Con l’inverno artico ormai alle porte, la stagione di scioglimento dei ghiacci marini sta volgendo al termine: al 19 settembre 2022, l’estensione dei ghiacci marini artici era di 4,68 milioni di chilometri quadrati, la nona estensione più bassa tra quelle registrate nella storia delle osservazioni satellitari per quel giorno. Grazie alle temperature in progressivo calo, le aree libere dai ghiacci presenti nell area artica stanno nuovamente congelando .

Al 19 settembre 2022, l’estensione del ghiaccio marino artico era di 4,68 milioni di chilometri quadrati , collocandosi al nono posto tra le estensioni più basse registrate dai satelliti per quella data. Tra il 1° settembre e il 19 settembre, l’Artico ha perso un totale di 522.000 chilometri quadrati (202.000 miglia quadrate) di ghiaccio, ad un ritmo medio di 27.500 chilometri quadrati (10.600 miglia quadrate) al giorno. Questo tasso di perdita è stato leggermente più alto rispetto al tasso medio giornaliero registrato in questo periodo. In data 19 settembre, l’estensione del ghiaccio marino era vicina ai livelli osservati nel 2010.Come si vede nelle immagini dell’ Advanced Microwave Scanning Radiometer 2 (AMSR2) imagery, un’isola, o patch, di ghiaccio apparentemente piuttosto spesso si è separata dal pack principale nel Mare della Siberia orientale. Un’altra chiazza più piccola e isolata è presente nel Mare di Beaufort. La Rotta del Mare del Nord e la rotta meridionale (di Amundsen) attraverso il Passaggio a Nord-Ovest rimangono aperte e probabilmente lo rimarranno ancora per diverse settimane. La rotta settentrionale attraverso il Passaggio a Nord-Ovest presenta ancora alcune aree sparse di ghiaccio non rilevate dalle immagini satellitari .

La figura mostra l’estensione del ghiaccio marino artico in data 19 settembre 2022, che è stata di 4,68 milioni di chilometri quadrati (1,81 milioni di miglia quadrate). La linea arancione mostra l’estensione media per quel giorno nel periodo 1981-2010.

Le temperature dell’aria nell’Oceano Artico centrale al livello di 925 hPa , nel periodo compreso tra il 1° e il 18 settembre, sono state da 1 a 4 gradi Celsius (da 2 a 7 gradi Fahrenheit) al di sopra del periodo di riferimento 1991-2020 su gran parte del lato nordamericano dell’Artico, e fino a 7 gradi Celsius (13 gradi Fahrenheit) al di sopra della media sulla calotta glaciale della Groenlandia (Figura 2b).

Il periodo 1_ 18 settembre 2022 è stato caratterizzato da una bassa pressione che si è estesa verso est attraverso l’Eurasia, l’Alaska e il Canada orientale, mentre il resto dell artico è stato dominato da condizioni mediamente anticicloniche , in modo particolare le aree a ovest della Scandinavia e sulla Groenlandia meridionale. La bassa pressione centrata sul Canada orientale, in combinazione con l’alta pressione sulla Groenlandia meridionale, ha rappresentato un pattern alquanto persistente nella prima metà di settembre. I venti da sud presenti tra i due centri di pressione e la temperatura media più elevata registrata sulla Groenlandia settentrionale potrebbero spiegare l’importante evento di scioglimento verificatosi all’inizio di settembre sulla calotta glaciale (si veda Greenland Ice Sheet Today).

Figura 2b. Rappresentazione dello scostamento dalla temperatura media dell’aria nell’Artico al livello di 925 hPa, in gradi Celsius, dal 1° al 18 settembre 2022. I gialli e i rossi indicano temperature superiori alla media; i blu e i viola indicano temperature inferiori alla media. Credito: NSIDC per gentile concessione del NOAA Earth System Research Laboratory Physical Sciences Laboratory

Figura 2c. In questo grafico è riportata la pressione media a livello del mare in millibar nella zona artica dal 1° al 18 settembre 2022. I gialli e i rossi indicano una pressione atmosferica elevata; i blu e i viola indicano una bassa pressione. Credito: NSIDC per gentile concessione del NOAA Earth System Research Laboratory Physical Sciences Laboratory

Mark Serreze, autore di Arctic Sea Ice News & Analysis, stava tornando dal International Glaciological Society International Symposium su Ghiaccio, Neve e Acqua in un Mondo in Riscaldamento tenutosi a Reykjavik, in Islanda, alla fine di agosto, quando, nel tentativo di cercare iceberg nell’oceano blu dal finestrino del volo 757 della Icelandic Airlines, ha osservato una chiazza di ghiaccio marino piuttosto sorprendente proprio al largo della costa orientale dell’Isola di Baffin meridionale. Queste chiazze piccole e diffuse – gli ultimi resti della banchisa invernale – possono persistere durante l’estate se le condizioni sono favorevoli, ma sono molto difficili da individuare nelle immagini satellitari.

Figura 3. Mark Serreze, collaboratore di Arctic Sea Ice News & Analysis, durante il viaggio di ritorno da Reykjavik, in Islanda, a fine agosto, ha osservato una chiazza di ghiaccio marino appena al largo della costa orientale dell’Isola di Baffin meridionale. Piccole e diffuse chiazze di ghiaccio marino possono persistere durante l’estate se le condizioni sono favorevoli, ma sono difficili da individuare nelle immagini satellitari.

Credito: Mark Serreze, NSIDC

Dati e grafici gentilmente concessi dal National Snow and Ice Data Center (NSIDC) http://nsidc.org/arcticseaicenews/


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