The Polar Portal season report for 2021

The Polar Portal season report for 2021

Il 2021 è il 25° anno di fila in cui la calotta glaciale della Groenlandia ha perso più massa nel corso della stagione di fusione di quanta ne abbia guadagnata durante l’inverno. La prima parte dell’estate è stata fredda e umida, con nevicate insolitamente abbondanti e tardive durante il mese di giugno, che hanno ritardato l’inizio della stagione di fusione, mentre un’ondata di calore sul finire di luglio ha portato a una notevole perdita di ghiaccio.

Lo strato di ghiaccio della Groenlandia ha concluso la stagione 2020-2021 con un bilancio netto di massa superficiale di circa 396 miliardi di tonnellate (Gt). Secondo i calcoli dell’Istituto Meteorologico Danese (DMI), questo rende la stagione attuale la 28° più bassa nella serie temporale di 41 anni. Visto da una prospettiva recente, questo può essere considerato come un anno piuttosto medio. Tuttavia, è stimolante rendersi conto di come la nostra prospettiva cambia in linea con il cambiamento climatico: alla fine degli anni ’90, per esempio, la stessa cifra sarebbe stata considerata come un anno con un bilancio di massa superficiale molto basso nel quadro climatico di quel tempo.L’anno 2021 è stato notevole per diverse ragioni. È stato l’anno in cui le precipitazioni alla Summit Station, che si trova sulla “cima” dello strato di ghiaccio ad un’altezza di 3.200 metri sul livello del mare, sono state registrate come pioggia. Inoltre, il 2021 ha visto un’accelerazione della perdita di ghiaccio sul ghiacciaio Sermeq Kujalleq – o ghiacciaio Ilulissat – dove il tasso di perdita è stato costante per diversi anni.Passando al bilancio di massa totale, che è la somma dello scioglimento della superficie e del distacco degli iceberg, più lo scioglimento delle lingue dei ghiacciai a contatto con l’acqua marina, la calotta glaciale della Groenlandia ha perso circa 166 miliardi di tonnellate di ghiaccio durante il periodo di 12 mesi che termina ad agosto 2021. Ciò significa che il 2021 è il 25° anno consecutivo in cui la calotta glaciale della Groenlandia ha subito una riduzione . Le nevicate invernali durante il 2020-2021 sono state vicine alla media 1981-2010, il che è una buona notizia per lo strato di ghiaccio. Una combinazione di basse nevicate invernali e un’estate calda può portare a perdite di ghiaccio molto grandi, come è avvenuto nel 2019. La causa delle condizioni fredde ed umide riscontrate all inizio all’inizio del periodo estivo sono da ricercare nel sistema di alta pressione sopra il Canada sud-occidentale e il nord-ovest degli Stati Uniti a forma di lettera greca Omega (Ω).(quando gli anticicloni prendono la forma ad “omega”

Quando le nostre correnti occidentali, per varie cause, iniziano ad ondeggiare sempre più lungo i meridiani possono raggiungere un punto critico (calcolabile matematicamente) che segna un perfetto equilibrio tra le forze in gioco. Ecco che le nostre onde rallentano, diventando quasi stazionarie e iniziano a disegnare sulle carte le tipiche figure di alta pressione di tipo bloccante. Ma cosa si blocca esattamente? Si bloccano le correnti occidentali che governano il tempo sinottico lungo l’emisfero.

Qualora si verifichi la suddetta situazione di equilibrio ecco apparire in mappa quella caratteristica figura che contempla un bel cuneo anticiclonico nel mezzo, tenuto sotto scacco da due centri depressionari sentinella ai fianchi. E’ la classica figura nota come “blocco ad omega”. La situazione presenta caratteristiche di stazionarietà che implicano una persistente fenomenologia sui territori che rispettivamente vengono impegnati dall’una o dall’altra, rovescio della medaglia. Così, laddove insiste l’azione nuvolosa appartenente alle circolazioni depressionarie, si possono verificare lunghi periodi di maltempo con piogge persistenti e, in determinate situazioni, anche occasionali circostanze alluvionali. Viceversa, persistenti siccità o temperature al di sopra delle medie stagionali rappresentano le caratteristiche meteorologiche predominanti laddove domina l’anticiclone, detto appunto a “omega”, a causa della somiglianza con la lettera greca.La situazione di blocco anticiclonico solitamente mostra una buona longevità a causa del continuo passaggio di energia tra le opposte figure bariche, le quali tendono a neccessitare di molto tempo per dissipare le loro forze. Tutto decàde qualora l’equilibrio energetico di questa circolazione venga meno a causa di un intervento esterno, come ad esempio, le alterazioni dei campi di vorticità da parte di una corrente a getto o la modifica dell’assetto del vortice polare in sede artica.

Condizioni meteorologiche nell’estate artica 2021

Sebbene l’inizio della stagione estiva sia stato in parte fresco, la fine di luglio ha visto un periodo caratterizzato da temperature molto alte in corrispondenza dell’inizio della stagione di fusione. Questo ha portato a un notevole grado di fusione intorno allo strato di ghiaccio – e a una perdita molto elevata di ghiaccio nel giro di un paio di giorni.La mappa in figura 2 mostra l’area interessata dallo scioglimento nel giorno 28 luglio (area rossa), mentre la tabella sottostante mostra che lo scioglimento ha interessato più del 60% della superficie della calotta glaciale durante tale giorno.

Fig. 1: La mappa mostra condizioni climatiche estive fresche e umide sulla Groenlandia (centro della mappa) e condizioni climatiche estremamente calde sul Nord America. Il colore rosso indica temperature più calde mentre il colore blu indica temperature più fredde rispetto alla temperatura media. Le frecce mostrano la circolazione atmosferica (credito: Polar Portal).

La cartina sotto mostra in quale parte della calotta glaciale della Groenlandia si è verificato il fenomeno della fusione nel corso del giorno .(28/07/2021).La curva sotto la cartina, mostra quanto grande è la percentuale dell’area totale dello strato di ghiaccio, in cui si è verificato lo scioglimento. La curva blu mostra l’estensione dello scioglimento in questo anno, mentre la curva grigio scuro traccia il valore medio nel periodo 1981-2010. La fascia grigio chiaro mostra le differenze da un anno all’altro. Per ogni giorno di calendario, la fascia mostra il range nei 30 anni (nel periodo 1981-2010), con i valori più bassi e più alti di ogni giorno che vengono omessi.

Ia mappa mostra che nel giorno 28 luglio 2022,più del 60% della superficie dello strato di ghiaccio è stato interessato da processi di fusione.L’aeroporto di Nerlerit Inaat posto nel comune di Sermersooq nella Groenlandia orientale , vicino a Ittoqqortoormiit, ha registrato una temperatura di 23,4°C nel giorno sopra indicato.A Qaqortoq, nel sud della Groenlandia, precipitazioni sotto forma di pioggia hanno interessato l area ,risultando un evento piuttosto raro da quando sono iniziate le osservazioni nel 2008.Le registrazioni presso la Summit Station risalgono agli anni 90 per cui è impossibile stilare un rapporto preciso sulle precipitazioni.Tuttavia, se analizziamo i dati ricavati dalla carota di ghiaccio GISP2, ottenuta proprio in tale area,si possono identificare sottili strati di ghiaccio che rivelano come nel passato , possono essere verificatesi precipitazioni sotto forma di pioggia.Poiché la neve estiva e quella invernale hanno un aspetto diverso in tale nucleo, gli anni possono essere contati all’indietro e si può identificare un anno in cui ha avuto luogo lo scioglimento.Negli ultimi 2000 anni, uno strato di fusione è stato osservato solo nove volte (Alley et al. 1995); nel 2021, 2019 e 2012, uno strato di fusione è stato anche osservato direttamente dal personale della stazione.Se andiamo più indietro nel tempo, troviamo più strati di ghiaccio negli ultimi 2000 anni – nel 1889 gli ultimi 2000 anni – nel 1889, 1094, 992, 758, 753 e 244.Sfortunatamente, non possiamo andare più indietro perché il ghiaccio e la neve diventano più compatti man mano che si va in profondità. Tra i 400 e i 500 metri di profondità, i singoli strati di ghiaccio non sono più visibili. Lo scioglimento e/o la pioggia è quindi un evento estremamente raro al Summit. Per inciso, la temperatura più alta mai osservata sulla cima della Groenlandia è stata di 2,2°C il 13 luglio 2012.

Scioglimento superficiale prossimo alla media nel 2021

Nel 2021, l’inizio della stagione di fusione è stato ritardato da una nevicata insolitamente intensa avvenuta agli inizi di giugno. Poiché la nuova neve ha un maggiore albedo rispetto al ghiaccio più vecchio e scuro, ,riflette maggiormente la luce solare. Ciò ha favorito una fusione bassa all’inizio della stagione di fusione. Inoltre, condizioni fredde e umide hanno interessato la groenlandia nei mesi di giugno e di inizio luglio.

Albedo è un sostantivo femminile di origine latina che significa “bianchezza” ed esprime il coefficiente di riflettività della superficie di un corpo a una data lunghezza d’onda. Infatti, la radiazione elettromagnetica incidente su una superficie viene parzialmente riflessa dalla superficie stessa. Più specificamente, il coefficiente di riflettività (albedo) è il rapporto fra l’intensità (flusso di energia, espresso in Wm-2) della radiazione riflessa dalla superficie di un corpo e quella con cui esso è stato irraggiato (flusso incidente). Tale coefficiente è un rapporto tra due grandezze omogenee, pertanto è adimensionale, cioè è un numero privo di unità di misura. Il suo valore è compreso tra 0 e 1 e fornisce un’informazione sulla capacità riflettente della superficie: un corpo perfettamente riflettente ha albedo uguale a 1 (o del 100%) mentre un corpo completamente opaco ha albedo uguale a 0, ossia assorbe tutta la radiazione ricevuta.
In formule, chiamando α il coefficiente di riflettività, Rf il flusso di energia radiativa riflessa, Ri il flusso di energia radiativa incidente e λ la lunghezza d’onda della radiazione elettromagnetica:
La riflettività dipende dalla lunghezza d’onda della radiazione incidente (come espresso nella formula) e le misure di albedo sono definite in base a una particolare distribuzione spettrale della radiazione incidente. In meteorologia e nelle scienze del clima, le bande di radiazione per le quali si parla di albedo sono sostanzialmente due: quella del visibile, laddove la lunghezza d’onda della radiazione si estende tra circa 380 e 740 nm, e quella dell’infrarosso, con lunghezza d’onda tra circa 1 e 30 micron (per quanto riguarda la frazione emessa dalla Terra e dall’atmosfera).
Per la maggior parte degli oggetti riflettenti naturali (nubi, neve, ghiaccio, suolo, vegetazione, acqua, ecc.) l’albedo varia poco all’interno di ciascuna delle due precedenti bande. I valori di albedo caratteristici delle superfici sono stati stimati sperimentalmente (Arya, 2001), e si tenga presente che l’albedo dipende anche dall’inclinazione dei raggi solari rispetto alla superficie e quindi dall’ora del giorno. Ad esempio, nelle ore centrali della giornata l’albedo sulle superfici d’acqua è compreso nell’intervallo 0.03-0.10, mentre all’alba o al tramonto i suoi valori tipici sono compresi nell’intervallo 0.10-1.00. Per le superfici coperte da neve fresca l’albedo è compresa tra 0.45 e 0.95, mentre per la neve vecchia l’intervallo dei valori stimati di albedo è compreso nell’intervallo 0.40-0.70. La foresta decidua ha albedo caratteristica 0.10-0.20, mentre quella di conifere ha valori 0.05-0.15. L’albedo planetaria, quindi mediata su tutto il globo terrestre, è stimata pari a 0.3. Da un punto di vista globale, poiché l’ammontare della radiazione riflessa ha un impatto rilevante sul bilancio energetico terrestre, l’albedo è uno dei fattori più importanti che influenzano il clim
a.

Fondamentale per la sopravvivenza di un ghiacciaio è il suo bilancio di massa o bilancio di massa superficiale (SMB), la differenza tra accumulo e ablazione (sublimazione e fusione).I cambiamenti nella massa dello strato di ghiaccio della Groenlandia riflettono gli effetti combinati del bilancio di massa superficiale (SMB), che è definito come la differenza tra accumulo e ablazione (sublimazione e fusione) – che è sempre positivo alla fine di un anno – e la perdita di massa sulla costa come risultato del distacco degli iceberg e dello scioglimento dei ghiacciai terminali che incontrano il mare.Il bilancio di massa superficiale, che è un’espressione della crescita e della fusione della superficie dello strato di ghiaccio, è monitorato mediante misurazioni reali (stazioni PROMICE GEUS) e simulazioni al computer. L’Istituto Meteorologico Danese (DMI) esegue simulazioni giornaliere di quanto ghiaccio o acqua lo strato di ghiaccio accumula (attraverso le nevicate) o perde (attraverso il deflusso). Sulla base di queste simulazioni, si ottiene una misura complessiva di come il bilancio di massa superficiale si sviluppa attraverso l’intera calotta di ghiaccio (Fig. 2).Secondo i calcoli del DMI, il risultato netto del bilancio di massa superficiale dello strato di ghiaccio della Groenlandia nel 2021 è di 396 miliardi di tonnellate (Gt). Questo non è lontano dalla media 1981-2020 di 341 Gt. Il periodo da settembre 2020 ad agosto 2021 è il 28° più basso nella serie temporale di 41 anni. Nel clima attuale, questo sarebbe considerato un anno abbastanza medio. Alla fine degli anni ’90, lo stesso risultato sarebbe visto come un anno molto basso. Come confronto, il più basso SMB calcolato è stato quello del 2012 di soli 38 Gt.La mappa in figura 3 mostra come la distribuzione geografica dell’aumento SMB (blu) e della perdita di SMB (rosso) per il 2020-2021 può essere confrontata con la media a lungo termine (grigio).

Fig. 3: A sinistra: differenza tra il SMB annuale per i periodi 2010-2021 e 1981-2010 (espresso in mm di ghiaccio in fusione). Il blu indica un accumulo superiore alla media, e il rosso mostra uno scioglimento del ghiaccio superiore alla media. A destra: SMB giornaliero (in alto) e accumulato (in basso) sulla calotta glaciale della Groenlandia, espresso in Gt (miliardi di tonnellate) al giorno, e Gt (miliardi di tonnellate) . Le linee blu mostrano il SMB nel 2020-2021. Le linee grigie mostrano la media del periodo 1981-2010. La linea rossa nel diagramma in basso mostra il minimo storico del SMB nel 2011-2012.

Bilancio di massa superficiale
Decisivo per la sopravvivenza di un ghiacciaio è il suo bilancio di massa, la differenza tra accumulazione e ablazione (fusione e sublimazione). Le precipitazioni contribuiscono all’aumento della massa dello strato di ghiaccio, mentre la fusione fa perdere massa allo strato di ghiaccio. In relazione al bilancio di massa totale, il bilancio di massa superficiale dice qualcosa sul contributo sulla superficie dello strato di ghiaccio – cioè escludendo ciò che viene perso quando i ghiacciai danno vita agli iceberg e si sciolgono quando incontrano l’acqua marina calda. Dagli anni ’90, il bilancio di massa superficiale è generalmente in calo.

Periodi contraddistinti da una fusione estremamente elevata nonostante le temperature medie

Le stazioni meteorologiche automatizzate che fanno parte del progetto PROMICE hanno misurato temperature nei mesi di giugno e luglio 2021 che rientravano in +/- 1 deviazione standard. Alla fine di luglio e agosto, tuttavia, ci sono stati tre casi di scioglimento estremamente intenso. Il primo di questi ha avuto luogo il 19 luglio. Lo scioglimento è stato osservato su un’area di 702.000 km2 della superficie dello strato di ghiaccio. Questo corrisponde al 43% della superficie totale dello strato di ghiaccio. Il secondo evento estremo si è verificato il 28 luglio, quando la fusione è stata osservata sul 54% della superficie dello strato di ghiaccio.Un terzo di questi eventi ha avuto luogo il 14 agosto, quando la fusione è stata osservata sul 53% della superficie dello strato di ghiaccio. Quest’ultima fusione è stata anche l’evento in cui è stata registrata la più alta fusione nello strato di ghiaccio, ossia alla stazione della National Science Foundation (NSF) ad un’altitudine di 3.216 metri.In tutte le stazioni meteorologiche situate lungo il bordo della calotta glaciale sono state misurate temperature superiori alla media durante tutti e tre gli eventi estremi di fusione sopra menzionati.

Al Polar Portal vengono usate due diverse definizioni per indicare l’inizio della stagione di fusione:

Inizio della stagione di fusione: Il primo giorno di almeno tre giorni consecutivi in cui più del 5% della superficie ghiacciata subisce una fusione superiore a 1 mm/giorno.

Inizio della stagione di ablazione: Il primo giorno di almeno tre giorni consecutivi in cui lo strato di ghiaccio perde più di un gigatone al giorno dalla superficie.

Durante l’intera stagione di ablazione, le stazioni di monitoraggio meteorologico PROMICE situate lungo il bordo dello strato di ghiaccio hanno registrato una fusione significativamente superiore alla media lungo le coste centrali occidentali e orientali.La stagione di fusione dello strato di ghiaccio 2020-2021 è iniziata il 27 maggio. Il 2021 è iniziato il 27 maggio. La stagione di ablazione è iniziata il 17 giugno, che è 4 giorni più tardi rispetto alla media del 1981-2020.

Fig. 4: Le mappe mostrano le anomalie della fusione netta per le stazioni PROMICE situate a bassa quota rispetto al periodo 2008-2021 (sinistra) e 1981-2010 (destra) (credito: van As (2016), aggiornato).

perdite totali – bilancio di massa totale

La calotta glaciale della Groenlandia può guadagnare più ghiaccio solo avendo un cosiddetto bilancio di massa superficiale (SMB) “positivo”. Questo si verifica quando cade più neve di quanta se ne scioglie. Tuttavia, lo strato di ghiaccio perde anche ghiaccio attraverso altri processi, principalmente il “calving” dei ghiacciai e lo scioglimento delle lingue dei ghiacciai dove incontrano il mare. La combinazione di queste perdite e del SMB risulta in un “bilancio di massa” per l’anno. A lungo termine questo dovrebbe avere una media pari a zero – cioè non c’è nessun guadagno o perdita netta di ghiaccio, ma questo non è il caso. I satelliti possono essere utilizzati per misurare la velocità di scorrimento del ghiaccio attraverso punti di controllo lungo i bordi dello strato di ghiaccio dove si conosce lo spessore e la forma del ghiaccio. Combinando questi dati sullo spessore del ghiaccio, si può stimare la quantità di ghiaccio che si perde attraverso il processo di distacco e fusione sottomarina.Questi dati permettono di monitorare il “conto” complessivo dello strato di ghiaccio. Le cifre rivelano che il 2020-2021 ha avuto la più alta perdita di ghiaccio sotto forma di distacco e fusione subacquea dal 1986, quando sono iniziate le registrazioni satellitari. Inoltre, il ghiacciaio con il più alto tasso di movimento al mondo, il Sermeq Kujalleq (noto anche come ghiacciaio Ilulissat) ha ricominciato ad accelerare nel 2020-2021 dopo un paio di anni relativamente “tranquilli”. Allo stesso tempo, il ghiacciaio ha prodotto un’enorme quantità di iceberg, e i calcoli rivelano che ha perso circa 45 Gt di ghiaccio nel 2021. In effetti, questo è più del 10 % della cifra totale della massa superficiale annuale, che ha quindi un impatto considerevole sul conto complessivo del ghiaccio dell’anno.

Fig. 5: Le immagini satellitari mostrano il ghiacciaio Sermeq Kujalleq il 22 agosto 2021, come visto dal satellite ERA Sentinel-2. Il ghiacciaio ha accelerato notevolmente nel 2020-2021 rispetto agli anni precedenti e ha perso circa 45 Gt di ghiaccio (credito: ESA/Sentinel-2)

Anche se la Groenlandia non ha sperimentato una perdita record di ghiaccio – incluso il distacco di ghiaccio – durante la stagione 2020-2021, è stato comunque il 25° anno di fila in cui la calotta ha perso più ghiaccio di quanto ne abbia guadagnato.Il bilancio di massa totale per il 2020-2021 mostra una perdita di circa 166 Gt di ghiaccio dalla Groenlandia. Questa cifra è vicina alla perdita media annuale di ghiaccio per il periodo 1987-2021. Sulla base di queste cifre, si può calcolare che dal 1° settembre 1986 al 31 agosto 2021 la calotta glaciale della Groenlandia ha perso circa 5.500 Gt di ghiaccio. Questo corrisponde a un contributo di 1,5 cm all’aumento medio globale del livello del mare di circa 12 cm – si noti che questo è dovuto solo alla perdita di massa della calotta glaciale della Groenlandia. Per il periodo dal 1° settembre 2002 al 31 agosto 2021, che è coperto dai dati GRACE (vedi sotto), la perdita è di 4.352 Gt, corrispondente a un aumento del livello del mare di 1,2 cm.

Minore crescita durante il periodo 2018-2021

I satelliti GRACE e i loro successori, GRACE-FO, misurano i piccoli cambiamenti che avvengono nel campo gravitazionale terrestre in modo da poter determinare i cambiamenti nella massa dello strato di ghiaccio.Secondo le misurazioni di GRACE e GRACE-FO, lo strato di ghiaccio ha subito una perdita di ghiaccio di circa 4.470 Gt durante il periodo che va da aprile 2002 a giugno 2021, corrispondente a un aumento del livello del mare di 1,2 cm. Questo fornisce un buon accordo con i dati di bilancio di massa descritti sopra. Si noti che questi metodi sono indipendenti l’uno dall’altro.Le mappe nella Figura 6 illustrano come lo strato di ghiaccio è diventato rispettivamente più sottile o più spesso durante il periodo da gennaio 2017 a dicembre 2020. La mappa a sinistra mostra il periodo di tre anni che va da gennaio 2017 a dicembre 2019, mentre la mappa a destra mostra come è cambiato durante il periodo da gennaio 2018 a dicembre 2020. I dati del sito provengono dal satellite Sentinel-3A, che è una cosiddetta missione di altimetria radar. Il satellite emette un segnale radar che viene riflesso dalla superficie terrestre e di nuovo inviato al satellite.

Il ghiaccio al centro della calotta si è anche assottigliato. L’immagine conferma una perdita relativamente piccola di ghiaccio dallo strato di ghiaccio dal 2017-18, seguita da un alto grado di fusione nel 2019 e 2020. Si può anche vedere che le forti nevicate nel sud-est della Groenlandia hanno contribuito ad un rallentamento del tasso di fusione. Questa è una delle uniche aree sulla mappa dal 2018-2020 in cui possiamo vedere che il ghiaccio è diventato più spesso.

Fig. 6: La mappa mostra i dati del satellite Sentinel-3A. I toni rossi mostrano le aree in cui il ghiaccio è diventato più sottile, mentre il blu indica le regioni in cui il ghiaccio è diventato più spesso. La figura conferma una perdita di massa relativamente piccola nel 2017-2018 seguita da una grande perdita di massa nel 2020. Si può anche vedere come gli eventi di nevicate pesanti decelerano lo scioglimento.Si tratta dell’unica regione che presenta un aumento della massa di ghiaccio (credito: DTU Space. Fonte dei dati: ESA/Sentinel-3A).

Il ghiaccio marino è sceso al suo secondo livello più basso nel mese di luglio 2021

Luglio 2021 ha visto la seconda più bassa estensione del ghiaccio marino misurata dal 1979. In agosto e settembre, tuttavia, lo scioglimento non è stato così elevato, e quando l’estensione del ghiaccio marino ha raggiunto il suo minimo annuale il 12 settembre, la sua estensione complessiva era appena fuori dalla top 10 degli anni in cui l’estensione del ghiaccio marino era la più bassa dal 1979.Nel 2021, la data della minima estensione annuale del ghiaccio marino è stata di due giorni più tardi della media 1981-2010 (10 settembre). Il ricongelamento è quindi iniziato un po’ più tardi del normale. Molti dei minimi sono stati misurati negli ultimi 20 anni, e la tendenza al ribasso è una cattiva notizia per il clima artico, poiché il ghiaccio marino svolge un ruolo importante nel sistema climatico globale. Ciò è dovuto, tra l’altro, al fatto che la riduzione del ghiaccio marino porta a un circolo vizioso in cui il riscaldamento nell’Artico accelera.

Fig. 7: grafico DMI dell’estensione del ghiaccio marino alla data del 12 settembre 2021, il giorno del minimo annuale del ghiaccio marino. La mappa e i grafici sono basati sui calcoli di concentrazione del ghiaccio OSISAF di EUMETSAT. Essi mostrano dove il ghiaccio marino supera il 15% (credito: Polar Portal).

Fig. 8: La figura mostra la classifica dell’estensione del ghiaccio marino nel corso degli anni, dalla più bassa a quella più alta. L’estensione è calcolata dai dati OSISAF (OSI 450), il set di dati climatici temporanei ICDR, OSI-430-b e un prodotto Near Real Time (NRT). Le estensioni minime mensili del ghiaccio sono segnate in rosso.(credit: http://ocean.dmi.dk/arctic/sie_monthmean.php).

Estensione del ghiaccio marino artico
L’estensione del ghiaccio marino artico è analizzata sia dall’americano NSIDC che dall’europeo EUMETSAT – e quindi a sua volta dal DMI. Entrambi i centri usano gli stessi dati satellitari, ma trattano il rumore in mare aperto e lungo i bordi del ghiaccio in modo leggermente diverso. Questo significa che i grafici per l’estensione del ghiaccio marino non sono completamente identici. Le cifre europee sono compilate dai ricercatori del DMI e sono pubblicate nella rivista scientifica The Cryosphere. Le osservazioni dell’estensione del ghiaccio marino rivelano che l’area del ghiaccio artico estivo è diminuita annualmente di una media di circa 94.000 km2 dalla fine degli anni ’70. Questo corrisponde a più del doppio della superficie totale della Danimarca.

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