Global sea surface temperature, updated to October 2023

le due mappe mostrano le anomalie della temperatura superficiale del mare in tutto il mondo, aggiornate al 23 ottobre 2023 e al 23 ottobre 2022. Le anomalie sono le differenze di temperatura rispetto a un periodo di riferimento, che in questo caso è dal 1977 al 1991.

La scala di colori nella parte inferiore delle mappe indica l’anomalia in gradi Celsius. I toni del blu rappresentano temperature più fredde rispetto alla media del periodo di riferimento, mentre i toni del rosso e del giallo rappresentano temperature più calde della media.

Confrontando le due mappe, si possono analizzare i cambiamenti nella temperatura superficiale del mare in un periodo di un anno. Le aree che sono diventate più calde o più fredde possono essere identificate dai cambiamenti di colore. Ad esempio, se una regione mostra un passaggio dal blu (più freddo) al rosso (più caldo), indica che la temperatura superficiale del mare è aumentata nell’arco dell’anno.

Queste mappe sono importanti per studiare il cambiamento climatico, i modelli di circolazione oceanica e le previsioni meteorologiche. Sono prodotte dal Plymouth State Weather Center, il che suggerisce che sono destinate all’uso educativo o meteorologico. I modelli specifici e i cambiamenti potrebbero indicare vari fenomeni climatici come gli eventi El Niño o La Niña e gli spostamenti a lungo termine potrebbero segnalare tendenze di riscaldamento globale.

Se ci sono caratteristiche specifiche o cambiamenti di cui vorresti sapere di più, fammelo sapere e posso fornire ulteriori spiegazioni.

A causa delle vaste superfici prossime all’Equatore, la temperatura delle acque superficiali in queste regioni è particolarmente importante per la temperatura atmosferica globale (pag. 6-8). Infatti, almeno il 50% della superficie del pianeta Terra si trova all’interno dei 30°N e dei 30°S.

Una miscela di acque relativamente calde e fredde domina attualmente gran parte della superficie oceanica globale, ma con notevoli variazioni da mese a mese. Tutti questi cambiamenti nella temperatura della superficie oceanica influenzeranno le temperature dell’aria globale nei prossimi mesi. Un freddo episodio di La Niña (Oceano Pacifico) è di recente terminato ed è ora seguito da un caldo episodio di El Niño (vedi mappe a pag.15 e diagramma a pag.25).

L’importanza di un raffreddamento o riscaldamento a breve termine riflesso nelle temperature dell’aria non dovrebbe mai essere esagerata. Ogni volta che la Terra passa attraverso episodi freddi di La Niña o caldi di El Niño, si verificano importanti scambi di calore tra l’Oceano Pacifico e l’atmosfera sovrastante, che prima o poi si riflettono nelle stime della temperatura atmosferica globale.

Tuttavia, ciò non riflette necessariamente cambiamenti simili nel contenuto totale di calore del sistema atmosfera-oceano. In effetti, i cambiamenti netti globali possono essere minimi e tali scambi di calore potrebbero principalmente riflettere una redistribuzione dell’energia tra oceano e atmosfera. Ciò che conta è l’andamento complessivo della temperatura considerato su diversi anni.

Il grafico visualizzato rappresenta le anomalie di temperatura in due contesti differenti:

  1. Temperatura della troposfera inferiore sopra gli oceani (Linea blu): La linea blu più sottile rappresenta le misurazioni mensili della temperatura della troposfera inferiore sopra gli oceani, come rilevato dai sensori satellitari gestiti dall’Università dell’Alabama a Huntsville (UAH). La temperatura è espressa come anomalia rispetto al periodo di riferimento 1991-2020. Le anomalie positive indicano temperature più calde rispetto alla media di questo periodo, mentre quelle negative indicano temperature più fredde.
  2. Anomalia della temperatura globale dell’oceano secondo Argo (Linea rosa): La linea più sottile di colore rosa rappresenta l’anomalia della temperatura globale dell’oceano, misurata dalla rete di galleggianti Argo, che raccoglie dati sulla temperatura dell’oceano fino a una profondità di circa 2.000 metri. Anche queste misurazioni sono mostrate come anomalie rispetto alla media, ma per facilitare il confronto visivo, sono state spostate verticalmente nel grafico.

Le linee più spesse rappresentano la media mobile semplice su 37 mesi per ciascuno dei due set di dati. Questa media mobile aiuta a lisciare le fluttuazioni a breve termine e a evidenziare meglio le tendenze a lungo termine.

Da questo grafico possiamo osservare che vi è stata una tendenza generale all’aumento delle anomalie di temperatura negli ultimi decenni, indicando un riscaldamento sia della troposfera inferiore che dell’oceano. Vi sono variazioni stagionali e annuali, ma la tendenza generale è verso il riscaldamento. Questo è coerente con i modelli di cambiamento climatico che indicano un aumento delle temperature globali.

Oltre alle tendenze di lungo periodo, il grafico mostra anche eventi di breve termine che influenzano le temperature, come El Niño o La Niña, che possono causare aumenti o diminuzioni significative delle temperature medie a seconda della loro intensità e durata.http://www.atmos.uah.edu/atmos/

Il grafico visualizza due serie di dati relativi alla temperatura degli oceani:

  1. Anomalie della temperatura superficiale del mare (SST) secondo HadISST (Linea blu sottile): La linea blu più sottile rappresenta le anomalie della temperatura media mensile della superficie del mare globale dal 1979, secondo il Climatic Research Unit (CRU) dell’Università dell’East Anglia. Le anomalie sono rispetto al periodo di base 1961-1990. Ciò significa che un valore anomalo di temperatura di zero sarebbe la media del periodo di base; valori positivi indicano temperature più alte della media di base e valori negativi indicano temperature più basse della media.
  2. Media mobile su 37 mesi (Linea blu spessa): La linea più spessa rappresenta la media mobile su 37 mesi delle anomalie SST. Questo metodo di lisciatura è utilizzato per ridurre il rumore dei dati e mostrare la tendenza sottostante nel lungo periodo. I picchi e le valli possono rappresentare variazioni stagionali o eventi climatici, ma la media mobile ci mostra una tendenza generale al rialzo della temperatura superficiale del mare nel corso del tempo.

L’inserzione:

  • Anomalia della temperatura globale dell’oceano secondo Argo (Linea rosa): La linea rosa rappresenta l’anomalia della temperatura globale dell’oceano rilevata dai galleggianti Argo. Questi galleggianti misurano la temperatura e altri dati oceanografici fino a una profondità di circa 2000 metri. Anche questi valori sono rappresentati come anomalie e sono stati traslati verticalmente sul grafico per facilitare un confronto visivo con le anomalie SST di HadISST.

Analizzando il grafico, possiamo vedere che entrambe le serie di dati mostrano una tendenza al riscaldamento nel lungo termine, evidenziata dalle linee della media mobile. Queste tendenze sono consistenti con ciò che ci aspetteremmo in un contesto di riscaldamento globale, dove la temperatura media della superficie del mare e le temperature degli oceani aumentano nel tempo. Questo aumento ha implicazioni per i sistemi climatici globali, poiché la temperatura del mare influisce sulla circolazione atmosferica e sul clima.http://www.cru.uea.ac.uk/

Il grafico mostra due serie di dati sulla temperatura degli oceani:

  1. Anomalie della temperatura superficiale del mare (SST) secondo il National Climatic Data Center (NCDC) (Linea blu sottile): La linea blu più sottile indica le anomalie della temperatura media mensile della superficie del mare globale dal 1979 secondo il NCDC degli Stati Uniti. Le anomalie sono calcolate rispetto al periodo di base 1901-2000, quindi i valori anomali mostrano quanto le temperature mensili si discostano dalla media di quel secolo. Valori positivi indicano temperature più calde della media di riferimento, e valori negativi indicano temperature più fredde.
  2. Media mobile su 37 mesi (Linea blu spessa): La linea blu più spessa è una media mobile su 37 mesi delle anomalie SST. Questa media aiuta a lisciare le variazioni a breve termine e a evidenziare le tendenze di lungo termine nelle temperature superficiali del mare.

L’inserzione:

  • Anomalia della temperatura globale dell’oceano secondo Argo (Linea rosa): La linea rosa rappresenta l’anomalia della temperatura dell’oceano globale rilevata dai galleggianti Argo. Questi galleggianti misurano la temperatura e altri dati oceanografici fino a una profondità di circa 2000 metri. Anche queste misure sono mostrate come anomalie e sono state traslate verticalmente per facilitare il confronto visivo con le anomalie SST.

Le anomalie di temperatura mostrate nel grafico sono significative poiché forniscono informazioni sui cambiamenti nel sistema climatico. Una tendenza al rialzo, come si osserva nel grafico, è indicativa del riscaldamento globale. La temperatura superficiale del mare è una variabile importante per il clima poiché influisce sui modelli di circolazione atmosferica e oceanica e può avere impatti su fenomeni meteorologici estremi, la biodiversità marina, e i livelli del mare. La correlazione tra i dati di superficie (NCDC) e quelli in profondità (Argo) aiuta a comprendere come il calore viene assorbito e distribuito negli oceani. http://www.ncdc.noaa.gov/oa/ncdc.html

Ocean temperature in uppermost 100 m, updated to June 2023

Il grafico mostra l’andamento della temperatura media degli oceani del mondo dalla superficie fino a una profondità di 100 metri, iniziando dall’anno 1955 e aggiornato fino a giugno 2023. Ecco cosa rappresentano i vari elementi nel grafico:

  • Anomalia della Temperatura (°C): Questo è il dato principale mostrato nel grafico. Un’anomalia di temperatura è la differenza rispetto a una temperatura media o di base. Qui, il periodo di base è dal 1955 al 2010. Se il valore è sopra lo 0, significa che la temperatura per quel periodo è più calda della media di base. Se è sotto lo 0, è più fredda.
  • Linea Sottile (valori trimestrali): Questa linea rappresenta l’anomalia della temperatura misurata ogni tre mesi. È più sensibile alle fluttuazioni a breve termine.
  • Linea Spessa (media mobile di 39 mesi): Questa linea mostra una media mobile semplice su 39 mesi, che corrisponde approssimativamente a 3 anni. Una media mobile è usata per attenuare le fluttuazioni a breve termine e mettere in evidenza le tendenze o i cicli a lungo termine.
  • Fonte dei Dati: I dati provengono dal Centro Nazionale di Dati Oceanografici della NOAA (NODC).
  • Periodo di Base: La temperatura media dal 1955 al 2010 viene utilizzata come punto di riferimento per calcolare l’anomalia. Quindi, per esempio, se l’anomalia è di +0,2°C, significa che la temperatura in quel periodo è di 0,2 gradi Celsius più alta della media della temperatura dal 1955 al 2010.

Guardando il grafico, si può notare che c’è una tendenza complessiva all’aumento delle temperature degli oceani nel periodo mostrato, il che indica un riscaldamento globale. Le anomalie di temperatura sono sempre più positive, specialmente negli ultimi decenni, il che è coerente con altri dati climatici che mostrano una tendenza generale al riscaldamento. I picchi e le valli rappresentano la variabilità all’interno di questa tendenza, che potrebbe essere dovuta a una varietà di fattori, inclusi variazioni stagionali, correnti oceaniche e altri modelli climatici come El Niño o La Niña.

Il grafico mostra l’andamento della temperatura media degli oceani del mondo dalla superficie fino a una profondità di 100 metri, iniziando dall’anno 1955 e aggiornato fino a giugno 2023. Ecco cosa rappresentano i vari elementi nel grafico:

  • Anomalia della Temperatura (°C): Questo è il dato principale mostrato nel grafico. Un’anomalia di temperatura è la differenza rispetto a una temperatura media o di base. Qui, il periodo di base è dal 1955 al 2010. Se il valore è sopra lo 0, significa che la temperatura per quel periodo è più calda della media di base. Se è sotto lo 0, è più fredda.
  • Linea Sottile (valori trimestrali): Questa linea rappresenta l’anomalia della temperatura misurata ogni tre mesi. È più sensibile alle fluttuazioni a breve termine.
  • Linea Spessa (media mobile di 39 mesi): Questa linea mostra una media mobile semplice su 39 mesi, che corrisponde approssimativamente a 3 anni. Una media mobile è usata per attenuare le fluttuazioni a breve termine e mettere in evidenza le tendenze o i cicli a lungo termine.
  • Fonte dei Dati: I dati provengono dal Centro Nazionale di Dati Oceanografici della NOAA (NODC).
  • Periodo di Base: La temperatura media dal 1955 al 2010 viene utilizzata come punto di riferimento per calcolare l’anomalia. Quindi, per esempio, se l’anomalia è di +0,2°C, significa che la temperatura in quel periodo è di 0,2 gradi Celsius più alta della media della temperatura dal 1955 al 2010.

Guardando il grafico, si può notare che c’è una tendenza complessiva all’aumento delle temperature degli oceani nel periodo mostrato, il che indica un riscaldamento globale. Le anomalie di temperatura sono sempre più positive, specialmente negli ultimi decenni, il che è coerente con altri dati climatici che mostrano una tendenza generale al riscaldamento. I picchi e le valli rappresentano la variabilità all’interno di questa tendenza, che potrebbe essere dovuta a una varietà di fattori, inclusi variazioni stagionali, correnti oceaniche e altri modelli climatici come El Niño o La Niña.http://www.nodc.noaa.gov/

Il grafico mostra l’anomalia della temperatura media verticale del Pacifico da 0 a 100 metri di profondità, a partire dal 1955 e aggiornato fino a giugno 2023. Ecco una spiegazione dettagliata:

  • Anomalia della Temperatura (in gradi Celsius): Rappresenta la deviazione della temperatura misurata rispetto alla media storica del periodo di riferimento 1955-2010. Valori positivi indicano temperature superiori alla media storica, mentre valori negativi indicano temperature inferiori.
  • Linea Sottile: Indica i valori dell’anomalia di temperatura rilevati ogni tre mesi. Questa linea è sensibile a variazioni immediate e stagionali, mostrando così un grafico più “rumoroso” o variabile.
  • Linea Spessa: Rappresenta la media mobile semplice su 39 mesi, circa 3 anni. Questo dato liscia le variazioni a breve termine e mostra una tendenza più chiara nel lungo periodo. La linea spessa aiuta a visualizzare meglio le tendenze sottostanti al di là delle fluttuazioni stagionali o casuali.
  • Fonte dei Dati: Il grafico si basa sui dati del Centro Nazionale Oceanografico di Dati (NODC) della NOAA, che è un’autorità affidabile per quanto riguarda i dati oceanografici.

Il trend generale che emerge da questo grafico è di un riscaldamento progressivo dell’Oceano Pacifico nel corso del tempo. Dopo il 1970 si nota un aumento più consistente delle anomalie positive, indicando un innalzamento delle temperature medie. Questo riscaldamento è in linea con i dati globali sul cambiamento climatico e il riscaldamento degli oceani, che hanno implicazioni significative per i sistemi climatici globali, influenzando il tempo atmosferico, i livelli del mare e gli ecosistemi marini.

Le variazioni più brevi e acute che si vedono nella linea sottile possono essere influenzate da fenomeni come El Niño o La Niña, che sono cicli climatici naturali che possono causare significativi cambiamenti temporanei nella temperatura dell’oceano. Tuttavia, la tendenza di lungo termine è quella che ci fornisce informazioni sui cambiamenti climatici in atto. http://www.nodc.noaa.gov/

http://www.nodc.noaa.gov/

Il grafico che hai fornito rappresenta l’anomalia della temperatura media verticale dell’Oceano Atlantico dalla superficie fino a 100 metri di profondità. Ecco i dettagli per comprendere meglio:

  • Anomalia della Temperatura (in gradi Celsius): Indica la differenza tra la temperatura osservata e la media storica del periodo 1955-2010. Valori positivi sopra lo zero indicano che la temperatura è superiore alla media di quel periodo di base, mentre valori negativi indicano temperature inferiori alla media.
  • Linea Sottile (valori trimestrali): Mostra l’anomalia della temperatura rilevata ogni tre mesi. Questa linea è più soggetta a fluttuazioni immediate e riflette variazioni a breve termine, che possono essere stagionali o dovute ad altri fattori come fenomeni meteorologici o correnti oceaniche.
  • Linea Spessa (media mobile di 39 mesi): Presenta la media mobile calcolata su un periodo di 39 mesi, che corrisponde a circa tre anni. Questo dato liscia le fluttuazioni a breve termine, fornendo una visione più chiara della tendenza di lungo periodo. La media mobile aiuta a comprendere meglio la direzione e la stabilità della tendenza di riscaldamento degli oceani.
  • Fonte dei Dati: I dati sono forniti dal National Oceanographic Data Center (NODC) della NOAA, che è responsabile per la raccolta e l’analisi di dati oceanografici a livello globale.

Guardando il grafico, si nota una tendenza al rialzo delle anomalie di temperatura nel lungo periodo, indicando che l’Oceano Atlantico si sta riscaldando. Questo è particolarmente evidente dagli anni ’80 in poi, dove la linea spessa mostra un’ascesa più marcata. Questo incremento sostanziale nella temperatura media suggerisce cambiamenti nell’oceano che possono avere impatti profondi sugli ecosistemi marini, sui modelli di circolazione oceanica e sul clima globale. Le implicazioni di tali cambiamenti sono vasti, influenzando le condizioni meteorologiche estreme, i livelli del mare e la biodiversità marina.

Il grafico mostra l’anomalia della temperatura media verticale nell’Oceano Indiano dalla superficie fino a una profondità di 100 metri. L’anomalia di temperatura è la differenza tra la temperatura osservata in un dato momento e la temperatura media di un periodo di riferimento, in questo caso, il periodo 1955-2010. Ecco una spiegazione dettagliata degli elementi del grafico:

  • Anomalia della Temperatura (°C): Questo è il valore centrale del grafico e mostra la deviazione della temperatura misurata rispetto alla media del periodo di base. Un valore di anomalia positivo indica che la temperatura in quel periodo è stata più alta della media del periodo di base, mentre un valore negativo indica che è stata più bassa.
  • Linea Sottile (valori trimestrali): La linea più fine rappresenta le misure dell’anomalia di temperatura registrate ogni tre mesi. Questa linea cattura le fluttuazioni stagionali e le variazioni di breve termine, che possono essere piuttosto volatili.
  • Linea Spessa (media mobile di 39 mesi): La linea più spessa è una media mobile semplice di 39 mesi, che corrisponde a circa tre anni. Questa media serve a levigare le fluttuazioni di breve termine causate da fattori stagionali o eventi meteorologici episodici, permettendo di osservare meglio le tendenze a lungo termine.
  • Fonte dei Dati: I dati provengono dal National Oceanographic Data Center (NODC) della NOAA, un’agenzia riconosciuta per la raccolta e l’analisi di dati oceanografici.

Analizzando il grafico, si nota una tendenza al rialzo delle anomalie di temperatura negli ultimi decenni, suggerendo un riscaldamento progressivo dell’Oceano Indiano. Il riscaldamento è particolarmente evidente negli ultimi anni del grafico, dove si osserva che la linea della media mobile (la linea spessa) ha una pendenza ascendente più marcata. Questo potrebbe essere indicativo di un riscaldamento a lungo termine dell’oceano, che è coerente con il più ampio fenomeno del cambiamento climatico globale. Eventi come El Niño e La Niña possono influenzare queste temperature, ma la tendenza generale al riscaldamento è chiara e si allinea con le attese scientifiche relative all’impatto delle attività umane e dell’aumento dei gas serra sull’ambiente marino.

Pacific Decadal Oscillation (PDO), updated to October 2023

https://psl.noaa.gov/pdo/

Il grafico rappresenta la variazione mensile dell’Indice della Oscillazione Decadale del Pacifico (PDO) dal gennaio 1979 fino all’ottobre 2023. L’oscillazione decadale del Pacifico è un modello di variabilità climatica a lungo termine che mostra schemi simili al fenomeno El Niño nel Pacifico.

Ecco una spiegazione più approfondita di ogni componente del grafico:

  1. Asse Orizzontale (Tempo): L’asse orizzontale mostra il tempo, con gli anni segnati dal 1979 al 2024. Questo indica la distribuzione temporale dei dati del PDO.
  2. Asse Verticale (Anomalia della Temperatura): L’asse verticale misura l’anomalia della temperatura in gradi Celsius (°C), che rappresenta la deviazione dalla temperatura media di un periodo di base, in questo caso dal 1982 al 2002. Quindi, un valore positivo indica che la temperatura era superiore alla media di quel periodo, mentre un valore negativo indica che era inferiore.
  3. Linea Sottile (Valori Mensili del PDO): La linea sottile che si snoda attraverso il grafico rappresenta i valori mensili del PDO. Questi si basano probabilmente sulle anomalie della temperatura della superficie del mare nell’Oceano Pacifico settentrionale.
  4. Linea Spessa (Media Mobile di 37 Mesi): La linea più spessa mostra la media mobile semplice dei valori del PDO su un periodo di 37 mesi. Questa linea serve a identificare la tendenza a lungo termine, livellando le fluttuazioni a breve termine.
  5. Fonte dei Dati: I dati per questo grafico provengono dal Laboratorio di Scienze Fisiche della NOAA, ed è specificato che la versione del PDO rappresentata è la ERSST V5.
  6. Indicatore di Variabilità Climatica: Il PDO è spesso caratterizzato da un lungo termine di modelli di variabilità climatica simili a El Niño, il che significa che può mostrare fasi di temperature della superficie del mare più calde o più fredde nel Pacifico, influenzando i modelli climatici globali.

Il grafico è utilizzato per analizzare i modelli e le tendenze del PDO nel tempo, il che è importante per comprendere gli impatti sul clima, sulla pesca e sugli ecosistemi nella regione del Pacifico e oltre.

North Atlantic heat content uppermost 700 m, updated to June 2021

http://www.nodc.noaa.gov/cgi-bin/OC5/3M_HEAT/heatdata.pl?time_type=3month700 I due grafici che hai fornito sono correlati e mostrano dati oceanografici per l’Atlantico settentrionale.

Primo Grafico: Mappa dell’Area di Studio

Il primo grafico è una mappa che delinea l’area geografica di interesse nell’Oceano Atlantico settentrionale. L’area colorata in blu, delimitata da linee longitudinali e latitudinali (da 60°W a 0° e da 30°N a 65°N), rappresenta la porzione di oceano dove sono stati raccolti i dati per il contenuto di calore. Questa regione include parti dell’oceano adiacenti al Nord America, all’Europa e alla punta settentrionale dell’Africa.

Secondo Grafico: Anomalia del Contenuto di Calore

Il secondo grafico rappresenta l’anomalia del contenuto di calore nell’Atlantico settentrionale, misurata nell’intervallo di profondità da 0 a 700 metri, dal gennaio 1955 al giugno 2021.

  • Asse Orizzontale: Visualizza il lasso di tempo coperto dai dati, da 1955 a 2021, permettendo di osservare le variazioni su base mensile e le tendenze a lungo termine.
  • Asse Verticale: Mostra l’anomalia del contenuto di calore in joule (specificatamente 10^18 joule, noto come Zettajoule). Le anomalie sono deviazioni dalla media di lungo periodo, quindi un valore positivo indica un contenuto di calore maggiore rispetto alla media, mentre un valore negativo indica un contenuto minore.
  • Linea Sottile (Valori Mensili): Questa linea mostra le variazioni mensili del contenuto di calore. La fluttuazione indica cambiamenti naturali che possono essere stagionali o legati ad altri fattori climatici.
  • Linea Spessa (Media Mobile di 37 Mesi): La media mobile su 37 mesi serve a lisciare le variazioni a breve termine per evidenziare meglio le tendenze di fondo. Una media mobile è comunemente usata nelle analisi del tempo per ridurre la volatilità temporanea e mostrare una tendenza più chiara.
  • Fonte dei Dati: La fonte dei dati è il National Oceanographic Data Center (NODC), che è un’istituzione affidabile nel campo dell’oceanografia.

Interpretazione del Contenuto di Calore

Il contenuto di calore dell’oceano è una misura dell’energia accumulata nell’acqua dell’oceano. Cambiamenti nel contenuto di calore possono essere indicativi di processi fisici nell’oceano, come la circolazione termoalina e la stratificazione dell’acqua, e possono anche riflettere cambiamenti nel clima a causa di fattori naturali e antropogenici.

Nel grafico si può notare un incremento generale dell’anomalia del contenuto di calore nel corso del tempo, suggerendo un riscaldamento dell’Atlantico settentrionale in questo strato di profondità. Questo è un segnale importante nei contesti della ricerca climatica, poiché gli oceani assorbono la maggior parte del calore aggiuntivo derivante dall’aumento dei gas serra.

In conclusione, questi grafici forniscono una visualizzazione dettagliata delle variazioni a lungo termine nel contenuto di calore dell’oceano, che è cruciale per la comprensione del cambiamento climatico e i suoi impatti sull’ambiente marino e globale.

North Atlantic temperatures 0-800 m depth along 59oN, 30-0W, updated to August 2020

http://www.argo.ucsd.edu/Marine_Atlas.html

Il grafico rappresenta una serie temporale delle temperature misurate dalla rete di galleggianti Argo lungo una sezione trasversale dell’Atlantico settentrionale alla latitudine di 59°N, tra i meridiani 30°O e 0°O, dalla superficie fino a una profondità di 800 metri. Ecco una spiegazione dettagliata:

Aspetti Chiave del Grafico:

  • Asse Orizzontale (Tempo): Mostra un intervallo di tempo dal 2004 al 2020, consentendo di visualizzare come le temperature sono cambiate in questo periodo.
  • Asse Verticale (Profondità): Indica la profondità in metri, da 0 (superficie) fino a 800 metri di profondità. La scala è invertita, con la superficie dell’oceano in alto e le profondità maggiori in basso.
  • Colorazione (Temperature): I colori indicano la temperatura in gradi Celsius, con il rosso che rappresenta temperature più elevate e il blu temperature più basse. La legenda a destra mostra la scala dei colori corrispondente ai valori di temperatura.

Interpretazione del Grafico:

  • Variazione della Temperatura con la Profondità: Il grafico mostra come la temperatura varia con la profondità in diversi periodi. Le zone più calde (in rosso) sono generalmente più vicine alla superficie, dove l’acqua è riscaldata dal sole, mentre le zone più fredde (in blu) sono in profondità, dove l’acqua è più isolata e meno influenzata dalla temperatura atmosferica.
  • Variazione Temporale della Temperatura: Guardando da sinistra a destra lungo l’asse del tempo, possiamo vedere come le temperature a varie profondità sono cambiate nel corso degli anni. Ad esempio, potrebbero esserci state fluttuazioni stagionali o tendenze a lungo termine, come il riscaldamento degli strati superficiali.
  • Stratificazione dell’Oceano: Il grafico suggerisce anche la presenza di stratificazione termica dell’oceano, dove strati di diverse temperature (e quindi densità) si formano e possono influenzare la circolazione oceanica.
  • Importanza del Grafico: Questo tipo di grafico è essenziale per gli oceanografi e i climatologi perché fornisce informazioni sulla distribuzione della temperatura nell’oceano, che è un fattore critico nel comprendere la circolazione oceanica globale, la salute degli ecosistemi marini, e il ruolo degli oceani nella regolazione del clima globale.

In sintesi, il grafico fornisce una rappresentazione visiva complessa delle temperature oceaniche lungo una sezione trasversale dell’Atlantico settentrionale, offrendo una prospettiva sulla variazione temporale e spaziale della temperatura dell’oceano che è fondamentale per studi climatici e oceanografici.

Il grafico visualizza la temperatura media nell’Atlantico settentrionale in un certo intervallo di profondità e longitudine, utilizzando dati raccolti dal programma Argo. Per una spiegazione più accurata del grafico, analizziamone dettagliatamente ogni elemento:

Aspetti Chiave del Grafico:

  • Intervallo Temporale (Asse Orizzontale): L’asse orizzontale mostra il periodo di tempo da gennaio 2004 a dicembre 2021, permettendo di osservare le variazioni di temperatura nell’intervallo temporale di quasi 18 anni.
  • Temperatura (Asse Verticale): L’asse verticale indica la temperatura media in gradi Celsius (°C). I valori variano approssimativamente tra 7.6°C e 9.0°C.
  • Valori Mensili (Linea Sottile): La linea sottile rappresenta i valori mensili di temperatura. La variazione di questi valori mostra come la temperatura dell’oceano sia fluttuata di mese in mese.
  • Media Mobile di 12 Mesi (Linea Spessa): La linea tratteggiata spessa indica la media mobile di 12 mesi. Questo dato serve a livellare le fluttuazioni a breve termine e a evidenziare meglio le tendenze stagionali o annuali. La media mobile è calcolata sommando i valori di temperatura di 12 mesi consecutivi e dividendo per 12, e questo calcolo è fatto per ogni punto lungo la serie temporale.

Interpretazione del Grafico:

  • Tendenze a Lungo Termine: Una prima osservazione riguarda le tendenze a lungo termine, come un aumento o una diminuzione graduale della temperatura media nell’intervallo di tempo rappresentato.
  • Variabilità Stagionale: I picchi e le valli potrebbero corrispondere alle variazioni stagionali, con temperature più alte in estate e più basse in inverno.
  • Anomalie di Temperatura: La presenza di picchi o cali inaspettati può indicare eventi anomali, come ondate di calore marine o variazioni nella circolazione oceanica.

Contesto e Fonti:

Il programma Argo è un’iniziativa globale che utilizza galleggianti per raccogliere dati sull’oceano, come la temperatura e la salinità, fino a una profondità di 2000 metri. Questi dati sono fondamentali per la ricerca climatica e oceanografica.

Il riferimento a Roemmich e Gilson (2009) indica che ulteriori dettagli metodologici e contestuali sui dati Argo e la loro interpretazione possono essere trovati nel loro lavoro pubblicato su “Progress in Oceanography”. L’articolo descrive il ciclo medio e annuale di temperatura, salinità e altezza sterica (che riguarda la densità e il volume dell’acqua) nell’oceano globale, basandosi sui primi quattro anni di dati Argo.

Questa analisi è fondamentale per comprendere il ruolo dell’oceano nell’assorbimento del calore e nel regolare il clima globale. Le variazioni nella temperatura oceanica hanno implicazioni significative per i modelli climatici, gli ecosistemi marini e la circolazione globale degli oceani. http://www.argo.ucsd.edu/

http://www.argo.ucsd.edu/Marine_Atlas.html http://www.sciencedirect.com/science/journal/00796611

Global ocean temperature 0-1900 m depth summary, updated to August 2020

Questi grafici rappresentano la temperatura degli oceani globali misurata alla profondità di 0-1900 metri. Sono basati sui dati raccolti dal programma Argo, che utilizza una rete di boe galleggianti, denominate float Argo, per raccogliere informazioni sugli oceani, come la temperatura e la salinità, a varie profondità.

Ci sono quattro grafici, ognuno per una specifica regione dell’oceano:

  1. Circum-Arctic Oceans (65.5°N, 0.36°E): Mostra le variazioni della temperatura nel tempo nell’Oceano Artico. Il grafico a linea blu indica i valori mensili, mentre la linea nera rappresenta la media mobile su 13 mesi, che leviga le variazioni stagionali e mostra la tendenza generale.
  2. Circum-Equator Oceans (30°N, 30.36°E): Mostra le variazioni della temperatura intorno all’equatore. Anche qui, la linea blu rappresenta le misurazioni mensili e la linea nera la media mobile su 13 mesi.
  3. Circum-Antarctic Oceans (65.5°S, 0.36°E): Simile agli altri grafici, questo rappresenta le variazioni della temperatura nelle acque antartiche.
  4. Global Oceans (65°N-65°S, 0.36°E): Questo grafico mostra la temperatura media globale degli oceani, combinando le misurazioni da entrambi gli emisferi e da tutte le longitudini.

La temperatura è misurata in gradi Celsius (°C) e l’asse orizzontale rappresenta il tempo dal 2004 al 2020. Questi grafici sono utili per comprendere le variazioni a lungo termine e stagionali delle temperature oceaniche, che sono importanti per studiare il clima e i cambiamenti climatici. Le fluttuazioni periodiche che si vedono, soprattutto nei grafici delle regioni polari, sono probabilmente legate alle stagioni, mentre le tendenze a lungo termine possono indicare cambiamenti nel clima globale.http://www.argo.ucsd.edu/

http://www.argo.ucsd.edu/Marine_Atlas.html http://www.sciencedirect.com/science/journal/00796611

Il diagramma riassuntivo globale sovrastante mostra che, in media, la temperatura degli oceani globali fino a una profondità di 1900 metri è stata in aumento a partire dal 2011. Si nota anche che questo incremento, iniziato nel 2013, è dovuto principalmente a cambiamenti avvenuti nelle acque vicino all’Equatore, tra i 30°N e i 30°S. In contrasto, per gli oceani circumartici a nord del 55°N, le temperature integrate in profondità sono state in calo dal 2011. Nelle vicinanze dell’Antartico, a sud del 55°S, le temperature sono state sostanzialmente stabili. A quasi tutte le latitudini, è evidente un chiaro ritmo annuale.

Global ocean net temperature change since 2004 at different depths, updated to August 2020

Questi grafici mostrano il cambiamento netto della temperatura degli oceani dal 2004 al 2020 a diverse profondità, utilizzando i dati Argo. I dati Argo sono raccolti da una flotta di strumenti galleggianti automatizzati che misurano la temperatura e la salinità dell’oceano a varie profondità. Questi cambiamenti sono rappresentati in tre diverse regioni:

  1. Oceani Artici (55°N-65°N, 0.36°E): Il grafico mostra il cambiamento della temperatura rispetto alla profondità, dalla superficie fino a 1900 metri. Il colore blu indica un raffreddamento, mentre il rosso indica un riscaldamento. Da questo grafico si può vedere che ci sono state alcune zone di raffreddamento nelle acque più superficiali, ma in generale, c’è stata una tendenza al riscaldamento man mano che si scende di profondità fino a 1900 metri.
  2. Oceani Equatoriali (30°N-30°S, 0.36°E): Questo grafico mostra che c’è stato un significativo aumento della temperatura in quasi tutte le profondità. Questo è in linea con quanto osservato nel riassunto globale, che mostra un contributo significativo all’aumento della temperatura degli oceani a partire dal 2013 da parte delle regioni equatoriali.
  3. Oceani Antartici (55°S-65°S, 0.36°E): Qui il grafico mostra che la temperatura è rimasta relativamente stabile, con leggere variazioni di temperatura a diverse profondità.

È importante notare che a causa della forma sferica della Terra, le latitudini settentrionali e meridionali rappresentano volumi oceanici più piccoli rispetto a quelle vicino all’Equatore. Ciò significa che i cambiamenti di temperatura nelle regioni polari influenzano meno il volume totale dell’oceano rispetto ai cambiamenti vicino all’Equatore. Questi grafici sono cruciali per comprendere le dinamiche del cambiamento climatico, poiché gli oceani giocano un ruolo chiave nell’assorbire il calore e influenzano i modelli meteorologici globali. http://www.argo.ucsd.edu/ http://www.argo.ucsd.edu/Marine_Atlas.html

http://www.sciencedirect.com/science/journal/00796611

La Niña and El Niño episodes, Oceanic Niño Index (ONI), updated to October 2023

Questo grafico rappresenta l’Indice Oceanico Niño (ONI), che è utilizzato per identificare e monitorare gli episodi de La Niña e El Niño. Questi fenomeni sono parte di un ciclo naturale noto come El Niño-Southern Oscillation (ENSO), che comporta fluttuazioni periodiche nelle temperature superficiali del mare nell’Oceano Pacifico equatoriale. L’ONI è definito come la media mobile su tre mesi delle anomalie della temperatura superficiale del mare (SST) nella regione Niño 3.4 (5°N-5°S, 120°-170°W) utilizzando la versione 4 del dataset Extended Reconstructed Sea Surface Temperature (ERSSTv4).

Nel grafico:

  • I valori positivi (in rosso) indicano episodi di El Niño, che corrispondono a periodi in cui la temperatura media del mare è significativamente più calda della norma.
  • I valori negativi (in blu) indicano episodi de La Niña, che corrispondono a periodi in cui la temperatura media del mare è significativamente più fredda della norma.

Le anomalie sono centrate su periodi di base di 30 anni, che vengono aggiornati ogni 5 anni, per tenere conto dei cambiamenti di lungo periodo nelle temperature medie degli oceani.

Per scopi storici, gli episodi caldi e freddi sono definiti quando la soglia di >+0.5°C per El Niño o <−0.5°C per La Niña è raggiunta per un minimo di 5 stagioni consecutive che si sovrappongono. Questi eventi sono importanti perché influenzano significativamente i modelli meteorologici e climatici in tutto il mondo. Ad esempio, El Niño è spesso associato a condizioni più secche e più calde in alcune regioni e più umide in altre, mentre La Niña può portare condizioni opposte. http://www.cpc.ncep.noaa.gov/products/analysis_monitoring/ensostuff/ensoyears.shtml

L’episodio di El Niño del 2015-16 è tra i più intensi dall’inizio delle rilevazioni nel 1950. Considerando l’intera serie storica, comunque, le recenti oscillazioni tra gli episodi di El Niño e La Niña non sembrano comunque anormali. Si vedano anche i diagrammi alle pagine 44 e 53.

Zonal lower troposphere temperatures from satellites, updated to October 2023

Il grafico rappresenta le anomalie della temperatura della troposfera inferiore misurate da satellite, divise per zone geografiche, dal 1979 fino a ottobre 2023. Ecco cosa rappresenta ciascun elemento del grafico:

  1. Linee Sottili: Mostrano le anomalie della temperatura media mensile per ogni zona. L’anomalia della temperatura è la differenza tra la temperatura osservata in un dato mese e la temperatura media di quel mese durante il periodo di riferimento, che è dal 1981 al 2010. Se la linea è sopra lo zero, significa che quel mese è stato più caldo della media; se è sotto, è stato più freddo.
  2. Linee Spesse: Rappresentano la media mobile semplice di 37 mesi delle anomalie di temperatura. Questa media aiuta a levigare le variazioni mensili e mette in evidenza le tendenze di lungo periodo nella temperatura. È quasi equivalente a una media di 3 anni, poiché 37 mesi è poco più di 3 anni.
  3. Asse Verticale (Y): Indica l’anomalia della temperatura in gradi Celsius. I valori positivi indicano che la temperatura è superiore alla media del periodo di riferimento, i valori negativi indicano che è inferiore.
  4. Asse Orizzontale (X): Rappresenta il tempo, con i dati che vanno dal 1979 a ottobre 2023.
  5. Tre Grafici Separati: Ciascuno mostra una regione diversa della Terra:
    • Extratropici NH (20-85N): Il grafico superiore mostra i dati per le latitudini extra-tropicali dell’emisfero nord.
    • Tropici (20N-20S): Il grafico centrale mostra i dati per le latitudini tropicali, che si estendono 20 gradi a nord e a sud dell’equatore.
    • Extratropici SH (20-85S): Il grafico inferiore mostra i dati per le latitudini extra-tropicali dell’emisfero sud.
    • MSU UAH: Questa sigla si riferisce ai dati provenienti dalle Unità di Sondaggio a Microonde (Microwave Sounding Units, MSU) sui satelliti della NOAA (National Oceanic and Atmospheric Administration), che sono stati elaborati dall’Università dell’Alabama a Huntsville (University of Alabama in Huntsville, UAH). Gli strumenti MSU misurano la temperatura dell’atmosfera dalla superficie fino alla bassa stratosfera.

In sintesi, il grafico rappresenta le variazioni della temperatura rispetto a una media storica, per tre diverse zone latitudinali della Terra, fornendo un’immagine di come il clima sia cambiato nelle ultime decadi.

Il riscaldamento generale dal 1980 è stato per lo più un fenomeno dell’emisfero settentrionale e si è principalmente concretizzato in un notevole cambiamento tra il 1994 e il 1999. Comunque, questo relativamente rapido cambiamento della temperatura è probabilmente influenzato dall’eruzione del Monte Pinatubo nel 1992-93 e dal successivo evento di El Niño del 1997. Il diagramma mostra anche gli effetti sulla temperatura dei forti El Niño equatoriali del 1997 e del 2015-16, nonché dell’El Niño moderato nel 2019. Sembra che questi effetti si siano estesi alle latitudini più alte in entrambi gli emisferi con un certo ritardo. Attualmente sta iniziando un nuovo El Niño nell’Oceano Pacifico (pagina 25), come indicato dalle temperature dell’aria di superficie nella zona dei tropici.


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