Rapporto del NOAA sulle precipitazioni e sulla siccità a livello globale nel mese di ottobre 2022

Le mappe riportate di seguito rappresentano le percentuali di precipitazione rispetto alla norma (a sinistra, utilizzando un periodo di base 1961-1990) e i percentili di precipitazione (a destra, utilizzando il periodo di registrazione) basati sul set di dati GHCN delle stazioni di superficie.

Di seguito viene mostrata la mappa in cui vengono visualizzate le anomalie di precipitazione riscontrate sui continenti nel mese di ottobre 2022

Di seguito viene mostrata la mappa in cui viene mostrata la percentuale delle precipitazioni normale per il mese di Ottobre 2022.

In generale, il mese di ottobre ha registrato precipitazioni inferiori alla norma negli Stati Uniti occidentali, centrali e sudorientali, nell’Europa meridionale, nell’Asia centrale, nell’America meridionale e in alcune parti della Cina sudorientale e dell’Asia sudoccidentale. Condizioni più umide del normale sono state osservate in alcune parti dell’Europa settentrionale, nelle parti meridionali dell’Asia centrale, nell’India centrale, nell’Oceania settentrionale e nell’Australia orientale.

Global Precipitation Climatology Project (GPCP)

La seguente analisi si basa sul Global Precipitation Climatology Project (GPCP) Interim Climate Data Record (https://www.ncei.noaa.gov/products/climate-data-records/precipitation-gpcp-monthly). È fornita per gentile concessione del gruppo di ricercatori del GPCP presso l’Università del Maryland.

Di seguito vengono esposti alcuni dati salienti riguardanti il mese di ottobre.
La Niña, in atto ormai da tempo (dal 2020), ha creato le condizioni ideali che hanno favorito le inondazioni in Australia, Asia meridionale, continente marittimo e Africa occidentale.


Precipitazioni scarse hanno invece dominato il Nord America (ad eccezione dell’Arizona e del New Mexico), dove è continuata la siccità in vaste aree e la scarsa portata del fiume Mississippi.


L’Europa occidentale è tornata a registrare un deficit di precipitazioni .Nello stesso tempo si è registrata nel mese di ottobre un’ondata di caldo e un conseguente rafforzamento delle condizioni di siccità.

Le attuali condizioni de La Niña ormai presenti da tempo nel pacifico, hanno determinato un significativo forcing sulla maggior parte dell’Oceano Pacifico tropicale e sulle aree circostanti, influenzando i modelli di precipitazione mensili che si sono sovrapposti alle consuete transizioni climatologiche verso le stagioni autunnali e primaverili. Altri fattori nonché le normali variazioni climatiche hanno ulteriormente arricchito le mappe mensili. La figura a sinistra mostra le precipitazioni medie del mese scorso e le deviazioni dalla climatologia a lungo termine (1979-2021) in termini di entità e percentuale. Questo mese di transizione ha visto il massimo delle precipitazioni sull’Asia meridionale scivolare verso sud, con l’Australia settentrionale ancora a secco. La Zona di Convergenza Intertropicale (ITCZ) si è estesa sul Pacifico e sull’Atlantico e le precipitazioni più ampie hanno interessato il Sud America settentrionale e l’Africa centrale. A latitudini più elevate, le zone secche dei subtropici sono risultate chiaramente visibili ad una latitudine di circa 20°, mentre le tracce delle tempeste e le relative precipitazioni medie si sono spinte verso i poli. La parte centrale e quella inferiore della figura a sinistra mostrano le deviazioni dalla climatologia per questo ottobre, con sovrapposte ampie aree secche e umide (rispetto alla norma). Le caratteristiche osservate su scala più piccola sono state associate a eventi su scala meteorologica verificatisi nel corso del mese. Come è accaduto negli ultimi due anni, La Niña in corso, con le sue temperature superficiali del mare inferiori alla norma nella zona centrale del Pacifico equatoriale, ha influenzato la distribuzione delle anomalie di precipitazione ai tropici e non solo. Questo aspetto è evidente esaminando la figura sottostante, che mostra un composito di La Niña per il mese di ottobre, ossia una mappa media delle anomalie riscontrate durante un episodio de La Niña durante il mese di ottobre. Confrontando il composito di La Niña con la mappa delle anomalie di quest’ultimo mese, si possono notare evidenti somiglianze, soprattutto al centro del Pacifico tropicale, ma anche punti in cui le caratteristiche non coincidono. In entrambi i pannelli della figura sottostante appare un’intensa zona secca in corrispondenza del Pacifico equatoriale, dove si trovano le temperature superficiali del mare più fredde del normale. In entrambi i pannelli si nota un’estensione della zona secca dall’equatore verso sud-est attraverso il Pacifico meridionale, che si estende anche al Sud America e all’Atlantico meridionale. Al di sopra dell’equatore, le anomalie presenti nei due pannelli hanno una certa concordanza, anche se più debole. Come è tipico delle condizioni di La Niña, a ovest dell’area secca equatoriale è presente una regione con condizioni generalmente più umide del normale sul continente marittimo (Giava, ecc.) e sulle acque circostanti, con un’estensione sull’Australia. In effetti, una zona generalmente più umida del normale si estende a est-sud-est dall’Australia attraverso il Pacifico meridionale fino allo Stretto di Magellano, sia nella carta delle anomalie di questo mese che in quella composita. Un po’ più lontano, entrambe le mappe mostrano un deficit di precipitazioni sull’Africa orientale.

Le figure mostrate di seguito, riportano le precipitazioni medie, le anomalie e le anomalie percentuali per ottobre 2022

L’effetto prodotto dalle anomalie di circolazione legate a La Niña risulta evidente, almeno per le regioni vicine alla zona centrale in cui si è verificato e si sta ancora verificando il fenomeno (il Pacifico equatoriale centrale) e un po’ più in là. Questo effetto di circolazione su larga scala, tuttavia, è in grado di fornire una base per effetti su scala minore, basati sulle precipitazioni meteorologiche. Il miglior esempio di questo fenomeno in ottobre è stato il continente marittimo e l’Australia. Le numerose e intense anomalie positive di questo mese su quell’area erano associate a tempeste o tempeste multiple rafforzate o corroborate dall’effetto La Niña. Sebbene il composito presenti anomalie generalmente positive sulla maggior parte dell’Australia (nel bel mezzo della stagione secca), la presenza di una intensa componente umida nel sud-est dell’Australia è stata associata a devastanti inondazioni avvenute nel corso del mese negli Stati del Nuovo Galles del Sud, di Victoria e della Tasmania. Queste inondazioni avvenute in ottobre in Australia hanno rappresentato il quinto episodio in cui si sono verificate gravi inondazioni negli ultimi 19 mesi, un’altra correlazione con le condizioni di La Niña di lunga durata. Altre caratteristiche intense al di sopra dell’anomalia positiva generale sul continente marittimo hanno incluso inondazioni in Indonesia, Cambogia, Bangladesh e nelle Isole Filippine, alcune associate all’attività dei cicloni tropicali. Sull’Africa tropicale, in particolare sull’Africa occidentale, sono continuate le inondazioni già verificatesi nei mesi precedenti, con ulteriori inondazioni in Ciad, Benin, Camerun e (soprattutto) Nigeria.

In compenso, l’Atlantico tropicale è stato relativamente secco, in termini di precipitazioni. Questo è l’opposto di quanto ci si aspetta in condizioni di La Niña, che di solito sono associate a un aumento dell’attività degli uragani e delle precipitazioni.

Il Nord America è stato quasi totalmente interessato da precipitazioni inferiori alla norma , in parte legate alla Niña. Questa relativa mancanza di precipitazioni si è protratta dai mesi precedenti e ha portato a un peggioramento delle condizioni di siccità in vaste aree degli Stati Uniti, compresa una portata molto bassa del fiume Mississippi. Una zona dell’ovest degli Stati Uniti è stata risparmiata e ha registrato un totale di precipitazioni superiore alla media; questa zona si trovava nel sud-ovest, al centro dell’Arizona e del Nuovo Messico. L’Europa occidentale è stata colpita nuovamente da un periodo caratterizzato da scarse precipitazioni e da un’ondata di caldo che si è protratta per tutto il mese. Questa regione faceva parte di un’ampia area di anomalie pluviometriche negative che si estendeva dall’Atlantico tropicale all’Europa occidentale e centrale e, con un’interruzione, all’Eurasia settentrionale. Alle alte latitudini, le anomalie di precipitazione positive si estendono attraverso la Scandinavia e il margine settentrionale dell’Asia, fino all’Alaska.

Di seguito vengono mostrate le mappe in cui vengono riportati i compositi di La Niña riguardanti le precipitazioni e le relative anomalie nel mese di ottobre del 2022.

Rapporto sulla siccità per il mese di ottobre 2022

Le informazioni sulla siccità si basano sugli indicatori globali di siccità disponibili sul sito web del Global Drought Information System ( https://gdis-noaa.hub.arcgis.com/pages/drought-monitoring ) e sui rapporti dei media che vengono riepilogati dal National Drought Mitigation Center (https://drought.unl.edu/) .

I dati salienti del mese di ottobre: Le precipitazioni sono tornate in alcune parti dell’Europa, sebbene il mese di ottobre 2022 si sia confermato piuttosto secco nelle zone agricole dell’Africa, delle Americhe e della Cina orientale. Inoltre, gran parte delle zone agricole del mondo hanno continuato a soffrire per la scarsa umidità del suolo e per i livelli delle falde acquifere, traducendosi in un elevato stress evaporativo considerato il periodo dell’anno. Rientrano in queste aree le praterie canadesi, le Grandi Pianure statunitensi, il Brasile e l’Argentina in Sud America, l’Europa occidentale, la Cina sudorientale e l’Africa orientale. Tra i continenti, l’Australia sembra essere quello maggiormente avvantaggiato rispetto alle altre parti del globo. Nel mese di ottobre l’Europa è stata più calda del normale. Le zone occidentali e settentrionali dell’Europa sono state più umide del normale, mentre le zone centrali, meridionali e orientali sono state più secche del normale. Questi fattori si sono combinati per aumentare lo stress da evapotraspirazione nella maggior parte dell’Europa. Le piogge di ottobre e settembre hanno contribuito a ridurre i deficit a breve termine, ma i deficit di precipitazione a più lungo termine erano ancora evidenti, come si evince dai valori dello Standardized Precipitation Index (SPI) e dello Standardized Precipitation Evapotranspiration Index (SPEI) su scale temporali di 6 mesi e 24 mesi. Con l’umidità del suolo ancora ridotta, lo European Combined Drought Indicator ha evidenziato aree di siccità in tutta Europa. Secondo i media, la siccità europea ha causato perdite di oltre 1 miliardo di euro per l’agricoltura in Romania. Il quotidiano inglese The Guardian ha riferito che gli agricoltori avvertono che se la siccità persisterà fino alla prossima estate, come previsto, non saranno in grado di produrre a causa delle riserve idriche insufficienti. La siccità potrebbe portare al collasso della catena di approvvigionamento di frutta e verdura. Le parti settentrionali e occidentali dell’Asia, e gran parte della Cina, sono state più calde del normale durante il mese di ottobre, mentre la Cina sudorientale e alcune parti dell’Asia centrale sono state più secche del normale. La combinazione di condizioni più calde e più secche del normale ha aumentato l’evapotraspirazione, come si vede nello SPEI a 1 mese e nell’indice che misura lo stress evaporativo (ESI), nel sud-est della Cina, nell’Asia centrale e nell’Asia sud-occidentale. Deficit di precipitazioni a breve termine fino agli ultimi 3 mesi , hanno afflitto la Cina sudorientale e l’Asia centrale e occidentale; deficit a più lungo termine sono stati evidenti in Asia centrale su scale temporali da 6 a 12 mesi; e deficit di precipitazioni sono stati osservati in tutta l’Asia sudorientale su scale temporali da 6 a 36 mesi e oltre. Secondo le osservazioni satellitari, in queste aree l’umidità del suolo e i livelli delle acque sotterranee risultano bassi. Le temperature insolitamente calde degli ultimi anni si sono combinate con la scarsità di precipitazioni, mostrando uno stress da siccità nell’indicatore SPEI su scale temporali da 1 mese a 48 mesi, e uno stress della vegetazione basato sull’indice VHI (Vegetation Health Index), in ampie zone dell’Asia settentrionale, centrale, occidentale e sudoccidentale. Secondo quanto riportato dai media, il caldo e la siccità hanno ridotto il lago Van, nella Turchia orientale, esponendo stalagmiti millenarie, chiamate anche “camini delle fate sottomarini”. A Shanghai, in Cina, una grave intrusione di acqua salata ha minacciato la fornitura di acqua potabile, secondo quanto riportato da Caixin. Le precipitazioni hanno interessato alcune zone dell’Africa occidentale durante il mese di ottobre, mentre le zone orientali e parte di quelle meridionali sono state più secche del normale. Le temperature sono state più calde del normale nell’Africa orientale, meridionale e occidentale. La combinazione di condizioni calde e secche, con un elevato stress evaporativo, ha portato a valori SPEI che riflettono la siccità in queste aree. L’umidità del suolo si è ridotta e i livelli delle acque sotterranee sono stati bassi, soprattutto nell’Africa centro-orientale, e la vegetazione è stata stressata in alcune parti dell’Africa orientale e meridionale. Le condizioni di siccità sono state evidenti nello SPI sull’Africa orientale negli ultimi 1 mese-2 anni. Se si includono le temperature persistentemente più calde del normale, la siccità è più diffusa per periodi più lunghi (fino agli ultimi 4 anni) nell’indicatore SPEI. Secondo i media, in Kenya vengono venduti bovini deboli e affamati, mentre i proprietari Maasai cercano di tenerli in vita durante la grave siccità. La siccità in Kenya ha causato la morte di 205 elefanti e di molti altri animali selvatici nel periodo compreso tra febbraio e ottobre, poiché le fonti di cibo e acqua erano limitate. Il Kenya e i Paesi confinanti, ovvero Etiopia e Somalia, stanno sopportando la peggiore siccità degli ultimi 40 anni. Quattro stagioni consecutive non hanno portato pioggia, devastando il bestiame e i raccolti in alcune regioni. Come rilevato da Oxfarm, da qui alla fine dell’anno nell’Africa orientale colpita dalla siccità ,morirà di fame una persona ogni 36 secondi, mentre le aree più colpite si avviano verso la carestia. L’acqua viene razionata a Dar es Salaam, la capitale della Tanzania, in seguito al calo dei livelli idrici della sua fonte principale, il fiume Ruvu, causato dalla siccità.

Come a settembre, la maggior parte dell’Australia è stata più umida e fresca del normale durante il mese di ottobre. Alcune zone dell’Australia settentrionale sono state più calde del normale e lo SPEI ha mostrato una siccità persistente con un certo stress da evaporazione. Tuttavia, le piogge hanno ripristinato l’umidità del suolo e i livelli delle acque sotterranee, ponendo fine alla siccità nella maggior parte del Paese, con la siccità che si riflette nelle aree settentrionali su scale temporali da 6 a 12 mesi nelle analisi dell’Australian Bureau of Meteorology Combined Drought Indicator.( Australian Bureau of Meteorology Combined Drought Indicator analyses.)

Nel mese di ottobre la pioggia è tornata a cadere in alcune aree siccitose del Sud America, ma altre aree sono state più secche del normale. Le temperature sono state più calde del normale nella parte settentrionale del continente, ma vicine alla norma a sud. Le piogge non sono state sufficienti a colmare i deficit di precipitazioni che si sono accumulati negli ultimi mesi, per cui le aree di siccità sono risultate evidenti nell’indicatore SPI in Brasile, Bolivia e Perù e nelle aree a sud su scale temporali da 3 a 12 mesi. Le temperature superiori alla norma hanno aumentato l’evapotraspirazione e contribuito alle condizioni di siccità in questo periodo, come si evince dagli indicatori SPEI ed ESI. Gli indicatori satellitari hanno mostrato suoli secchi, acque sotterranee scarse e vegetazione stressata che persiste nelle aree colpite dalla siccità. La siccità nel sud e nell’est del Brasile è stata confermata dal Northeast Brazil Drought Monitor (https://monitordesecas.ana.gov.br/mapa) . Secondo i media, la Borsa dei cereali di Rosario ha rilevato che la semina del mais in Argentina sta procedendo al ritmo più lento degli ultimi sei anni a causa della prolungata siccità e che il raccolto di grano argentino per il 2022-23 dovrebbe essere di 13,7 milioni di tonnellate, nettamente inferiore alla precedente previsione di 15 milioni di tonnellate, poiché la siccità ha danneggiato il raccolto. La mancanza di pioggia ha rallentato la semina della soia nella principale regione agricola argentina. La siccità in corso, legata a La Niña per la terza volta consecutiva, ha danneggiato la produzione di grano e minaccia di influenzare la prossima stagione della soia e del mais. In Uruguay è attualmente in vigore un’emergenza agricola a causa del deficit di acqua e foraggio, che minaccia l’economia del Paese sudamericano, fortemente dipendente dall’allevamento e dall’agricoltura.

Nel Nord America, il mese di ottobre è stato più caldo del normale negli Stati Uniti occidentali e nella maggior parte del Canada, con condizioni più secche del normale sulla costa occidentale degli Stati Uniti, nelle zone centrali e orientali degli Stati Uniti e nelle aree del Canada. Lo stress evaporativo è stato elevato in gran parte del continente, con i suoli che continuano a seccarsi e i livelli delle acque sotterranee che si sono abbassati negli Stati Uniti occidentali e centrali e nel Canada occidentale. I deficit di precipitazioni sono persistiti in gran parte di queste aree, come si evince dai valori SPI da 2 a 12 mesi. Le temperature persistentemente più calde del normale hanno aumentato l’evapotraspirazione e aggravato le condizioni di siccità, come si vede nel corrispondente SPEI. Le condizioni di siccità sullo SPEI si sono estese al Messico su scale temporali da 6 a 12 mesi. Le osservazioni satellitari (VHI) mostrano una vegetazione stressata in gran parte degli Stati Uniti occidentali e centrali.

Il North American Drought Monitor (https://www.ncei.noaa.gov/access/monitoring/nadm/maps) ha segnalato la siccità in alcune zone del Messico orientale, in gran parte degli Stati Uniti e in gran parte del Canada occidentale. Oltre l’85% degli Stati Uniti contigui stava vivendo una situazione di siccità o di secchezza anomala alla fine di ottobre, un record nei 23 anni di storia dell’U.S. Drought Monitor. Decine di grandi incendi sono divampati negli Stati Uniti nord-occidentali, i bacini idrici erano bassi in molte parti degli Stati Uniti occidentali, gli stagni e i pozzi si stavano prosciugando negli Stati Uniti centrali e i fiumi Mississippi e Ohio hanno raggiunto livelli minimi record, bloccando così il traffico delle chiatte. Secondo quanto riportato dai media, in Canada gli abitanti di Vancouver sono stati invitati a risparmiare, poiché il consumo di acqua era elevato, mentre i livelli dei bacini idrici erano bassi. ha segnalato la siccità in alcune zone del Messico orientale, in gran parte degli Stati Uniti e in gran parte del Canada occidentale. Oltre l’85% degli Stati Uniti contigui stava vivendo una situazione di siccità o di secchezza anomala alla fine di ottobre, un record nei 23 anni di storia dell’U.S. Drought Monitor. Decine di grandi incendi sono divampati negli Stati Uniti nord-occidentali, i bacini idrici erano bassi in molte parti degli Stati Uniti occidentali, gli stagni e i pozzi si stavano prosciugando negli Stati Uniti centrali e i fiumi Mississippi e Ohio hanno raggiunto livelli minimi record, bloccando così il traffico delle chiatte. Secondo quanto riportato dai media, in Canada gli abitanti di Vancouver sono stati invitati a risparmiare, poiché il consumo di acqua era elevato, mentre i livelli dei bacini idrici erano bassi. Il livello dell’acqua del lago Chapman, nella Columbia Britannica, è talmente basso da non poter fornire acqua a sufficienza attraverso un vicino canale di irrigazione, per cui le squadre hanno utilizzato gli elicotteri per prelevare l’acqua dal centro del lago. Nella Columbia Britannica, il Sunshine Coast Regional District, il Distretto di Sechelt e la Nazione shíshálh hanno dichiarato lo stato di emergenza locale, poiché il sistema che fornisce acqua a circa il 90% delle case e delle aziende dell’area di Sechelt era a “rischio imminente” di esaurimento. Secondo il presidente dell’Associazione degli allevatori del Saskatchewan, le condizioni di umidità del suolo nel Saskatchewan occidentale sono molto peggiori di quelle degli anni Trenta. Le precipitazioni a Swift Current nel 2022 sono state inferiori alla media di 300 mm, il doppio rispetto all’anno peggiore degli anni Trenta.

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Citing This Report

NOAA National Centers for Environmental Information, Monthly Global Climate Report for October 2022, published online November 2022, retrieved on November 17, 2022 from https://www.ncei.noaa.gov/access/monitoring/monthly-report/global/202210.


Metadata

https://www.ncei.noaa.gov/access/metadata/landing-page/bin/iso?id=gov.noaa.ncdc:C00672

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