Nel mese di dicembre 2021 l’estensione media del ghiaccio marino artico è stata di 12,19 MM km quadrati (4,71 MM mi quadrati), risultando la 13° estensione più bassa registrata nei 43 anni di registrazioni satellitari. L’estensione del 2021 è stata di 650.000 km quadrati (251.000 mi quadrati) al di sotto della media 1981-2010.

Nel mese di dicembre 2021 l’estensione media del ghiaccio marino artico è stata di 12,19 MM km quadrati (4,71 MM mi quadrati), risultando la 13° estensione più bassa registrata nei 43 anni di registrazioni satellitari. L’estensione del 2021 è stata di 650.000 km quadrati (251.000 mi quadrati) al di sotto della media 1981-2010.

In base ai dati del National Snow and Ice Data Center (NSIDC),l’estensione del ghiaccio artico nel mese di dicembre 2022 è stata mediamente pari a 12,19 milioni di chilometri quadrati (4,71 milioni di miglia quadrate), risultando la 13° estensione più bassa registrata  nei 43 anni di registrazioni satellitari. L’estensione è stata di 650.000 chilometri quadrati (251.000 miglia quadrate) inferiore alla media di lungo periodo (1981-2010).All’inizio di gennaio 2022, il ghiaccio marino copriva completamente la Baia di Hudson. L’unica area la cui estensione restava notevolmente al di sotto del normale era la parte meridionale della Baia di Baffin e al largo della costa del Labrador, dove l’estensione del ghiaccio marino di dicembre si collocava al quarto posto tra le più basse.

La figura 1 mostra l’estensione del ghiaccio marino artico per il mese di dicembre 2021 che stata di  12,19 milioni di chilometri quadrati (4,71 milioni di miglia quadrate)  . La linea magenta mostra l’estensione media registrata nel periodo 1981-2010 durante il mese di dicembre.

Sea Ice Index data. About the data Credit: National Snow and Ice Data Center

l estensione della banchisa artica viene monitorata tramite osservazioni satellitari .Satelliti che utilizzano particolari sensori. Di seguito una breve descrizione.

Con il termine sensore si intende un dispositivo elettronico in grado di rilevare l’energia elettromagnetica proveniente da una scena e di convertirla in informazione, registrandola e memorizzandola sotto forma di segnale elettrico. Una prima e fondamentale classificazione nell’ambito delle differenti modalità di Telerilevamento può essere fatta in base alle funzionalità del sensore utilizzato per la misura della radiazione elettromagnetica. Si distinguono, pertanto, le due seguenti tipologie di Telerilevamento:

  1. Telerilevamento passivo: il sensore è deputato al solo ricevimento della radiazione elettromagnetica emessa o riflessa dall’oggetto che si sta analizzando
  2. Telerilevamento attivo: il sensore emette la radiazione elettromagnetica e ne rileva, quindi, anche la frazione che viene riflessa dagli oggetti posti sulla superficie terrestre.

Sulla base di questa distinzione è analogamente possibile classificare i sensori per il Telerilevamento in attivi e passivi.
I sensori passivi, sono strumenti che rilevano la radiazione elettromagnetica riflessa, od emessa naturalmente, dagli oggetti in esame situati sulla superficie terrestre utilizzando fonti naturali, come, ad esempio, il Sole. I sistemi per il Telerilevamento passivo sono di due categorie
:
i sensori che operano nel visibile e nell’infrarosso vicino e medio, i quali raccolgono la radiazione elettromagnetica emessa dal Sole e riflessa dalla superficie terrestre.
i sensori che operano principalmente nell’infrarosso termico, i quali raccolgono le radiazioni emesse direttamente dalla superficie terrestre.
La misura dell’energia riflessa può avvenire solo quando il Sole illumina l’oggetto in osservazione e pertanto non di notte; la rilevazione dell’energia emessa, come nel caso dei sensori operanti nell’infrarosso termico, può essere invece effettuata sia di giorno che di notte. I sensori attivi, invece, rilevano la radiazione elettromagnetica riflessa da un oggetto irradiato da una fonte di energia generata artificialmente da loro stessi. La radiazione emessa raggiunge l’oggetto in osservazione e la sua frazione riflessa viene rilevata e misurata dal sensore, a seguito dell’interazione
con la superficie. I sistemi per il telerilevamento attivo si dividono in sistemi a scattering, quali il lidar, che operano nel visibile e nell’infrarosso, ed in sistemi radar che operano nel range delle microonde. Tra i principali vantaggi offerti dai sensori attivi vi è la possibilità di effettuare misure ad ogni ora del giorno e della notte e, nel caso dei radar, anche in ogni condizione meteorologica
.

 Le temperature dell’aria al livello di 925 mb (762 m) sono risultate superiori alla media. Le temperature sono state fino a 6 gradi Celsius (11 gradi Fahrenheit) sopra la media sulla Groenlandia, a nord dell’arcipelago artico canadese, e sul Mare della Groenlandia orientale. Tre aree caratterizzate da temperature inferiori alla media sono state rilevate sull’Eurasia occidentale e orientale e sul Canada nord-occidentale (Figura 2b).Nel mese di dicembre 2021, condizioni mediamente cicloniche (meno di 1.015 millibar) hanno interessato essenzialmente tutto l’Artico tranne la regione del Mare di Laptev (Figura 2c). Tuttavia, queste pressioni non erano sostanzialmente insolite rispetto alla media – al massimo da 6 a 7 millibar sotto la media. L unica eccezione è il sud delle isole Aleutine, dove la pressione a livello del mare era fino a 24 millibar sopra la media.

La figura 2a mostra l’estensione del ghiaccio marino artico al 4° gennaio 2022, insieme ai dati giornalieri sull’estensione del ghiaccio relativi ai quattro anni precedenti e a quelli del 2012 anno del minimo storico. Il 2021 è mostrato in blu, il 2020 in verde, il 2019 in arancione, il 2018 in marrone, il 2017 in magenta e il 2012 in marrone tratteggiato. La mediana 1981-2010 è in grigio scuro. Le aree grigie intorno alla linea mediana mostrano le gamme interquartile e interdecile dei dati.

Sea Ice Index data. Credit: National Snow and Ice Data Center

Figura 2b. Questo grafico mostra lo scostamento dalla temperatura media dell’aria nell’Artico al livello 925 hPa, espresso in gradi Celsius, per il mese di dicembre 2021. I colori giallo e rosso indicano temperature superiori alla media; il blu e il viola indicano temperature inferiori alla media. Credito: NSIDC per gentile concessione del NOAA Earth System Research Laboratory Physical Sciences Laboratory

Figura 2c. Questo grafico mostra la pressione media a livello del mare nell’Artico espressa in millibar per il mese di dicembre 2021. I colori giallo e rosso indicano una pressione atmosferica elevata; il blu e il viola indicano una pressione bassa. Credito: NSIDC per gentile concessione del NOAA Earth System Research Laboratory Physical Sciences Laboratory

Il trend lineare di riduzione dell’estensione del ghiaccio marino nel mese di dicembre nei 43 anni di registrazioni satellitari è stato di 45.000 chilometri quadrati (17.400 miglia quadrate) all’anno  o il 3,5% per decennio rispetto alla media del periodo 1981/2010.In base alla tendenza lineare, dal 1979, dicembre ha visto una perdita di 1,88 milioni di chilometri quadrati (726.000 miglia quadrate). Questo equivale a circa tre volte la dimensione del Texas.

Fonte dati e grafici: https://nsidc.org/

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