Nel mese di marzo non si sono verificate né condizioni tipiche di El Niño né di La Niña. In altre parole, le temperature dell’Oceano Pacifico equatoriale erano vicine alla media nel periodo considerato. Per quanto riguarda i mesi successivi, c’è una probabilità maggiore (60%) che si sviluppino condizioni tipiche di El Niño entro l’estate boreale (che si verifica tra giugno e agosto nell’emisfero nord), piuttosto che persistano le condizioni ENSO-neutral (40%). In altre parole, ci sono maggiori possibilità che si verifichino temperature più calde del normale nell’Oceano Pacifico equatoriale, il che potrebbe influenzare il clima globale in vari modi.
Nel marzo 2023, la temperatura della superficie del mare (SST) per la regione NINO.3 era vicina alla norma, con una deviazione di +0.4°C.
La regione NINO.3 è una delle aree dell’Oceano Pacifico equatoriale utilizzate per monitorare le condizioni ENSO (El Niño-Southern Oscillation). Questa regione si estende tra 5°N – 5°S e 150°W – 90°W. Una deviazione della temperatura della superficie del mare (SST) di +0.4°C indica che le temperature erano leggermente più calde del normale per quel periodo.
Tuttavia, questo valore è ancora all’interno dell’intervallo delle condizioni ENSO-neutral, che generalmente corrisponde a una deviazione della SST compresa tra -0.5°C e +0.5°C. Pertanto, nel marzo 2023, la regione NINO.3 ha mantenuto condizioni ENSO-neutral, il che significa che né El Niño né La Niña erano attivi in quel momento.
La temperatura della superficie del mare (SST) è la media mensile della temperatura della superficie del mare nell’area NINO.3 (5°N-5°S, 150°W-90°W). La deviazione della SST per la regione NINO.3 viene definita come la differenza tra la media mensile della SST e la media climatologica basata sull’ultimo periodo mobile di 30 anni. La Japan Meteorological Agency (JMA) definisce che un evento El Niño (La Niña) si verifica quando la deviazione media della SST su cinque mesi per la regione NINO.3 rimane pari o superiore a +0.5°C (inferiore a -0.5°C) per sei mesi consecutivi o più. I valori medi su cinque mesi sottolineati indicano una deviazione superiore a +0.5°C, mentre quelli in corsivo indicano una deviazione inferiore a -0.5°C. Gli ultimi dati sulla SST e l’Indice di Oscillazione del Sud (SOI) sono valori preliminari, il che significa che potrebbero essere soggetti a revisioni o aggiornamenti man mano che vengono raccolti ulteriori dati e analizzati.

La Figura 3 mostra una serie temporale di deviazioni della temperatura della superficie del mare (SST) rispetto alla media climatologica basata sull’ultimo periodo mobile di 30 anni per diverse regioni e indici:
- NINO.3 (secondo pannello)
- Indice di Oscillazione del Sud (SOI) (terzo pannello)
- Deviazioni della SST per la regione NINO.WEST (quarto pannello)
- Deviazioni della SST per la regione IOBW (pannello inferiore)
Ciascuna regione è mostrata nel pannello superiore.
Le linee sottili indicano il valore medio mensile, mentre le curve spesse e levigate rappresentano una media mobile su cinque mesi. Le aree colorate in rosso denotano i periodi di El Niño, mentre quelle in blu indicano i periodi di La Niña. Questa visualizzazione aiuta a comprendere l’andamento delle deviazioni della SST e del SOI nel tempo, evidenziando i periodi di El Niño e La Niña. Monitorando queste deviazioni, gli esperti possono prevedere gli effetti di El Niño e La Niña sul clima globale e regionale e pianificare adeguatamente le risposte alle variazioni del clima.



Le temperature della superficie del mare (SST) nell’Oceano Pacifico equatoriale erano al di sopra della norma nelle parti occidentale e orientale.
Questo significa che le temperature dell’acqua in queste due aree erano più calde del normale. Se le SST rimangono costantemente al di sopra della norma in queste regioni, potrebbe essere indicativo dello sviluppo di un evento El Niño, che è caratterizzato da un anomalo riscaldamento delle acque superficiali dell’Oceano Pacifico equatoriale. Un evento El Niño può influenzare il clima globale e regionale, portando a variazioni delle precipitazioni e delle temperature in diverse parti del mondo.
Tuttavia, è importante notare che per confermare un evento El Niño (o La Niña), i criteri stabiliti dagli organismi meteorologici, come la Japan Meteorological Agency (JMA), devono essere soddisfatti. Ad esempio, la JMA richiede che la deviazione media della SST su cinque mesi per la regione NINO.3 rimanga pari o superiore a +0.5°C per sei mesi consecutivi o più per classificare un evento come El Niño.
La Figura 4 mostra le temperature medie mensili della superficie del mare (SST) e le anomalie nelle regioni dell’Oceano Pacifico e Indiano. Il periodo di base per il calcolo delle normali è 1991-2020. In questa figura, le SST medie mensili rappresentano le temperature effettive della superficie del mare, mentre le anomalie mostrano le differenze tra le SST osservate e la media climatologica del periodo di base (1991-2020). Le anomalie positive indicano che le temperature sono più calde del normale, mentre le anomalie negative indicano che le temperature sono più fredde del normale. Questa rappresentazione grafica aiuta a identificare le variazioni nelle temperature della superficie del mare nelle regioni dell’Oceano Pacifico e Indiano, che possono influenzare il clima globale e regionale. Ad esempio, un riscaldamento anomalo delle acque dell’Oceano Pacifico equatoriale può essere associato a un evento El Niño, mentre un raffreddamento anomalo può essere associato a un evento La Niña. Monitorando queste anomalie, gli esperti possono analizzare e prevedere gli effetti di tali fenomeni sul clima e adottare misure appropriate per mitigare gli impatti.

La Figura 6 mostra una sezione trasversale tempo-longitudine delle anomalie della temperatura della superficie del mare (SST) lungo l’equatore negli Oceani Indiano e Pacifico. Il periodo di base per il calcolo delle normali è 1991-2020. Questa rappresentazione grafica esamina le anomalie delle SST lungo l’equatore e come queste variano nel tempo e nello spazio (longitudine). Le anomalie positive indicano temperature più calde del normale, mentre le anomalie negative indicano temperature più fredde del normale. Questa sezione trasversale tempo-longitudine fornisce una panoramica delle variazioni spaziali e temporali delle anomalie delle SST, che possono essere utili per identificare e analizzare i fenomeni climatici, come El Niño e La Niña. Gli esperti possono utilizzare queste informazioni per prevedere l’impatto di tali fenomeni sul clima globale e regionale e adottare misure appropriate per mitigarne gli effetti.

Le temperature subsuperficiali erano al di sopra della norma in quasi tutte le aree dell’Oceano Pacifico equatoriale.
Questo indica che le temperature sotto la superficie del mare nell’Oceano Pacifico equatoriale erano più calde del normale. Le temperature subsuperficiali possono influenzare le temperature della superficie del mare (SST) e, di conseguenza, le condizioni climatiche associate a fenomeni come El Niño e La Niña.
Un riscaldamento anomalo delle temperature subsuperficiali può contribuire allo sviluppo di un evento El Niño, poiché le acque più calde risalgono in superficie e influenzano le temperature della superficie del mare. Tuttavia, è importante monitorare sia le SST che le temperature subsuperficiali nel tempo per avere una visione completa dell’evoluzione dei fenomeni climatici.
Le temperature subsuperficiali più calde del normale in quasi tutte le aree dell’Oceano Pacifico equatoriale possono influenzare il clima globale e regionale, portando a cambiamenti nelle precipitazioni e nelle temperature in diverse parti del mondo. Gli esperti monitorano queste variazioni per prevedere gli effetti sul clima e pianificare adeguatamente le risposte alle variazioni del clima.
La Figura 5 mostra sezioni trasversali profondità-longitudine della temperatura e delle anomalie lungo l’equatore negli Oceani Indiano e Pacifico, ottenute attraverso il sistema di assimilazione dei dati oceanografici. Il periodo di base per il calcolo delle normali è 1991-2020. Questa rappresentazione grafica fornisce informazioni sulle temperature e sulle anomalie di temperatura in profondità lungo l’equatore in queste regioni oceaniche. Le anomalie positive indicano temperature più calde del normale, mentre le anomalie negative indicano temperature più fredde del normale. Analizzando queste sezioni trasversali profondità-longitudine, gli esperti possono monitorare le variazioni termiche sottostanti la superficie del mare e valutare come queste variazioni possano influenzare i fenomeni climatici, come El Niño e La Niña. Inoltre, queste informazioni possono essere utilizzate per prevedere gli effetti di tali fenomeni sul clima globale e regionale e adottare misure appropriate per mitigarne gli impatti. Le sezioni trasversali mostrano come le temperature in profondità e le loro anomalie variano lungo l’equatore, dando una visione tridimensionale dell’evoluzione delle condizioni oceaniche e consentendo agli scienziati di comprendere meglio i meccanismi che guidano questi fenomeni climatici.

La Figura 7 mostra una sezione trasversale tempo-longitudine delle anomalie del contenuto di calore oceanico (OHC; temperatura media verticale nei primi 300 m) lungo l’equatore negli Oceani Indiano e Pacifico, ottenute attraverso il sistema di assimilazione dei dati oceanografici. Il periodo di base per il calcolo delle normali è 1991-2020. Questa rappresentazione grafica fornisce informazioni sulle anomalie del contenuto di calore oceanico lungo l’equatore e come queste variano nel tempo e nello spazio (longitudine). Le anomalie positive indicano un contenuto di calore più elevato del normale, mentre le anomalie negative indicano un contenuto di calore inferiore al normale. Monitorando queste anomalie del contenuto di calore oceanico, gli esperti possono analizzare come le variazioni termiche nelle acque superficiali e subsuperficiali influenzano i fenomeni climatici, come El Niño e La Niña. Queste informazioni possono essere utilizzate per prevedere gli effetti di tali fenomeni sul clima globale e regionale e adottare misure appropriate per mitigarne gli impatti. La sezione trasversale tempo-longitudine fornisce una visione dettagliata dell’evoluzione spaziale e temporale delle anomalie del contenuto di calore oceanico lungo l’equatore, consentendo agli scienziati di comprendere meglio i meccanismi che guidano questi fenomeni climatici e di valutare il loro impatto potenziale sul clima.

Nell’atmosfera, l’attività convettiva vicino alla linea del tempo sull’Oceano Pacifico equatoriale era inferiore alla norma, e i venti orientali nella troposfera inferiore (cioè, i venti alisei) sopra il Pacifico equatoriale centrale erano vicini alla norma.
L’attività convettiva si riferisce al movimento verticale dell’aria causato dal riscaldamento delle acque superficiali. Quando l’attività convettiva è inferiore al normale, può indicare una riduzione delle precipitazioni e delle nubi nella regione. Nel contesto dell’Oceano Pacifico equatoriale, ciò potrebbe suggerire una situazione di ENSO-neutrale o un possibile indebolimento di un evento El Niño in corso.
I venti alisei sono venti costanti che soffiano da est a ovest nella troposfera inferiore, principalmente nelle regioni tropicali. La presenza di venti alisei vicino alla norma sopra il Pacifico equatoriale centrale suggerisce che le condizioni atmosferiche stanno mantenendo uno stato ENSO-neutrale. Durante gli eventi El Niño, i venti alisei tendono a indebolirsi, mentre durante gli eventi La Niña, questi venti tendono a rafforzarsi.
In sintesi, l’attività convettiva inferiore al normale e i venti alisei vicini alla norma sul Pacifico equatoriale centrale possono indicare condizioni ENSO-neutrali o un cambiamento nelle condizioni dell’Oceano Pacifico che potrebbe influenzare i fenomeni climatici come El Niño e La Niña. Tuttavia, è importante continuare a monitorare le variazioni nell’atmosfera e nell’oceano per avere una visione completa dell’evoluzione del clima.
La figura 8 mostra una serie temporale di vari indici climatici attorno alla linea internazionale del cambio di data (International Date Line, IDL) e nell’Oceano Pacifico ed Indiano. Questi indici includono:
- OLR-DL (Outgoing Longwave Radiation – Data Line): misura la radiazione infrarossa emessa dalla superficie terrestre e dall’atmosfera attorno alla linea internazionale del cambio di data. Valori bassi di OLR indicano una maggiore presenza di nubi e precipitazioni, mentre valori alti indicano cieli sereni.
- U200-CP (Zonal Wind Index at 200 hPa in the Central Pacific): misura la velocità del vento zonale (est-ovest) a 200 hPa di pressione atmosferica (circa 12 km di altitudine) nell’Oceano Pacifico centrale equatoriale.
- U850-CP (Zonal Wind Index at 850 hPa in the Central Pacific): misura la velocità del vento zonale (est-ovest) a 850 hPa di pressione atmosferica (circa 1,5 km di altitudine) nell’Oceano Pacifico centrale equatoriale.
- U200-IN (Zonal Wind Index at 200 hPa in the Indian Ocean): misura la velocità del vento zonale (est-ovest) a 200 hPa di pressione atmosferica (circa 12 km di altitudine) nell’Oceano Indiano equatoriale.
La base di riferimento per i valori normali è il periodo 1991-2020.
Le aree colorate in rosso indicano i periodi di El Niño, un fenomeno climatico caratterizzato da un’anomala elevazione delle temperature superficiali del mare nell’Oceano Pacifico equatoriale orientale. Questo fenomeno influisce sul clima globale causando cambiamenti nelle precipitazioni e nella circolazione atmosferica.
Le aree colorate in blu indicano i periodi di La Niña, un fenomeno opposto a El Niño, caratterizzato da un’anomala diminuzione delle temperature superficiali del mare nell’Oceano Pacifico equatoriale orientale, con effetti analoghi sul clima globale ma in senso opposto.
La figura 8 quindi mostra come questi indici climatici si sono comportati nel tempo e come sono stati influenzati dai fenomeni di El Niño e La Niña.

La Figura 9 mostra la radiazione infrarossa in uscita (Outgoing Longwave Radiation, OLR) mensile media e le relative anomalie. L’OLR è un parametro che misura la radiazione infrarossa emessa dalla superficie terrestre e dall’atmosfera. Valori bassi di OLR indicano una maggiore presenza di nubi e precipitazioni, mentre valori alti indicano cieli sereni.
Nella figura vengono mostrati due aspetti principali:
- OLR mensile media: rappresenta i valori medi di radiazione infrarossa in uscita per ciascun mese nel periodo di riferimento (1991-2020).
- Anomalie dell’OLR: rappresentano le differenze tra i valori osservati di OLR e i valori medi per il periodo di riferimento (1991-2020). Un’anomalia positiva indica un valore di OLR superiore alla media, mentre un’anomalia negativa indica un valore inferiore alla media.
I dati originali sono stati forniti dal NOAA (National Oceanic and Atmospheric Administration), un’agenzia governativa statunitense che si occupa di monitorare e studiare il clima e l’ambiente. Analizzando le anomalie dell’OLR, è possibile identificare periodi di maggiore o minore attività convettiva (cioè formazione di nubi e precipitazioni) rispetto alla media, il che può essere utile per identificare fenomeni climatici come El Niño o La Niña e comprendere le variazioni del clima su scala globale.

La Figura 10 mostra due sezioni trasversali tempo-longitudine lungo l’equatore che rappresentano:
- Anomalie del potenziale di velocità a 200 hPa (a sinistra): Il potenziale di velocità è una misura utilizzata in meteorologia per caratterizzare la divergenza o convergenza del flusso d’aria nella circolazione atmosferica. Le anomalie del potenziale di velocità a 200 hPa (circa 12 km di altitudine) indicano variazioni nella divergenza o convergenza del flusso d’aria rispetto alla media per il periodo di riferimento (1991-2020). Valori positivi di anomalie del potenziale di velocità indicano una divergenza anomala (allontanamento dell’aria), mentre valori negativi indicano una convergenza anomala (avvicinamento dell’aria).
- Anomalie del vento zonale a 850 hPa (a destra): Le anomalie del vento zonale mostrano le variazioni nella velocità del vento est-ovest a 850 hPa (circa 1,5 km di altitudine) rispetto alla media per il periodo di riferimento (1991-2020). Valori positivi indicano venti zonali più forti da ovest a est rispetto alla media, mentre valori negativi indicano venti zonali più deboli o invertiti (da est a ovest) rispetto alla media.
Queste due variabili sono importanti per comprendere la circolazione atmosferica e i fenomeni climatici, come El Niño e La Niña. Le anomalie del potenziale di velocità a 200 hPa possono aiutare a identificare zone di crescente convezione e precipitazioni, mentre le anomalie del vento zonale a 850 hPa possono fornire informazioni sulla circolazione del vento vicino alla superficie terrestre e le sue variazioni rispetto alla media.
Analizzando queste sezioni trasversali, è possibile identificare cambiamenti nella circolazione atmosferica e nelle dinamiche del vento che possono essere collegati a fenomeni climatici più ampi o eventi meteorologici estremi.


Questi schemi nell’oceano e nell’atmosfera indicano che le condizioni ENSO-neutrali hanno persistito nel mese di marzo.
ENSO, acronimo di El Niño-Southern Oscillation (Oscillazione Meridionale El Niño), è un fenomeno climatico naturale che coinvolge fluttuazioni periodiche delle temperature superficiali del mare e della pressione atmosferica nell’Oceano Pacifico equatoriale. ENSO ha tre fasi principali: El Niño, La Niña e ENSO-neutrale.
El Niño è caratterizzato da un’anomala elevazione delle temperature superficiali del mare nell’Oceano Pacifico equatoriale orientale, mentre La Niña è caratterizzata da un’anomala diminuzione delle temperature superficiali del mare nella stessa regione. Entrambi questi fenomeni hanno impatti significativi sul clima globale, influenzando le precipitazioni, la circolazione atmosferica e le temperature in diverse parti del mondo.
Le condizioni ENSO-neutrale si verificano quando né El Niño né La Niña sono presenti, e le temperature superficiali del mare, la pressione atmosferica e i venti nell’Oceano Pacifico equatoriale sono vicini ai valori medi a lungo termine. Durante le condizioni ENSO-neutrale, gli impatti climatici globali sono generalmente meno pronunciati rispetto a quelli osservati durante El Niño o La Niña.
Se i modelli oceanici e atmosferici mostrano che le condizioni ENSO-neutrale hanno persistito nel mese di marzo, ciò implica che né El Niño né La Niña stavano influenzando significativamente il clima globale in quel periodo.
L’osservazione di un volume di acqua sottomarina calda nella parte centrale dell’Oceano Pacifico equatoriale suggerisce che questa acqua potrebbe migrare verso est e aumentare le temperature superficiali del mare (SST) nelle regioni orientali. Tuttavia, ci sono grandi incertezze sul grado in cui ciò contribuisce alla temperatura superficiale del mare nell’area NINO.3.
L’area NINO.3 è una regione dell’Oceano Pacifico equatoriale (5°N-5°S, 150°W-90°W) utilizzata per monitorare e prevedere gli eventi di El Niño e La Niña. Le anomalie delle temperature superficiali del mare (SST) in questa regione sono un indicatore chiave delle condizioni di El Niño o La Niña.
Il sistema di previsione stagionale ad ensemble dell’Agenzia meteorologica giapponese (JMA) JMA’s seasonal ensemble prediction system prevede che la temperatura superficiale del mare (SST) nella regione NINO.3 aumenterà al di sopra della norma durante l’estate boreale (giugno-agosto nell’emisfero settentrionale). Questo potrebbe indicare una possibile evoluzione verso condizioni di El Niño, ma le incertezze riguardo al grado di contribuzione dell’acqua sottomarina calda rendono difficile determinare l’intensità e l’estensione dell’evento.
In sintesi, le previsioni attuali suggeriscono che le temperature superficiali del mare nella regione NINO.3 aumenteranno durante l’estate boreale, ma a causa delle incertezze nel contributo del volume di acqua sottomarina calda, è difficile determinare con precisione come ciò influenzerà le condizioni di El Niño o La Niña.
La Figura 11 mostra le previsioni della deviazione della temperatura superficiale del mare (SST) per la regione NINO.3, ottenute tramite il sistema di previsione stagionale ad ensemble. Un sistema di previsione ad ensemble consiste nell’eseguire più volte un modello di previsione, con condizioni iniziali leggermente diverse, per ottenere un insieme di previsioni. L’obiettivo è avere una stima più affidabile delle previsioni tenendo conto delle incertezze nei dati e nel modello stesso. Nel contesto della Figura 11, le previsioni delle anomalie della temperatura superficiale del mare (SST) per la regione NINO.3 vengono mostrate per diversi mesi nel futuro. Ciò fornisce una panoramica delle possibili evoluzioni delle condizioni di El Niño o La Niña nei prossimi mesi. Le anomalie positive delle SST indicano un potenziale evento di El Niño, mentre le anomalie negative indicano un potenziale evento di La Niña. Le previsioni dell’ensemble possono essere utilizzate per stimare la probabilità di diversi scenari climatici e per valutare i possibili impatti sul clima globale. Tuttavia, è importante tenere presente che le previsioni a lungo termine sono soggette a incertezze e possono cambiare con l’aggiornamento dei dati e dei modelli.

In conclusione, è più probabile che si sviluppino condizioni di El Niño entro l’estate boreale (60%) rispetto al persistere delle condizioni ENSO-neutrali (40%).
Queste percentuali indicano una maggiore probabilità di transizione verso condizioni di El Niño, che è caratterizzato da un aumento delle temperature superficiali del mare nell’Oceano Pacifico equatoriale orientale. Tuttavia, è importante tenere presente che le previsioni a lungo termine sono soggette a incertezze e possono variare nel tempo a causa di fattori dinamici e cambiamenti nelle condizioni iniziali.
La previsione di un probabile sviluppo di El Niño entro l’estate boreale implica che è importante monitorare attentamente l’evoluzione delle condizioni atmosferiche e oceaniche nelle prossime settimane e mesi. Gli eventi di El Niño possono avere un impatto significativo sul clima globale, influenzando le precipitazioni, le temperature e i fenomeni meteorologici estremi in diverse parti del mondo.
La Figura 1 mostra la media mobile di cinque mesi delle deviazioni della temperatura superficiale del mare (SST) per la regione NINO.3, prevista dal sistema di previsione stagionale ad ensemble dell’Agenzia Meteorologica Giapponese (JMA/MRI-CPS3). I punti rossi indicano i valori osservati e i riquadri indicano le previsioni. Ogni riquadro rappresenta l’intervallo in cui il valore sarà incluso con una probabilità del 70%.
In altre parole, la Figura 1 mostra le tendenze passate e previste delle anomalie delle SST nella regione NINO.3 utilizzando il sistema di previsione stagionale ad ensemble JMA/MRI-CPS3. I punti rossi mostrano i dati effettivamente osservati nel passato, mentre i riquadri rappresentano le previsioni per i prossimi mesi, con un’incertezza del 70%. Questo significa che c’è una probabilità del 70% che il valore reale delle anomalie delle SST si trovi all’interno dell’intervallo rappresentato dai riquadri.
La media mobile di cinque mesi viene utilizzata per evidenziare le tendenze a lungo termine e ridurre le variazioni a breve termine, rendendo più facile individuare eventuali cambiamenti nelle condizioni di El Niño o La Niña nel corso del tempo.

La Figura 2 mostra le previsioni di probabilità dell’ENSO basate sul sistema di previsione stagionale ad ensemble JMA/MRI-CPS3. Le barre rosse, gialle e blu indicano le probabilità che la media mobile di cinque mesi delle deviazioni delle SST nella regione NINO.3 rispetto alla media scorrevole degli ultimi 30 anni sia rispettivamente di +0,5°C o superiore (El Niño), tra +0,4°C e -0,4°C (ENSO neutrale) e di -0,5°C o inferiore (La Niña). Le etichette in carattere leggero indicano i mesi passati, mentre quelle in grassetto indicano i mesi attuali e futuri. In altre parole, la Figura 2 fornisce una panoramica delle probabilità previste per le diverse fasi dell’ENSO nei prossimi mesi, basate sulle previsioni del sistema JMA/MRI-CPS3. Le barre colorate mostrano le probabilità associate a ciascuna fase dell’ENSO (El Niño, ENSO neutrale e La Niña), mentre le etichette sui mesi aiutano a identificare i periodi a cui si riferiscono le previsioni. Questa rappresentazione grafica permette di avere un’idea delle tendenze previste per l’ENSO e di comprendere meglio come potrebbero evolvere le condizioni climatiche globali nei prossimi mesi.

https://ds.data.jma.go.jp/tcc/tcc/products/elnino/outlook.html
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