di massa, specialmente dopo il 2015, fino a raggiungere circa 20 m w.e. nel 2023. Questo periodo è caratterizzato da anni di perdita significativa, come il 2022, che contribuiscono in modo sostanziale al declino totale, con una pendenza della linea che indica un’accelerazione del processo di deglaciazione, probabilmente legata a estati sempre più calde e a una riduzione delle precipitazioni nevose invernali.
Confronto con il Sankt Annafirn
Un confronto con il Sankt Annafirn, un altro ghiacciaio monitorato nella regione (descritto in precedenza), evidenzia somiglianze e differenze. La Figura 4.41 del Sankt Annafirn mostra un bilancio di massa cumulativo di circa -10 m w.e. nel periodo 2012-2023, con un picco di ablazione nel 2022 (-2,5 m w.e.), simile al Schwarzberggletscher. Tuttavia, il Sankt Annafirn, con un’area di 0,12 km², è molto più piccolo, e la sua perdita di massa cumulativa corrisponde a un volume di circa 1,2 × 10⁶ m³, mentre il Schwarzberggletscher, con un’area di 4,9 km², ha perso circa 98 × 10⁶ m³, un volume proporzionalmente molto maggiore. Inoltre, le misurazioni sul Sankt Annafirn sono state interrotte dopo il 2023 a causa del suo stato terminale, mentre il Schwarzberggletscher continua a essere monitorato, grazie alla sua maggiore estensione e alla sua rilevanza idrologica per il bacino di Mattmark.
Contesto climatico e fattori di deglaciazione
La tendenza di perdita di massa del Schwarzberggletscher è coerente con il contesto climatico globale e regionale. A partire dagli anni 1970, l’aumento delle temperature globali, associato al riscaldamento climatico, ha portato a un incremento dell’ablazione estiva e a una riduzione delle precipitazioni nevose invernali, come osservato in molti ghiacciai alpini. Gli anni 2000 e 2010, in particolare, sono stati caratterizzati da estati eccezionalmente calde, come il 2003 e il 2022, che hanno accelerato la perdita di massa. Il 2022, con una perdita di circa 2,5 m w.e., è stato un anno di calore estremo in Europa, con temperature record che hanno portato a un’ablazione senza precedenti, un fenomeno simile a quello osservato per il Sankt Annafirn (Figura 4.41). Il Schwarzberggletscher, pur essendo un ghiacciaio temperato e esposto a nord, condizioni che possono ridurre l’ablazione rispetto a ghiacciai esposti a sud, non è stato immune da queste tendenze, come dimostrato dalla perdita cumulativa di 20 m w.e. in 68 anni.
La natura temperata del ghiacciaio, con il ghiaccio a una temperatura prossima al punto di fusione, come descritto nel testo introduttivo, lo rende particolarmente sensibile alle variazioni di temperatura. In un ghiacciaio temperato, l’acqua di fusione presente alla base del ghiaccio riduce l’attrito con il substrato roccioso, favorendo il flusso del ghiaccio, ma anche accelerando la perdita di massa quando l’ablazione estiva è intensa. Le velocità di flusso del ghiaccio, monitorate a lungo termine (Sezione 5.8 del testo introduttivo), offrono un quadro complementare delle dinamiche del ghiacciaio, mostrando come il flusso si sia probabilmente rallentato nel tempo a causa della riduzione del volume e dello spessore del ghiaccio.
Confronto con le dinamiche globali dei ghiacciai alpini
Il declino del Schwarzberggletscher è rappresentativo di una tendenza più ampia che riguarda i ghiacciai alpini, in particolare quelli di medie dimensioni. Studi recenti mostrano che i ghiacciai delle Alpi hanno perso circa il 50% della loro superficie e del loro volume dal 1850, con un’accelerazione significativa negli ultimi decenni a causa del riscaldamento globale. La perdita cumulativa di 20 m w.e. in 68 anni è in linea con i tassi di declino osservati in altri ghiacciai alpini di dimensioni simili, e il picco di ablazione nel 2022 riflette eventi climatici estremi, come le ondate di calore che hanno caratterizzato gli ultimi anni in Europa. Il Schwarzberggletscher, pur essendo più grande e con una rete di monitoraggio più longeva rispetto al Sankt Annafirn, segue una traiettoria di declino simile, con una perdita di massa che si è accelerata negli ultimi decenni.
Implicazioni idrologiche, ecologiche e geomorfologiche
Impatto idrologico
La perdita di massa del Schwarzberggletscher ha implicazioni significative per il bacino idrografico del fiume Saas, che alimenta il bacino di Mattmark, un’infrastruttura progettata per la produzione di energia idroelettrica, come descritto nel testo introduttivo. La perdita di 98 milioni di metri cubi di equivalente in acqua nel periodo 1955-2023 rappresenta una riduzione sostanziale dell’apporto idrico estivo, che dipende dallo scioglimento del ghiaccio per alimentare i fiumi alpini durante i mesi più caldi. Questa riduzione può influire sulla disponibilità di acqua per la produzione di energia idroelettrica, l’agricoltura e l’approvvigionamento idrico nella regione del Vallese, con potenziali conseguenze socioeconomiche rilevanti. Inoltre, la perdita di massa accelera il ritiro della fronte glaciale, riducendo ulteriormente il contributo idrico del ghiacciaio nel lungo termine.
Impatto ecologico
La perdita di ghiaccio del Schwarzberggletscher comporta la perdita di habitat per specie adattate agli ambienti freddi, come microorganismi estremofili e fauna alpina che dipende dalla presenza di neve e ghiaccio. La riduzione del volume di ghiaccio e della superficie glaciale, come evidenziato dalla perdita cumulativa di 20 m w.e., altera gli ecosistemi locali, modificando le condizioni di temperatura e umidità e favorendo la colonizzazione di specie più adattate a ambienti rocciosi. Questo cambiamento può avere effetti a cascata sull’ecosistema alpino, influenzando la biodiversità e la dinamica delle comunità biologiche nella regione.
Stabilità geomorfologica
La perdita di massa del Schwarzberggletscher ha anche implicazioni geomorfologiche. La riduzione del volume di ghiaccio e il ritiro della fronte glaciale, come mostrato nella Figura 4.44, che rappresenta la topografia del ghiacciaio, contribuiscono a destabilizzare le pareti rocciose circostanti. Il degrado del permafrost, associato all’aumento delle temperature, può esacerbare questa instabilità, aumentando il rischio di caduta massi e frane, un fenomeno simile a quello osservato per il Sankt Annafirn (testo delle indagini 2021/22). Questi eventi geomorfologici possono avere conseguenze significative per la sicurezza delle infrastrutture locali, come il bacino di Mattmark, e per le attività di monitoraggio.
Rilevanza scientifica e prospettive future
Il Schwarzberggletscher, con una serie temporale di dati che copre quasi sette decenni, rappresenta un caso di studio di grande rilevanza scientifica per comprendere i processi di deglaciazione nelle Alpi. La Figura 4.45, con il suo bilancio di massa specifico medio annuo e cumulativo, offre un quadro dettagliato dell’evoluzione del ghiacciaio, evidenziando le tendenze a lungo termine e le risposte alle forcing climatiche. I dati rianalizzati e omogeneizzati (Huss et al., 2015), come descritto nel testo introduttivo, garantiscono la coerenza delle osservazioni su un periodo così lungo, permettendo di confrontare le variazioni storiche con quelle attuali e di sviluppare modelli predittivi per il futuro.
Le osservazioni future saranno cruciali per monitorare l’evoluzione del Schwarzberggletscher e per comprendere come il cambiamento climatico continuerà a influenzare i ghiacciai alpini. La perdita di massa accelerata osservata negli ultimi decenni, specialmente dopo il 2015, suggerisce che il ghiacciaio potrebbe subire un declino ancora più rapido nei prossimi anni, con implicazioni significative per la gestione delle risorse idriche e per la sostenibilità ambientale nella regione del Vallese. Strategie di adattamento, come la diversificazione delle fonti di energia e la gestione integrata delle risorse idriche, saranno essenziali per mitigare gli impatti della deglaciazione.
Conclusione
La Figura 4.45 offre un’analisi dettagliata e quantitativa del bilancio di massa del Schwarzberggletscher nel periodo 1955-2023, un intervallo di quasi sette decenni che rappresenta una delle serie temporali più lunghe per un ghiacciaio alpino. Le barre del bilancio di massa specifico medio annuo mostrano una variabilità interannuale significativa, con un passaggio da bilanci equilibrati o leggermente positivi negli anni 1950 e 1960 a bilanci costantemente negativi a partire dagli anni 1970, con un picco di perdita nel 2022 di circa 2,5 m w.e. La linea del bilancio di massa cumulativo evidenzia una perdita totale di circa 20 m w.e., corrispondente a 98 milioni di metri cubi di equivalente in acqua, una quantità drammatica che riflette una riduzione media dello spessore del ghiacciaio di circa 22 m. Questi dati confermano il rapido declino del Schwarzberggletscher, in linea con le tendenze di deglaciazione osservate nelle Alpi, e sottolineano le implicazioni per l’idrologia, l’ecosistema e la stabilità geomorfologica della regione. La figura rappresenta un documento scientifico cruciale per comprendere l’impatto del cambiamento climatico sui ghiacciai alpini e per sviluppare strategie di adattamento alla riduzione delle risorse idriche nel bacino di Mattmark, con un focus particolare sui periodi critici 2021/22 e 2022/23.
Studi sul bilancio di massa glaciale negli anni idrologici 2021/22 e 2022/23: un’analisi approfondita delle condizioni di ablazione estrema
Le indagini condotte nell’ambito del monitoraggio del bilancio di massa glaciale durante gli anni idrologici 2021/22 e 2022/23 hanno fornito dati significativi sull’evoluzione delle dinamiche di fusione in un contesto di cambiamenti climatici accelerati. In particolare, le osservazioni annuali relative alla manutenzione e al rilevamento della rete di pali di misurazione sono state effettuate il 6 settembre 2022 per il primo periodo in esame. Durante questa campagna, tutti e tre i pali predisposti per il monitoraggio sono stati individuati con successo e riposizionati alle loro coordinate iniziali, garantendo la continuità delle misurazioni. I risultati emersi da questa attività hanno evidenziato bilanci di massa eccezionalmente negativi per ciascuna delle stazioni di rilevamento. Tali valori, che rappresentano la differenza tra l’accumulo e l’ablazione netta, hanno raggiunto livelli tali da quasi raddoppiare i precedenti record storici di fusione registrati nella regione. Un elemento particolarmente critico è emerso già a partire dalla metà di agosto 2022, quando si è constatato che l’intero accumulo nevoso invernale era già stato completamente eroso. Questa situazione ha richiesto un intervento straordinario: il palo collocato nel sito a quota più bassa è stato sottoposto a una nuova perforazione per assicurarne la stabilità e prevenirne la perdita definitiva a causa della fusione totale del ghiaccio circostante. Questo evento sottolinea l’intensità dell’ablazione estiva e l’assenza di una copertura nevosa residua in grado di mitigare i processi di scioglimento.
Nel secondo periodo di studio, relativo all’anno idrologico 2022/23, le misurazioni annuali sul campo sono state condotte il 5 settembre 2023, seguendo un protocollo analogo a quello dell’anno precedente. Anche in questa occasione, i dati raccolti hanno confermato un andamento fortemente negativo del bilancio di massa per tutti i pali monitorati. Sebbene tali valori non abbiano superato il record assoluto stabilito nell’anno precedente, si sono classificati come i secondi più negativi nella serie storica disponibile, evidenziando una persistenza di condizioni climatiche avverse per la conservazione del ghiacciaio. Un’osservazione degna di nota è stata l’elevazione della linea di neve transitoria, che ha raggiunto il punto più alto del ghiacciaio, un indicatore inequivocabile dell’estensione dell’ablazione estiva. Analogamente a quanto riscontrato nel 2022, l’intera superficie glaciale risultava priva di accumulo nevoso invernale residuo, un fenomeno che compromette ulteriormente la capacità del ghiacciaio di rigenerarsi e mantenere il proprio volume.
Questi risultati mettono in luce una tendenza preoccupante verso una perdita accelerata di massa glaciale, attribuibile a temperature estive eccezionalmente elevate e a una riduzione significativa delle precipitazioni nevose invernali. La combinazione di questi fattori ha determinato un netto squilibrio tra le fasi di accumulo e ablazione, con implicazioni rilevanti per l’idrologia regionale, l’ecosistema alpino e la disponibilità di risorse idriche a valle. Le campagne di misurazione condotte nel biennio 2021-2023 rappresentano quindi una testimonianza diretta dell’impatto dei cambiamenti climatici sui ghiacciai e sottolineano l’urgenza di approfondire gli studi su scala temporale e spaziale per comprendere meglio le dinamiche in atto e prevedere gli scenari futuri.

Analisi dettagliata del bilancio di massa del ghiacciaio Schwarzberggletscher negli anni idrologici 2021/22 e 2022/23: un’indagine sulle dinamiche di ablazione e accumulo attraverso i dati altimetrici
Introduzione al contesto e alla tabella
La tabella 4.29 presenta i risultati delle misurazioni del bilancio di massa specifico del ghiacciaio Schwarzberggletscher, un ghiacciaio alpino situato in Svizzera, per gli anni idrologici 2021/22 e 2022/23. I dati sono organizzati per fasce altimetriche, un approccio metodologico standard in glaciologia che consente di analizzare le variazioni del bilancio di massa in funzione dell’altitudine. Le misurazioni si riferiscono al periodo definito dalle campagne di campo, condotte rispettivamente il 6 settembre 2022 e il 5 settembre 2023, come riportato nel testo introduttivo. La tabella riporta tre parametri principali per ciascuna fascia altimetrica: la superficie del ghiacciaio (in km²), il bilancio di massa invernale specifico (b_w, in mm di equivalente in acqua, mm w.e.) e il bilancio di massa annuale specifico (b_a, in mm w.e.). Questi dati forniscono un quadro dettagliato delle dinamiche di accumulo e ablazione del ghiacciaio, offrendo indicazioni cruciali sull’impatto dei cambiamenti climatici su questo corpo glaciale.
Definizione dei parametri e metodologia
Prima di analizzare i dati, è opportuno chiarire i termini tecnici e il significato delle unità di misura utilizzate:
- Fasce altimetriche (m a.s.l.): Il ghiacciaio è suddiviso in intervalli altimetrici di 100 metri, da 2600 a 3600 metri sopra il livello del mare (m a.s.l.). Questa suddivisione riflette la variabilità delle condizioni climatiche e glaciologiche con l’altitudine, con temperature generalmente più basse e maggiore accumulo di neve a quote più elevate.
- Superficie (Area, km²): Indica l’estensione del ghiacciaio in ciascuna fascia altimetrica, un dato essenziale per calcolare il bilancio di massa totale e ponderato del ghiacciaio.
- Bilancio invernale specifico (b_w, mm w.e.): Rappresenta l’accumulo netto di neve durante la stagione invernale, espresso in millimetri di equivalente in acqua (mm w.e.), un’unità che converte lo spessore di neve o ghiaccio in uno spessore equivalente di acqua liquida (1 mm w.e. = 1 litro di acqua per metro quadrato). Valori elevati di b_w indicano un inverno nevoso, con un contributo significativo all’accumulo di massa.
- Bilancio annuale specifico (b_a, mm w.e.): È il risultato netto della differenza tra l’accumulo (principalmente neve invernale) e l’ablazione (fusione estiva, sublimazione e altre perdite) nell’arco dell’anno idrologico. Un valore positivo indica un guadagno di massa, mentre un valore negativo, come osservato in questa tabella, evidenzia una perdita di massa dovuta a un’ablazione che supera l’accumulo.
- Metodologia di misurazione: I dati sono stati raccolti attraverso il monitoraggio diretto di pali di ablazione, come descritto nel testo iniziale, e integrati con osservazioni sul campo. I valori specifici (b_w e b_a) sono calcolati dividendo il bilancio totale per l’area del ghiacciaio, mentre i valori medi finali (per l’intero ghiacciaio) sono ponderati in base alla superficie di ciascuna fascia altimetrica.
Analisi dei dati per l’anno idrologico 2021/22
Distribuzione dell’area
La superficie totale del ghiacciaio Schwarzberggletscher nell’anno 2021/22 è di 4,891 km², distribuita in modo non uniforme tra le fasce altimetriche. La fascia 2900-3000 m è la più estesa, con 1,107 km², rappresentando circa il 22,6% della superficie totale, mentre la fascia più bassa (2600-2700 m) è la meno estesa, con appena 0,001 km², pari a meno dello 0,02% del totale. Questa distribuzione riflette la morfologia tipica di un ghiacciaio alpino, con una maggiore estensione a quote intermedie e una riduzione verso le quote più basse (zona di ablazione) e più alte (zona di accumulo ridotta per la topografia ripida).
Bilancio invernale (b_w)
Il bilancio invernale specifico varia in modo significativo con l’altitudine, come ci si aspetta in un contesto glaciale. Nella fascia più bassa (2600-2700 m), il valore di b_w è di 429 mm w.e., il più basso dell’intero ghiacciaio, mentre nella fascia 3100-3200 m si registra il valore massimo di 778 mm w.e. La media ponderata per l’intero ghiacciaio è di 708 mm w.e., un valore che indica un accumulo invernale moderato, ma non sufficiente a contrastare l’ablazione estiva, come vedremo. La tendenza generale mostra un aumento dell’accumulo con l’altitudine, un fenomeno attribuibile a temperature più basse e precipitazioni nevose più abbondanti a quote elevate.
Bilancio annuale (b_a)
Il bilancio annuale specifico è uniformemente negativo in tutte le fasce altimetriche, evidenziando una perdita di massa significativa. Nella fascia più bassa (2600-2700 m), il valore di b_a è di -6666 mm w.e., corrispondente a una perdita di 6,67 metri di equivalente in acqua, un dato eccezionalmente negativo che riflette condizioni di ablazione estrema. Procedendo verso quote più alte, l’entità della perdita si riduce: nella fascia 3100-3200 m, il bilancio è di -2739 mm w.e., e nella fascia più alta (3500-3600 m) si attesta a -486 mm w.e., un valore ancora negativo ma significativamente meno marcato. La media ponderata per l’intero ghiacciaio è di -3386 mm w.e., equivalente a una perdita di circa 3,39 metri di acqua. Questo risultato conferma le osservazioni riportate nel testo introduttivo, che descrivevano bilanci di massa “estremamente negativi” per il 2021/22, con valori che “quasi raddoppiano i precedenti record di fusione”. La perdita di massa è particolarmente preoccupante se si considera che, come indicato nel testo, già a metà agosto 2022 non rimaneva più accumulo invernale, un segnale di un’ablazione estiva prolungata e intensa.
Analisi dei dati per l’anno idrologico 2022/23
Distribuzione dell’area
La superficie totale del ghiacciaio rimane invariata rispetto all’anno precedente, con 4,891 km² e la stessa distribuzione per fasce altimetriche. Questo dato suggerisce che non si sono verificate variazioni significative nell’estensione superficiale del ghiacciaio tra i due anni, almeno non rilevabili con la precisione delle misurazioni riportate.
Bilancio invernale (b_w)
Nel 2022/23, il bilancio invernale specifico mostra un miglioramento rispetto all’anno precedente in tutte le fasce altimetriche. Nella fascia 2600-2700 m, il valore di b_w è di 591 mm w.e., mentre il massimo si registra nella fascia 3200-3300 m, con 1276 mm w.e. La media ponderata per l’intero ghiacciaio è di 1110 mm w.e., un aumento del 56,8% rispetto ai 708 mm w.e. del 2021/22. Questo incremento indica un inverno più nevoso nel 2022/23, con precipitazioni nevose più abbondanti che hanno contribuito a un maggiore accumulo di massa. Tuttavia, come vedremo, questo accumulo non è stato sufficiente a compensare l’ablazione estiva.
Bilancio annuale (b_a)
Anche nel 2022/23 il bilancio annuale è negativo in tutte le fasce altimetriche, ma i valori sono meno estremi rispetto al 2021/22. Nella fascia più bassa (2600-2700 m), il valore di b_a è di -5087 mm w.e., pari a una perdita di 5,09 metri di equivalente in acqua, un dato ancora elevato ma inferiore ai -6666 mm w.e. dell’anno precedente. A quote più alte, la perdita si riduce ulteriormente: nella fascia 3200-3300 m il bilancio è di -1080 mm w.e., e nella fascia più alta (3500-3600 m) si attesta a -209 mm w.e., il valore meno negativo dell’intero ghiacciaio. La media ponderata per l’intero ghiacciaio è di -2332 mm w.e., corrispondente a una perdita di circa 2,33 metri di acqua, un dato che, pur rappresentando una perdita significativa, è inferiore del 31,1% rispetto alla media di -3386 mm w.e. del 2021/22. Questo risultato è coerente con quanto riportato nel testo, che descrive i bilanci del 2022/23 come i “secondi più negativi mai registrati”, superati solo dall’anno precedente.
Confronto tra i due anni e interpretazione scientifica
Il confronto tra i due anni idrologici evidenzia alcune tendenze significative:
- Accumulo invernale (b_w): L’anno 2022/23 ha registrato un accumulo invernale significativamente maggiore rispetto al 2021/22, con un aumento medio da 708 mm w.e. a 1110 mm w.e. Questo miglioramento è osservabile in tutte le fasce altimetriche, con incrementi particolarmente marcati a quote intermedie (es. da 738 mm w.e. a 1147 mm w.e. nella fascia 3100-3200 m). Tale differenza suggerisce condizioni meteorologiche più favorevoli all’accumulo di neve nell’inverno 2022/23, probabilmente legate a un aumento delle precipitazioni nevose o a temperature più basse durante la stagione fredda.
- Bilancio annuale (b_a): Nonostante il maggiore accumulo invernale, il bilancio annuale rimane negativo in entrambi gli anni, indicando che l’ablazione estiva ha continuato a dominare le dinamiche di massa del ghiacciaio. Tuttavia, il 2022/23 mostra una perdita di massa meno intensa rispetto al 2021/22, con una riduzione della perdita media da 3,39 m w.e. a 2,33 m w.e. Questa differenza potrebbe essere attribuita al maggiore accumulo invernale, che ha parzialmente mitigato l’ablazione estiva, anche se non abbastanza da invertire il trend negativo.
- Variazioni altimetriche: In entrambi gli anni, la perdita di massa è più pronunciata a quote basse (es. -6666 mm w.e. nel 2021/22 e -5087 mm w.e. nel 2022/23 nella fascia 2600-2700 m), dove le temperature estive sono più elevate e l’ablazione più intensa. A quote più alte, il bilancio annuale è meno negativo, con valori che si avvicinano allo zero nella fascia 3500-3600 m (-486 mm w.e. nel 2021/22 e -209 mm w.e. nel 2022/23). Questo gradiente altimetrico riflette la dipendenza della fusione glaciale dalle condizioni termiche, che diminuiscono con l’altitudine.
- Connessione con il testo introduttivo: Il testo iniziale riportava che nel 2021/22 l’accumulo invernale era già scomparso a metà agosto, un’osservazione coerente con il valore relativamente basso di b_w (708 mm w.e.) e con l’elevata perdita di massa (-3386 mm w.e.). Nel 2022/23, il testo menzionava che la linea di neve transitoria aveva raggiunto il punto più alto del ghiacciaio, e i dati confermano che anche a 3500-3600 m il bilancio è negativo (-209 mm w.e.), indicando un’ablazione che ha interessato l’intera superficie glaciale.
Implicazioni scientifiche e ambientali
I dati della tabella 4.29 evidenziano un trend di perdita di massa glaciale estremamente marcato, che si inserisce nel contesto più ampio del riscaldamento globale e dei suoi effetti sui ghiacciai alpini. Il 2021/22 è stato un anno eccezionalmente critico, con una perdita media di 3,39 metri di equivalente in acqua, un valore che, secondo il testo, ha quasi raddoppiato i precedenti record di fusione. Anche il 2022/23, pur mostrando un miglioramento relativo grazie a un maggiore accumulo invernale, ha registrato una perdita significativa di 2,33 metri di equivalente in acqua, classificandosi come il secondo anno più negativo nella serie storica. Questi risultati sono indicativi di un’ablazione estiva intensa, probabilmente dovuta a temperature estive elevate e a una stagione di fusione prolungata, come suggerito dalla scomparsa precoce dell’accumulo invernale già a metà agosto.
Le implicazioni di questa perdita di massa sono molteplici:
- Idrologia regionale: I ghiacciai alpini come il Schwarzberggletscher fungono da serbatoi naturali di acqua, contribuendo al flusso dei fiumi durante i mesi estivi. La riduzione della massa glaciale compromette questa funzione, con potenziali impatti sulla disponibilità idrica per l’agricoltura, l’industria e il consumo umano.
- Ecosistemi alpini: La fusione glaciale altera gli habitat di alta quota, influenzando la flora e la fauna che dipendono dalle condizioni di freddo e umidità tipiche delle regioni glaciali.
- Innalzamento del livello del mare: Sebbene il contributo di un singolo ghiacciaio alpino sia limitato, la perdita di massa cumulativa dei ghiacciai a livello globale contribuisce all’innalzamento del livello del mare, con conseguenze significative per le aree costiere.
Conclusioni
La tabella 4.29 offre un’analisi dettagliata delle dinamiche di bilancio di massa del ghiacciaio Schwarzberggletscher, evidenziando una tendenza preoccupante verso una perdita di massa accelerata. I dati confermano l’impatto dei cambiamenti climatici sui ghiacciai alpini, con un’ablazione estiva che supera di gran lunga l’accumulo invernale, anche in anni con precipitazioni nevose più abbondanti come il 2022/23. Questi risultati sottolineano l’urgenza di proseguire il monitoraggio glaciologico e di approfondire le ricerche sulle cause di queste dinamiche, al fine di sviluppare strategie di adattamento e mitigazione per affrontare le sfide ambientali e socioeconomiche associate alla regressione dei ghiacciai.

Analisi approfondita delle misurazioni puntuali del bilancio di massa del ghiacciaio Schwarzberggletscher negli anni idrologici 2021/22 e 2022/23: un’indagine basata su pali di monitoraggio
Introduzione e contesto glaciologico
Il monitoraggio del bilancio di massa dei ghiacciai rappresenta un pilastro fondamentale nello studio delle dinamiche glaciali e degli effetti del cambiamento climatico sugli ambienti di alta quota. La tabella 4.30 presenta i dati di bilancio di massa invernale (b_w) e annuale (b_a) del ghiacciaio Schwarzberggletscher, un corpo glaciale alpino situato in Svizzera, misurati in corrispondenza di tre pali di monitoraggio (stake 120, 123 e 124) durante gli anni idrologici 2021/22 e 2022/23. Questi dati, raccolti nell’ambito di campagne sul campo condotte rispettivamente il 6 settembre 2022 e il 5 settembre 2023, come riportato nel testo introduttivo, offrono un’analisi puntuale delle variazioni di massa in punti specifici del ghiacciaio. Il Schwarzberggletscher, come molti ghiacciai alpini, sta subendo una regressione accelerata a causa del riscaldamento globale, e le misurazioni riportate in questa tabella forniscono un’evidenza diretta dell’intensità di questo fenomeno, in particolare durante due anni caratterizzati da bilanci di massa eccezionalmente negativi.
Struttura della tabella e metodologia
La tabella 4.30 è strutturata per fornire informazioni dettagliate su ciascun palo di monitoraggio, con le seguenti colonne:
- Stake: Identificativo del palo (120, 123, 124), che rappresenta un punto di misurazione fisso sul ghiacciaio.
- Period: Periodo di misurazione, suddiviso in:
- Start: Data di inizio (2 settembre 2021 per il 2021/22, 6 settembre 2022 per il 2022/23).
- Spring: Data intermedia, non riportata in questa tabella, potenzialmente utilizzata per misurare il bilancio invernale (b_w), ma qui omessa.
- End: Data di fine (6 settembre 2022 per il 2021/22, 5 settembre 2023 per il 2022/23).
- Coordinates (m / m / m a.s.l.): Coordinate dei pali in un sistema di riferimento locale (X / Y / Z), dove X e Y sono coordinate planimetriche (in metri) e Z è l’altitudine sopra il livello del mare (m a.s.l.).
- Mass balance (mm w.e.):
- b_w (mm w.e.): Bilancio di massa invernale specifico, non riportato in questa tabella (colonna vuota).
- b_a (mm w.e.): Bilancio di massa annuale specifico, espresso in millimetri di equivalente in acqua (mm w.e.).
I pali di monitoraggio sono strumenti essenziali in glaciologia: vengono conficcati nel ghiaccio e utilizzati per misurare l’accumulo di neve invernale e l’ablazione estiva attraverso variazioni di altezza rispetto alla superficie glaciale. Il testo introduttivo menzionava che i tre pali sono stati localizzati e riposizionati durante le campagne sul campo, con un intervento straordinario al palo a quota più bassa (probabilmente il palo 123) per evitare la perdita di dati a causa della fusione completa del ghiaccio circostante.
Definizione dei parametri
Per interpretare i dati, è opportuno chiarire i termini tecnici:
- Bilancio di massa invernale (b_w): Rappresenta l’accumulo netto di neve durante la stagione invernale, espresso in mm w.e., un’unità che indica lo spessore di acqua che si otterrebbe fondendo completamente la neve (1 mm w.e. = 1 litro di acqua per metro quadrato). La colonna di b_w è vuota in questa tabella, il che potrebbe riflettere una scelta metodologica di concentrarsi sul bilancio annuale o l’impossibilità di misurare l’accumulo invernale a causa della sua completa erosione prima della fine del periodo di misurazione.
- Bilancio di massa annuale (b_a): È la differenza tra l’accumulo (principalmente neve invernale) e l’ablazione (fusione estiva, sublimazione e altre perdite) nell’arco dell’intero anno idrologico. Un valore negativo, come osservato in tutti i casi, indica una perdita di massa, con l’ablazione che supera l’accumulo.
- Coordinate e altitudine: Le coordinate planimetriche (X e Y) identificano la posizione del palo sul ghiacciaio, mentre l’altitudine (Z, in m a.s.l.) è un fattore cruciale per interpretare le variazioni del bilancio di massa, poiché l’ablazione tende a essere più intensa a quote più basse a causa di temperature più elevate.
Analisi dei dati per l’anno idrologico 2021/22
Periodo di misurazione
Il periodo di misurazione per il 2021/22 si estende dal 2 settembre 2021 al 6 settembre 2022, coprendo un anno idrologico completo. Questo intervallo è coerente con le pratiche standard in glaciologia, che definiscono l’anno idrologico come il periodo compreso tra due misurazioni annuali, generalmente effettuate a fine estate, quando l’ablazione estiva è al massimo.
Coordinate e altitudini dei pali
- Stake 120: Coordinate 638321 / 96223, altitudine 2835 m a.s.l.
- Stake 123: Coordinate 638525 / 96733, altitudine 2749 m a.s.l.
- Stake 124: Coordinate 638064 / 95217, altitudine 2974 m a.s.l.
I pali sono posizionati a quote diverse, coprendo un intervallo altimetrico di circa 225 metri (da 2749 a 2974 m). Il palo 123, situato a 2749 m, si trova nella parte inferiore del ghiacciaio, probabilmente nella zona di ablazione, dove la fusione estiva è più intensa. Il palo 120 (2835 m) è a una quota intermedia, mentre il palo 124 (2974 m) si trova a una quota più alta, potenzialmente più vicina alla zona di accumulo, anche se, come vedremo, l’ablazione ha interessato l’intero ghiacciaio.
Bilancio annuale (b_a)
- Stake 120 (2835 m): -5094 mm w.e.
- Stake 123 (2749 m): -5967 mm w.e.
- Stake 124 (2974 m): -4482 mm w.e.
I valori di b_a sono tutti negativi, indicando una perdita di massa significativa in tutti e tre i punti. La perdita più marcata si registra al palo 123 (-5967 mm w.e.), alla quota più bassa (2749 m), dove l’ablazione estiva è stata particolarmente intensa. Questo valore corrisponde a una perdita di circa 5,97 metri di equivalente in acqua, un dato eccezionale che riflette condizioni di fusione estrema. Al palo 120 (2835 m), la perdita è di -5094 mm w.e., pari a circa 5,09 metri, mentre al palo 124 (2974 m), a quota più alta, il bilancio è di -4482 mm w.e., ovvero 4,48 metri, il valore meno negativo tra i tre. Questa tendenza riflette un gradiente altimetrico tipico dei ghiacciai alpini, con un’ablazione più intensa a quote più basse a causa di temperature estive più elevate. I dati sono coerenti con il testo introduttivo, che descriveva bilanci di massa “estremamente negativi” per il 2021/22, con tassi di fusione che “quasi raddoppiano i precedenti record”.
Bilancio invernale (b_w)
La colonna di b_w è vuota, il che potrebbe indicare che i dati non sono stati raccolti o che l’accumulo invernale è stato completamente eroso prima della misurazione finale. Il testo introduttivo riportava che già a metà agosto 2022 non rimaneva più accumulo invernale, un’osservazione che spiega l’assenza di dati per b_w e sottolinea l’intensità dell’ablazione estiva in quell’anno.
Analisi dei dati per l’anno idrologico 2022/23
Periodo di misurazione
Il periodo di misurazione per il 2022/23 va dal 6 settembre 2022 al 5 settembre 2023, coprendo un altro anno idrologico completo. Questo intervallo è coerente con il periodo precedente e con le date riportate nel testo.
Coordinate e altitudini dei pali
- Stake 120: Coordinate 638319 / 96222, altitudine 2831 m a.s.l.
- Stake 123: Coordinate 638524 / 96731, altitudine 2744 m a.s.l.
- Stake 124: Coordinate 638062 / 95218, altitudine 2971 m a.s.l.
Rispetto al 2021/22, si osservano leggere variazioni nelle coordinate planimetriche (X e Y), con differenze di 1-2 metri (es. da 638321 a 638319 per il palo 120). Queste variazioni sono probabilmente dovute al movimento del ghiaccio o al riposizionamento dei pali, come descritto nel testo (“tutti e tre i pali sono stati localizzati e riportati alla posizione iniziale”). Più significativa è la riduzione delle altitudini: il palo 120 passa da 2835 a 2831 m (-4 m), il palo 123 da 2749 a 2744 m (-5 m), e il palo 124 da 2974 a 2971 m (-3 m). Questa diminuzione di 3-5 metri riflette la perdita di spessore del ghiacciaio dovuta alla fusione, un fenomeno coerente con i bilanci negativi registrati e con la regressione generale del ghiacciaio.
Bilancio annuale (b_a)
- Stake 120 (2831 m): -3960 mm w.e.
- Stake 123 (2744 m): -4275 mm w.e.
- Stake 124 (2971 m): -3128 mm w.e.
Anche nel 2022/23 i valori di b_a sono negativi, ma meno estremi rispetto al 2021/22. La perdita più significativa si registra al palo 123 (-4275 mm w.e.), alla quota più bassa (2744 m), corrispondente a circa 4,28 metri di equivalente in acqua. Questo valore è inferiore ai -5967 mm w.e. dell’anno precedente, indicando una riduzione dell’ablazione. Al palo 120 (2831 m), la perdita è di -3960 mm w.e. (circa 3,96 metri), e al palo 124 (2971 m), il valore meno negativo è -3128 mm w.e. (circa 3,13 metri). La tendenza altimetrica è simile a quella del 2021/22, con una perdita di massa più marcata a quote più basse e meno intensa a quote più alte. Questi dati confermano quanto riportato nel testo, che descriveva i bilanci del 2022/23 come “fortemente negativi” ma “i secondi più negativi mai registrati”, superati dal 2021/22.
Bilancio invernale (b_w)
La colonna di b_w è nuovamente vuota. Il testo introduttivo indicava che nel 2022/23 la linea di neve transitoria aveva raggiunto il punto più alto del ghiacciaio e che non rimaneva accumulo invernale sull’intera area, il che implica che l’accumulo di neve invernale è stato completamente eroso dall’ablazione estiva, rendendo impossibile una misurazione di b_w.
Confronto tra i due anni e interpretazione scientifica
Variazioni altimetriche e movimento dei pali
Le variazioni altimetriche dei pali tra il 2021/22 e il 2022/23 (riduzioni di 3-5 metri) sono un indicatore diretto della perdita di spessore del ghiacciaio, un fenomeno attribuibile alla fusione netta registrata in entrambi gli anni. Le piccole variazioni nelle coordinate planimetriche (1-2 metri) riflettono il movimento del ghiaccio, un processo naturale nei ghiacciai, o il riposizionamento manuale dei pali durante le campagne sul campo.
Bilancio annuale (b_a)
Il confronto dei valori di b_a tra i due anni evidenzia una riduzione della perdita di massa nel 2022/23 rispetto al 2021/22:
- Stake 120: Da -5094 mm w.e. a -3960 mm w.e., una diminuzione del 22,3%.
- Stake 123: Da -5967 mm w.e. a -4275 mm w.e., una riduzione del 28,4%.
- Stake 124: Da -4482 mm w.e. a -3128 mm w.e., una riduzione del 30,2%.
In media, la perdita di massa ai tre pali passa da circa 5,18 metri di equivalente in acqua nel 2021/22 a circa 3,79 metri nel 2022/23, una riduzione del 26,8%. Questa diminuzione potrebbe essere attribuita a un maggiore accumulo invernale nel 2022/23, come suggerito dalla tabella 4.29, che riportava un b_w medio di 1110 mm w.e. contro i 708 mm w.e. del 2021/22. Tuttavia, l’ablazione estiva ha continuato a dominare, come evidenziato dai valori negativi di b_a e dalla completa erosione dell’accumulo invernale descritta nel testo.
Gradiente altimetrico
In entrambi gli anni, si osserva un gradiente altimetrico chiaro: la perdita di massa è maggiore a quote più basse (palo 123, 2744-2749 m) e minore a quote più alte (palo 124, 2971-2974 m). Questo gradiente riflette la dipendenza dell’ablazione dalle condizioni termiche, con temperature estive più elevate a quote inferiori che favoriscono una fusione più intensa. La differenza tra le quote estreme (palo 123 e palo 124) è di circa 225 metri, e la corrispondente variazione del bilancio annuale (ad esempio, da -5967 mm w.e. a -4482 mm w.e. nel 2021/22) evidenzia l’importanza dell’altitudine come fattore determinante nelle dinamiche glaciali.
Connessione con il testo introduttivo
Il testo introduttivo riportava che nel 2021/22 i bilanci di massa erano “estremamente negativi”, con tassi di fusione che quasi raddoppiavano i precedenti record. I dati della tabella 4.30 confermano questa osservazione, con perdite eccezionali come i -5967 mm w.e. al palo 123. Il testo menzionava anche che l’accumulo invernale era scomparso già a metà agosto 2022, il che spiega l’assenza di dati per b_w e sottolinea l’intensità dell’ablazione estiva. Per il 2022/23, il testo descriveva bilanci “fortemente negativi” ma meno estremi, e i dati della tabella 4.30 mostrano effettivamente una riduzione della perdita di massa, pur rimanendo significativa. La menzione della linea di neve transitoria che ha raggiunto il punto più alto del ghiacciaio è coerente con il valore di -3128 mm w.e. al palo 124 (2971 m), che indica un’ablazione anche a quote elevate.
Confronto con la tabella 4.29
La tabella 4.29, analizzata precedentemente, riportava i bilanci di massa per fasce altimetriche, offrendo una visione d’insieme del ghiacciaio. Un confronto con la tabella 4.30 può fornire ulteriori informazioni:
- Tabella 4.29 (bilanci medi per fasce altimetriche):
- 2021/22: b_a medio di -3386 mm w.e.
- 2022/23: b_a medio di -2332 mm w.e.
- Tabella 4.30 (misurazioni puntuali):
- 2021/22: I valori di b_a variano da -5967 mm w.e. (palo 123, 2749 m) a -4482 mm w.e. (palo 124, 2974 m), con una media di circa -5181 mm w.e.
- 2022/23: I valori di b_a variano da -4275 mm w.e. (palo 123, 2744 m) a -3128 mm w.e. (palo 124, 2971 m), con una media di circa -3788 mm w.e.
I valori puntuali della tabella 4.30 sono più negativi rispetto ai valori medi della tabella 4.29, un risultato atteso poiché i pali si trovano a quote relativamente basse (2744-2974 m), dove l’ablazione è più intensa. Ad esempio, il palo 123 (2744-2749 m) rientra nella fascia 2700-2800 m della tabella 4.29, che riportava un b_a di -6205 mm w.e. (2021/22) e -4568 mm w.e. (2022/23), valori vicini ai -5967 mm w.e. e -4275 mm w.e. misurati al palo 123. Il palo 124 (2971-2974 m) rientra nella fascia 2900-3000 m, che riportava un b_a di -4431 mm w.e. (2021/22) e -3219 mm w.e. (2022/23), anch’essi coerenti con i -4482 mm w.e. e -3128 mm w.e. misurati. Questo confronto evidenzia la complementarità tra le due tabelle: la tabella 4.29 offre una visione d’insieme, mentre la tabella 4.30 fornisce dettagli puntuali che riflettono le variazioni locali.
Implicazioni scientifiche e ambientali
I dati della tabella 4.30 evidenziano una perdita di massa significativa del ghiacciaio Schwarzberggletscher, con un’ablazione particolarmente intensa nel 2021/22, anno in cui si registrano perdite eccezionali (fino a 5,97 m w.e. al palo 123). Anche nel 2022/23, nonostante una riduzione della perdita di massa (media di 3,79 m w.e.), il bilancio rimane fortemente negativo, indicando che l’accumulo invernale, pur maggiore rispetto al 2021/22 (come suggerito dalla tabella 4.29), non è stato sufficiente a compensare l’ablazione estiva. Questi risultati sono un’evidenza chiara degli effetti del riscaldamento globale sui ghiacciai alpini, con temperature estive elevate e stagioni di fusione prolungate che erodono rapidamente la massa glaciale.
Le implicazioni di questa regressione sono molteplici:
- Idrologia regionale: I ghiacciai alpini fungono da serbatoi naturali di acqua, contribuendo al flusso dei fiumi durante i mesi estivi. La perdita di massa del Schwarzberggletscher riduce questa capacità, con potenziali impatti sulla disponibilità idrica per l’agricoltura, l’industria e le comunità locali.
- Ecosistemi alpini: La fusione glaciale altera gli habitat di alta quota, influenzando la flora e la fauna adattate a condizioni di freddo e umidità. La scomparsa della neve e del ghiaccio espone nuove aree rocciose, modificando gli equilibri ecologici.
- Innalzamento del livello del mare: Sebbene il contributo di un singolo ghiacciaio alpino sia limitato, la perdita di massa cumulativa dei ghiacciai a livello globale contribuisce all’innalzamento del livello del mare, con conseguenze per le regioni costiere.
- Feedback climatici: La riduzione della superficie glaciale diminuisce l’albedo (la capacità di riflettere la radiazione solare), favorendo un maggiore assorbimento di calore e accelerando ulteriormente il riscaldamento regionale.
Conclusioni
La tabella 4.30 fornisce un’analisi puntuale delle dinamiche di bilancio di massa del ghiacciaio Schwarzberggletscher, evidenziando una perdita di massa eccezionale nel 2021/22 e una perdita ancora significativa, ma meno estrema, nel 2022/23. I dati confermano l’impatto del cambiamento climatico sui ghiacciai alpini, con un’ablazione estiva che supera di gran lunga l’accumulo invernale, anche in anni con precipitazioni nevose più abbondanti. Le misurazioni ai pali di monitoraggio, integrate con i dati altimetrici della tabella 4.29, offrono una visione completa della regressione del ghiacciaio, sottolineando l’urgenza di proseguire il monitoraggio glaciologico e di sviluppare strategie di adattamento per mitigare le conseguenze ambientali e socioeconomiche di questo fenomeno.
4.19 Il Silvrettagletscher: un’analisi glaciologica approfondita
Introduzione e contesto geografico
Il Silvrettagletscher è un ghiacciaio montano temperato di dimensioni ridotte, situato nella regione nord-orientale della Svizzera, all’interno del massiccio del Silvretta, una catena montuosa che segna il confine naturale tra la Svizzera e l’Austria. Questo ghiacciaio, che si estende su una superficie attuale di 2,5 km², copre un intervallo altimetrico significativo, con la sua fronte glaciale posizionata a 2470 m s.l.m. e il suo punto più alto a 3080 m s.l.m. La sua collocazione geografica lo rende un rappresentante tipico dei ghiacciai alpini di media quota, soggetti a dinamiche climatiche complesse e particolarmente sensibili alle variazioni delle condizioni ambientali. Il Silvrettagletscher, come molti altri ghiacciai delle Alpi, è un indicatore chiave dei cambiamenti climatici, poiché le sue variazioni di massa e volume riflettono direttamente l’andamento delle temperature e delle precipitazioni nella regione.
Storia del monitoraggio e metodologie di rilevamento
Le prime misurazioni del bilancio di massa del Silvrettagletscher risalgono agli anni 1910, come documentato nei rapporti storici noti come Firnberichte (1978). Inizialmente, le osservazioni stagionali si concentravano su due soli pali di monitoraggio, un approccio limitato ma pionieristico per l’epoca, che consentiva di raccogliere dati preliminari sull’accumulo e sull’ablazione del ghiacciaio. Questo sistema di monitoraggio è rimasto in uso fino al 1959, quando la rete di pali è stata notevolmente ampliata, raggiungendo circa 40 siti di misurazione. Tale espansione ha permesso una copertura più rappresentativa della superficie glaciale, migliorando la precisione delle stime del bilancio di massa e consentendo di analizzare le variazioni spaziali delle dinamiche glaciali.
Nel 1986, la rete di monitoraggio è stata drasticamente ridotta a soli sei siti, disposti lungo un transetto longitudinale che attraversava il ghiacciaio. Questa riduzione, probabilmente motivata da esigenze logistiche o di risorse, ha limitato temporaneamente la capacità di ottenere un quadro dettagliato delle variazioni di massa su scala spaziale. Tuttavia, a partire dal 1991 e fino al 2008, la rete è stata progressivamente ampliata, raggiungendo la configurazione attuale, che si caratterizza per una distribuzione spaziale più equilibrata e rappresentativa. Questo sviluppo ha permesso di migliorare la qualità dei dati raccolti, fornendo una base più solida per l’analisi delle tendenze a lungo termine.
Rilevamenti volumetrici e topografici
Parallelamente alle misurazioni del bilancio di massa, il Silvrettagletscher è stato oggetto di studi volumetrici e topografici che risalgono a un periodo ancora più remoto, con dati disponibili a partire dal 1892 (Bauder et al., 2007). Questi studi si basano su mappe topografiche e rilievi fotogrammetrici, che rappresentano strumenti fondamentali per quantificare le variazioni di volume del ghiacciaio con una risoluzione temporale decennale. I dati topografici e fotogrammetrici sono stati raccolti in anni chiave, tra cui 1892, 1938, 1959, 1973, 1986, 1994, 2003, 2007 e 2012, e successivamente con cadenza annuale a partire dal 2012. Questa serie temporale di lungo periodo consente di ricostruire l’evoluzione del ghiacciaio su scala secolare, offrendo un quadro prezioso per comprendere le tendenze di regressione o espansione in risposta ai cambiamenti climatici.
Analisi e omogeneizzazione dei dati
Un contributo significativo alla comprensione delle dinamiche del Silvrettagletscher è stato fornito da Huss et al. (2009), che hanno rianalizzato e omogeneizzato i dati stagionali del bilancio di massa puntuale e le variazioni volumetriche del ghiaccio rilevate con metodi geodetici per il periodo compreso tra il 1959 e il 2007. Questo lavoro ha permesso di derivare bilanci di massa a livello dell’intero ghiacciaio, superando le limitazioni delle misurazioni puntuali e fornendo stime più accurate e rappresentative. L’omogeneizzazione dei dati è un passaggio cruciale in glaciologia, poiché consente di correggere eventuali discrepanze metodologiche o strumentali, garantendo la coerenza delle serie temporali e la comparabilità dei risultati nel tempo.
A partire dal 2007, il monitoraggio del Silvrettagletscher è stato ulteriormente standardizzato, con aggiornamenti annuali che seguono una metodologia coerente, come documentato nel rapporto GLAMOS (2023a). Questo approccio sistematico ha permesso di mantenere una continuità nei dati, essenziale per analizzare le tendenze recenti e confrontarle con i record storici. Inoltre, il monitoraggio non si limita al bilancio di massa: ulteriori osservazioni sulle velocità di flusso del ghiaccio, che forniscono informazioni sulla dinamica interna del ghiacciaio, sono descritte nella Sezione 5.9 del documento, evidenziando l’approccio multidisciplinare adottato per lo studio di questo ghiacciaio.
Significato scientifico e prospettive
Il Silvrettagletscher, grazie alla sua lunga storia di monitoraggio e alla ricchezza dei dati disponibili, rappresenta un caso di studio di grande rilevanza per la glaciologia alpina. La sua posizione al confine tra Svizzera e Austria, in una regione caratterizzata da un clima alpino continentale, lo rende particolarmente sensibile alle variazioni climatiche, come l’aumento delle temperature estive e la riduzione delle precipitazioni nevose invernali. I dati raccolti, che coprono oltre un secolo di osservazioni, offrono un’opportunità unica per analizzare l’impatto del riscaldamento globale sui ghiacciai di media quota e per calibrare modelli predittivi che simulino l’evoluzione futura di questi sistemi glaciali.
Le variazioni volumetriche e di bilancio di massa del Silvrettagletscher hanno implicazioni che vanno oltre il contesto locale. La regressione dei ghiacciai alpini contribuisce, seppur in misura limitata, all’innalzamento del livello del mare, mentre la riduzione della massa glaciale ha effetti diretti sull’idrologia regionale, influenzando la disponibilità di acqua per i fiumi e le comunità a valle. Inoltre, la perdita di ghiaccio altera gli ecosistemi alpini, modificando gli habitat per la flora e la fauna di alta quota e favorendo processi di feedback climatico, come la diminuzione dell’albedo superficiale, che accelera ulteriormente il riscaldamento regionale.
In conclusione, il Silvrettagletscher si configura come un laboratorio naturale per lo studio delle dinamiche glaciali e dei loro legami con il cambiamento climatico. La combinazione di dati storici, misurazioni moderne e metodologie avanzate di analisi, come quelle adottate da Huss et al. (2009) e GLAMOS (2023a), fornisce una base solida per comprendere l’evoluzione passata e presente del ghiacciaio e per prevedere le sue risposte future alle pressioni ambientali.

Analisi dettagliata della topografia superficiale e della rete di osservazione del Silvrettagletscher: un’indagine glaciologica basata sulla Figura 4.46
Introduzione e contesto glaciologico
La Figura 4.46 rappresenta una mappa topografica del Silvrettagletscher, un piccolo ghiacciaio montano temperato situato nel massiccio del Silvretta, al confine tra Svizzera e Austria. Questo ghiacciaio, con una superficie attuale di 2,5 km² e un intervallo altimetrico che si estende da 2470 m s.l.m. a 3080 m s.l.m., è un esempio rappresentativo dei ghiacciai alpini di media quota, particolarmente sensibili alle variazioni climatiche. La figura mostra la topografia superficiale del ghiacciaio attraverso curve di livello (isoipse) e la rete di osservazione, composta da 18 pali di monitoraggio (stake), distribuiti in modo spazialmente rappresentativo. La mappa include anche una scala, un’indicazione del nord geografico e un sistema di coordinate, elementi essenziali per l’interpretazione dei dati glaciologici. Il Silvrettagletscher, come descritto nel testo introduttivo, è oggetto di un monitoraggio che risale agli anni 1910, con dati topografici e volumetrici disponibili dal 1892, rendendolo un caso di studio di grande rilevanza per comprendere l’evoluzione dei ghiacciai alpini in un contesto di riscaldamento globale.
Descrizione della mappa e dei suoi elementi
La Figura 4.46 è una rappresentazione cartografica dettagliata del Silvrettagletscher, che integra informazioni topografiche e dati sulla rete di monitoraggio. Di seguito, analizziamo i suoi elementi principali:
Confini e dimensioni del ghiacciaio
La mappa delinea i confini del Silvrettagletscher, che si estende su una superficie di 2,5 km², come riportato nel testo introduttivo. La forma del ghiacciaio è irregolare, con una parte più ampia nella zona centrale e settentrionale e una parte più stretta verso sud-est, dove si trova la fronte glaciale. La scala in basso a sinistra, che indica una distanza di 1 km, consente di stimare le dimensioni del ghiacciaio: la lunghezza approssimativa, da sud-ovest a nord-est, è di circa 2-3 km, mentre la larghezza massima è di circa 1-1,5 km. Queste dimensioni sono coerenti con la superficie dichiarata e riflettono la morfologia tipica di un ghiacciaio alpino di media quota.
Topografia superficiale e curve di livello
Le curve di livello (isoipse) rappresentano l’altitudine della superficie del ghiacciaio, espressa in metri sopra il livello del mare (m s.l.m.). Le isoipse sono etichettate con valori che vanno da 2470 m s.l.m., corrispondente alla fronte glaciale nella parte sud-occidentale, a 3080 m s.l.m., il punto più alto nella parte nord-orientale, come indicato nel testo. Le curve di livello sono distanziate a intervalli di 50 metri (es. 2470, 2500, 2550, …, 3050, 3080 m), un intervallo che permette di visualizzare con precisione il gradiente altimetrico del ghiacciaio.
La topografia mostra un dislivello totale di 610 m (da 2470 a 3080 m), con una pendenza più ripida nella parte superiore del ghiacciaio (curve di livello più ravvicinate, specialmente tra 2900 e 3080 m) e più dolce nella parte inferiore (curve più distanziate, tra 2470 e 2700 m). Questo pattern è tipico dei ghiacciai alpini, dove la zona di accumulo, situata a quote più alte, presenta pendenze più accentuate a causa della topografia montuosa, mentre la zona di ablazione, a quote più basse, tende a essere più pianeggiante, favorendo l’espansione della lingua glaciale.
- Zona di ablazione: La parte sud-occidentale del ghiacciaio, con altitudini comprese tra 2470 e 2600 m, è la zona di ablazione, dove la fusione estiva è più intensa a causa delle temperature più elevate. Questa zona è caratterizzata da una pendenza relativamente dolce, come indicato dalla maggiore distanza tra le curve di livello.
- Zona di accumulo: La parte nord-orientale, con altitudini tra 2900 e 3080 m, è la zona di accumulo, dove le precipitazioni nevose invernali sono più abbondanti e le temperature più basse favoriscono la conservazione della neve. Qui le curve di livello sono più ravvicinate, indicando una pendenza più ripida.
- Zona di transizione: La parte centrale del ghiacciaio, con altitudini intermedie (2700-2900 m), rappresenta la zona di transizione tra accumulo e ablazione, dove si trova la linea di equilibrio (ELA, Equilibrium Line Altitude). La posizione dell’ELA varia di anno in anno in base al bilancio di massa: in anni con bilanci negativi, come quelli descritti per il Schwarzberggletscher (2021/22 e 2022/23), l’ELA tende a spostarsi verso quote più alte, riducendo l’area della zona di accumulo.
Rete di osservazione
La rete di osservazione è rappresentata da 18 punti numerati (da 1 a 18), ciascuno indicato da un cerchio nero pieno. Questi punti corrispondono ai pali di monitoraggio (stake) utilizzati per misurare il bilancio di massa del ghiacciaio, ovvero l’accumulo invernale (b_w) e il bilancio annuale (b_a). I pali sono distribuiti in modo spazialmente rappresentativo, coprendo diverse fasce altimetriche e zone funzionali del ghiacciaio:
- Zona di ablazione: Pali come il 8 (vicino ai 2500 m), il 11 (circa 2700 m) e il 13 (circa 2550 m) si trovano nella parte inferiore del ghiacciaio, dove l’ablazione estiva è più intensa. Questi siti probabilmente registrano bilanci di massa annuali fortemente negativi, simili a quelli osservati per il Schwarzberggletscher nella fascia 2600-2700 m (-6666 mm w.e. nel 2021/22).
- Zona di transizione: Pali come il 1 (circa 2900 m), il 2 (circa 2800 m), il 10 (circa 2800 m) e il 15 (circa 2700 m) si trovano nella zona centrale, vicino alla probabile posizione dell’ELA. Questi siti sono cruciali per determinare la linea di equilibrio e per analizzare le variazioni annuali del bilancio di massa.
- Zona di accumulo: Pali come il 4 (circa 3000 m), il 6 (circa 3050 m) e il 17 (circa 3050 m) si trovano nella parte superiore del ghiacciaio, dove l’accumulo invernale è più significativo. Questi siti potrebbero registrare bilanci di massa meno negativi o, in anni favorevoli, addirittura positivi.
La distribuzione dei pali è coerente con quanto descritto nel testo introduttivo, che menzionava una rete di osservazione che, dopo varie modifiche storiche, ha raggiunto una “configurazione spazialmente distribuita” tra il 1991 e il 2008. La presenza di 18 pali rappresenta un compromesso tra la rete estesa degli anni pre-1986 (circa 40 pali) e la rete ridotta del 1986 (sei siti lungo un transetto longitudinale), garantendo una copertura adeguata per calcolare bilanci di massa rappresentativi.
Scala, orientamento e coordinate
- Scala: In basso a sinistra, una scala indica una distanza di 1 km, utile per stimare le dimensioni del ghiacciaio. La superficie di 2,5 km² è coerente con una lunghezza di circa 2-3 km (da sud-ovest a nord-est) e una larghezza massima di circa 1-1,5 km.
- Orientamento: Una freccia con la lettera “N” indica il nord geografico, orientando la mappa. Il ghiacciaio è disposto con la fronte glaciale (zona più bassa) verso sud-ovest e la zona di accumulo (più alta) verso nord-est, un orientamento tipico per i ghiacciai alpini del massiccio del Silvretta.
- Coordinate: La mappa include un sistema di coordinate in metri, con valori indicati sui bordi: l’asse X (orizzontale) va da 192000 a 193300, e l’asse Y (verticale) da 180000 a 182500. Queste coordinate sono probabilmente riferite al sistema di riferimento svizzero CH1903, comunemente utilizzato per georeferenziare i dati glaciologici in Svizzera. Le coordinate permettono di localizzare con precisione i pali di monitoraggio e di integrare i dati topografici con altre informazioni geospaziali.
Significato scientifico della topografia e della rete di osservazione
La Figura 4.46 fornisce informazioni cruciali per lo studio del Silvrettagletscher, sia dal punto di vista topografico che glaciologico:
Topografia e dinamiche glaciali
Le curve di livello offrono una rappresentazione dettagliata della morfologia del ghiacciaio, evidenziando il gradiente altimetrico e le zone funzionali (accumulo, transizione, ablazione). Il dislivello di 610 m (da 2470 a 3080 m) e la distribuzione delle isoipse permettono di analizzare la pendenza del ghiacciaio, un fattore chiave per comprendere le dinamiche di flusso del ghiaccio e la distribuzione del bilancio di massa. La pendenza più ripida nella zona di accumulo (nord-est) favorisce il movimento del ghiaccio verso valle, mentre la pendenza più dolce nella zona di ablazione (sud-ovest) facilita l’espansione della lingua glaciale, anche se, in un contesto di regressione, questa zona è soggetta a una fusione intensa.
La topografia rappresentata nella figura è il risultato di rilievi recenti, probabilmente post-2012, dato che il testo menzionava rilievi annuali a partire da quell’anno. Tuttavia, si inserisce in una lunga tradizione di monitoraggio topografico che risale al 1892, con mappe e rilievi fotogrammetrici disponibili per anni chiave (1892, 1938, 1959, 1973, 1986, 1994, 2003, 2007, 2012). Questi dati storici consentono di ricostruire l’evoluzione del ghiacciaio su scala secolare, confrontando la topografia attuale con quella passata per quantificare la perdita di spessore e superficie.
Rete di osservazione e bilancio di massa
La rete di 18 pali di monitoraggio è progettata per raccogliere dati puntuali sul bilancio di massa, che possono essere interpolati per calcolare valori medi per l’intero ghiacciaio. Il testo introduttivo descriveva l’evoluzione storica della rete:
- Dagli anni 1910 al 1959, le misurazioni si basavano su soli due pali, un approccio limitato che non catturava la variabilità spaziale.
- Nel 1959, la rete è stata ampliata a circa 40 pali, migliorando la copertura.
- Nel 1986, è stata ridotta a sei siti lungo un transetto longitudinale, probabilmente un asse che attraversava il ghiacciaio da sud-ovest a nord-est.
- Tra il 1991 e il 2008, la rete è stata espansa, raggiungendo la configurazione attuale di 18 pali.
La distribuzione dei pali nella Figura 4.46 riflette questa configurazione “spazialmente distribuita”, con punti di monitoraggio che coprono tutte le zone funzionali del ghiacciaio. Questa disposizione è essenziale per analizzare le variazioni del bilancio di massa in funzione dell’altitudine e per stimare la posizione della linea di equilibrio (ELA), un indicatore chiave dello stato di salute del ghiacciaio. In anni con bilanci di massa negativi, come quelli descritti per il Schwarzberggletscher (2021/22 e 2022/23, con bilanci annuali medi di -3386 mm w.e. e -2332 mm w.e.), l’ELA tende a spostarsi verso quote più alte, riducendo l’area della zona di accumulo e accelerando la regressione del ghiacciaio.
I dati raccolti dai pali sono stati utilizzati in studi come quello di Huss et al. (2009), che ha omogeneizzato i dati stagionali e geodetici per il periodo 1959-2007, e negli aggiornamenti annuali di GLAMOS (2023a). Questi studi combinano le misurazioni puntuali con i rilievi topografici per derivare bilanci di massa a livello glaciale, fornendo una visione completa delle dinamiche del Silvrettagletscher.
Confronto con il Schwarzberggletscher
Un confronto con il Schwarzberggletscher, analizzato precedentemente, evidenzia alcune differenze e somiglianze:
- Dimensioni e altitudine: Il Silvrettagletscher ha una superficie di 2,5 km² e si estende da 2470 a 3080 m s.l.m. (dislivello di 610 m), mentre il Schwarzberggletscher ha una superficie di 4,891 km² e un intervallo altimetrico da 2600 a 3600 m s.l.m. (dislivello di 1000 m). Il Silvrettagletscher si trova quindi a quote generalmente più basse, il che potrebbe renderlo più vulnerabile alla fusione estiva.
- Rete di osservazione: Il Silvrettagletscher ha 18 pali, una rete più estesa rispetto ai 3 pali del Schwarzberggletscher (120, 123, 124). Questo suggerisce un monitoraggio più dettagliato per il Silvrettagletscher, che consente di catturare meglio la variabilità spaziale del bilancio di massa.
- Dinamiche di fusione: Sebbene la Figura 4.46 non riporti dati di bilancio di massa, il confronto con il Schwarzberggletscher (che mostrava perdite eccezionali, come -6666 mm w.e. nella fascia 2600-2700 m nel 2021/22) suggerisce che il Silvrettagletscher potrebbe aver subito perdite simili, soprattutto nella sua zona di ablazione (2470-2600 m), che si trova a quote comparabili.
Implicazioni scientifiche e ambientali
La Figura 4.46 è uno strumento fondamentale per comprendere le dinamiche del Silvrettagletscher e il suo ruolo come indicatore del cambiamento climatico:
- Evoluzione topografica: La topografia rappresentata nella figura, combinata con i dati storici dal 1892, permette di quantificare la perdita di spessore e superficie del ghiacciaio. La regressione dei ghiacciai alpini, come il Silvrettagletscher, è un fenomeno ben documentato, attribuito all’aumento delle temperature estive e alla riduzione delle precipitazioni nevose invernali.
- Bilancio di massa: La rete di osservazione consente di raccogliere dati puntuali sul bilancio di massa, che possono essere utilizzati per calcolare valori medi e analizzare le tendenze a lungo termine. In un contesto di riscaldamento globale, è probabile che il Silvrettagletscher abbia subito bilanci di massa negativi negli ultimi anni, simili a quelli del Schwarzberggletscher, con un’ELA che si sposta verso quote più alte.
- Impatto ambientale: La regressione del Silvrettagletscher ha implicazioni significative per l’idrologia regionale, riducendo il contributo del ghiacciaio al flusso dei fiumi durante l’estate, e per gli ecosistemi alpini, alterando gli habitat di alta quota. Inoltre, la perdita di ghiaccio contribuisce, seppur in misura limitata, all’innalzamento del livello del mare e favorisce feedback climatici, come la diminuzione dell’albedo, che accelera il riscaldamento regionale.
Conclusioni
La Figura 4.46 offre una rappresentazione dettagliata della topografia superficiale e della rete di osservazione del Silvrettagletscher, un ghiacciaio alpino di grande interesse scientifico. Le curve di livello evidenziano un gradiente altimetrico ben definito, con un dislivello di 610 m che separa la zona di ablazione (2470-2600 m) dalla zona di accumulo (2900-3080 m). La rete di 18 pali di monitoraggio, distribuiti in modo spazialmente rappresentativo, consente di raccogliere dati puntuali sul bilancio di massa, essenziali per calcolare valori medi e analizzare le variazioni annuali e a lungo termine. La figura si inserisce in un contesto di monitoraggio che risale al 1892, come descritto nel testo introduttivo, e rappresenta uno strumento chiave per comprendere l’evoluzione del ghiacciaio in un contesto di cambiamento climatico. Il confronto con il Schwarzberggletscher suggerisce che il Silvrettagletscher potrebbe aver subito perdite di massa significative negli ultimi anni, con implicazioni rilevanti per l’idrologia, gli ecosistemi e il clima regionale.
Indagini glaciologiche sul Silvrettagletscher nell’anno idrologico 2021/22: un’analisi dettagliata delle dinamiche di accumulo e ablazione
Introduzione e contesto delle misurazioni
L’anno idrologico 2021/22 ha rappresentato un periodo di studio cruciale per il monitoraggio del Silvrettagletscher, un ghiacciaio montano temperato situato nel massiccio del Silvretta, al confine tra Svizzera e Austria. Le indagini condotte in questo periodo si inseriscono in una lunga tradizione di osservazioni glaciologiche che risalgono agli anni 1910, come descritto nel testo introduttivo, e mirano a quantificare le variazioni del bilancio di massa del ghiacciaio in un contesto di cambiamento climatico accelerato. Le misurazioni sul campo, effettuate in diverse fasi dell’anno, hanno permesso di documentare l’accumulo invernale, l’ablazione estiva e il bilancio annuale, evidenziando tassi di fusione eccezionali che riflettono le condizioni climatiche estreme dell’anno. Queste osservazioni, integrate con tecnologie moderne come l’uso di telecamere autonome, forniscono un quadro dettagliato delle dinamiche glaciali e delle loro risposte alle forzanti climatiche.
Misurazioni del bilancio di massa invernale
Le attività di rilevamento del bilancio di massa invernale sono iniziate il 2 maggio 2022, una data strategica che coincide con il periodo di massimo accumulo nevoso, prima dell’inizio della stagione di fusione estiva. Durante questa campagna, sono state effettuate misurazioni della profondità della neve in 183 punti distribuiti sull’intera superficie del ghiacciaio, includendo tutti i siti della rete di osservazione, composta da 18 pali di monitoraggio, come illustrato nella Figura 4.46. La scelta di un numero così elevato di punti di misurazione ha garantito una copertura spaziale rappresentativa, essenziale per calcolare un bilancio di massa invernale medio accurato.
Parallelamente, sono stati acquisiti profili di densità della neve mediante il metodo di carotaggio nei siti identificati con i numeri 2, 4 e 7. Questi siti, situati rispettivamente a quote di circa 2800 m, 3000 m e 3050 m s.l.m. (in base alla topografia mostrata nella Figura 4.46), coprono un intervallo altimetrico significativo e rappresentano diverse zone funzionali del ghiacciaio, dalla zona di transizione alla zona di accumulo. I valori di densità misurati variano tra 367 e 427 kg/m³, un intervallo tipico per la neve primaverile in un ghiacciaio alpino, che riflette un processo di compattazione naturale dovuto al peso della neve e alle oscillazioni di temperatura durante l’inverno. Questi dati di densità sono fondamentali per convertire le misurazioni di profondità della neve in valori di equivalente in acqua (mm w.e.), un’unità standard in glaciologia che rappresenta lo spessore di acqua che si otterrebbe fondendo completamente la neve.
Evoluzione della copertura nevosa e ablazione estiva
Il ghiacciaio è rimasto completamente coperto di neve fino a metà giugno 2022, un periodo relativamente tardivo che suggerisce un inverno con precipitazioni nevose significative e temperature primaverili moderate. Tuttavia, con l’avanzare della stagione estiva, l’ablazione ha iniziato a dominare le dinamiche glaciali. Per monitorare l’evoluzione della fusione, sono state effettuate letture intermedie dei pali di monitoraggio a intervalli mensili, il 12 giugno, il 17 luglio e il 14 agosto. Queste misurazioni hanno permesso di documentare la progressione della fusione in tempo reale, evidenziando tassi di ablazione straordinariamente elevati, probabilmente causati da temperature estive eccezionalmente alte e da un’irraggiamento solare intenso.
L’intensità della fusione estiva ha avuto un impatto significativo sulla rete di osservazione: a metà agosto, è stato necessario perforare nuovamente quattro pali per evitare la loro perdita a causa della fusione completa del ghiaccio circostante. Questo intervento straordinario, simile a quello descritto per il Schwarzberggletscher nello stesso anno, sottolinea la gravità delle condizioni di ablazione e la necessità di adattare le metodologie di monitoraggio a scenari di fusione estrema.
Entro la fine di luglio 2022, la neve invernale era completamente scomparsa sull’intera superficie del ghiacciaio, un evento che indica un’ablazione estiva eccezionalmente rapida. L’assenza di neve residua ha impedito la misurazione della densità del firn, lo strato intermedio tra neve fresca e ghiaccio glaciale, che in condizioni normali si forma attraverso la compattazione della neve di più stagioni. Questo fenomeno è coerente con quanto osservato sul Schwarzberggletscher, dove la neve invernale era già scomparsa a metà agosto, e riflette un trend più ampio di riduzione dell’accumulo invernale e aumento dell’ablazione estiva nei ghiacciai alpini.
Misurazioni del bilancio annuale e osservazioni tardive
Le osservazioni del bilancio di massa annuale, accompagnate dalla manutenzione della rete di pali, sono state condotte l’11 e il 12 settembre 2022, alla fine dell’anno idrologico. Durante questa campagna, sono stati registrati tassi di fusione estremamente elevati in tutti i siti di monitoraggio, confermando le osservazioni intermedie effettuate durante l’estate. I dati raccolti hanno evidenziato una perdita di massa significativa, con bilanci annuali probabilmente simili a quelli del Schwarzberggletscher nello stesso anno (-3386 mm w.e. in media), anche se i valori specifici per il Silvrettagletscher non sono riportati nel testo.
Un’indagine supplementare di fine stagione, condotta alla fine di ottobre 2022, ha rivelato un’ulteriore fusione compresa tra 90 mm e 225 mm di equivalente in acqua (w.e.), avvenuta dopo la campagna autunnale di settembre. Questa fusione tardiva, probabilmente causata da temperature autunnali insolitamente elevate, sottolinea la prolungata attività di ablazione nel 2021/22, un fenomeno che ha contribuito a esacerbare la perdita di massa del ghiacciaio. La fusione si è infine interrotta con la formazione della nuova copertura nevosa invernale dopo il 3 novembre 2022, segnando l’inizio del nuovo anno idrologico.
Monitoraggio in tempo reale con telecamera autonoma
Un elemento innovativo delle indagini del 2021/22 è stato l’uso di una telecamera autonoma installata nel sito 6, situato a circa 3050 m s.l.m. nella zona di accumulo del ghiacciaio. Questa telecamera, operante in modalità time-lapse, ha acquisito immagini giornaliere da giugno a ottobre, documentando in tempo reale l’accumulo di neve invernale, la fusione estiva del ghiaccio e gli eventi di nevicate durante e dopo la stagione estiva. Le immagini hanno permesso di osservare la progressiva esposizione del ghiaccio glaciale a seguito della fusione della neve, nonché eventuali nevicate tardive che potrebbero aver temporaneamente mitigato l’ablazione. Questo approccio tecnologico rappresenta un’integrazione preziosa alle misurazioni tradizionali, fornendo dati visivi continui che possono essere correlati ai dati di bilancio di massa e alle condizioni meteorologiche, migliorando la comprensione delle dinamiche glaciali su scala temporale fine.
Interpretazione scientifica e implicazioni
Le indagini del 2021/22 sul Silvrettagletscher evidenziano un anno idrologico caratterizzato da un’ablazione estiva eccezionalmente intensa, con tassi di fusione che hanno portato alla completa erosione della neve invernale entro la fine di luglio e a una perdita di massa significativa. La necessità di perforare nuovamente quattro pali a metà agosto e l’ulteriore fusione registrata a ottobre (90-225 mm w.e.) testimoniano la gravità delle condizioni climatiche, probabilmente legate a temperature estive e autunnali elevate, un’irraggiamento solare intenso e una possibile riduzione dell’albedo dovuta all’esposizione del ghiaccio glaciale, che assorbe più calore rispetto alla neve.
Questi risultati sono coerenti con le osservazioni sul Schwarzberggletscher nello stesso anno, che riportavano bilanci di massa “estremamente negativi” e una completa deplezione della neve invernale già a metà agosto. La somiglianza tra i due ghiacciai, nonostante le differenze di dimensioni e altitudine (il Silvrettagletscher è più piccolo e si trova a quote più basse), suggerisce che le condizioni climatiche del 2021/22 abbiano avuto un impatto regionale significativo sui ghiacciai alpini, con un’ablazione estiva che ha superato di gran lunga l’accumulo invernale.
Le implicazioni di questi dati sono molteplici:
- Idrologia regionale: La rapida fusione del Silvrettagletscher ha probabilmente aumentato il deflusso idrico estivo, ma la perdita di massa riduce la capacità del ghiacciaio di fungere da serbatoio idrico a lungo termine, con potenziali impatti sulla disponibilità di acqua per i fiumi e le comunità a valle.
- Ecosistemi alpini: La completa erosione della neve invernale e la prolungata esposizione del ghiaccio glaciale alterano gli habitat di alta quota, influenzando la flora e la fauna adattate a condizioni di freddo e umidità.
- Feedback climatici: La fusione estesa riduce l’albedo del ghiacciaio, favorendo un maggiore assorbimento di calore e accelerando ulteriormente il riscaldamento regionale, un processo che contribuisce a un feedback positivo nel sistema climatico.
Conclusioni
Le indagini condotte sul Silvrettagletscher nell’anno idrologico 2021/22, attraverso misurazioni sul campo, letture intermedie dei pali e l’uso di una telecamera autonoma, hanno documentato un periodo di ablazione estiva eccezionalmente intensa, con tassi di fusione elevati che hanno portato alla completa deplezione della neve invernale entro la fine di luglio e a una perdita di massa significativa. Questi risultati, supportati da un monitoraggio dettagliato e da tecnologie innovative, confermano l’impatto del cambiamento climatico sui ghiacciai alpini, evidenziando la necessità di proseguire le osservazioni per comprendere meglio le dinamiche glaciali e sviluppare strategie di adattamento alle conseguenze ambientali e socioeconomiche della loro regressione.

Analisi pluridecennale del bilancio di massa del Silvrettagletscher (1959-2023): un’indagine glaciologica basata sulla Figura 4.47
Introduzione e contesto glaciologico
La Figura 4.47 rappresenta un’analisi temporale del bilancio di massa del Silvrettagletscher, un ghiacciaio montano temperato situato nel massiccio del Silvretta, al confine tra Svizzera e Austria, per il periodo compreso tra il 1959 e il 2023. Questo ghiacciaio, con una superficie attuale di 2,5 km² e un intervallo altimetrico che si estende da 2470 m s.l.m. a 3080 m s.l.m., è un indicatore chiave dei cambiamenti climatici nelle Alpi, grazie a una lunga storia di monitoraggio che risale agli anni 1910, come descritto nel testo introduttivo. La figura combina due serie di dati: il bilancio di massa medio specifico annuale, rappresentato da barre, e il bilancio di massa cumulativo, mostrato da una linea, entrambi espressi in metri di equivalente in acqua (m w.e.). Questi dati, derivati da misurazioni sul campo e omogeneizzati per garantire coerenza metodologica (Huss et al., 2009; GLAMOS, 2023a), offrono un quadro dettagliato dell’evoluzione del ghiacciaio in un contesto di riscaldamento globale, evidenziando tendenze di lungo periodo e variazioni interannuali significative.
Descrizione della figura e dei suoi elementi
La Figura 4.47 è un grafico a doppia scala che integra due tipi di informazioni sul bilancio di massa del Silvrettagletscher:
- Bilancio di massa medio specifico annuale (barre): Le barre grigie rappresentano il bilancio di massa netto medio per l’intero ghiacciaio in ciascun anno idrologico, calcolato come la differenza tra l’accumulo (principalmente neve invernale) e l’ablazione (fusione estiva, sublimazione e altre perdite), espresso in metri di equivalente in acqua (m w.e.). L’asse verticale di sinistra, che varia da -2,5 a +1 m w.e., mostra l’entità di questo bilancio annuale.
- Bilancio di massa cumulativo (linea): La linea nera con punti rappresenta la somma progressiva del bilancio di massa annuale nel tempo, a partire dal 1959 (valore iniziale di 0 m w.e.), ed è espressa sull’asse verticale di destra, che varia da 0 a -22 m w.e. Questo indicatore mostra la perdita o il guadagno netto di massa del ghiacciaio su scala pluridecennale.
- Asse temporale: L’asse orizzontale copre il periodo 1959-2023, con intervalli di 10 anni (1960, 1970, …, 2020), consentendo di analizzare le tendenze su un arco temporale di 64 anni.
Analisi dettagliata dei dati
Bilancio di massa medio specifico annuale
Il bilancio di massa annuale, rappresentato dalle barre, mostra la variabilità interannuale e le tendenze di lungo periodo del Silvrettagletscher:
- 1959-1980: In questo periodo, il bilancio di massa annuale è caratterizzato da una significativa variabilità, con un’alternanza di anni positivi e negativi. Gli anni con bilanci positivi (es. 1960, 1975, 1977-1980) raggiungono valori fino a circa +1 m w.e., indicando un guadagno di massa dovuto a un accumulo invernale che supera l’ablazione estiva. Questi anni sono probabilmente associati a inverni nevosi e/o estati fresche, condizioni favorevoli per la conservazione della massa glaciale. Tuttavia, gli anni con bilanci negativi (es. 1965, 1970, 1973) mostrano perdite di massa fino a circa -1,5 m w.e., suggerendo che il ghiacciaio era già soggetto a stress climatico, anche se in modo non sistematico.
- 1980-2000: Dopo il 1980, si osserva una transizione verso una predominanza di bilanci negativi, con perdite di massa più frequenti e intense. Gli anni con bilanci positivi (es. 1985, 1995) sono meno comuni e di entità ridotta, generalmente inferiori a +0,5 m w.e., mentre le perdite annuali (es. 1983, 1990, 1998) raggiungono valori vicini a -1 m w.e. Questa tendenza riflette un cambiamento climatico graduale, con un aumento delle temperature estive e/o una riduzione delle precipitazioni nevose invernali, che hanno iniziato a compromettere l’equilibrio del ghiacciaio.
- 2000-2023: Dopo il 2000, il bilancio di massa annuale diventa quasi esclusivamente negativo, con perdite di massa che si intensificano nel tempo. Gli anni con bilanci positivi sono rari e di entità minima (es. 2010 e 2013, con valori appena sopra lo zero). Le perdite più significative si registrano negli anni 2003, 2017, 2022 e 2023, con valori che superano i -2 m w.e. In particolare, il 2021/22 (anno idrologico che termina a settembre 2022) mostra un bilancio di circa -2,5 m w.e., uno dei valori più negativi dell’intera serie, coerente con le osservazioni riportate nel testo sulle indagini del 2021/22, che descrivevano tassi di fusione “estremamente elevati” e una completa deplezione della neve invernale entro la fine di luglio. Il 2022/23 registra un bilancio di circa -2 m w.e., anch’esso fortemente negativo, ma leggermente meno estremo rispetto all’anno precedente.
Bilancio di massa cumulativo
Il bilancio di massa cumulativo, rappresentato dalla linea, mostra la perdita netta di massa del ghiacciaio su scala pluridecennale:
- 1959-1980: In questo periodo, il bilancio cumulativo oscilla intorno allo zero, con periodi di aumento (es. 1975-1980, quando raggiunge circa +1 m w.e.) e periodi di diminuzione (es. 1965-1970). Questo indica un equilibrio relativo tra accumulo e ablazione, con il ghiacciaio che mantiene una massa relativamente stabile. La variabilità interannuale riflette le fluttuazioni climatiche tipiche di quel periodo, con anni favorevoli che compensano le perdite.
- 1980-2000: Dopo il 1980, il bilancio cumulativo inizia a mostrare una tendenza al ribasso, con una diminuzione graduale ma costante. Entro il 2000, il valore cumulativo è sceso a circa -5 m w.e., corrispondente a una perdita netta di 5 metri di equivalente in acqua in 20 anni, con un tasso medio di circa -0,25 m w.e. per anno. Questo periodo coincide con l’inizio di un riscaldamento globale più marcato, con temperature estive in aumento e una riduzione dell’accumulo invernale, che hanno iniziato a erodere la massa del ghiacciaio in modo sistematico.
- 2000-2023: Dopo il 2000, la discesa del bilancio cumulativo diventa più ripida, indicando un’accelerazione della perdita di massa. Tra il 2000 e il 2023, il valore cumulativo passa da circa -5 m w.e. a circa -22 m w.e., una perdita netta di 17 metri di equivalente in acqua in 23 anni, con un tasso medio di circa -0,74 m w.e. per anno. Gli anni 2003, 2017, 2022 e 2023 mostrano cali particolarmente significativi, con il 2022 che contribuisce a una perdita cumulativa che raggiunge circa -22 m w.e. Questo valore indica che, in 64 anni, il ghiacciaio ha perso uno spessore medio di 22 metri di equivalente in acqua, un dato che testimonia una regressione drammatica.
Connessione con le indagini del 2021/22
Il testo sulle indagini del 2021/22 descriveva condizioni di ablazione estrema per il Silvrettagletscher, con tassi di fusione elevati, una completa deplezione della neve invernale entro la fine di luglio, e un’ulteriore fusione di 90-225 mm w.e. a ottobre. La Figura 4.47 conferma queste osservazioni:
- 2021/22: Il bilancio annuale del 2021/22 (anno idrologico che termina a settembre 2022) è di circa -2,5 m w.e., uno dei valori più negativi della serie, coerente con le condizioni di fusione estrema descritte. La completa erosione della neve invernale entro la fine di luglio e l’impossibilità di misurare la densità del firn, come riportato nel testo, sono indicative di un’ablazione estiva prolungata e intensa, probabilmente causata da temperature estive eccezionalmente alte e da un’irraggiamento solare elevato.
- 2022/23: Il bilancio del 2022/23 è di circa -2 m w.e., un valore ancora fortemente negativo ma leggermente meno estremo rispetto all’anno precedente. L’ulteriore fusione di 90-225 mm w.e. registrata a ottobre 2022, dopo la campagna autunnale, è inclusa in questo bilancio, contribuendo alla perdita di massa complessiva.
Confronto con il Schwarzberggletscher
Un confronto con il Schwarzberggletscher, analizzato precedentemente, evidenzia somiglianze e differenze nelle dinamiche di bilancio di massa:
- Bilancio annuale 2021/22: Il Silvrettagletscher registra un bilancio di circa -2,5 m w.e., mentre il Schwarzberggletscher aveva un bilancio medio di -3386 mm w.e. (-3,39 m w.e.), un valore più negativo. Tuttavia, le misurazioni puntuali del Schwarzberggletscher (es. -5967 mm w.e. al palo 123 a 2749 m) indicano perdite locali più estreme, probabilmente perché i pali erano posizionati a quote più basse (2749-2974 m) rispetto alla media del Silvrettagletscher (2470-3080 m). La zona di ablazione del Silvrettagletscher, che si estende fino a 2470 m, potrebbe aver subito perdite simili a quelle del Schwarzberggletscher, ma la media più alta è mitigata dalla presenza di una zona di accumulo a quote più elevate (fino a 3080 m).
- Bilancio annuale 2022/23: Il Silvrettagletscher mostra un bilancio di circa -2 m w.e., mentre il Schwarzberggletscher aveva un bilancio medio di -2332 mm w.e. (-2,33 m w.e.), un valore simile. Questo suggerisce che entrambi i ghiacciai hanno subito condizioni di ablazione intense in entrambi gli anni, con una leggera attenuazione nel 2022/23, probabilmente dovuta a un maggiore accumulo invernale, come indicato per il Schwarzberggletscher (b_w medio di 1110 mm w.e. contro 708 mm w.e. nel 2021/22).
- Tendenze a lungo termine: Il Silvrettagletscher ha perso 22 m w.e. in 64 anni, con un tasso medio di circa -0,34 m w.e. per anno. Sebbene non abbiamo dati cumulativi per il Schwarzberggletscher, le sue perdite annuali più estreme negli ultimi anni (es. -3,39 m w.e. nel 2021/22) suggeriscono una regressione potenzialmente più rapida, soprattutto considerando che si trova a quote più alte (2600-3600 m), dove l’ablazione potrebbe essere meno intensa in condizioni normali.
Interpretazione scientifica delle tendenze
La Figura 4.47 evidenzia una tendenza preoccupante di perdita di massa del Silvrettagletscher, che può essere suddivisa in tre fasi distinte:
- 1959-1980 (equilibrio relativo): L’oscillazione del bilancio cumulativo intorno allo zero indica un equilibrio tra accumulo e ablazione, con il ghiacciaio che mantiene una massa stabile. Questo periodo è rappresentativo di un clima alpino più favorevole ai ghiacciai, con temperature estive moderate e precipitazioni nevose sufficienti a compensare l’ablazione.
- 1980-2000 (inizio della regressione): La discesa graduale del bilancio cumulativo (da 0 a -5 m w.e.) riflette un’accelerazione della perdita di massa, con un tasso medio di -0,25 m w.e. per anno. Questo periodo coincide con l’inizio di un riscaldamento globale più marcato, con temperature estive in aumento e una riduzione dell’accumulo invernale, che hanno iniziato a compromettere l’equilibrio del ghiacciaio.
- 2000-2023 (regressione accelerata): La perdita di massa si intensifica, con un tasso medio di -0,74 m w.e. per anno (17 m w.e. in 23 anni). Gli anni 2003, 2017, 2022 e 2023, con bilanci annuali superiori a -2 m w.e., coincidono con ondate di calore estive documentate nelle Alpi, che hanno causato tassi di fusione eccezionali. Il 2021/22, in particolare, è stato un anno critico, come descritto nel testo, con condizioni di ablazione estrema che hanno portato a una perdita di circa 2,5 m w.e.
Questa tendenza di lungo periodo è attribuibile a diversi fattori climatici:
- Aumento delle temperature estive: Le temperature estive più elevate, soprattutto dopo il 2000, hanno prolungato e intensificato la stagione di fusione, come evidenziato dalla completa deplezione della neve invernale entro la fine di luglio 2022.
- Riduzione dell’accumulo invernale: Una diminuzione delle nevicate invernali, combinata con temperature più miti che favoriscono la pioggia invece della neve, ha ridotto l’accumulo di massa, rendendo il ghiacciaio più vulnerabile all’ablazione estiva.
- Feedback climatici: La perdita di neve e l’esposizione del ghiaccio glaciale, che ha un’albedo inferiore, hanno aumentato l’assorbimento di radiazione solare, accelerando ulteriormente la fusione.
Implicazioni scientifiche e ambientali
La perdita di massa del Silvrettagletscher, quantificata in 22 m w.e. in 64 anni, ha implicazioni significative su scala locale e globale:
- Idrologia regionale: I ghiacciai alpini come il Silvrettagletscher fungono da serbatoi naturali di acqua, contribuendo al flusso dei fiumi durante i mesi estivi. La perdita di massa riduce questa capacità, con potenziali impatti sulla disponibilità idrica per l’agricoltura, l’industria e le comunità a valle, specialmente in anni di siccità.
- Ecosistemi alpini: La regressione del ghiacciaio altera gli habitat di alta quota, influenzando la flora e la fauna adattate a condizioni di freddo e umidità. La completa erosione della neve invernale, come osservato nel 2021/22, espone il ghiaccio glaciale e il substrato roccioso, modificando gli equilibri ecologici.
- Innalzamento del livello del mare: Sebbene il contributo di un singolo ghiacciaio alpino sia limitato, la perdita di massa cumulativa dei ghiacciai a livello globale contribuisce all’innalzamento del livello del mare, con conseguenze per le regioni costiere.
- Feedback climatici: La riduzione della superficie glaciale diminuisce l’albedo, favorendo un maggiore assorbimento di calore e accelerando il riscaldamento regionale. Questo feedback positivo esacerba il cambiamento climatico, creando un ciclo di fusione sempre più rapido.
Conclusioni
La Figura 4.47 offre un’analisi completa dell’evoluzione del bilancio di massa del Silvrettagletscher dal 1959 al 2023, evidenziando una perdita netta di 22 m w.e. in 64 anni, con un’accelerazione significativa dopo il 2000. Il bilancio annuale mostra una transizione da una variabilità equilibrata (1959-1980) a una predominanza di perdite (1980-2023), con anni estremi come il 2021/22 (-2,5 m w.e.) che riflettono condizioni di ablazione eccezionali, coerenti con le osservazioni sul campo. Il confronto con il Schwarzberggletscher rivela dinamiche simili, con entrambi i ghiacciai che subiscono perdite di massa significative, anche se il Silvrettagletscher mostra una regressione più graduale. Questi dati sottolineano l’impatto del cambiamento climatico sui ghiacciai alpini, evidenziando la necessità di continuare il monitoraggio per prevedere le future evoluzioni e sviluppare strategie di adattamento per mitigare le conseguenze ambientali e socioeconomiche della loro regressione.
Indagini glaciologiche sul Silvrettagletscher nell’anno idrologico 2022/23: un’analisi approfondita delle dinamiche di accumulo e ablazione
Introduzione e contesto delle misurazioni
L’anno idrologico 2022/23 ha rappresentato un ulteriore capitolo significativo nel monitoraggio del Silvrettagletscher, un ghiacciaio montano temperato situato nel massiccio del Silvretta, al confine tra Svizzera e Austria. Le indagini condotte in questo periodo si inseriscono in una lunga tradizione di osservazioni glaciologiche che risalgono agli anni 1910, come descritto nel testo introduttivo, e mirano a quantificare le variazioni del bilancio di massa del ghiacciaio in un contesto di cambiamento climatico accelerato. Dopo un anno idrologico 2021/22 caratterizzato da tassi di fusione eccezionalmente elevati, le misurazioni del 2022/23 hanno permesso di documentare l’evoluzione delle dinamiche glaciali, evidenziando una persistenza di condizioni di ablazione intensa, pur con alcune differenze rispetto all’anno precedente. Le campagne sul campo, integrate con tecnologie moderne come l’uso di telecamere autonome e time-lapse, hanno fornito un quadro dettagliato dell’accumulo invernale, dell’ablazione estiva e del bilancio annuale, contribuendo a una comprensione più approfondita delle risposte del ghiacciaio alle forzanti climatiche.
Misurazioni del bilancio di massa invernale
Le attività di rilevamento del bilancio di massa invernale sono iniziate il 3 maggio 2023, una data che coincide con il periodo di massimo accumulo nevoso, prima dell’inizio della stagione di fusione estiva. Durante questa campagna primaverile, sono state effettuate rilevazioni della profondità della neve in 155 punti distribuiti sull’intera superficie del ghiacciaio, coprendo tutte le fasce altimetriche e le zone funzionali (accumulo, transizione e ablazione), come illustrate nella Figura 4.46. Sebbene il numero di punti di misurazione sia inferiore rispetto ai 183 dell’anno precedente (2021/22), la distribuzione spaziale è rimasta rappresentativa, garantendo una stima accurata del bilancio di massa invernale medio. La profondità media della neve è risultata pari a 332 cm, un valore significativo che suggerisce un inverno con precipitazioni nevose abbondanti, potenzialmente più favorevoli rispetto al 2021/22, quando l’accumulo invernale era stato completamente eroso entro la fine di luglio.
Parallelamente, sono stati acquisiti profili di densità della neve mediante il metodo di carotaggio nei siti identificati con i numeri 2, 4 e 7, gli stessi utilizzati nell’anno precedente. Questi siti, situati rispettivamente a 2550 m s.l.m. (sito 2, zona di ablazione), 2830 m s.l.m. (sito 4, zona di transizione) e 2950 m s.l.m. (sito 7, zona di accumulo), coprono un intervallo altimetrico rappresentativo delle diverse condizioni del ghiacciaio. I valori di densità misurati sono stati i seguenti: 408 kg/m³ a 2550 m s.l.m., 419 kg/m³ a 2830 m s.l.m. e 378 kg/m³ a 2950 m s.l.m. Questi valori, che variano tra 378 e 419 kg/m³, sono leggermente inferiori a quelli registrati nel 2021/22 (367-427 kg/m³), suggerendo una neve primaverile meno compattata, forse a causa di temperature invernali più miti o di un minore accumulo di strati nevosi sovrapposti. La densità più bassa a 2950 m s.l.m. (378 kg/m³) potrebbe riflettere una neve più fresca e meno trasformata a quote più alte, dove le temperature sono generalmente più basse e i processi di compattazione più lenti. Questi dati di densità sono essenziali per convertire le misurazioni di profondità della neve in valori di equivalente in acqua (mm w.e.), un’unità standard in glaciologia che rappresenta lo spessore di acqua che si otterrebbe fondendo completamente la neve.
Evoluzione della copertura nevosa e ablazione estiva
Nonostante un accumulo invernale significativo, con una profondità media di 332 cm, la stagione di fusione estiva ha rapidamente eroso la copertura nevosa. Le prime aree di ghiaccio esposto sono state osservate già all’inizio di luglio 2023, un mese prima rispetto al 2022, quando il ghiacciaio era rimasto completamente coperto di neve fino a metà giugno. Questa anticipazione della fusione suggerisce temperature estive più elevate o un’irraggiamento solare più intenso nella prima parte dell’estate 2023, che hanno accelerato l’ablazione rispetto all’anno precedente.
Per monitorare l’evoluzione della fusione, sono state effettuate tre visite intermedie il 20 giugno, il 20 luglio e il 19 agosto 2023, durante le quali sono state rilevate le variazioni di spessore della neve e del ghiaccio in corrispondenza di tutti i pali della rete di osservazione. Queste misurazioni, condotte a intervalli mensili, hanno permesso di documentare la progressione della fusione in tempo reale, evidenziando tassi di ablazione elevati, anche se probabilmente meno estremi rispetto al 2021/22, quando era stato necessario perforare nuovamente quattro pali a metà agosto per evitare la loro perdita. La campagna di fine estate, svolta il 17 e 18 settembre 2023, ha confermato che tutti i pali hanno registrato un bilancio di massa negativo, con l’accumulo di neve invernale completamente scomparso sull’intera superficie del ghiacciaio. Questo evento, simile a quanto osservato nel 2021/22, ha impedito la misurazione della densità del firn, lo strato intermedio tra neve fresca e ghiaccio glaciale, che si forma attraverso la compattazione della neve di più stagioni.
Osservazioni tardive e persistenza della fusione
A differenza del 2021/22, quando la fusione si era interrotta con la formazione della copertura nevosa invernale dopo il 3 novembre, nel 2022/23 i tassi di fusione sono rimasti elevati durante settembre e ottobre. Questo ha reso necessaria un’ulteriore campagna completa della rete di pali il 14 ottobre 2023, per quantificare la perdita di massa aggiuntiva avvenuta dopo la campagna di settembre. La persistenza della fusione in autunno, probabilmente dovuta a temperature insolitamente alte e a condizioni meteorologiche favorevoli all’ablazione, sottolinea la gravità delle condizioni climatiche del 2022/23, anche se meno estreme rispetto all’anno precedente. La fusione si è infine interrotta dopo un evento di nevicate il 21 ottobre 2023, che ha portato alla formazione di una nuova copertura nevosa, mantenendo il ghiacciaio coperto di neve fino all’inizio del nuovo anno idrologico.
Monitoraggio in tempo reale con tecnologie avanzate
Come nell’anno precedente, le indagini del 2022/23 sono state integrate dall’uso di una telecamera autonoma installata nel sito 6, situato a circa 3050 m s.l.m. nella zona di accumulo del ghiacciaio. Questa telecamera ha acquisito informazioni in tempo reale sull’accumulo di neve invernale e sulla fusione estiva del ghiaccio, fornendo dati continui che complementano le misurazioni sul campo. Inoltre, una telecamera time-lapse, operativa tra metà giugno e l’inizio di novembre 2023, ha monitorato l’evoluzione della linea di neve transitoria e gli eventi di nevicate durante e dopo la stagione estiva. Le immagini giornaliere hanno permesso di osservare la progressiva esposizione del ghiaccio glaciale a seguito della fusione della neve, nonché l’evento di nevicate del 21 ottobre, che ha segnato la fine della stagione di ablazione. Questo approccio tecnologico rappresenta un’integrazione preziosa alle misurazioni tradizionali, consentendo di correlare i dati visivi con le condizioni meteorologiche e i valori di bilancio di massa, e migliorando la comprensione delle dinamiche glaciali su scala temporale fine.
Confronto con l’anno idrologico 2021/22
Il confronto con l’anno idrologico 2021/22 rivela alcune differenze significative:
- Accumulo invernale: Nel 2022/23, la profondità media della neve (332 cm) e i valori di densità (378-419 kg/m³) suggeriscono un accumulo invernale più consistente rispetto al 2021/22, quando i valori di densità erano leggermente più alti (367-427 kg/m³), ma la neve era scomparsa più rapidamente (entro la fine di luglio). Questo potrebbe indicare un inverno 2022/23 più nevoso, come osservato anche per il Schwarzberggletscher (b_w medio di 1110 mm w.e. contro 708 mm w.e. nel 2021/22).
- Ablazione estiva: Le prime aree di ghiaccio esposto sono apparse all’inizio di luglio 2023, un mese prima rispetto a metà giugno 2022, suggerendo un’ablazione estiva più precoce, anche se i tassi di fusione sembrano essere stati meno estremi, dato che non è stato necessario perforare nuovamente i pali, a differenza del 2021/22.
- Bilancio annuale: La Figura 4.47 mostra un bilancio annuale di circa -2 m w.e. per il 2022/23, inferiore al -2,5 m w.e. del 2021/22, indicando una perdita di massa meno intensa, probabilmente grazie al maggiore accumulo invernale. Tuttavia, la completa erosione della neve invernale e la persistenza della fusione fino a ottobre confermano che l’ablazione estiva ha continuato a dominare le dinamiche glaciali.
Interpretazione scientifica e implicazioni
Le indagini del 2022/23 sul Silvrettagletscher evidenziano un anno idrologico caratterizzato da un’ablazione estiva significativa, anche se meno estrema rispetto al 2021/22, con un bilancio di massa negativo in tutti i siti di monitoraggio e una completa erosione della neve invernale. La persistenza della fusione fino a ottobre, come documentato dalla campagna del 14 ottobre, e la necessità di un’ulteriore rilevazione dopo quella di settembre, testimoniano condizioni climatiche avverse, probabilmente legate a temperature estive e autunnali elevate, un’irraggiamento solare intenso e una possibile riduzione dell’albedo dovuta all’esposizione del ghiaccio glaciale.
Questi risultati sono coerenti con le osservazioni sul Schwarzberggletscher nello stesso anno, che riportavano un bilancio medio di -2332 mm w.e. (-2,33 m w.e.), un valore simile a quello del Silvrettagletscher (-2 m w.e.), e una completa deplezione della neve invernale, con la linea di neve transitoria che aveva raggiunto il punto più alto del ghiacciaio. La somiglianza tra i due ghiacciai, nonostante le differenze di dimensioni e altitudine, suggerisce che le condizioni climatiche del 2022/23 abbiano avuto un impatto regionale significativo sui ghiacciai alpini, con un’ablazione estiva che ha superato l’accumulo invernale, pur in presenza di un inverno più nevoso rispetto al 2021/22.
Le implicazioni di questi dati sono rilevanti su più livelli:
- Idrologia regionale: La rapida fusione del Silvrettagletscher ha probabilmente aumentato il deflusso idrico estivo, ma la perdita di massa riduce la capacità del ghiacciaio di fungere da serbatoio idrico a lungo termine, con potenziali impatti sulla disponibilità di acqua per i fiumi e le comunità a valle.
- Ecosistemi alpini: La completa erosione della neve invernale e la prolungata esposizione del ghiaccio glaciale alterano gli habitat di alta quota, influenzando la flora e la fauna adattate a condizioni di freddo e umidità.
- Feedback climatici: La fusione estesa riduce l’albedo del ghiacciaio, favorendo un maggiore assorbimento di calore e accelerando ulteriormente il riscaldamento regionale, un processo che contribuisce a un feedback positivo nel sistema climatico.
Conclusioni
Le indagini condotte sul Silvrettagletscher nell’anno idrologico 2022/23, attraverso misurazioni sul campo, letture intermedie dei pali e l’uso di telecamere autonome e time-lapse, hanno documentato un periodo di ablazione estiva significativa, con tassi di fusione elevati che hanno portato alla completa deplezione della neve invernale e a un bilancio di massa negativo di circa -2 m w.e. Rispetto al 2021/22, il 2022/23 ha mostrato un accumulo invernale più consistente, ma l’ablazione estiva e autunnale ha continuato a dominare, come evidenziato dalla persistenza della fusione fino a ottobre. Questi risultati, supportati da un monitoraggio dettagliato e da tecnologie innovative, confermano l’impatto del cambiamento climatico sui ghiacciai alpini, sottolineando la necessità di proseguire le osservazioni per comprendere meglio le dinamiche glaciali e sviluppare strategie di adattamento alle conseguenze ambientali e socioeconomiche della loro regressione.

Analisi dettagliata del bilancio di massa del Silvrettagletscher negli anni idrologici 2021/22 e 2022/23: un’indagine glaciologica basata sulla Tabella 4.31
Introduzione e contesto glaciologico
La Tabella 4.31 presenta i dati relativi al bilancio di massa invernale (b_w) e annuale (b_a) del Silvrettagletscher, un ghiacciaio montano temperato situato nel massiccio del Silvretta, al confine tra Svizzera e Austria, per gli anni idrologici 2021/22 e 2022/23. Questi dati, organizzati per fasce altimetriche, offrono un’analisi dettagliata delle dinamiche di accumulo e ablazione del ghiacciaio, un indicatore chiave dei cambiamenti climatici nelle Alpi. Il Silvrettagletscher, con una superficie attuale di circa 2,3-2,4 km² e un intervallo altimetrico che si estende da 2400 m s.l.m. a 3100 m s.l.m., è oggetto di un monitoraggio che risale agli anni 1910, come descritto nel testo introduttivo. Le misurazioni riportate nella tabella si riferiscono ai periodi definiti dalle campagne sul campo: per il 2021/22, dal 2 settembre 2021 al 12 settembre 2022, con un’ulteriore rilevazione a ottobre 2022, e per il 2022/23, dal 12 settembre 2022 al 18 settembre 2023, con un’ulteriore campagna il 14 ottobre 2023. Questi dati, integrati con le informazioni delle indagini e della Figura 4.47, forniscono un quadro completo della regressione del ghiacciaio in un contesto di riscaldamento globale.
Struttura della tabella e metodologia
La Tabella 4.31 è strutturata per fornire informazioni dettagliate sul bilancio di massa del Silvrettagletscher, suddivise per fasce altimetriche:
- Altitude (m a.s.l.): Fasce altimetriche del ghiacciaio, che vanno da 2400 a 3100 m s.l.m., suddivise in intervalli di 100 metri (es. 2400-2500 m, 2500-2600 m, ecc.).
- Area (km²): Superficie del ghiacciaio in ciascuna fascia altimetrica, espressa in chilometri quadrati.
- b_w (mm w.e.): Bilancio di massa invernale specifico, espresso in millimetri di equivalente in acqua (mm w.e.), che rappresenta l’accumulo netto di neve durante l’inverno.
- b_a (mm w.e.): Bilancio di massa annuale specifico, espresso in mm w.e., che rappresenta la differenza tra l’accumulo e l’ablazione nell’arco dell’anno idrologico.
I dati sono presentati per due anni idrologici (2021/22 e 2022/23), con una riga finale che riporta i valori medi per l’intero ghiacciaio (2400-3100 m). Le misurazioni si basano su rilevazioni sul campo, come descritto nei testi sulle indagini, che includevano sondaggi della profondità della neve, profili di densità e letture intermedie dei pali di monitoraggio.
Definizione dei parametri
Per interpretare i dati, è opportuno chiarire i termini tecnici:
- Bilancio di massa invernale (b_w): Rappresenta l’accumulo netto di neve durante la stagione invernale, espresso in mm w.e., un’unità che indica lo spessore di acqua che si otterrebbe fondendo completamente la neve (1 mm w.e. = 1 litro di acqua per metro quadrato). Valori elevati di b_w indicano un inverno nevoso, con un contributo significativo all’accumulo di massa.
- Bilancio di massa annuale (b_a): È il risultato netto della differenza tra l’accumulo (principalmente neve invernale) e l’ablazione (fusione estiva, sublimazione e altre perdite) nell’arco dell’intero anno idrologico. Un valore positivo indica un guadagno di massa, mentre un valore negativo, come osservato in questa tabella, evidenzia una perdita di massa dovuta a un’ablazione che supera l’accumulo.
- Fasce altimetriche: La suddivisione per altitudine riflette la variabilità delle condizioni climatiche e glaciologiche con l’altitudine, con temperature più alte e maggiore ablazione a quote più basse, e maggiore accumulo a quote più alte.
Analisi dei dati per l’anno idrologico 2021/22
Distribuzione dell’area
La superficie totale del ghiacciaio nell’anno 2021/22 è di 2,389 km², leggermente inferiore ai 2,5 km² riportati nel testo introduttivo, una differenza che potrebbe riflettere la regressione del ghiacciaio o un aggiornamento dei dati. La distribuzione dell’area per fasce altimetriche mostra che la fascia 2900-3000 m è la più estesa, con 0,522 km² (21,8% della superficie totale), mentre la fascia più bassa (2400-2500 m) è la meno estesa, con 0,024 km² (1% della superficie totale). Questa distribuzione è tipica di un ghiacciaio alpino, con una maggiore estensione a quote intermedie e una riduzione verso le quote più basse (zona di ablazione) e più alte (zona di accumulo ridotta per la topografia ripida).
Bilancio invernale (b_w)
Il bilancio invernale specifico varia in modo significativo con l’altitudine. Nella fascia più bassa (2400-2500 m), il valore di b_w è di 809 mm w.e., il più basso dell’intero ghiacciaio, mentre nella fascia 2800-2900 m si registra il valore massimo di 990 mm w.e. La media ponderata per l’intero ghiacciaio è di 939 mm w.e., un valore che indica un accumulo invernale moderato, ma non sufficiente a contrastare l’ablazione estiva, come vedremo. La tendenza generale mostra un aumento dell’accumulo con l’altitudine fino a 2800-2900 m, seguito da una leggera diminuzione a quote più alte (es. 654 mm w.e. a 3000-3100 m). Questa riduzione a quote elevate potrebbe essere attribuita a una minore quantità di precipitazioni nevose o a una maggiore esposizione al vento, che può rimuovere la neve fresca.
Bilancio annuale (b_a)
Il bilancio annuale specifico è uniformemente negativo in tutte le fasce altimetriche, evidenziando una perdita di massa significativa. Nella fascia più bassa (2400-2500 m), il valore di b_a è di -4946 mm w.e., corrispondente a una perdita di circa 4,95 metri di equivalente in acqua, un dato che riflette condizioni di ablazione estrema a quote basse, dove le temperature estive sono più elevate. Procedendo verso quote più alte, l’entità della perdita si riduce: nella fascia 2900-3000 m, il bilancio è di -2649 mm w.e., e nella fascia più alta (3000-3100 m) si attesta a -2826 mm w.e., un valore ancora negativo ma meno marcato. La media ponderata per l’intero ghiacciaio è di -3253 mm w.e., equivalente a una perdita di circa 3,25 metri di acqua. Questo risultato è coerente con le osservazioni riportate nel testo sulle indagini del 2021/22, che descrivevano tassi di fusione “estremamente elevati” e una completa deplezione della neve invernale entro la fine di luglio. Inoltre, il valore è in linea con la Figura 4.47, che mostrava un bilancio di circa -2,5 m w.e. per il 2021/22; la differenza potrebbe essere attribuita alla fusione tardiva di 90-225 mm w.e. registrata a ottobre 2022, non inclusa nel valore della figura.
Analisi dei dati per l’anno idrologico 2022/23
Distribuzione dell’area
La superficie totale del ghiacciaio nel 2022/23 è diminuita a 2,325 km², una riduzione di 0,064 km² (circa il 2,7%) rispetto al 2021/22. Questa perdita di superficie è evidente soprattutto nelle fasce altimetriche più basse: ad esempio, la fascia 2500-2600 m passa da 0,319 a 0,309 km², e la fascia 2700-2800 m da 0,578 a 0,538 km². La fascia 2400-2500 m mostra un aumento anomalo (da 0,024 a 0,046 km²), che potrebbe essere un errore di arrotondamento o una ridefinizione dei confini. La riduzione complessiva della superficie è coerente con la regressione del ghiacciaio, come evidenziato dalla Figura 4.47, che indicava una perdita cumulativa di 22 m w.e. dal 1959 al 2023.
Bilancio invernale (b_w)
Nel 2022/23, il bilancio invernale specifico mostra un miglioramento significativo rispetto all’anno precedente. I valori di b_w variano da 1075 mm w.e. (fascia 3000-3100 m) a 1448 mm w.e. (fascia 2800-2900 m). La media ponderata per l’intero ghiacciaio è di 1356 mm w.e., un aumento del 44,4% rispetto ai 939 mm w.e. del 2021/22. Questo dato è coerente con il testo sulle indagini del 2022/23, che riportava una profondità media della neve di 332 cm e valori di densità di 378-419 kg/m³, suggerendo un inverno più nevoso. La tendenza altimetrica è simile al 2021/22, con un picco di accumulo a 2800-2900 m (1448 mm w.e.), ma i valori sono più alti in tutte le fasce, indicando un accumulo invernale più consistente, probabilmente dovuto a precipitazioni nevose più abbondanti o a temperature invernali più favorevoli alla conservazione della neve.
Bilancio annuale (b_a)
Anche nel 2022/23 il bilancio annuale è negativo in tutte le fasce altimetriche, ma i valori sono meno estremi rispetto al 2021/22. Nella fascia più bassa (2400-2500 m), il valore di b_a è di -5018 mm w.e., pari a una perdita di circa 5,02 metri di equivalente in acqua, leggermente più alta rispetto ai -4946 mm w.e. dell’anno precedente. A quote più alte, la perdita si riduce: nella fascia 2900-3000 m il bilancio è di -1770 mm w.e., e nella fascia più alta (3000-3100 m) si attesta a -1656 mm w.e., un valore significativamente meno negativo rispetto ai -2826 mm w.e. del 2021/22. La media ponderata per l’intero ghiacciaio è di -2589 mm w.e., corrispondente a una perdita di circa 2,59 metri di acqua, un valore inferiore del 20,4% rispetto ai -3253 mm w.e. del 2021/22. Questo risultato è in linea con la Figura 4.47, che mostrava un bilancio di circa -2 m w.e. per il 2022/23, e con il testo sulle indagini, che indicava una perdita meno estrema rispetto all’anno precedente, pur con una fusione persistente fino a ottobre.
Confronto tra i due anni e interpretazione scientifica
Variazioni dell’area
La riduzione della superficie del ghiacciaio da 2,389 km² nel 2021/22 a 2,325 km² nel 2022/23 (una perdita di 0,064 km², circa il 2,7%) è un indicatore diretto della regressione del Silvrettagletscher, coerente con la tendenza di lungo periodo mostrata nella Figura 4.47, che riportava una perdita cumulativa di 22 m w.e. dal 1959 al 2023. La perdita di superficie è più marcata nelle fasce altimetriche più basse, dove l’ablazione estiva è più intensa, un fenomeno tipico dei ghiacciai alpini in fase di ritiro.
Accumulo invernale (b_w)
Il confronto tra i due anni evidenzia un miglioramento significativo dell’accumulo invernale nel 2022/23. La media di b_w passa da 939 mm w.e. a 1356 mm w.e., un aumento del 44,4%. Questo incremento è osservabile in tutte le fasce altimetriche: ad esempio, nella fascia 2800-2900 m, si passa da 990 mm w.e. a 1448 mm w.e., e nella fascia 3000-3100 m da 654 mm w.e. a 1075 mm w.e. Questo dato è coerente con il testo sulle indagini del 2022/23, che riportava una profondità media della neve di 332 cm e valori di densità di 378-419 kg/m³, suggerendo un inverno più nevoso rispetto al 2021/22. L’aumento dell’accumulo invernale potrebbe essere attribuito a precipitazioni nevose più abbondanti o a temperature invernali più favorevoli alla conservazione della neve, un’osservazione che trova riscontro anche nel Schwarzberggletscher, dove il b_w medio è passato da 708 mm w.e. a 1110 mm w.e.
Bilancio annuale (b_a)
Entrambi gli anni mostrano bilanci annuali negativi, ma il 2022/23 registra una perdita di massa meno intensa rispetto al 2021/22. La media di b_a passa da -3253 mm w.e. a -2589 mm w.e., una riduzione del 20,4%. Questo miglioramento è più evidente a quote più alte: ad esempio, nella fascia 3000-3100 m, il bilancio passa da -2826 mm w.e. a -1656 mm w.e., una diminuzione del 41,4%. Tuttavia, a quote più basse, la perdita rimane elevata: nella fascia 2400-2500 m, si passa da -4946 mm w.e. a -5018 mm w.e., un leggero aumento che riflette la vulnerabilità delle quote inferiori all’ablazione estiva. La riduzione complessiva della perdita di massa nel 2022/23 è probabilmente dovuta al maggiore accumulo invernale, che ha parzialmente mitigato l’ablazione estiva, anche se non abbastanza da invertire il trend negativo.
Connessione con i testi sulle indagini
- 2021/22: Il testo riportava che la neve invernale era scomparsa entro la fine di luglio, e i dati della tabella confermano questa osservazione: l’accumulo invernale (b_w medio di 939 mm w.e.) non è stato sufficiente a contrastare l’ablazione estiva, portando a un bilancio annuale fortemente negativo (-3253 mm w.e.). La fusione tardiva di 90-225 mm w.e. a ottobre 2022, menzionata nel testo, potrebbe aver contribuito a questo valore.
- 2022/23: Il testo indicava che le prime aree di ghiaccio esposto sono apparse all’inizio di luglio, e la neve invernale è scomparsa completamente, con la linea di neve transitoria che ha raggiunto il punto più alto del ghiacciaio. I dati mostrano un b_a medio di -2589 mm w.e., con un miglioramento rispetto al 2021/22, ma una perdita ancora significativa, soprattutto a quote basse. La persistenza della fusione fino a ottobre, come documentato dalla campagna del 14 ottobre 2023, ha contribuito a questo valore.
Confronto con il Schwarzberggletscher (Tabella 4.29)
Un confronto con il Schwarzberggletscher, analizzato precedentemente, evidenzia somiglianze e differenze:
- Area: Il Silvrettagletscher è più piccolo (2,389 km² nel 2021/22, 2,325 km² nel 2022/23) rispetto al Schwarzberggletscher (4,891 km² in entrambi gli anni), e la sua perdita di superficie (0,064 km²) è proporzionalmente più significativa (2,7% contro una variazione trascurabile per il Schwarzberggletscher).
- Bilancio invernale (b_w):
- Silvrettagletscher: 939 mm w.e. (2021/22), 1356 mm w.e. (2022/23).
- Schwarzberggletscher: 708 mm w.e. (2021/22), 1110 mm w.e. (2022/23).
- Entrambi i ghiacciai mostrano un aumento dell’accumulo invernale nel 2022/23, ma il Silvrettagletscher ha valori più alti in entrambi gli anni, probabilmente perché si trova a quote più basse (2400-3100 m contro 2600-3600 m), dove le precipitazioni nevose possono essere più abbondanti.
- Bilancio annuale (b_a):
- Silvrettagletscher: -3253 mm w.e. (2021/22), -2589 mm w.e. (2022/23).
- Schwarzberggletscher: -3386 mm w.e. (2021/22), -2332 mm w.e. (2022/23).
- Nel 2021/22, il Schwarzberggletscher ha subito una perdita leggermente maggiore, ma nel 2022/23 il Silvrettagletscher mostra una perdita più significativa, forse perché le sue quote più basse (fino a 2400 m) sono più vulnerabili alla fusione estiva. La riduzione della perdita di massa nel 2022/23 è più marcata per il Schwarzberggletscher (31,1% contro 20,4% per il Silvrettagletscher), probabilmente perché il Schwarzberggletscher ha una zona di accumulo a quote più alte (fino a 3600 m), dove l’ablazione è meno intensa.
Implicazioni scientifiche e ambientali
I dati della Tabella 4.31 confermano una tendenza di perdita di massa del Silvrettagletscher, coerente con il riscaldamento globale. Il 2021/22 è stato un anno critico, con una perdita media di 3,25 m w.e., mentre il 2022/23, pur mostrando un miglioramento (2,59 m w.e.), ha registrato una perdita ancora significativa. Il maggiore accumulo invernale nel 2022/23 (1356 mm w.e. contro 939 mm w.e.) non è stato sufficiente a compensare l’ablazione estiva, come evidenziato dalla completa erosione della neve invernale e dalla persistenza della fusione fino a ottobre. Questi risultati sono in linea con la Figura 4.47, che mostrava una perdita cumulativa di 22 m w.e. dal 1959 al 2023, e sottolineano l’impatto del cambiamento climatico sui ghiacciai alpini.
Le implicazioni di questa perdita di massa sono molteplici:
- Idrologia regionale: La rapida fusione del Silvrettagletscher ha probabilmente aumentato il deflusso idrico estivo, ma la perdita di massa riduce la capacità del ghiacciaio di fungere da serbatoio idrico a lungo termine, con potenziali impatti sulla disponibilità di acqua per i fiumi e le comunità a valle.
- Ecosistemi alpini: La completa erosione della neve invernale e la prolungata esposizione del ghiaccio glaciale alterano gli habitat di alta quota, influenzando la flora e la fauna adattate a condizioni di freddo e umidità.
- Innalzamento del livello del mare: Sebbene il contributo di un singolo ghiacciaio alpino sia limitato, la perdita di massa cumulativa dei ghiacciai a livello globale contribuisce all’innalzamento del livello del mare, con conseguenze per le regioni costiere.
- Feedback climatici: La fusione estesa riduce l’albedo del ghiacciaio, favorendo un maggiore assorbimento di calore e accelerando ulteriormente il riscaldamento regionale, un processo che contribuisce a un feedback positivo nel sistema climatico.
Conclusioni
La Tabella 4.31 offre un’analisi dettagliata del bilancio di massa del Silvrettagletscher, evidenziando una perdita di massa significativa in entrambi gli anni idrologici, con una perdita media di 3,25 m w.e. nel 2021/22 e 2,59 m w.e. nel 2022/23. Il maggiore accumulo invernale nel 2022/23 ha mitigato parzialmente l’ablazione estiva, ma non abbastanza da invertire il trend negativo, come confermato dalla completa erosione della neve invernale e dalla persistenza della fusione fino a ottobre. Il confronto con il Schwarzberggletscher rivela dinamiche simili, con entrambi i ghiacciai che subiscono perdite di massa significative, anche se il Silvrettagletscher, a quote più basse, appare più vulnerabile all’ablazione estiva. Questi dati, integrati con le informazioni delle indagini e della Figura 4.47, sottolineano l’impatto del cambiamento climatico sui ghiacciai alpini, evidenziando la necessità di continuare il monitoraggio per prevedere le future evoluzioni e sviluppare strategie di adattamento per mitigare le conseguenze ambientali e socioeconomiche della loro regressione.

Analisi puntuale del bilancio di massa del Silvrettagletscher negli anni idrologici 2021/22 e 2022/23: un’indagine glaciologica basata sulla Tabella 4.32
Introduzione e contesto glaciologico
La Tabella 4.32 presenta le misurazioni individuali del bilancio di massa invernale (b_w) e annuale (b_a) del Silvrettagletscher, un ghiacciaio montano temperato situato nel massiccio del Silvretta, al confine tra Svizzera e Austria, per gli anni idrologici 2021/22 e 2022/23. Questi dati, raccolti in corrispondenza di 18 pali di monitoraggio distribuiti su tutta la superficie del ghiacciaio, offrono un’analisi puntuale delle variazioni di massa in punti specifici, complementando le informazioni altimetriche fornite dalla Tabella 4.31 e le tendenze di lungo periodo mostrate nella Figura 4.47. Il Silvrettagletscher, con una superficie attuale di circa 2,3-2,4 km² e un intervallo altimetrico che si estende da 2400 m s.l.m. a 3100 m s.l.m., è oggetto di un monitoraggio che risale agli anni 1910, come descritto nel testo introduttivo. Le misurazioni riportate nella tabella si riferiscono ai periodi definiti dalle campagne sul campo: per il 2021/22, dal 17/18 settembre 2021 al 11/12 settembre 2022, con un’ulteriore rilevazione a ottobre 2022, e per il 2022/23, dal 11/12 settembre 2022 al 14 ottobre 2023. Questi dati, integrati con le informazioni delle indagini e delle tecnologie di monitoraggio in tempo reale (come le telecamere al sito 6), forniscono un quadro dettagliato delle dinamiche glaciali in un contesto di cambiamento climatico accelerato.
Struttura della tabella e metodologia
La Tabella 4.32 è strutturata per fornire informazioni dettagliate su ciascun palo di monitoraggio, con le seguenti colonne:
- Stake: Identificativo del palo (da 1 a 18), che rappresenta un punto di misurazione fisso sul ghiacciaio.
- Period:
- Start: Data di inizio del periodo di misurazione.
- Spring: Data della campagna primaverile per il bilancio invernale (2 maggio 2022 per il 2021/22, 3 maggio 2023 per il 2022/23).
- End: Data di fine del periodo di misurazione.
- Coordinates (m / m / m a.s.l.): Coordinate dei pali in un sistema di riferimento locale (X / Y / Z), dove X e Y sono coordinate planimetriche (in metri) e Z è l’altitudine sopra il livello del mare (m a.s.l.).
- Mass balance (mm w.e.):
- b_w (mm w.e.): Bilancio di massa invernale specifico.
- b_a (mm w.e.): Bilancio di massa annuale specifico.
I pali di monitoraggio, distribuiti in modo spazialmente rappresentativo come mostrato nella Figura 4.46, sono strumenti essenziali in glaciologia: vengono conficcati nel ghiaccio e utilizzati per misurare l’accumulo di neve invernale e l’ablazione estiva attraverso variazioni di altezza rispetto alla superficie glaciale. Le campagne sul campo, descritte nei testi sulle indagini, includevano sondaggi della profondità della neve, profili di densità e letture intermedie dei pali, integrate con tecnologie come telecamere time-lapse per monitorare l’evoluzione della linea di neve transitoria.
Definizione dei parametri
Per interpretare i dati, è opportuno chiarire i termini tecnici:
- Bilancio di massa invernale (b_w): Rappresenta l’accumulo netto di neve durante la stagione invernale, espresso in mm w.e., un’unità che indica lo spessore di acqua che si otterrebbe fondendo completamente la neve (1 mm w.e. = 1 litro di acqua per metro quadrato). Valori elevati di b_w indicano un inverno nevoso, con un contributo significativo all’accumulo di massa.
- Bilancio di massa annuale (b_a): È il risultato netto della differenza tra l’accumulo (principalmente neve invernale) e l’ablazione (fusione estiva, sublimazione e altre perdite) nell’arco dell’intero anno idrologico. Un valore positivo indica un guadagno di massa, mentre un valore negativo, come osservato in questa tabella, evidenzia una perdita di massa.
- Coordinate e altitudine: Le coordinate planimetriche (X e Y) identificano la posizione del palo sul ghiacciaio, mentre l’altitudine (Z, in m a.s.l.) è un fattore cruciale per interpretare le variazioni del bilancio di massa, poiché l’ablazione tende a essere più intensa a quote più basse a causa di temperature più elevate.
Analisi dei dati per l’anno idrologico 2021/22
Periodo di misurazione
Il periodo di misurazione per il 2021/22 si estende dal 17/18 settembre 2021 al 11/12 settembre 2022, coprendo un anno idrologico completo. La campagna primaverile per il bilancio invernale è stata condotta il 2 maggio 2022, come riportato nel testo sulle indagini, mentre le rilevazioni finali di settembre sono state integrate con un’ulteriore campagna a ottobre 2022 per quantificare la fusione tardiva.
Coordinate e altitudini dei pali
I 18 pali sono distribuiti su un intervallo altimetrico che va da 2491 m (stake 8) a 2971 m (stake 1), coprendo diverse zone funzionali del ghiacciaio, come mostrato nella Figura 4.46:
- Stake 1 (2971 m): Coordinate 801938 / 191730, nella zona di accumulo.
- Stake 7 (2542 m): Coordinate 800165 / 192872, nella zona di ablazione.
- Stake 8 (2491 m): Coordinate 799827 / 192741, la quota più bassa, nella zona di ablazione.
- Stake 11 (2706 m): Coordinate 800719 / 192205, nella zona di transizione.
Questa distribuzione altimetrica consente di monitorare le variazioni del bilancio di massa in tutte le zone del ghiacciaio, dalla parte inferiore, più soggetta ad ablazione, alla parte superiore, potenzialmente più vicina alla zona di accumulo.
Bilancio invernale (b_w)
Il bilancio invernale specifico varia in modo significativo tra i pali, riflettendo la variabilità spaziale dell’accumulo di neve. I valori di b_w oscillano tra 644 mm w.e. (stake 12, 2507 m) e 976 mm w.e. (stake 10, 2926 m). La media dei valori di b_w per i 18 pali è di circa 860 mm w.e., un valore inferiore alla media altimetrica riportata nella Tabella 4.31 (939 mm w.e.), probabilmente perché i pali non coprono uniformemente tutte le fasce altimetriche e sono più concentrati a quote intermedie (2500-2900 m), dove l’accumulo è generalmente più alto. Si osserva una tendenza generale: l’accumulo invernale è maggiore a quote più alte (es. 976 mm w.e. a 2926 m, stake 10) e minore a quote più basse (es. 644 mm w.e. a 2507 m, stake 12), un pattern tipico dei ghiacciai alpini, dove le precipitazioni nevose aumentano con l’altitudine fino a un certo punto, prima di diminuire a quote molto elevate a causa della riduzione dell’umidità atmosferica.
Bilancio annuale (b_a)
Il bilancio annuale specifico è uniformemente negativo in tutti i punti, indicando una perdita di massa significativa. La perdita più marcata si registra al palo 7 (-4581 mm w.e., 2542 m), situato nella zona di ablazione, corrispondente a circa 4,58 metri di equivalente in acqua. Questo valore riflette l’intensità dell’ablazione estiva a quote basse, dove le temperature sono più elevate e la neve invernale si è completamente fusa entro la fine di luglio, come riportato nel testo sulle indagini. La perdita più contenuta si registra al palo 10 (-2720 mm w.e., 2926 m), a una quota più alta, nella zona di transizione/accumulo, dove l’ablazione è meno intensa. La media dei valori di b_a per i 18 pali è di circa -3460 mm w.e., un valore più negativo rispetto alla media altimetrica della Tabella 4.31 (-3253 mm w.e.), probabilmente perché i pali sono più concentrati a quote basse, dove l’ablazione è più intensa. Questo dato è coerente con il testo sulle indagini del 2021/22, che descriveva tassi di fusione “estremamente elevati” e una completa deplezione della neve invernale entro la fine di luglio, e con la Figura 4.47, che mostrava un bilancio di circa -2,5 m w.e. (la differenza potrebbe essere dovuta alla fusione tardiva di 90-225 mm w.e. a ottobre 2022, non inclusa nel valore della figura).
Analisi dei dati per l’anno idrologico 2022/23
Periodo di misurazione
Il periodo di misurazione per il 2022/23 va dal 11/12 settembre 2022 al 14 ottobre 2023, con la campagna primaverile per il bilancio invernale condotta il 3 maggio 2023. La data di fine estesa a ottobre, rispetto al 17/18 settembre 2023 della campagna principale, riflette la necessità di quantificare la fusione tardiva, come descritto nel testo sulle indagini, che menzionava tassi di fusione elevati durante settembre e ottobre.
Coordinate e altitudini dei pali
Rispetto al 2021/22, le altitudini dei pali sono diminuite di 4-8 metri, un segnale della perdita di spessore del ghiacciaio:
- Stake 1 (2967 m): Coordinate 801840 / 191729, altitudine ridotta da 2971 m a 2967 m (-4 m).
- Stake 7 (2534 m): Coordinate 800165 / 192872, altitudine ridotta da 2542 m a 2534 m (-8 m).
- Stake 8 (2483 m): Coordinate 799828 / 192743, altitudine ridotta da 2491 m a 2483 m (-8 m).
- Stake 11 (2700 m): Coordinate 800720 / 192207, altitudine ridotta da 2706 m a 2700 m (-6 m).
Queste variazioni altimetriche, che riflettono una perdita di spessore di 4-8 metri, sono coerenti con la riduzione della superficie riportata nella Tabella 4.31 (da 2,389 a 2,325 km²) e con la regressione del ghiacciaio mostrata nella Figura 4.47. Le coordinate planimetriche (X e Y) mostrano variazioni minime (1-2 metri), probabilmente dovute al movimento del ghiaccio o a piccoli aggiustamenti nel riposizionamento dei pali.
Bilancio invernale (b_w)
Nel 2022/23, il bilancio invernale specifico mostra un miglioramento significativo rispetto all’anno precedente. I valori di b_w variano da 1024 mm w.e. (stake 13, 2499 m) a 1487 mm w.e. (stake 11, 2700 m). La media dei valori di b_w è di circa 1300 mm w.e., un aumento del 51,2% rispetto agli 860 mm w.e. del 2021/22, e più vicina alla media altimetrica della Tabella 4.31 (1356 mm w.e.). Questo dato è coerente con il testo sulle indagini del 2022/23, che riportava una profondità media della neve di 332 cm e valori di densità di 378-419 kg/m³, suggerendo un inverno più nevoso. La tendenza altimetrica è simile al 2021/22, con un accumulo maggiore a quote intermedie (es. 1487 mm w.e. a 2700 m, stake 11) e minore a quote più basse (es. 1024 mm w.e. a 2499 m, stake 13), ma i valori sono più alti in tutti i punti, indicando un accumulo invernale più consistente.
Bilancio annuale (b_a)
Anche nel 2022/23 i valori di b_a sono tutti negativi, ma meno estremi rispetto al 2021/22. La perdita più significativa si registra al palo 13 (-4968 mm w.e., 2499 m), nella zona di ablazione, corrispondente a circa 4,97 metri di equivalente in acqua. La perdita più contenuta si registra al palo 1 (-1627 mm w.e., 2967 m), a una quota più alta, nella zona di accumulo. La media dei valori di b_a è di circa -2840 mm w.e., un valore meno negativo rispetto ai -3460 mm w.e. del 2021/22 (riduzione del 17,9%), e più vicino alla media altimetrica della Tabella 4.31 (-2589 mm w.e.). Questo miglioramento è coerente con la Figura 4.47, che mostrava un bilancio di circa -2 m w.e. per il 2022/23, e con il testo sulle indagini, che indicava una perdita meno intensa rispetto al 2021/22, pur con una fusione persistente fino a ottobre.
Confronto tra i due anni e interpretazione scientifica
Variazioni altimetriche e movimento dei pali
Le variazioni altimetriche dei pali tra il 2021/22 e il 2022/23 (riduzioni di 4-8 metri) sono un indicatore diretto della perdita di spessore del ghiacciaio, un fenomeno attribuibile alla fusione netta registrata in entrambi gli anni. Le piccole variazioni nelle coordinate planimetriche (1-2 metri) riflettono il movimento del ghiaccio, un processo naturale nei ghiacciai, o il riposizionamento manuale dei pali durante le campagne sul campo.
Bilancio invernale (b_w)
Il confronto dei valori di b_w evidenzia un aumento significativo dell’accumulo invernale nel 2022/23. La media passa da 860 mm w.e. a 1300 mm w.e., un incremento del 51,2%. Questo aumento è osservabile in tutti i punti: ad esempio, il palo 11 (2700 m) passa da 1093 mm w.e. a 1487 mm w.e., e il palo 1 (2967 m) da 899 mm w.e. a 1360 mm w.e. Questo dato è coerente con la Tabella 4.31, che riportava un aumento da 939 mm w.e. a 1356 mm w.e., e con il testo sulle indagini del 2022/23, che descriveva un inverno più nevoso, con una profondità media della neve di 332 cm. L’aumento dell’accumulo invernale potrebbe essere attribuito a precipitazioni nevose più abbondanti o a temperature invernali più favorevoli alla conservazione della neve.
Bilancio annuale (b_a)
Il bilancio annuale mostra una riduzione della perdita di massa nel 2022/23 rispetto al 2021/22. La media di b_a passa da -3460 mm w.e. a -2840 mm w.e., una diminuzione del 17,9%, simile alla riduzione del 20,4% riportata nella Tabella 4.31. Questo miglioramento è più evidente a quote più alte: ad esempio, il palo 1 (2967 m) passa da -2886 mm w.e. a -1627 mm w.e., una riduzione del 43,6%. Tuttavia, a quote più basse, la perdita rimane elevata: il palo 13 (2499 m) passa da -4250 mm w.e. a -4968 mm w.e., un aumento del 16,9%, riflettendo la vulnerabilità delle quote inferiori all’ablazione estiva. La riduzione complessiva della perdita di massa nel 2022/23 è probabilmente dovuta al maggiore accumulo invernale, che ha parzialmente mitigato l’ablazione estiva, anche se non abbastanza da invertire il trend negativo.
Connessione con i testi sulle indagini
- 2021/22: Il testo riportava una completa deplezione della neve invernale entro la fine di luglio, con tassi di fusione “estremamente elevati”. I dati della tabella confermano questa osservazione, con una perdita media di 3,46 m w.e., e valori particolarmente negativi a quote basse (es. -4581 mm w.e. al palo 7). La fusione tardiva di 90-225 mm w.e. a ottobre 2022, menzionata nel testo, potrebbe aver contribuito a questo valore.
- 2022/23: Il testo indicava che le prime aree di ghiaccio esposto sono apparse all’inizio di luglio, con una fusione persistente fino a ottobre. I dati mostrano una perdita media di 2,84 m w.e., meno intensa rispetto al 2021/22, grazie al maggiore accumulo invernale, ma ancora significativa, soprattutto a quote basse (es. -4968 mm w.e. al palo 13).
Confronto con il Schwarzberggletscher (Tabella 4.30)
Un confronto con il Schwarzberggletscher evidenzia somiglianze e differenze:
- Numero di pali: Il Silvrettagletscher ha 18 pali, una rete più estesa rispetto ai 3 pali del Schwarzberggletscher (120, 123, 124), consentendo un monitoraggio più dettagliato.
- Intervallo altimetrico:
- Silvrettagletscher: 2483-2967 m.
- Schwarzberggletscher: 2744-2971 m.
- Il Silvrettagletscher copre quote più basse, rendendolo più vulnerabile all’ablazione estiva.
- Bilancio invernale (b_w):
- Silvrettagletscher: Media di 860 mm w.e. (2021/22), 1300 mm w.e. (2022/23).
- Schwarzberggletscher: Non riportato nella Tabella 4.30, ma la Tabella 4.29 indicava 708 mm w.e. (2021/22) e 1110 mm w.e. (2022/23).
- Entrambi mostrano un aumento nel 2022/23, ma il Silvrettagletscher ha valori più alti, probabilmente perché le sue quote più basse ricevono precipitazioni nevose più abbondanti.
- Bilancio annuale (b_a):
- Silvrettagletscher: Media di -3460 mm w.e. (2021/22), -2840 mm w.e. (2022/23).
- Schwarzberggletscher: Media di -5181 mm w.e. (2021/22), -3788 mm w.e. (2022/23).
- Le perdite del Schwarzberggletscher sono più estreme, probabilmente perché i suoi pali sono concentrati a quote più basse (2744-2971 m), mentre il Silvrettagletscher ha una distribuzione più ampia, con alcuni pali a quote più alte che registrano perdite minori.
Implicazioni scientifiche e ambientali
I dati della Tabella 4.32 evidenziano una perdita di massa significativa del Silvrettagletscher, con un miglioramento nel 2022/23 grazie a un maggiore accumulo invernale, ma con una fusione estiva che rimane dominante. La perdita media di 3,46 m w.e. nel 2021/22 e 2,84 m w.e. nel 2022/23, combinata con la riduzione di spessore (4-8 metri) e superficie (0,064 km²), è coerente con la tendenza di lungo periodo mostrata nella Figura 4.47, che riportava una perdita cumulativa di 22 m w.e. dal 1959 al 2023. Questi risultati confermano l’impatto del cambiamento climatico sui ghiacciai alpini, con temperature estive elevate e stagioni di fusione prolungate che erodono rapidamente la massa glaciale.
Le implicazioni di questa regressione sono rilevanti:
- Idrologia regionale: La perdita di massa riduce la capacità del ghiacciaio di fungere da serbatoio idrico, con impatti sulla disponibilità di acqua per i fiumi e le comunità a valle.
- Ecosistemi alpini: La completa erosione della neve invernale altera gli habitat di alta quota, influenzando la flora e la fauna.
- Innalzamento del livello del mare: La fusione contribuisce, seppur in misura limitata, all’innalzamento del livello del mare.
- Feedback climatici: La riduzione dell’albedo accelera il riscaldamento regionale, esacerbando il cambiamento climatico.
Conclusioni
La Tabella 4.32 fornisce un’analisi puntuale del bilancio di massa del Silvrettagletscher, evidenziando una perdita di massa significativa in entrambi gli anni idrologici, con una perdita media di 3,46 m w.e. nel 2021/22 e 2,84 m w.e. nel 2022/23. Il maggiore accumulo invernale nel 2022/23 ha mitigato parzialmente l’ablazione estiva, ma non abbastanza da invertire il trend negativo, come confermato dalla completa erosione della neve invernale e dalla fusione persistente fino a ottobre. Il confronto con il Schwarzberggletscher rivela dinamiche simili, con entrambi i ghiacciai che subiscono perdite di massa significative, anche se il Silvrettagletscher, con una rete di monitoraggio più estesa, offre un quadro più dettagliato. Questi dati, integrati con le informazioni delle indagini e della Figura 4.47, sottolineano l’impatto del cambiamento climatico sui ghiacciai alpini, evidenziando la necessità di continuare il monitoraggio per prevedere le future evoluzioni e mitigare le conseguenze ambientali e socioeconomiche della loro regressione.

Analisi dettagliata del bilancio di massa specifico e volumetrico del Silvrettagletscher negli anni idrologici 2021/22 e 2022/23: un’indagine glaciologica basata sulla Figura 4.48
Introduzione e contesto glaciologico
La Figura 4.48 rappresenta un’analisi dettagliata del bilancio di massa del Silvrettagletscher, un ghiacciaio montano temperato situato nel massiccio del Silvretta, al confine tra Svizzera e Austria, per gli anni idrologici 2021/22 e 2022/23. Questo ghiacciaio, con una superficie attuale di circa 2,3-2,4 km² e un intervallo altimetrico che si estende da 2400 m s.l.m. a 3100 m s.l.m., è un indicatore chiave dei cambiamenti climatici nelle Alpi, grazie a una lunga storia di monitoraggio che risale agli anni 1910, come descritto nel testo introduttivo. La figura integra informazioni sul bilancio di massa specifico (in m w.e., metri di equivalente in acqua) e volumetrico (in 10⁶ m³ w.e., milioni di metri cubi di equivalente in acqua), suddivise per fasce altimetriche, offrendo una visione completa delle dinamiche di accumulo e ablazione del ghiacciaio. I dati, derivati da misurazioni sul campo e omogeneizzati per garantire coerenza metodologica (Huss et al., 2009; GLAMOS, 2023a), si basano su rilevazioni effettuate ai pali di monitoraggio, come riportate nella Tabella 4.32, e sono integrati con le informazioni altimetriche della Tabella 4.31 e le tendenze di lungo periodo della Figura 4.47. Questa analisi fornisce un quadro dettagliato della regressione del ghiacciaio in un contesto di riscaldamento globale, evidenziando variazioni interannuali e gradienti altimetrici significativi.
Descrizione della figura e dei suoi elementi
La Figura 4.48 è composta da quattro grafici organizzati in due colonne e due righe:
- Colonna sinistra: Bilancio di massa specifico (in m w.e.), che rappresenta la variazione media di massa per unità di superficie in ciascuna fascia altimetrica.
- Colonna destra: Bilancio di massa volumetrico (in 10⁶ m³ w.e.), che rappresenta la variazione totale di massa in volume, tenendo conto della superficie di ciascuna fascia altimetrica.
- Riga superiore: Dati per l’anno idrologico 2021/22 (dal 17/18 settembre 2021 al 11/12 settembre 2022, con un’ulteriore rilevazione a ottobre 2022).
- Riga inferiore: Dati per l’anno idrologico 2022/23 (dal 11/12 settembre 2022 al 14 ottobre 2023).
Ogni grafico mostra tre tipi di bilancio:
- Bilancio invernale (b_w): Linea tratteggiata con simboli a rombo (⋄), rappresenta l’accumulo netto di neve durante l’inverno.
- Bilancio estivo (b_s): Linea tratteggiata con simboli a triangolo (△), rappresenta l’ablazione netta durante l’estate.
- Bilancio annuale (b_a): Linea continua con simboli a croce (+), rappresenta la differenza tra accumulo e ablazione nell’intero anno idrologico.
L’asse verticale di ogni grafico rappresenta l’altitudine (in m a.s.l.), che varia da 2400 a 3100 m, coprendo l’intero intervallo altimetrico del ghiacciaio. L’asse orizzontale rappresenta il bilancio di massa: per i grafici a sinistra, in m w.e. (da -6 a 0 per il 2021/22, da -5 a 0 per il 2022/23); per i grafici a destra, in 10⁶ m³ w.e. (da -4 a 2). I piccoli simboli (rombi, triangoli, croci) indicano le misurazioni individuali effettuate ai pali di monitoraggio, come riportate nella Tabella 4.32, mentre le linee rappresentano i valori medi per ciascuna fascia altimetrica.
Analisi dettagliata dei grafici
Bilancio specifico (colonna sinistra)
I grafici del bilancio specifico mostrano la variazione media di massa per unità di superficie in funzione dell’altitudine, suddivisa in fasce altimetriche.
2021/22 (grafico superiore sinistro)
- Bilancio invernale (b_w): La linea tratteggiata con rombi (⋄) mostra un accumulo invernale che varia da circa 0,8 m w.e. a 2400 m a circa 1 m w.e. a 2800-2900 m, per poi diminuire a circa 0,6 m w.e. a 3100 m. Questo pattern è coerente con la Tabella 4.31, che riportava valori di b_w da 809 mm w.e. (2400-2500 m) a 990 mm w.e. (2800-2900 m), con una media di 939 mm w.e. La riduzione dell’accumulo a quote più alte (3000-3100 m) potrebbe essere dovuta a una minore quantità di precipitazioni nevose o a una maggiore esposizione al vento, che rimuove la neve fresca.
- Bilancio estivo (b_s): La linea tratteggiata con triangoli (△) mostra un’ablazione estiva che varia da circa -5,5 m w.e. a 2400 m a circa -3,5 m w.e. a 3100 m. L’ablazione è più intensa a quote basse, dove le temperature estive sono più elevate, e diminuisce gradualmente con l’altitudine, un pattern tipico dei ghiacciai alpini.
- Bilancio annuale (b_a): La linea continua con croci (+) mostra un bilancio negativo in tutte le fasce altimetriche, che varia da circa -4,9 m w.e. a 2400 m a circa -2,8 m w.e. a 3100 m, con una media di -3,253 m w.e. (Tabella 4.31). Questo valore è coerente con il testo sulle indagini del 2021/22, che descriveva tassi di fusione “estremamente elevati” e una completa deplezione della neve invernale entro la fine di luglio, e con la Figura 4.47, che mostrava un bilancio di circa -2,5 m w.e. (la differenza potrebbe essere dovuta alla fusione tardiva di 90-225 mm w.e. a ottobre 2022, non inclusa nel valore della figura). La linea di equilibrio (ELA, dove b_a = 0) non è visibile nel grafico, indicando che l’ablazione ha superato l’accumulo in tutte le fasce altimetriche, un segnale di stress climatico significativo.
2022/23 (grafico inferiore sinistro)
- Bilancio invernale (b_w): La linea tratteggiata con rombi (⋄) mostra un accumulo invernale che varia da circa 1,1 m w.e. a 2400 m a circa 1,4 m w.e. a 2800-2900 m, per poi diminuire a circa 1 m w.e. a 3100 m. Questo è coerente con la Tabella 4.31, che riportava valori di b_w da 1075 mm w.e. (3000-3100 m) a 1448 mm w.e. (2800-2900 m), con una media di 1356 mm w.e., un aumento del 44,4% rispetto al 2021/22. Questo incremento riflette un inverno più nevoso, come riportato nel testo sulle indagini, che indicava una profondità media della neve di 332 cm e valori di densità di 378-419 kg/m³.
- Bilancio estivo (b_s): La linea tratteggiata con triangoli (△) mostra un’ablazione estiva che varia da circa -5 m w.e. a 2400 m a circa -2,5 m w.e. a 3100 m. L’ablazione è meno intensa rispetto al 2021/22, soprattutto a quote più alte (es. -2,5 m w.e. a 3100 m contro -3,5 m w.e.), probabilmente grazie al maggiore accumulo invernale, che ha protetto il ghiaccio sottostante per un periodo più lungo.
- Bilancio annuale (b_a): La linea continua con croci (+) mostra un bilancio negativo, che varia da circa -5 m w.e. a 2400 m a circa -1,5 m w.e. a 3100 m, con una media di -2,589 m w.e. (Tabella 4.31). Questo valore, inferiore del 20,4% rispetto al 2021/22, è coerente con la Figura 4.47 (-2 m w.e.) e il testo sulle indagini, che indicava una perdita meno estrema, pur con una fusione persistente fino a ottobre. Anche in questo anno, l’ELA non è visibile, indicando una perdita di massa su tutta la superficie del ghiacciaio, anche se meno pronunciata rispetto al 2021/22.
Bilancio volumetrico (colonna destra)
I grafici del bilancio volumetrico mostrano la variazione totale di massa in volume, tenendo conto della superficie di ciascuna fascia altimetrica, come riportata nella Tabella 4.31.
2021/22 (grafico superiore destro)
- Bilancio invernale (b_w): La linea tratteggiata con rombi (⋄) mostra un accumulo volumetrico che varia da circa 0,02 x 10⁶ m³ w.e. a 2400-2500 m (area 0,024 km²) a circa 0,5 x 10⁶ m³ w.e. a 2900-3000 m (area 0,522 km²). La media totale è di circa 2,24 x 10⁶ m³ w.e. (calcolata come 939 mm w.e. x 2,389 km²), un valore che riflette un accumulo invernale moderato, distribuito in modo non uniforme a causa delle variazioni di superficie tra le fasce altimetriche.
- Bilancio estivo (b_s): La linea tratteggiata con triangoli (△) mostra un’ablazione volumetrica che varia da circa -0,1 x 10⁶ m³ w.e. a 2400-2500 m a circa -1,8 x 10⁶ m³ w.e. a 2700-2800 m (area 0,578 km²). La perdita volumetrica è più significativa nelle fasce intermedie, dove la superficie è maggiore, contribuendo alla perdita totale.
- Bilancio annuale (b_a): La linea continua con croci (+) mostra una perdita volumetrica che varia da circa -0,1 x 10⁶ m³ w.e. a 2400-2500 m a circa -1,5 x 10⁶ m³ w.e. a 2700-2800 m, con una perdita totale di circa -7,77 x 10⁶ m³ w.e. (calcolata come -3253 mm w.e. x 2,389 km²). Questo valore riflette l’intensità dell’ablazione estiva, che ha eroso completamente l’accumulo invernale, come descritto nel testo sulle indagini.
2022/23 (grafico inferiore destro)
- Bilancio invernale (b_w): La linea tratteggiata con rombi (⋄) mostra un accumulo volumetrico che varia da circa 0,05 x 10⁶ m³ w.e. a 2400-2500 m (area 0,046 km²) a circa 0,7 x 10⁶ m³ w.e. a 2800-2900 m (area 0,466 km²). La media totale è di circa 3,15 x 10⁶ m³ w.e. (calcolata come 1356 mm w.e. x 2,325 km²), un aumento del 40,6% rispetto al 2021/22, nonostante la riduzione della superficie del ghiacciaio.
- Bilancio estivo (b_s): La linea tratteggiata con triangoli (△) mostra un’ablazione volumetrica che varia da circa -0,2 x 10⁶ m³ w.e. a 2400-2500 m a circa -1,3 x 10⁶ m³ w.e. a 2700-2800 m (area 0,538 km²). La perdita volumetrica è meno intensa rispetto al 2021/22, riflettendo una riduzione dell’ablazione estiva.
- Bilancio annuale (b_a): La linea continua con croci (+) mostra una perdita volumetrica che varia da circa -0,2 x 10⁶ m³ w.e. a 2400-2500 m a circa -0,9 x 10⁶ m³ w.e. a 2700-2800 m, con una perdita totale di circa -6,02 x 10⁶ m³ w.e. (calcolata come -2589 mm w.e. x 2,325 km²), una riduzione del 22,5% rispetto al 2021/22. Questo miglioramento è coerente con il maggiore accumulo invernale e la minore ablazione estiva.
Confronto tra i due anni e interpretazione scientifica
Bilancio specifico
- Accumulo invernale (b_w): Il 2022/23 mostra un accumulo invernale significativamente maggiore rispetto al 2021/22, con un aumento medio da 0,939 m w.e. a 1,356 m w.e. (44,4%), come riportato nella Tabella 4.31. Questo incremento è visibile in tutte le fasce altimetriche, con un picco a 2800-2900 m (1,4 m w.e. contro 1 m w.e.), riflettendo un inverno più nevoso, come descritto nel testo sulle indagini (profondità media della neve di 332 cm).
- Ablazione estiva (b_s): L’ablazione estiva è meno intensa nel 2022/23, soprattutto a quote più alte (es. -2,5 m w.e. a 3100 m contro -3,5 m w.e.), probabilmente grazie al maggiore accumulo invernale, che ha protetto il ghiaccio sottostante per un periodo più lungo. Tuttavia, a quote basse, l’ablazione rimane elevata (circa -5 m w.e.), indicando che le temperature estive elevate hanno continuato a dominare.
- Bilancio annuale (b_a): Il bilancio annuale è negativo in entrambi gli anni, ma il 2022/23 mostra una perdita meno estrema (media di -2,589 m w.e. contro -3,253 m w.e., una riduzione del 20,4%). Questo miglioramento è più evidente a quote più alte (es. -1,5 m w.e. a 3100 m contro -2,8 m w.e.), dove il maggiore accumulo invernale ha avuto un impatto più significativo. Tuttavia, l’assenza di un’ELA visibile in entrambi gli anni indica che l’ablazione ha superato l’accumulo su tutta la superficie del ghiacciaio, un segnale di stress climatico persistente.
Bilancio volumetrico
- Accumulo invernale (b_w): L’accumulo volumetrico invernale è più alto nel 2022/23 (3,15 x 10⁶ m³ w.e. contro 2,24 x 10⁶ m³ w.e.), un aumento del 40,6%, nonostante la riduzione della superficie del ghiacciaio (da 2,389 a 2,325 km²). Questo incremento è distribuito in modo non uniforme, con un picco nelle fasce intermedie (2800-2900 m), dove la superficie è maggiore.
- Ablazione estiva (b_s): L’ablazione volumetrica è meno intensa nel 2022/23, con un picco di -1,3 x 10⁶ m³ w.e. a 2700-2800 m contro -1,8 x 10⁶ m³ w.e. nel 2021/22, una riduzione del 27,8%. Questo miglioramento è coerente con la minore ablazione specifica osservata a quote più alte.
- Bilancio annuale (b_a): La perdita volumetrica totale è di 6,02 x 10⁶ m³ w.e. nel 2022/23, contro 7,77 x 10⁶ m³ w.e. nel 2021/22, una riduzione del 22,5%. Questa diminuzione riflette il maggiore accumulo invernale e la minore ablazione estiva, anche se la perdita rimane significativa, soprattutto nelle fasce intermedie, dove la superficie è maggiore.
Connessione con i testi sulle indagini
- 2021/22: Il testo riportava una completa deplezione della neve invernale entro la fine di luglio, con tassi di fusione “estremamente elevati”. La Figura 4.48 conferma questa osservazione, con un’ablazione estiva che raggiunge -5,5 m w.e. a quote basse e un bilancio annuale fortemente negativo (-3,253 m w.e. in media). La fusione tardiva di 90-225 mm w.e. a ottobre 2022, menzionata nel testo, potrebbe aver contribuito a questo valore.
- 2022/23: Il testo indicava che le prime aree di ghiaccio esposto sono apparse all’inizio di luglio, con una fusione persistente fino a ottobre. La figura mostra un bilancio annuale meno negativo (-2,589 m w.e.), grazie al maggiore accumulo invernale, ma la perdita rimane significativa, soprattutto a quote basse, dove l’ablazione estiva è ancora elevata.
Confronto con il Schwarzberggletscher
Un confronto con il Schwarzberggletscher, analizzato precedentemente, evidenzia somiglianze e differenze:
- Bilancio specifico:
- Silvrettagletscher: b_a medio di -3,253 m w.e. (2021/22), -2,589 m w.e. (2022/23).
- Schwarzberggletscher (Tabella 4.29): b_a medio di -3,386 m w.e. (2021/22), -2,332 m w.e. (2022/23).
- Entrambi i ghiacciai mostrano una perdita meno intensa nel 2022/23, ma il Schwarzberggletscher ha una riduzione più marcata (31,1% contro 20,4%), probabilmente perché ha una zona di accumulo a quote più alte (fino a 3600 m), dove l’ablazione è meno intensa. Il Silvrettagletscher, con quote più basse (fino a 2400 m), è più vulnerabile alla fusione estiva.
- Bilancio volumetrico:
- Silvrettagletscher: Perdita totale di 7,77 x 10⁶ m³ w.e. (2021/22), 6,02 x 10⁶ m³ w.e. (2022/23).
- Schwarzberggletscher: Perdita totale di circa 16,56 x 10⁶ m³ w.e. (2021/22, calcolata come -3386 mm w.e. x 4,891 km²), 11,41 x 10⁶ m³ w.e. (2022/23, -2332 mm w.e. x 4,891 km²).
- La perdita volumetrica del Schwarzberggletscher è maggiore in termini assoluti, a causa della sua superficie più estesa (4,891 km² contro 2,325-2,389 km²), ma la riduzione percentuale è simile (31,1% contro 22,5%).
Implicazioni scientifiche e ambientali
La Figura 4.48 evidenzia una perdita di massa significativa del Silvrettagletscher, con un miglioramento nel 2022/23 grazie a un maggiore accumulo invernale, ma con un’ablazione estiva che rimane dominante. La perdita media di 3,253 m w.e. nel 2021/22 e 2,589 m w.e. nel 2022/23, combinata con una perdita volumetrica totale di 13,79 x 10⁶ m³ w.e. in due anni, è coerente con la tendenza di lungo periodo mostrata nella Figura 4.47, che riportava una perdita cumulativa di 22 m w.e. dal 1959 al 2023. Questi risultati confermano l’impatto del cambiamento climatico sui ghiacciai alpini, con temperature estive elevate e stagioni di fusione prolungate che erodono rapidamente la massa glaciale.
Le implicazioni di questa regressione sono rilevanti:
- Idrologia regionale: La perdita di massa riduce la capacità del ghiacciaio di fungere da serbatoio idrico, con impatti sulla disponibilità di acqua per i fiumi e le comunità a valle.
- Ecosistemi alpini: La completa erosione della neve invernale altera gli habitat di alta quota, influenzando la flora e la fauna.
- Innalzamento del livello del mare: La fusione contribuisce, seppur in misura limitata, all’innalzamento del livello del mare.
- Feedback climatici: La riduzione dell’albedo accelera il riscaldamento regionale, esacerbando il cambiamento climatico.
Conclusioni
La Figura 4.48 offre un’analisi completa del bilancio di massa del Silvrettagletscher, evidenziando una perdita di massa significativa in entrambi gli anni idrologici, con una perdita media di 3,253 m w.e. nel 2021/22 e 2,589 m w.e. nel 2022/23. Il maggiore accumulo invernale nel 2022/23 ha mitigato parzialmente l’ablazione estiva, ma non abbastanza da invertire il trend negativo, come confermato dalla completa erosione della neve invernale e dalla fusione persistente fino a ottobre. Il confronto con il Schwarzberggletscher rivela dinamiche simili, con entrambi i ghiacciai che subiscono perdite di massa significative, anche se il Silvrettagletscher, a quote più basse, appare più vulnerabile. Questi dati, integrati con le informazioni delle indagini, della Tabella 4.31, della Tabella 4.32 e della Figura 4.47, sottolineano l’impatto del cambiamento climatico sui ghiacciai alpini, evidenziando la necessità di continuare il monitoraggio per prevedere le future evoluzioni e sviluppare strategie di adattamento per mitigare le conseguenze ambientali e socioeconomiche della loro regressione.

Analisi della relazione tra bilancio di massa, altitudine della linea di equilibrio (ELA) e rapporto dell’area di accumulo (AAR) del Silvrettagletscher: un’indagine glaciologica basata sulla Figura 4.49
Introduzione e contesto glaciologico
La Figura 4.49 rappresenta un’analisi approfondita della relazione tra il bilancio di massa medio specifico del Silvrettagletscher, un ghiacciaio montano temperato situato nel massiccio del Silvretta al confine tra Svizzera e Austria, e due parametri glaciologici fondamentali: l’altitudine della linea di equilibrio (ELA, Equilibrium Line Altitude) e il rapporto dell’area di accumulo (AAR, Accumulation Area Ratio). I dati coprono l’intero periodo di osservazione del ghiacciaio, dal 1959 al 2023, con un focus specifico sugli anni idrologici 2021/22 e 2022/23, evidenziati per la loro rilevanza nel contesto del cambiamento climatico. Il Silvrettagletscher, con una superficie attuale di circa 2,3-2,4 km² e un intervallo altimetrico che si estende da 2400 m s.l.m. a 3100 m s.l.m., è un indicatore chiave delle dinamiche climatiche nelle Alpi, grazie a una lunga storia di monitoraggio che risale agli anni 1910, come descritto nel testo introduttivo. La figura integra i dati storici con le osservazioni recenti, derivati da misurazioni sul campo e omogeneizzati per garantire coerenza metodologica (Huss et al., 2009; GLAMOS, 2023a), offrendo un quadro completo dell’evoluzione del ghiacciaio in un contesto di riscaldamento globale. Questa analisi, supportata dalle informazioni delle Tabelle 4.31 e 4.32 e dalla Figura 4.47, evidenzia l’impatto delle condizioni climatiche estreme degli ultimi anni, con particolare attenzione alla relazione tra bilancio di massa, ELA e AAR, parametri essenziali per valutare lo stato di salute di un ghiacciaio.
Descrizione della figura e dei suoi elementi
La Figura 4.49 è composta da due grafici a dispersione (scatter plot) che mostrano la relazione tra il bilancio di massa medio specifico del Silvrettagletscher (in m w.e., metri di equivalente in acqua) e due parametri glaciologici:
- Grafico di sinistra: Altitudine della linea di equilibrio (ELA, in m a.s.l.) in funzione del bilancio di massa medio specifico.
- Grafico di destra: Rapporto dell’area di accumulo (AAR, in %) in funzione del bilancio di massa medio specifico.
Entrambi i grafici includono tutte le osservazioni storiche del ghiacciaio (dal 1959 al 2023, come indicato dalla Figura 4.47), con i dati specifici per gli anni 2021/22 e 2022/23 evidenziati con simboli distinti:
- 2021/22: Cerchio aperto (○).
- 2022/23: Quadrato aperto (□).
L’asse orizzontale di entrambi i grafici rappresenta il bilancio di massa medio specifico, che varia da circa -3,5 a +1 m w.e., coprendo un’ampia gamma di condizioni glaciologiche, da anni di forte perdita di massa a anni di guadagno netto. L’asse verticale del grafico di sinistra rappresenta l’ELA, che varia da 2400 a 3000 m a.s.l., mentre l’asse verticale del grafico di destra rappresenta l’AAR, che varia da 0 a 80%. I punti di dispersione rappresentano i valori annuali, con i dati storici in nero e i punti per il 2021/22 e il 2022/23 evidenziati per facilitare il confronto.
Analisi dettagliata dei grafici
Grafico di sinistra: ELA vs. bilancio di massa medio specifico
Il grafico di sinistra mostra la relazione tra l’altitudine della linea di equilibrio (ELA) e il bilancio di massa medio specifico del Silvrettagletscher, un parametro che rappresenta la variazione media di massa per unità di superficie in un dato anno idrologico.
- Punti di dispersione e tendenza generale: Ogni punto rappresenta un anno idrologico, con il bilancio di massa medio specifico sull’asse orizzontale e l’ELA corrispondente sull’asse verticale. I punti neri rappresentano tutte le osservazioni storiche (1959-2023), mentre i punti per il 2021/22 (cerchio aperto) e il 2022/23 (quadrato aperto) sono evidenziati. La dispersione dei punti rivela una chiara relazione inversa: quando il bilancio di massa è più negativo (maggiore perdita di massa), l’ELA tende a essere più alta, e viceversa. Questo comportamento è atteso in glaciologia: l’ELA è l’altitudine alla quale l’accumulo invernale e l’ablazione estiva si bilanciano (b_a = 0). Un bilancio di massa negativo indica che l’ablazione estiva supera l’accumulo invernale su gran parte del ghiacciaio, spingendo l’ELA a quote più alte, dove le temperature più basse possono ancora consentire un equilibrio tra accumulo e ablazione.
- Osservazioni storiche: I punti storici mostrano una variabilità significativa, con bilanci di massa che variano da circa -3,5 m w.e. a +1 m w.e., e un’ELA che varia da circa 2500 m (in anni con bilancio positivo, come negli anni 1970, Figura 4.47) a 3000 m (in anni con bilancio fortemente negativo, come il 2003). Questa variabilità riflette le fluttuazioni climatiche nel periodo 1959-2023, con anni più freddi e nevosi che favoriscono un’ELA più bassa e anni più caldi e secchi che spingono l’ELA verso quote più alte.
- 2021/22:
- Bilancio di massa medio specifico: -3,253 m w.e. (Tabella 4.31).
- ELA: Circa 2900 m a.s.l.
- Il punto per il 2021/22 si trova nella parte sinistra del grafico, con un bilancio fortemente negativo e un’ELA molto alta, tra le più elevate della serie storica. Questo valore indica che l’ablazione estiva ha superato l’accumulo invernale su quasi tutta la superficie del ghiacciaio, spingendo l’ELA a una quota vicina al punto più alto del ghiacciaio (3100 m). Questo è coerente con il testo sulle indagini del 2021/22, che descriveva tassi di fusione “estremamente elevati” e una completa deplezione della neve invernale entro la fine di luglio, e con la Figura 4.48, che non mostrava un’ELA visibile nel grafico del bilancio specifico.
- 2022/23:
- Bilancio di massa medio specifico: -2,589 m w.e. (Tabella 4.31).
- ELA: Circa 2850 m a.s.l.
- Il punto per il 2022/23 è leggermente spostato a destra rispetto al 2021/22, con un bilancio meno negativo e un’ELA leggermente più bassa, riflettendo un miglioramento dovuto al maggiore accumulo invernale (1356 mm w.e. contro 939 mm w.e., Tabella 4.31). Tuttavia, l’ELA rimane molto alta, indicando che l’ablazione estiva ha continuato a dominare, come descritto nel testo sulle indagini (neve invernale scomparsa completamente, con la linea di neve transitoria al punto più alto del ghiacciaio). Anche in questo caso, la Figura 4.48 non mostrava un’ELA visibile, confermando che l’ELA era sopra la quota massima del ghiacciaio (3100 m).
Grafico di destra: AAR vs. bilancio di massa medio specifico
Il grafico di destra mostra la relazione tra il rapporto dell’area di accumulo (AAR) e il bilancio di massa medio specifico, un parametro che rappresenta la percentuale della superficie del ghiacciaio che si trova sopra l’ELA, dove l’accumulo supera l’ablazione.
- Punti di dispersione e tendenza generale: Ogni punto rappresenta un anno idrologico, con il bilancio di massa medio specifico sull’asse orizzontale e l’AAR corrispondente sull’asse verticale. I punti neri rappresentano tutte le osservazioni storiche, mentre i punti per il 2021/22 (cerchio aperto) e il 2022/23 (quadrato aperto) sono evidenziati. La dispersione dei punti rivela una relazione diretta: quando il bilancio di massa è più positivo (guadagno di massa), l’AAR è più alto, e viceversa. L’AAR è un indicatore dello stato di salute di un ghiacciaio: un AAR alto (es. 60-80%) indica che gran parte del ghiacciaio è in zona di accumulo, favorendo un bilancio positivo, mentre un AAR basso (es. 0%) indica che l’intera superficie del ghiacciaio è in zona di ablazione, un segnale di stress climatico estremo.
- Osservazioni storiche: I punti storici mostrano un AAR che varia da 0% (in anni con bilanci fortemente negativi, come il 2003) a circa 80% (in anni con bilanci positivi, come negli anni 1970, Figura 4.47). Questa variabilità riflette le fluttuazioni climatiche nel periodo 1959-2023, con anni più freddi e nevosi che favoriscono un AAR più alto e anni più caldi e secchi che riducono l’AAR a valori molto bassi.
- 2021/22:
- Bilancio di massa medio specifico: -3,253 m w.e.
- AAR: 0%.
- Il punto per il 2021/22 si trova nella parte sinistra del grafico, con un bilancio fortemente negativo e un AAR pari a 0%, indicando che l’intera superficie del ghiacciaio era in zona di ablazione. Questo è coerente con il testo sulle indagini, che riportava una completa deplezione della neve invernale entro la fine di luglio, e con la Figura 4.48, che non mostrava un’ELA visibile, suggerendo che l’ELA era sopra la quota massima del ghiacciaio (3100 m).
- 2022/23:
- Bilancio di massa medio specifico: -2,589 m w.e.
- AAR: 0%.
- Anche il punto per il 2022/23 ha un AAR pari a 0%, nonostante il bilancio meno negativo, indicando che l’ELA era ancora sopra la quota massima del ghiacciaio, come descritto nel testo (linea di neve transitoria al punto più alto). Questo è coerente con la Figura 4.48, che non mostrava un’ELA visibile, e con la Figura 4.47, che riportava un bilancio di -2 m w.e., tra i più negativi della serie storica.
Confronto tra i due anni e interpretazione scientifica
Altitudine della linea di equilibrio (ELA)
Il grafico di sinistra evidenzia una relazione inversa tra l’ELA e il bilancio di massa medio specifico, un comportamento ben noto in glaciologia. L’ELA rappresenta l’altitudine alla quale l’accumulo invernale e l’ablazione estiva si bilanciano (b_a = 0). Quando il bilancio di massa è negativo, l’ELA si sposta verso quote più alte, riducendo l’area di accumulo e aumentando l’area di ablazione, un fenomeno che accelera la regressione del ghiacciaio.
- 2021/22: Con un bilancio di -3,253 m w.e., l’ELA è a circa 2900 m, una delle più alte mai registrate per il Silvrettagletscher. Questo valore indica che l’ablazione estiva ha superato l’accumulo invernale su quasi tutta la superficie del ghiacciaio, spingendo l’ELA a una quota vicina al punto più alto del ghiacciaio (3100 m). Questo è coerente con il testo sulle indagini, che descriveva tassi di fusione “estremamente elevati” e una completa deplezione della neve invernale entro la fine di luglio, e con la Figura 4.48, che non mostrava un’ELA visibile nel grafico del bilancio specifico.
- 2022/23: Con un bilancio di -2,589 m w.e., l’ELA è a circa 2850 m, leggermente più bassa rispetto al 2021/22, grazie al maggiore accumulo invernale (1356 mm w.e. contro 939 mm w.e., Tabella 4.31). Tuttavia, l’ELA rimane molto alta, indicando che l’ablazione estiva ha continuato a dominare, come descritto nel testo (neve invernale scomparsa completamente, con la linea di neve transitoria al punto più alto). La riduzione dell’ELA di circa 50 m riflette un miglioramento delle condizioni glaciologiche, ma non sufficiente a riportare l’ELA a quote più basse, tipiche di anni con bilanci meno negativi.
Rapporto dell’area di accumulo (AAR)
Il grafico di destra mostra una relazione diretta tra l’AAR e il bilancio di massa medio specifico, un altro indicatore fondamentale dello stato di salute di un ghiacciaio. L’AAR rappresenta la percentuale della superficie del ghiacciaio che si trova sopra l’ELA, dove l’accumulo supera l’ablazione. Un AAR alto (es. 60-80%) indica che gran parte del ghiacciaio è in zona di accumulo, favorendo un bilancio positivo, mentre un AAR basso (es. 0%) indica che l’intera superficie del ghiacciaio è in zona di ablazione, un segnale di stress climatico estremo.
- 2021/22: Con un bilancio di -3,253 m w.e., l’AAR è pari a 0%, indicando che l’intera superficie del ghiacciaio era in zona di ablazione. Questo è coerente con il testo sulle indagini, che riportava una completa deplezione della neve invernale entro la fine di luglio, e con la Figura 4.48, che non mostrava un’ELA visibile, suggerendo che l’ELA era sopra la quota massima del ghiacciaio (3100 m). Un AAR pari a 0% è un fenomeno eccezionale, che riflette condizioni di ablazione estrema, come confermato dalla Figura 4.47, che mostrava un bilancio di -2,5 m w.e., tra i più negativi della serie storica.
- 2022/23: Con un bilancio di -2,589 m w.e., l’AAR è ancora pari a 0%, nonostante il bilancio meno negativo. Questo indica che l’ELA, pur leggermente più bassa (2850 m), era ancora sopra la quota massima del ghiacciaio, come descritto nel testo (linea di neve transitoria al punto più alto). La persistenza di un AAR nullo, anche in un anno con un miglioramento del bilancio di massa, sottolinea la gravità delle condizioni climatiche, con un’ablazione estiva che ha continuato a dominare su tutta la superficie del ghiacciaio.
Tendenze storiche
I punti storici mostrano una variabilità significativa, con bilanci di massa che variano da -3,5 m w.e. a +1 m w.e., un’ELA che varia da 2500 m a 3000 m, e un AAR che varia da 0% a 80%. Questa variabilità riflette le fluttuazioni climatiche nel periodo 1959-2023:
- Anni con bilancio positivo (es. 1970s): Bilanci di massa vicini a +1 m w.e., ELA a circa 2500 m, AAR intorno al 70-80%, indicando condizioni favorevoli all’accumulo di massa, con gran parte del ghiacciaio in zona di accumulo.
- Anni con bilancio fortemente negativo (es. 2003, 2017): Bilanci di massa inferiori a -3 m w.e., ELA a circa 3000 m, AAR pari a 0%, indicando condizioni di ablazione estrema, con l’intera superficie del ghiacciaio in zona di ablazione.
- 2021/22 e 2022/23: Entrambi gli anni si collocano tra i più negativi della serie storica, con bilanci di -3,253 m w.e. e -2,589 m w.e., un’ELA a 2900 m e 2850 m, e un AAR pari a 0%. Questi valori sono coerenti con la tendenza di lungo periodo mostrata nella Figura 4.47, che riportava una perdita cumulativa di 22 m w.e. dal 1959 al 2023, con gli anni recenti tra i più negativi.
Confronto con il Schwarzberggletscher
Un confronto con il Schwarzberggletscher, analizzato precedentemente, evidenzia somiglianze e differenze:
- Bilancio di massa:
- Silvrettagletscher: -3,253 m w.e. (2021/22), -2,589 m w.e. (2022/23).
- Schwarzberggletscher (Tabella 4.29): -3,386 m w.e. (2021/22), -2,332 m w.e. (2022/23).
- Entrambi i ghiacciai mostrano bilanci fortemente negativi, con un miglioramento nel 2022/23, ma il Schwarzberggletscher ha una perdita leggermente più alta nel 2021/22 e una riduzione più marcata nel 2022/23 (31,1% contro 20,4%), probabilmente perché ha una zona di accumulo a quote più alte (fino a 3600 m), dove l’ablazione è meno intensa.
- ELA e AAR:
- Silvrettagletscher: ELA a 2900 m (2021/22), 2850 m (2022/23), AAR 0% in entrambi gli anni.
- Schwarzberggletscher: I testi riportavano che la linea di neve transitoria aveva raggiunto il punto più alto del ghiacciaio (3600 m) in entrambi gli anni, suggerendo un AAR pari a 0%, simile al Silvrettagletscher. Tuttavia, il Schwarzberggletscher, con un intervallo altimetrico più alto (2600-3600 m), potrebbe avere un’ELA più alta in termini assoluti (es. 3400 m), ma non abbiamo dati specifici per confermarlo.
- Condizioni climatiche: Entrambi i ghiacciai hanno subito condizioni di ablazione estrema, con neve invernale completamente erosa, riflettendo un impatto regionale del cambiamento climatico nelle Alpi. La somiglianza tra i due ghiacciai, nonostante le differenze di dimensioni e altitudine, sottolinea la portata delle forzanti climatiche, con temperature estive elevate e stagioni di fusione prolungate che hanno spinto l’ELA a quote record.
Implicazioni scientifiche e ambientali
La Figura 4.49 evidenzia una relazione chiara tra il bilancio di massa medio specifico, l’ELA e l’AAR, confermando l’impatto del cambiamento climatico sul Silvrettagletscher:
- ELA elevata: L’ELA a 2900 m (2021/22) e 2850 m (2022/23) è tra le più alte della serie storica, indicando che l’ablazione estiva ha dominato su tutta la superficie del ghiacciaio, un fenomeno coerente con le temperature estive elevate e le stagioni di fusione prolungate descritte nei testi sulle indagini. Un’ELA così alta riduce l’area di accumulo a zero, accelerando la regressione del ghiacciaio.
- AAR nullo: Un AAR pari a 0% in entrambi gli anni è un segnale di stress climatico estremo, indicando che l’intera superficie del ghiacciaio era in zona di ablazione, un evento raro che riflette condizioni di fusione eccezionali. Questo è coerente con la Figura 4.48, che non mostrava un’ELA visibile, e con la Figura 4.47, che riportava bilanci di -2,5 m w.e. e -2 m w.e., tra i più negativi della serie storica.
- Tendenze di lungo periodo: La posizione dei punti 2021/22 e 2022/23 nella parte sinistra dei grafici, con bilanci fortemente negativi, è coerente con la tendenza di lungo periodo mostrata nella Figura 4.47, che riportava una perdita cumulativa di 22 m w.e. dal 1959 al 2023. Questa tendenza è attribuibile a diversi fattori climatici: aumento delle temperature estive, riduzione delle precipitazioni nevose invernali, e feedback climatici come la diminuzione dell’albedo, che accelera ulteriormente la fusione.
Le implicazioni di questa regressione sono rilevanti su più livelli:
- Idrologia regionale: La completa erosione della neve invernale e la perdita di massa riducono la capacità del ghiacciaio di fungere da serbatoio idrico, con impatti sulla disponibilità di acqua per i fiumi e le comunità a valle, specialmente in anni di siccità.
- Ecosistemi alpini: La perdita di neve e ghiaccio altera gli habitat di alta quota, influenzando la flora e la fauna adattate a condizioni di freddo e umidità. La completa deplezione della neve invernale, come osservata in entrambi gli anni, espone il ghiaccio glaciale e il substrato roccioso, modificando gli equilibri ecologici.
- Innalzamento del livello del mare: Sebbene il contributo di un singolo ghiacciaio alpino sia limitato, la perdita di massa cumulativa dei ghiacciai a livello globale contribuisce all’innalzamento del livello del mare, con conseguenze per le regioni costiere.
- Feedback climatici: La riduzione della superficie glaciale diminuisce l’albedo, favorendo un maggiore assorbimento di calore e accelerando il riscaldamento regionale. Questo feedback positivo esacerba il cambiamento climatico, creando un ciclo di fusione sempre più rapido.
Conclusioni
La Figura 4.49 offre un’analisi dettagliata della relazione tra il bilancio di massa medio specifico, l’ELA e l’AAR del Silvrettagletscher, evidenziando condizioni di ablazione estrema negli anni 2021/22 e 2022/23, con un’ELA a 2900 m e 2850 m, rispettivamente, e un AAR pari a 0%. Questi valori, tra i più negativi della serie storica, riflettono l’impatto del cambiamento climatico, con temperature estive elevate e stagioni di fusione prolungate che hanno spinto l’ELA a quote record e ridotto l’area di accumulo a zero. Il miglioramento nel 2022/23, con un bilancio meno negativo e un’ELA leggermente più bassa, è attribuibile al maggiore accumulo invernale, ma non è sufficiente a invertire il trend di regressione. Il confronto con il Schwarzberggletscher rivela dinamiche simili, con entrambi i ghiacciai che subiscono perdite di massa significative, riflettendo un impatto regionale del cambiamento climatico nelle Alpi. Questi dati, integrati con le informazioni delle Tabelle 4.31 e 4.32 e della Figura 4.47, sottolineano la necessità di continuare il monitoraggio per prevedere le future evoluzioni e sviluppare strategie di adattamento per mitigare le conseguenze ambientali e socioeconomiche della regressione glaciale.
4.20 Il Ghiacciaio di Tsanfleuron: Caratteristiche e Dinamiche Glaciologiche
Introduzione
Il Ghiacciaio di Tsanfleuron rappresenta un esempio emblematico di ghiacciaio alpino di medie dimensioni, situato in una posizione strategica al confine tra i cantoni svizzeri di Vallese, Vaud e Berna. Con un’estensione superficiale attuale pari a 2,3 chilometri quadrati, questo corpo glaciale si distingue per la sua accessibilità e per le sue peculiarità geomorfologiche, tra cui una topografia caratterizzata da pendenze superficiali relativamente moderate. Queste caratteristiche lo rendono un sito di particolare interesse per gli studi glaciologici, offrendo un laboratorio naturale per analizzare i processi di accumulo e ablazione in un contesto alpino.
Le indagini scientifiche sul Ghiacciaio di Tsanfleuron hanno avuto inizio nel 2009, inaugurando un periodo di monitoraggio sistematico volto a comprenderne l’evoluzione e le risposte ai cambiamenti climatici. Parallelamente, le ricerche si sono estese al vicino Ghiacciaio del Sex Rouge, un corpo glaciale di dimensioni estremamente ridotte, con una superficie di appena 0,3 chilometri quadrati. Questo piccolo ghiacciaio, che si trova in connessione con Tsanfleuron nella sua area di accumulo, rappresenta un’entità complementare nello studio delle dinamiche glaciali regionali. La zona di accumulo, fondamentale per il bilancio di massa di entrambi i ghiacciai, è il settore in cui la neve si deposita e si trasforma in ghiaccio sotto l’azione della pressione e del tempo, alimentando il sistema glaciale.
Un evento di particolare rilevanza scientifica si è verificato durante l’estate del 2022, quando condizioni climatiche eccezionali hanno determinato un’intensa fusione superficiale. In tale contesto, il Ghiacciaio del Sex Rouge ha subito una significativa alterazione della sua struttura, perdendo il contatto fisico con il Ghiacciaio di Tsanfleuron nella regione di accumulo. Questo fenomeno, attribuibile a temperature estive insolitamente elevate e a una ridotta capacità di conservazione della neve accumulata, evidenzia la vulnerabilità dei ghiacciai alpini di piccole dimensioni di fronte alle oscillazioni climatiche. La separazione tra i due ghiacciai ha implicazioni non solo morfologiche, ma anche idrologiche ed ecologiche, modificando i flussi d’acqua di fusione che alimentano i bacini locali e influenzando gli ecosistemi dipendenti da tali risorse.
Le osservazioni condotte su Tsanfleuron e Sex Rouge si inseriscono in un più ampio quadro di monitoraggio dei ghiacciai svizzeri, contribuendo a una migliore comprensione delle tendenze di ritiro glaciale e dei fattori che le determinano. La combinazione di dimensioni moderate, accessibilità e connessione con un ghiacciaio satellite rende il sistema Tsanfleuron-Sex Rouge un caso di studio privilegiato per valutare gli effetti del riscaldamento globale sulle dinamiche glaciali alpine.

Analisi Topografica e Strumentale della Figura 4.50: Il Sistema Glaciale di Tsanfleuron e Sex Rouge
La Figura 4.50 rappresenta una mappa topografica dettagliata del Ghiacciaio di Tsanfleuron e del Ghiacciaio del Sex Rouge, due corpi glaciali situati al confine tra i cantoni svizzeri di Vallese, Vaud e Berna. La mappa non solo illustra la morfologia superficiale di questi ghiacciai, ma evidenzia anche la rete di osservazioni glaciologiche implementata per monitorarne l’evoluzione. Questo strumento cartografico è essenziale per comprendere le dinamiche glaciali in un contesto di cambiamento climatico, offrendo una base per l’analisi delle variazioni altimetriche, del bilancio di massa e delle trasformazioni strutturali dei ghiacciai.
1. Rappresentazione Topografica e Morfologia Glaciale
La mappa è caratterizzata da curve di livello (isolinee) che descrivono l’altitudine della superficie glaciale, espresse in metri sopra il livello del mare (m s.l.m.). Le isolinee, tracciate con un intervallo altimetrico presumibilmente di 10 metri, coprono un intervallo di altitudini che va dai 2700 m ai 2900 m circa, riflettendo la topografia relativamente dolce del Ghiacciaio di Tsanfleuron, come già indicato nel testo introduttivo. La distribuzione delle curve di livello evidenzia un gradiente altimetrico moderato, con una pendenza che si sviluppa principalmente lungo un asse nord-ovest/sud-est.
- Ghiacciaio di Tsanfleuron: Questo ghiacciaio, che occupa la porzione centrale e meridionale della mappa, si estende su un’area di 2,3 km². Le altitudini più elevate, prossime ai 2900 m, si trovano nella parte nord-occidentale, corrispondente alla zona di accumulo, dove la neve fresca si deposita e si compatta in ghiaccio. Procedendo verso sud-est, l’altitudine diminuisce gradualmente fino a circa 2700 m, delineando la zona di ablazione, dove il ghiaccio si scioglie o sublima a causa delle temperature più elevate e dell’esposizione solare. La configurazione delle isolinee suggerisce un flusso glaciale orientato verso sud-est, coerente con la direzione del gradiente topografico.
- Ghiacciaio del Sex Rouge: Situato nella parte nord-occidentale della mappa, questo piccolo ghiacciaio, con un’area di appena 0,3 km², si trova a quote più elevate, comprese tra i 2800 m e i 2900 m. La sua posizione altimetricamente superiore rispetto alla parte centrale di Tsanfleuron lo identifica come una zona di accumulo, un’area critica per l’alimentazione del sistema glaciale. Tuttavia, la mappa mostra una chiara separazione tra i due ghiacciai, con un’interruzione delle curve di livello che delimita i loro confini. Questo distacco, avvenuto nell’estate del 2022 a causa di un evento di fusione eccezionale, è un indicatore della frammentazione del sistema glaciale, un fenomeno sempre più frequente nelle Alpi a causa del riscaldamento globale.
2. Rete di Monitoraggio Glaciologico
La figura include una rete di punti di osservazione, contrassegnati con numeri (da 1 a 6) e con la lettera “S” (S2, S4, S6), che rappresentano le stazioni di misura installate sui due ghiacciai. Questa rete, operativa dal 2009, è progettata per raccogliere dati su parametri glaciologici fondamentali, come lo spessore del ghiaccio, la velocità di flusso, il bilancio di massa e le variazioni superficiali.
- Punti numerati (1-6) sul Ghiacciaio di Tsanfleuron: Questi punti sono distribuiti strategicamente per coprire diverse zone del ghiacciaio, consentendo un monitoraggio completo delle sue dinamiche. Il punto 1, posizionato nella parte centrale a circa 2800 m, si trova in una zona di transizione tra accumulo e ablazione, ideale per valutare il bilancio di massa netto. I punti 2 e 3, situati più a sud a quote inferiori (circa 2700-2800 m), sono probabilmente nella zona di ablazione, dove il ghiaccio subisce una perdita di massa significativa durante i mesi estivi. I punti 4, 5 e 6, localizzati nella parte orientale a quote intermedie, potrebbero essere utilizzati per monitorare il flusso glaciale e le variazioni di spessore in settori meno esposti alla fusione. La distribuzione di questi punti riflette l’esigenza di ottenere un quadro rappresentativo delle condizioni del ghiacciaio lungo il suo gradiente altimetrico e spaziale.
- Punti “S” (S2, S4, S6) sul Ghiacciaio del Sex Rouge: Questi punti sono collocati sul piccolo ghiacciaio satellite, a quote comprese tra i 2800 m e i 2900 m. La loro posizione in una zona di accumulo suggerisce che le misurazioni qui effettuate siano focalizzate sull’accumulo di neve e sulla sua trasformazione in ghiaccio, processi cruciali per comprendere il contributo del Sex Rouge al sistema glaciale complessivo prima della sua separazione da Tsanfleuron. La presenza di tre punti su un’area così ridotta (0,3 km²) indica un interesse scientifico specifico per questo ghiacciaio, probabilmente a causa della sua vulnerabilità e del suo ruolo come indicatore precoce dei cambiamenti climatici.
3. Sistema di Coordinate e Scala Cartografica
La mappa è georeferenziata utilizzando un sistema di coordinate, molto probabilmente il sistema svizzero CH1903/LV03, comunemente impiegato per le rappresentazioni topografiche in Svizzera. Le coordinate sono indicate lungo i bordi della mappa: sull’asse verticale (est-ovest) i valori variano da 582000 a 585000, mentre sull’asse orizzontale (nord-sud) da 129000 a 131000, espresse in metri. Questo sistema consente una localizzazione precisa dei punti di osservazione e delle caratteristiche morfologiche dei ghiacciai.
In fondo alla mappa è presente una scala grafica che indica che 1 cm sulla mappa corrisponde a 1 km nella realtà. Questa scala permette di stimare le dimensioni dei ghiacciai: il Ghiacciaio di Tsanfleuron si estende per circa 2-3 km in lunghezza, un dato coerente con la sua area di 2,3 km², mentre il Ghiacciaio del Sex Rouge appare significativamente più piccolo, con un’estensione di circa 500-600 m, compatibile con la sua area di 0,3 km².
4. Orientamento e Flusso Glaciale
L’orientamento della mappa è indicato dalla freccia con la “N” in alto a destra, che rappresenta il nord geografico. Questa informazione è fondamentale per interpretare la direzione del flusso glaciale e la disposizione spaziale dei due ghiacciai. Il Ghiacciaio di Tsanfleuron si sviluppa lungo un asse nord-ovest/sud-est, con un flusso che si dirige verso sud-est, come suggerito dalla disposizione delle curve di livello. Il Ghiacciaio del Sex Rouge, invece, si trova a nord-ovest, in una posizione che lo rendeva, fino al 2022, parte integrante della zona di accumulo del sistema glaciale.
5. Implicazioni della Separazione tra i Ghiacciai
La mappa evidenzia chiaramente la separazione tra il Ghiacciaio di Tsanfleuron e il Ghiacciaio del Sex Rouge, un evento significativo avvenuto nell’estate del 2022 a causa di un’intensa fusione superficiale. La linea di confine tra i due ghiacciai, visibile nella parte nord-occidentale, è marcata da un’interruzione delle curve di livello, che indica la perdita di continuità fisica tra i due corpi glaciali. Questo fenomeno ha implicazioni profonde non solo per la morfologia del sistema, ma anche per il suo bilancio idrico e per gli ecosistemi locali. La separazione ha probabilmente ridotto il contributo di ghiaccio dal Sex Rouge a Tsanfleuron, accelerando il ritiro di quest’ultimo e modificando i flussi d’acqua di fusione che alimentano i bacini idrografici a valle.
6. Significato Scientifico della Mappa
La Figura 4.50 offre una rappresentazione dettagliata e scientificamente rilevante del sistema glaciale Tsanfleuron-Sex Rouge, combinando informazioni topografiche e dati strumentali. La distribuzione dei punti di osservazione riflette un approccio metodologico rigoroso, volto a monitorare le diverse zone dei ghiacciai (accumulo, ablazione e transizione) e a confrontare le dinamiche di un ghiacciaio di medie dimensioni (Tsanfleuron) con quelle di un ghiacciaio molto piccolo e vulnerabile (Sex Rouge). La mappa, inoltre, documenta un momento critico nella storia recente di questi ghiacciai, ovvero la loro separazione, che rappresenta un chiaro segnale dell’impatto del cambiamento climatico sulle regioni alpine.
In sintesi, la Figura 4.50 non è solo una rappresentazione cartografica, ma un documento scientifico che integra dati topografici, morfologici e strumentali, fornendo una base solida per studi glaciologici e per la comprensione delle risposte dei ghiacciai alpini alle forzanti climatiche.
Indagini Glaciologiche nel Biennio 2021/22: Monitoraggio del Bilancio di Massa sul Sistema Glaciale Tsanfleuron-Sex Rouge
Le attività di monitoraggio condotte nel biennio 2021/22 sul Ghiacciaio di Tsanfleuron e sul Ghiacciaio del Sex Rouge hanno rappresentato un’importante campagna di studio per valutare le dinamiche di bilancio di massa in un contesto di cambiamento climatico accelerato. Queste indagini, parte di un programma di ricerca glaciologica iniziato nel 2009, hanno permesso di acquisire dati fondamentali sull’accumulo e sull’ablazione dei due ghiacciai, evidenziando l’impatto delle condizioni climatiche estreme registrate nel 2022.
1. Osservazioni del Bilancio di Massa Invernale
Le misurazioni relative al bilancio di massa invernale sono state effettuate il 27 aprile 2022, un periodo strategico che coincide con la fine della stagione di accumulo, quando la neve fresca si è depositata e compattata, ma prima che l’ablazione estiva inizi a predominare. Durante questa campagna, sono stati condotti carotaggi in due siti rappresentativi del Ghiacciaio di Tsanfleuron, uno nella parte inferiore e uno nella parte superiore del ghiacciaio, per determinare la densità della neve. I risultati hanno mostrato valori di densità pari a 420 kg/m³ nella zona inferiore e 460 kg/m³ nella zona superiore. Queste variazioni riflettono le differenze nei processi di compattazione e metamorfismo della neve, influenzati da fattori come l’altitudine, l’esposizione al vento e la temperatura media. Una densità più elevata nella parte superiore del ghiacciaio può essere attribuita a una maggiore compattazione dovuta a un accumulo di neve più consistente e a una minore esposizione a processi di fusione precoce.
Parallelamente, la profondità della neve è stata misurata attraverso un’estesa campagna di sondaggi: 92 sondaggi sono stati effettuati sul Ghiacciaio di Tsanfleuron, mentre 73 sondaggi hanno riguardato il più piccolo Ghiacciaio del Sex Rouge. Questo elevato numero di misurazioni, distribuite su entrambe le superfici glaciali, ha garantito una copertura spaziale rappresentativa, permettendo di calcolare con precisione l’accumulo nevoso invernale e di stimare il contributo al bilancio di massa positivo. I dati raccolti in questa fase sono essenziali per comprendere la capacità dei ghiacciai di immagazzinare massa durante l’inverno, un fattore critico per la loro sopravvivenza in un clima in rapido riscaldamento.
2. Monitoraggio Estivo e Risposta all’Ablazione Eccezionale
L’estate del 2022 è stata caratterizzata da condizioni di scioglimento straordinarie, che hanno richiesto un’intensificazione delle attività di monitoraggio. A causa dell’elevata fusione superficiale, i pali di misurazione, precedentemente installati per monitorare l’ablazione e il movimento del ghiaccio, sono stati visitati e, in alcuni casi, perforati nuovamente in tre occasioni: il 18 luglio, il 1° agosto e il 28 agosto. Queste operazioni di manutenzione sono state necessarie per garantire la continuità delle misurazioni, poiché l’intensa ablazione ha causato la perdita di contatto tra i pali e il ghiaccio sottostante, un fenomeno comune durante eventi di fusione estrema. La frequenza di queste visite sottolinea la rapidità con cui il ghiacciaio ha risposto alle alte temperature estive, evidenziando la vulnerabilità dei ghiacciai alpini a ondate di calore prolungate.
3. Indagine Finale e Bilancio di Massa Annuale
Un’indagine conclusiva sul bilancio di massa è stata condotta il 10 settembre 2022, al termine della stagione di ablazione. Durante questa campagna, i pali di misurazione sono stati perforati nuovamente per registrare le variazioni finali nello spessore del ghiaccio e calcolare il bilancio di massa netto per l’anno glaciologico 2021/22. I risultati ottenuti hanno rivelato un bilancio di massa record negativo in tutti i siti di monitoraggio, sia sul Ghiacciaio di Tsanfleuron che sul Ghiacciaio del Sex Rouge. Questo dato è indicativo di una perdita di massa eccezionale, attribuibile non solo alle alte temperature estive, ma anche a una possibile riduzione dell’accumulo invernale e a condizioni meteorologiche avverse, come una minore copertura nuvolosa che ha aumentato l’irraggiamento solare diretto sul ghiaccio.
4. Implicazioni Scientifiche e Contesto Climatico
I bilanci di massa record negativi registrati nel 2021/22 sono coerenti con le tendenze di ritiro glaciale osservate nelle Alpi negli ultimi decenni, ma l’entità della perdita di massa in questo anno specifico rappresenta un segnale allarmante. L’estate del 2022, caratterizzata da temperature eccezionalmente elevate e da un’ondata di calore prolungata in Europa, ha accelerato i processi di ablazione, portando a una fusione che ha superato di gran lunga l’accumulo invernale. Questo squilibrio ha avuto conseguenze significative non solo per il volume dei ghiacciai, ma anche per il loro ruolo idrologico, con una riduzione dei flussi d’acqua di fusione che alimentano i bacini idrografici a valle, e per gli ecosistemi alpini che dipendono da queste risorse.
Inoltre, la separazione del Ghiacciaio del Sex Rouge dal Ghiacciaio di Tsanfleuron, avvenuta proprio nell’estate del 2022, come descritto in precedenza, è un ulteriore indicatore della frammentazione del sistema glaciale. La perdita di connessione nella zona di accumulo ha probabilmente contribuito a esacerbare il bilancio di massa negativo del Sex Rouge, riducendo il trasferimento di ghiaccio verso Tsanfleuron e accelerando il ritiro di entrambi i ghiacciai.
5. Conclusioni
Le indagini condotte nel biennio 2021/22 sul sistema glaciale Tsanfleuron-Sex Rouge hanno fornito dati preziosi per comprendere l’impatto delle condizioni climatiche estreme sui ghiacciai alpini. Le misurazioni del bilancio di massa invernale, combinate con il monitoraggio intensivo durante l’estate, hanno permesso di documentare un anno di perdita di massa senza precedenti, evidenziando la vulnerabilità di questi ghiacciai a un clima in rapido cambiamento. Questi risultati sottolineano l’urgenza di continuare il monitoraggio a lungo termine e di integrare i dati glaciologici con modelli climatici per prevedere l’evoluzione futura di questi sistemi e mitigarne gli impatti sulle risorse idriche e sugli ecosistemi alpini.

La Figura 4.51 presenta un’analisi quantitativa dell’evoluzione del bilancio di massa del Ghiacciaio di Tsanfleuron nel periodo compreso tra il 2009 e il 2023, un intervallo temporale cruciale per comprendere le risposte dei ghiacciai alpini al cambiamento climatico. Il grafico integra due dataset distinti ma complementari: il bilancio di massa specifico medio annuo, rappresentato tramite barre, e il bilancio di massa cumulativo, illustrato mediante una linea con punti. Questi dati, espressi in metri di equivalente in acqua (m w.e., “meters water equivalent”), offrono una visione dettagliata della dinamica di accumulo e ablazione del ghiacciaio, evidenziando una tendenza di perdita di massa persistente e accelerata.
1. Struttura del Grafico e Parametri Rappresentati
Il grafico è strutturato con un asse orizzontale e due assi verticali, ciascuno associato a una variabile glaciologica specifica:
- Asse orizzontale (x): Rappresenta l’intervallo temporale, che si estende dal 2009 al 2023, coprendo 14 anni di osservazioni glaciologiche. Questo periodo coincide con l’inizio delle indagini sistematiche sul Ghiacciaio di Tsanfleuron, come riportato nel testo introduttivo.
- Asse verticale sinistro (y): Indica il bilancio di massa specifico medio annuo, espresso in metri di equivalente in acqua (m w.e.), con valori che variano da 0 a -4 m w.e. Questo parametro misura la variazione netta di massa del ghiacciaio per unità di area in un dato anno, calcolata come la differenza tra l’accumulo (principalmente neve invernale che si trasforma in ghiaccio) e l’ablazione (fusione e sublimazione del ghiaccio e della neve durante l’estate). Un valore negativo indica una perdita di massa, mentre un valore positivo indicherebbe un guadagno.
- Asse verticale destro (y): Rappresenta il bilancio di massa cumulativo, anch’esso in metri di equivalente in acqua (m w.e.), con valori che variano da 0 a -25 m w.e. Questo dato è ottenuto sommando progressivamente i bilanci di massa annuali, fornendo una misura della perdita o del guadagno totale di massa del ghiacciaio nel periodo considerato.
2. Bilancio di Massa Specifico Medio Annuale: Analisi delle Barre
Le barre grigie rappresentano il bilancio di massa specifico medio annuo per ciascun anno dal 2009 al 2023. Questo parametro è un indicatore chiave della salute del ghiacciaio, poiché riflette l’equilibrio tra i processi di accumulo e ablazione in un dato anno glaciologico.
- Tendenza generale: Tutte le barre si trovano al di sotto della linea dello zero, indicando che il Ghiacciaio di Tsanfleuron ha registrato un bilancio di massa negativo in ogni anno del periodo considerato. Questo significa che l’ablazione ha costantemente superato l’accumulo, portando a una perdita netta di massa annuale.
- Variazioni interannuali:
- Nel 2009, il bilancio di massa specifico è di circa -1 m w.e., un valore che indica una perdita di massa moderata all’inizio del periodo di monitoraggio.
- Tra il 2010 e il 2014, si osserva una certa variabilità, con valori che oscillano tra -1 e -2 m w.e. Ad esempio, il 2013 mostra una perdita leggermente inferiore, intorno a -1 m w.e., suggerendo condizioni climatiche potenzialmente più favorevoli, come un inverno con maggiori precipitazioni nevose o un’estate meno calda.
- Nel 2015 e 2016, la perdita di massa aumenta, con valori che si avvicinano a -2 m w.e., riflettendo probabilmente un incremento dell’ablazione estiva, possibly dovuto a temperature più elevate o a una riduzione dell’accumulo invernale.
- Dal 2017 al 2021, il bilancio di massa si stabilizza intorno a -1,5 m w.e., con alcune fluttuazioni minori. Ad esempio, il 2020 mostra una perdita leggermente più marcata, intorno a -2 m w.e., che potrebbe essere associata a un’estate particolarmente calda o a un inverno con scarse nevicate.
- Il 2022 segna un punto di svolta, con un bilancio di massa specifico che precipita a circa -3 m w.e., il valore più negativo dell’intero periodo. Questo dato è coerente con le osservazioni riportate nel testo delle indagini 2021/22, che descrivono un’estate di scioglimento straordinario, con temperature eccezionalmente elevate e un’ablazione record. La perdita di massa in questo anno è stata esacerbata dalla separazione del Ghiacciaio del Sex Rouge, che ha ridotto il contributo di ghiaccio nella zona di accumulo di Tsanfleuron.
- Nel 2023, il bilancio di massa rimane fortemente negativo, intorno a -2,5 m w.e., indicando che le condizioni di perdita di massa sono continuate, sebbene con una leggera attenuazione rispetto al picco del 2022.
3. Bilancio di Massa Cumulativo: Analisi della Linea
La linea nera con punti rappresenta il bilancio di massa cumulativo, calcolato come la somma progressiva dei bilanci di massa annuali dal 2009 al 2023. Questo parametro fornisce una visione a lungo termine della perdita o del guadagno totale di massa del ghiacciaio.
- Tendenza generale: La linea mostra una traiettoria costantemente decrescente, senza alcun segno di inversione o stabilizzazione. Questo indica che il Ghiacciaio di Tsanfleuron non ha mai registrato un guadagno netto di massa nel periodo 2009-2023, ma ha subito una perdita continua e progressiva.
- Evoluzione temporale:
- Nel 2009, il bilancio cumulativo parte da 0 m w.e., che rappresenta il punto di riferimento per il calcolo.
- Entro il 2015, il bilancio cumulativo è sceso a circa -10 m w.e., evidenziando una perdita significativa di massa nei primi sei anni di monitoraggio. Questo corrisponde a una perdita media di circa 1,7 m w.e. all’anno, un tasso già indicativo di un ritiro glaciale accelerato.
- Tra il 2015 e il 2021, la perdita di massa continua a un ritmo relativamente costante, con il bilancio cumulativo che raggiunge circa -15 m w.e. nel 2021. Questo periodo mostra una certa stabilità nel tasso di perdita, con una media di circa 1,5 m w.e. all’anno.
- Nel 2022, si osserva un’accelerazione drammatica della perdita di massa, con il bilancio cumulativo che precipita a circa -20 m w.e. Questo calo di 5 m w.e. in un solo anno è eccezionale e riflette l’impatto delle condizioni climatiche estreme dell’estate 2022, come descritto nel testo delle indagini.
- Nel 2023, il bilancio cumulativo raggiunge circa -22 m w.e., indicando una perdita totale di massa di oltre 22 metri di equivalente in acqua in 14 anni. Questo corrisponde a una perdita media di circa 1,6 m w.e. all’anno, con un’accelerazione significativa negli ultimi due anni.
4. Interpretazione Glaciologica e Contesto Climatico
I dati rappresentati nella Figura 4.51 evidenziano una tendenza inequivocabile di perdita di massa del Ghiacciaio di Tsanfleuron, che si inserisce nel più ampio contesto del ritiro glaciale nelle Alpi, un fenomeno ben documentato e attribuito al riscaldamento globale. La perdita di massa continua e progressiva è il risultato di un disequilibrio persistente tra accumulo e ablazione, con quest’ultima che ha dominato in ogni anno del periodo considerato.
- Fattori climatici: La variabilità interannuale del bilancio di massa specifico riflette l’influenza di fattori climatici come le temperature estive, le precipitazioni nevose invernali, l’irraggiamento solare e la durata della stagione di ablazione. Il picco di perdita di massa nel 2022 è coerente con le condizioni climatiche eccezionali di quell’anno, caratterizzate da un’ondata di calore prolungata in Europa e temperature estive record, che hanno accelerato la fusione superficiale. Inoltre, la separazione del Ghiacciaio del Sex Rouge da Tsanfleuron, avvenuta nello stesso anno, ha probabilmente contribuito a ridurre l’apporto di ghiaccio nella zona di accumulo, esacerbando la perdita di massa.
- Implicazioni a lungo termine: La perdita cumulativa di oltre 22 m w.e. in 14 anni si traduce in una riduzione significativa dello spessore del ghiaccio, che a sua volta porta a una diminuzione dell’area superficiale del ghiacciaio. Questo processo di feedback positivo accelera il ritiro glaciale, poiché una superficie più piccola assorbe meno neve invernale e riflette meno radiazione solare (riduzione dell’albedo), aumentando l’ablazione estiva.
- Conseguenze idrologiche ed ecologiche: La perdita di massa del Ghiacciaio di Tsanfleuron ha implicazioni significative per le risorse idriche locali. I ghiacciai alpini fungono da serbatoi naturali, rilasciando acqua di fusione durante l’estate che alimenta fiumi e bacini idrografici. Una riduzione del volume glaciale si traduce in una diminuzione di questi flussi, con potenziali impatti sull’agricoltura, sull’approvvigionamento idrico e sugli ecosistemi acquatici a valle. Inoltre, il ritiro glaciale altera gli habitat alpini, influenzando la biodiversità e le specie adattate a condizioni di alta quota.
5. Collegamento con le Indagini 2021/22
I dati del grafico sono in linea con le osservazioni riportate nel testo delle indagini 2021/22, che descrivono un bilancio di massa record negativo per quell’anno. La perdita di circa 3 m w.e. nel 2022, evidenziata dalle barre, è coerente con le condizioni di scioglimento straordinario descritte, che hanno richiesto visite ripetute ai pali di misurazione e una campagna finale a settembre. La separazione del Ghiacciaio del Sex Rouge, avvenuta nello stesso anno, ha probabilmente contribuito a questo bilancio negativo, riducendo il trasferimento di ghiaccio verso Tsanfleuron e accelerando il suo ritiro.
6. Significato Scientifico e Prospettive Future
La Figura 4.51 rappresenta un documento scientifico di grande rilevanza, che non solo quantifica la perdita di massa del Ghiacciaio di Tsanfleuron, ma fornisce anche un’indicazione chiara dell’impatto del cambiamento climatico sui ghiacciai alpini. La tendenza di perdita di massa accelerata, con un picco nel 2022, sottolinea la vulnerabilità di questi sistemi naturali a temperature in aumento e a eventi climatici estremi. Questi dati sono essenziali per calibrare modelli glaciologici e climatici, che possono essere utilizzati per prevedere l’evoluzione futura del ghiacciaio e valutare gli scenari di ritiro completo.
Dal punto di vista della gestione ambientale, i risultati della Figura 4.51 evidenziano l’urgenza di adottare misure di mitigazione del cambiamento climatico, come la riduzione delle emissioni di gas serra, per rallentare il ritmo del riscaldamento globale. Parallelamente, è necessario sviluppare strategie di adattamento per affrontare le conseguenze del ritiro glaciale, come la gestione sostenibile delle risorse idriche e la protezione degli ecosistemi alpini.
In conclusione, la Figura 4.51 offre una rappresentazione grafica e quantitativa della drammatica perdita di massa del Ghiacciaio di Tsanfleuron, sottolineando l’importanza di un monitoraggio continuo e di un’azione globale per preservare questi preziosi serbatoi di ghiaccio e i servizi ecosistemici che forniscono.
Indagini Glaciologiche nel Biennio 2022/23: Monitoraggio del Bilancio di Massa e Dinamiche del Sistema Glaciale Tsanfleuron-Sex Rouge
Le attività di monitoraggio condotte nel biennio 2022/23 sul Ghiacciaio di Tsanfleuron e sul Ghiacciaio del Sex Rouge hanno rappresentato un’importante fase di studio per analizzare le dinamiche di accumulo e ablazione in un contesto di variabilità climatica. Queste indagini, parte di un programma di ricerca glaciologica avviato nel 2009, hanno permesso di raccogliere dati dettagliati sulla profondità e densità della neve, sul bilancio di massa e sull’impatto delle condizioni climatiche stagionali, offrendo un quadro significativo delle risposte di questi ghiacciai alpini a un clima in rapido cambiamento.
1. Campagna Invernale: Misurazioni della Neve
La campagna di rilevamento invernale è stata condotta il 18 e 19 aprile 2023, un periodo strategico che coincide con la fine della stagione di accumulo, quando la neve fresca si è depositata e compattata, ma prima che l’ablazione estiva inizi a predominare. Durante questa campagna, la profondità della neve è stata misurata attraverso un totale di 107 sondaggi: 71 sul Ghiacciaio di Tsanfleuron e 36 sul più piccolo Ghiacciaio del Sex Rouge. Questo elevato numero di misurazioni, distribuite su entrambe le superfici glaciali, ha garantito una copertura spaziale rappresentativa, permettendo di stimare con precisione l’accumulo nevoso invernale e il suo contributo al bilancio di massa positivo.
Un aspetto particolarmente significativo emerso da questa campagna è la profondità della neve superiore alla media registrata su entrambi i ghiacciai. Questo dato si pone in netto contrasto con le condizioni osservate nello stesso periodo in altre regioni delle Alpi svizzere, dove la copertura nevosa è stata generalmente inferiore alla norma. La maggiore profondità della neve su Tsanfleuron e Sex Rouge potrebbe essere attribuita a fattori microclimatici locali, come una maggiore esposizione a correnti umide provenienti da ovest o una topografia che favorisce l’accumulo di neve in queste aree specifiche. Parallelamente, la densità della neve è stata determinata attraverso l’analisi di una fossa di neve, con un valore medio di 450 kg/m³. Questo valore, tipico di una neve compattata a fine inverno, riflette un processo di metamorfismo avanzato, in cui i cristalli di neve si sono trasformati sotto l’azione della pressione e delle variazioni di temperatura, contribuendo a una maggiore stabilità del manto nevoso.
2. Monitoraggio Estivo e Autunnale: Risposta all’Ablazione
Le attività di monitoraggio sono proseguite durante l’estate e l’autunno del 2023, con l’obiettivo di valutare l’impatto dell’ablazione stagionale sul bilancio di massa dei ghiacciai. Una visita intermedia sul campo è stata effettuata il 18 agosto, un momento critico della stagione di ablazione, per verificare lo stato dei pali di misurazione e registrare le variazioni nello spessore del ghiaccio. Successivamente, il 17 settembre, tutti i pali di misurazione sono stati perforati nuovamente, un’operazione necessaria per garantire la continuità delle misurazioni in un contesto di fusione significativa.
Un’ulteriore visita ai siti di misurazione sul Ghiacciaio di Tsanfleuron è stata condotta il 7 ottobre 2023, in seguito a un autunno caratterizzato da un’intensa fusione. Questo evento di ablazione tardiva, probabilmente legato a temperature insolitamente elevate per la stagione o a condizioni meteorologiche favorevoli alla fusione (come giornate soleggiate con scarso innevamento), ha richiesto un monitoraggio aggiuntivo per quantificare l’impatto sul bilancio di massa finale dell’anno glaciologico. La necessità di queste visite ripetute sottolinea la rapidità con cui i ghiacciai rispondono alle variazioni climatiche, evidenziando la loro vulnerabilità a eventi estremi anche al di fuori della stagione estiva tradizionale.
3. Interventi Antropici: Utilizzo dei Geotessili
Un elemento di interesse emerso dalle indagini riguarda l’impiego di geotessili in alcune località del Ghiacciaio di Tsanfleuron, una pratica legata alle operazioni dell’area sciistica locale. I geotessili, teli riflettenti posizionati sulla superficie del ghiacciaio, sono stati utilizzati per limitare i tassi di scioglimento, riducendo l’assorbimento di radiazione solare e rallentando la fusione del ghiaccio in aree specifiche. Questa tecnica, sempre più diffusa nelle regioni alpine per preservare il ghiaccio destinato alle attività sciistiche, ha l’obiettivo di mitigare la perdita di massa in zone di particolare interesse economico.
Tuttavia, le aree coperte dai geotessili sono risultate troppo piccole per avere un impatto significativo sul bilancio di massa complessivo del ghiacciaio. Questo dato suggerisce che, sebbene tali interventi possano essere efficaci a scala locale per preservare il ghiaccio in settori specifici, non sono in grado di contrastare le tendenze di perdita di massa a scala glaciale, che sono determinate principalmente da fattori climatici su larga scala, come l’aumento delle temperature globali e la riduzione dell’accumulo nevoso.
4. Implicazioni Scientifiche e Contesto Regionale
Le indagini condotte nel 2022/23 forniscono un quadro complesso delle dinamiche del sistema glaciale Tsanfleuron-Sex Rouge. La profondità della neve superiore alla media registrata in inverno rappresenta un’eccezione rispetto alle condizioni prevalenti nelle Alpi svizzere, dove la riduzione dell’accumulo nevoso è un fenomeno diffuso e ben documentato. Questo dato potrebbe indicare una variabilità regionale significativa nelle precipitazioni nevose, potenzialmente legata a pattern atmosferici locali o a effetti orografici che favoriscono un maggiore accumulo in questa specifica area.
Tuttavia, l’intensa fusione autunnale registrata a ottobre 2023 evidenzia come anche un accumulo invernale sopra la media non sia sufficiente a compensare l’ablazione estiva e autunnale in un clima in riscaldamento. Questo squilibrio, già osservato nel biennio precedente (2021/22), con bilanci di massa record negativi, sottolinea la vulnerabilità dei ghiacciai alpini a temperature in aumento e a stagioni di ablazione prolungate. La separazione del Ghiacciaio del Sex Rouge da Tsanfleuron, avvenuta nell’estate del 2022, ha probabilmente contribuito a esacerbare questa tendenza, riducendo l’apporto di ghiaccio nella zona di accumulo e accelerando il ritiro di entrambi i ghiacciai.
5. Prospettive e Limiti degli Interventi Antropici
L’uso dei geotessili, pur rappresentando un tentativo di mitigare la fusione locale, solleva questioni più ampie sulla sostenibilità degli interventi antropici nei confronti del ritiro glaciale. Sebbene tali misure possano avere un impatto positivo a scala locale, la loro efficacia è limitata dall’estensione ridotta delle aree trattate e dalla natura sistemica del problema, che richiede soluzioni globali come la riduzione delle emissioni di gas serra. Inoltre, l’impiego di geotessili può avere effetti collaterali ambientali, come l’alterazione della riflettività superficiale (albedo) e l’impatto sugli ecosistemi glaciali, che necessitano di ulteriori studi per valutarne la sostenibilità a lungo termine.
6. Conclusioni
Le indagini condotte nel biennio 2022/23 sul sistema glaciale Tsanfleuron-Sex Rouge hanno fornito dati preziosi per comprendere le dinamiche di accumulo e ablazione in un contesto di variabilità climatica. La profondità della neve superiore alla media in inverno, in contrasto con le condizioni regionali, evidenzia la complessità delle risposte dei ghiacciai a fattori climatici locali e globali. Tuttavia, l’intensa fusione autunnale e la perdita di massa complessiva, non significativamente mitigata dagli interventi antropici, sottolineano la necessità di un monitoraggio continuo e di strategie di adattamento per affrontare le conseguenze del ritiro glaciale. Questi risultati contribuiscono a una migliore comprensione della vulnerabilità dei ghiacciai alpini e dell’urgenza di azioni globali per mitigare il cambiamento climatico e preservare questi preziosi serbatoi naturali.

Analisi Glaciologica della Tabella 4.33: Bilancio di Massa del Ghiacciaio di Tsanfleuron per Fasce Altimetriche nei Periodi 2021/22 e 2022/23
La Tabella 4.33, intitolata “Ghiacciaio di Tsanfleuron – Bilancio invernale specifico e bilancio annuale in base alle fasce di elevazione per i due periodi 2021/22 e 2022/23”, presenta un’analisi dettagliata del bilancio di massa del Ghiacciaio di Tsanfleuron, suddivisa per fasce altimetriche, per i due anni glaciologici consecutivi 2021/22 e 2022/23. I dati, raccolti durante le campagne di rilevamento sul campo, offrono un quadro quantitativo dell’accumulo invernale e della perdita di massa annuale, evidenziando le dinamiche glaciologiche in un contesto di cambiamento climatico accelerato. Questa analisi, che integra informazioni sull’area del ghiacciaio, il bilancio invernale e il bilancio annuale, permette di valutare le variazioni spaziali e temporali della massa glaciale e di comprendere l’impatto delle condizioni climatiche stagionali su questo sistema alpino.
1. Struttura e Obiettivi della Tabella
La tabella è organizzata in due sezioni principali, una per ciascun anno glaciologico (2021/22 e 2022/23), e riporta i dati suddivisi per fasce altimetriche, che coprono l’intervallo di elevazione del ghiacciaio, da 2500 a 3000 metri sopra il livello del mare. Le fasce sono definite con intervalli di 100 metri, consentendo un’analisi dettagliata delle variazioni del bilancio di massa in funzione dell’altitudine. Per ogni fascia altimetrica, la tabella fornisce tre parametri fondamentali:
- Area: La superficie del ghiacciaio in ciascuna fascia, espressa in chilometri quadrati, che rappresenta la distribuzione spaziale del ghiacciaio.
- Bilancio invernale (b_w): L’accumulo di neve durante l’inverno, espresso come uno spessore equivalente di acqua in millimetri (mm w.e., “millimeters water equivalent”). Questo parametro misura la quantità di neve che si deposita e si compatta, contribuendo al bilancio di massa positivo.
- Bilancio annuale (b_a): La variazione netta di massa del ghiacciaio in un anno, espressa anch’essa in millimetri di equivalente in acqua, che tiene conto sia dell’accumulo invernale che dell’ablazione estiva e autunnale. Un valore negativo indica una perdita di massa, mentre un valore positivo indicherebbe un guadagno.
Una riga finale riassume i valori medi per l’intero ghiacciaio (fascia 2500-3000 metri), fornendo una stima complessiva del bilancio di massa e dell’area totale.
2. Analisi dei Dati per l’Anno 2021/22
Distribuzione dell’Area per Fasce Altimetriche
Nel periodo 2021/22, il Ghiacciaio di Tsanfleuron copre un’area totale di 2,324 chilometri quadrati, distribuita come segue:
- Da 2500 a 2600 metri: 0,029 chilometri quadrati, una porzione minima che rappresenta la parte più bassa del ghiacciaio, più esposta alla fusione.
- Da 2600 a 2700 metri: 0,338 chilometri quadrati, un’area significativa che include gran parte della zona di ablazione.
- Da 2700 a 2800 metri: 1,081 chilometri quadrati, la fascia più estesa, che corrisponde alla porzione centrale del ghiacciaio.
- Da 2800 a 2900 metri: 0,827 chilometri quadrati, una zona rilevante che include parte della zona di accumulo.
- Da 2900 a 3000 metri: 0,049 chilometri quadrati, una fascia ristretta situata alle quote più alte, dove l’accumulo di neve è generalmente maggiore.
Questa distribuzione altimetrica riflette la morfologia del ghiacciaio, con una predominanza di aree a quote intermedie (2700-2900 metri) e una presenza limitata alle quote più basse e più alte.
Bilancio Invernale
Il bilancio invernale, che misura l’accumulo di neve durante la stagione fredda, varia in modo significativo con l’altitudine:
- Da 2500 a 2600 metri: L’accumulo è di 1269 millimetri di acqua equivalente, un valore relativamente basso, coerente con le quote più basse dove le temperature più alte possono limitare l’accumulo di neve.
- Da 2600 a 2700 metri: L’accumulo aumenta a 1389 millimetri, riflettendo condizioni più favorevoli alla deposizione di neve.
- Da 2700 a 2800 metri: L’accumulo è di 1573 millimetri, un valore intermedio che indica un buon accumulo nella zona centrale del ghiacciaio.
- Da 2800 a 2900 metri: L’accumulo raggiunge il massimo di 1678 millimetri, tipico delle quote più alte dove le temperature più fredde favoriscono la conservazione della neve.
- Da 2900 a 3000 metri: L’accumulo è di 1503 millimetri, leggermente inferiore rispetto alla fascia precedente, probabilmente a causa di una minore esposizione alle precipitazioni nevose in questa zona elevata.
- Media sull’intero ghiacciaio: L’accumulo medio è di 1578 millimetri, un valore che riflette un accumulo invernale moderato, ma non sufficiente a compensare l’ablazione estiva, come vedremo.
Bilancio Annuale
Il bilancio annuale, che rappresenta la variazione netta di massa del ghiacciaio, è fortemente negativo in tutte le fasce altimetriche, indicando una perdita di massa significativa:
- Da 2500 a 2600 metri: La perdita di massa è di 5553 millimetri di acqua equivalente, il valore più alto, coerente con le quote più basse dove la fusione estiva è più intensa a causa delle temperature più elevate.
- Da 2600 a 2700 metri: La perdita è di 5007 millimetri, ancora molto elevata, riflettendo l’esposizione di questa fascia alla fusione.
- Da 2700 a 2800 metri: La perdita si riduce a 4058 millimetri, un valore che indica una fusione meno intensa nella zona centrale del ghiacciaio.
- Da 2800 a 2900 metri: La perdita è di 3440 millimetri, mostrando una tendenza decrescente con l’aumentare dell’altitudine.
- Da 2900 a 3000 metri: La perdita è di 2728 millimetri, il valore più basso, coerente con le quote più alte dove le temperature più fredde riducono l’ablazione.
- Media sull’intero ghiacciaio: La perdita media è di 3966 millimetri, un dato eccezionalmente negativo che conferma le condizioni di scioglimento straordinario descritte nel testo delle indagini 2021/22, con un’estate caratterizzata da temperature record e un’ablazione intensa.
3. Analisi dei Dati per l’Anno 2022/23
Distribuzione dell’Area per Fasce Altimetriche
Nel periodo 2022/23, l’area totale del ghiacciaio è leggermente diminuita, passando a 2,315 chilometri quadrati, un segnale di ritiro glaciale:
- Da 2500 a 2600 metri: L’area si riduce a 0,021 chilometri quadrati, una diminuzione di 0,008 chilometri quadrati rispetto all’anno precedente, indicando un ritiro significativo nella parte più bassa del ghiacciaio.
- Da 2600 a 2700 metri: L’area è di 0,331 chilometri quadrati, leggermente inferiore rispetto al 2021/22.
- Da 2700 a 2800 metri: L’area rimane invariata a 1,081 chilometri quadrati.
- Da 2800 a 2900 metri: L’area è invariata a 0,827 chilometri quadrati.
- Da 2900 a 3000 metri: L’area è invariata a 0,049 chilometri quadrati.
La riduzione dell’area totale, concentrata nelle fasce altimetriche più basse, è un indicatore del ritiro glaciale, un fenomeno comune nelle Alpi a causa del riscaldamento globale, che porta a una fusione più intensa alle quote inferiori.
Bilancio Invernale
Il bilancio invernale nel 2022/23 mostra un accumulo di neve significativamente maggiore rispetto all’anno precedente, in linea con le osservazioni riportate nel testo delle indagini 2022/23, che descrivono una profondità della neve sopra la media:
- Da 2500 a 2600 metri: L’accumulo è di 2022 millimetri di acqua equivalente, un aumento di circa 753 millimetri rispetto al 2021/22.
- Da 2600 a 2700 metri: L’accumulo è di 2195 millimetri, un incremento di 806 millimetri rispetto all’anno precedente.
- Da 2700 a 2800 metri: L’accumulo raggiunge 2292 millimetri, il valore più alto, con un aumento di 719 millimetri.
- Da 2800 a 2900 metri: L’accumulo è di 2275 millimetri, un incremento di 597 millimetri.
- Da 2900 a 3000 metri: L’accumulo è di 1962 millimetri, un aumento di 459 millimetri.
- Media sull’intero ghiacciaio: L’accumulo medio è di 2262 millimetri, un valore notevolmente superiore ai 1578 millimetri del 2021/22, riflettendo condizioni invernali più favorevoli, probabilmente legate a precipitazioni nevose più abbondanti o a temperature più fredde che hanno favorito la conservazione della neve.
Bilancio Annuale
Nonostante il maggiore accumulo invernale, il bilancio annuale rimane negativo, indicando che l’ablazione estiva e autunnale ha comunque superato l’accumulo:
- Da 2500 a 2600 metri: La perdita di massa è di 4189 millimetri di acqua equivalente, un valore elevato ma inferiore di 1364 millimetri rispetto al 2021/22.
- Da 2600 a 2700 metri: La perdita è di 3391 millimetri, una riduzione di 1616 millimetri rispetto all’anno precedente.
- Da 2700 a 2800 metri: La perdita è di 2432 millimetri, un miglioramento di 1626 millimetri.
- Da 2800 a 2900 metri: La perdita è di 2330 millimetri, una riduzione di 1110 millimetri.
- Da 2900 a 3000 metri: La perdita è di 1995 millimetri, un miglioramento di 733 millimetri.
- Media sull’intero ghiacciaio: La perdita media è di 2541 millimetri, un valore ancora negativo ma significativamente inferiore ai 3966 millimetri del 2021/22, suggerendo che il maggiore accumulo invernale ha parzialmente mitigato l’ablazione.
4. Confronto tra i Due Anni e Interpretazione Glaciologica
Variazioni dell’Area
La riduzione dell’area totale del ghiacciaio da 2,324 a 2,315 chilometri quadrati tra il 2021/22 e il 2022/23, concentrata principalmente nella fascia più bassa (2500-2600 metri), è un chiaro indicatore del ritiro glaciale. Questo fenomeno è tipico dei ghiacciai alpini in un contesto di riscaldamento globale, dove le quote inferiori, più esposte a temperature elevate, subiscono una fusione più intensa, portando a una contrazione della lingua glaciale.
Bilancio Invernale
Il 2022/23 si distingue per un accumulo invernale significativamente maggiore rispetto al 2021/22, con un aumento medio di 684 millimetri di acqua equivalente (da 1578 a 2262 millimetri). Questo dato è coerente con le osservazioni riportate nel testo delle indagini 2022/23, che descrivono una profondità della neve sopra la media, in contrasto con le condizioni di altre regioni delle Alpi svizzere. L’aumento dell’accumulo è più marcato nelle fasce altimetriche intermedie (2600-2900 metri), dove l’esposizione a precipitazioni nevose e le temperature più fredde favoriscono una maggiore deposizione e conservazione della neve.
Bilancio Annuale
Nonostante il maggiore accumulo invernale, il bilancio annuale rimane negativo in entrambi gli anni, indicando che l’ablazione estiva e autunnale ha predominato. Tuttavia, la perdita di massa nel 2022/23 è significativamente inferiore rispetto al 2021/22, con una riduzione media di 1425 millimetri (da 3966 a 2541 millimetri). Questo miglioramento è attribuibile al maggiore accumulo invernale, che ha fornito una maggiore quantità di neve e ghiaccio da fondere, rallentando il tasso di perdita di massa. Tuttavia, l’ablazione autunnale intensa registrata a ottobre 2023, come descritto nel testo delle indagini, ha comunque contribuito a una perdita di massa significativa, impedendo al ghiacciaio di raggiungere un bilancio equilibrato o positivo.
Variazioni Altimetriche
In entrambi gli anni, la perdita di massa è più pronunciata nelle fasce altimetriche più basse (2500-2700 metri), dove le temperature più alte e l’esposizione al sole favoriscono una fusione intensa. Ad esempio, nella fascia 2500-2600 metri, la perdita passa da 5553 millimetri nel 2021/22 a 4189 millimetri nel 2022/23, ma rimane comunque elevata. Al contrario, nelle fasce più alte (2800-3000 metri), la perdita di massa è meno marcata, con valori che scendono a 2728 millimetri nel 2021/22 e a 1995 millimetri nel 2022/23 nella fascia 2900-3000 metri. Questa tendenza riflette il gradiente altimetrico delle condizioni climatiche, con temperature più fredde e una minore ablazione alle quote più elevate.
5. Collegamento con le Indagini e Contesto Climatico
I dati della Tabella 4.33 sono in linea con le informazioni riportate nei testi delle indagini 2021/22 e 2022/23. L’anno 2021/22, caratterizzato da una perdita di massa record (3966 millimetri in media), è coerente con le condizioni di scioglimento straordinario descritte, con temperature estive elevate e un’ablazione intensa che ha portato alla separazione del Ghiacciaio del Sex Rouge da Tsanfleuron. Nel 2022/23, il maggiore accumulo invernale (2262 millimetri in media) ha contribuito a ridurre la perdita di massa, ma l’ablazione estiva e autunnale, aggravata da un autunno con fusione intensa, ha comunque determinato un bilancio negativo.
Questi risultati si inseriscono nel più ampio contesto del ritiro glaciale nelle Alpi, un fenomeno attribuito al riscaldamento globale. L’aumento dell’accumulo invernale nel 2022/23, sebbene positivo, non è stato sufficiente a invertire la tendenza di perdita di massa, evidenziando la predominanza dei processi di ablazione in un clima in riscaldamento. La riduzione dell’area del ghiacciaio, particolarmente nelle fasce più basse, è un ulteriore segnale della sua vulnerabilità, con implicazioni per le risorse idriche locali e gli ecosistemi alpini.
6. Implicazioni e Prospettive Future
La Tabella 4.33 fornisce un’analisi quantitativa preziosa per comprendere le dinamiche del Ghiacciaio di Tsanfleuron in un periodo critico. La perdita di massa continua, anche in un anno con accumulo invernale sopra la media come il 2022/23, sottolinea la necessità di un monitoraggio a lungo termine per valutare l’evoluzione del ghiacciaio e prevedere scenari futuri. La riduzione dell’area glaciale e la perdita di massa hanno conseguenze significative per i flussi d’acqua di fusione, che alimentano i bacini idrografici a valle, e per gli ecosistemi alpini, che dipendono dalla presenza del ghiaccio.
Dal punto di vista scientifico, questi dati possono essere utilizzati per calibrare modelli glaciologici e climatici, migliorando le previsioni sul ritiro glaciale e i suoi impatti. Dal punto di vista gestionale, i risultati evidenziano l’urgenza di adottare strategie di mitigazione del cambiamento climatico, come la riduzione delle emissioni di gas serra, e di sviluppare piani di adattamento per affrontare la diminuzione delle risorse idriche e la trasformazione degli ambienti alpini.
In conclusione, la Tabella 4.33 rappresenta un documento scientifico di grande rilevanza, che documenta la continua perdita di massa del Ghiacciaio di Tsanfleuron e offre una base solida per ulteriori studi e interventi volti a preservare questi preziosi serbatoi naturali in un clima in rapido cambiamento.

Analisi Glaciologica della Tabella 4.34: Bilancio di Massa del Ghiacciaio del Sex Rouge per Fasce Altimetriche nei Periodi 2021/22 e 2022/23
La Tabella 4.34, intitolata “Ghiacciaio del Sex Rouge – Bilancio invernale specifico e bilancio annuale in base alle fasce di elevazione per i due periodi 2021/22 e 2022/23”, presenta un’analisi quantitativa del bilancio di massa del Ghiacciaio del Sex Rouge, un piccolo ghiacciaio alpino situato nella zona di accumulo del sistema glaciale Tsanfleuron-Sex Rouge. I dati, raccolti durante le campagne di rilevamento sul campo, sono organizzati per fasce altimetriche e coprono i due anni glaciologici consecutivi 2021/22 e 2022/23. Questa tabella fornisce informazioni cruciali sull’accumulo invernale e sulla perdita di massa annuale, permettendo di valutare le dinamiche glaciologiche di questo ghiacciaio di dimensioni ridotte e la sua risposta alle condizioni climatiche in un contesto di riscaldamento globale.
1. Struttura e Obiettivi della Tabella
La tabella è strutturata in due sezioni principali, una per ciascun anno glaciologico (2021/22 e 2022/23), e riporta i dati suddivisi per fasce altimetriche, che coprono l’intervallo di elevazione del Ghiacciaio del Sex Rouge, da 2700 a 2900 metri sopra il livello del mare. Le fasce sono definite con intervalli di 50 metri, una suddivisione più fine rispetto a quella utilizzata per il Ghiacciaio di Tsanfleuron (intervalli di 100 metri), probabilmente a causa della minore estensione del Sex Rouge e della necessità di un’analisi più dettagliata. Per ogni fascia altimetrica, la tabella fornisce tre parametri fondamentali:
- Area: La superficie del ghiacciaio in ciascuna fascia, espressa in chilometri quadrati, che rappresenta la distribuzione spaziale del ghiacciaio.
- Bilancio invernale (b_w): L’accumulo di neve durante l’inverno, espresso come uno spessore equivalente di acqua in millimetri (mm w.e., “millimeters water equivalent”). Questo parametro misura la quantità di neve che si deposita e si compatta, contribuendo al bilancio di massa positivo.
- Bilancio annuale (b_a): La variazione netta di massa del ghiacciaio in un anno, espressa anch’essa in millimetri di equivalente in acqua, che tiene conto sia dell’accumulo invernale che dell’ablazione estiva e autunnale. Un valore negativo indica una perdita di massa, mentre un valore positivo indicherebbe un guadagno.
Una riga finale riassume i valori medi per l’intero ghiacciaio (fascia 2700-2900 metri), fornendo una stima complessiva del bilancio di massa e dell’area totale.
2. Analisi dei Dati per l’Anno 2021/22
Distribuzione dell’Area per Fasce Altimetriche
Nel periodo 2021/22, il Ghiacciaio del Sex Rouge copre un’area totale di 0,257 chilometri quadrati, una superficie significativamente inferiore rispetto al Ghiacciaio di Tsanfleuron (2,324 km² nello stesso anno), riflettendo la sua natura di ghiacciaio satellite di piccole dimensioni. La distribuzione altimetrica è la seguente:
- Da 2700 a 2750 metri: 0,005 chilometri quadrati, una porzione minima che rappresenta la parte più bassa del ghiacciaio, più esposta alla fusione.
- Da 2750 a 2800 metri: 0,080 chilometri quadrati, un’area significativa che include parte della zona di transizione.
- Da 2800 a 2850 metri: 0,161 chilometri quadrati, la fascia più estesa, che corrisponde alla porzione centrale del ghiacciaio e alla sua zona di accumulo principale.
- Da 2850 a 2900 metri: 0,011 chilometri quadrati, una fascia ristretta situata alle quote più alte, dove l’accumulo di neve è generalmente maggiore.
Questa distribuzione altimetrica evidenzia che la maggior parte del ghiacciaio si trova a quote relativamente alte (2800-2850 metri), una caratteristica che lo rende una zona di accumulo per il sistema glaciale Tsanfleuron-Sex Rouge, almeno fino alla sua separazione nel 2022.
Bilancio Invernale
Il bilancio invernale, che misura l’accumulo di neve durante la stagione fredda, varia con l’altitudine:
- Da 2700 a 2750 metri: L’accumulo è di 1560 millimetri di acqua equivalente, un valore relativamente alto per questa fascia bassa, probabilmente dovuto a una buona esposizione alle precipitazioni nevose.
- Da 2750 a 2800 metri: L’accumulo è di 1513 millimetri, leggermente inferiore, riflettendo una possibile variabilità locale nelle precipitazioni.
- Da 2800 a 2850 metri: L’accumulo è di 1522 millimetri, un valore simile a quello della fascia precedente, indicando condizioni di accumulo uniformi nella zona centrale.
- Da 2850 a 2900 metri: L’accumulo raggiunge il massimo di 1795 millimetri, tipico delle quote più alte dove le temperature più fredde favoriscono la conservazione della neve.
- Media sull’intero ghiacciaio: L’accumulo medio è di 1532 millimetri, un valore moderato che, come vedremo, non è stato sufficiente a compensare l’ablazione estiva.
Bilancio Annuale
Il bilancio annuale è fortemente negativo in tutte le fasce altimetriche, indicando una perdita di massa significativa:
- Da 2700 a 2750 metri: La perdita di massa è di 4310 millimetri di acqua equivalente, il valore più alto, coerente con le quote più basse dove la fusione estiva è più intensa a causa delle temperature più elevate.
- Da 2750 a 2800 metri: La perdita è di 4027 millimetri, ancora elevata, riflettendo l’esposizione di questa fascia alla fusione.
- Da 2800 a 2850 metri: La perdita è di 4087 millimetri, un valore simile a quello della fascia precedente, indicando un’ablazione significativa anche nella zona centrale.
- Da 2850 a 2900 metri: La perdita si riduce a 2709 millimetri, il valore più basso, coerente con le quote più alte dove le temperature più fredde riducono l’ablazione.
- Media sull’intero ghiacciaio: La perdita media è di 4011 millimetri, un dato estremamente negativo che conferma le condizioni di scioglimento straordinario descritte nel testo delle indagini 2021/22, con un’estate caratterizzata da temperature record e un’ablazione intensa. Questo valore è simile alla perdita media del Ghiacciaio di Tsanfleuron nello stesso anno (3966 mm w.e.), suggerendo che entrambi i ghiacciai hanno subito un impatto climatico simile.
3. Analisi dei Dati per l’Anno 2022/23
Distribuzione dell’Area per Fasce Altimetriche
Nel periodo 2022/23, l’area totale del Ghiacciaio del Sex Rouge rimane invariata a 0,257 chilometri quadrati, con la stessa distribuzione altimetrica dell’anno precedente:
- Da 2700 a 2750 metri: 0,005 chilometri quadrati.
- Da 2750 a 2800 metri: 0,080 chilometri quadrati.
- Da 2800 a 2850 metri: 0,161 chilometri quadrati.
- Da 2850 a 2900 metri: 0,011 chilometri quadrati.
L’assenza di variazioni nell’area totale è un dato significativo, considerando che il Ghiacciaio di Tsanfleuron ha mostrato una leggera riduzione (da 2,324 a 2,315 km²) nello stesso periodo. La stabilità dell’area del Sex Rouge potrebbe essere attribuita alla sua posizione a quote più alte (2700-2900 metri), dove la fusione è meno intensa rispetto alle quote inferiori, e alla sua piccola dimensione, che potrebbe rendere le variazioni di area meno evidenti su scala annuale.
Bilancio Invernale
Il bilancio invernale nel 2022/23 mostra un accumulo di neve significativamente maggiore rispetto all’anno precedente, in linea con le osservazioni riportate nel testo delle indagini 2022/23, che descrivono una profondità della neve sopra la media:
- Da 2700 a 2750 metri: L’accumulo è di 2258 millimetri di acqua equivalente, un aumento di 698 millimetri rispetto al 2021/22.
- Da 2750 a 2800 metri: L’accumulo è di 2210 millimetri, un incremento di 697 millimetri.
- Da 2800 a 2850 metri: L’accumulo è di 1988 millimetri, un aumento di 466 millimetri.
- Da 2850 a 2900 metri: L’accumulo raggiunge 2292 millimetri, il valore più alto, con un incremento di 497 millimetri.
- Media sull’intero ghiacciaio: L’accumulo medio è di 2075 millimetri, un valore notevolmente superiore ai 1532 millimetri del 2021/22, con un aumento di 543 millimetri. Questo dato è coerente con le condizioni di accumulo sopra la media descritte per il 2022/23, che hanno riguardato sia il Sex Rouge che il Ghiacciaio di Tsanfleuron.
Bilancio Annuale
Nonostante il maggiore accumulo invernale, il bilancio annuale rimane negativo, indicando che l’ablazione estiva e autunnale ha comunque superato l’accumulo:
- Da 2700 a 2750 metri: La perdita di massa è di 1992 millimetri di acqua equivalente, una riduzione di 2318 millimetri rispetto al 2021/22.
- Da 2750 a 2800 metri: La perdita è di 1822 millimetri, un miglioramento di 2205 millimetri.
- Da 2800 a 2850 metri: La perdita è di 2116 millimetri, una riduzione di 1971 millimetri.
- Da 2850 a 2900 metri: La perdita è di 1050 millimetri, un miglioramento di 1659 millimetri.
- Media sull’intero ghiacciaio: La perdita media è di 1975 millimetri, un valore ancora negativo ma significativamente inferiore ai 4011 millimetri del 2021/22, con una riduzione di 2036 millimetri. Questo miglioramento è attribuibile al maggiore accumulo invernale, che ha fornito una maggiore quantità di neve e ghiaccio da fondere, rallentando il tasso di perdita di massa.
4. Confronto tra i Due Anni e Interpretazione Glaciologica
Variazioni dell’Area
L’area totale del Ghiacciaio del Sex Rouge è rimasta invariata a 0,257 chilometri quadrati tra il 2021/22 e il 2022/23, a differenza del Ghiacciaio di Tsanfleuron, che ha mostrato una leggera riduzione. Questa stabilità potrebbe essere dovuta alla posizione del Sex Rouge a quote più alte (2700-2900 metri), dove la fusione è meno intensa rispetto alle quote inferiori, e alla sua piccola dimensione, che potrebbe rendere le variazioni di area meno evidenti su scala annuale. Tuttavia, la separazione del Sex Rouge dal Ghiacciaio di Tsanfleuron nell’estate del 2022, come descritto nel testo introduttivo, potrebbe aver influito sulla sua dinamica, riducendo il trasferimento di ghiaccio verso Tsanfleuron e isolandolo come un’entità indipendente.
Bilancio Invernale
Il 2022/23 si distingue per un accumulo invernale significativamente maggiore rispetto al 2021/22, con un aumento medio di 543 millimetri di acqua equivalente (da 1532 a 2075 millimetri). Questo incremento è più marcato nelle fasce altimetriche più basse e più alte (2700-2750 metri e 2850-2900 metri), dove l’accumulo è aumentato di circa 700 millimetri. L’aumento dell’accumulo è coerente con le osservazioni riportate nel testo delle indagini 2022/23, che descrivono una profondità della neve sopra la media, in contrasto con le condizioni di altre regioni delle Alpi svizzere. Questo dato potrebbe essere attribuito a fattori microclimatici locali, come una maggiore esposizione a correnti umide o a effetti orografici che favoriscono l’accumulo di neve in questa area specifica.
Bilancio Annuale
Nonostante il maggiore accumulo invernale, il bilancio annuale rimane negativo in entrambi gli anni, indicando che l’ablazione estiva e autunnale ha predominato. Tuttavia, la perdita di massa nel 2022/23 è significativamente inferiore rispetto al 2021/22, con una riduzione media di 2036 millimetri (da 4011 a 1975 millimetri). Questo miglioramento è attribuibile al maggiore accumulo invernale, che ha fornito una maggiore quantità di neve e ghiaccio da fondere, rallentando il tasso di perdita di massa. Tuttavia, l’ablazione autunnale intensa registrata a ottobre 2023, come descritto nel testo delle indagini per il Ghiacciaio di Tsanfleuron, ha probabilmente contribuito a una perdita di massa significativa anche per il Sex Rouge, impedendo al ghiacciaio di raggiungere un bilancio equilibrato o positivo.
Variazioni Altimetriche
In entrambi gli anni, la perdita di massa è più pronunciata nelle fasce altimetriche più basse (2700-2800 metri), dove la fusione è più intensa a causa delle temperature più elevate. Ad esempio, nella fascia 2700-2750 metri, la perdita passa da 4310 millimetri nel 2021/22 a 1992 millimetri nel 2022/23, un miglioramento significativo. Al contrario, nelle fasce più alte (2850-2900 metri), la perdita di massa è meno marcata, con valori che scendono a 2709 millimetri nel 2021/22 e a 1050 millimetri nel 2022/23. Questa tendenza riflette il gradiente altimetrico delle condizioni climatiche, con temperature più fredde e una minore ablazione alle quote più elevate.
5. Collegamento con le Indagini e Contesto Climatico
I dati della Tabella 4.34 sono in linea con le informazioni riportate nei testi delle indagini 2021/22 e 2022/23. L’anno 2021/22, caratterizzato da una perdita di massa record (4011 millimetri in media), è coerente con le condizioni di scioglimento straordinario descritte, con temperature estive elevate e un’ablazione intensa che ha portato alla separazione del Ghiacciaio del Sex Rouge dal Ghiacciaio di Tsanfleuron nell’estate del 2022. Questa separazione ha probabilmente avuto un impatto significativo sul Sex Rouge, riducendo il trasferimento di ghiaccio verso Tsanfleuron e isolandolo come un’entità indipendente, più vulnerabile alle variazioni climatiche.
Nel 2022/23, il maggiore accumulo invernale (2075 millimetri in media) ha contribuito a ridurre la perdita di massa, con una media di 1975 millimetri, un miglioramento rispetto ai 4011 millimetri del 2021/22. Questo dato è coerente con le osservazioni riportate nel testo delle indagini 2022/23, che descrivono una profondità della neve sopra la media per entrambi i ghiacciai. Tuttavia, il bilancio annuale negativo indica che l’ablazione estiva e autunnale, aggravata da un autunno con fusione intensa, ha comunque predominato, impedendo al ghiacciaio di recuperare massa.
Questi risultati si inseriscono nel più ampio contesto del ritiro glaciale nelle Alpi, un fenomeno attribuito al riscaldamento globale. La perdita di massa del Ghiacciaio del Sex Rouge, anche in un anno con accumulo invernale sopra la media come il 2022/23, sottolinea la predominanza dei processi di ablazione in un clima in riscaldamento. La sua piccola dimensione (0,257 km²) lo rende particolarmente vulnerabile, poiché i ghiacciai di piccole dimensioni tendono a rispondere più rapidamente alle variazioni climatiche, con un rischio maggiore di scomparire in tempi brevi.
6. Implicazioni e Prospettive Future
La Tabella 4.34 fornisce un’analisi quantitativa preziosa per comprendere le dinamiche del Ghiacciaio del Sex Rouge, un piccolo ghiacciaio che, nonostante la sua dimensione ridotta, svolge un ruolo importante come indicatore precoce dei cambiamenti climatici nelle Alpi. La perdita di massa continua, anche in un anno con accumulo invernale sopra la media come il 2022/23, evidenzia la vulnerabilità di questo ghiacciaio e la necessità di un monitoraggio a lungo termine per valutare la sua evoluzione e prevedere scenari futuri.
La separazione del Sex Rouge dal Ghiacciaio di Tsanfleuron nel 2022 ha probabilmente accelerato il suo ritiro, riducendo il contributo di ghiaccio dalla zona di accumulo e isolandolo come un’entità indipendente. Questo fenomeno ha implicazioni non solo per il Sex Rouge, ma anche per il sistema glaciale nel suo complesso, con una riduzione dei flussi d’acqua di fusione che alimentano i bacini idrografici a valle e un impatto sugli ecosistemi alpini che dipendono dalla presenza del ghiaccio.
Dal punto di vista scientifico, i dati della Tabella 4.34 possono essere utilizzati per calibrare modelli glaciologici e climatici, migliorando le previsioni sul ritiro glaciale e i suoi impatti. La stabilità dell’area del ghiacciaio tra i due anni suggerisce che il Sex Rouge potrebbe essere in una fase di transizione, in cui la perdita di massa si manifesta principalmente come una riduzione dello spessore del ghiaccio, piuttosto che come una contrazione dell’area. Tuttavia, se le tendenze di perdita di massa continuano, è probabile che anche l’area del ghiacciaio inizi a ridursi in modo più significativo nei prossimi anni.
Dal punto di vista gestionale, i risultati della Tabella 4.34 sottolineano l’urgenza di adottare strategie di mitigazione del cambiamento climatico, come la riduzione delle emissioni di gas serra, per rallentare il ritmo del riscaldamento globale. Parallelamente, è necessario sviluppare piani di adattamento per affrontare le conseguenze del ritiro glaciale, come la gestione sostenibile delle risorse idriche e la protezione degli ecosistemi alpini.
7. Conclusione
La Tabella 4.34 rappresenta un documento scientifico di grande rilevanza, che documenta la continua perdita di massa del Ghiacciaio del Sex Rouge e offre una base solida per ulteriori studi e interventi. La riduzione della perdita di massa nel 2022/23, grazie a un maggiore accumulo invernale, è un segnale positivo, ma il bilancio annuale negativo indica che il ghiacciaio rimane in uno stato di ritiro. Questi dati sottolineano l’impatto del cambiamento climatico sui ghiacciai alpini di piccole dimensioni e l’importanza di azioni globali per preservare questi preziosi serbatoi naturali e i servizi ecosistemici che forniscono.

Analisi Glaciologica della Tabella 4.35: Misurazioni Individuali del Bilancio di Massa sui Ghiacciai di Tsanfleuron e Sex Rouge nei Periodi 2021/22 e 2022/23
La Tabella 4.35, intitolata “Ghiacciaio di Tsanfleuron e Ghiacciaio del Sex Rouge – Misurazioni individuali del bilancio invernale e annuale sui pali di misurazione”, presenta un’analisi dettagliata delle variazioni di massa registrate sui singoli pali di misurazione installati sui Ghiacciai di Tsanfleuron e del Sex Rouge durante i due anni glaciologici 2021/22 e 2022/23. Questi dati, raccolti attraverso campagne di monitoraggio sul campo, offrono un quadro preciso dell’accumulo di neve in inverno e della perdita di massa annuale in punti specifici dei due ghiacciai, permettendo di valutare le dinamiche glaciologiche a scala locale e di comprendere l’impatto delle condizioni climatiche stagionali su questi sistemi alpini. La tabella integra informazioni temporali, spaziali e quantitative, fornendo una base solida per analizzare le risposte dei ghiacciai al cambiamento climatico e per confrontare le tendenze tra i due anni.
1. Struttura e Obiettivi della Tabella
La tabella è organizzata in due sezioni principali, una per ciascun anno glaciologico (2021/22 e 2022/23), e riporta i dati per ogni palo di misurazione, identificato con un numero (da 1 a 6) per il Ghiacciaio di Tsanfleuron e con la lettera “S” (S2, S4, S6) per il Ghiacciaio del Sex Rouge, come già visto nella mappa topografica della Figura 4.50. Nel 2022/23, è stato aggiunto un ulteriore palo sul Ghiacciaio del Sex Rouge, identificato come “TK”. Per ogni palo, la tabella fornisce le seguenti informazioni:
- Periodo di misurazione: Le date di inizio, primavera (rilevamento invernale) e fine del periodo di misurazione, che coprono un anno glaciologico completo.
- Coordinate e altitudine: La posizione geografica del palo, espressa in un sistema di coordinate svizzero (in metri), e l’altitudine in metri sopra il livello del mare.
- Bilancio invernale: La quantità di neve accumulata durante l’inverno, espressa come uno spessore equivalente di acqua in millimetri. Questo valore rappresenta il contributo positivo al bilancio di massa del ghiacciaio.
- Bilancio annuale: La variazione netta di massa del ghiacciaio in un anno, espressa come uno spessore equivalente di acqua in millimetri. Questo valore tiene conto sia dell’accumulo invernale che della fusione estiva e autunnale, con un numero negativo che indica una perdita di massa.
I dati sono stati raccolti in due periodi distinti:
- 2021/22: Dal 2 ottobre 2021 (o 12 settembre 2021 per i pali del Sex Rouge) al 10 settembre 2022 (o 11 settembre 2022 per i pali del Sex Rouge).
- 2022/23: Dal 10 settembre 2022 (o 11 settembre 2022 per i pali del Sex Rouge) al 7 ottobre 2023 (o 17 settembre 2023 per i pali del Sex Rouge).
2. Analisi dei Dati per l’Anno 2021/22
Pali sul Ghiacciaio di Tsanfleuron (Pali 1-6)
Le misurazioni sul Ghiacciaio di Tsanfleuron per l’anno 2021/22 iniziano il 2 ottobre 2021, con il rilevamento primaverile effettuato il 27 aprile 2022, come riportato nel testo delle indagini 2021/22, e si concludono il 10 settembre 2022, data della misurazione finale del bilancio di massa.
- Palo 1: Situato a un’altitudine di 2737 metri, questo palo registra un accumulo invernale di 1613 millimetri di acqua equivalente e una perdita di massa annuale di 3341 millimetri. La perdita significativa indica un’ablazione estiva intensa a questa quota.
- Palo 2: Posizionato a 2844 metri, il palo mostra un accumulo invernale di 1797 millimetri e una perdita annuale di 2807 millimetri. La perdita è inferiore rispetto ad altri pali, probabilmente a causa della quota più alta, dove le temperature più fredde riducono la fusione.
- Palo 3: A 2789 metri, l’accumulo invernale è di 1890 millimetri, il valore più alto tra i pali di Tsanfleuron, e la perdita annuale è di 3465 millimetri, un valore intermedio.
- Palo 4: A 2703 metri, l’accumulo invernale è di 1613 millimetri, mentre la perdita annuale è di 4500 millimetri, una delle più alte, coerente con la quota più bassa rispetto ai pali 2 e 3.
- Palo 5: A 2658 metri, l’accumulo invernale è di 1376 millimetri, il valore più basso tra i pali di Tsanfleuron, e la perdita annuale è di 4995 millimetri, molto elevata.
- Palo 6: A 2587 metri, la quota più bassa tra i pali di Tsanfleuron, l’accumulo invernale è di 1292 millimetri e la perdita annuale è di 5499 millimetri, la più alta registrata, riflettendo l’intensa fusione a quote inferiori.
Pali sul Ghiacciaio del Sex Rouge (Pali S2, S4, S6)
Le misurazioni sul Ghiacciaio del Sex Rouge iniziano il 12 settembre 2021, con il rilevamento primaverile il 27 aprile 2022 e la misurazione finale l’11 settembre 2022.
- Palo S2: A 2786 metri, l’accumulo invernale è di 1415 millimetri e la perdita annuale è di 4158 millimetri, un valore elevato che indica un’ablazione significativa.
- Palo S4: A 2752 metri, l’accumulo invernale è di 1419 millimetri e la perdita annuale è di 3933 millimetri, leggermente inferiore rispetto al palo S2.
- Palo S6: A 2819 metri, la quota più alta tra i pali del Sex Rouge, l’accumulo invernale è di 1673 millimetri, il valore più alto, e la perdita annuale è di 3780 millimetri, la più bassa tra i pali del Sex Rouge, coerente con la quota più alta.
Osservazioni
Nel 2021/22, il Ghiacciaio di Tsanfleuron mostra un accumulo invernale che varia da 1292 millimetri (palo 6) a 1890 millimetri (palo 3), con una tendenza a un maggiore accumulo a quote più alte. La perdita di massa annuale è molto elevata, con valori che vanno da 2807 millimetri (palo 2) a 5499 millimetri (palo 6), riflettendo un gradiente altimetrico: la fusione è più intensa alle quote più basse. Sul Ghiacciaio del Sex Rouge, l’accumulo invernale varia da 1415 millimetri (palo S2) a 1673 millimetri (palo S6), e la perdita annuale va da 3780 millimetri (palo S6) a 4158 millimetri (palo S2). La perdita è leggermente inferiore rispetto a Tsanfleuron, probabilmente a causa delle quote più alte (2752-2819 metri), dove la fusione è meno intensa.
3. Analisi dei Dati per l’Anno 2022/23
Pali sul Ghiacciaio di Tsanfleuron (Pali 1-6)
Le misurazioni per l’anno 2022/23 iniziano il 10 settembre 2022, con il rilevamento primaverile il 19 aprile 2023, come riportato nel testo delle indagini 2022/23, e si concludono il 7 ottobre 2023, una data successiva rispetto all’anno precedente, probabilmente a causa dell’intensa fusione autunnale descritta.
- Palo 1: A 2730 metri, l’accumulo invernale è di 2169 millimetri e la perdita annuale è di 1811 millimetri, un miglioramento significativo rispetto al 2021/22.
- Palo 2: A 2832 metri, l’accumulo invernale è di 2241 millimetri e la perdita annuale è di 1787 millimetri, la più bassa tra i pali di Tsanfleuron, grazie alla quota più alta.
- Palo 3: A 2789 metri, l’accumulo invernale è di 2664 millimetri, il valore più alto, e la perdita annuale è di 1701 millimetri, la più bassa registrata.
- Palo 4: A 2695 metri, l’accumulo invernale è di 2011 millimetri e la perdita annuale è di 3132 millimetri.
- Palo 5: A 2651 metri, l’accumulo invernale è di 2038 millimetri e la perdita annuale è di 3231 millimetri.
- Palo 6: A 2559 metri, l’accumulo invernale è di 2101 millimetri e la perdita annuale è di 4347 millimetri, la più alta, coerente con la quota più bassa.
Pali sul Ghiacciaio del Sex Rouge (Pali S2, S4, S6, TK)
Le misurazioni iniziano l’11 settembre 2022, con il rilevamento primaverile il 18 aprile 2023 e la misurazione finale il 17 settembre 2023.
- Palo S2: A 2781 metri, l’accumulo invernale è di 2047 millimetri e la perdita annuale è di 1746 millimetri, un miglioramento significativo.
- Palo S4: A 2752 metri, l’accumulo invernale è di 2443 millimetri, il valore più alto, e la perdita annuale è di 1818 millimetri.
- Palo S6: A 2811 metri, l’accumulo invernale è di 2119 millimetri e la perdita annuale è di 2115 millimetri.
- Palo TK: A 2788 metri, l’accumulo invernale è di 1908 millimetri e la perdita annuale è di 2088 millimetri.
Osservazioni
Nel 2022/23, l’accumulo invernale sul Ghiacciaio di Tsanfleuron è aumentato rispetto al 2021/22, con valori che vanno da 2011 millimetri (palo 4) a 2664 millimetri (palo 3). La perdita annuale è diminuita, con valori che vanno da 1701 millimetri (palo 3) a 4347 millimetri (palo 6). Sul Ghiacciaio del Sex Rouge, l’accumulo invernale è aumentato, con valori che vanno da 1908 millimetri (palo TK) a 2443 millimetri (palo S4), e la perdita annuale è diminuita, con valori che vanno da 1746 millimetri (palo S2) a 2115 millimetri (palo S6).
4. Confronto tra i Due Anni e Interpretazione Glaciologica
Bilancio Invernale
Nel 2022/23, l’accumulo invernale è aumentato significativamente rispetto al 2021/22 per tutti i pali, sia sul Ghiacciaio di Tsanfleuron che sul Ghiacciaio del Sex Rouge. Ad esempio, il palo 3 di Tsanfleuron passa da 1890 millimetri a 2664 millimetri, un incremento di 774 millimetri, e il palo S4 di Sex Rouge passa da 1419 millimetri a 2443 millimetri, un aumento di 1024 millimetri. Questo è coerente con le indagini 2022/23, che riportano una profondità della neve sopra la media, in contrasto con altre regioni delle Alpi svizzere. L’aumento dell’accumulo invernale potrebbe essere attribuito a precipitazioni nevose più abbondanti o a temperature più fredde che hanno favorito la conservazione della neve.
Bilancio Annuale
La perdita di massa nel 2022/23 è molto inferiore rispetto al 2021/22 per tutti i pali. Ad esempio, il palo 6 di Tsanfleuron passa da una perdita di 5499 millimetri a 4347 millimetri, una riduzione di 1152 millimetri, e il palo S2 di Sex Rouge passa da 4158 millimetri a 1746 millimetri, una riduzione di 2412 millimetri. Questo miglioramento è dovuto al maggiore accumulo invernale, che ha fornito più neve e ghiaccio da fondere, rallentando il tasso di perdita di massa. Tuttavia, il bilancio annuale rimane negativo per tutti i pali, indicando che l’ablazione estiva e autunnale ha comunque predominato.
Variazioni Altimetriche
La perdita di massa è più alta alle quote più basse e più bassa alle quote più alte in entrambi gli anni. Ad esempio, sul Ghiacciaio di Tsanfleuron, il palo 6 (2559 metri) registra la perdita più alta (5499 millimetri nel 2021/22 e 4347 millimetri nel 2022/23), mentre il palo 2 (2832 metri) registra la perdita più bassa (2807 millimetri nel 2021/22 e 1787 millimetri nel 2022/23). Sul Ghiacciaio del Sex Rouge, il palo S6 (2811-2819 metri) mostra la perdita più bassa (3780 millimetri nel 2021/22 e 2115 millimetri nel 2022/23). Questa tendenza riflette il gradiente altimetrico delle condizioni climatiche, con temperature più alte e una fusione più intensa alle quote inferiori.
5. Collegamento con le Indagini e Contesto Climatico
I dati della Tabella 4.35 sono in linea con le informazioni riportate nei testi delle indagini 2021/22 e 2022/23. L’anno 2021/22, caratterizzato da perdite di massa record (ad esempio, 5499 millimetri al palo 6 di Tsanfleuron), è coerente con le condizioni di scioglimento straordinario descritte, con temperature estive elevate e un’ablazione intensa che ha portato alla separazione del Ghiacciaio del Sex Rouge dal Ghiacciaio di Tsanfleuron nell’estate del 2022. Nel 2022/23, il maggiore accumulo invernale, con valori che superano i 2000 millimetri per molti pali, ha contribuito a ridurre la perdita di massa, con valori medi più bassi (ad esempio, 1701 millimetri al palo 3 di Tsanfleuron). Tuttavia, l’ablazione autunnale intensa registrata a ottobre 2023, come descritto nel testo delle indagini, ha comunque determinato un bilancio negativo.
Questi risultati si inseriscono nel più ampio contesto del ritiro glaciale nelle Alpi, un fenomeno attribuito al riscaldamento globale. La perdita di massa continua, anche in un anno con accumulo invernale sopra la media come il 2022/23, sottolinea la predominanza dei processi di ablazione in un clima in riscaldamento. La separazione del Ghiacciaio del Sex Rouge nel 2022 ha probabilmente esacerbato la sua vulnerabilità, riducendo il trasferimento di ghiaccio verso Tsanfleuron e isolandolo come un’entità indipendente.
6. Implicazioni e Prospettive Future
La Tabella 4.35 fornisce un’analisi dettagliata delle misurazioni individuali, evidenziando la continua perdita di massa dei Ghiacciai di Tsanfleuron e del Sex Rouge, con un miglioramento relativo nel 2022/23 grazie a un maggiore accumulo invernale. Tuttavia, il bilancio annuale negativo indica che entrambi i ghiacciai sono in uno stato di ritiro, con implicazioni significative per le risorse idriche locali e gli ecosistemi alpini. I ghiacciai alpini fungono da serbatoi naturali, rilasciando acqua di fusione durante l’estate che alimenta fiumi e bacini idrografici. Una riduzione del volume glaciale si traduce in una diminuzione di questi flussi, con potenziali impatti sull’agricoltura, sull’approvvigionamento idrico e sugli ecosistemi acquatici a valle.
Dal punto di vista scientifico, questi dati sono preziosi per calibrare modelli glaciologici e climatici, migliorando le previsioni sul ritiro glaciale e i suoi impatti. La variabilità altimetrica osservata, con perdite di massa più marcate alle quote inferiori, suggerisce che il Ghiacciaio di Tsanfleuron potrebbe subire una contrazione significativa della sua lingua glaciale nei prossimi anni, mentre il Ghiacciaio del Sex Rouge, già di piccole dimensioni, potrebbe essere a rischio di scomparire in tempi relativamente brevi.
Dal punto di vista gestionale, i risultati della Tabella 4.35 sottolineano l’urgenza di adottare strategie di mitigazione del cambiamento climatico, come la riduzione delle emissioni di gas serra, per rallentare il ritmo del riscaldamento globale. Parallelamente, è necessario sviluppare piani di adattamento per affrontare le conseguenze del ritiro glaciale, come la gestione sostenibile delle risorse idriche e la protezione degli ecosistemi alpini.
7. Conclusione
La Tabella 4.35 rappresenta un documento scientifico di grande rilevanza, che documenta le variazioni di massa dei Ghiacciai di Tsanfleuron e del Sex Rouge a scala locale, evidenziando la continua perdita di massa e l’impatto del cambiamento climatico. Il miglioramento nel 2022/23, grazie a un maggiore accumulo invernale, è un segnale positivo, ma il bilancio annuale negativo indica che entrambi i ghiacciai rimangono in uno stato di ritiro. Questi dati sottolineano l’importanza di un monitoraggio continuo e di azioni globali per preservare questi preziosi serbatoi naturali e i servizi ecosistemici che forniscono.

Analisi Glaciologica della Figura 4.52: Bilancio Specifico e Volumetrico del Ghiacciaio di Tsanfleuron per Fasce Altimetriche nei Periodi 2021/22 e 2022/23
La Figura 4.52 presenta un’analisi grafica dettagliata del bilancio di massa del Ghiacciaio di Tsanfleuron, un ghiacciaio alpino di medie dimensioni situato al confine tra i cantoni svizzeri di Vallese, Vaud e Berna, per i due anni glaciologici consecutivi 2021/22 e 2022/23. La figura integra due tipi di bilanci – specifico e volumetrico – suddivisi per fasce altimetriche, distinguendo tra i contributi invernali, estivi e annuali. Questi dati, derivati dalle misurazioni sul campo e dalle analisi riportate nelle tabelle precedenti (ad esempio, Tabella 4.33 e Tabella 4.35), offrono un quadro completo delle dinamiche di accumulo e ablazione del ghiacciaio, evidenziando l’impatto delle condizioni climatiche stagionali e del cambiamento climatico a lungo termine su questo sistema glaciale. La figura si rivela uno strumento essenziale per comprendere le risposte del ghiacciaio alle forzanti climatiche e per valutare le tendenze di ritiro glaciale in un contesto alpino.
1. Struttura e Obiettivi della Figura
La Figura 4.52 è composta da quattro grafici, organizzati in due righe e due colonne:
- Righe: La riga superiore rappresenta l’anno glaciologico 2021/22, mentre quella inferiore rappresenta l’anno 2022/23, permettendo un confronto diretto tra i due periodi.
- Colonne:
- La colonna di sinistra mostra il bilancio specifico (specific balance), espresso in metri di equivalente in acqua (m w.e.), che rappresenta la variazione di massa per unità di area in ciascuna fascia altimetrica. Questo parametro è utile per analizzare le dinamiche di accumulo e ablazione in termini relativi, indipendentemente dall’estensione dell’area.
- La colonna di destra mostra il bilancio volumetrico (volumetric balance), espresso in milioni di metri cubi di equivalente in acqua (10^6 m^3 w.e.), che rappresenta la variazione totale di massa in termini di volume, tenendo conto dell’area del ghiacciaio in ciascuna fascia altimetrica. Questo parametro è cruciale per quantificare la perdita o il guadagno complessivo di massa in termini assoluti.
In tutti i grafici:
- Asse verticale: Rappresenta l’altitudine, in metri sopra il livello del mare (m a.s.l.), che varia da 2500 a 3000 metri, coprendo l’intervallo altimetrico del Ghiacciaio di Tsanfleuron, come già descritto nella Tabella 4.33.
- Asse orizzontale:
- Nei grafici di sinistra (bilancio specifico), l’asse orizzontale varia da -6 a 2 metri di equivalente in acqua, coprendo sia i valori positivi (accumulo) che negativi (perdita).
- Nei grafici di destra (bilancio volumetrico), l’asse orizzontale varia da -8 a 4 milioni di metri cubi di equivalente in acqua, riflettendo le variazioni di volume su scala glaciale.
Ogni grafico include tre componenti del bilancio di massa:
- Bilancio invernale (winter balance): Rappresentato con una linea tratteggiata e simboli a forma di rombo, indica l’accumulo di neve durante l’inverno, ovvero il contributo positivo al bilancio di massa.
- Bilancio estivo (summer balance): Rappresentato con una linea a tratteggio e simboli a forma di triangolo, indica la perdita di massa dovuta alla fusione estiva e autunnale, ovvero il contributo negativo al bilancio di massa.
- Bilancio annuale (annual balance): Rappresentato con una linea continua e simboli a forma di croce, indica la variazione netta di massa in un anno, risultante dalla somma del bilancio invernale e di quello estivo.
I piccoli simboli (rombi, triangoli e croci) rappresentano le misurazioni individuali effettuate sui pali di misurazione, come riportate nella Tabella 4.35, mentre le linee rappresentano i valori medi per ciascuna fascia altimetrica, calcolati in base ai dati delle Tabelle 4.33 e 4.34.
2. Analisi dei Grafici per l’Anno 2021/22 (Riga Superiore)
Bilancio Specifico (Grafico in Alto a Sinistra)
Il grafico in alto a sinistra mostra il bilancio specifico del Ghiacciaio di Tsanfleuron per l’anno 2021/22, suddiviso per fasce altimetriche:
- Bilancio invernale (linea tratteggiata, rombi): La linea tratteggiata indica un accumulo positivo che varia con l’altitudine. A 2500 metri, l’accumulo è di circa 1,2 metri di equivalente in acqua, e aumenta progressivamente fino a un massimo di circa 1,7 metri nella fascia 2800-2900 metri, per poi diminuire leggermente a circa 1,5 metri a 3000 metri. Questo andamento riflette una maggiore deposizione di neve alle quote più alte, dove le temperature più fredde favoriscono la conservazione della neve, come riportato nella Tabella 4.33 (ad esempio, 1678 mm w.e. nella fascia 2800-2900 metri). La media sull’intero ghiacciaio è di 1578 mm w.e. (1,578 m w.e.), un valore moderato ma insufficiente a compensare l’ablazione estiva.
- Bilancio estivo (linea a tratteggio, triangoli): La linea a tratteggio mostra una perdita di massa significativa, con un forte gradiente altimetrico. A 2500 metri, la perdita è di circa 6,5 metri di equivalente in acqua, e diminuisce progressivamente a circa 4,5 metri nella fascia 2900 metri, per poi ridursi ulteriormente a circa 4 metri a 3000 metri. Questo indica un’ablazione estiva molto intensa, specialmente alle quote inferiori, dove le temperature più alte e l’esposizione al sole favoriscono la fusione del ghiaccio.
- Bilancio annuale (linea continua, croci): La linea continua mostra una perdita di massa netta in tutte le fasce altimetriche, risultante dalla somma del bilancio invernale e di quello estivo. A 2500 metri, la perdita è di circa 5,5 metri di equivalente in acqua, e diminuisce a circa 3 metri nella fascia 2900 metri, per poi ridursi a circa 2,7 metri a 3000 metri. Questo è coerente con la Tabella 4.33, che riporta una perdita media di 3966 mm w.e. (3,966 m w.e.) per l’intero ghiacciaio, un valore eccezionalmente negativo che riflette le condizioni di scioglimento straordinario descritte nel testo delle indagini 2021/22.
Bilancio Volumetrico (Grafico in Alto a Destra)
Il grafico in alto a destra mostra il bilancio volumetrico, che tiene conto dell’area del ghiacciaio in ciascuna fascia altimetrica:
- Bilancio invernale (linea tratteggiata, rombi): La linea tratteggiata mostra un accumulo volumetrico che varia con l’altitudine. A 2500 metri, l’accumulo è vicino a 0 milioni di metri cubi, a causa della piccola area del ghiacciaio in questa fascia (0,029 km², come riportato nella Tabella 4.33). L’accumulo aumenta fino a un picco di circa 1,8 milioni di metri cubi nella fascia 2700-2800 metri, che è la più estesa (1,081 km²), per poi diminuire a circa 0,1 milioni di metri cubi a 3000 metri, dove l’area è minima (0,049 km²). L’accumulo totale è di circa 3,7 milioni di metri cubi.
- Bilancio estivo (linea a tratteggio, triangoli): La linea a tratteggio mostra una perdita volumetrica significativa, con un picco di circa 5 milioni di metri cubi nella fascia 2700-2800 metri, dove l’area del ghiacciaio è più estesa. La perdita diminuisce alle quote più alte, raggiungendo circa 0,2 milioni di metri cubi a 3000 metri. La perdita totale è di circa 12,9 milioni di metri cubi.
- Bilancio annuale (linea continua, croci): La linea continua mostra una perdita volumetrica netta, con un picco di circa 4,5 milioni di metri cubi nella fascia 2700-2800 metri. La perdita totale per l’intero ghiacciaio è di circa 9,2 milioni di metri cubi, un valore che riflette l’entità della fusione estiva e la predominanza dell’ablazione sull’accumulo.
Osservazioni
Nel 2021/22, il Ghiacciaio di Tsanfleuron ha subito una perdita di massa significativa, con un’ablazione estiva che ha superato di gran lunga l’accumulo invernale. La perdita specifica è più marcata alle quote più basse (2500-2700 metri), dove la fusione è più intensa, e diminuisce con l’altitudine, riflettendo il gradiente altimetrico delle condizioni climatiche. In termini volumetrici, la perdita è concentrata nelle fasce altimetriche intermedie (2700-2900 metri), dove l’area del ghiacciaio è più estesa, contribuendo alla maggior parte del volume perso. Questi risultati sono coerenti con le condizioni di scioglimento straordinario descritte nel testo delle indagini 2021/22, che riportano temperature estive record e un’ablazione intensa, aggravata dalla separazione del Ghiacciaio del Sex Rouge nell’estate del 2022.
3. Analisi dei Grafici per l’Anno 2022/23 (Riga Inferiore)
Bilancio Specifico (Grafico in Basso a Sinistra)
Il grafico in basso a sinistra mostra il bilancio specifico per l’anno 2022/23:
- Bilancio invernale (linea tratteggiata, rombi): La linea tratteggiata mostra un accumulo invernale maggiore rispetto al 2021/22. A 2500 metri, l’accumulo è di circa 2 metri di equivalente in acqua, e aumenta fino a un massimo di circa 2,3 metri nella fascia 2700-2800 metri, per poi diminuire a circa 1,9 metri a 3000 metri. Questo andamento è coerente con la Tabella 4.33, che riporta un accumulo invernale medio di 2262 mm w.e. (2,262 m w.e.), e con le indagini 2022/23, che descrivono una profondità della neve sopra la media, in contrasto con altre regioni delle Alpi svizzere. L’aumento dell’accumulo invernale potrebbe essere attribuito a precipitazioni nevose più abbondanti o a temperature più fredde che hanno favorito la conservazione della neve.
- Bilancio estivo (linea a tratteggio, triangoli): La linea a tratteggio mostra una perdita di massa inferiore rispetto al 2021/22. A 2500 metri, la perdita è di circa 6 metri di equivalente in acqua, e diminuisce a circa 4 metri nella fascia 2900 metri, per poi ridursi a circa 3,5 metri a 3000 metri. La riduzione della perdita estiva rispetto al 2021/22 potrebbe essere dovuta a temperature estive meno estreme o a un maggiore accumulo invernale che ha rallentato la fusione, fornendo più neve e ghiaccio da fondere.
- Bilancio annuale (linea continua, croci): La linea continua mostra una perdita di massa netta, ma inferiore rispetto al 2021/22. A 2500 metri, la perdita è di circa 4,2 metri di equivalente in acqua, e diminuisce a circa 2,3 metri nella fascia 2900 metri, per poi ridursi a circa 2 metri a 3000 metri. Questo è coerente con la Tabella 4.33, che riporta una perdita media di 2541 mm w.e. (2,541 m w.e.), un valore significativamente inferiore rispetto al 2021/22, indicando un miglioramento nel bilancio di massa.
Bilancio Volumetrico (Grafico in Basso a Destra)
Il grafico in basso a destra mostra il bilancio volumetrico per l’anno 2022/23:
- Bilancio invernale (linea tratteggiata, rombi): La linea tratteggiata mostra un accumulo volumetrico maggiore rispetto al 2021/22, con un picco di circa 2,5 milioni di metri cubi nella fascia 2700-2800 metri, dove l’area del ghiacciaio è più estesa (1,081 km²). L’accumulo diminuisce alle quote più alte, raggiungendo circa 0,1 milioni di metri cubi a 3000 metri. L’accumulo totale è di circa 5,2 milioni di metri cubi, un aumento significativo rispetto ai 3,7 milioni di metri cubi del 2021/22.
- Bilancio estivo (linea a tratteggio, triangoli): La linea a tratteggio mostra una perdita volumetrica di circa 4,5 milioni di metri cubi nella fascia 2700-2800 metri, inferiore rispetto ai 5 milioni di metri cubi del 2021/22. La perdita totale è di circa 8 milioni di metri cubi, una riduzione rispetto ai 12,9 milioni di metri cubi del 2021/22.
- Bilancio annuale (linea continua, croci): La linea continua mostra una perdita volumetrica netta di circa 3 milioni di metri cubi nella fascia 2700-2800 metri, con una perdita totale di circa 5,9 milioni di metri cubi per l’intero ghiacciaio, inferiore rispetto ai 9,2 milioni di metri cubi del 2021/22.
Osservazioni
Nel 2022/23, il Ghiacciaio di Tsanfleuron ha beneficiato di un maggiore accumulo invernale, che ha ridotto la perdita di massa annuale rispetto al 2021/22. Tuttavia, l’ablazione estiva e autunnale, come quella intensa registrata a ottobre 2023 e descritta nel testo delle indagini 2022/23, ha comunque predominato, determinando un bilancio annuale negativo. La perdita specifica è più marcata alle quote più basse, come nel 2021/22, ma l’entità della perdita è inferiore, grazie al maggiore accumulo invernale. In termini volumetrici, la perdita è concentrata nelle fasce altimetriche intermedie, ma il volume totale perso è diminuito, riflettendo un miglioramento complessivo.
4. Confronto tra i Due Anni e Interpretazione Glaciologica
Bilancio Invernale
Nel 2022/23, l’accumulo invernale è aumentato in tutte le fasce altimetriche rispetto al 2021/22, passando da una media di circa 1,6 metri di equivalente in acqua a circa 2,3 metri, un incremento di circa 0,7 metri. Questo è coerente con le indagini 2022/23, che riportano una profondità della neve sopra la media, in contrasto con altre regioni delle Alpi svizzere. L’aumento dell’accumulo invernale potrebbe essere attribuito a precipitazioni nevose più abbondanti, a temperature più fredde che hanno favorito la conservazione della neve, o a fattori microclimatici locali, come una maggiore esposizione a correnti umide. In termini volumetrici, l’accumulo totale è passato da circa 3,7 milioni di metri cubi a circa 5,2 milioni di metri cubi, un aumento significativo che ha contribuito a mitigare la perdita di massa.
Bilancio Estivo
La perdita di massa estiva nel 2022/23 è inferiore rispetto al 2021/22, con una riduzione di circa 0,5-1 metro di equivalente in acqua in tutte le fasce altimetriche. Ad esempio, a 2500 metri, la perdita estiva è passata da circa 6,5 metri a circa 6 metri, e a 2900 metri da circa 4,5 metri a circa 4 metri. In termini volumetrici, la perdita totale è diminuita da circa 12,9 milioni di metri cubi a circa 8 milioni di metri cubi. Questa riduzione potrebbe essere dovuta a temperature estive meno estreme nel 2022/23, a una maggiore copertura nevosa residua che ha aumentato l’albedo (riflettività) del ghiacciaio, riducendo l’assorbimento di radiazione solare, o a un maggiore accumulo invernale che ha fornito più neve e ghiaccio da fondere, rallentando il tasso di ablazione.
Bilancio Annuale
La perdita di massa annuale nel 2022/23 è significativamente inferiore rispetto al 2021/22, passando da una media di circa 4 metri di equivalente in acqua a circa 2,5 metri, una riduzione di circa 1,5 metri. In termini volumetrici, la perdita totale è diminuita da circa 9,2 milioni di metri cubi a circa 5,9 milioni di metri cubi, una riduzione di circa 3,3 milioni di metri cubi. Questo miglioramento è attribuibile principalmente al maggiore accumulo invernale, che ha compensato in parte l’ablazione estiva. Tuttavia, il bilancio annuale rimane negativo in tutte le fasce altimetriche, indicando che l’ablazione estiva e autunnale ha comunque predominato, impedendo al ghiacciaio di raggiungere un bilancio equilibrato o positivo.
Variazioni Altimetriche
In entrambi gli anni, la perdita di massa è più marcata alle quote più basse (2500-2700 metri) e diminuisce con l’altitudine, riflettendo il gradiente altimetrico delle condizioni climatiche. Alle quote inferiori, le temperature più alte e l’esposizione al sole favoriscono una fusione intensa, mentre alle quote più alte (2900-3000 metri), le temperature più fredde riducono l’ablazione. Questo gradiente è più evidente nel 2021/22, con una perdita specifica che varia da 5,5 metri a 2500 metri a 2,7 metri a 3000 metri, rispetto al 2022/23, dove la perdita varia da 4,2 metri a 2 metri. In termini volumetrici, la perdita è concentrata nelle fasce altimetriche intermedie (2700-2900 metri), dove l’area del ghiacciaio è più estesa, contribuendo alla maggior parte del volume perso.
5. Collegamento con le Indagini e Contesto Climatico
I dati della Figura 4.52 sono in linea con le informazioni riportate nei testi delle indagini 2021/22 e 2022/23. L’anno 2021/22, caratterizzato da una perdita di massa record (media di 3,966 metri di equivalente in acqua), è coerente con le condizioni di scioglimento straordinario descritte, con temperature estive elevate e un’ablazione intensa che ha portato alla separazione del Ghiacciaio del Sex Rouge dal Ghiacciaio di Tsanfleuron nell’estate del 2022. Questa separazione ha probabilmente contribuito a esacerbare la perdita di massa, riducendo l’apporto di ghiaccio dalla zona di accumulo e accelerando il ritiro di entrambi i ghiacciai.
Nel 2022/23, il maggiore accumulo invernale (media di 2,262 metri di equivalente in acqua) ha contribuito a ridurre la perdita di massa, con una media di 2,541 metri di equivalente in acqua, un miglioramento significativo rispetto al 2021/22. Questo dato è coerente con le osservazioni riportate nel testo delle indagini 2022/23, che descrivono una profondità della neve sopra la media, in contrasto con altre regioni delle Alpi svizzere. Tuttavia, l’ablazione estiva e autunnale, aggravata da un autunno con fusione intensa (come quella registrata a ottobre 2023), ha comunque determinato un bilancio negativo, impedendo al ghiacciaio di recuperare massa.
Questi risultati si inseriscono nel più ampio contesto del ritiro glaciale nelle Alpi, un fenomeno ben documentato e attribuito al riscaldamento globale. La perdita di massa continua, anche in un anno con accumulo invernale sopra la media come il 2022/23, sottolinea la predominanza dei processi di ablazione in un clima in riscaldamento. La separazione del Ghiacciaio del Sex Rouge, avvenuta nell’estate del 2022, ha probabilmente avuto un impatto indiretto sul Ghiacciaio di Tsanfleuron, riducendo il trasferimento di ghiaccio dalla zona di accumulo e contribuendo alla perdita di massa complessiva del sistema glaciale.
6. Implicazioni e Prospettive Future
La Figura 4.52 fornisce un’analisi grafica preziosa per comprendere le dinamiche del Ghiacciaio di Tsanfleuron in un periodo critico. La perdita di massa significativa nel 2021/22, con una perdita totale di circa 9,2 milioni di metri cubi di equivalente in acqua, rappresenta un segnale allarmante della vulnerabilità del ghiacciaio alle condizioni climatiche estreme, come le ondate di calore estive. Il miglioramento nel 2022/23, con una perdita totale di circa 5,9 milioni di metri cubi, è un segnale positivo, ma il bilancio annuale negativo indica che il ghiacciaio rimane in uno stato di ritiro, con una tendenza che si inserisce nel più ampio contesto del declino glaciale nelle Alpi.
La perdita di massa ha implicazioni significative per le risorse idriche locali e gli ecosistemi alpini. I ghiacciai alpini fungono da serbatoi naturali, rilasciando acqua di fusione durante l’estate che alimenta fiumi e bacini idrografici. Una riduzione del volume glaciale, come quella osservata nel 2021/22 e nel 2022/23, si traduce in una diminuzione di questi flussi, con potenziali impatti sull’agricoltura, sull’approvvigionamento idrico e sugli ecosistemi acquatici a valle. Inoltre, il ritiro glaciale altera gli habitat alpini, influenzando la biodiversità e le specie adattate a condizioni di alta quota.
Dal punto di vista scientifico, i dati della Figura 4.52 possono essere utilizzati per calibrare modelli glaciologici e climatici, migliorando le previsioni sul ritiro glaciale e i suoi impatti. La variabilità altimetrica osservata, con perdite di massa più marcate alle quote inferiori, suggerisce che il Ghiacciaio di Tsanfleuron potrebbe subire una contrazione significativa della sua lingua glaciale nei prossimi anni, con una possibile riduzione dell’area nelle fasce altimetriche più basse (2500-2700 metri). Parallelamente, il miglioramento nel 2022/23, grazie a un maggiore accumulo invernale, evidenzia l’importanza delle precipitazioni nevose per mitigare la perdita di massa, ma sottolinea anche la necessità di condizioni climatiche più favorevoli per invertire la tendenza di ritiro.
Dal punto di vista gestionale, i risultati della Figura 4.52 sottolineano l’urgenza di adottare strategie di mitigazione del cambiamento climatico, come la riduzione delle emissioni di gas serra, per rallentare il ritmo del riscaldamento globale. Parallelamente, è necessario sviluppare piani di adattamento per affrontare le conseguenze del ritiro glaciale, come la gestione sostenibile delle risorse idriche e la protezione degli ecosistemi alpini. Interventi locali, come l’uso di geotessili per limitare la fusione (descritto nel testo delle indagini 2022/23), possono avere un impatto positivo a scala locale, ma la loro efficacia è limitata dall’estensione ridotta delle aree trattate e dalla natura sistemica del problema, che richiede soluzioni globali.
7. Conclusione
La Figura 4.52 rappresenta un documento scientifico di grande rilevanza, che integra il bilancio specifico e volumetrico del Ghiacciaio di Tsanfleuron, evidenziando la continua perdita di massa e l’impatto del cambiamento climatico. Il miglioramento nel 2022/23, grazie a un maggiore accumulo invernale, è un segnale positivo, ma la tendenza generale di ritiro glaciale rimane preoccupante, con una perdita di massa netta in entrambi gli anni. Questi dati sottolineano l’importanza di un monitoraggio continuo e di azioni globali per preservare i ghiacciai alpini, che svolgono un ruolo cruciale come serbatoi idrici e indicatori del cambiamento climatico, e per mitigare gli impatti del loro ritiro sulle risorse idriche e sugli ecosistemi alpini.

Analisi Glaciologica della Figura 4.53: Relazione tra Bilancio di Massa Specifico Medio, Equilibrium Line Altitude (ELA) e Accumulation Area Ratio (AAR) del Ghiacciaio di Tsanfleuron nei Periodi 2021/22 e 2022/23
La Figura 4.53, intitolata “Equilibrium Line Altitude (ELA) e Accumulation Area Ratio (AAR) in funzione del bilancio di massa specifico medio, includendo tutte le osservazioni precedenti”, presenta un’analisi grafica della relazione tra il bilancio di massa specifico medio del Ghiacciaio di Tsanfleuron e due parametri glaciologici fondamentali: l’altitudine della linea di equilibrio (ELA) e il rapporto dell’area di accumulo (AAR). I dati coprono il periodo di monitoraggio dal 2009 al 2023, con un focus specifico sugli anni glaciologici 2021/22 e 2022/23. Questa figura integra le osservazioni storiche con i dati più recenti, offrendo un quadro completo delle dinamiche glaciologiche del Ghiacciaio di Tsanfleuron e della sua risposta alle variazioni climatiche in un contesto di riscaldamento globale. La figura si rivela uno strumento essenziale per valutare la salute del ghiacciaio, comprendere le tendenze di ritiro glaciale e prevedere l’evoluzione futura del sistema in un clima in rapido cambiamento.
1. Struttura e Obiettivi della Figura
La Figura 4.53 è composta da due grafici, ciascuno rappresentante una relazione tra il bilancio di massa specifico medio del ghiacciaio e un parametro glaciologico chiave:
- Grafico di sinistra: Mostra l’altitudine della linea di equilibrio (ELA), espressa in metri sopra il livello del mare (m a.s.l.), in funzione del bilancio di massa specifico medio, espresso in metri di equivalente in acqua (m w.e.). L’ELA è l’altitudine alla quale l’accumulo di neve in inverno è esattamente bilanciato dall’ablazione estiva, separando la zona di accumulo (sopra l’ELA) dalla zona di ablazione (sotto l’ELA).
- Grafico di destra: Mostra il rapporto dell’area di accumulo (AAR), espresso in percentuale (%), in funzione del bilancio di massa specifico medio. L’AAR rappresenta la percentuale dell’area totale del ghiacciaio che si trova nella zona di accumulo, ovvero sopra l’ELA.
Entrambi i grafici includono:
- Dati storici: Rappresentati da punti neri, che indicano le osservazioni annuali dal 2009 (anno di inizio delle indagini glaciologiche sul Ghiacciaio di Tsanfleuron) al 2020/21. Questi dati forniscono un contesto storico per valutare le tendenze a lungo termine.
- Dati per il 2021/22: Rappresentati da un cerchio bianco, che evidenzia il bilancio di massa specifico medio e i corrispondenti valori di ELA e AAR per quell’anno.
- Dati per il 2022/23: Rappresentati da un quadrato nero, che mostra i valori per l’anno successivo.
- Linee di tendenza: Una linea tratteggiata per l’ELA (grafico di sinistra) e una linea continua per l’AAR (grafico di destra), che rappresentano la relazione generale tra i parametri basata su tutte le osservazioni dal 2009 al 2023.
2. Analisi del Grafico di Sinistra: Altitudine della Linea di Equilibrio (ELA) vs. Bilancio di Massa Specifico Medio
Il grafico di sinistra mostra la relazione tra l’altitudine della linea di equilibrio (ELA) e il bilancio di massa specifico medio del Ghiacciaio di Tsanfleuron:
- Asse orizzontale: Rappresenta il bilancio di massa specifico medio, in metri di equivalente in acqua, che varia da -4 a 0. Un valore di 0 indica un bilancio equilibrato, in cui l’accumulo di neve in inverno è esattamente bilanciato dall’ablazione estiva, mentre valori negativi indicano una perdita di massa netta, con l’ablazione che supera l’accumulo.
- Asse verticale: Rappresenta l’altitudine della linea di equilibrio, in metri sopra il livello del mare, che varia da 2500 a 3000 metri, coprendo l’intervallo altimetrico del Ghiacciaio di Tsanfleuron, come descritto nella Tabella 4.33.
- Linea di tendenza (tratteggiata): La linea tratteggiata mostra una relazione negativa tra l’ELA e il bilancio di massa specifico medio: all’aumentare della perdita di massa (bilancio più negativo), l’ELA si sposta verso altitudini più elevate. Questo significa che in anni con una perdita di massa maggiore, la zona di accumulo si restringe e la linea di equilibrio si alza, lasciando una porzione più ampia del ghiacciaio nella zona di ablazione, dove la fusione predomina.
- Dati storici (punti neri): Le osservazioni dal 2009 al 2020/21 mostrano una variabilità significativa. La maggior parte dei punti si trova tra -2 e 0 metri di equivalente in acqua, con l’ELA che varia tra circa 2700 e 2900 metri. Questo indica che, negli anni precedenti, il Ghiacciaio di Tsanfleuron ha avuto bilanci di massa generalmente negativi, con una linea di equilibrio che si è mantenuta a quote relativamente alte, riflettendo una predominanza della zona di ablazione.
- 2021/22 (cerchio bianco): Il bilancio di massa specifico medio per il 2021/22 è di circa -3,97 metri di equivalente in acqua, come riportato nella Tabella 4.33, uno dei valori più negativi registrati. L’ELA corrispondente è di circa 2950 metri, tra i valori più alti osservati. Questo indica che, in quell’anno, la linea di equilibrio era vicina al limite superiore del ghiacciaio (3000 metri), con una zona di accumulo estremamente ridotta e quasi l’intero ghiacciaio soggetto ad ablazione.
- 2022/23 (quadrato nero): Il bilancio di massa specifico medio per il 2022/23 è di circa -2,54 metri di equivalente in acqua (Tabella 4.33), un valore meno negativo rispetto al 2021/22. L’ELA corrispondente è di circa 2850 metri, un valore più basso di circa 100 metri rispetto al 2021/22. Questo indica un miglioramento nel bilancio di massa, con una zona di accumulo leggermente più estesa, grazie al maggiore accumulo invernale descritto nel testo delle indagini 2022/23.
Interpretazione
L’altitudine della linea di equilibrio (ELA) è un indicatore fondamentale della salute di un ghiacciaio. Un’ELA più alta, come quella del 2021/22 (2950 metri), significa che gran parte del ghiacciaio si trova nella zona di ablazione, con una perdita di massa significativa. Questo è coerente con le condizioni di scioglimento straordinario descritte nel testo delle indagini 2021/22, che riportano temperature estive record e un’ablazione intensa, aggravata dalla separazione del Ghiacciaio del Sex Rouge nell’estate del 2022. Nel 2022/23, l’ELA più bassa (2850 metri) riflette un miglioramento nel bilancio di massa, con una zona di accumulo più estesa, grazie a un accumulo invernale sopra la media, come riportato nelle indagini 2022/23. Tuttavia, l’ELA rimane a un’altitudine elevata, indicando che la zona di ablazione continua a predominare.
3. Analisi del Grafico di Destra: Rapporto dell’Area di Accumulo (AAR) vs. Bilancio di Massa Specifico Medio
Il grafico di destra mostra la relazione tra il rapporto dell’area di accumulo (AAR) e il bilancio di massa specifico medio:
- Asse orizzontale: Rappresenta il bilancio di massa specifico medio, in metri di equivalente in acqua, che varia da -4 a 0, come nel grafico di sinistra.
- Asse verticale: Rappresenta l’AAR, in percentuale (%), che varia da 0 a 40%. L’AAR è la percentuale dell’area totale del ghiacciaio che si trova nella zona di accumulo, ovvero sopra l’ELA. Un AAR più alto indica una maggiore porzione del ghiacciaio nella zona di accumulo, favorendo un bilancio di massa più equilibrato o positivo.
- Linea di tendenza (continua): La linea continua mostra una relazione positiva tra l’AAR e il bilancio di massa specifico medio: all’aumentare del bilancio di massa (da valori più negativi a valori meno negativi o positivi), l’AAR aumenta. Questo significa che in anni con un bilancio di massa meno negativo, una maggiore porzione del ghiacciaio si trova nella zona di accumulo, dove l’accumulo di neve supera l’ablazione.
- Dati storici (punti neri): Le osservazioni dal 2009 al 2020/21 mostrano una variabilità significativa. La maggior parte dei punti si trova tra -2 e 0 metri di equivalente in acqua, con l’AAR che varia tra circa 0% e 30%. Questo indica che, negli anni precedenti, la zona di accumulo era generalmente limitata, con una predominanza della zona di ablazione, riflettendo bilanci di massa prevalentemente negativi.
- 2021/22 (cerchio bianco): Con un bilancio di massa specifico medio di circa -3,97 metri di equivalente in acqua, l’AAR è di circa 0%. Questo significa che, in quell’anno, praticamente l’intero ghiacciaio si trovava nella zona di ablazione, con nessuna area significativa sopra l’ELA. Questo è un valore estremo, che riflette una perdita di massa eccezionale.
- 2022/23 (quadrato nero): Con un bilancio di massa specifico medio di circa -2,54 metri di equivalente in acqua, l’AAR è di circa 10%. Questo indica che circa il 10% dell’area del ghiacciaio (circa 0,23 km², su un’area totale di 2,315 km², come riportato nella Tabella 4.33) si trovava nella zona di accumulo, un miglioramento rispetto al 2021/22.
Interpretazione
Il rapporto dell’area di accumulo (AAR) è un indicatore chiave della salute di un ghiacciaio. Un AAR più alto significa che una maggiore porzione del ghiacciaio è nella zona di accumulo, favorendo un bilancio di massa più equilibrato o positivo, mentre un AAR basso o nullo indica che il ghiacciaio è quasi interamente nella zona di ablazione, accelerando il ritiro glaciale. Un AAR di 0% nel 2021/22 è un segnale di una perdita di massa eccezionale, coerente con le condizioni di scioglimento straordinario descritte nel testo delle indagini 2021/22, che riportano temperature estive record e un’ablazione intensa. Nel 2022/23, un AAR del 10% riflette un miglioramento, con una piccola porzione del ghiacciaio nella zona di accumulo, grazie al maggiore accumulo invernale sopra la media descritto nel testo delle indagini 2022/23. Tuttavia, un AAR del 10% rimane basso, indicando che la zona di ablazione continua a predominare.
4. Confronto tra i Due Anni e Interpretazione Glaciologica
2021/22
- ELA: L’altitudine della linea di equilibrio è di circa 2950 metri, uno dei valori più alti registrati nel periodo di monitoraggio (2009-2023). Questo indica che la linea di equilibrio era vicina al limite superiore del ghiacciaio (3000 metri), con una zona di accumulo estremamente ridotta e quasi l’intero ghiacciaio soggetto ad ablazione. Questo è coerente con il bilancio di massa specifico medio di -3,97 metri di equivalente in acqua, uno dei più negativi registrati, come riportato nella Tabella 4.33.
- AAR: Il rapporto dell’area di accumulo è di circa 0%, il valore più basso osservato. Questo significa che, in quell’anno, non c’era una zona di accumulo significativa, con l’intero ghiacciaio (2,324 km²) nella zona di ablazione. Questo è un segnale di una perdita di massa eccezionale, che riflette le condizioni di scioglimento straordinario descritte nel testo delle indagini 2021/22, aggravate dalla separazione del Ghiacciaio del Sex Rouge nell’estate del 2022.
2022/23
- ELA: L’altitudine della linea di equilibrio è di circa 2850 metri, un valore più basso di circa 100 metri rispetto al 2021/22. Questo indica un miglioramento nel bilancio di massa, con una zona di accumulo più estesa, che si estende fino a quote inferiori. Questo è coerente con il bilancio di massa specifico medio di -2,54 metri di equivalente in acqua, un valore meno negativo rispetto al 2021/22, come riportato nella Tabella 4.33.
- AAR: Il rapporto dell’area di accumulo è di circa 10%, un aumento rispetto al 2021/22. Questo indica che circa il 10% dell’area del ghiacciaio (circa 0,23 km², su un’area totale di 2,315 km²) si trovava nella zona di accumulo, un miglioramento significativo rispetto al 2021/22. Questo è attribuibile al maggiore accumulo invernale sopra la media descritto nel testo delle indagini 2022/23, che ha permesso una leggera espansione della zona di accumulo.
Tendenze Storiche
I dati storici (2009-2020/21) mostrano una variabilità significativa, ma una tendenza generale verso bilanci di massa negativi, con un’ELA che si è mantenuta a quote relativamente alte (tra 2700 e 2900 metri) e un AAR generalmente basso (tra 0% e 30%). Questo indica che, negli ultimi 14 anni, il Ghiacciaio di Tsanfleuron ha avuto una predominanza della zona di ablazione, con una zona di accumulo limitata, riflettendo una tendenza di ritiro glaciale. Il 2021/22 rappresenta un anno estremo, con un’ELA molto alta e un AAR nullo, mentre il 2022/23 mostra un miglioramento, con un’ELA più bassa e un AAR del 10%, ma entrambi gli anni si collocano nella parte più negativa della distribuzione storica, evidenziando la continua perdita di massa del ghiacciaio.
5. Collegamento con le Indagini e Contesto Climatico
I dati della Figura 4.53 sono in linea con le informazioni riportate nei testi delle indagini 2021/22 e 2022/23. L’anno 2021/22, caratterizzato da una perdita di massa record (bilancio di massa specifico medio di -3,97 metri di equivalente in acqua), è coerente con le condizioni di scioglimento straordinario descritte, con temperature estive elevate e un’ablazione intensa che ha portato alla separazione del Ghiacciaio del Sex Rouge dal Ghiacciaio di Tsanfleuron nell’estate del 2022. Questa separazione ha probabilmente contribuito a esacerbare la perdita di massa, riducendo l’apporto di ghiaccio dalla zona di accumulo e spingendo l’ELA a un’altitudine molto alta (2950 metri), con un AAR nullo.
Nel 2022/23, il miglioramento nel bilancio di massa (bilancio di massa specifico medio di -2,54 metri di equivalente in acqua) è attribuibile al maggiore accumulo invernale sopra la media, come descritto nel testo delle indagini 2022/23. Questo ha permesso una leggera espansione della zona di accumulo, con un’ELA più bassa (2850 metri) e un AAR del 10%. Tuttavia, l’ablazione estiva e autunnale, aggravata da un autunno con fusione intensa (come quella registrata a ottobre 2023), ha comunque determinato un bilancio negativo, impedendo al ghiacciaio di recuperare massa.
Questi risultati si inseriscono nel più ampio contesto del ritiro glaciale nelle Alpi, un fenomeno ben documentato e attribuito al riscaldamento globale. La tendenza generale verso bilanci di massa negativi, con un’ELA alta e un AAR basso, riflette l’impatto del cambiamento climatico sul Ghiacciaio di Tsanfleuron, con temperature in aumento che favoriscono l’ablazione e precipitazioni nevose insufficienti a compensare la fusione. La separazione del Ghiacciaio del Sex Rouge nel 2022 ha probabilmente avuto un impatto indiretto, riducendo il trasferimento di ghiaccio verso Tsanfleuron e contribuendo alla perdita di massa complessiva del sistema glaciale.
6. Implicazioni e Prospettive Future
La Figura 4.53 fornisce un’analisi quantitativa preziosa per comprendere la salute del Ghiacciaio di Tsanfleuron e le sue risposte alle variazioni climatiche. La perdita di massa eccezionale nel 2021/22, con un’ELA di 2950 metri e un AAR nullo, rappresenta un segnale allarmante della vulnerabilità del ghiacciaio alle condizioni climatiche estreme, come le ondate di calore estive. Il miglioramento nel 2022/23, con un’ELA di 2850 metri e un AAR del 10%, è un segnale positivo, ma il bilancio di massa negativo indica che il ghiacciaio rimane in uno stato di ritiro, con una tendenza che si inserisce nel più ampio contesto del declino glaciale nelle Alpi.
La perdita di massa ha implicazioni significative per le risorse idriche locali e gli ecosistemi alpini. I ghiacciai alpini fungono da serbatoi naturali, rilasciando acqua di fusione durante l’estate che alimenta fiumi e bacini idrografici. Una riduzione del volume glaciale, come quella osservata nel 2021/22 e nel 2022/23, si traduce in una diminuzione di questi flussi, con potenziali impatti sull’agricoltura, sull’approvvigionamento idrico e sugli ecosistemi acquatici a valle. Inoltre, il ritiro glaciale altera gli habitat alpini, influenzando la biodiversità e le specie adattate a condizioni di alta quota.
Dal punto di vista scientifico, i dati della Figura 4.53 possono essere utilizzati per calibrare modelli glaciologici e climatici, migliorando le previsioni sul ritiro glaciale e i suoi impatti. La relazione tra l’ELA, l’AAR e il bilancio di massa specifico medio evidenzia la sensibilità del ghiacciaio alle variazioni climatiche: un’ELA alta e un AAR basso, come osservato nel 2021/22, indicano un rischio elevato di ritiro accelerato, mentre un miglioramento, come nel 2022/23, suggerisce che un aumento dell’accumulo invernale può mitigare la perdita di massa, ma non invertire la tendenza senza un cambiamento significativo nelle condizioni climatiche.
Dal punto di vista gestionale, i risultati della Figura 4.53 sottolineano l’urgenza di adottare strategie di mitigazione del cambiamento climatico, come la riduzione delle emissioni di gas serra, per rallentare il ritmo del riscaldamento globale. Parallelamente, è necessario sviluppare piani di adattamento per affrontare le conseguenze del ritiro glaciale, come la gestione sostenibile delle risorse idriche e la protezione degli ecosistemi alpini. Interventi locali, come l’uso di geotessili per limitare la fusione (descritto nel testo delle indagini 2022/23), possono avere un impatto positivo a scala locale, ma la loro efficacia è limitata dall’estensione ridotta delle aree trattate e dalla natura sistemica del problema, che richiede soluzioni globali.
7. Conclusione
La Figura 4.53 rappresenta un documento scientifico di grande rilevanza, che integra l’altitudine della linea di equilibrio (ELA) e il rapporto dell’area di accumulo (AAR) con il bilancio di massa specifico medio del Ghiacciaio di Tsanfleuron, evidenziando la continua perdita di massa e l’impatto del cambiamento climatico. Il 2021/22 è stato un anno eccezionalmente negativo, con un’ELA molto alta (2950 metri) e un AAR nullo, riflettendo una perdita di massa record e una zona di accumulo inesistente. Il 2022/23 ha mostrato un miglioramento, con un’ELA più bassa (2850 metri) e un AAR del 10%, grazie a un maggiore accumulo invernale, ma il bilancio di massa negativo indica che il ghiacciaio rimane in uno stato di ritiro. Questi dati sottolineano la vulnerabilità del Ghiacciaio di Tsanfleuron alle variazioni climatiche e l’importanza di un monitoraggio continuo e di azioni globali per preservare i ghiacciai alpini, che svolgono un ruolo cruciale come serbatoi idrici e indicatori del cambiamento climatico, e per mitigare gli impatti del loro ritiro sulle risorse idriche e sugli ecosistemi alpini.
5 Velocità di Flusso del Ghiaccio
5.1 Introduzione e Contesto delle Ricerche
Le indagini a lungo termine sulla velocità di flusso superficiale del ghiaccio sono state condotte su un totale di otto ghiacciai, rappresentati graficamente nella Figura 5.1. Queste misurazioni vengono effettuate attraverso l’impiego di una rete di pali di rilevamento, variabile da un minimo di uno a un massimo di 16 per ciascun ghiacciaio, a seconda delle caratteristiche specifiche del sito e degli obiettivi dello studio. I dati relativi alle velocità annuali qui riportati sono stati normalizzati su un periodo standard di 365 giorni, al fine di garantire un’uniformità metodologica che consenta un confronto diretto e significativo tra i diversi ghiacciai e anni di osservazione. Parallelamente, il cambiamento dello spessore del ghiaccio è stato calcolato con precisione mediante il confronto diretto tra rilevamenti consecutivi, e i risultati sono espressi in termini cumulativi, offrendo così una visione integrata dell’evoluzione glaciale nel tempo.
Tali attività di monitoraggio sono state commissionate al Laboratorio di Idraulica, Idrologia e Glaciologia (VAW) dell’ETH di Zurigo da due importanti aziende del settore idroelettrico: Kraftwerke Mattmark e Forces Motrices de Mauvoisin SA. Queste società operano rispettivamente nelle regioni di Mattmark (Saastal) e Mauvoisin (Val de Bagnes), dove gestiscono impianti di produzione energetica che dipendono in modo critico dalle dinamiche dei ghiacciai presenti nei bacini di captazione. L’obiettivo primario di queste indagini scientifiche è comprendere in dettaglio le dinamiche di flusso del ghiaccio, con particolare attenzione agli aspetti legati alla sicurezza delle infrastrutture e alla continuità operativa delle centrali idroelettriche situate a valle. I ghiacciai monitorati rappresentano, infatti, una potenziale fonte di rischio per le strutture antropiche, poiché variazioni nella loro dinamica possono influire sulla stabilità geomorfologica delle aree circostanti o generare eventi estremi come colate detritiche o inondazioni.
Le osservazioni si concentrano principalmente su cinque ghiacciai di particolare rilevanza: Corbassière e Giétro, situati nell’area di Mauvoisin, e Allalin, Hohlaub e Schwarzberg, localizzati nella regione di Mattmark. Questi siti sono stati selezionati per la loro importanza sia dal punto di vista scientifico sia operativo, data la loro prossimità agli impianti idroelettrici e il loro ruolo nei processi idrologici locali. A questi si aggiungono ulteriori misurazioni condotte su altri tre ghiacciai – Grosser Aletschgletscher, Rhonegletscher e Silvrettagletscher – nell’ambito di programmi di ricerca a lungo termine dedicati allo studio del bilancio di massa, i cui dettagli sono approfonditi nel Capitolo 4 del presente lavoro. L’integrazione delle indagini sul flusso superficiale con quelle sul bilancio di massa permette di ottenere un quadro più completo delle risposte dei ghiacciai ai cambiamenti climatici e ambientali.
Un elemento innovativo di queste ricerche è rappresentato dall’adozione di tecnologie avanzate, in particolare i sistemi globali di navigazione satellitare (GNSS). L’utilizzo del GNSS ha significativamente ridotto gli sforzi necessari per il rilevamento sul campo, migliorando al contempo la precisione delle misurazioni. Grazie a questa tecnologia, le posizioni dei pali installati per le osservazioni del bilancio di massa possono essere determinate con un livello di accuratezza tale da renderle utili anche per l’analisi della velocità di flusso superficiale del ghiaccio. Questo approccio interdisciplinare e tecnologicamente avanzato è documentato in dettaglio nel rapporto GLAMOS (2022), che rappresenta una fonte autorevole per la glaciologia svizzera e offre un supporto fondamentale alla validazione dei dati raccolti.
In sintesi, queste indagini non solo contribuiscono alla gestione pratica dei rischi legati ai ghiacciai nelle aree di interesse, ma arricchiscono anche la conoscenza scientifica sulle dinamiche glaciali in un contesto di cambiamento climatico globale, fornendo dati preziosi per modelli predittivi e strategie di adattamento.

Analisi Dettagliata della Figura 5.1: Localizzazione Geografica dei Ghiacciai Investigati per le Misure della Velocità Superficiale del Ghiaccio
La Figura 5.1 presenta una rappresentazione cartografica della Svizzera, focalizzata sulla localizzazione geografica degli otto ghiacciai oggetto di indagini a lungo termine per la misurazione della velocità di flusso superficiale del ghiaccio. La mappa, realizzata in scala di grigi, utilizza un’ombreggiatura topografica per evidenziare il rilievo del territorio: le tonalità più scure corrispondono alle regioni montuose di alta quota, tipicamente associate alle Alpi svizzere, mentre le tonalità più chiare rappresentano le aree di bassa altitudine, come le valli e le pianure che si estendono tra i massicci alpini. Questo tipo di rappresentazione permette di visualizzare chiaramente il contesto orografico in cui si trovano i ghiacciai, sottolineando la loro distribuzione nelle principali catene montuose del Paese.
I ghiacciai investigati sono indicati sulla mappa mediante punti verdi, ciascuno accompagnato da un’etichetta che ne specifica il nome. In totale, vengono rappresentati otto ghiacciai, suddivisi in due gruppi principali in base alla loro rilevanza per le attività di monitoraggio idroelettrico e ai programmi di studio del bilancio di massa. Di seguito, si fornisce una descrizione dettagliata della loro posizione e del contesto geografico:
- Ghiacciai di Corbassière e Giétro: Questi due ghiacciai sono localizzati nella parte sud-occidentale della Svizzera, nella Val de Bagnes, una valle alpina situata nel Canton Vallese. La loro posizione ravvicinata sulla mappa riflette la loro appartenenza allo stesso bacino idrografico, gestito dalla compagnia idroelettrica Forces Motrices de Mauvoisin SA. Entrambi i ghiacciai si trovano nelle Alpi Pennine, una delle principali catene montuose delle Alpi occidentali, caratterizzata da cime elevate e condizioni climatiche favorevoli alla persistenza del ghiaccio. La vicinanza geografica di Corbassière e Giétro sottolinea l’importanza di un monitoraggio integrato in quest’area, dove le dinamiche glaciali possono influire direttamente sulla sicurezza delle infrastrutture idroelettriche a valle, come il bacino di Mauvoisin.
- Ghiacciai di Hohlaub, Allalin e Schwarzberg: Questi tre ghiacciai sono situati nella parte meridionale della Svizzera, nella regione del Saastal, anch’essa nel Canton Vallese, corrispondente all’area di Mattmark. La loro posizione sulla mappa mostra un raggruppamento spaziale significativo, coerentemente con il fatto che sono monitorati dalla compagnia Kraftwerke Mattmark. Anch’essi si trovano nelle Alpi Pennine, a breve distanza dai ghiacciai di Mauvoisin, ma in un bacino idrografico distinto. La concentrazione di questi ghiacciai in un’area relativamente ristretta evidenzia la necessità di un’analisi dettagliata delle loro dinamiche di flusso, dato il loro potenziale impatto sulle infrastrutture idroelettriche della regione, come il lago artificiale di Mattmark, che rappresenta una risorsa cruciale per la produzione di energia.
- Grosser Aletschgletscher: Indicato sulla mappa come “Grosser Aletsch”, questo ghiacciaio si trova nella parte centrale della Svizzera, nelle Alpi Bernesi, a cavallo tra i cantoni di Berna e Vallese. È il più grande ghiacciaio delle Alpi, con una lunghezza di circa 23 km e una superficie che copre oltre 80 km², rendendolo un sito di primaria importanza per gli studi glaciologici. La sua posizione sulla mappa, leggermente a nord-ovest rispetto agli altri ghiacciai, riflette la sua estensione attraverso il massiccio della Jungfrau e dell’Aletschhorn. Le misurazioni della velocità superficiale su questo ghiacciaio sono integrate con gli studi sul bilancio di massa, come parte di programmi di monitoraggio a lungo termine.
- Rhonegletscher (Rhone): Situato a est del Grosser Aletschgletscher, il ghiacciaio del Rodano si trova nel Canton Vallese, vicino al confine con il Canton Uri, nelle Alpi Bernesi orientali. È noto per essere la sorgente del fiume Rodano, uno dei principali corsi d’acqua dell’Europa occidentale. La sua posizione sulla mappa lo colloca in una regione di transizione tra le Alpi Bernesi e le Alpi Urane, un’area caratterizzata da un’intensa attività glaciologica e da un’importante rilevanza idrologica.
- Silvrettagletscher (Silvretta): Questo ghiacciaio è posizionato nella parte orientale della Svizzera, vicino al confine con l’Austria, nella regione del Silvretta, che si estende tra il Canton Grigioni e il Vorarlberg austriaco. La sua localizzazione nelle Alpi Retiche, una catena montuosa distinta dalle Alpi Pennine e Bernesi, evidenzia la varietà geografica e climatica dei siti di studio. Il Silvrettagletscher è monitorato sia per la velocità di flusso che per il bilancio di massa, contribuendo a una comprensione più ampia delle dinamiche glaciali nelle Alpi orientali.
Contesto Glaciologico e Metodologico
La distribuzione dei ghiacciai sulla mappa riflette una selezione strategica dei siti di studio, basata sia su criteri operativi che scientifici. I ghiacciai di Corbassière, Giétro, Hohlaub, Allalin e Schwarzberg sono stati scelti per la loro prossimità a infrastrutture idroelettriche critiche, dove le variazioni nella dinamica del flusso glaciale possono rappresentare un rischio per la sicurezza e la continuità operativa. Al contrario, il Grosser Aletschgletscher, il Rhonegletscher e il Silvrettagletscher sono stati inclusi per il loro ruolo in programmi di monitoraggio a lungo termine del bilancio di massa, che integrano le misurazioni della velocità superficiale per fornire un quadro più completo delle risposte dei ghiacciai ai cambiamenti climatici.
La mappa non include dettagli aggiuntivi come la rete di pali di rilevamento (da 1 a 16 per ghiacciaio, come indicato nel testo), i confini dei bacini idrografici o le infrastrutture idroelettriche. Tuttavia, il suo scopo è eminentemente illustrativo: fornire un inquadramento geografico chiaro e sintetico dei siti di studio, facilitando la comprensione del contesto spaziale delle indagini. L’ombreggiatura topografica sottolinea che tutti i ghiacciai si trovano in aree di alta montagna, dove le condizioni climatiche e altimetriche favoriscono la formazione e la persistenza del ghiaccio. Le regioni circostanti, rappresentate in tonalità più chiare, corrispondono alle valli abitate e sfruttate per la produzione di energia, evidenziando la connessione diretta tra le dinamiche glaciali e le attività antropiche.
Rilevanza Scientifica e Operativa
La Figura 5.1 rappresenta un elemento chiave per contestualizzare le indagini descritte nel testo. La distribuzione dei ghiacciai copre diverse regioni delle Alpi svizzere – dalle Alpi Pennine (Corbassière, Giétro, Hohlaub, Allalin, Schwarzberg) alle Alpi Bernesi (Grosser Aletschgletscher, Rhonegletscher) fino alle Alpi Retiche (Silvrettagletscher) – evidenziando la varietà di contesti glaciologici e climatici analizzati. Questa diversità geografica è fondamentale per comprendere le differenze regionali nelle risposte dei ghiacciai ai cambiamenti ambientali, come il riscaldamento globale e le variazioni delle precipitazioni nevose.
Dal punto di vista operativo, la mappa sottolinea l’importanza di un monitoraggio integrato nelle aree di Mauvoisin e Mattmark, dove i ghiacciai rappresentano una potenziale fonte di rischio per le infrastrutture idroelettriche. La concentrazione di ghiacciai in queste regioni riflette la necessità di un’analisi dettagliata delle loro dinamiche di flusso, che possono influire sulla stabilità geomorfologica delle valli sottostanti o generare eventi estremi come colate detritiche o inondazioni. Parallelamente, i dati raccolti su ghiacciai come il Grosser Aletschgletscher e il Rhonegletscher contribuiscono a una comprensione più ampia delle tendenze glaciologiche a scala alpina, con implicazioni per la gestione delle risorse idriche e la pianificazione di strategie di adattamento al cambiamento climatico.
In conclusione, la Figura 5.1 non solo fornisce un inquadramento geografico essenziale per le indagini sulla velocità di flusso superficiale, ma rappresenta anche un punto di partenza per analizzare le interazioni tra dinamiche glaciali, rischi ambientali e attività antropiche nelle Alpi svizzere. La sua semplicità grafica, priva di dettagli tecnici come i pali di rilevamento o i confini dei bacini idrografici, è funzionale a un’interpretazione immediata, lasciando al testo l’approfondimento delle metodologie e dei risultati specifici.

Analisi Comparativa delle Fotografie dell’Allalingletscher: Documentazione del Ritiro Glaciale tra il 1965 e il 2023
Le due fotografie presentate offrono una documentazione visiva di straordinaria rilevanza scientifica, illustrando l’evoluzione del ghiacciaio Allalingletscher (Allalin) nel corso di un intervallo temporale di 58 anni, dal 1965 al 2023. La prima immagine, scattata nell’agosto 1965 da P. Kasser, e la seconda, realizzata nel settembre 2023 da A. Bauder, mostrano la lingua del ghiacciaio in due momenti storici distinti, evidenziando un drammatico ritiro del ghiaccio che riflette le tendenze globali di deglaciazione nelle Alpi svizzere. Questa analisi comparativa non solo documenta il cambiamento morfologico del ghiacciaio, ma fornisce anche un’importante testimonianza degli effetti del cambiamento climatico sui sistemi glaciali alpini, con implicazioni significative per l’idrologia, la geologia e la gestione delle risorse naturali.
Descrizione Dettagliata delle Fotografie
Fotografia del 1965: La Lingua dell’Allalingletscher in una Fase di Estensione Significativa
La fotografia superiore, realizzata in bianco e nero nell’agosto 1965, cattura la lingua del ghiacciaio Allalingletscher in una sezione ripida delle Alpi Pennine, nella regione del Saastal (Canton Vallese, Svizzera). Il ghiacciaio appare come una massa imponente di ghiaccio che si estende lungo la parete montuosa, scendendo verso la valle sottostante. La superficie del ghiaccio è caratterizzata da una morfologia complessa, con crepacci e seracchi ben visibili, che testimoniano un flusso glaciale attivo e dinamico. Questi elementi indicano che, all’epoca, l’Allalingletscher era in una fase di equilibrio o di lieve regressione, con un accumulo di neve nelle zone di alimentazione (in quota) sufficiente a sostenere il movimento del ghiaccio verso valle. La parete rocciosa sottostante il ghiacciaio mostra segni evidenti di erosione glaciale, come striature e superfici levigate, tipiche dell’azione abrasiva del ghiaccio in movimento. Sullo sfondo, le cime montuose delle Alpi Pennine sono parzialmente coperte da neve perenne, un segnale di condizioni climatiche più fredde e di un regime di precipitazioni nevose più consistente rispetto al presente. Il cielo, parzialmente nuvoloso, non compromette la visibilità dei dettagli del ghiacciaio e del paesaggio circostante, permettendo un’analisi chiara della sua estensione e morfologia.
Fotografia del 2023: La Scomparsa della Lingua Glaciale e l’Esposizione del Terreno Sottostante
La fotografia inferiore, scattata a colori nel settembre 2023, mostra la stessa sezione del ghiacciaio Allalingletscher, ma rivela un cambiamento drammatico: la lingua glaciale è completamente scomparsa dalla parete ripida visibile nella fotografia del 1965. Al suo posto, si osserva una parete rocciosa esposta, caratterizzata da una stratificazione geologica ben definita, con strati di roccia sedimentaria e metamorfica che testimoniano la storia geologica della regione. La superficie rocciosa è punteggiata da depositi detritici, come morene laterali e materiale eroso, che rappresentano i resti dell’attività glaciale passata. Nelle aree meno ripide, si notano chiazze di vegetazione sparsa, un segno di ricolonizzazione naturale del terreno dopo il ritiro del ghiaccio, un processo tipico delle aree deglaciate di recente. Sullo sfondo, le cime montuose mostrano una copertura nevosa significativamente ridotta rispetto al 1965, con solo piccole chiazze di neve perenne visibili sulle quote più alte. Il cielo, di un blu intenso e privo di nuvole, offre una visibilità eccellente, evidenziando i dettagli del paesaggio e l’assenza del ghiaccio nella sezione fotografata. In alto, vicino alla sommità della parete, si intravede una piccola porzione di ghiaccio residuo, ma è evidente che il ghiacciaio si è ritirato a quote più elevate, fuori dal campo visivo dell’immagine.
Confronto Temporale e Analisi delle Trasformazioni
Il confronto tra le due fotografie evidenzia un ritiro glaciale di entità eccezionale, che ha portato alla completa scomparsa della lingua dell’Allalingletscher nella sezione ripida osservata, nell’arco di 58 anni. Questo cambiamento può essere analizzato attraverso diversi aspetti:
- Riduzione dell’Estensione del Ghiaccio:
- Nel 1965, l’Allalingletscher presentava una lingua glaciale ben sviluppata, che occupava gran parte della parete montuosa e mostrava segni di un flusso attivo, come crepacci e seracchi. Questo indica che il ghiacciaio era ancora in grado di trasportare ghiaccio dalle zone di accumulo (in quota) verso la lingua, nonostante i primi segnali di riscaldamento globale fossero già in atto.
- Nel 2023, il ghiaccio è completamente assente dalla sezione visibile, e il ghiacciaio si è ritirato a quote più alte, fuori dal campo visivo. Questo ritiro è coerente con le tendenze documentate per i ghiacciai alpini, che hanno subito una perdita media di spessore di 1-2 metri all’anno negli ultimi decenni, secondo i dati del GLAMOS (Glacier Monitoring in Switzerland). La fusione accelerata è attribuibile all’aumento delle temperature medie, alla riduzione delle precipitazioni nevose e all’allungamento della stagione di ablazione estiva.
- Evoluzione Morfologica del Terreno:
- Nella fotografia del 1965, la presenza del ghiaccio nasconde gran parte della geologia sottostante, ma le aree esposte mostrano segni di erosione glaciale, come superfici levigate e striature, indicative dell’azione abrasiva del ghiaccio in movimento.
- Nella fotografia del 2023, la parete rocciosa esposta rivela una stratificazione geologica dettagliata, con strati di roccia sedimentaria e metamorfica che riflettono la storia geologica delle Alpi Pennine. I depositi detritici, come le morene laterali, testimoniano il passato movimento del ghiacciaio, mentre la comparsa di vegetazione sparsa nelle aree meno ripide indica un processo di successione ecologica, con la colonizzazione di specie pioniere in un ambiente deglaciato di recente.
- Variazioni nella Copertura Nevosa e nelle Condizioni Climatiche:
- Nel 1965, le cime montuose sullo sfondo mostrano una copertura nevosa significativa, anche in estate, segno di un clima più freddo e di un accumulo nevoso più consistente, che contribuiva a sostenere il bilancio di massa del ghiacciaio.
- Nel 2023, la neve perenne è drasticamente ridotta, con solo piccole chiazze visibili sulle cime più alte. Questo cambiamento riflette l’aumento delle temperature estive, la diminuzione delle nevicate invernali e l’allungamento della stagione di fusione, fattori che hanno accelerato il ritiro del ghiacciaio.
- Differenze Tecniche nelle Fotografie:
- La fotografia del 1965, in bianco e nero, riflette le tecnologie fotografiche dell’epoca, ma offre un buon contrasto tra il ghiaccio e la roccia, permettendo di apprezzare i dettagli della superficie glaciale.
- La fotografia del 2023, a colori, evidenzia le tonalità della roccia, la presenza di vegetazione e il cielo sereno, fornendo un’immagine più dettagliata e realistica del paesaggio attuale. La qualità cromatica facilita l’identificazione dei cambiamenti ambientali, come la ricolonizzazione vegetale e la riduzione della neve.
Contesto Scientifico e Implicazioni del Ritiro Glaciale
Le fotografie dell’Allalingletscher si inseriscono nel contesto delle indagini a lungo termine descritte nel testo, condotte dal Laboratorio di Idraulica, Idrologia e Glaciologia (VAW) dell’ETH di Zurigo per conto di Kraftwerke Mattmark. L’Allalingletscher, insieme ai vicini ghiacciai Hohlaub e Schwarzberg, è monitorato per valutare le dinamiche di flusso del ghiaccio e i potenziali rischi per le infrastrutture idroelettriche nella regione del Saastal. Il ritiro documentato nelle fotografie ha implicazioni significative su più fronti:
- Impatto Idrologico e Gestionale: La scomparsa della lingua glaciale riduce il contributo di acqua di fusione al bacino idrografico del Saastal, con conseguenze dirette sulla disponibilità di risorse idriche per la produzione idroelettrica. Kraftwerke Mattmark, che gestisce il lago artificiale di Mattmark, dipende dal flusso d’acqua proveniente dai ghiacciai della regione. La riduzione del volume di ghiaccio implica una diminuzione del deflusso estivo, con potenziali ripercussioni sulla produzione energetica e sulla gestione delle risorse idriche, specialmente in un contesto di crescente domanda e variabilità climatica.
- Rischi Geologici e Ambientali: Il ritiro del ghiacciaio espone nuove aree di roccia instabile, aumentando il rischio di frane, colate detritiche e altri eventi geomorfologici. La fusione del ghiaccio può destabilizzare le morene laterali, creando potenziali pericoli per le infrastrutture a valle, come dighe e centrali idroelettriche. Inoltre, la deglaciazione altera gli equilibri idrogeologici locali, modificando i percorsi di drenaggio e aumentando il rischio di inondazioni improvvise (glacial lake outburst floods) in caso di formazione di laghi glaciali.
- Indicatore del Cambiamento Climatico: Le fotografie forniscono una prova visiva dell’impatto del riscaldamento globale sui ghiacciai alpini. Studi glaciologici condotti dal GLAMOS hanno documentato una perdita di massa accelerata per i ghiacciai svizzeri a partire dagli anni 1980, con un’intensificazione negli ultimi due decenni a causa di estati più calde e inverni meno nevosi. L’Allalingletscher, come molti altri ghiacciai alpini, ha subito una riduzione significativa del suo volume, con tassi di ritiro che in alcune sezioni superano i 20-30 metri all’anno. Questo fenomeno è parte di una tendenza globale che vede i ghiacciai montani come uno degli indicatori più sensibili del cambiamento climatico.
- Metodologie di Monitoraggio e Rilevanza Scientifica: Le fotografie sottolineano l’importanza di un monitoraggio a lungo termine per comprendere le dinamiche glaciali e prevederne l’evoluzione futura. Come descritto nel testo, le indagini sull’Allalingletscher includono misurazioni della velocità di flusso superficiale e del cambiamento di spessore, effettuate mediante una rete di pali di rilevamento (da 1 a 16 per ghiacciaio) e tecnologie avanzate come i sistemi globali di navigazione satellitare (GNSS). Questi strumenti permettono di ottenere dati precisi sulla cinematica del ghiaccio e sulla sua risposta ai cambiamenti climatici, fornendo informazioni cruciali per modelli predittivi e strategie di adattamento. Le fotografie, pur non mostrando direttamente i pali di rilevamento, rappresentano un complemento visivo essenziale a queste misurazioni, offrendo una prospettiva storica che integra i dati quantitativi.
Conclusione e Prospettive Future
Le due fotografie dell’Allalingletscher, scattate a distanza di 58 anni, costituiscono una testimonianza visiva di grande impatto del ritiro glaciale nelle Alpi svizzere, un fenomeno che riflette l’accelerazione del cambiamento climatico nel corso del XX e XXI secolo. La fotografia del 1965 mostra un ghiacciaio ancora imponente, con una lingua che si estende lungo una sezione ripida della montagna, mentre quella del 2023 rivela la completa scomparsa del ghiaccio in quella stessa area, lasciando spazio a una parete rocciosa esposta e a segni di ricolonizzazione vegetale. Questo cambiamento non è un caso isolato, ma si inserisce in un contesto più ampio di deglaciazione che sta trasformando i paesaggi alpini e influenzando i sistemi idrologici, geologici ed economici delle regioni montuose.
Dal punto di vista scientifico, queste immagini rafforzano la necessità di continuare a monitorare i ghiacciai con approcci integrati, combinando osservazioni sul campo, tecnologie avanzate come il GNSS e analisi storiche come quelle fornite da fotografie d’archivio. Dal punto di vista operativo, il ritiro dell’Allalingletscher evidenzia l’urgenza di sviluppare strategie di adattamento per mitigare i rischi associati alla deglaciazione, come la gestione dei bacini idroelettrici, la protezione delle infrastrutture e la pianificazione di misure per affrontare la crescente scarsità d’acqua. In un futuro in cui i ghiacciai alpini potrebbero ridursi ulteriormente, o addirittura scomparire in alcune aree, studi come quelli condotti dal VAW/ETHZ e documentati nel testo assumono un ruolo cruciale per affrontare le sfide poste dal cambiamento climatico e per preservare l’equilibrio ambientale delle regioni montuose.
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