Si definisce Permafrost il terreno (suolo o roccia, comprendenti anche il ghiaccio e il materiale organico in essi contenuti) che rimane per almeno due anni consecutivi ad una temperatura pari o inferiore a 0°C(Van Everdingen, 1998). Non è necessariamente congelato, perché il punto di congelamento dell’acqua al suo interno può essere inferiore a 0°C, ad esempio in presenza di sali disciolti. Il contenuto di acqua di un suolo interessato da permafrost (allo stato solido o liquido) è molto variabile e può anche essere nullo; tuttavia generalmente il permafrost contiene ghiaccio in varie forme e aggregazioni e talora il ghiaccio può rappresentare la componente prevalente in termini di volume (Muller, 1943; van Everdingen, 1976).I tipici profili termici invernali ed estivi di un terreno interessato da permafrost sono illustrati nella figura che andrò a postare sotto . Si definisce “strato attivo” la porzione superficiale che subisce fusione e ricongelamento. La sua porzione inferiore è definita “tavola del permafrost”, e può essere collocata a varia profondità (tipicamente pochi decimetri nelle zone artiche, 2-5 m nelle aree alpine prossime al limite del permafrost discontinuo). Sotto la tavola del permafrost la temperatura è perennemente inferiore a 0°C. Il punto dove la variazione annuale della temperatura è inferiore a 0.1°C è detto
“Depth of Zero Annual Amplitude” (ZAA) e si colloca tra 10 e 20 m di profondità, a seconda delle condizioni climatiche e della conducibilità termica del suolo. Sotto la ZAA la temperatura aumenta per effetto del calore geotermico fino a superare nuovamente gli 0°C in corrispondenza della cosiddetta “base del permafrost”. Lo spessore del terreno compreso tra la tavola e la base del permafrost va da pochi metri a più di un migliaio di metri nelle aree polari.

(Profilo termico verticale estivo e invernale di un terreno interessato da permafrost e terminologia)

Il grafico  che andrò a mostrare di seguito mostra la temperatura media presente nei seguenti settori :(Nord-Ovest e Sud-Est della Groenlandia, rispettivamente ad una profondità di 20 cm e di 1 m).Le temperature mostrate sulla mappa non derivano da osservazioni, ma piuttosto da un  prodotto modellistico. Cliccando sui cerchi presenti nel grafico, può essere visualizzato lo stato termico del permafrost presente nelle tre città di Sisimiut, Kangerlussuaq e Ilulissat, situate nella Groenlandia occidentale.Le temperature vengono costantemente monitorate nei tre siti di ricerca e i dati scaricati nel corso delle visite alle stazioni che generalmente avvengono  una volta all’anno.
Il grafico mostra la temperatura minima (blu) e massima (rossa) rilevata e la temperatura media (verde) nel corso di un anno (dal 1° agosto al 31 luglio) http://polarportal.dk/en/greenland/frozen-ground/# (cliccare sui cerchietti neri presenti nel grafico)
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Le temperature presenti nella parte più bassa del permafrost tendono ad essere  mediamente  più miti nei siti  posti nei settori meridionali della groenlandia ossia:(Sisimiut e Kangerlussuaq) e più fredde in quelli settentrionali (Ilulissat).Le temperature in prossimità della superficie tendono a mostrare una maggiore variabilità  presso la stazione  di Kangerlussuaq collocata all’interno di un fiordo di 100 km (dove sfocia il fiume Watson),la quale risente di un clima prettamente continentale, rispetto a quelle di Sisimiut, collocata in prossimità della costa la quale risente maggiormente dell influenza mitigatrice del mare.



http://polarportal.dk/en/greenland/frozen-ground/#

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