Il mese scorso è stato il *5° novembre più caldo* a livello globale (dopo 2015, 2016, 2019, 2020) in base ai dati copermicus climate change service/ ecmwf

Il mese scorso è stato il *5° novembre più caldo* a livello globale (dopo 2015, 2016, 2019, 2020) in base ai dati copermicus climate change service/ ecmwf

imponente sviluppo scientifico e tecnico avvenuto nell’ultimo secolo ha fatto sì che venissero sviluppate delle tecnologie che fino a pochi decenni fa erano inimmaginabili. Certamente la ricerca spaziale rappresenta una delle più importanti avanguardie della tecnica e dell’Ingegneria e più in generale della Scienza. In suddetto contesto si collocano le tecnologie e la Scienza del Telerilevamento satellitare o Remote Sensing. Con il termine telerilevamento si indica “una scienza che permette di ottenere informazioni qualitative e quantitative da un oggetto, un’area o un fenomeno tramite l’analisi di dati acquisiti da un dispositivo a distanza che non è in contatto con l’oggetto, l’area o il fenomeno investigato” (Papale e Barbati, 2005). Il telerilevamento satellitare permette così l’acquisizione di dati, sottoforma di
immagini, su vaste aree di superficie terrestre in tempi relativamente brevi. Con il tempo le tecniche di acquisizione dei dati e le tecnologie costruttive dei sensori sono state perfezionate ed ora è possibile accedere a dati con diverse risoluzioni geometriche, spettrali, temporali e radiometriche. Ad oggi sono disponibili immagini satellitari multispettrali con risoluzione geometrica dell’ordine del decimetro. Tutte queste peculiarità del telerilevamento lo rendono un valido supporto sia per attività scientifiche sia commerciali od amministrative. A livello scientifico le tecniche di Remote Sensing si applicano a numerosi campi tra cui la geologia, la climatologia, la meteorologia, l’oceanografia e l’idrologia. Il dato satellitare risulta molto utile per la cartografia di aree remote o paesi in via di sviluppo;in queste zone le tecniche tradizionali con misurazioni sul campo o rilievi fotogrammetrici sono di difficile applicazione. Dal punto di vista commerciale la possibilità di accedere a dati su vastissime aree può essere importante per applicazioni in campo agro-forestale e per la pesca, oltre che per le attività di ricerca delle materie prime. Le immagini telerilevate forniscono un importante strumento di pianificazione e monitoraggio nell’ambito dell’amministrazione del territorio. Sono presenti in letteratura numerosi studi a riguardo, sia sull’ambiente urbano che naturale. Una delle più interessanti applicazioni del telerilevamento satellitare è quella relativa al risk management e la gestione dei disastri naturali; in questo filone si inseriscono diversi progetti e organizzazioni come ITHACA (Information for Humanitarian Assistance, Cooperation and Action) oppure GDACS (Global Disaster Alert and Coordination System), organizzazioni rivolte al miglioramento dei sistemi di allerta (Early Warning), valutazione dei danni nelle prime fasi delle emergenze (Early Impact), di condivisione di informazioni georeferenziate e coordinamento nelle prime fasi delle emergenze. L’Agenzia Spaziale Europea ha lanciato il programma Copernicus, il quale tramite dati satellitari fornisce una serie di prodotti e servizi a supporto di studi scientifici e gestione delle emergenze. All’interno di tale programma si trovano progetti come EMS (Emergency Management Service) che è costituito da tre moduli: mapping, EFAS (European Flood Awareness System) e EFFIS (European Forest Fire Information System). Un altro programma europeo è G-MOSAIC (GMES services for Management of Operations, Situation Awareness and Intelligence for regional Crises) che produce informazioni di supporto con attenzione particolare alle crisi esterne all’UE. Accanto a questi progetti sono inoltre presenti numerose realtà di crowdmapping a cui è possibile partecipare on-line. Recentemente l’Agenzia Spaziale Europea (ESA) ha dato inizio alla missione Sentinel, all’interno del programma Copernicus,con il lancio di una nuova serie di satelliti per l’osservazione terreste. Alcuni di questi sono già operativi e sono disponibili, open source, immagini radar e multispettrali
.

Copernicus è attualmente il più ambizioso programma di osservazione terrestre al mondo ed è costituito da differenti sistemi (satelliti, stazioni terrestri, sensori aerei e marini) che acquisiscono dati sulla Terra, come riportato sul sito internet di ESA (http://www.esa.int/Our_Activities/Observing_the_Earth/Copernicus/Overview3). Sul medesimo sito web si riporta che Copernicus è un programma che darà forma al futuro del nostro pianeta per il beneficio di tutti, ESA mette a disposizione la sua esperienza trentennale in programmi spaziali per contribuire al programma. Questo programma fornisce informazioni accurate, tempestive e facilmente accessibili per migliorare la gestione ambientale, comprendere e mitigare gli effetti dei cambiamenti climatici ed assicurare la sicurezza civile. Il programma è coordinato e gestito dalla Commissione Europea, mentre lo sviluppo delle infrastrutture avviene sotto il controllo di ESA per quanto riguarda le componenti spaziali. Le aree tematiche in cui si inseriscono i servizi legati al programma Copernicus sono sei:

  • territorio,
  • mare,
  • atmosfera,
  • cambiamento climatico,
  • gestione emergenze,
  • sicurezza.
    Questi servizi sono a supporto di una infinità di applicazioni che includono la protezione ambientale, la gestione delle aree urbane, la pianificazione territoriale, l’agricoltura, la gestione delle foreste, la pesca, i trasporti, lo sviluppo sostenibile, la protezione civile e il turismo. La varietà di applicazioni fa sì che i maggiori utilizzatori dei servizi Copernicus siano le pubbliche autorità, specialmente per la definizione di politiche ambientali e la gestione delle emergenze.
  • l’utilizzo dei dati Sentinel è rivolto allo studio del territorio, per cui particolare attenzione va concessa al tema dei servizi terrestri, i quali sono a loro volta suddivisi in quattro aree (http://land.copernicus.eu/):
  • Globali, questi servizi forniscono una serie di prodotti per lo studio della superficie terrestre a livello globale (con risoluzioni spaziali medie e basse), i prodotti sono usati per il monitoraggio della vegetazione, il ciclo dell’acqua e altre applicazioni.
  • Pan-Europei, servizi rivolti allo studio della copertura e dell’uso del suolo europeo e del loro cambiamento negli anni (corpi idrici, suolo nudo, foreste, aree impermeabilizzate…).
  • Locali, servizi relativi a specifiche aree nelle quali vengono riscontrate peculiarità (coste, grandi città, reti idriche).
  • In-sito, tutti i servizi hanno bisogno di dati presi nelle zone di studio per supportare i prodotti satellitari.
  • Un importante prodotto Pan-Europeo è CORINE Land Cover (CLC), che consiste in uno studio delle coperture del suolo (land cover) nel territorio europeo. I prodotti pan-europei sono coordinati dalla European Environment Agency (EEA). Per le specifiche esigenze del programma è stato sviluppato il progetto Sentinel, che prevede il lancio in orbita di 12 satelliti che formeranno la componente spaziale del programma Copernicus.

A livello globale, il novembre 2021 si è classificato come il quinto novembre più caldo da quando sono disponibili le osservazioni. La temperatura media globale è stata di circa 0,2ºC più fresca rispetto a quella del novembre del 2020, e nello stesso tempo molto vicina a quella degli altri novembre più caldi: 2015, 2016 e 2019. La temperatura in Europa è stata complessivamente vicina alla sua media 1991-2020, sia nel corso del periodo autunnale che nel mese di novembre, sebbene l’Irlanda, la Gran Bretagna e la Scandinavia meridionale abbiano registrato un autunno particolarmente caldo .Al contrario, sono stati più freschi della media ,i settori più orientali della Russia e dell’Alaska, e gran parte dell’Asia centrale e dell’Australia.

Distribuzione spaziale delle Anomalie della temperatura dell’aria superficiale registrate nel mese di novembre 2021 rispetto alla media del mese di novembre per il periodo 1991-2020. Fonte dei dati: ERA5. Riferimento: Copernicus Climate Change Service/ECMWF.

Nel mese di novembre 2021 la temperatura europea è stata complessivamente vicina alla media 1991-2020 per il mese, anche se ci sono state differenze regionali piuttosto accentuate. Il mese è stato più caldo della media a est e a sud-est, e in una zona che si estendeva a ovest fino all’Irlanda. Le temperature sono state fino a 3°C al di sopra della media sulla Russia occidentale. È stato più fresco della media sulla penisola iberica e sulla Francia, e sulle parti più settentrionali del continente.Altrove, le temperature sono state notevolmente superiori alla media su quasi tutta l’Africa, il Medio Oriente, gran parte della Siberia e della Mongolia, le parti occidentali e centrali degli Stati Uniti e quasi tutto il Canada, soprattutto nel nord-est. Al contrario, è stato particolarmente freddo in Alaska, nell’Himalaya occidentale e nella regione cinese dello Xinjiang. Anche se il nord-est della Cina ha avuto temperature vicine alla media per tutto il mese, un’ondata di freddo ha portato nevicate record nel corso del mese. L’Australia ha sperimentato il suo novembre più freddo dal 1999.Le temperature dell’aria sono state sostanzialmente superiori alla media su gran parte dell’Oceano Atlantico e su molte parti centrali e orientali del Nord e Sud Pacifico delle medie latitudini. È stato insolitamente caldo anche su parti dell’Oceano Indiano e sull’Oceano Pacifico occidentale tropicale. Il Pacifico orientale tropicale e subtropicale ha continuato ad essere sotto la media, in seguito al rinvigorimento delle condizioni di La Niña. Le temperature sono state inferiori alla media anche sul Golfo di Alaska e su alcune parti extratropicali dell’oceano dell’emisfero meridionale.

Anomalie mensili della temperatura superficiale media globale ed europea nel periodo compreso da Gennaio 1979 a novembre 2021, rispetto periodo 1991-2020. Le barre più scure indicano i valori di ottobre. Fonte dei dati: ERA5. Credito: Copernicus Climate Change Service/ECMWF.

A livello globale, novembre 2021 è stato:

0,35°C più caldo della media 1991-2020 per novembre
risultando il 5 novembre più caldo attualmente presente nei registri
quasi 0,2°C più fresco del novembre 2020, attualmente il novembre più caldo
(≤0,06ºC) più freddo rispetto al 2015, 2016 e 2019.
Le anomalie della temperatura media europea sono generalmente più grandi e più variabili delle anomalie globali. La temperatura media europea per il novembre 2021 è stata di circa 0,5°C al di sopra della media 1991-2020, ma più fredda rispetto rispetto a dodici mesi di novembre dal 1991.Il mese è stato il quarto di una sequenza di mesi relativamente freschi.

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