Il rapporto di gennaio 2025 pubblicato dalla National Oceanic and Atmospheric Administration (NOAA) documenta un insieme di anomalie climatiche e eventi meteorologici estremi che sottolineano l’intensificarsi dei cambiamenti climatici a livello globale. Nel contesto di un monitoraggio continuo, il gennaio del 2025 si è distinto come il mese più caldo da quando sono iniziate le registrazioni nel 1850, segnando un momento significativo nella storia climatica recente.

L’Artico ha continuato a mostrare segni di riscaldamento accelerato, registrando il quarto gennaio più caldo mai documentato. Parallelamente, l’estensione del ghiaccio marino artico ha toccato il secondo valore più basso mai rilevato, indicando una tendenza preoccupante di riduzione del ghiaccio in questa regione sensibile. In Nord America, si è verificato il decimo gennaio più caldo, un dato che riflette una tendenza di riscaldamento a lungo termine in diverse aree del continente.

In Europa Occidentale, le condizioni meteorologiche hanno raggiunto livelli di gravità estrema con la tempesta Eowyn, il ciclone più intenso degli ultimi dieci anni. Questo evento ha scatenato venti devastanti che hanno superato i 90 mph (circa 145 km/h), seguiti dalla tempesta Hermínia. Entrambi hanno causato inondazioni lampo, frane e interruzioni significative nelle infrastrutture di nazioni come Portogallo, Francia e Italia.

Il continente africano non è stato risparmiato, vivendo il quinto gennaio più caldo del suo storico. Questo aumento delle temperature può avere implicazioni dirette sull’agricoltura, sulla disponibilità di acqua e sulla salute delle popolazioni locali. Il Sud America ha sperimentato simili anomalie termiche, registrando il quarto gennaio più caldo e vedendo il Brasile colpito da piogge torrenziali che hanno provocato inondazioni e frane devastanti.

Allo stesso tempo, l’Europa nel suo insieme ha eguagliato il record del terzo gennaio più caldo mai registrato, un pareggio con il gennaio del 2020. L’Eurasia ha notato la seconda minore estensione di neve per il mese di gennaio, un chiaro segnale dei cambiamenti nei pattern climatici stagionali. Anche l’Asia ha registrato il suo terzo gennaio più caldo, confermando la tendenza al riscaldamento in molte delle sue vaste regioni.

L’Oceania, compresa l’Australia, ha osservato il suo secondo gennaio più caldo, con eventi significativi come il ciclone tropicale Sean, classificato come un ciclone di categoria 4. Questo potente ciclone ha generato venti massimi sostenuti di 130 mph (circa 209 km/h), portando piogge intense e inondazioni in parti dell’Australia occidentale, benché non abbia toccato terra.

L’Indonesia ha subito gravi inondazioni a causa di piogge torrenziali che hanno causato numerose fatalità e ampie distruzioni. La dimensione dei danni riflette la vulnerabilità delle infrastrutture locali agli eventi climatici estremi. Infine, l’estensione del ghiaccio marino antartico ha registrato il diciottesimo valore più basso, suggerendo modifiche persistenti e significative agli habitat polari.

Questo insieme di dati climatici di gennaio 2025 serve come un campanello d’allarme per la necessità urgente di strategie di mitigazione e adattamento climatico più efficaci per affrontare e limitare gli impatti dei cambiamenti climatici globali.

Temperature Globali e la Metodologia del NOAAGlobalTemp v6.0.0

I Centri Nazionali per le Informazioni Ambientali della NOAA (NCEI) svolgono mensilmente l’importante compito di calcolare l’anomalia della temperatura globale. Questo calcolo si basa su dati preliminari, frutto di raccolte autoritative di osservazioni della temperatura provenienti da varie parti del mondo. Una delle risorse più critiche in questo processo è il NOAAGlobalTemp versione 6.0.0, un dataset di rilevanza primaria che impiega collezioni di dati estensive con una copertura aumentata sia delle superfici terrestri che marine a livello globale.

Il NOAAGlobalTemp v6.0.0 si distingue per essere un dataset “ricostruito”. Questo significa che ogni mese l’intero periodo di registrazione è soggetto a ricalcolo incorporando nuovi dati che vengono continuamente acquisiti. Tale pratica consente di aggiornare e rifinire l’analisi storica sulla base delle più recenti acquisizioni, portando talvolta a modifiche dei valori precedentemente riportati nei bilanci climatici.

Questo approccio dinamico alla gestione dei dati climatici implica che le valutazioni passate possono essere riviste e, in alcuni casi, superate dalle analisi più recenti, con potenziali impatti sui numeri che vengono riportati nei rapporti climatici mensili. Di conseguenza, l’analisi di ricostruzione più attuale è sempre considerata la rappresentazione più accurata e affidabile dello stato del sistema climatico.

Il NOAAGlobalTemp v6.0.0 non solo facilita una migliore comprensione delle tendenze a lungo termine e delle variazioni stagionali del clima globale, ma assicura anche che la comunità scientifica e il pubblico abbiano accesso alle informazioni più precise e aggiornate. Queste informazioni sono essenziali per modellare le risposte politiche ai cambiamenti climatici e per informare il pubblico e le industrie su potenziali impatti climatici futuri. L’ultima versione di questa analisi di ricostruzione è disponibile pubblicamente attraverso la piattaforma “Climate at a Glance”, rendendo accessibili dati cruciali a ricercatori, decisori e cittadini interessati.

Analisi delle Anomalie Termiche Globali di Gennaio

Nel mese di gennaio, l’analisi della temperatura globale della superficie ha evidenziato un incremento significativo, registrando un valore di 1,33°C (2,39°F) al di sopra della media del ventesimo secolo, fissata a 12,0°C (53,6°F). Questo dato stabilisce un nuovo record, posizionando il gennaio 2025 come il più caldo mai osservato nella serie storica. Interessante notare che questa temperatura supera di 0,03°C (0,05°F) il record precedente, che era stato stabilito nel gennaio del 2024. Questo mese ha rappresentato il quarantanovesimo gennaio consecutivo, a partire dal 1977, in cui le temperature si sono mantenute sopra la media del ventesimo secolo, confermando una tendenza di riscaldamento di lungo periodo.

Particolarmente rilevante è stata la temperatura dell’aria sulla terraferma a livello globale, che ha raggiunto il valore più alto mai registrato per il mese di gennaio, mentre la temperatura della superficie degli oceani globali ha segnato il secondo valore più alto per il periodo in esame. Questi dati assumono un’importanza ancora maggiore considerando che si sono verificati durante un episodio di La Niña, tradizionalmente associato a condizioni più fresche del normale. L’Oscillazione Meridionale El Niño (ENSO), infatti, influisce significativamente sul clima globale e, durante La Niña, le temperature tendono generalmente a essere inferiori rispetto ai periodi in cui è presente El Niño. Secondo il Climate Prediction Center della NOAA, le condizioni di La Niña, emerse nel dicembre 2024, dovrebbero persistere fino al periodo febbraio-aprile 2025, con una probabilità del 59%, e si prevede un passaggio a condizioni ENSO-neutrali tra marzo e maggio 2025, con una probabilità del 60%.

L’emisfero nord ha registrato il gennaio più caldo di sempre, con temperature medie che hanno superato di 1,81°C (3,26°F) la norma. Questo supera di 0,06°C (0,11°F) il record precedente di gennaio 2024. In questo contesto, la temperatura della sola terraferma dell’emisfero nord ha raggiunto livelli senza precedenti, mentre la temperatura delle acque oceaniche è stata la seconda più elevata mai registrata per gennaio. Anche la regione artica ha vissuto un mese eccezionalmente caldo, con il quarto gennaio più caldo nella sua storia registrata.

Nell’emisfero sud, gennaio si è classificato come il secondo più caldo mai registrato, con un’anomalia positiva di 0,85°C (1,53°F). Le temperature medie della sola superficie oceanica per gennaio si sono posizionate al secondo posto tra i valori più elevati, mentre le temperature terrestri dell’emisfero sud hanno segnato il quarto valore più alto mai registrato. La regione antartica, per contro, ha eguagliato i record del 1976 e del 2014, classificandosi come il trentaseiesimo gennaio più caldo.

Queste osservazioni sublimano l’importanza delle analisi climatiche continuative per comprendere le dinamiche a lungo termine del riscaldamento globale e sottolineano l’impatto delle variazioni nell’ENSO sul clima mondiale. La persistenza di temperature superiori alla media, nonostante la presenza di un fenomeno tipicamente raffreddante come La Niña, pone in evidenza l’intensità del cambiamento climatico in atto.

Il grafico in questione illustra le anomalie della temperatura media globale di terra e oceano per il mese di gennaio, estendendosi dal 1850 al 2025. L’anomalia termica è calcolata rispetto alla media climatologica del XX secolo per lo stesso mese. L’asse verticale del grafico misura l’anomalia di temperatura in gradi Celsius sulla scala sinistra e in gradi Fahrenheit sulla scala destra, fornendo una doppia metrica per apprezzare le variazioni di temperatura nel contesto di unità di misura diverse.

Le barre rappresentate nel grafico assumono due colorazioni distintive: le barre blu denotano gli anni nei quali la temperatura di gennaio è risultata inferiore alla media del XX secolo, mentre le barre rosse indicano anni in cui la temperatura è stata superiore alla norma. Questa distinzione cromatica facilita un’immediata visualizzazione delle fluttuazioni termiche rispetto alla media storica, permettendo una rapida percezione delle tendenze di raffreddamento o riscaldamento.

Un’osservazione critica di questo grafico rivela una marcata tendenza verso l’incremento delle temperature nel corso del tempo, con una particolare accelerazione evidente negli ultimi decenni. La sequenza delle barre rosse non solo diventa più frequente verso il segmento finale del grafico ma mostra anche un’incremento in altezza, sottolineando gennaio 2025 come il mese con la deviazione termica più estrema mai registrata rispetto alla media del XX secolo.

Questo pattern di riscaldamento è coerente con i numerosi studi e report scientifici che documentano il cambiamento climatico globale, attribuibile in gran parte alle attività antropogeniche che aumentano la concentrazione di gas serra nell’atmosfera terrestre. La visualizzazione grafica di tali dati non solo enfatizza l’urgenza di interventi per la mitigazione degli impatti climatici ma serve anche come strumento di sensibilizzazione per il pubblico e i decisori politici riguardo la gravità e l’accelerazione del riscaldamento globale.

In conclusione, l’analisi delle anomalie termiche di gennaio attraverso il tempo fornisce un chiaro indicatore della progressiva alterazione del sistema climatico globale, enfatizzando la necessità di strategie efficaci e sostenute per contrastare le cause e gli effetti del riscaldamento planetario.

Anomalie Termiche Globali di Terra e Mare per Gennaio 2025

La mappa fornita visualizza le anomalie della temperatura di superficie terrestre e marina per gennaio 2025, confrontandole con il periodo base 1991-2020. Questa analisi è condotta utilizzando il dataset NOAAGlobalTemp v6.0.0, e la mappa è progettata con la proiezione cartografica Robinson. La scala cromatica impiegata varia dal blu al rosso: il blu indica temperature significativamente inferiori alla media del periodo di riferimento, mentre il rosso segnala temperature superiori. Le variazioni più estreme in entrambe le direzioni sono evidenziate con tonalità più intense di ciascun colore, con il blu scuro e il rosso scuro che indicano anomalie termiche di circa -8.0°C e +8.0°C, rispettivamente.

Distribuzione Geografica delle Anomalie Termiche:

  • Nord America: Vaste regioni del Canada e della parte settentrionale degli Stati Uniti mostrano anomalie negative, rappresentate in blu, indicando temperature più fredde rispetto alla norma.
  • Eurasia: Notabili anomalie positive si estendono attraverso la Siberia e la Russia settentrionale, con aree che mostrano un rosso intenso, simbolo di temperature molto al di sopra della media storica.
  • Australia: Un’ampia porzione dell’entroterra australiano presenta una marcata anomalia positiva, con temperature significativamente più elevate del normale.
  • Sud America e Africa: Queste regioni mostrano variazioni moderate, con alcune aree leggermente sopra o sotto la media, evidenziate da sfumature meno intense di blu e rosso.

La Proiezione Cartografica Robinson: La proiezione Robinson è una forma di rappresentazione cartografica utilizzata comunemente per creare mappe del mondo visualmente accattivanti e geograficamente espressive. Sviluppata da Arthur H. Robinson nel 1963, questa proiezione è una compromesso tra la minimizzazione delle distorsioni in area, forma e distanza, rendendola particolarmente adatta per finalità educative e per la rappresentazione globale. La proiezione Robinson non conserva perfettamente né le aree né le forme, ma gestisce un equilibrio visuale che riduce la percezione di distorsione specialmente ai poli e nelle zone equatoriali, rendendo la mappa comprensibile e esteticamente gradevole.

Implicazioni Climatiche delle Anomalie Rilevate: Le anomalie termiche come quelle rappresentate possono avere impatti profondi sugli ecosistemi locali e globali, influenzando i pattern meteorologici e i cicli idrologici. Regioni con anomalie calde prolungate possono subire fenomeni come siccità e incendi boschivi, mentre quelle con anomalie fredde possono esperire incrementi nelle precipitazioni nevose o gelate. Questa mappatura delle temperature è cruciale per comprendere l’impatto dei cambiamenti climatici a scala globale e per informare le strategie di risposta ai cambiamenti climatici da parte di governi e organizzazioni internazionali.

In sintesi, la mappa delle anomalie termiche di gennaio 2025 offre un’istantanea essenziale delle deviazioni dalla media climatica, evidenziando le regioni che stanno sperimentando variazioni significative che potrebbero richiedere monitoraggio e interventi mirati.

Analisi dei Percentili della Temperatura di Terra e Oceano per Gennaio 2025

La mappa visualizza i percentili delle temperature di superficie terrestre e marina per gennaio 2025, confrontandole con il dataset storico. Utilizzando i dati provenienti da NOAAGlobalTemp v6.0.0, questa rappresentazione cartografica evidenzia come le temperature di gennaio 2025 si collochino rispetto alle tendenze storiche, offrendo una visione dettagliata delle anomalie termiche globali in quel mese.

Definizione dei Percentili: I percentili sono misure statistiche che indicano il valore sotto il quale cade una certa percentuale di osservazioni in un gruppo di dati. Ad esempio, il 90° percentile di un insieme di temperature significa che il 90% delle temperature è inferiore a quel valore. L’utilizzo dei percentili permette di valutare le temperature di un dato mese in contesto storico, stabilendo quanto siano anomale rispetto a quanto osservato precedentemente.

Scala dei Colori e Categorie:

  • Blu Scuro (“Record Coldest”): Indica le regioni dove le temperature sono state le più basse mai registrate per il mese di gennaio, rappresentando il primo percentile delle osservazioni storiche.
  • Blu Medio (“Much Cooler than Average”): Mostra aree dove le temperature sono state notevolmente più basse rispetto alla media, generalmente rientrando nei percentili bassi come il 10° percentile.
  • Blu Chiaro (“Cooler than Average”): Aree che registrano temperature leggermente al di sotto della media, situandosi nei percentili più moderati come il 25° percentile.
  • Grigio (“Near Average”): Denota regioni dove le temperature sono state vicine alla media storica, tipicamente attorno al 50° percentile.
  • Rosa (“Warmer than Average”): Identifica le aree con temperature leggermente superiori alla media, situandosi sopra il 50° percentile.
  • Rosso Chiaro (“Much Warmer than Average”): Aree con temperature significativamente più alte della media, spesso collocate sopra il 90° percentile.
  • Rosso Scuro (“Record Warmest”): Evidenzia le regioni dove le temperature di gennaio 2025 sono state le più alte mai registrate, indicando il 100° percentile.

Implicazioni Geografiche e Climatiche: La predominanza di tonalità rosse e rosa sulla mappa indica che gennaio 2025 è stato un mese eccezionalmente caldo per molte parti del mondo. Le aree in rosso scuro, che hanno sperimentato il gennaio più caldo mai registrato, includono parti significative del Canada, della Siberia e di alcune zone oceaniche. Queste anomalie possono avere implicazioni profonde sugli ecosistemi locali, sugli schemi delle precipitazioni e sulle risorse idriche.

Conversamente, le zone in blu chiaro e medio, dove le temperature sono state più fredde della norma, possono influenzare diversamente l’ambiente, potenzialmente ritardando l’inizio della primavera o estendendo la stagione del gelo in alcune regioni.

Questa analisi dettagliata fornisce una comprensione critica delle variazioni climatiche e sottolinea l’importanza del monitoraggio continuo delle temperature globali. Essa offre agli scienziati, ai responsabili politici e al pubblico le informazioni necessarie per comprendere meglio gli impatti del cambiamento climatico e per sviluppare strategie efficaci di mitigazione e adattamento.

Analisi Dettagliata delle Deviazioni della Temperatura di Terra e Oceano per Gennaio 2025

La mappa presentata illustra le anomalie delle temperature di superficie terrestre e oceanica per il mese di gennaio 2025, calcolate rispetto alla media del periodo base 1991-2020. Questa visualizzazione è realizzata tramite una “smoothed map”, o mappa lisciata, che utilizza tecniche di interpolazione per creare una rappresentazione visiva continua e uniforme delle variazioni di temperatura su scala globale, eliminando discontinuità o variazioni brusche tipiche delle misurazioni puntuali. Questo metodo è essenziale per apprezzare le tendenze climatiche su ampie aree geografiche e per ridurre il rumore visivo che potrebbe ostacolare l’interpretazione dei dati.

Dettagli della Scala Cromatica e Interpretazione delle Anomalie:

  • Blu Scuro: Indica temperature che sono molto più fredde della media, fino a -8.0°C. Queste estreme anomalie negative sono indicative di condizioni insolitamente fredde, che potrebbero avere implicazioni significative per gli ecosistemi locali e le attività umane.
  • Blu Chiaro a Rosso Chiaro: Queste sfumature rappresentano un gradiente di temperature da leggermente sotto la media a leggermente sopra la media, facilitando la comprensione di variazioni termiche meno estreme ma potenzialmente importanti.
  • Rosso Scuro: Denota temperature che sono molto più calde della media, fino a +8.0°C. Anomalie così elevate possono essere associate a ondate di calore prolungate, stress idrico e altri impatti ambientali e socio-economici critici.

Analisi Geografica delle Anomalie Termiche:

  • Regioni Artiche e Siberiane: Mostrano predominanza di rosso scuro, segnalando un riscaldamento significativo che può accelerare il processo di fusione dei ghiacci e alterare i modelli climatici globali.
  • Nord America: Variabilità termica con zone che vanno da temperature leggermente inferiori a significativamente superiori alla media, indicando un mosaico di condizioni climatiche che potrebbero influenzare diversamente l’agricoltura e la biodiversità.
  • Europa e Russia: Predominanza di toni rossi, con particolare enfasi sulle temperature elevate in Russia, suggerendo un inverno insolitamente mite che potrebbe impattare le risorse idriche e i periodi di crescita delle colture.
  • Australia e Sud America: Mentre l’Australia mostra zone di calore superiore alla media, il Sud America evidenzia una diversità di condizioni, con parti del sud che mostrano anomalie negative, potenzialmente indicative di minacce a colture sensibili alle temperature fredde.

Implicazioni Climatiche Globali e Strategie di Adattamento: Le informazioni fornite da questa mappa lisciata sono fondamentali per gli scienziati climatici e i decisori politici, poiché offrono una visione complessiva degli impatti del cambiamento climatico. L’identificazione di aree con significative anomalie termiche permette di indirizzare risorse e strategie di adattamento in modo più efficace, mirando a mitigare gli impatti negativi sui sistemi naturali e umani. La comprensione delle tendenze a lungo termine è cruciale per la pianificazione di infrastrutture resilienti al clima, la gestione delle risorse idriche e la conservazione della biodiversità in risposta a un clima in rapido cambiamento.

Durante il mese di gennaio, sono state registrate condizioni termiche significativamente più elevate rispetto alla media storica in diverse regioni del globo, evidenziando una tendenza climatica di riscaldamento in aree geograficamente disparate. In particolare, vaste zone del Canada occidentale, dell’Alaska e dell’Artico occidentale hanno manifestato anomalie termiche superiori ai 4°C (7,2°F). Analoghe condizioni di calore eccezionale sono state osservate nel nord Africa, in ampie aree dell’Australia, dell’Europa e dell’Asia centrale, dove le temperature hanno superato la soglia dei 4°C (7,2°F) rispetto alla media in molteplici località.

In parallelo, temperature record sono state rilevate in diverse regioni, tra cui la zona delle Isole Hawaii degli Stati Uniti, il sud dell’Argentina, specifiche aree del nord-est del Canada, nonché estese parti dell’Ucraina e della Bielorussia e alcune zone dell’Australia occidentale. Queste condizioni estreme hanno interessato circa l’8,5% della superficie terrestre globale nel mese di gennaio, segnando il terzo valore più alto dal’inizio delle registrazioni nel 1951. Tuttavia, si è registrato un decremento del 2,8% rispetto al record di copertura termica di gennaio 2024.

Contrastando questa tendenza, temperature prossime alla media o inferiori alla media sono state prevalenti in ampie zone degli Stati Uniti continentali, nella maggior parte della Groenlandia, nell’estremo Oriente russo, nelle aree adiacenti alle pianure basse del Nord Siberiano e in alcune parti del sud Africa, così come in piccole regioni del Sud-est asiatico.

Le temperature della superficie marina hanno mostrato un andamento altrettanto variegato. Condizioni molto più calde della media, fino a raggiungere livelli record, sono state registrate in gran parte del Pacifico equatoriale occidentale. Al contrario, temperature vicine alla media o inferiori sono state prevalenti nel Pacifico equatoriale centrale e orientale, coerentemente con le condizioni di La Niña. Eventi di calore record sono stati osservati anche nel sud-ovest dell’Oceano Indiano e in parti del Nord Atlantico orientale e dei Caraibi. Altre vaste aree marine, comprese la maggior parte del nord Pacifico, il Pacifico sud-occidentale, l’Atlantico Sud, l’Oceano Indiano orientale e una grande estensione dell’Oceano Meridionale, hanno sperimentato temperature da calde a molto più calde della media. Al contrario, condizioni termiche vicine alla media o inferiori hanno caratterizzato le zone occidentali e estreme settentrionali dell’Atlantico Nord, parti del Pacifico sud-orientale e l’Oceano Indiano nord-occidentale.

Questo quadro climatico globale del mese di gennaio sottolinea l’importanza di monitorare e analizzare le variazioni termiche su scala mondiale, non solo per comprendere le dinamiche attuali del clima, ma anche per prevedere e mitigare gli effetti potenzialmente destabilizzanti dei cambiamenti climatici sugli ecosistemi naturali e sulle società umane.

Durante il mese di gennaio, diversi continenti hanno registrato temperature notevolmente superiori alla media, riflettendo un continuo trend di riscaldamento globale. In particolare, l’Europa ha avuto il suo terzo gennaio più caldo, pareggiando il record del 2020, mentre l’Africa ha sperimentato il suo quinto gennaio più caldo. Nel contempo, il Sud America e il Nord America hanno registrato rispettivamente il quarto e il decimo gennaio più caldo mai rilevato nei rispettivi annali meteorologici.

Focalizzandosi sui dati nazionali, la Germania ha osservato una temperatura di 1,1°C (2,0°F) al di sopra della media del periodo 1991-2020, eguagliando i record di gennaio del 1890 e del 2005 come il 32° gennaio più caldo dal principio delle registrazioni nazionali nel 1881. L’Istituto Meteorologico e Idrologico Svedese (SMHI) ha registrato per gennaio 2025 una temperatura superiore di più di 2,0°C (3,6°F) rispetto alla media. In Norvegia, la temperatura media nazionale è stata superiore di 0,2°C (0,4°F) alla norma, con condizioni eccezionalmente calde che hanno persistito per diversi giorni nelle stazioni meteorologiche di alta montagna; in particolare, la stazione di Juvvasshøe, situata a 1894 metri di altitudine, ha registrato temperature sopra lo 0°C per sei giorni consecutivi dal 15 al 20 gennaio, un evento senza precedenti nei record che risalgono al 1933.

La Finlandia ha mostrato un gennaio insolitamente mite, specialmente nelle regioni meridionali e centrali, con deviazioni termiche che andavano da circa +3,5°C nel sud a quasi –1°C in Lapponia. L’Estonia ha notato una temperatura media di gennaio 2025 di 0,9°C, che è 4,0°C sopra la norma. Nel Regno Unito, invece, le temperature si sono situate al di sotto della media, con una temperatura media provvisoria di 3,0°C, inferiore di 0,9°C rispetto alla media a lungo termine.

Negli Stati Uniti continentali, il gennaio è stato più freddo della media, essendo stato classificato come il 33° gennaio più freddo da quando i record nazionali hanno avuto inizio nel 1895. In contrasto, la regione delle Isole Caraibiche ha sperimentato il suo terzo gennaio più caldo registrato, con temperature medie superiori di 1,16°C alla media, leggermente inferiori al record di calore di gennaio 2024.

Questi dati enfatizzano l’importanza di monitorare le variazioni climatiche regionali e le loro implicazioni a lungo termine per gli ecosistemi e le società umane, delineando la necessità di strategie di adattamento e mitigazione più efficaci per affrontare i cambiamenti climatici in atto.Gennaio ha segnato un momento significativo per le condizioni climatiche in Asia e Oceania, registrando il terzo mese di gennaio più caldo nella storia per l’Asia e il secondo per l’Oceania.

In particolare, il Dipartimento Meteorologico del Pakistan ha rilevato che durante il mese di gennaio 2025, la temperatura media in Pakistan ha superato di 0,69°C (1,24°F) la media storica del periodo 1991–2020, che è di 11,24°C (52,23°F). Questo incremento termico sottolinea una tendenza al riscaldamento che potrebbe avere implicazioni significative per la gestione delle risorse idriche e agricole della regione.

Similmente, in Giappone, il mese di gennaio ha evidenziato una temperatura superiore di 0,59°C (1,06°F) rispetto alla media del periodo 1991–2020. Questo aumento della temperatura può influenzare diversi aspetti ambientali e socio-economici, tra cui l’agricoltura e la gestione delle risorse naturali.

A Hong Kong, la predominanza di un monsone secco nordorientale sopra il sud della Cina per la maggior parte di gennaio ha contribuito a una temperatura media mensile che è stata superiore di 0,6°C (1,1°F) rispetto alla norma di 16,5°C (61,7°F). Queste condizioni meteorologiche sono indicative di cambiamenti nei pattern climatici che potrebbero alterare gli ecosistemi locali e le dinamiche urbane.

Secondo il Bureau of Meteorology australiano, l’Australia ha vissuto il suo secondo gennaio più caldo dall’inizio delle registrazioni nazionali nel 1910, con un incremento di 2,15°C (3,87°F) rispetto alla media del 1961–1990. In particolare, l’Australia Occidentale ha registrato il gennaio più caldo mai documentato, un evento che pone l’accento sulle crescenti preoccupazioni legate agli impatti del riscaldamento globale.

Infine, l’Istituto Nazionale di Ricerca sull’Acqua e l’Atmosfera della Nuova Zelanda ha descritto gennaio 2025 come un mese caratterizzato da venti predominanti da sudest, che hanno contribuito a temperature generalmente inferiori alla media in molte parti del paese. La temperatura media nazionale è stata di 0,8°C (1,44°F) inferiore alla media del periodo 1991–2020, rendendo questo gennaio il più fresco dal 2017. Tale raffreddamento, particolarmente rilevante in contesti di riscaldamento globale, sottolinea l’importanza di monitorare e comprendere le variazioni climatiche locali nel contesto di più ampi cambiamenti climatici globali.

Analisi Dettagliata dei Ranghi e Record delle Temperature di Gennaio

Introduzione ai Ranghi e Record Climatici Nell’ambito della climatologia, i termini “ranghi” e “record” sono utilizzati per classificare e identificare eventi meteorologici estremi in base alla loro intensità e frequenza relativa nel corso della storia. I “ranghi” si riferiscono alla posizione che un particolare evento, come una temperatura mensile, occupa in un contesto storico, ordinato da record più caldo a più freddo. I “record” rappresentano i valori massimi o minimi che sono stati misurati per una data variabile, come la temperatura, nel corso di un periodo di osservazione stabilito.

Gennaio 2025: Record e Ranghi Globali e per Emisfero

Record Globali

  • Terra:
    • Più caldo: Gennaio 2025 si è classificato come il gennaio più caldo per le temperature terrestri con un’anomalia di +2.25°C (+4.05°F).
    • Più freddo: Il record di freddo è detenuto dal gennaio del 1893, con una notevole anomalia negativa di -1.31°C (-2.36°F).
  • Oceano:
    • Più caldo: Il secondo gennaio più caldo è stato registrato nel 2024 con un’anomalia di +1.03°C (+1.85°F).
    • Più freddo: Nel 1917 si è verificato il gennaio oceanico più freddo con una diminuzione di -0.55°C (-0.99°F).
  • Terra e Oceano Combinati:
    • Più caldo: Gennaio 2025 ha segnato un record con un’anomalia globale di +1.33°C (+2.39°F).
    • Più freddo: Il gennaio più freddo si è verificato nel 1909 con una riduzione di -0.67°C (-1.21°F).

Record dell’Emisfero Nord

  • Terra:
    • Più caldo: Un nuovo massimo è stato raggiunto nel gennaio 2025 con +2.85°C (+5.13°F).
    • Più freddo: Nel 1887, le temperature sono scese a -1.68°C (-3.02°F).
  • Oceano:
    • Più caldo: Il gennaio 2024 ha quasi raggiunto il picco con +1.21°C (+2.18°F).
    • Più freddo: Nel 1917, le temperature oceaniche sono state le più basse con -0.53°C (-0.95°F).
  • Terra e Oceano Combinati:
    • Più caldo: Gennaio 2025 è stato il più caldo registrato con +1.81°C (+3.26°F).
    • Più freddo: Il record di freddo per l’Emisfero Nord risale al 1893 con -0.93°C (-1.67°F).

Implicazioni dei Record di Temperature

Questi dati forniscono una panoramica chiarificatrice dell’entità del riscaldamento globale che stiamo sperimentando, specialmente nel contesto dei cambiamenti climatici antropogenici. L’analisi dei ranghi e dei record di temperature fornisce agli scienziati e ai decisori strumenti cruciali per comprendere le tendenze climatiche e per sviluppare strategie efficaci di mitigazione e adattamento. Inoltre, questi risultati enfatizzano l’urgenza di interventi politici e ambientali per affrontare le sfide poste dall’aumento delle temperature globali.

Analisi Approfondita dei Ranghi e Record Climatici per Gennaio: Emisfero Sud, Antartico e Artico

Emisfero Sud

Il monitoraggio climatico dell’Emisfero Sud mostra variazioni significative tra le componenti terrestri e oceaniche:

  • Terra:
    • Anomalia Più Calda: Il gennaio del 2005 segna il quarto record più caldo con un incremento di +1.03°C (+1.85°F) rispetto alla media, evidenziando una tendenza al riscaldamento in questa regione.
    • Anomalia Più Fredda: Il gennaio del 1904 è stato particolarmente notevole, registrando una diminuzione di -0.92°C (-1.66°F), il che lo colloca come il mese più freddo nell’arco temporale considerato.
    • Pareggio: Nel 2020 si sono registrate temperature comparabili a quelle del quarto gennaio più caldo, dimostrando una ripetizione di condizioni simili.
  • Oceano:
    • Anomalia Più Calda: Gennaio 2024 ha registrato il secondo gennaio più caldo per le acque dell’Emisfero Sud, con un incremento di +0.90°C (+1.62°F).
    • Anomalia Più Fredda: Il record più freddo si riscontra nel 1917, con temperature inferiori di -0.56°C (-1.01°F) rispetto alla media.
  • Terra e Oceano Combinati:
    • Anomalia Più Calda: Analogamente, il 2024 ha visto il secondo gennaio più caldo, con un incremento di +0.86°C (+1.55°F).
    • Anomalia Più Fredda: Il 1904 detiene il record per il gennaio più freddo con -0.53°C (-0.95°F).

Antartico

L’Antartide, essendo una regione critica per le dinamiche climatiche globali, mostra i seguenti estremi:

  • Terra e Oceano:
    • Anomalia Più Calda: Nel 1977, l’Antartide ha registrato un notevole aumento di temperatura, con +0.97°C (+1.75°F), posizionandosi al 36° posto.
    • Anomalia Più Fredda: Il 1962 è stato testimone del gennaio più freddo con un calo di -0.88°C (-1.58°F).
    • Pareggi: I dati del 1976 e del 2014 mostrano anomalie comparabili, evidenziando fluttuazioni termiche significative in anni non consecutivi.

Artico

L’Artico è una delle regioni più sensibili ai cambiamenti climatici, come dimostrato dai dati:

  • Terra e Oceano:
    • Anomalia Più Calda: Il 2016 ha segnato il quarto gennaio più caldo con un aumento di +4.84°C (+8.71°F), riflettendo l’accelerazione del riscaldamento artico.
    • Anomalia Più Fredda: Nel 1966, l’Artico ha sperimentato una drastica riduzione della temperatura di -2.92°C (-5.26°F), il che illustra l’estrema variabilità climatica di questa regione.

Questi dati sottolineano l’importanza di continuare a monitorare e analizzare le tendenze climatiche nelle regioni polari e subpolari. L’aumento delle temperature, in particolare, pone sfide significative per la biodiversità, gli ecosistemi marini e terrestri, e ha implicazioni dirette per il livello del mare globale e i pattern meteorologici a livello mondiale. La comprensione approfondita di questi record e ranghi è essenziale per informare le politiche di mitigazione del cambiamento climatico e per preparare le comunità a gestire gli impatti associati.

Analisi Dettagliata delle Anomalie di Altezza a 500 Millibar (hPa) per Gennaio 2025 e Implicazioni Climatiche Correlate

Le altezze a 500 millibar rappresentano un indicatore cruciale nell’ambito della meteorologia e della climatologia, poiché forniscono informazioni significative sulla struttura verticale dell’atmosfera circa a metà tra la superficie terrestre e il top della troposfera. Questo livello è particolarmente rilevante per la mappatura delle grandi strutture di pressione atmosferica e per la previsione dei pattern meteorologici a media scala.

Sulla mappa fornita, le anomalie di altezza a 500 hPa sono rappresentate in un range di colori che varia dal blu scuro al rosso intenso. Le anomalie negative, mostrate in tonalità di blu, indicano altezze più basse del normale e sono tipicamente associate a trincee o depressioni atmosferiche. Le anomalie positive, rappresentate in tonalità di rosso, indicano altezze più elevate del normale e sono frequentemente correlate a creste o aree di alta pressione.

Definizioni di Creste e Trincee Atmosferiche:

  • Creste (Ridges): Una cresta in meteorologia è una regione di alta pressione atmosferica relativa. Le creste sono generalmente associate a condizioni meteorologiche più stabili e secche. Le altezze elevate a 500 hPa spesso corrispondono a masse d’aria più calde, risultando in temperature più elevate al suolo.
  • Trincee (Troughs): Una trincea è una regione di bassa pressione atmosferica. Queste strutture sono frequentemente collegate a condizioni meteorologiche più instabili, comprese precipitazioni e tempeste. Le altezze ridotte a 500 hPa generalmente riflettono masse d’aria più fredde, portando a temperature più basse sulla superficie.

Analisi Regionale della Mappa di Gennaio 2025:

  • Aree con Anomalie Negative (Blu Scuro): Localizzate prevalentemente negli oceani Pacifico e Atlantico, queste aree suggeriscono la presenza di trincee significative che potrebbero essere associate a fenomeni meteorologici estremi come tempeste e precipitazioni abbondanti.
  • Aree con Anomalie Positive (Rosso Intenso): Evidenti sopra la Russia e l’America del Nord, indicano la presenza di robuste creste di alta pressione, potenzialmente responsabili di ondate di calore o periodi prolungati di tempo secco e stabile.

Implicazioni Climatiche e Previsionali: La mappatura delle anomalie a 500 hPa è essenziale per anticipare e comprendere le variazioni climatiche e meteorologiche. Le anomalie rilevate riflettono non solo i cambiamenti temporanei nel clima ma possono anche offrire indizi sui cambiamenti climatici a lungo termine, influenzando direttamente la gestione delle risorse naturali, l’agricoltura, la gestione delle risorse idriche e la preparazione a disastri naturali. L’analisi dettagliata di queste anomalie permette ai climatologi e ai meteorologi di sviluppare previsioni più accurate, contribuendo a mitigare i rischi associati agli estremi meteorologici.

Analisi delle Anomalie delle Precipitazioni Terrestri di Gennaio 2025 Basate sul Dataset GHCN

Contesto e Metodologia Le anomalie delle precipitazioni terrestri per gennaio 2025, rappresentate nella mappa, sono calcolate in relazione al periodo di base 1961-1990. Questi dati sono estratti dal Global Historical Climatology Network (GHCN), che aggrega le misurazioni provenienti da una vasta rete di stazioni meteorologiche terrestri. Le anomalie sono espresse in millimetri e indicano la deviazione delle precipitazioni rispetto alla media storica, offrendo una visione comprensiva delle variazioni climatiche regionali.

Descrizione della Mappa e Interpretazione delle Anomalie La mappa utilizza una scala di colori che varia dal blu al beige per illustrare le anomalie delle precipitazioni:

  • Tonalità di Blu: Queste aree indicano precipitazioni superiori alla media del periodo di riferimento. I toni più scuri di blu denotano un eccesso maggiore di precipitazioni, suggerendo condizioni di umidità notevolmente più elevate rispetto alla norma, che possono essere associate a fenomeni meteorologici come fronti temporaleschi intensi o sistemi persistenti di bassa pressione.
  • Tonalità di Beige e Marrone: Queste aree rappresentano precipitazioni inferiori alla media. Colori più intensi in questa gamma indicano una maggiore carenza di precipitazioni, potenzialmente segnalando condizioni di siccità o un deficit idrico significativo che può influenzare l’agricoltura, la gestione delle risorse idriche e gli ecosistemi naturali.
  • Aree Grigie: Queste rappresentano regioni senza dati disponibili, che possono essere dovute a limitazioni nella copertura della rete di monitoraggio o a problemi nei dati di input.

Analisi Regionale Dettagliata

  • Nord America: La mappa mostra una variegata distribuzione di anomalie, con parti del continente che registrano surplus significativi di precipitazioni, mentre altre parti evidenziano un marcato deficit. Questo suggerisce una variazione notevole nei pattern climatici attraverso il continente, influenzata forse da oscillazioni atmosferiche come El Niño o La Niña.
  • Europa e Asia: Prevalentemente, queste regioni mostrano anomalie positive, indicando un gennaio più umido del solito, specialmente nell’Europa settentrionale e centrale. Questo potrebbe essere legato a sistemi di bassa pressione persistenti o a un incremento dell’attività ciclonica nella regione.
  • Australia: Presenta una mescolanza di anomalie, con alcune aree, particolarmente nelle regioni centrali e occidentali, che mostrano un deficit di precipitazioni. Ciò potrebbe riflettere l’impatto di condizioni climatiche dominanti come correnti oceaniche calde o pattern di circolazione atmosferica alterati.

Conclusione e Implicazioni La mappatura delle anomalie delle precipitazioni fornisce dati essenziali per comprendere l’impatto dei cambiamenti climatici e per affrontare le sfide associate a eventi meteorologici estremi. L’analisi dettagliata di queste variazioni è fondamentale per la pianificazione strategica in settori come l’agricoltura, la gestione delle risorse idriche e la protezione civile. Questi dati aiutano i ricercatori e i responsabili politici a sviluppare risposte più informate ed efficaci ai cambiamenti climatici, mirando a mitigare gli effetti negativi e a sfruttare le opportunità positive derivanti da variazioni nelle precipitazioni.

Analisi Delle Percentuali Delle Precipitazioni Terrestri di Gennaio 2025 Rispetto alla Norma Storica

Introduzione al Contesto e alla Metodologia

Le percentuali delle precipitazioni, rappresentate nella mappa per gennaio 2025, sono calcolate rispetto al periodo di riferimento 1961-1990, fornendo una visione comparativa della distribuzione e intensità delle precipitazioni rispetto a una norma stabilita. Questi dati, derivati dal Global Historical Climatology Network-Monthly (GHCN-M) version 4, sono cruciali per identificare deviazioni significative dal comportamento precipitativo medio, che possono indicare variazioni climatiche o anomalie meteorologiche.

Definizione e Importanza dei Percentili nelle Analisi Climatiche

I percentili sono una misura statistica che descrive il valore sotto il quale cade una certa percentuale di osservazioni in un gruppo di dati. Nel contesto delle precipitazioni, i percentili sono utilizzati per valutare come le precipitazioni in un dato periodo si confrontano con il periodo storico di riferimento. Ad esempio, un 90° percentile di precipitazioni indica che il volume di precipitazioni è stato superiore al 90% di tutti i valori registrati nel periodo di riferimento, suggerendo un evento di precipitazione eccezionalmente elevato.

Descrizione Dettagliata della Mappa e Interpretazione dei Dati

La mappa utilizza una gamma di colori da blu scuro a marrone per rappresentare le variazioni percentuali rispetto alla norma:

  • Blu Scuro: Rappresenta regioni dove le precipitazioni sono state superiori al 175% della media, indicando condizioni estremamente umide.
  • Verdi e Azzurri: Indicano precipitazioni che variano dal 100% al 150% della norma, suggerendo una quantità di precipitazioni leggermente sopra la media.
  • Gialli e Arancioni: Mostrano precipitazioni ridotte, dal 25% al 75% della norma, che possono segnalare condizioni di minor umidità o tendenze verso la siccità.
  • Marrone: Denota aree con precipitazioni inferiori al 25% della norma, situazioni potenzialmente critiche di siccità estrema.

Analisi Regionale Specifica

  • Nord America: Mostra un patchwork di anomalie, con alcune regioni che registrano un surplus significativo e altre un deficit notevole di precipitazioni.
  • Sud America: Alcune aree, in particolare lungo la costa occidentale e nelle regioni andine, evidenziano un aumento delle precipitazioni rispetto alla norma.
  • Europa e Asia: La variazione nelle precipitazioni è marcata, con regioni che alternano condizioni più umide e secche, riflettendo la complessità dei pattern meteorologici influenzati da vari fattori globali.
  • Australia: Presenta in gran parte precipitazioni sotto la media, particolarmente nelle regioni interne e occidentali.

Conclusioni e Implicazioni per la Pianificazione e la Gestione

La visualizzazione di queste percentuali delle precipitazioni normali fornisce una risorsa essenziale per comprendere l’impatto delle variazioni climatiche su scala regionale. Gli stakeholder in settori come agricoltura, gestione delle risorse idriche e risposta ai disastri possono utilizzare queste informazioni per pianificare adeguatamente in risposta alle tendenze emergenti. Inoltre, l’analisi dettagliata delle percentuali delle precipitazioni rispetto alla norma aiuta a identificare aree potenzialmente vulnerabili a eventi estremi, sottolineando l’importanza di strategie di mitigazione e adattamento al cambiamento climatico.

Analisi delle Anomalie delle Precipitazioni di Gennaio 2025: Un Approfondimento Globale Basato sui Dati del GHCN e GPCP

Contesto e Fonti dei Dati Le mappe analizzate rappresentano le anomalie delle precipitazioni terrestri di gennaio 2025, confrontate con il periodo di base 1961-1990. Questi dati sono stati raccolti tramite la rete del Global Historical Climatology Network (GHCN) e sono stati integrati per una maggiore copertura spaziale dal Global Precipitation Climatology Project (GPCP). Questa sinergia di dati offre una visione estremamente dettagliata delle variazioni climatiche relative alle precipitazioni in diverse regioni geografiche.

Panoramica delle Anomalie Regionali

  • America del Nord e Centrale: Queste aree hanno mostrato condizioni significativamente più secche del normale, con una vasta estensione di anomalie negative che si protraggono dal centro degli Stati Uniti fino al Messico e parti dell’America Centrale.
  • Europa e Asia: Anche queste regioni hanno registrato precipitazioni inferiori alla media in molti settori, compresa l’Europa sudorientale che si estende attraverso l’Asia sud-occidentale e centrale. Queste anomalie negative potrebbero avere implicazioni significative per le risorse idriche e l’agricoltura in queste zone densamente popolate.
  • Australia: Il continente ha continuato a sperimentare un deficit di precipitazioni, specialmente nelle sue vasti aree interne e orientali, ponendo sfide alla gestione dell’acqua e alla produzione agricola.

Eventi Meteorologici Specifici e Loro Impatti

  • Regno Unito: Gennaio si è classificato come il 73° mese più secco in 190 anni di record, con le precipitazioni che hanno raggiunto solo il 79% della media a lungo termine. La tempesta Eowyn e successivamente la tempesta Herminia hanno influenzato notevolmente le condizioni meteorologiche, portando venti distruttivi e forti piogge che hanno causato significativi fenomeni di allagamento.
  • Brasile: Più eventi di forti piogge hanno colpito il sud del paese, causando inondazioni e frane che hanno portato a danni estesi e perdite umane, evidenziando la vulnerabilità della regione a intensi eventi pluviali.
  • Indonesia e Pakistan: In Indonesia, piogge torrenziali hanno provocato inondazioni e frane con conseguenti vittime. In Pakistan, la pioggia nazionale ponderata per area è stata notevolmente inferiore alla media, con una riduzione del 55%, indicando un significativo deficit idrico.
  • Australia: La nazione ha registrato il gennaio più secco dal 2019, con un totale di precipitazioni del 33% inferiore alla media del periodo 1961-1990. Tuttavia, parti dell’Australia Occidentale hanno sperimentato precipitazioni superiori alla media, in parte a causa del Ciclone Tropicale Severo Sean.

Conclusioni e Considerazioni Future Queste analisi delle anomalie delle precipitazioni di gennaio 2025 illustrano la complessità e la varietà degli impatti climatici a scala globale. L’integrazione dei dati GHCN e GPCP fornisce una risorsa preziosa per comprendere meglio questi pattern e per prepararsi meglio ai cambiamenti climatici. Gli eventi estremi e le loro conseguenze suggeriscono la necessità di strategie di adattamento e mitigazione più robuste per affrontare l’incertezza crescente nel regime delle precipitazioni globali. Questo approccio olistico ai dati climatici è fondamentale per pianificare in modo proattivo e rispondere efficacemente agli eventi meteorologici estremi, contribuendo a salvaguardare le comunità e le economie vulnerabili.

Approfondimento sul Global Historical Climatology Network (GHCN)

Introduzione al GHCN

Il Global Historical Climatology Network (GHCN) è una risorsa inestimabile per la comunità scientifica e rappresenta uno degli archivi più completi di osservazioni meteorologiche terrestri a livello globale. Gestito congiuntamente da istituzioni come la National Oceanic and Atmospheric Administration (NOAA) degli Stati Uniti, questo network fornisce dati di temperatura, precipitazioni e pressione atmosferica raccolti da migliaia di stazioni meteorologiche sparse in tutto il mondo.

Struttura e Obiettivi del GHCN

Il GHCN è strutturato per supportare una vasta gamma di attività scientifiche e decisionali legate al clima, dalla ricerca sul cambiamento climatico al monitoraggio delle condizioni meteorologiche attuali e storiche. Questo network si divide in diversi sottoinsiemi, tra cui il GHCN-Daily e il GHCN-Monthly, ciascuno dei quali serve specifici scopi di analisi climatica:

  • GHCN-Daily: Si concentra sulla raccolta e sull’aggregazione di dati giornalieri, offrendo dettagli granulari sulle condizioni meteorologiche di specifiche località. Questo sottoinsieme è fondamentale per studi che richiedono una risoluzione temporale elevata, come l’analisi di eventi meteorologici estremi o la gestione delle risorse idriche.
  • GHCN-Monthly: Raccoglie e sintetizza dati su base mensile, fornendo una panoramica più generale delle tendenze climatiche a lungo termine. Questo formato è particolarmente utile per la modellazione climatica, la valutazione delle variazioni stagionali e l’analisi delle tendenze decennali o secolari.

Processi di Raccolta e Validazione dei Dati

La raccolta dei dati del GHCN è un processo meticoloso che implica la collaborazione tra numerosi osservatori internazionali, agenzie governative e istituzioni accademiche. Una volta raccolti, i dati subiscono rigorosi processi di controllo di qualità per garantire la loro affidabilità. Questi processi includono la verifica della coerenza dei dati, la correzione di eventuali errori evidenti e l’armonizzazione delle serie temporali per compensare le variazioni dovute a cambiamenti nelle metodologie di misurazione o nelle posizioni delle stazioni.

Importanza del GHCN nella Ricerca Climatica

L’ampiezza e la profondità dei dati disponibili attraverso il GHCN lo rendono uno strumento indispensabile per la ricerca climatica. Gli scienziati utilizzano questi dati per:

  • Analizzare le tendenze di riscaldamento globale e regionale.
  • Studiare le variazioni delle precipitazioni e le loro implicazioni su agricoltura e biodiversità.
  • Sviluppare modelli climatici che prevedano le condizioni meteorologiche future e i loro potenziali impatti sulle società umane e sugli ecosistemi naturali.

Contributi e Impatti del GHCN

Il GHCN contribuisce significativamente alla nostra comprensione del sistema climatico terrestre. Attraverso l’analisi dei dati raccolti, gli scienziati sono in grado di formulare previsioni meteorologiche più accurate, di comprendere meglio i meccanismi del cambiamento climatico e di fornire informazioni cruciali ai decisori politici per la formulazione di strategie di mitigazione e adattamento al cambiamento climatico. In ultima analisi, il GHCN non solo arricchisce la scienza climatica ma facilita anche un’ampia gamma di applicazioni pratiche che possono aiutare a salvaguardare e a gestire in modo sostenibile l’ambiente naturale e le risorse del nostro pianeta.

https://www.ncei.noaa.gov/access/monitoring/monthly-report/global/202501


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