L’estensione del ghiaccio marino artico è al di sotto della media ma non così bassa come nelle ultime estati

L’estensione del ghiaccio marino artico è al di sotto della media ma non così bassa come nelle ultime estati

Nella parte centrale dell’estate artica, precisamente il 17 luglio, l’estensione del ghiaccio marino era di 8,42 milioni di chilometri quadrati (Figura 1a). Il tasso di declino dell’estensione nella prima metà di luglio, era vicino alla media del periodo 1981-2010. L’estensione del 17 luglio è stata la più alta dal 2015 e, in generale, la tredicesima più bassa registrata dai satelliti (Figura 1b).L’area in cui si è registrata la perdita di ghiaccio più significativa è quella del Mare di Laptev. Si tratta di un andamento simile a quello registrato negli ultimi due anni, ma molto meno estremo rispetto a quello osservato nel 2020 e nel 2021, quando l’estensione dei ghiacci del Mar di Laptev ha raggiunto o sfiorato i minimi storici nei mesi di giugno e luglio. L’estensione continua a essere inferiore alla media nel Mare di Barents.

Figura 1a. Il 17 luglio 2022 il ghiaccio marino artico aveva un’estensione di 8,42 milioni di chilometri quadrati (3,25 milioni di miglia quadrate). La linea arancione mostra l’estensione media dal 1981 al 2010 per quel giorno.

Figura 1b. Il grafico mostra l’estensione del ghiaccio marino artico in data 17 luglio 2022, insieme ai dati giornalieri dell’estensione del ghiaccio per i quattro anni precedenti e l’anno più basso. Il 2022 è rappresentato in blu, il 2021 in verde, il 2020 in arancione, il 2019 in marrone, il 2018 in magenta e il 2012 in marrone tratteggiato. La mediana 1981-2010 è evidenziata in grigio scuro. Le aree grigie intorno alla linea mediana mostrano gli intervalli interquartile e interdecile dei dati.

Per quanto riguarda la temperatura dell’aria, la prima metà del mese di luglio 2022 è stata caratterizzata da contrasti a livello regionale (Figura 2a). Nella parte eurasiatica dell’Artico, in particolare nei mari di Laptev e Barents che si estendono fino al Polo Nord, la temperatura dell’aria a 925 mb era da 3 a 6 gradi Celsius (da 5 a 11 gradi Fahrenheit) sotto la media. Sul lato nordamericano dell’Artico, le temperature dell’aria sono state fino a 8 gradi Celsius (14 gradi Fahrenheit) sopra la media, soprattutto nel sud-est del Mare di Beaufort e nell’arcipelago artico canadese occidentale. Il modello di pressione a livello del mare è stato dominato da una bassa pressione sul settore del Mare di Laptev, in prossimità del Polo Nord (Figura 2b).Le condizioni di caldo nell’arcipelago artico canadese hanno favorito la formazione e lo sviluppo dei bacini di fusione (Figura 2c, a sinistra). Da notare anche la presenza di una regione caratterizzata da una bassa concentrazione di ghiaccio vicino al Polo Nord in corrispondenza dei settori del Mare di Laptev e del Mare di Kara (Fig. 2c, a destra).La bassa pressione, come quella che ha interessato la regione all’inizio di luglio, spesso provoca una divergenza della copertura di ghiaccio e probabilmente ha contribuito a formare l’area di bassa concentrazione.

Figura 2a. Questo grafico mostra la deviazione dalla temperatura media dell’aria a 925 hPa nell’Artico dal 1° luglio al 17 luglio 2022, rispetto al periodo di riferimento 1981-2020, in gradi Celsius. I gialli e i rossi indicano temperature superiori alla media; i blu e i viola indicano temperature inferiori alla media. Crediti: Per gentile concessione di NSIDC, NOAA Earth System Research Laboratory Physical Sciences Laboratory

Figura 2b. Questo grafico mostra la pressione media a livello del mare in millibar nell’Artico dal 1° luglio al 16 luglio 2022. I gialli e i rossi indicano un’alta pressione atmosferica; i blu e i viola indicano una bassa pressione. Crediti: Per gentile concessione di NSIDC, NOAA Earth System Research Laboratory Physical Sciences Laboratory

Figura 2c. Queste due immagini NASA WorldView True Color del sensore Moderate Resolution Imaging Spectroradiometer (MODIS) mostrano le condizioni del ghiaccio marino in due regioni dell’Artico il 15 luglio 2022. L’immagine di sinistra mostra le pozze di fusione sopra il ghiaccio marino, evidenziate in azzurro-verde, nell’arcipelago artico canadese. L’immagine di destra mostra la bassa concentrazione di ghiaccio marino nei mari di Laptev e Kara verso il Polo Nord.

Credito: NASA Worldview

A giugno la neve rimane di solito solo nell’alto nord, sopra il Circolo Polare Artico, o ad altitudini elevate. L’altezza della neve particolarmente bassa nell’emisfero settentrionale registrata nel mese di giugno 2022 suggerisce che lo scioglimento delle nevi sta avvenendo più velocemente della media. Secondo i dati del Rutgers Snow Lab,nel mese di giugno 2022 l’altezza della neve nell’emisfero settentrionale è la terza più bassa registrata a partire dal 1967; solo il 2012 e il 2015 hanno avuto un’altezza della neve inferiore a giugno (Figura 3).Un recente studio condotto da  recent paper by Rousi et al.  ha rilevato che i cambiamenti nella corrente a getto rappresentano un importante fattore in grado di favorire le ondate di calore sul continente europeo. Uno dei possibili fattori coinvolti nei cambiamenti della corrente a getto è l’aumento del contrasto di temperatura costiera tra la superficie terrestre, che si riscalda rapidamente, e la superficie oceanica e dei ghiacci marini, che si riscalda più lentamente. La perdita precoce di neve contribuisce al riscaldamento della superficie terrestre perché la perdita di neve ad elevato albedo consente un assorbimento più precoce e rapido dell’energia solare. Altri studi hanno messo in relazione la perdita precoce di neve con le ondate di calore estive alle medie latitudini.(e.g., Zhang et al., and Connolly et al.).

Figura 3: Questo grafico mostra l’estensione della copertura nevosa come differenza rispetto alla media dell’emisfero settentrionale per il mese di giugno dal 1967 al 2022. L’anomalia è indicata rispetto al valore medio dal 1981 al 2010.

Credito: Centro Nazionale Dati Neve e Ghiaccio, per gentile concessione del Global Snow Laboratory della Rutgers University

L’altimetro laser Ice, Cloud and land Elevation Satellite-2 (ICESat-2) della NASA, lanciato nel 2018, continua a fornire dati sulla vegetazione, le nuvole, i laghi, i ghiacciai, le distese di ghiaccio e il ghiaccio marino. Il NASA Snow and Ice DAAC del NSIDC NASA Snow and Ice DAAC archivia e distribuisce i dati. ICESat-2 ICESat-2 fornisce stime relative al bordo libero del ghiaccio marino (altezza sopra la linea di galleggiamento) e allo spessore (Figura 4). Durante l’estate, quando la superficie del ghiaccio è in fase di scioglimento, i dati sul ghiaccio marino forniti da ICESat-2 presentano errori maggiori. Gli scienziati della NASA sono attualmente nell’Artico per condurre una campagna aerea per raccogliere una miriade di dati di convalida che sperano possano  airborne campaign

Figura 4. Questa mappa mostra le stime riguardanti il bordo libero del ghiaccio marino, ovvero l’altezza del ghiaccio marino sopra la linea di galleggiamento, per il mese di marzo 2022. I dati provengono dal satellite NASA Ice, Cloud, and land Elevation Satellite-2 (ICESat-2).

Credito: Centro nazionale della NASA per i dati su neve e ghiaccio (NSIDC DAAC)

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