Bollettino Diagnostico sull’Oscillazione Meridionale di El Niño (ENSO)
Emesso dal
Climate Prediction Center/NCEP/NWS
10 aprile 2025

Stato del Sistema di Allerta ENSO: Avviso Finale di La Niña

Sintesi: Le proiezioni indicano il persistere di condizioni ENSO-neutrali durante l’estate boreale, con una probabilità superiore al 50% fino al periodo agosto-ottobre 2025.

Nel corso del mese di marzo 2025, il sistema climatico globale ha segnato una transizione significativa verso condizioni ENSO-neutrali, caratterizzate da un’attenuazione delle anomalie negative delle temperature superficiali del mare (SST, Sea Surface Temperatures) nelle regioni centrali e centro-orientali del Pacifico equatoriale [Figura 1]. Le analisi degli indici Niño evidenziano una dinamica eterogenea: i valori delle regioni più occidentali, come l’indice Niño-4, si sono stabilizzati intorno alla neutralità, prossimi a zero, mentre le regioni orientali, rappresentate dagli indici Niño-3 e Niño-1+2, hanno mantenuto valori positivi, indicando una persistenza di temperature leggermente sopra la media [Figura 2]. Parallelamente, le temperature subsurface, che in precedenza avevano mostrato anomalie negative marcate, hanno registrato un indebolimento di tali deviazioni [Figura 3]. Tuttavia, anomalie negative di temperatura si sono mantenute nel Pacifico equatoriale centrale, estendendosi fino a una profondità di circa 250 metri, evidenziando una struttura termica ancora influenzata da dinamiche residue di La Niña [Figura 4].

Un’interessante peculiarità è stata osservata nel Pacifico equatoriale orientale, dove uno strato superficiale di acque con temperature sopra la media ha continuato a persistere, suggerendo una possibile transizione verso una configurazione più complessa del sistema oceanico. Dal punto di vista atmosferico, le anomalie dei venti a bassa quota hanno mantenuto una componente orientale prevalente nelle regioni occidentali e centrali del Pacifico, coerentemente con uno schema di circolazione tipico delle fasi di transizione ENSO. A quote superiori, invece, venti occidentali hanno dominato il Pacifico centrale, contribuendo a modulare la dinamica convettiva. La convezione, infatti, è risultata soppressa in prossimità della Linea del Cambio di Data, mentre un’intensificazione dell’attività convettiva è stata registrata nelle vicinanze dell’Indonesia, evidenziando uno spostamento delle zone di precipitazione [Figura 5].

Gli indici dell’Oscillazione Meridionale, sia nella sua formulazione tradizionale sia in quella equatoriale, hanno mostrato valori positivi, fornendo un’ulteriore conferma della transizione verso uno stato neutrale del sistema accoppiato oceano-atmosfera. L’insieme di questi segnali – temperature superficiali e subsurface, anomalie dei venti, distribuzione della convezione e indici di pressione – converge nel delineare un quadro coerente con condizioni ENSO-neutrali, ponendo fine alla fase di La Niña che aveva caratterizzato i mesi precedenti.

Le proiezioni a medio termine, elaborate dall’International Research Institute for Climate and Society (IRI) e dal consorzio multimodello nordamericano, rafforzano l’ipotesi di una persistenza delle condizioni ENSO-neutrali attraverso l’estate boreale [Figura 6]. Il gruppo di esperti responsabile delle previsioni condivide questa valutazione, assegnando una probabilità significativamente superiore al 50% al mantenimento di uno stato neutrale fino al trimestre agosto-ottobre 2025. Tuttavia, è opportuno sottolineare che la primavera rappresenta una stagione di transizione critica per le previsioni climatiche, nota come “barriera primaverile” (spring predictability barrier), durante la quale l’accuratezza delle proiezioni a lungo termine tende a ridursi. Di conseguenza, l’incertezza aumenta per i periodi più lontani, come il trimestre novembre 2025 – gennaio 2026, per il quale le probabilità si distribuiscono tra un 43% di condizioni ENSO-neutrali e un 38% di un possibile ritorno di La Niña. Le probabilità di una fase di El Niño, invece, rimangono basse, inferiori al 20%, riflettendo una ridotta propensione del sistema verso anomalie positive di temperatura nel breve termine.

In conclusione, le evidenze attuali e le proiezioni modellistiche convergono nel prevedere una fase di stabilità climatica, con condizioni ENSO-neutrali che domineranno il Pacifico equatoriale durante l’estate dell’Emisfero Nord, con una probabilità superiore al 50% fino ad agosto-ottobre 2025 [Figura 7]. Tuttavia, la complessità delle interazioni oceano-atmosfera e l’incertezza intrinseca delle previsioni a lungo termine suggeriscono la necessità di un monitoraggio continuo per cogliere eventuali segnali di deviazione da questo scenario. Questi sviluppi saranno cruciali per comprendere gli impatti climatici su scala regionale, dalle precipitazioni nelle aree tropicali alle dinamiche stagionali nelle regioni temperate.

Il Sistema di Allerta ENSO: Un Framework Scientifico per il Monitoraggio Climatico Globale

L’Oscillazione Meridionale di El Niño (ENSO, El Niño-Southern Oscillation) rappresenta uno dei principali motori delle variazioni climatiche interannuali su scala globale, con impatti significativi su precipitazioni, temperature e fenomeni meteorologici estremi in diverse regioni del pianeta. Per monitorare e comunicare efficacemente lo stato di questo complesso fenomeno climatico, il Climate Prediction Center (CPC), un’istituzione affiliata alla National Oceanic and Atmospheric Administration (NOAA), ha sviluppato il Sistema di Allerta ENSO (ENSO Alert System). Questo sistema operativo integra osservazioni oceaniche e atmosferiche con modelli predittivi, fornendo un quadro strutturato per identificare, classificare e segnalare le fasi di El Niño, La Niña o condizioni neutrali. Di seguito, si esplora in dettaglio la struttura, i criteri scientifici e l’importanza di questo sistema nel contesto della climatologia moderna.

Architettura Operativa del Sistema di Allerta ENSO

Il Sistema di Allerta ENSO si basa su una classificazione in quattro stati distinti, ciascuno corrispondente a una specifica configurazione del ciclo ENSO e progettato per riflettere l’evoluzione temporale del fenomeno. Questi stati sono:

  1. Allerta El Niño o La Niña (Watch)
    L’allerta viene emessa quando le osservazioni e le proiezioni modellistiche indicano condizioni favorevoli allo sviluppo di El Niño o La Niña entro un orizzonte temporale di sei mesi. Questo stato non implica che il fenomeno sia già in atto, ma segnala un aumento della probabilità che si manifesti, spingendo la comunità scientifica e i decisori a intensificare il monitoraggio. L’allerta si basa su indicatori precursori, come anomalie nelle temperature superficiali del mare (SST, Sea Surface Temperatures), variazioni nei venti alisei e cambiamenti nei pattern convettivi.
  2. Avviso El Niño o La Niña (Advisory)
    L’avviso viene dichiarato quando le condizioni di El Niño o La Niña sono effettivamente rilevate attraverso osservazioni dirette e si prevede che tali condizioni persisteranno per un periodo significativo. Questo stato conferma la presenza attiva del fenomeno, con potenziali implicazioni climatiche su scala regionale e globale, come alterazioni nei regimi di precipitazione, intensificazione di siccità o inondazioni e variazioni delle temperature stagionali.
  3. Avviso Finale El Niño o La Niña (Final Advisory)
    Questo stato viene attivato quando le osservazioni confermano la cessazione delle condizioni di El Niño o La Niña, con il ritorno del sistema oceanico-atmosferico a uno stato ENSO-neutrale. L’avviso finale segna la conclusione di una fase attiva del ciclo ENSO, indicando una stabilizzazione delle anomalie climatiche e una transizione verso un regime privo di deviazioni significative rispetto alla media climatologica.
  4. Non Attivo (NA – Not Active)
    Quando non si rilevano segnali significativi di uno sviluppo imminente di El Niño o La Niña, il Sistema di Allerta ENSO rimane inattivo. Questo stato riflette condizioni ENSO-neutrali, caratterizzate dall’assenza di anomalie marcate nelle temperature oceaniche e nei pattern atmosferici associati al ciclo ENSO.

Criteri Scientifici per la Definizione delle Fasi ENSO

Per garantire un’identificazione rigorosa e standardizzata delle fasi ENSO, il Climate Prediction Center ha stabilito criteri quantitativi e qualitativi che combinano parametri oceanici e atmosferici. Questi criteri si concentrano principalmente sulla regione Niño-3.4 (5° N – 5° S, 120° W – 170° W), considerata rappresentativa delle dinamiche climatiche del Pacifico equatoriale.

Condizioni di El Niño

Le condizioni di El Niño vengono dichiarate quando sono soddisfatti i seguenti requisiti:

  • Anomalia delle Temperature Superficiali del Mare (SST): Un’anomalia positiva di almeno +0,5 °C rispetto alla media climatologica deve essere osservata per almeno un mese nella regione Niño-3.4. Questa soglia indica un riscaldamento significativo delle acque superficiali, che può alterare la circolazione atmosferica globale.
  • Indice Oceanico Niño (ONI): Si prevede che l’ONI, calcolato come una media mobile trimestrale delle anomalie SST nella regione Niño-3.4, soddisfi o superi la soglia di +0,5 °C per almeno cinque trimestri consecutivi. Questo criterio garantisce che l’anomalia sia sostenuta nel tempo, distinguendo un evento di El Niño da fluttuazioni transitorie.
  • Risposta Atmosferica: Deve essere osservata una risposta atmosferica coerente con El Niño, che include tipicamente l’indebolimento dei venti alisei orientali, un aumento della convezione e delle precipitazioni nel Pacifico centrale ed equatoriale, e variazioni nei gradienti di pressione atmosferica (ad esempio, un’indebolimento dell’Oscillazione Meridionale). Questi segnali atmosferici riflettono l’accoppiamento dinamico tra oceano e atmosfera, un elemento chiave del ciclo ENSO.

Condizioni di La Niña

Le condizioni di La Niña vengono dichiarate quando sono soddisfatti i seguenti requisiti:

  • Anomalia delle Temperature Superficiali del Mare (SST): Un’anomalia negativa di almeno -0,5 °C rispetto alla media climatologica deve essere osservata per almeno un mese nella regione Niño-3.4. Questo raffreddamento delle acque superficiali è indicativo di una risalita di acque più fredde dalle profondità oceaniche (upwelling).
  • Indice Oceanico Niño (ONI): Si prevede che l’ONI soddisfi o scenda al di sotto della soglia di -0,5 °C per almeno cinque trimestri consecutivi, confermando la persistenza dell’anomalia fredda.
  • Risposta Atmosferica: Deve essere rilevata una risposta atmosferica tipica di La Niña, caratterizzata dal rafforzamento dei venti alisei orientali, dalla soppressione della convezione nel Pacifico centrale e da un’intensificazione dell’attività convettiva nelle regioni occidentali, come l’Indonesia e l’Australia settentrionale. Questi cambiamenti sono spesso accompagnati da un rafforzamento dell’Oscillazione Meridionale, con gradienti di pressione più marcati tra il Pacifico occidentale e orientale.

Ruolo e Implicazioni del Sistema

Il Sistema di Allerta ENSO svolge un ruolo cruciale nel tradurre dati climatici complessi in informazioni operative, accessibili a una vasta gamma di utenti, dai climatologi ai gestori delle risorse naturali, dai pianificatori agricoli ai governi. Attraverso il monitoraggio continuo di indicatori chiave – come le temperature superficiali e subsurface del mare, le anomalie dei venti a bassa e alta quota, i pattern di convezione e gli indici di pressione atmosferica – il sistema consente di anticipare gli impatti climatici associati alle fasi ENSO. Ad esempio:

  • El Niño è spesso associato a siccità in regioni come l’Australia, il Sud-est asiatico e l’India, e a piogge intense in aree come il Sud America e gli Stati Uniti meridionali.
  • La Niña tende a favorire inondazioni nel Pacifico occidentale (es. Indonesia, Filippine) e condizioni più secche in alcune parti delle Americhe, come il Sud-ovest degli Stati Uniti.
  • Condizioni ENSO-neutrali indicano generalmente una minore influenza del Pacifico equatoriale sulle variazioni climatiche globali, con pattern meteorologici più vicini alla media stagionale.

Dal punto di vista scientifico, il sistema contribuisce a standardizzare la comunicazione degli stati ENSO, facilitando il confronto tra eventi storici e migliorando l’accuratezza delle proiezioni climatiche. Inoltre, l’integrazione di osservazioni in tempo reale con modelli numerici avanzati consente di superare parzialmente la “barriera primaverile” (spring predictability barrier), un periodo di ridotta predicibilità che complica le previsioni a lungo termine durante la primavera boreale.

Conclusione

Il Sistema di Allerta ENSO rappresenta un pilastro fondamentale della climatologia operativa, offrendo un approccio rigoroso e sistematico per monitorare uno dei fenomeni climatici più influenti del nostro pianeta. Attraverso una combinazione di criteri quantitativi, osservazioni multidimensionali e proiezioni modellistiche, il sistema non solo identifica le fasi attive di El Niño e La Niña, ma fornisce anche un quadro predittivo per mitigare i loro impatti socioeconomici e ambientali. In un’era di crescenti sfide climatiche, strumenti come il Sistema di Allerta ENSO sono essenziali per promuovere una gestione informata e resiliente delle risorse globali, proteggendo le comunità dai capricci di un clima in continua evoluzione.

Analisi Approfondita della Figura 1: Mappa delle Anomalie delle Temperature Superficiali del Mare (SST) nel Pacifico al 2 Aprile 2025

La Figura 1 presenta una mappa dettagliata delle anomalie delle temperature superficiali del mare (SST, Sea Surface Temperatures), espressa in gradi Celsius (°C), per la settimana centrata sul 2 aprile 2025. Le anomalie sono calcolate rispetto alla media climatica settimanale del periodo di riferimento 1991-2020, un intervallo temporale selezionato per fornire una baseline rappresentativa delle condizioni oceaniche in un contesto climatico relativamente stabile. La mappa copre una vasta porzione dell’Oceano Pacifico, estendendosi da 120° E a 80° W di longitudine e da 30° S a 30° N di latitudine, includendo così l’intera fascia equatoriale del Pacifico, una regione chiave per il monitoraggio dell’Oscillazione Meridionale di El Niño (ENSO). Questo tipo di analisi è essenziale per comprendere le dinamiche climatiche globali, poiché le variazioni delle SST nel Pacifico equatoriale possono influenzare profondamente i pattern meteorologici su scala planetaria, con implicazioni per settori come l’agricoltura, la gestione delle risorse idriche e la preparazione ai disastri naturali.

Struttura e Interpretazione della Mappa

La rappresentazione grafica utilizza una scala cromatica continua per indicare l’entità delle anomalie SST, con un intervallo che va da -3 °C a +3 °C:

  • Tonalità fredde (blu): Rappresentano anomalie negative, ovvero temperature superficiali inferiori alla media del periodo di riferimento. Le sfumature più intense (blu scuro) corrispondono a deviazioni più marcate, fino a -3 °C, indicative di un significativo raffreddamento delle acque superficiali.
  • Tonalità calde (giallo, arancione, rosso): Indicano anomalie positive, con temperature superiori alla media. Le sfumature più scure (rosso intenso) denotano anomalie più pronunciate, fino a +3 °C, suggestive di un riscaldamento significativo.
  • Tonalità neutre (bianco e giallo chiaro): Rappresentano valori prossimi allo zero (tra -0,5 °C e +0,5 °C), indicando condizioni termiche vicine alla media climatica e quindi uno stato di neutralità rispetto alle deviazioni tipiche di El Niño o La Niña.

La mappa include anche un sistema di coordinate geografiche, con l’equatore (0° di latitudine) al centro, e si estende simmetricamente fino a 30° N e 30° S, coprendo sia le regioni tropicali che parte di quelle subtropicali. La longitudine spazia da 120° E (Pacifico occidentale, vicino all’Indonesia) a 80° W (Pacifico orientale, vicino alle coste sudamericane), includendo tutte le regioni Niño utilizzate per il monitoraggio ENSO: Niño-4 (Pacifico occidentale), Niño-3.4 (Pacifico centrale), Niño-3 (Pacifico centro-orientale) e Niño-1+2 (Pacifico orientale).

Distribuzione Geografica delle Anomalie SST

L’analisi della Figura 1 rivela una distribuzione spaziale eterogenea delle anomalie SST, con pattern distinti che riflettono lo stato del sistema oceanico-atmosferico al 2 aprile 2025. Di seguito, si esaminano le principali caratteristiche osservate nelle diverse regioni del Pacifico.

1. Regione Equatoriale Centrale (Niño-3.4 e Niño-3)

Nella fascia equatoriale centrale, approssimativamente tra 180° e 120° W, si osservano anomalie prevalentemente positive, con valori che oscillano tra +0,5 °C e +1,5 °C, rappresentati da tonalità di giallo e arancione. La regione Niño-3.4 (5° N – 5° S, 120° W – 170° W), considerata l’indicatore principale per la classificazione delle fasi ENSO, mostra un riscaldamento moderato. Secondo i criteri del Climate Prediction Center, un’anomalia SST di +0,5 °C o superiore nella regione Niño-3.4, se persistente per almeno cinque trimestri consecutivi e accompagnata da una risposta atmosferica coerente, indica condizioni di El Niño. In questo caso, le anomalie positive suggeriscono un possibile sviluppo di El Niño, anche se i valori non superano i +1,5 °C, indicando un evento di intensità potenzialmente moderata. La regione Niño-3 (5° N – 5° S, 90° W – 150° W), leggermente più a est, mostra un pattern simile, con un riscaldamento che si intensifica man mano che ci si avvicina al Pacifico orientale.

2. Regione Equatoriale Orientale (Niño-1+2)

Nelle vicinanze della costa sudamericana, tra 120° W e 80° W, le anomalie SST raggiungono valori più elevati, con picchi che superano i +2 °C (tonalità di rosso scuro). La regione Niño-1+2 (0° – 10° S, 90° W – 80° W), che comprende le acque al largo di Perù ed Ecuador, mostra un riscaldamento marcato, un segnale tipico delle fasi di El Niño. Questo pattern è coerente con il fenomeno di rilassamento dei venti alisei orientali, che riduce l’upwelling (risalita di acque fredde profonde) lungo la costa sudamericana, permettendo alle acque superficiali di riscaldarsi. Tale riscaldamento può avere impatti significativi, come l’aumento delle precipitazioni in Sud America, con rischi di inondazioni in paesi come Perù ed Ecuador, e alterazioni nei regimi di pesca a causa della migrazione delle specie marine sensibili alle variazioni termiche.

3. Regione Equatoriale Occidentale (Niño-4)

Nel Pacifico equatoriale occidentale, tra 120° E e 160° E, le anomalie SST sono generalmente vicine alla neutralità, con valori compresi tra -0,5 °C e +0,5 °C (tonalità di bianco e giallo chiaro). La regione Niño-4 (5° N – 5° S, 160° E – 150° W), che rappresenta il settore più occidentale del Pacifico equatoriale, non mostra deviazioni termiche significative. Questa stabilità termica suggerisce che il riscaldamento associato a un potenziale evento di El Niño non si è esteso uniformemente attraverso il Pacifico, e che l’evento potrebbe essere in una fase iniziale o di intensità limitata. Durante un El Niño tipico, ci si aspetterebbe un riscaldamento più pronunciato anche nel Pacifico occidentale; l’assenza di tale segnale indica che le dinamiche oceaniche potrebbero essere influenzate da fattori locali o transitori.

4. Regioni Subtropicali ed Extra-Equatoriali

Al di fuori della fascia equatoriale, le anomalie SST mostrano una maggiore variabilità:

  • Emisfero Nord (20° N – 30° N): Ampie aree del Pacifico nord-orientale, specialmente vicino alle coste nordamericane (tra 140° W e 100° W), presentano anomalie positive significative, con valori che raggiungono +2 °C o più (tonalità di rosso). Questo riscaldamento potrebbe essere legato a dinamiche oceaniche su larga scala, come una ridotta attività della Corrente della California, o a un’influenza indiretta di un potenziale El Niño, che tende a modificare i pattern di pressione atmosferica e i venti nelle regioni subtropicali. Tale anomalia potrebbe influenzare il clima nordamericano, portando a temperature più miti e a un aumento della frequenza di tempeste nel Pacifico nord-orientale.
  • Emisfero Sud (20° S – 30° S): Nel Pacifico sud-occidentale, vicino all’Australia orientale (tra 160° E e 180°), si osservano anomalie positive, con valori tra +1 °C e +2 °C (tonalità di arancione). Questo riscaldamento potrebbe contribuire a condizioni più calde e potenzialmente più secche in Australia, un fenomeno spesso associato a El Niño, che tende a sopprimere le precipitazioni monsoniche nella regione.
  • Aree di Raffreddamento: Alcune regioni mostrano anomalie negative moderate, con valori tra -0,5 °C e -1 °C (tonalità di blu chiaro). Queste si concentrano nel Pacifico nord-occidentale, vicino al Giappone (130° E – 150° E, 20° N – 30° N), e nel Pacifico sud-orientale, al largo del Cile (90° W – 110° W, 20° S – 30° S). Il raffreddamento in queste aree potrebbe essere legato a correnti oceaniche fredde, come la Corrente di Humboldt nel Pacifico sud-orientale, o a dinamiche atmosferiche locali che favoriscono l’upwelling.

Implicazioni Climatiche nel Contesto ENSO

La distribuzione delle anomalie SST al 2 aprile 2025, come illustrata nella Figura 1, fornisce indizi significativi sullo stato del sistema ENSO. Il riscaldamento osservato nella regione Niño-3.4 (+0,5 °C a +1,5 °C) e il più marcato riscaldamento nella regione Niño-1+2 (> +2 °C) suggeriscono che il Pacifico equatoriale potrebbe trovarsi in una fase di transizione verso condizioni di El Niño. Tuttavia, l’intensità moderata delle anomalie nella regione Niño-3.4 e la neutralità termica nella regione Niño-4 indicano che l’evento, se in corso, potrebbe essere di entità limitata o in una fase iniziale di sviluppo.

Dal punto di vista climatico, un riscaldamento del Pacifico equatoriale orientale, come quello osservato, è associato a una serie di impatti regionali e globali:

  • Sud America: Il riscaldamento nella regione Niño-1+2 favorisce un aumento dell’evaporazione e della convezione, portando a precipitazioni intense lungo la costa di Perù ed Ecuador. Questo può causare inondazioni, frane e impatti significativi sull’agricoltura e sulle infrastrutture locali.
  • Pacifico Occidentale: La soppressione della convezione nel Pacifico occidentale, tipica di El Niño, può portare a siccità in regioni come l’Indonesia, le Filippine e l’Australia, con conseguenti rischi per la produzione agricola e la disponibilità di acqua.
  • Nord America: Il riscaldamento nel Pacifico nord-orientale potrebbe contribuire a temperature più miti negli Stati Uniti occidentali e a un aumento della frequenza di tempeste nel Pacifico nord-orientale, influenzando i pattern invernali.
  • Effetti Globali: Le anomalie SST nel Pacifico equatoriale possono alterare la posizione della Intertropical Convergence Zone (ITCZ) e influenzare la dinamica del Walker Circulation, con ripercussioni sui regimi di precipitazione e temperatura in regioni lontane, come l’Africa orientale e l’India.

Considerazioni Metodologiche e Limiti

Le anomalie SST sono calcolate rispetto alla media settimanale del periodo 1991-2020, un intervallo scelto per rappresentare una baseline climatica recente. Tuttavia, il cambiamento climatico in corso potrebbe aver modificato le medie di riferimento, introducendo un bias nelle anomalie calcolate. Ad esempio, il riscaldamento globale degli oceani potrebbe far sì che anomalie positive moderate siano più comuni, rendendo più complesso distinguere gli effetti di un evento ENSO da trend di lungo periodo. Inoltre, la data del 2 aprile 2025 coincide con la primavera boreale, un periodo noto come “barriera primaverile” (spring predictability barrier), durante il quale le previsioni a lungo termine sull’evoluzione dell’ENSO sono più incerte a causa della transizione stagionale e della variabilità intrinseca del sistema oceanico-atmosferico.

Conclusione

La Figura 1 offre una rappresentazione dettagliata e scientificamente rilevante delle anomalie SST nel Pacifico al 2 aprile 2025, evidenziando un riscaldamento predominante nelle regioni equatoriali centrali e orientali, con segnali che potrebbero indicare l’inizio di un evento di El Niño. Tuttavia, la variabilità regionale – con anomalie moderate nella regione Niño-3.4 e neutralità nella regione Niño-4 – suggerisce che l’evento potrebbe essere di intensità limitata o in una fase precoce. Queste informazioni sono fondamentali per prevedere gli impatti climatici a breve e medio termine, supportando la pianificazione e la mitigazione dei rischi in regioni vulnerabili agli effetti dell’ENSO. Un monitoraggio continuo, integrato con dati atmosferici e proiezioni modellistiche, sarà essenziale per confermare l’evoluzione del fenomeno e per affinare le previsioni climatiche nei mesi successivi.

Analisi Approfondita della Figura 2: Evoluzione Temporale delle Anomalie delle Temperature Superficiali del Mare (SST) nelle Regioni Niño da Maggio 2024 ad Aprile 2025

La Figura 2 presenta una serie di quattro grafici che descrivono l’evoluzione temporale delle anomalie delle temperature superficiali del mare (SST, Sea Surface Temperatures), espresse in gradi Celsius (°C), nelle regioni Niño del Pacifico equatoriale, coprendo il periodo da maggio 2024 ad aprile 2025. Le anomalie sono calcolate come deviazioni dalla media settimanale del periodo di riferimento 1991-2020, un intervallo scelto per rappresentare una baseline climatica stabile e consentire un confronto significativo con le condizioni attuali. Le regioni Niño analizzate sono:

  • Niño-4: 5° N – 5° S, 150° W – 160° E (Pacifico occidentale).
  • Niño-3.4: 5° N – 5° S, 170° W – 120° W (Pacifico centrale, indicatore chiave per il monitoraggio ENSO).
  • Niño-3: 5° N – 5° S, 150° W – 90° W (Pacifico centro-orientale).
  • Niño-1+2: 0° – 10° S, 90° W – 80° W (Pacifico orientale, vicino alla costa sudamericana).

Ogni grafico riporta le anomalie SST su un asse temporale (da maggio 2024 ad aprile 2025) e un asse verticale che rappresenta l’entità delle deviazioni termiche (da -1,2 °C a +1,2 °C per Niño-4, Niño-3.4 e Niño-3; da -1,5 °C a +2,0 °C per Niño-1+2). Le aree sopra lo zero sono colorate in arancione, indicando anomalie positive (riscaldamento), mentre quelle sotto lo zero sono in blu, indicando anomalie negative (raffreddamento). Questa analisi temporale è fondamentale per comprendere l’evoluzione del fenomeno ENSO (El Niño-Southern Oscillation), poiché le variazioni delle SST nelle regioni Niño sono indicatori primari delle fasi di El Niño, La Niña o condizioni neutrali, con impatti significativi sui pattern climatici globali.


Struttura e Metodologia dei Grafici

I grafici sono organizzati in una disposizione verticale, con ogni pannello dedicato a una specifica regione Niño. L’asse orizzontale di ciascun grafico è scandito dai mesi, da maggio 2024 ad aprile 2025, coprendo un anno intero di osservazioni. L’asse verticale riporta le anomalie SST in °C, con una scala uniforme per le prime tre regioni (Niño-4, Niño-3.4, Niño-3) e una scala leggermente più ampia per Niño-1+2, riflettendo la maggiore variabilità termica tipica del Pacifico orientale. Le anomalie sono calcolate rispetto alla media settimanale del periodo 1991-2020, un intervallo di 30 anni che rappresenta un compromesso tra la necessità di una baseline stabile e l’esigenza di riflettere condizioni climatiche recenti. La scelta di questo periodo di riferimento tiene conto delle tendenze di lungo periodo, come il riscaldamento globale, ma potrebbe introdurre un bias nelle anomalie, poiché le medie di riferimento potrebbero essere influenzate da trend climatici antropogenici.

Le regioni Niño sono definite geograficamente per catturare le dinamiche termiche lungo il Pacifico equatoriale:

  • La regione Niño-4 rappresenta il Pacifico occidentale, dove le SST sono generalmente più stabili e riflettono le condizioni di base del sistema.
  • La regione Niño-3.4, situata nel Pacifico centrale, è l’indicatore principale per classificare le fasi ENSO, grazie alla sua posizione intermedia che cattura sia le dinamiche occidentali che orientali.
  • La regione Niño-3, nel Pacifico centro-orientale, è sensibile alle variazioni termiche associate a El Niño e La Niña.
  • La regione Niño-1+2, vicina alla costa sudamericana, è particolarmente influenzata dall’upwelling e mostra spesso le anomalie più pronunciate durante gli eventi ENSO.

Analisi Dettagliata dei Grafici

1. Regione Niño-4 (Pacifico Occidentale)

Il grafico della regione Niño-4 mostra l’evoluzione delle anomalie SST nel Pacifico equatoriale occidentale, una zona cruciale per comprendere le dinamiche di base del sistema ENSO. Da maggio 2024 a ottobre 2024, le anomalie sono positive, con valori che variano tra +0,2 °C e +0,8 °C, con un picco di circa +0,8 °C intorno a giugno 2024. Questo riscaldamento moderato potrebbe indicare una fase iniziale di sviluppo di El Niño, poiché un aumento delle SST nel Pacifico occidentale spesso precede un rilassamento dei venti alisei orientali, un precursore tipico di El Niño. Tuttavia, a partire da novembre 2024, le anomalie diminuiscono rapidamente, scendendo sotto la soglia dello zero e stabilizzandosi tra -0,2 °C e -0,6 °C fino ad aprile 2025. Questo raffreddamento persistente è indicativo di una transizione verso condizioni più fredde, coerenti con una fase di La Niña o con il ritorno a uno stato ENSO-neutrale. La persistenza di anomalie negative in questa regione suggerisce che il Pacifico occidentale non ha supportato un evento di El Niño significativo durante il periodo in esame.

2. Regione Niño-3.4 (Pacifico Centrale)

La regione Niño-3.4 è l’indicatore primario per la classificazione delle fasi ENSO, poiché le sue anomalie termiche riflettono l’equilibrio tra le dinamiche oceaniche occidentali e orientali. Da maggio 2024 a luglio 2024, le anomalie SST sono positive, con valori intorno a +0,4 °C, suggerendo un lieve riscaldamento che potrebbe essere associato a un potenziale sviluppo di El Niño. Tuttavia, da agosto 2024, le anomalie diventano negative, scendendo a valori compresi tra -0,2 °C e -0,8 °C per il resto del periodo. Il minimo si registra tra novembre 2024 e gennaio 2025, con anomalie che raggiungono circa -0,8 °C, un livello che soddisfa la soglia di -0,5 °C necessaria per dichiarare condizioni di La Niña, secondo i criteri del Climate Prediction Center (anomalie inferiori a -0,5 °C per almeno cinque trimestri consecutivi, accompagnate da una risposta atmosferica appropriata). Verso marzo-aprile 2025, le anomalie risalgono leggermente, avvicinandosi a -0,2 °C, indicando un’attenuazione delle condizioni di La Niña e una possibile transizione verso uno stato ENSO-neutrale, come riportato nel bollettino diagnostico dell’aprile 2025.

3. Regione Niño-3 (Pacifico Centro-Orientale)

Nella regione Niño-3, le anomalie SST mostrano un andamento simile a quello della regione Niño-3.4, ma con alcune variazioni significative. Da maggio 2024 a luglio 2024, le anomalie sono positive, con un picco di circa +0,6 °C in giugno 2024, riflettendo un riscaldamento moderato. Da agosto 2024, le anomalie scendono sotto lo zero, oscillando tra -0,2 °C e -0,6 °C fino a gennaio 2025, un pattern coerente con l’influenza di La Niña, che porta a un raffreddamento delle acque superficiali nel Pacifico centro-orientale. A partire da febbraio 2025, si osserva un’inversione di tendenza: le anomalie risalgono sopra lo zero, raggiungendo un picco di circa +0,6 °C in marzo 2025, per poi stabilizzarsi intorno a +0,4 °C in aprile 2025. Questo riscaldamento tardivo potrebbe essere un segnale precoce di un potenziale sviluppo di El Niño, poiché un aumento delle SST nel Pacifico centro-orientale è spesso un precursore di tale fase. Tuttavia, la durata e l’intensità di questo riscaldamento non sono ancora sufficienti per confermare un evento di El Niño, e il contesto di transizione verso condizioni neutrali, come indicato nel bollettino, è più probabile.

4. Regione Niño-1+2 (Pacifico Orientale)

La regione Niño-1+2, situata vicino alla costa sudamericana, mostra la maggiore variabilità termica tra tutte le regioni analizzate, riflettendo la sua sensibilità alle dinamiche di upwelling e ai cambiamenti nei venti alisei. Da maggio 2024 a luglio 2024, le anomalie oscillano tra -0,5 °C e +0,5 °C, con un breve picco positivo di circa +0,5 °C in maggio. Da agosto 2024 a gennaio 2025, le anomalie sono prevalentemente negative, con valori che scendono fino a -0,8 °C, un segnale chiaro di La Niña, che intensifica l’upwelling di acque fredde lungo la costa sudamericana. A partire da febbraio 2025, si verifica un rapido e significativo aumento delle anomalie, che raggiungono +1,5 °C in marzo 2025, per poi stabilizzarsi intorno a +1,0 °C in aprile 2025. Questo riscaldamento marcato è tipico di una transizione verso condizioni di El Niño, che spesso si manifesta con un aumento delle SST nel Pacifico orientale, portando a un rilassamento dell’upwelling e a un aumento dell’evaporazione, con conseguenti precipitazioni intense lungo la costa di Perù ed Ecuador.


Interpretazione nel Contesto ENSO

L’evoluzione delle anomalie SST nelle regioni Niño fornisce un quadro dettagliato delle dinamiche del sistema ENSO nel periodo in esame:

  • Fase iniziale (maggio-luglio 2024): Le anomalie positive in tutte le regioni, sebbene moderate, suggeriscono un possibile sviluppo di El Niño. Tuttavia, i valori nella regione Niño-3.4 non superano la soglia di +0,5 °C in modo persistente, e l’assenza di una risposta atmosferica coerente (non mostrata nei grafici) probabilmente ha impedito la dichiarazione di un evento di El Niño.
  • Fase di La Niña (agosto 2024-gennaio 2025): Il raffreddamento significativo nelle regioni Niño-3.4, Niño-3 e Niño-1+2, con anomalie che scendono sotto i -0,5 °C, indica condizioni di La Niña. Questo è coerente con il bollettino diagnostico del Climate Prediction Center di aprile 2025, che menziona un “Final La Niña Advisory”, indicando che la fase di La Niña si è conclusa a marzo 2025. Il raffreddamento nel Pacifico occidentale (Niño-4) durante questo periodo rafforza ulteriormente questa interpretazione, poiché La Niña è spesso associata a un rafforzamento dei venti alisei orientali, che favoriscono l’upwelling di acque fredde.
  • Transizione verso condizioni neutrali (febbraio-aprile 2025): L’attenuazione delle anomalie negative nella regione Niño-3.4 (verso -0,2 °C) e il riscaldamento nelle regioni Niño-3 e Niño-1+2 (fino a +1,5 °C) riflettono una transizione verso condizioni ENSO-neutrali, come indicato nel bollettino. Tuttavia, il riscaldamento significativo nella regione Niño-1+2 potrebbe essere un segnale precoce di un potenziale ritorno di El Niño, anche se la regione Niño-3.4, che è l’indicatore principale, non mostra ancora anomalie positive sufficienti per confermare tale fase.

Implicazioni Climatiche

Le variazioni delle SST nelle regioni Niño hanno avuto implicazioni significative per il clima globale durante il periodo in esame:

  • La Niña (agosto 2024-gennaio 2025): Il raffreddamento nel Pacifico equatoriale probabilmente ha portato a condizioni tipiche di La Niña, come siccità in Sud America (ad esempio, in Argentina e Brasile meridionale) e piogge intense nel Sud-est asiatico e in Australia, dove il rafforzamento dei venti alisei orientali favorisce la convezione. Inoltre, La Niña è spesso associata a inverni più freddi nel Nord America settentrionale e a un aumento della frequenza di uragani nell’Atlantico.
  • Transizione e riscaldamento (febbraio-aprile 2025): Il riscaldamento nel Pacifico orientale (Niño-1+2) potrebbe aver favorito precipitazioni intense lungo la costa sudamericana, con rischi di inondazioni in Perù ed Ecuador. Tuttavia, il persistente raffreddamento nel Pacifico occidentale (Niño-4) potrebbe aver mitigato gli effetti di un El Niño su larga scala, mantenendo condizioni relativamente stabili in regioni come l’Indonesia e l’Australia. Il riscaldamento moderato nella regione Niño-3 potrebbe aver influenzato i pattern di pressione atmosferica, con possibili effetti su scala globale, come un aumento delle tempeste nel Pacifico nord-orientale.

Considerazioni Metodologiche e Limiti

Le anomalie SST sono calcolate rispetto alla media settimanale del periodo 1991-2020, un intervallo che, sebbene rappresentativo, potrebbe essere influenzato dal riscaldamento globale degli oceani, rendendo più complesso distinguere le anomalie legate a ENSO da quelle indotte da trend di lungo periodo. Inoltre, il periodo di transizione primaverile (marzo-aprile 2025) coincide con la “barriera primaverile” (spring predictability barrier), un fenomeno noto per la ridotta predicibilità delle fasi ENSO, a causa della variabilità intrinseca del sistema oceanico-atmosferico e della transizione stagionale. Questo limita la capacità di fare previsioni a lungo termine basate esclusivamente sui dati di aprile 2025.


Conclusione

La Figura 2 fornisce un’analisi dettagliata e scientificamente rilevante dell’evoluzione delle anomalie SST nelle regioni Niño, evidenziando una fase di La Niña tra agosto 2024 e gennaio 2025, seguita da una transizione verso condizioni ENSO-neutrali a marzo 2025, con segnali di riscaldamento nel Pacifico orientale (Niño-1+2) che potrebbero indicare un potenziale sviluppo futuro di El Niño. Questi dati sono fondamentali per comprendere le dinamiche climatiche e prevedere gli impatti regionali, supportando decisioni informate in settori come l’agricoltura, la gestione delle risorse idriche e la preparazione ai disastri naturali. Tuttavia, l’incertezza primaverile e la complessità delle interazioni oceano-atmosfera richiedono un monitoraggio continuo e l’integrazione con dati atmosferici e proiezioni modellistiche per affinare le previsioni nei mesi successivi.

Analisi Temporale delle Anomalie del Contenuto di Calore

L’andamento delle anomalie del contenuto di calore nel Pacifico equatoriale rivela una tendenza persistente di raffreddamento per tutto il periodo in esame, con fluttuazioni nell’intensità delle anomalie che riflettono le dinamiche oceaniche e atmosferiche associate all’ENSO:

  1. Fase iniziale (maggio 2024 – luglio 2024): In maggio 2024, le anomalie del contenuto di calore sono di circa -0,4 °C, indicando un oceano già più freddo della media. Da giugno a luglio 2024, si osserva un rapido declino, con le anomalie che scendono a -0,8 °C in giugno e raggiungono un primo minimo di circa -1,0 °C in luglio. Questo raffreddamento significativo suggerisce un accumulo di acque fredde negli strati superiori dell’oceano, un segnale precoce di condizioni favorevoli a La Niña. Il rapido calo del contenuto di calore potrebbe essere attribuito a un rafforzamento dei venti alisei orientali, che intensificano l’upwelling di acque fredde profonde lungo l’equatore, riducendo la temperatura media degli strati superiori. Questo pattern è coerente con l’inizio di una fase di La Niña, come confermato dal bollettino diagnostico del Climate Prediction Center di aprile 2025, che menziona condizioni di La Niña attive fino a marzo 2025.
  2. Stabilizzazione temporanea (agosto 2024 – ottobre 2024): Da agosto 2024, le anomalie mostrano una leggera ripresa, risalendo a circa -0,6 °C e mantenendosi relativamente stabili tra -0,6 °C e -0,8 °C fino a ottobre 2024. Questa fase di stabilizzazione potrebbe riflettere un equilibrio temporaneo nelle dinamiche oceaniche, con un’eventuale attenuazione dell’upwelling o una redistribuzione delle acque fredde lungo la fascia equatoriale. Tuttavia, le anomalie rimangono significativamente negative, indicando che l’oceano superiore continua a essere più freddo della media, un segnale coerente con una fase di La Niña in corso. Questa stabilizzazione potrebbe essere legata a variazioni nei venti alisei o a dinamiche subsuperficiali, come un temporaneo aumento delle temperature subsurface in alcune aree (non mostrato in questo grafico, ma accennato nel bollettino).
  3. Picco di raffreddamento (novembre 2024 – gennaio 2025): A partire da novembre 2024, le anomalie del contenuto di calore diminuiscono nuovamente, raggiungendo un minimo di circa -1,4 °C a dicembre 2024, uno dei valori più bassi del periodo in esame. Questo raffreddamento estremo persiste fino a gennaio 2025, con anomalie che si attestano intorno a -1,2 °C. Un’anomalia di questa entità indica un accumulo significativo di acque fredde negli strati superiori dell’oceano, un segnale inequivocabile di una fase consolidata di La Niña. Il minimo di -1,4 °C a dicembre 2024 corrisponde al picco della fase di La Niña, che ha probabilmente dominato il sistema climatico durante questo intervallo, influenzando le condizioni atmosferiche globali. Il raffreddamento estremo è coerente con le osservazioni delle SST nelle regioni Niño-3.4 e Niño-3 (Figura 2), che mostrano anomalie negative nello stesso periodo, e con il bollettino, che riporta venti alisei orientali rafforzati e convezione soppressa nel Pacifico centrale.
  4. Attenuazione del raffreddamento (febbraio 2025 – marzo 2025): Da febbraio 2025, le anomalie iniziano a risalire, passando da -1,2 °C a circa -0,6 °C in marzo 2025. Questa tendenza al rialzo indica un’attenuazione del raffreddamento, suggerendo una riduzione dell’upwelling e un possibile riscaldamento graduale delle acque subsurface, come accennato nel bollettino (che menziona un indebolimento delle temperature subsurface sotto la media). Questo trend è coerente con la transizione verso condizioni ENSO-neutrali riportata nel bollettino diagnostico di aprile 2025, che dichiara un “Final La Niña Advisory” e il ritorno a condizioni neutrali a marzo 2025. Sebbene le anomalie rimangano negative, la loro riduzione segnala un riequilibrio del sistema oceanico, con una diminuzione dell’influenza delle dinamiche di La Niña.

Interpretazione nel Contesto ENSO

Il contenuto di calore dell’oceano superiore è un indicatore cruciale per comprendere le dinamiche dell’ENSO, poiché rappresenta un “serbatoio” di energia termica che influenza le SST e, di conseguenza, la circolazione atmosferica globale. Le anomalie negative osservate nella Figura 3 sono indicative di una fase di La Niña, caratterizzata da:

  • Raffreddamento oceanico: Un contenuto di calore inferiore alla media riflette un accumulo di acque fredde negli strati superiori, causato dall’upwelling intensificato dai venti alisei orientali. Questo raffreddamento è coerente con le anomalie SST negative osservate nelle regioni Niño-3.4 e Niño-3 (Figura 2), che mostrano valori inferiori a -0,5 °C nello stesso periodo.
  • Dinamiche atmosferiche: Il bollettino diagnostico riporta venti alisei orientali persistenti nel Pacifico occidentale e centrale, un segnale tipico di La Niña, che favorisce l’upwelling e contribuisce a ridurre il contenuto di calore. Inoltre, la convezione soppressa intorno alla Linea del Cambio di Data e intensificata vicino all’Indonesia riflette un rafforzamento della Walker Circulation, un pattern atmosferico associato a La Niña.
  • Transizione finale: La riduzione delle anomalie negative a partire da febbraio 2025, culminata in valori di -0,6 °C a marzo, è coerente con il passaggio a condizioni ENSO-neutrali. Questo suggerisce un indebolimento dei venti alisei e un possibile aumento delle temperature subsurface, come riportato nel bollettino, che menziona un’attenuazione delle anomalie negative subsurface nel Pacifico centrale.

Il periodo di massimo raffreddamento (novembre 2024-gennaio 2025), con anomalie che raggiungono -1,4 °C, corrisponde al picco della fase di La Niña, che ha dominato il sistema climatico durante questo intervallo. La successiva attenuazione delle anomalie negative riflette una transizione verso uno stato più equilibrato, in cui le dinamiche di La Niña si indeboliscono, permettendo al sistema di avvicinarsi a condizioni neutrali.


Implicazioni Climatiche

Le anomalie del contenuto di calore dell’oceano superiore hanno avuto implicazioni significative per il clima globale durante il periodo in esame:

  • Fase di La Niña (maggio 2024-gennaio 2025): Il raffreddamento dell’oceano equatoriale, con anomalie che raggiungono -1,4 °C, ha probabilmente rafforzato i pattern climatici tipici di La Niña. Questi includono siccità in regioni come il Sud America (ad esempio, Argentina e Brasile meridionale), dove la soppressione della convezione nel Pacifico centrale riduce le precipitazioni, e piogge intense nel Sud-est asiatico e in Australia, dove la convezione intensificata favorisce i monsoni. Inoltre, La Niña è spesso associata a inverni più freddi nel Nord America settentrionale e a un aumento della frequenza di uragani nell’Atlantico, a causa di una ridotta wind shear verticale. Il contenuto di calore ridotto ha contribuito a mantenere temperature superficiali più fredde, influenzando negativamente la convezione nel Pacifico centrale e rafforzando la Walker Circulation.
  • Transizione verso condizioni neutrali (febbraio-marzo 2025): La riduzione delle anomalie negative a -0,6 °C in marzo indica un ritorno a condizioni più equilibrate, con un impatto climatico meno pronunciato. Tuttavia, il persistente raffreddamento, anche se attenuato, suggerisce che gli effetti di La Niña potrebbero essere stati ancora percepibili in alcune regioni, come un aumento delle precipitazioni nel Pacifico occidentale (es. Indonesia) e condizioni più secche in Sud America. La transizione verso condizioni neutrali potrebbe aver favorito un ritorno a pattern meteorologici più vicini alla media stagionale, riducendo l’intensità degli estremi climatici associati a La Niña.

Considerazioni Metodologiche e Limiti

Le anomalie del contenuto di calore sono calcolate rispetto alla media pentadale del periodo 1991-2020, un metodo che consente di catturare variazioni a medio termine riducendo il rumore delle fluttuazioni giornaliere. Tuttavia, il riscaldamento globale degli oceani, che ha aumentato le temperature medie degli strati superiori negli ultimi decenni, potrebbe aver influenzato la baseline di riferimento, rendendo le anomalie negative più probabili in un contesto di trend termici crescenti. Inoltre, la regione analizzata (180°-100°W) copre un’area ampia del Pacifico equatoriale, includendo le regioni Niño-3.4 e Niño-3, ma escludendo Niño-1+2, più orientale. Questo potrebbe mascherare variazioni locali significative, come il riscaldamento osservato in Niño-1+2 a partire da febbraio 2025 (Figura 2), che indica un aumento delle SST nel Pacifico orientale non pienamente riflesso nel contenuto di calore integrato di questa regione.

Un ulteriore limite è legato alla natura integrata del contenuto di calore, che non distingue tra variazioni superficiali e subsuperficiali. Ad esempio, il bollettino menziona uno strato superficiale di temperature sopra la media nel Pacifico orientale, che potrebbe compensare parzialmente il raffreddamento subsurface nel calcolo del contenuto di calore totale. Infine, il periodo di transizione verso condizioni neutrali (febbraio-marzo 2025) coincide con la “barriera primaverile” (spring predictability barrier), un fenomeno noto per la ridotta predicibilità delle fasi ENSO, a causa della variabilità intrinseca del sistema oceanico-atmosferico e della transizione stagionale.


Conclusione

La Figura 3 offre un’analisi dettagliata e scientificamente rilevante delle anomalie del contenuto di calore dell’oceano superiore nel Pacifico equatoriale, evidenziando una fase di La Niña da maggio 2024 a gennaio 2025, con un picco di raffreddamento a dicembre 2024 (-1,4 °C), seguita da una transizione verso condizioni ENSO-neutrali a marzo 2025, con anomalie che si attenuano a -0,6 °C. Questi dati sono fondamentali per comprendere le dinamiche oceaniche che guidano l’ENSO, poiché il contenuto di calore rappresenta un indicatore integrato dell’energia termica disponibile per influenzare le SST e la circolazione atmosferica. Le implicazioni climatiche di questa evoluzione, come siccità in Sud America e piogge intense nel Sud-est asiatico durante la fase di La Niña, sottolineano l’importanza di un monitoraggio continuo di parametri come il contenuto di calore, integrato con osservazioni delle SST, delle temperature subsurface e delle condizioni atmosferiche, per affinare le previsioni climatiche e mitigare i rischi in regioni vulnerabili agli effetti dell’ENSO. La transizione verso condizioni neutrali a marzo 2025, sebbene promettente per una stabilizzazione climatica, richiede ulteriori osservazioni per valutare eventuali sviluppi futuri, specialmente considerando l’incertezza primaverile tipica di questo periodo.

Analisi Approfondita della Figura 4: Sezione Longitudinale delle Anomalie di Temperatura Subsuperficiale nel Pacifico Equatoriale al 29 Marzo 2025

La Figura 4 presenta una sezione longitudinale dettagliata delle anomalie di temperatura subsuperficiale nel Pacifico equatoriale, espresse in gradi Celsius (°C), per un pentad (periodo di cinque giorni) centrato sul 29 marzo 2025. Le anomalie sono calcolate come deviazioni dalla media pentadale del periodo di riferimento 1991-2020, un intervallo scelto per fornire una baseline climatica rappresentativa delle condizioni oceaniche storiche, consentendo un confronto significativo con le variazioni attuali. La sezione si estende lungo l’equatore (latitudine 0°) dalla longitudine 130° E (Pacifico occidentale, vicino all’Indonesia) a 80° W (Pacifico orientale, vicino alla costa sudamericana), coprendo le profondità da 0 a 300 metri. Questo tipo di analisi è fondamentale per comprendere le dinamiche subsuperficiali associate all’Oscillazione Meridionale di El Niño (ENSO), poiché le temperature subsuperficiali giocano un ruolo critico nell’evoluzione delle fasi di El Niño, La Niña e condizioni neutrali, influenzando le temperature superficiali del mare (SST) e le interazioni oceano-atmosfera che guidano i pattern climatici globali.


Struttura e Metodologia della Sezione

La figura è una sezione verticale-longitudinale che rappresenta le anomalie di temperatura subsuperficiale lungo il Pacifico equatoriale:

  • Asse orizzontale: Indica la longitudine, da 130° E a 80° W, coprendo l’intera fascia equatoriale del Pacifico, che include le regioni Niño: Niño-4 (160° E – 150° W), Niño-3.4 (170° W – 120° W), Niño-3 (150° W – 90° W) e Niño-1+2 (90° W – 80° W).
  • Asse verticale: Rappresenta la profondità, da 0 metri (superficie) a 300 metri, un intervallo che comprende gli strati superiori dell’oceano dove le interazioni con l’atmosfera sono più significative per le dinamiche ENSO.
  • Scala cromatica: Le anomalie sono espresse in °C, con una scala che va da -6 °C (blu scuro) a +6 °C (rosso scuro). Le tonalità di blu indicano anomalie negative (temperature inferiori alla media), mentre le tonalità di giallo, arancione e rosso indicano anomalie positive (temperature superiori alla media). Le tonalità neutre (bianco e giallo chiaro) rappresentano anomalie vicine allo zero, tra -0,5 °C e +0,5 °C.

Le anomalie sono calcolate rispetto alla media pentadale del periodo 1991-2020, un metodo che riduce il rumore delle variazioni giornaliere e fornisce una visione più chiara delle tendenze a medio termine. Il periodo di riferimento 1991-2020 è stato scelto per bilanciare la necessità di una baseline stabile con l’esigenza di riflettere condizioni climatiche recenti, sebbene il riscaldamento globale degli oceani possa aver influenzato le medie di riferimento, rendendo le anomalie negative più probabili in un contesto di trend termici crescenti. La sezione copre l’intera fascia equatoriale del Pacifico, un’area cruciale per il monitoraggio ENSO, poiché le variazioni subsuperficiali in questa regione influenzano direttamente le SST, la Walker Circulation e la posizione della Intertropical Convergence Zone (ITCZ), con effetti a lungo raggio sui pattern climatici globali.


Analisi Dettagliata delle Anomalie Subsuperficiali

La sezione longitudinale rivela una distribuzione spaziale eterogenea delle anomalie di temperatura subsuperficiale lungo il Pacifico equatoriale, con pattern distinti che riflettono lo stato del sistema ENSO al 29 marzo 2025. Di seguito, si analizzano le caratteristiche principali in ciascuna regione del Pacifico equatoriale:

  1. Pacifico Occidentale (130° E – 160° E, Regione Niño-4):
    Nella regione del Pacifico occidentale, che corrisponde alla zona Niño-4, le anomalie subsuperficiali sono prevalentemente positive, con valori che variano tra +0,5 °C e +2 °C (tonalità di giallo e arancione). Questo riscaldamento si estende dalla superficie fino a una profondità di circa 150-200 metri, con le anomalie più marcate (fino a +2 °C) concentrate tra 130° E e 150° E, a profondità comprese tra 50 e 150 metri. Il riscaldamento subsuperficiale in questa regione è un segnale tipico della fase di transizione da La Niña a condizioni ENSO-neutrali o verso un potenziale El Niño. Durante La Niña, i forti venti alisei orientali spingono le acque calde verso il Pacifico occidentale, accumulandole in profondità e creando una “piscina calda” (warm pool) subsuperficiale. Il bollettino diagnostico di aprile 2025 riporta una transizione a condizioni neutrali a marzo 2025, con un indebolimento dei venti alisei orientali: questo potrebbe aver permesso alle acque calde subsuperficiali di iniziare a ridistribuirsi verso est, un processo noto come onda di Kelvin equatoriale, che è spesso un precursore di El Niño. Tuttavia, l’assenza di anomalie positive più estreme (> +3 °C) suggerisce che il sistema non è ancora in una fase di El Niño consolidata.
  2. Pacifico Centrale (160° E – 150° W, Regione Niño-3.4):
    Nella regione centrale del Pacifico equatoriale, che include la zona Niño-3.4, si osservano anomalie prevalentemente negative, con valori che variano tra -0,5 °C e -2 °C (tonalità di blu chiaro e scuro). Questo raffreddamento si estende dalla superficie fino a una profondità di circa 250 metri, con le anomalie più marcate (fino a -2 °C) concentrate tra 170° E e 160° W, a profondità comprese tra 100 e 200 metri. Questo pattern di raffreddamento subsuperficiale è coerente con le condizioni residue di La Niña, che, secondo il bollettino, si sono concluse a marzo 2025. Durante La Niña, i venti alisei orientali intensificati favoriscono l’upwelling di acque fredde profonde nel Pacifico centrale, riducendo le temperature subsuperficiali e mantenendo un’anomalia termica negativa. Il bollettino menziona che “below-average subsurface temperatures continued in the central equatorial Pacific, extending to 250m depth”, il che è esattamente ciò che si osserva in questa sezione. Sebbene il sistema sia passato a condizioni ENSO-neutrali a marzo 2025, la persistenza di anomalie negative in questa regione indica che l’oceano non si è ancora completamente riequilibrato, e le dinamiche di La Niña continuano a influenzare le temperature subsuperficiali.
  3. Pacifico Centro-Orientale (150° W – 100° W, Regione Niño-3):
    Nella zona centro-orientale, corrispondente alla regione Niño-3, le anomalie subsuperficiali mostrano una struttura più complessa e stratificata. A profondità comprese tra 100 e 200 metri, si osservano anomalie negative moderate, tra -0,5 °C e -1 °C (blu chiaro), che si collegano al raffreddamento osservato nel Pacifico centrale, riflettendo l’eredità delle condizioni di La Niña. Tuttavia, vicino alla superficie (0-50 metri), si notano anomalie positive lievi, tra +0,5 °C e +1 °C (giallo chiaro), specialmente tra 140° W e 110° W. Questa stratificazione – con acque più calde in superficie e più fredde in profondità – è coerente con il bollettino, che riporta un “shallow layer of above-average subsurface temperatures” nel Pacifico orientale. Questo strato superficiale caldo potrebbe essere il risultato di un iniziale rilassamento dei venti alisei orientali, che riduce l’upwelling e permette un riscaldamento delle acque superficiali. Tale pattern è spesso un segnale precoce di una transizione verso El Niño, poiché le acque calde subsuperficiali possono risalire in superficie, aumentando le SST e favorendo la convezione. Tuttavia, il bollettino indica che le condizioni sono ENSO-neutrali a marzo 2025, suggerendo che questo riscaldamento superficiale non è ancora sufficiente per innescare un evento di El Niño.
  4. Pacifico Orientale (100° W – 80° W, Regione Niño-1+2):
    Nel Pacifico orientale, vicino alla costa sudamericana, le anomalie subsuperficiali sono prevalentemente positive, con valori che raggiungono +2 °C o più (tonalità di arancione e rosso), estendendosi dalla superficie fino a una profondità di circa 100-150 metri. Il riscaldamento più marcato si osserva tra 90° W e 80° W, con anomalie che superano i +2 °C a profondità comprese tra 0 e 100 metri. Questo riscaldamento subsuperficiale è coerente con le osservazioni delle SST nella regione Niño-1+2 (Figura 2), che mostrano anomalie positive fino a +1,5 °C a marzo 2025. Il riscaldamento nel Pacifico orientale è un segnale tipico di una transizione verso condizioni di El Niño, poiché indica un accumulo di acque calde subsuperficiali che possono risalire in superficie, riducendo l’upwelling di acque fredde profonde e favorendo un aumento dell’evaporazione e delle precipitazioni lungo la costa sudamericana. Il bollettino diagnostico conferma questa osservazione, menzionando “a shallow layer of above-average subsurface temperatures continued in the far eastern equatorial Pacific”. Tuttavia, le condizioni ENSO-neutrali riportate a marzo 2025, con probabilità di El Niño inferiori al 20% per novembre 2025-gennaio 2026, suggeriscono che questo riscaldamento potrebbe essere un precursore di un futuro evento di El Niño, ma non è ancora sufficiente per dichiarare tale fase.

Interpretazione nel Contesto ENSO

La distribuzione delle anomalie subsuperficiali al 29 marzo 2025 riflette una fase di transizione nel sistema ENSO, come descritto nel bollettino diagnostico del Climate Prediction Center:

  • Eredità di La Niña: Le anomalie negative nel Pacifico centrale, con valori fino a -2 °C e a profondità di 250 metri, sono un’eredità della fase di La Niña che ha dominato il sistema fino a marzo 2025. Durante La Niña, i venti alisei orientali intensificati spingono le acque calde verso il Pacifico occidentale, favorendo l’upwelling di acque fredde profonde nel Pacifico centrale e orientale. Questo processo riduce le temperature subsuperficiali nel Pacifico centrale, come osservato nella sezione, ed è coerente con il bollettino, che riporta “below-average subsurface temperatures continued in the central equatorial Pacific”.
  • Transizione a condizioni neutrali: Il riscaldamento subsuperficiale nel Pacifico occidentale (fino a +2 °C) e lo strato superficiale caldo nel Pacifico orientale indicano un’attenuazione delle dinamiche di La Niña. L’indebolimento dei venti alisei orientali, come riportato nel bollettino, ha probabilmente permesso una ridistribuzione delle acque calde verso est, un processo che segna la transizione a condizioni ENSO-neutrali. Questo è confermato dal bollettino, che dichiara condizioni neutrali a marzo 2025, con un “Final La Niña Advisory”.
  • Segnali precursori di El Niño: Il riscaldamento subsuperficiale significativo nel Pacifico orientale (Niño-1+2), con anomalie che superano i +2 °C, potrebbe essere un segnale precoce di un futuro evento di El Niño. Durante El Niño, le acque calde subsuperficiali si spostano verso est attraverso onde di Kelvin equatoriali, riducendo l’upwelling e aumentando le SST nel Pacifico orientale. Questo processo favorisce la convezione e può portare a precipitazioni intense lungo la costa sudamericana. Tuttavia, il bollettino indica che le probabilità di El Niño per novembre 2025-gennaio 2026 sono inferiori al 20%, suggerendo che il sistema potrebbe rimanere in uno stato neutrale per diversi mesi prima di un’eventuale transizione.

Implicazioni Climatiche

Le anomalie subsuperficiali osservate nella Figura 4 hanno implicazioni significative per il clima globale, sia a livello regionale che su scala planetaria:

  • Pacifico Centrale (eredità di La Niña): Il raffreddamento subsuperficiale nel Pacifico centrale, con anomalie fino a -2 °C, ha probabilmente contribuito a mantenere condizioni più fredde in superficie, come mostrato dalle anomalie SST negative nella regione Niño-3.4 (Figura 2). Questo potrebbe aver prolungato alcuni effetti di La Niña, come siccità in Sud America (ad esempio, in Argentina e Brasile meridionale) e piogge intense nel Sud-est asiatico e in Australia, anche dopo la transizione a condizioni neutrali.
  • Pacifico Orientale (riscaldamento): Il riscaldamento subsuperficiale nel Pacifico orientale, combinato con le SST positive in Niño-1+2 (fino a +1,5 °C), potrebbe aver favorito un aumento delle precipitazioni lungo la costa sudamericana, come in Perù ed Ecuador. Questo è un segnale precoce di condizioni più umide tipiche di El Niño, che possono portare a inondazioni e impatti significativi sull’agricoltura e le infrastrutture locali.
  • Dinamiche globali: Le variazioni subsuperficiali influenzano la Walker Circulation e la posizione della ITCZ, con effetti a lungo raggio su regioni lontane. Ad esempio, un riscaldamento nel Pacifico orientale può alterare i pattern di precipitazione in Africa orientale, favorendo siccità, e in India, riducendo i monsoni estivi. La transizione a condizioni neutrali potrebbe aver mitigato questi effetti estremi, riportando i pattern climatici più vicini alla media stagionale.

Considerazioni Metodologiche e Limiti

Le anomalie subsuperficiali sono calcolate rispetto alla media pentadale del periodo 1991-2020, un metodo che consente di catturare variazioni a medio termine riducendo il rumore delle fluttuazioni giornaliere. Tuttavia, il riscaldamento globale degli oceani potrebbe aver influenzato la baseline di riferimento, rendendo le anomalie negative più probabili in un contesto di trend termici crescenti. Inoltre, la sezione copre un’area ampia del Pacifico equatoriale, ma non include variazioni latitudinali significative (è limitata a 0° di latitudine), il che potrebbe mascherare differenze tra le regioni a nord e a sud dell’equatore. Un ulteriore limite è legato alla profondità massima di 300 metri: dinamiche termiche a profondità maggiori, come quelle associate alla thermocline, potrebbero non essere pienamente rappresentate, anche se il bollettino non menziona anomalie significative oltre i 250 metri. Infine, il periodo di osservazione (fine marzo 2025) coincide con la “barriera primaverile” (spring predictability barrier), un fenomeno noto per la ridotta predicibilità delle fasi ENSO, a causa della variabilità intrinseca del sistema oceanico-atmosferico e della transizione stagionale.


Conclusione

La Figura 4 offre un’analisi dettagliata e scientificamente rilevante delle anomalie di temperatura subsuperficiale nel Pacifico equatoriale al 29 marzo 2025, evidenziando una fase di transizione da condizioni di La Niña a condizioni ENSO-neutrali. Le anomalie negative nel Pacifico centrale (fino a -2 °C) riflettono l’eredità di La Niña, mentre il riscaldamento subsuperficiale nel Pacifico occidentale (fino a +2 °C) e orientale (fino a +2 °C) indica un riequilibrio del sistema oceanico, con possibili precursori di un futuro evento di El Niño. Questi dati sono essenziali per comprendere le dinamiche subsuperficiali che guidano l’ENSO, poiché le temperature subsuperficiali influenzano le SST e, di conseguenza, i pattern atmosferici globali. Le implicazioni climatiche, come precipitazioni intense nel Pacifico orientale e condizioni residue di La Niña nel Pacifico centrale, sottolineano l’importanza di un monitoraggio continuo per prevedere gli impatti futuri e supportare la gestione delle risorse in regioni vulnerabili. La transizione a condizioni neutrali a marzo 2025, sebbene promettente per una stabilizzazione climatica, richiede ulteriori osservazioni per valutare l’evoluzione di questi segnali nei mesi successivi, specialmente considerando l’incertezza primaverile tipica di questo periodo.

Analisi Dettagliata delle Anomalie OLR

La mappa rivela una distribuzione spaziale eterogenea delle anomalie OLR, con pattern distinti che riflettono le condizioni atmosferiche nel Pacifico equatoriale durante il periodo dall’11 marzo al 5 aprile 2025. Di seguito, si analizzano le principali caratteristiche osservate in ciascuna regione:

  1. Pacifico Occidentale e Sud-est Asiatico (100° E – 140° E, vicino all’Indonesia):
    In questa regione, si osservano anomalie OLR fortemente negative, con valori che variano tra -20 W/m² e -40 W/m² (tonalità di blu scuro), concentrate principalmente tra 5° S e 10° N, intorno all’Indonesia, alla Malesia e alle Filippine. Queste anomalie negative indicano una convezione intensificata, con un aumento significativo della copertura nuvolosa e delle precipitazioni. Questo pattern è tipico delle fasi di La Niña o delle sue condizioni residue, durante le quali i venti alisei orientali spingono le acque calde verso il Pacifico occidentale, aumentando le SST in questa regione (come mostrato in Figura 1 per Niño-4) e favorendo una maggiore evaporazione e convezione. Il bollettino diagnostico di aprile 2025 conferma questa osservazione, riportando che “convection was enhanced near Indonesia”, in linea con le anomalie OLR negative osservate. La convezione intensificata in questa regione probabilmente ha portato a piogge intense e persistenti in Indonesia, Malesia e Filippine, con rischi di inondazioni, frane e impatti significativi sull’agricoltura, sulla gestione delle risorse idriche e sulle infrastrutture locali. Inoltre, l’aumento delle precipitazioni potrebbe aver influenzato i monsoni regionali, con effetti a lungo raggio su altre aree del Sud-est asiatico.
  2. Pacifico Centrale (140° E – 180°, intorno alla Linea del Cambio di Data):
    Nella regione centrale del Pacifico equatoriale, intorno alla Linea del Cambio di Data (180°), si osservano anomalie OLR fortemente positive, con valori che variano tra +20 W/m² e +40 W/m² (tonalità di arancione e rosso scuro), concentrate tra 5° S e 5° N. Queste anomalie positive indicano una convezione soppressa, con cieli più chiari, una ridotta copertura nuvolosa e condizioni più secche. Questo pattern è un segnale caratteristico di La Niña, durante la quale il raffreddamento delle SST nel Pacifico centrale (come mostrato in Figura 2 per Niño-3.4, con anomalie negative fino a -0,8 °C) riduce l’evaporazione e la convezione, portando a un aumento dell’OLR emessa direttamente dalla superficie oceanica. Il bollettino diagnostico conferma questa interpretazione, riportando che “convection was suppressed around the Date Line”, in perfetta coerenza con le anomalie OLR positive osservate. La soppressione della convezione in questa regione potrebbe aver portato a condizioni più secche nelle isole del Pacifico centrale, come Kiribati, Tuvalu e le Isole Marshall, con potenziali impatti sulla disponibilità di acqua dolce, sull’agricoltura e sugli ecosistemi marini, come le barriere coralline, che possono soffrire di stress termico e di ridotta produttività biologica in condizioni di siccità prolungata.
  3. Pacifico Orientale (180° – 80° W):
    Nel Pacifico orientale, le anomalie OLR mostrano una distribuzione più eterogenea, riflettendo la transizione verso condizioni ENSO-neutrali riportata nel bollettino. Tra 180° e 120° W, le anomalie sono generalmente vicine alla neutralità, con valori che variano tra -10 W/m² e +10 W/m² (tonalità di bianco e giallo chiaro), indicando un’attività convettiva vicina alla media. Tuttavia, si osservano alcune aree con anomalie positive moderate, fino a +20 W/m² (arancione), intorno a 150° W, che suggeriscono una convezione ancora soppressa, probabilmente legata al persistente raffreddamento subsuperficiale nel Pacifico centrale (Figura 4, con anomalie fino a -2 °C). Più a est, vicino alla costa sudamericana (90° W – 80° W), si notano anomalie OLR negative lievi, fino a -10 W/m² (blu chiaro), tra 5° S e 5° N. Queste anomalie negative indicano una leggera intensificazione della convezione, che potrebbe essere associata al riscaldamento delle SST nella regione Niño-1+2 (Figura 2, con anomalie fino a +1,5 °C a marzo 2025) e al riscaldamento subsuperficiale (Figura 4, con anomalie fino a +2 °C). Questo aumento della convezione nel Pacifico orientale è un segnale precoce di un possibile futuro El Niño, che tipicamente porta a precipitazioni più intense lungo la costa sudamericana. Tuttavia, il bollettino diagnostico indica che le condizioni sono ENSO-neutrali a marzo 2025, con probabilità di El Niño inferiori al 20% per novembre 2025-gennaio 2026, suggerendo che questo segnale convettivo non è ancora sufficiente per dichiarare una transizione completa.
  4. Regioni Extra-Equatoriali:
    Al di fuori della fascia equatoriale, si osservano anomalie OLR significative che riflettono variazioni climatiche su scala più ampia:
    • Emisfero Nord (15° N – 30° N): Anomalie positive moderate, tra +10 W/m² e +20 W/m² (tonalità di giallo e arancione), sono presenti nel Pacifico nord-orientale, vicino alle coste nordamericane (120° W – 100° W). Questo indica una convezione soppressa, probabilmente legata al riscaldamento delle SST in questa regione (Figura 1, con anomalie fino a +2 °C), che potrebbe aver favorito temperature più miti negli Stati Uniti occidentali e una riduzione delle precipitazioni in alcune aree. Questo pattern potrebbe anche aver influenzato la formazione di tempeste nel Pacifico nord-orientale, riducendo l’attività convettiva e favorendo condizioni più stabili.
    • Emisfero Sud (15° S – 30° S): Anomalie positive significative, fino a +30 W/m² (arancione scuro), sono osservate nel Pacifico sud-occidentale, vicino all’Australia orientale (160° E – 180°), suggerendo una convezione soppressa e condizioni più secche. Questo è coerente con gli effetti di La Niña, che spesso porta a siccità in Australia orientale a causa della soppressione della convezione nel Pacifico occidentale. Al contrario, anomalie negative lievi, fino a -10 W/m² (blu chiaro), sono presenti nel Pacifico sud-orientale (100° W – 80° W), indicando una convezione leggermente intensificata, probabilmente legata al riscaldamento delle SST vicino alla costa sudamericana (Figura 1). Questo potrebbe aver favorito precipitazioni più intense in Cile e nel sud del Perù, con impatti su ecosistemi locali e attività agricole.

Interpretazione nel Contesto ENSO

Le anomalie OLR nella Figura 5 riflettono una fase di transizione nel sistema ENSO, come descritto nel bollettino diagnostico del Climate Prediction Center di aprile 2025:

  • Eredità di La Niña: Le anomalie OLR negative nel Pacifico occidentale (intensificazione della convezione vicino all’Indonesia) e le anomalie positive nel Pacifico centrale (soppressione della convezione intorno alla Linea del Cambio di Data) sono pattern caratteristici di La Niña. Questi sono coerenti con le condizioni oceaniche riportate, come il raffreddamento delle SST nel Pacifico centrale (Figura 2, con anomalie negative fino a -0,8 °C in Niño-3.4) e il raffreddamento subsuperficiale (Figura 4, con anomalie fino a -2 °C a 250 metri di profondità), che riducono l’evaporazione e la convezione nel Pacifico centrale. Nel contempo, le SST più calde nel Pacifico occidentale (Figura 1) favoriscono la convezione in quella regione. Il bollettino conferma questa interpretazione, riportando che “convection was suppressed around the Date Line and was enhanced near Indonesia”, un segnale tipico di La Niña che persiste anche durante la transizione a condizioni neutrali.
  • Transizione a condizioni neutrali: La distribuzione eterogenea delle anomalie OLR nel Pacifico orientale, con valori vicini alla neutralità e lievi anomalie negative vicino alla costa sudamericana, riflette il passaggio a condizioni ENSO-neutrali a marzo 2025, come indicato nel bollettino. Il riscaldamento delle SST e subsuperficiale nella regione Niño-1+2 (Figure 2 e 4, con anomalie rispettivamente fino a +1,5 °C e +2 °C) potrebbe aver favorito una leggera intensificazione della convezione vicino alla costa sudamericana, un segnale precoce di un possibile futuro El Niño. Tuttavia, il bollettino indica che le probabilità di El Niño per novembre 2025-gennaio 2026 sono inferiori al 20%, suggerendo che il sistema rimane in uno stato neutrale, con un’attività convettiva che non ha ancora raggiunto i livelli tipici di El Niño.
  • Dinamiche atmosferiche: Le anomalie OLR sono coerenti con le condizioni atmosferiche descritte nel bollettino, come i venti alisei orientali persistenti nel Pacifico occidentale e centrale, che rafforzano la Walker Circulation durante La Niña, e gli indici dell’Oscillazione Meridionale positivi, che riflettono una differenza di pressione atmosferica tra il Pacifico occidentale (alta pressione) e orientale (bassa pressione), tipica di questa fase. La transizione a condizioni neutrali potrebbe aver iniziato a indebolire questa configurazione, come suggerito dalla leggera intensificazione della convezione nel Pacifico orientale.

Implicazioni Climatiche

Le anomalie OLR osservate nella Figura 5 hanno implicazioni significative per il clima globale, sia a livello regionale che su scala planetaria:

  • Pacifico Occidentale (convezione intensificata): Le anomalie OLR negative vicino all’Indonesia, con valori fino a -40 W/m², indicano un’attività convettiva intensa, con piogge abbondanti e persistenti in regioni come Indonesia, Malesia e Filippine. Questo pattern, tipico di La Niña, ha probabilmente aumentato il rischio di inondazioni, frane e interruzioni delle infrastrutture locali, con impatti significativi sull’agricoltura (es. colture di riso) e sulla gestione delle risorse idriche. Inoltre, l’intensificazione della convezione potrebbe aver influenzato i monsoni nel Sud-est asiatico, con effetti a lungo raggio su aree come l’India nord-orientale e il Sud-est asiatico continentale, dove le precipitazioni monsoniche possono essere amplificate.
  • Pacifico Centrale (convezione soppressa): Le anomalie OLR positive intorno alla Linea del Cambio di Data, con valori fino a +40 W/m², suggeriscono condizioni più secche nelle isole del Pacifico centrale, come Kiribati, Tuvalu e le Isole Marshall. La soppressione della convezione ha probabilmente ridotto le precipitazioni in queste regioni, con potenziali impatti sulla disponibilità di acqua dolce, sull’agricoltura di sussistenza e sugli ecosistemi marini, come le barriere coralline, che possono soffrire di stress termico e di ridotta produttività biologica in condizioni di siccità prolungata. Questo pattern è coerente con gli effetti di La Niña, che sposta la convezione verso il Pacifico occidentale, lasciando il Pacifico centrale in condizioni di subsidenza atmosferica.
  • Pacifico Orientale (transizione): Le lievi anomalie OLR negative vicino alla costa sudamericana (fino a -10 W/m²) indicano un aumento delle precipitazioni, probabilmente legato al riscaldamento delle SST e subsuperficiale nella regione Niño-1+2 (Figure 2 e 4). Questo potrebbe aver favorito piogge più intense in Perù ed Ecuador, con rischi di inondazioni locali e impatti su ecosistemi e attività agricole, come la pesca, che può essere influenzata dalle variazioni termiche delle acque costiere. Tuttavia, la transizione a condizioni neutrali suggerisce che questi effetti potrebbero essere temporanei e meno intensi rispetto a un evento di El Niño consolidato.
  • Regioni extra-equatoriali: La convezione soppressa nel Pacifico sud-occidentale, con anomalie OLR positive fino a +30 W/m² vicino all’Australia orientale, potrebbe aver contribuito a condizioni più secche in questa regione, un fenomeno spesso associato a La Niña, con rischi di siccità e incendi boschivi. Nel Pacifico nord-orientale, le anomalie positive moderate (fino a +20 W/m²) indicano una convezione soppressa, che potrebbe aver favorito temperature più miti negli Stati Uniti occidentali e una riduzione delle precipitazioni in alcune aree, influenzando i pattern meteorologici primaverili. Al contrario, le anomalie negative nel Pacifico sud-orientale (fino a -10 W/m²) suggeriscono un aumento delle precipitazioni in Cile e nel sud del Perù, con possibili effetti positivi sull’agricoltura in regioni aride, ma anche rischi di eventi estremi come frane.

Considerazioni Metodologiche e Limiti

Le anomalie OLR sono calcolate rispetto alla media pentadale del periodo 1991-2020, un metodo che consente di catturare variazioni a medio termine riducendo il rumore delle fluttuazioni giornaliere. Tuttavia, il riscaldamento globale potrebbe aver alterato la baseline di riferimento, influenzando la distribuzione delle anomalie OLR rispetto a un clima più freddo del passato. Ad esempio, un aumento delle temperature globali potrebbe aver ridotto l’OLR medio emesso in alcune regioni a causa di una maggiore copertura nuvolosa, rendendo le anomalie positive meno frequenti. Inoltre, le anomalie OLR sono un indicatore indiretto della convezione e delle precipitazioni, e possono essere influenzate da altri fattori, come la variabilità della temperatura superficiale terrestre o i cambiamenti nella composizione atmosferica (es. aerosol). La mappa copre un’area ampia, ma non include variazioni temporali dettagliate all’interno del periodo (11 marzo – 5 aprile 2025), il che potrebbe mascherare fluttuazioni a breve termine. Infine, il periodo di osservazione coincide con la primavera boreale, un periodo noto per la “barriera primaverile” (spring predictability barrier), che rende più difficile prevedere l’evoluzione dell’ENSO a lungo termine.


Conclusione

La Figura 5 offre un’analisi dettagliata e scientificamente rilevante delle anomalie OLR nel Pacifico equatoriale dall’11 marzo al 5 aprile 2025, evidenziando gli effetti residui di La Niña – con una convezione intensificata nel Pacifico occidentale (vicino all’Indonesia) e soppressa nel Pacifico centrale (intorno alla Linea del Cambio di Data) – e una transizione verso condizioni ENSO-neutrali, con segnali di convezione crescente nel Pacifico orientale vicino alla costa sudamericana. Questi pattern sono coerenti con le condizioni oceaniche e atmosferiche riportate nel bollettino diagnostico, come il raffreddamento delle SST nel Pacifico centrale, il riscaldamento nel Pacifico orientale e le dinamiche atmosferiche tipiche di La Niña, seguite da un riequilibrio del sistema. Le implicazioni climatiche, come piogge intense in Indonesia e siccità nel Pacifico centrale, sottolineano l’importanza di monitorare le anomalie OLR per prevedere gli impatti regionali e supportare la gestione delle risorse in aree vulnerabili. La transizione a condizioni neutrali a marzo 2025, con segnali precursori di un possibile futuro El Niño, richiede un monitoraggio continuo per valutare l’evoluzione del sistema nei mesi successivi, specialmente considerando l’incertezza primaverile tipica di questo periodo.

Analisi Approfondita della Figura 6: Previsioni Modellistiche delle Anomalie di Temperatura Superficiale del Mare (SST) nella Regione Niño-3.4 a Partire da Marzo 2025

La Figura 6 presenta un diagramma di tipo spaghetti plot che illustra le previsioni modellistiche delle anomalie delle temperature superficiali del mare (SST, Sea Surface Temperatures), espresse in gradi Celsius (°C), nella regione Niño-3.4 (5° N – 5° S, 120° W – 170° W) del Pacifico equatoriale, a partire da marzo 2025. Le previsioni sono state aggiornate il 19 marzo 2025 dall’International Research Institute for Climate and Society (IRI) in collaborazione con altri enti, come il Climate Prediction Center (CPC), e includono un ensemble di modelli dinamici e statistici. Il grafico copre un periodo che si estende da dicembre 2024-gennaio 2025 (DJF) a novembre-dicembre 2025-gennaio 2026 (NDJ), suddiviso in due sezioni: una parte “osservata” (fino a febbraio-marzo 2025, FMA) e una parte previsionale (da marzo-aprile-maggio 2025, MAM, a NDJ). Le anomalie SST sono calcolate rispetto a una baseline climatica, tipicamente il periodo 1991-2020 per analisi di questo tipo, anche se non esplicitamente specificato nel grafico. Questa figura è fondamentale per valutare le probabili evoluzioni delle fasi dell’Oscillazione Meridionale di El Niño (ENSO), come El Niño, La Niña o condizioni neutrali, nel corso del 2025, fornendo un supporto essenziale per la previsione climatica e la gestione degli impatti associati.


Struttura e Metodologia del Grafico

Il diagramma è strutturato come segue:

  • Asse orizzontale: Rappresenta il tempo, suddiviso in trimestri sovrapposti, da DJF 2024-2025 (dicembre-gennaio-febbraio) a NDJ 2025-2026 (novembre-dicembre-gennaio). I trimestri sono indicati come DJF, FMA, MAM, AMJ, MJJ, JJA, JAS, ASO, SON, OND, NDJ, coprendo un arco temporale di circa un anno. Questa suddivisione in trimestri è standard per le previsioni ENSO, poiché le anomalie SST devono persistere per almeno cinque trimestri consecutivi per definire un evento di El Niño o La Niña.
  • Asse verticale: Mostra le anomalie SST nella regione Niño-3.4, espresse in °C, con una scala che va da -2,5 °C a +3,0 °C. La soglia di +0,5 °C indica condizioni di El Niño, mentre la soglia di -0,5 °C indica condizioni di La Niña; valori compresi tra -0,5 °C e +0,5 °C rappresentano condizioni ENSO-neutrali.
  • Linee colorate: Ogni linea rappresenta la previsione di un modello specifico, con una distinzione tra modelli dinamici e statistici. La legenda a destra elenca i modelli, suddividendoli in:
    • Modelli dinamici (contrassegnati da simboli pieni come cerchi, quadrati, triangoli): Includono DYN AVG (media dei modelli dinamici, in viola), e modelli individuali come AUS-ACCESS, BCC, CMC CANSIP, COLA CCSM4, CS-IRI-MM, ECMWF, GFDL SPEAR, JMA, METFRANCE, NASA-GMAO, NINTEX-F, UKMO. Questi modelli si basano su equazioni fisiche che simulano le interazioni tra oceano, atmosfera e terra, risolvendo numericamente le dinamiche del sistema climatico.
    • Modelli statistici (contrassegnati da simboli vuoti come cerchi, croci, stelle): Includono STAT AVG (media dei modelli statistici, in verde), e modelli individuali come BCC RZDM, CPC CA, CPC MRKOV, CSU CLIPR, IAP-NN, JMASTEC CNN, NTU CODA, TONGJI-ML, UCLA-TCD, UW PSL-CSLIM, UW PSL-LIM, XRO. Questi modelli utilizzano relazioni empiriche tra variabili climatiche, come le SST passate, gli indici di pressione atmosferica e altri parametri, per prevedere l’evoluzione futura.
  • Linea nera spessa: Rappresenta le osservazioni delle anomalie SST (OSERVED) fino a FMA 2025, seguite dalle previsioni (FORECAST) a partire da MAM 2025. Questa linea funge da punto di partenza per le proiezioni modellistiche, ancorando le previsioni ai dati osservati.
  • Medie dell’ensemble: Le linee DYN AVG e STAT AVG rappresentano le medie rispettivamente dei modelli dinamici e statistici, fornendo una sintesi delle previsioni e riducendo l’incertezza associata ai singoli modelli.

La regione Niño-3.4 è l’indicatore principale per classificare le fasi ENSO, poiché si trova nel Pacifico centrale, un’area che cattura efficacemente le variazioni termiche associate alle dinamiche oceano-atmosfera, come la Walker Circulation e le oscillazioni della thermocline equatoriale. Le previsioni modellistiche combinano approcci dinamici e statistici per affrontare le complessità del sistema ENSO, tenendo conto di fattori come le SST, le temperature subsuperficiali, i venti alisei e gli indici di pressione atmosferica (es. l’Oscillazione Meridionale).


Analisi Dettagliata delle Previsioni Modellistiche

Il grafico si divide in due sezioni principali: le osservazioni delle anomalie SST fino a FMA 2025 e le previsioni modellistiche da MAM 2025 a NDJ 2025-2026. Di seguito, si analizzano entrambe le fasi in dettaglio:

  1. Osservazioni (DJF 2024-2025 a FMA 2025):
    La linea nera spessa mostra le anomalie SST osservate nella regione Niño-3.4 fino a febbraio-marzo 2025 (FMA). In DJF 2024-2025, le anomalie sono di circa -0,8 °C, indicando condizioni di La Niña, definite dalla soglia di -0,5 °C per almeno cinque trimestri consecutivi, accompagnate da una risposta atmosferica appropriata (es. convezione soppressa nel Pacifico centrale, come mostrato in Figura 5). Questo raffreddamento è coerente con le osservazioni riportate in Figura 2, che mostrano anomalie SST negative in Niño-3.4 durante lo stesso periodo, e con il bollettino diagnostico del Climate Prediction Center di aprile 2025, che menziona una fase di La Niña attiva fino a marzo 2025. In FMA 2025, le anomalie risalgono a circa -0,2 °C, suggerendo un’attenuazione delle condizioni di La Niña e una transizione verso condizioni ENSO-neutrali. Questo è in linea con il bollettino, che riporta un “Final La Niña Advisory” e il ritorno a condizioni neutrali a marzo 2025, con anomalie SST nella regione Niño-3.4 vicine a zero, come confermato anche da Figura 2.
  2. Previsioni (MAM 2025 a NDJ 2025-2026):
    A partire da marzo-aprile-maggio 2025 (MAM), il grafico mostra le previsioni dei modelli, che si diramano in un ventaglio di traiettorie, riflettendo l’incertezza intrinseca nelle previsioni ENSO:
    • Media dei modelli (DYN AVG e STAT AVG): La media dei modelli dinamici (DYN AVG, linea viola) e statistici (STAT AVG, linea verde) mostra un’evoluzione simile. Da MAM 2025 a agosto-settembre-ottobre 2025 (ASO), le anomalie SST rimangono vicine a zero, oscillando tra -0,2 °C e +0,2 °C. Questo indica una persistenza di condizioni ENSO-neutrali durante l’estate boreale, in linea con il bollettino, che riporta una probabilità superiore al 50% di condizioni neutrali fino ad ASO 2025. A partire da settembre-ottobre-novembre 2025 (SON), la media dei modelli prevede un lieve declino delle anomalie, che scendono a circa -0,4 °C in NDJ 2025-2026. Questo suggerisce un possibile ritorno di condizioni di La Niña, anche se le anomalie non raggiungono pienamente la soglia di -0,5 °C necessaria per dichiarare ufficialmente tale fase. Il bollettino è coerente con questa tendenza, riportando un 43% di probabilità di condizioni neutrali e un 38% di probabilità di La Niña in NDJ 2025-2026.
    • Variabilità tra i modelli: I singoli modelli mostrano una dispersione significativa, un fenomeno tipico delle previsioni ENSO durante la primavera boreale, noto come “barriera primaverile” (spring predictability barrier), che riduce l’accuratezza delle proiezioni a lungo termine. Alcuni modelli dinamici, come CFSv2 e NASA-GMAO, prevedono anomalie leggermente positive, fino a +0,5 °C in JJA 2025, suggerendo un possibile sviluppo di El Niño, anche se non consolidato. Altri modelli, come ECMWF e UKMO, prevedono anomalie più negative, fino a -0,8 °C in NDJ 2025-2026, indicando un ritorno più marcato di La Niña. I modelli statistici, come CPC MRKOV e NTU CODA, mostrano una variabilità simile, con previsioni che oscillano tra -1,0 °C e +0,5 °C nel corso del 2025. Questa dispersione riflette le incertezze legate alla variabilità intrinseca del sistema climatico, alle condizioni iniziali (es. temperature subsuperficiali, Figura 4) e alla sensibilità dei modelli a fattori come i venti alisei e le dinamiche della thermocline.
    • Tendenza generale: Nonostante la variabilità, la maggior parte dei modelli e le loro medie prevedono condizioni ENSO-neutrali per gran parte del 2025, con una probabilità crescente di La Niña verso la fine dell’anno. Questo è coerente con il bollettino, che indica una probabilità superiore al 50% di condizioni neutrali fino ad agosto-ottobre 2025, e un 43% di probabilità di condizioni neutrali contro un 38% di La Niña in NDJ 2025-2026. La probabilità di El Niño, stimata inferiore al 20%, è supportata dalla scarsità di modelli che prevedono anomalie superiori a +0,5 °C in modo persistente.

Interpretazione nel Contesto ENSO

Le previsioni modellistiche nella Figura 6 offrono un quadro dettagliato delle probabili evoluzioni del sistema ENSO nel 2025, in linea con le osservazioni e le analisi riportate nel bollettino diagnostico:

  • Conferma della transizione a condizioni neutrali: Le osservazioni fino a FMA 2025, con anomalie SST che passano da -0,8 °C (DJF) a -0,2 °C (FMA), confermano il passaggio da La Niña a condizioni ENSO-neutrali, come riportato nel bollettino. Questo è supportato da altre figure, come Figura 2 (anomalie SST vicine a zero in Niño-3.4 a marzo 2025), Figura 4 (attenuazione delle anomalie subsuperficiali negative) e Figura 5 (riduzione della soppressione convettiva nel Pacifico centrale). Le previsioni per MAM 2025, con anomalie che rimangono tra -0,2 °C e +0,2 °C, indicano una stabilizzazione del sistema, con un’attenuazione delle dinamiche di La Niña, come il raffreddamento nel Pacifico centrale e la convezione soppressa intorno alla Linea del Cambio di Data (Figura 5).
  • Persistenza di condizioni neutrali nell’estate boreale: La previsione di anomalie vicine a zero da MAM a ASO 2025, con valori che oscillano tra -0,2 °C e +0,2 °C, è in linea con il bollettino, che riporta una probabilità superiore al 50% di condizioni neutrali fino ad agosto-ottobre 2025. Questo suggerisce che il Pacifico equatoriale non subirà variazioni termiche significative nel breve termine, con un impatto climatico più moderato rispetto a una fase attiva di El Niño o La Niña. La persistenza di condizioni neutrali è coerente con l’attenuazione delle anomalie subsuperficiali negative (Figura 4) e con il lieve riscaldamento nel Pacifico orientale (Niño-1+2, Figura 2), che non è ancora sufficiente per innescare un evento di El Niño.
  • Possibile ritorno di La Niña verso la fine del 2025: Il lieve declino delle anomalie SST previsto a partire da SON 2025, con valori che si avvicinano a -0,4 °C in NDJ 2025-2026, è coerente con il bollettino, che indica un 38% di probabilità di La Niña in quel periodo. Questo suggerisce un possibile raffreddamento del Pacifico centrale, potenzialmente guidato da un rafforzamento dei venti alisei orientali o da un’ulteriore risalita della thermocline nel Pacifico centrale, come indicato dalle anomalie subsuperficiali negative residue (Figura 4). Tuttavia, le anomalie previste non raggiungono pienamente la soglia di -0,5 °C necessaria per dichiarare La Niña in modo definitivo, e la dispersione tra i modelli evidenzia un’incertezza significativa, tipica della primavera boreale.
  • Bassa probabilità di El Niño: Solo pochi modelli prevedono anomalie positive vicine a +0,5 °C, e il bollettino riporta una probabilità inferiore al 20% di El Niño in NDJ 2025-2026. Questo è coerente con la tendenza generale verso condizioni neutrali o un lieve raffreddamento, e con l’assenza di un riscaldamento subsuperficiale significativo nel Pacifico centrale (Figura 4), che sarebbe necessario per innescare un evento di El Niño. Il riscaldamento osservato nel Pacifico orientale (Niño-1+2, Figura 2) non si è ancora propagato sufficientemente verso ovest per influenzare la regione Niño-3.4 in modo significativo.

Implicazioni Climatiche

Le previsioni delle anomalie SST nella regione Niño-3.4 hanno implicazioni significative per il clima globale, con effetti che possono variare a seconda della fase ENSO prevista:

  • Estate boreale 2025 (MAM a ASO): Le condizioni ENSO-neutrali previste per questo periodo suggeriscono pattern climatici più vicini alla media stagionale, con una minore influenza delle dinamiche ENSO rispetto a una fase attiva di El Niño o La Niña. Questo potrebbe portare a precipitazioni e temperature più stabili in regioni come il Sud-est asiatico, l’Australia e il Sud America, riducendo il rischio di estremi climatici come siccità o inondazioni. Ad esempio, in Indonesia, dove la convezione è stata intensificata durante La Niña (Figura 5), le condizioni neutrali potrebbero attenuare le piogge intense, mentre in Sud America, il lieve riscaldamento nel Pacifico orientale potrebbe mantenere precipitazioni moderate lungo la costa.
  • Autunno-Inverno 2025-2026 (SON a NDJ): Il possibile ritorno di La Niña, anche se debole, potrebbe portare a un ritorno di pattern climatici associati a questa fase, come siccità in Sud America (es. Argentina, Brasile meridionale), piogge intense nel Sud-est asiatico e in Australia, e un aumento della frequenza di uragani nell’Atlantico, a causa di una ridotta wind shear verticale. Tuttavia, l’incertezza nelle previsioni, evidenziata dalla dispersione tra i modelli, suggerisce cautela nell’interpretazione di questi scenari. Un ritorno di La Niña più marcato potrebbe amplificare questi effetti, mentre una persistenza di condizioni neutrali li attenuerebbe.
  • Incertezza primaverile: La dispersione tra i modelli riflette la “barriera primaverile”, un periodo di ridotta predicibilità per le fasi ENSO, causato dalla transizione stagionale e dalla variabilità intrinseca del sistema climatico. Fattori come le temperature subsuperficiali (Figura 4), i venti alisei e le dinamiche della thermocline possono influenzare l’evoluzione futura, e un monitoraggio continuo sarà essenziale per affinare queste previsioni.

Considerazioni Metodologiche e Limiti

Le previsioni modellistiche combinano approcci dinamici e statistici per affrontare le complessità del sistema ENSO, ma presentano alcune limitazioni:

  • Barriera primaverile: Il periodo di previsione inizia in primavera boreale (marzo 2025), un momento noto per la ridotta predicibilità delle fasi ENSO, a causa della transizione stagionale e della sensibilità del sistema a piccole variazioni nelle condizioni iniziali. Questo è evidente nella dispersione tra i modelli, che aumenta man mano che ci si allontana dal punto di partenza (MAM 2025).
  • Condizioni iniziali: Le previsioni dipendono fortemente dalle condizioni iniziali, come le temperature subsuperficiali (Figura 4), che mostrano un riscaldamento nel Pacifico orientale ma un raffreddamento nel Pacifico centrale. Questa eterogeneità può portare a traiettorie diverse nei modelli, a seconda di come simulano la propagazione delle onde di Kelvin equatoriali o il rilassamento dei venti alisei.
  • Variabilità tra modelli: I modelli dinamici e statistici differiscono nei loro approcci e nella loro sensibilità a variabili come le SST, le temperature subsuperficiali e gli indici atmosferici. Ad esempio, modelli dinamici come CFSv2 possono essere più sensibili alle dinamiche subsuperficiali, mentre modelli statistici come CPC MRKOV si basano su correlazioni storiche, che potrebbero non catturare pienamente i cambiamenti climatici in corso, come il riscaldamento globale.
  • Baseline climatica: Le anomalie SST sono calcolate rispetto a una baseline climatica (probabilmente 1991-2020), che potrebbe essere influenzata dal riscaldamento globale degli oceani, rendendo le anomalie negative più probabili in un contesto di trend termici crescenti. Questo potrebbe introdurre un bias nelle previsioni, specialmente per i modelli statistici che si basano su dati storici.

Conclusione

La Figura 6 offre un’analisi dettagliata e scientificamente rilevante delle previsioni modellistiche delle anomalie SST nella regione Niño-3.4, confermando la transizione da La Niña a condizioni ENSO-neutrali a marzo 2025 e prevedendo la loro persistenza fino ad agosto-ottobre 2025, con una probabilità crescente di La Niña verso la fine dell’anno (38% in NDJ 2025-2026). La dispersione tra i modelli evidenzia l’incertezza intrinseca nelle previsioni ENSO, specialmente durante la primavera boreale, ma la tendenza generale è coerente con il bollettino diagnostico, che riporta una probabilità superiore al 50% di condizioni neutrali fino ad ASO 2025, un 43% di probabilità di condizioni neutrali e un 38% di La Niña in NDJ 2025-2026, con una bassa probabilità di El Niño (<20%). Queste informazioni sono cruciali per prevedere gli impatti climatici nei mesi successivi, come precipitazioni moderate durante l’estate boreale e un possibile ritorno di siccità o piogge intense verso la fine del 2025, supportando la pianificazione in settori come l’agricoltura, la gestione delle risorse idriche e la preparazione ai disastri naturali. Tuttavia, l’incertezza primaverile e la variabilità tra i modelli richiedono un monitoraggio continuo e l’integrazione con dati osservativi (es. SST, temperature subsuperficiali, convezione) per affinare queste previsioni e valutare l’evoluzione del sistema ENSO nel corso del 2025.

Analisi Approfondita della Figura 7: Probabilità Ufficiali NOAA CPC per le Fasi ENSO nella Regione Niño-3.4 da Marzo a Novembre 2025

La Figura 7 presenta un istogramma impilato delle probabilità ufficiali del Climate Prediction Center (CPC) della NOAA per le fasi dell’Oscillazione Meridionale di El Niño (ENSO) nella regione Niño-3.4 (5° N – 5° S, 120° W – 170° W), aggiornate il 10 aprile 2025. Le probabilità, espresse in percentuale, sono calcolate utilizzando le soglie di ±0,5 °C dell’indice di temperatura superficiale del mare (SST) ERSSTv5 per la regione Niño-3.4, un indicatore standard per classificare le fasi ENSO: La Niña (anomalie SST ≤ -0,5 °C), condizioni neutrali (anomalie SST comprese tra -0,5 °C e +0,5 °C) ed El Niño (anomalie SST ≥ +0,5 °C). Il grafico copre un periodo di previsione che si estende da marzo-aprile-maggio 2025 (MAM) a novembre-dicembre-gennaio 2025-2026 (NDJ), suddiviso in trimestri sovrapposti, riflettendo il criterio standard per definire un evento ENSO, che richiede la persistenza delle anomalie SST per almeno cinque trimestri consecutivi, accompagnata da una risposta atmosferica appropriata. Questa analisi probabilistica è fondamentale per valutare l’evoluzione attesa del sistema ENSO e i relativi impatti climatici su scala globale, fornendo un supporto essenziale per la pianificazione in settori come l’agricoltura, la gestione delle risorse idriche, la preparazione ai disastri naturali e la mitigazione degli effetti socioeconomici delle variazioni climatiche.


Struttura e Metodologia del Grafico

Il grafico è strutturato come un istogramma impilato che rappresenta le probabilità percentuali di ciascuna fase ENSO per ogni trimestre:

  • Asse orizzontale: Indica i trimestri sovrapposti, da MAM 2025 (marzo-aprile-maggio) a NDJ 2025-2026 (novembre-dicembre-gennaio). I trimestri sono: MAM, AMJ, MJJ, JJA, JAS, ASO, SON, OND, NDJ, coprendo un arco temporale di circa nove mesi. Questa suddivisione in trimestri è standard per le previsioni ENSO, poiché consente di valutare la persistenza delle anomalie SST, un requisito chiave per classificare le fasi ENSO secondo i criteri del CPC.
  • Asse verticale: Mostra la percentuale di probabilità, da 0% a 100%, per ciascuna fase ENSO, con le probabilità delle tre fasi (La Niña, neutrali, El Niño) che si sommano al 100% per ogni trimestre.
  • Colori delle barre:
    • Blu: Probabilità di La Niña (anomalie SST ≤ -0,5 °C), che indica un raffreddamento significativo del Pacifico centrale associato a un rafforzamento dei venti alisei orientali e a una convezione soppressa nella regione.
    • Grigio: Probabilità di condizioni neutrali (anomalie SST comprese tra -0,5 °C e +0,5 °C), che rappresentano uno stato di equilibrio del sistema ENSO senza anomalie termiche marcate.
    • Rosso: Probabilità di El Niño (anomalie SST ≥ +0,5 °C), che indica un riscaldamento significativo del Pacifico centrale associato a un rilassamento dei venti alisei e a un’intensificazione della convezione nella regione.

Le probabilità sono basate sull’indice ERSSTv5, una ricostruzione delle SST globali che utilizza dati osservativi e modellistici per calcolare le anomalie rispetto a una baseline climatica, tipicamente il periodo 1991-2020 per analisi recenti, anche se non esplicitamente specificato nella figura. Le previsioni sono derivate da un ensemble di modelli dinamici e statistici, come quelli presentati in Figura 6 (IRI e ensemble multimodello nordamericano), che includono modelli come CFSv2, ECMWF, NASA-GMAO (dinamici) e CPC MRKOV, NTU CODA (statistici). Queste previsioni modellistiche sono integrate con l’analisi degli esperti del CPC, che tengono conto di osservazioni recenti, come le anomalie SST (Figura 2), le temperature subsuperficiali (Figura 4), e i pattern convettivi (Figura 5), per produrre una stima probabilistica robusta. Il bollettino diagnostico di aprile 2025, che accompagna questa figura, fornisce il contesto climatico per queste probabilità, riportando la transizione a condizioni neutrali a marzo 2025 e le tendenze previste per i mesi successivi.


Analisi Dettagliata delle Probabilità ENSO

Il grafico mostra l’evoluzione delle probabilità per le tre fasi ENSO nel corso del 2025, evidenziando una predominanza di condizioni neutrali durante l’estate boreale e un aumento graduale della probabilità di La Niña verso la fine dell’anno. Di seguito, si analizzano le probabilità per ogni trimestre:

  1. MAM 2025 (Marzo-Aprile-Maggio):
    • Neutrali: 96%
    • La Niña: 2%
    • El Niño: 2%
      In MAM 2025, le condizioni neutrali dominano con una probabilità del 96%, riflettendo il recente passaggio da La Niña a condizioni ENSO-neutrali, come riportato nel bollettino diagnostico (“Final La Niña Advisory” e ritorno a condizioni neutrali a marzo 2025). Questo è supportato dalle osservazioni delle anomalie SST nella regione Niño-3.4, che si attestano a circa -0,2 °C in marzo (Figura 2), un valore all’interno della fascia neutrale (-0,5 °C a +0,5 °C). Le probabilità di La Niña ed El Niño sono minime (2% ciascuna), indicando che il sistema si trova in una fase di stabilità dopo la conclusione della fase di La Niña, con un’attenuazione delle dinamiche associate, come il raffreddamento subsuperficiale (Figura 4) e la convezione soppressa nel Pacifico centrale (Figura 5).
  2. AMJ 2025 (Aprile-Maggio-Giugno):
    • Neutrali: 88%
    • La Niña: 7%
    • El Niño: 5%
      In AMJ, la probabilità di condizioni neutrali rimane alta (88%), ma si osserva un leggero aumento delle probabilità di La Niña (7%) ed El Niño (5%). Questo trimestre coincide con la primavera boreale, un periodo noto come “barriera primaverile” (spring predictability barrier), durante il quale la predicibilità delle fasi ENSO diminuisce a causa della transizione stagionale e della variabilità intrinseca del sistema oceano-atmosfera. L’aumento delle probabilità di La Niña ed El Niño riflette l’incertezza nelle previsioni a lungo termine, come evidenziato dalla dispersione tra i modelli in Figura 6, che mostrano traiettorie variabili per le anomalie SST in questo periodo.
  3. MJJ 2025 (Maggio-Giugno-Luglio):
    • Neutrali: 81%
    • La Niña: 11%
    • El Niño: 8%
      In MJJ, la probabilità di condizioni neutrali scende a 81%, con un ulteriore aumento delle probabilità di La Niña (11%) ed El Niño (8%). Questo trimestre segna l’inizio di una tendenza verso un possibile raffreddamento, come suggerito dalle previsioni modellistiche in Figura 6, che mostrano anomalie SST vicine a zero (tra -0,2 °C e +0,2 °C) ma con alcuni modelli che prevedono un lieve declino verso valori negativi. La crescente probabilità di La Niña potrebbe essere legata a dinamiche residue di La Niña, come il raffreddamento subsuperficiale nel Pacifico centrale (Figura 4), che potrebbe favorire un ritorno di condizioni più fredde.
  4. JJA 2025 (Giugno-Luglio-Agosto):
    • Neutrali: 66%
    • La Niña: 22%
    • El Niño: 12%
      In JJA, la probabilità di condizioni neutrali diminuisce a 66%, mentre quella di La Niña aumenta a 22% e quella di El Niño a 12%. Questo trimestre rientra nel periodo estivo boreale, durante il quale il bollettino prevede una probabilità superiore al 50% di condizioni neutrali, come riportato nel synopsis (“ENSO-neutral is favored during the Northern Hemisphere summer, with a greater than 50% chance through August-October 2025”). L’aumento della probabilità di La Niña è coerente con le previsioni modellistiche in Figura 6, che mostrano una tendenza al ribasso delle anomalie SST verso la fine dell’anno, anche se la maggior parte dei modelli prevede ancora valori nella fascia neutrale.
  5. JAS 2025 (Luglio-Agosto-Settembre):
    • Neutrali: 54%
    • La Niña: 31%
    • El Niño: 15%
      In JAS, la probabilità di condizioni neutrali scende a 54%, mentre quella di La Niña aumenta a 31% e quella di El Niño a 15%. Questo trimestre segna un punto di svolta, con la probabilità di La Niña che cresce significativamente, riflettendo una possibile tendenza al raffreddamento nel Pacifico centrale. La probabilità di condizioni neutrali rimane superiore al 50%, in linea con il bollettino, ma il margine si riduce, indicando una crescente incertezza sull’evoluzione del sistema.
  6. ASO 2025 (Agosto-Settembre-Ottobre):
    • Neutrali: 48%
    • La Niña: 34%
    • El Niño: 18%
      In ASO, la probabilità di condizioni neutrali è del 48%, mentre quella di La Niña sale a 34% e quella di El Niño a 18%. Questo è l’ultimo trimestre per il quale il bollettino prevede una probabilità superiore al 50% di condizioni neutrali, come indicato nel synopsis. L’aumento della probabilità di La Niña è coerente con le previsioni modellistiche in Figura 6, che mostrano un lieve declino delle anomalie SST verso -0,4 °C verso la fine dell’anno, suggerendo un possibile ritorno di condizioni più fredde.
  7. SON 2025 (Settembre-Ottobre-Novembre):
    • Neutrali: 46%
    • La Niña: 35%
    • El Niño: 19%
      In SON, la probabilità di condizioni neutrali scende a 46%, mentre quella di La Niña aumenta a 35% e quella di El Niño a 19%. Questo trimestre segna un equilibrio tra le fasi, con la probabilità di La Niña che si avvicina a quella delle condizioni neutrali, indicando una transizione graduale verso un possibile ritorno di La Niña.
  8. OND 2025 (Ottobre-Novembre-Dicembre):
    • Neutrali: 45%
    • La Niña: 36%
    • El Niño: 19%
      In OND, la probabilità di condizioni neutrali è del 45%, quella di La Niña del 36% e quella di El Niño del 19%. La probabilità di La Niña continua a crescere, riflettendo una tendenza al raffreddamento prevista dai modelli (Figura 6), che indicano anomalie SST vicine a -0,4 °C verso la fine dell’anno.
  9. NDJ 2025-2026 (Novembre-Dicembre-Gennaio):
    • Neutrali: 43%
    • La Niña: 38%
    • El Niño: 19%
      In NDJ, la probabilità di condizioni neutrali è del 43%, quella di La Niña del 38% e quella di El Niño del 19%. Questo trimestre mostra la probabilità più alta di La Niña nel periodo di previsione, in linea con il bollettino, che riporta un 43% di probabilità di condizioni neutrali e un 38% di La Niña in NDJ 2025-2026, con una probabilità di El Niño inferiore al 20%. Questo equilibrio tra condizioni neutrali e La Niña riflette l’incertezza tipica delle previsioni a lungo termine, ma indica una chiara tendenza verso un possibile raffreddamento.

Interpretazione nel Contesto ENSO

Le probabilità riportate nella Figura 7 riflettono l’evoluzione attesa del sistema ENSO nel 2025, in linea con le osservazioni e le analisi modellistiche presentate nelle figure precedenti:

  • Transizione a condizioni neutrali in primavera 2025: Le alte probabilità di condizioni neutrali in MAM 2025 (96%) confermano il passaggio da La Niña a condizioni neutrali a marzo 2025, come riportato nel bollettino (“Final La Niña Advisory”). Questo è supportato da molteplici evidenze: le anomalie SST nella regione Niño-3.4 sono vicine a zero in marzo (circa -0,2 °C, Figura 2), le temperature subsuperficiali mostrano un’attenuazione delle anomalie negative nel Pacifico centrale (Figura 4), e i pattern convettivi indicano una riduzione della soppressione nel Pacifico centrale e un’intensificazione della convezione nel Pacifico orientale (Figura 5). Questi elementi confermano che il sistema ha completato la transizione da La Niña, entrando in una fase di stabilità termica e atmosferica.
  • Persistenza di condizioni neutrali durante l’estate boreale: Le probabilità di condizioni neutrali superiori al 50% da MAM a JAS 2025 (da 96% a 54%) sono coerenti con il synopsis del bollettino, che prevede “ENSO-neutral is favored during the Northern Hemisphere summer, with a greater than 50% chance through August-October 2025”. Questo periodo di neutralità è supportato dalle previsioni modellistiche in Figura 6, che mostrano anomalie SST vicine a zero (tra -0,2 °C e +0,2 °C) fino ad ASO 2025, indicando una stabilizzazione del sistema dopo la fine di La Niña. La persistenza di condizioni neutrali è ulteriormente avvalorata dall’attenuazione delle anomalie subsuperficiali negative (Figura 4) e dal lieve riscaldamento nel Pacifico orientale (Niño-1+2, Figura 2), che non è ancora sufficiente per innescare un evento di El Niño.
  • Aumento della probabilità di La Niña verso la fine del 2025: La probabilità di La Niña cresce costantemente, passando dal 2% in MAM al 38% in NDJ, in linea con le previsioni modellistiche di Figura 6, che indicano un lieve declino delle anomalie SST a circa -0,4 °C in NDJ 2025-2026. Questo aumento della probabilità di La Niña potrebbe essere guidato da dinamiche residue di La Niña, come il raffreddamento subsuperficiale nel Pacifico centrale (Figura 4, con anomalie fino a -2 °C a 250 metri di profondità), che potrebbe favorire un ritorno di condizioni più fredde. Un possibile rafforzamento dei venti alisei orientali o un’ulteriore risalita della thermocline nel Pacifico centrale, come suggerito dalle condizioni subsuperficiali, potrebbe contribuire a questo raffreddamento. Il bollettino riporta un 38% di probabilità di La Niña in NDJ 2025-2026, contro un 43% di condizioni neutrali, indicando un equilibrio tra le due fasi e riflettendo l’incertezza tipica delle previsioni a lungo termine.
  • Bassa probabilità di El Niño: La probabilità di El Niño rimane bassa, variando dal 2% in MAM al 19% in NDJ, coerente con il bollettino, che stima una probabilità inferiore al 20% per NDJ 2025-2026. Questo è supportato dall’assenza di un riscaldamento significativo nella regione Niño-3.4 (Figura 6, con anomalie che rimangono vicine a zero o leggermente negative) e dalla mancanza di un accumulo subsuperficiale di acque calde nel Pacifico centrale (Figura 4), che sarebbe necessario per innescare un evento di El Niño. Sebbene il Pacifico orientale mostri un lieve riscaldamento (Niño-1+2, Figura 2, con anomalie fino a +1,5 °C a marzo 2025, e Figura 4, con anomalie subsuperficiali fino a +2 °C), questo non si è ancora propagato verso ovest in modo sufficiente per influenzare la regione Niño-3.4 e superare la soglia di +0,5 °C.

Implicazioni Climatiche

Le probabilità ENSO riportate nella Figura 7 hanno implicazioni significative per il clima globale, con effetti che variano a seconda della fase prevista e del periodo dell’anno:

  • Estate boreale 2025 (MAM a ASO): Le alte probabilità di condizioni neutrali (da 96% in MAM a 48% in ASO) suggeriscono pattern climatici più vicini alla media stagionale, con una minore influenza delle dinamiche ENSO rispetto a una fase attiva di El Niño o La Niña. Questo potrebbe portare a condizioni più stabili in regioni sensibili all’ENSO, riducendo il rischio di estremi climatici. Ad esempio, in Indonesia, dove la convezione è stata intensificata durante La Niña (Figura 5, con anomalie OLR fino a -40 W/m²), le condizioni neutrali potrebbero attenuare le piogge intense, diminuendo il rischio di inondazioni. In Sud America, il lieve riscaldamento nel Pacifico orientale (Niño-1+2, Figura 2) potrebbe mantenere precipitazioni moderate lungo la costa di Perù ed Ecuador, ma senza gli effetti estremi di un El Niño consolidato. In Australia, la transizione a condizioni neutrali potrebbe ridurre le piogge intense tipiche di La Niña, con un ritorno a condizioni più secche nell’est del paese.
  • Autunno-Inverno 2025-2026 (SON a NDJ): L’aumento della probabilità di La Niña (fino al 38% in NDJ) potrebbe portare a un ritorno di pattern climatici associati a questa fase, anche se con intensità moderata, dato che le anomalie SST previste (Figura 6, circa -0,4 °C) non raggiungono pienamente la soglia di -0,5 °C. Questi pattern includono siccità in Sud America (es. Argentina, Brasile meridionale), dove la soppressione della convezione nel Pacifico centrale (simile a Figura 5) potrebbe ridurre le precipitazioni, e piogge intense nel Sud-est asiatico e in Australia, dove la convezione potrebbe intensificarsi nuovamente nel Pacifico occidentale. Inoltre, La Niña è spesso associata a un aumento della frequenza di uragani nell’Atlantico, a causa di una ridotta wind shear verticale, e a inverni più freddi nel Nord America settentrionale. Tuttavia, la probabilità di condizioni neutrali (43% in NDJ) suggerisce che questi effetti potrebbero essere mitigati, con una possibile coesistenza di condizioni miste e impatti climatici meno estremi rispetto a una La Niña consolidata.
  • Incertezza primaverile e limiti previsionali: Le previsioni a lungo termine sono influenzate dalla “barriera primaverile”, un fenomeno noto per la ridotta predicibilità delle fasi ENSO durante la primavera boreale, come evidenziato dalla crescente variabilità nelle probabilità a partire da JJA 2025. Questa incertezza è ulteriormente avvalorata dalla dispersione tra i modelli in Figura 6, che mostrano traiettorie variabili per le anomalie SST, con alcuni modelli che prevedono un lieve riscaldamento e altri un raffreddamento più marcato. Fattori come le temperature subsuperficiali (Figura 4), i venti alisei e le dinamiche della thermocline possono influenzare l’evoluzione futura, e un monitoraggio continuo sarà essenziale per affinare queste previsioni.

Considerazioni Metodologiche e Limiti

Le probabilità riportate nella Figura 7 sono derivate da un ensemble di modelli dinamici e statistici, integrati con l’analisi degli esperti del CPC, ma presentano alcune limitazioni:

  • Barriera primaverile: Le previsioni sono emesse in primavera boreale (aprile 2025), un periodo noto per la ridotta predicibilità delle fasi ENSO, a causa della transizione stagionale e della sensibilità del sistema a piccole variazioni nelle condizioni iniziali. Questo è evidente nell’aumento delle probabilità di La Niña ed El Niño a partire da JJA 2025, che riflette l’incertezza intrinseca delle proiezioni a lungo termine.
  • Condizioni iniziali: Le probabilità dipendono fortemente dalle condizioni iniziali, come le temperature subsuperficiali (Figura 4), che mostrano un raffreddamento nel Pacifico centrale ma un riscaldamento nel Pacifico orientale. Questa eterogeneità può portare a traiettorie diverse nei modelli, influenzando le probabilità a lungo termine.
  • Baseline climatica: L’indice ERSSTv5 utilizza una baseline climatica (probabilmente 1991-2020), che potrebbe essere influenzata dal riscaldamento globale degli oceani, rendendo le anomalie negative più probabili in un contesto di trend termici crescenti. Questo potrebbe introdurre un bias nelle probabilità, specialmente per La Niña.
  • Interazioni oceano-atmosfera: Le probabilità si basano principalmente sulle anomalie SST, ma non tengono conto esplicitamente di fattori atmosferici complessi, come variazioni nei venti alisei o nella Walker Circulation, che possono influenzare l’evoluzione delle fasi ENSO. Tuttavia, il bollettino integra queste informazioni, riportando condizioni atmosferiche coerenti, come i venti alisei orientali e gli indici dell’Oscillazione Meridionale positivi.

Conclusione

La Figura 7 offre un’analisi probabilistica dettagliata e scientificamente rilevante dell’evoluzione attesa del sistema ENSO nel 2025, confermando la transizione a condizioni neutrali a marzo 2025 (96% in MAM) e la loro persistenza fino ad agosto-ottobre 2025 (48% in ASO), con una probabilità crescente di La Niña verso la fine dell’anno (38% in NDJ). Queste probabilità sono coerenti con le osservazioni e le previsioni modellistiche (Figure 2, 4, 5, 6), che mostrano anomalie SST vicine a zero nella regione Niño-3.4, un’attenuazione delle dinamiche di La Niña e una tendenza al raffreddamento verso NDJ 2025-2026. Le implicazioni climatiche, come condizioni più stabili nell’estate boreale e un possibile ritorno di La Niña nell’inverno, sottolineano l’importanza di queste previsioni per la pianificazione e la mitigazione dei rischi in regioni vulnerabili agli effetti dell’ENSO, come il Sud-est asiatico, l’Australia e il Sud America. Tuttavia, l’incertezza primaverile e la variabilità intrinseca del sistema richiedono un monitoraggio continuo, integrando dati osservativi (SST, temperature subsuperficiali, convezione) e proiezioni modellistiche per affinare le previsioni e valutare l’evoluzione del sistema nei mesi successivi. Questa analisi probabilistica rappresenta un pilastro fondamentale della climatologia operativa, offrendo una base solida per affrontare le sfide poste dalla variabilità climatica globale.

https://www.google.com/url?sa=t&source=web&rct=j&opi=89978449&url=https://www.cpc.ncep.noaa.gov/products/analysis_monitoring/enso_advisory/ensodisc.shtml&ved=2ahUKEwin5tW2vNeMAxUp8LsIHY55CMsQFnoECBQQAQ&usg=AOvVaw130n3kpYuIWyeMzlQ4dsVA


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