Durante il mese di novembre l’estensione del ghiaccio marino è aumentata ad un ritmo più veloce della media e sul finire del mese l’estensione si trovava appena all’interno dell’intervallo interdecile. L’estensione è stata superiore alla media nel Mare di Bering, mentre la Baia di Hudson è rimasta insolitamente priva di ghiaccio per tutto il mese.

In base ai dati del National Snow and Ice Data Center (NSIDC),l’estensione del ghiaccio artico nel mese di novembre 2021 è stata mediamente pari a 9,77 milioni di chilometri quadrati (3,77 milioni di miglia quadrate), risultando la 10° estensione più bassa registrata  nei 43 anni di registrazioni satellitari. L’estensione è stata di 930.000 milioni di chilometri quadrati   inferiore alla media di lungo periodo (1981-2010).Come accennato nel titolo, l’estensione è stata superiore alla media nel Mare di Bering, mentre è stata estremamente bassa nella Baia di Hudson.

La figura 1 mostra l’estensione del ghiaccio marino artico per il mese di novembre 2021 che stata di 9,77 milioni di chilometri quadrati (3,77 milioni di miglia quadrate) . La linea magenta mostra l’estensione media registrata nel periodo 1981-2010 durante il mese di novembre.

Sea Ice Index data. About the data Credit: National Snow and Ice Data Center

l estensione della banchisa artica viene monitorata tramite osservazioni satellitari .Satelliti che utilizzano particolari sensori. Di seguito una breve descrizione.

Con il termine sensore si intende un dispositivo elettronico in grado di rilevare l’energia elettromagnetica proveniente da una scena e di convertirla in informazione, registrandola e memorizzandola sotto forma di segnale elettrico. Una prima e fondamentale classificazione nell’ambito delle differenti modalità di Telerilevamento può essere fatta in base alle funzionalità del sensore utilizzato per la misura della radiazione elettromagnetica. Si distinguono, pertanto, le due seguenti tipologie di Telerilevamento:

  1. Telerilevamento passivo: il sensore è deputato al solo ricevimento della radiazione elettromagnetica emessa o riflessa dall’oggetto che si sta analizzando
  2. Telerilevamento attivo: il sensore emette la radiazione elettromagnetica e ne rileva, quindi, anche la frazione che viene riflessa dagli oggetti posti sulla superficie terrestre.

Sulla base di questa distinzione è analogamente possibile classificare i sensori per il Telerilevamento in attivi e passivi.
I sensori passivi, sono strumenti che rilevano la radiazione elettromagnetica riflessa, od emessa naturalmente, dagli oggetti in esame situati sulla superficie terrestre utilizzando fonti naturali, come, ad esempio, il Sole. I sistemi per il Telerilevamento passivo sono di due categorie
:
i sensori che operano nel visibile e nell’infrarosso vicino e medio, i quali raccolgono la radiazione elettromagnetica emessa dal Sole e riflessa dalla superficie terrestre.
i sensori che operano principalmente nell’infrarosso termico, i quali raccolgono le radiazioni emesse direttamente dalla superficie terrestre.
La misura dell’energia riflessa può avvenire solo quando il Sole illumina l’oggetto in osservazione e pertanto non di notte; la rilevazione dell’energia emessa, come nel caso dei sensori operanti nell’infrarosso termico, può essere invece effettuata sia di giorno che di notte. I sensori attivi, invece, rilevano la radiazione elettromagnetica riflessa da un oggetto irradiato da una fonte di energia generata artificialmente da loro stessi. La radiazione emessa raggiunge l’oggetto in osservazione e la sua frazione riflessa viene rilevata e misurata dal sensore, a seguito dell’interazione
con la superficie. I sistemi per il telerilevamento attivo si dividono in sistemi a scattering, quali il lidar, che operano nel visibile e nell’infrarosso, ed in sistemi radar che operano nel range delle microonde. Tra i principali vantaggi offerti dai sensori attivi vi è la possibilità di effettuare misure ad ogni ora del giorno e della notte e, nel caso dei radar, anche in ogni condizione meteorologica
.

Le temperature dell’aria al livello di 925 mb (762 m) sono state ben al di sopra della media nella parte settentrionale dell’arcipelago canadese, fino a 6 gradi Celsius . Al contrario, le temperature sono state inferiori alla media nel sud-ovest dell’Alaska e nel settore orientale del Mare di Bering rispettivamente di 6 gradi Celsius .Il mese di novembre è stato caratterizzato da condizioni cicloniche sul lato atlantico dell’Artico . Condizioni che si sono estese al Mare di Barents e al Mare di Kara, accompagnate da un’alta pressione moderatamente forte nel Mare di Beaufort (Figura 2c). Una forte bassa pressione sopra il Golfo dell’Alaska ha determinato un modello di circolazione nel Mare di Bering orientale che ha portato aria fredda da nord. Questo modello è stato favorevole alla crescita del ghiaccio marino e può spiegare l’estensione del ghiaccio superiore alla media nella regione.

La figura 2a mostra l’estensione del ghiaccio marino artico al 1° dicembre 2021, insieme ai dati giornalieri sull’estensione del ghiaccio relativi ai quattro anni precedenti e a quelli del 2012 anno del minimo storico. Il 2021 è mostrato in blu, il 2020 in verde, il 2019 in arancione, il 2018 in marrone, il 2017 in magenta e il 2012 in marrone tratteggiato. La mediana 1981-2010 è in grigio scuro. Le aree grigie intorno alla linea mediana mostrano le gamme interquartile e interdecile dei dati.

Sea Ice Index data. Credit: National Snow and Ice Data Center

Figura 2b. Questo grafico mostra lo scostamento dalla temperatura media dell’aria nell’Artico al livello 925 hPa, espresso in gradi Celsius, per il mese di novembre 2021. I colori giallo e rosso indicano temperature superiori alla media; il blu e il viola indicano temperature inferiori alla media. Credito: NSIDC per gentile concessione del NOAA Earth System Research Laboratory Physical Sciences Laboratory

Figura 2c. Questo grafico mostra la pressione media a livello del mare nell’Artico espressa in millibar per il mese di novembre 2021. I colori giallo e rosso indicano una pressione atmosferica elevata; il blu e il viola indicano una pressione bassa. Credito: NSIDC per gentile concessione del NOAA Earth System Research Laboratory Physical Sciences Laboratory

Il trend lineare di riduzione dell’estensione del ghiaccio marino nel mese di ottobre nei 43 anni di registrazioni satellitari è stato di 53.300 chilometri quadrati (20.00 miglia quadrate) all’anno, o del 5% per decennio rispetto alla media del periodo 1981-2010 (Figura 3). Sempre su una tendenza lineare, novembre ha perso 2,2 milioni di chilometri quadrati (849.000 miglia quadrate) dal 1979. Questo equivale a circa tre volte la superficie del Texas.

Nessun congelamento nella Baia di Hudson

In genere, la baia di Hudson inizia a congelare all’inizio di novembre. Entro la fine del mese, la parte settentrionale della baia è di solito completamente coperta di ghiaccio. Tuttavia, alla fine di novembre 2021, solo l’estremo nord ha riscontrato un processo di congelamento ; il resto della baia è risultata senza ghiaccio, ad eccezione di una stretta striscia di ghiaccio lungo la costa occidentale. Secondo l NSIDC, al momento, questo e’ il secondo livello piu’ basso di copertura di ghiaccio nella baia di Hudson , superiore solo al 2010.Il prodotto USNIC/NSIDC Multisensor Analyzed Sea Ice Extent (MASIE) fornisce una rappresentazione più dettagliata (Figura 4). Essa mostra la presenza di ghiaccio solo nell’estremo nord della regione e lungo la costa occidentale. La mancanza di ghiaccio ha potenziali implicazioni per gli orsi polari della regione, che devono aspettare che la baia si congeli per cacciare. Anche se la mancanza di ghiaccio nella baia di Hudson in questo periodo dell’anno è estrema, la baia alla fine si congelerà nel corso della stagione invernale.

Fonte dati e grafici: http://nsidc.org/arcticseaicenews/

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Translate »