Dopo aver raggiunto la sua massima estensione stagionale di 14.88 MM km² il 25 febbraio, il declino stagionale dell estensione del ghiaccio marino artico è proseguito in modo irregolare durante il mese di marzo. L’estensione ha visto pochi cambiamenti, finendo a 14,59 milioni di chilometri quadrati

Dopo aver raggiunto la sua massima estensione stagionale di 14.88 MM km² il 25 febbraio, il declino stagionale dell estensione del ghiaccio marino artico è proseguito in modo irregolare durante il mese di marzo. L’estensione ha visto pochi cambiamenti, finendo a 14,59 milioni di chilometri quadrati

Dopo aver raggiunto la sua massima estensione stagionale di 14,88 milioni di chilometri quadrati (5,75 milioni di miglia quadrate) il 25 febbraio, il declino stagionale della superficie del ghiaccio marino artico è proseguito in maniera discontinua nel mese di marzo. Alla fine del mese, l’estensione ha visto pochi cambiamenti, terminando a 14,50 milioni di chilometri quadrati (5,60 milioni di miglia quadrate). La metà del mese di marzo è stata piuttosto movimentata, con diversi eventi estremamente caldi al di sopra dell’Oceano Artico legati a grandi trasporti di vapore acqueo nella regione. Anche la regione antartica ha sperimentato un calore insolito e la rottura di una piccola piattaforma di ghiaccio.

Nel mese di marzo 2022 l’estensione media del ghiaccio marino artico è stata di 14,59 milioni di chilometri quadrati (5,63 milioni di miglia quadrate), collocandosi al nono posto tra le più basse registrate tramite tecnologia satellitare (Figura 1a). L’estensione di marzo 2022 è stata di 840.000 chilometri quadrati (324.000 miglia quadrate) sotto la media del periodo 1981-2010. Mentre l’estensione è rimasta per tutto il mese al di sotto dell’intervallo interdecile dei dati satellitari, il calo totale, dopo una serie di piccoli alti e bassi, è stato di soli 250.000 chilometri quadrati (96.500 miglia quadrate). Seguendo il modello visto nel mese di febbraio, l’estensione del ghiaccio marino è stata inferiore alla media nel Mare di Okhotsk. L’estensione nei mari di Bering, Barents e della Groenlandia orientale è stata prossima alla media per marzo.

Figura 1. La figura mostra l’estensione del ghiaccio marino artico per il mese di marzo 2022: 14,59 milioni di chilometri quadrati (5,63 milioni di miglia quadrate). La linea magenta mostra l’estensione media registrata nel periodo 1981-2010 per il mese di marzo.

Contrariamente a quanto ci si potrebbe aspettare da un tasso di perdita del ghiaccio marino molto lento come quello riscontrato nel corso dell’intero mese, le temperature dell’aria al livello di 925 millibar sono state superiori alla media in tutto l’Oceano Artico (Figura 2b). Le temperature di marzo sono state fino a 9 gradi Celsius (16 gradi Fahrenheit) superiori alla media a nord dell’arcipelago artico canadese, fino a 6 gradi Celsius (11 gradi Fahrenheit) superiori alla media nel Mar della Siberia orientale, ma fino a 5 gradi Celsius (9 gradi Fahrenheit) superiori alla media su una vasta area. Le caratteristiche chiave del modello di pressione a livello del mare sono state rappresentate da un’ alta pressione (un anticiclone) sull’Oceano Artico centrale, una depressione nel Mare di Barents, e una pressione insolitamente alta sull’Europa del Nord (Figura 2c). Mentre la presenza di un anticiclone sull’Oceano Artico centrale è abbastanza tipica per questo periodo dell’anno, la combinazione di un’ alta pressione sull’Europa settentrionale e una depressione a ovest ha generato un forte gradiente di pressione, che ha portato a forti venti da sud attraverso il Mare di Norvegia e il Mare di Barents. Come discusso in seguito, questo può essere legato all’evento estremamente caldo sull’Oceano Artico registrato a metà del mese, associato a un forte trasporto di vapore acqueo e al passaggio di diversi forti cicloni.

Figura 2a. Il grafico sopra mostra l’estensione del ghiaccio marino artico al 4 aprile 2022, insieme ai dati giornalieri dell’estensione del ghiaccio per i quattro anni precedenti e l’anno del minimo storico. Il 2021-2022 è mostrato in blu, il 2020-2021 in verde, il 2019-2020 in arancione, il 2018-2019 in marrone, il 2017-2018 in magenta e il 2011-2012 in marrone tratteggiato. La mediana dal 1981 al 2010 è in grigio scuro. Le aree grigie intorno alla linea mediana mostrano gli intervalli interquartili e interdecili dei dati.

Figura 2b. Questo grafico mostra lo scostamento dalla temperatura media dell’aria nell’Artico al livello di 925 hPa, espresso in gradi Celsius, per il mese di marzo 2022. I colori giallo e rosso indicano temperature più alte della media; il blu e il viola indicano temperature più basse della media. Credito: NSIDC per gentile concessione del NOAA Earth System Research Laboratory Physical Sciences Laboratory

Figura 2c. Questo grafico mostra la pressione media a livello del mare nella regione artica espressa in millibar registrata nel mese di marzo 2022. I colori giallo e rosso indicano una pressione alta; il blu e il viola indicano una pressione bassa. Credito: NSIDC per gentile concessione del NOAA Earth System Research Laboratory Physical Sciences Laboratory

La tendenza lineare al ribasso nell’estensione del ghiaccio marino di marzo nel corso dei 44 anni di registrazioni satellitari è di 39.200 chilometri quadrati (15.100 miglia quadrate) all’anno, o il 2,5% per decennio rispetto alla media del periodo 1981-2010. In base alla tendenza lineare, dal 1979, marzo ha visto una perdita di 1,74 milioni di chilometri quadrati (672.000 miglia quadrate). Questo equivale a circa le dimensioni dell’Alaska.

Figura 3. L’estensione mensile del ghiaccio di marzo dal 1979 al 2022 mostra un declino del 2,5% per decennio. Credito: National Snow and Ice Data Center

Nella giornata del 14 marzo, le temperature dell’aria al livello 925 hPa nella parte nord-occidentale della Groenlandia sono state fino a 15 gradi Celsius (27 gradi Fahrenheit) sopra la media. La causa di questo è stata una serie di impulsi di aria calda che si sono spostati nell’Oceano Artico provenienti dal nord dell’Atlantico. Per esempio, il 17 marzo, le temperature sul Mar di Kara hanno raggiunto 15 gradi Celsius (27 gradi Fahrenheit) sopra la media. Molto spesso, questi eventi caldi sono legati al forte trasporto di vapore acqueo e alla copertura nuvolosa associata. Nell’animazione (Figura 4a), le frecce indicano la direzione e la grandezza del trasporto integrato di vapore (IVT) insieme alla pressione a livello del mare dall’11 marzo al 17 marzo 2022.L’ombreggiatura indica la grandezza del trasporto. Diversi periodi caratterizzati da un trasporto di vapore molto forte dal nord dell’Atlantico verso l’Oceano Artico si sono verificati a metà mese; questo è coerente con il modello di forti venti da sud attraverso il Mare di Norvegia e il Mare di Barents come suggerito dal campo medio mensile della pressione a livello del mare (Figura 2c). I periodi di forte trasporto di vapore sono collegati al passaggio di cicloni (sistemi di bassa pressione) nell’Oceano Artico. Anche se sono necessarie ulteriori analisi, gli stretti nastri di forte trasporto di vapore acqueo nell’Oceano Artico sembrano essere collegati a quelli che sono conosciuti come fiumi atmosferici, che possono trasportare una quantità di vapore acqueo molto superiore allo scarico del fiume Mississippi alla sua foce. I fiumi atmosferici si formano nelle regioni subtropicali calde. La circolazione atmosferica richiama il vapore acqueo e forma una sorta di strette fascie che possono raggiungere lunghezze di migliaia di chilometri. Quando questi fiumi atmosferici raggiungono una costa o scorrono nell’entroterra sopra le montagne, l’aria umida viene forzata verso l’alto, il vapore acqueo si condensa generando forti precipitazioni sotto forma di pioggia o neve. Esistono prove, presentate all’Arctic Science Summit Week dal collega Gunnar Spreen dell’Università di Brema https://www.assw.info/ , che i cicloni associati al forte trasporto di vapore hanno provocato la frantumazione del ghiaccio marino nei mari della Groenlandia orientale (Figura 4b). Le concentrazioni di ghiaccio ricavate dal prodotto AMSR2 dell’Università di Brema https://seaice.uni-bremen.de/sea-ice-concentration/amsre-amsr2/ mostrano concentrazioni di ghiaccio più basse il 17 marzo rispetto al 13 marzo perché il ciclone in transito ha rotto la copertura di ghiaccio. Il risultato è stato una ridotta concentrazione di ghiaccio marino e l’apertura di numerose piste nella zona.

Figura 4a. Cliccando sulla figura è possibile visualizzare l’animazione della pressione a livello del mare e del trasporto integrato del vapore (IVT) vicino al Mare di Groenlandia. L’animazione va dall’11 marzo 2022 al 17 marzo 2022. Le frecce indicano la direzione e la grandezza del trasporto, mentre l’ombreggiatura indica la grandezza del trasporto del vapore acqueo. Credito: Jessica Voveris, Università del Colorado Boulder

Figura 4b. Queste mappe mostrano la concentrazione di ghiaccio marino al largo della costa orientale della Groenlandia nel Mare di Groenlandia. La mappa a sinistra mostra il ghiaccio marino nella giornata del 13 marzo 2022, prima del passaggio dell’evento atmosferico fluviale. La mappa a destra mostra il ghiaccio marino dopo il passaggio dell’evento il 17 marzo 2022.

Credito: Gunnar Spreen, Università di Brema

http://nsidc.org/

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