L’estensione minima del ghiaccio marino artico è imminente. Dopo un’estate fresca e tempestosa, l’estensione minima di quest’anno sarà una delle più alte dell’ultimo decennio, nonostante il fatto che la quantità di ghiaccio pluriennale sia vicina al minimo storico. Una vasta area comprendente i mari di Beaufort e Chukchi evidenzia una concentrazione di ghiaccio molto limitata.

Panoramica sulle condizioni

Al 15 settembre, l’estensione del ghiaccio marino artico è stata di 4,73 milioni di chilometri quadrati (1,83 milioni di miglia quadrate), collocandosi al decimo posto tra quelle registrate tramite satellite per questa data. Mentre l’estensione continua a diminuire al momento della pubblicazione di questo articolo, è probabile che il minimo stagionale si verifichi a breve, a seconda di quanto calore rimane nella parte superiore dell’oceano e dalla circolazione dei venti, che possono compattare la copertura di ghiaccio o estenderla. Se i venti spingono il ghiaccio verso il polo, ciò può ridurre ulteriormente l’estensione totale. Tuttavia, l’estensione minima stagionale promette di essere una delle più alte dell’ultimo decennio – solo il 2013, il 2014 e il 2018 si trovano attualmente al di sopra dell’estensione del 2021.L estate si è presentata in maniera piuttosto bizzarra. Mentre le condizioni estive piuttosto fresche e tempestose hanno limitato lo scioglimento , la quantità di ghiaccio pluriennale è al minimo storico, circa un quarto della quantità osservata all’inizio degli anni ’80. La perdita di ghiaccio nelle prime due settimane di settembre, si è verificata principalmente nei mari di Beaufort e Chukchi, e in misura minore anche intorno a Severnaya Zemlya.Come si vede nelle immagini dell’Advanced Microwave Scanning Radiometer 2 (AMSR-2) (Figura 1b), aree caratterizzate da una bassa concentrazione di ghiaccio persistono nei mari di Beaufort e Chukchi; quanto di questo ghiaccio dovesse sciogliersi dipende in gran parte dal calore dell’oceano. La mappatura satellitare delle temperature della superficie del mare, mostra che gran parte dell’oceano aperto che circonda l’area con la concentrazione di ghiaccio molto bassa è già vicino al punto di congelamento. Al contrario, il ghiaccio compatto e ben definito lungo la maggior parte del lato russo dell’Oceano Artico indica che il congelamento è già in corso in questa zona.

Figura 1a. L’estensione del ghiaccio marino artico alla data del 15 settembre 2021 risultava essere di 4,73 milioni di chilometri quadrati (1,83 milioni di miglia quadrate). La linea arancione mostra l’area media della banchisa artica nel periodo 1981-2010 per quel giorno.

Sea Ice Index data. About the data Credit: National Snow and Ice Data Center

Figura 1b. Questa mappa mostra la concentrazione del ghiaccio marino artico sulla base dei dati dell’Advanced Microwave Scanning Radiometer 2 (AMSR2) al 14 settembre 2021. I colori gialli indicano una concentrazione di ghiaccio marino del 75 per cento; i colori viola scuro indicano una concentrazione di ghiaccio marino del 100 per cento. Credit: University of Bremen

Le temperature dell’aria al livello 925 hPa , rilevate nei primi 13 giorni di settembre, erano vicine alla media nella maggior parte del Mar Glaciale Artico, mentre risultavano da 2 a 4 gradi Celsius (da 4 a 7 gradi Fahrenheit) sopra la media lungo le aree costiere dei mari di Kara e Laptev (Figura 2a). In netto contrasto con il modello persistente di bassa pressione sopra l’Oceano Artico che ha caratterizzato questa estate, i primi 13 giorni di settembre hanno visto la prevalenza di un area di alta pressione (Figura 2b).

Figura 2a. Questo grafico mostra lo scostamento dalla temperatura media dell’aria nell’Artico al livello 925 hPa, in gradi Celsius, tra il 1° e il 13 settembre 2021. I colori giallo e rosso indicano temperature superiori alla media; il blu e il viola indicano temperature inferiori alla media. Credito: NSIDC per gentile concessione del NOAA Earth System Research Laboratory Physical Sciences Laboratory

Figura 2b. Questo grafico mostra la pressione media a livello del mare nell’Artico espressa in millibar, dal 1 al 13 settembre 2021. I colori giallo e rosso indicano alta pressione ; il blu e il viola indicano bassa pressione. Credito: NSIDC per gentile concessione del NOAA Earth System Research Laboratory Physical Sciences Laborator

Passaggio a nord-ovest

I dati del Canadian Ice Service, elaborati dal collega Steve Howell dell’Environment and Climate Change Canada, forniscono uno sguardo più dettagliato sulle condizioni del ghiaccio marino nel Northwest Passage. Anche se ci sono diverse rotte per il Passaggio a Nord-Ovest, l’attenzione si concentra sulla rotta meridionale, conosciuta come la rotta Amundsen, che entra dal lato del Pacifico attraverso la baia di Amundsen, e la rotta settentrionale, che entra dal lato del Pacifico attraverso lo stretto di M’Kloor. Questa rotta d’acqua ampia e profonda ha il potenziale per diventare in futuro una via navigabile per la navigazione commerciale. Dall’inizio alla metà di settembre, la rotta settentrionale è bloccata dal ghiaccio e quindi non navigabile; questo mostra una situazione molto critica rispetto agli ultimi due decenni. Al contrario, la situazione dei ghiacci sulla rotta meridionale è molto negativa rispetto agli ultimi due decenni in quanto c’è molto meno rispetto agli anni passati circa 30.000 chilometri quadrati (11.600 miglia quadrate). La maggior parte di questo si trova sulle isole Somerset e Prince of Wales. Dall’altra parte dell’Artico, la rotta del Mare del Nord è essenzialmente aperta, anche se alcune aree di ghiaccio rimangono vicino a Severnaya Zemlya.

Figura 3. Questi grafici mostrano l’area totale di ghiaccio marino lungo ogni rotta del Passaggio a Nord-Ovest (asse y) per giorno (asse x) dal 1981. Il grafico superiore mostra il percorso settentrionale e quello inferiore il percorso meridionale. Credito: Canadian Ice Service

Fonte immagini e dati: http://nsidc.org/arcticseaicenews/

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