Noaa Global Climate Report -Anomalie della temperatura di superficie registrate nel periodo compreso dal: gennaio 2021 al mese di giugno 2021

Introduzione
Le anomalie di temperatura e i percentili sono mostrati nelle mappe a griglia sottostanti. La mappa delle anomalie sul lato sinistro è il prodotto di un’analisi delle anomalie della temperatura della superficie terrestre (Global Historical Climatology Network, GHCN)https://www.ncdc.noaa.gov/data-access/land-based-station-data/land-based-datasets/global-historical-climatology-network-monthly-version-4 e della temperatura della superficie del mare (ERSST versione 5)https://www.ncdc.noaa.gov/data-access/marineocean-data/extended-reconstructed-sea-surface-temperature-ersst-v5. Le anomalie di temperatura per i continenti e gli oceani sono analizzate separatamente e poi unite per formare l’analisi globale. Per maggiori informazioni, si prega di visitare la pagina delle anomalie di temperatura globale della superficie del NCEI https://www.ncdc.noaa.gov/monitoring-references/faq/anomalies.php . La mappa percentile sulla destra fornisce informazioni aggiuntive che permettono di collocare l’anomalia di temperatura osservata in un determinato luogo e periodo di tempo in una prospettiva storica, mostrando come il mese, la stagione o l’anno corrente si confronta con il passato.

La temperatura superficiale globale nel corso della prima metà dell’anno, è stata superiore di 0,79°C (1,42°F) alla media ed è stata l’ottavo periodo più caldo dal 1880, anno in cui sono iniziate le registrazioni globali delle temperature. Guardando al futuro, è molto probabile che il 2021 si collochi tra i dieci anni più caldi mai registrati, stando a un’analisi statistica condotta dagli scienziati del NCEI.

La prima metà dell’anno è stata caratterizzata da condizioni più calde della media in gran parte del globo. Temperature eccezionalmente nel periodo gennaio-giugno, sono state osservate in alcune aree meridionali dell’Asia, nell’Africa settentrionale e in alcune parti degli oceani Pacifico e Atlantico. Temperature prossime o inferiori alla media sono state rilevate in parti dell’Oceano Pacifico tropicale centrale e orientale, così come nell’Oceano Pacifico sud-orientale, nell’Oceano Atlantico settentrionale e in parti dell’Asia settentrionale, così come in India e in Australia.

I grafici delle anomalie globali sono uno strumento importante per descrivere lo stato attuale del clima in tutto il mondo. Le mappe delle anomalie di temperatura ci dicono se la temperatura osservata in una particolare località e in un particolare periodo di tempo (ad esempio mese, stagione o anno) è stata più calda o più fredda di un valore di riferimento, che di solito è una media di 30 anni, e di quanto.Le mappe delle anomalie globali sono uno strumento fondamentale per comprendere lo stato attuale del clima in tutto il mondo. Le mappe delle anomalie di temperatura ci dicono se la temperatura osservata in un determinato luogo e periodo di tempo (per esempio, mese, stagione o anno) è stata più calda o più fredda rispetto ad un valore di riferimento, che di solito è una media di 30 anni, nonché di quanto.

Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file è climatological-rankings-temp-percentiles.png

Il rapporto Global State of the Climate dell’agosto 2012 introduce le mappe percentili che vanno ad integrare in maniera più esaustiva le informazioni fornite dalle mappe delle anomalie. Queste nuove mappe forniscono ulteriori informazioni in quanto rendono possibile collocare l’anomalia della temperatura osservata in un determinato luogo e periodo di tempo in una prospettiva storica, mostrando come il mese, la stagione o l’anno più attuali si confrontano con il passato.Per collocare il mese, la stagione o l’anno in prospettiva storica, i valori di temperatura di ogni punto della griglia per il periodo di tempo di interesse ,(per esempio tutti i valori di agosto dal 1880 al 2012) sono ordinati dal più caldo al più freddo, con i gradi assegnati a ciascun valore. Il rango numerico rappresenta la posizione di quel particolare valore nel corso della registrazione storica. La lunghezza della registrazione aumenta con ogni anno. È importante notare che il periodo di registrazione di ogni punto della griglia può variare, ma tutti i punti della griglia visualizzati nella mappa hanno un minimo di 80 anni di dati. Per il record delle anomalie di temperatura globale, i dati risalgono al 1880. Ma non tutti i punti della griglia hanno dati dal 1880 ad oggi. Considerando un punto della griglia con un periodo di registrazione di 133 anni, un valore di “1” nel record di temperatura ,si riferisce al record più caldo, mentre un valore di “133” si riferisce al record più freddo. Le ombreggiature più calde della media, prossime alla media e più fredde della media presenti sulle mappe dei percentili di temperatura, rappresentano rispettivamente il terzile inferiore, medio e superiore (o tre porzioni uguali) dei valori ordinati o della distribuzione. Molto più caldo della media e molto più freddo della media si riferiscono rispettivamente al decile più basso e a quello più alto (il 10 per cento superiore o inferiore) della distribuzione. Per un periodo di 133 anni, più caldo della media (più freddo della media) rappresenterebbe uno dei 44 periodi più caldi (più freddi) di questo tipo registrati. Tuttavia, se il valore si classificasse tra i 13 più caldi (più freddi) registrati, quel valore verrebbe classificato come Molto più caldo della media (Molto più freddo della media). Vicino alla media rappresenterebbe un valore di temperatura media che è stato nel terzo medio (rango da 45 a 89) in archivio.

Di seguito vengono riportate informazioni sulle anomalie di temperatura della superficie terrestre e marina nel periodo compreso tra gennaio e giugno 2021, in gradi Celsius.

Percentili di temperatura continenti + oceani nel periodo compreso tra gennaio e giugno 2021

La temperatura registrata nel periodo gennaio-giugno 2021 in Africa, è stata di 1,32°C (2,38°F) al di sopra della media, risultando il terzo periodo più caldo registrato. Solo il 2010 e il 2016 sono stati più caldi. L’Asia ha avuto il suo ottavo periodo gennaio-giugno più caldo della storia. Secondo l’Osservatorio di Hong Kong, Hong Kong ha avuto il suo periodo gennaio-giugno più caldo di sempre. Il Sud America ha avuto il suo decimo periodo più caldo (a pari livello con il 2013) da inizio anno nei 112 anni di registrazioni , mentre il Nord America ha avuto il suo 11° periodo più caldo (a pari livello con il 1999).

Riferimenti

  • Menne, M. J., C. N. Williams, B.E. Gleason, J. J Rennie, and J. H. Lawrimore, 2018: The Global Historical Climatology Network Monthly Temperature Dataset, Version 4. J. Climate, in press. https://doi.org/10.1175/JCLI-D-18-0094.1.
  • Huang, B., Peter W. Thorne, et. al, 2017: Extended Reconstructed Sea Surface Temperature version 5 (ERSSTv5), Upgrades, validations, and intercomparisons. J. Climate, doi: 10.1175/JCLI-D-16-0836.1
  • Peterson, T.C. and R.S. Vose, 1997: An Overview of the Global Historical Climatology Network DatabaseBull. Amer. Meteorol. Soc.78, 2837-2849.
  • Huang, B., V.F. Banzon, E. Freeman, J. Lawrimore, W. Liu, T.C. Peterson, T.M. Smith, P.W. Thorne, S.D. Woodruff, and H-M. Zhang, 2016: Extended Reconstructed Sea Surface Temperature Version 4 (ERSST.v4). Part I: Upgrades and Intercomparisons. J. Climate28, 911-930.
  • Adler, R., G. Gu, M. Sapiano, J. Wang, G. Huffman 2017. Global Precipitation: Means, Variations and Trends During the Satellite Era (1979-2014). Surveys in Geophysics 38: 679-699, doi:10.1007/s10712-017-9416-4
  • Adler, R., M. Sapiano, G. Huffman, J. Wang, G. Gu, D. Bolvin, L. Chiu, U. Schneider, A. Becker, E. Nelkin, P. Xie, R. Ferraro, D. Shin, 2018. The Global Precipitation Climatology Project (GPCP) Monthly Analysis (New Version 2.3) and a Review of 2017 Global Precipitation. Atmosphere. 9(4), 138; doi:10.3390/atmos9040138

Citing This Report

NOAA National Centers for Environmental Information, State of the Climate: Global Climate Report for June 2021, published online July 2021, retrieved on July 18, 2021 from https://www.ncdc.noaa.gov/sotc/global/202106.


Metadata

https://data.nodc.noaa.gov/cgi-bin/iso?id=gov.noaa.ncdc:C00672

Il mese di luglio si conferma quasi sempre come il mese in cui l estensione della banchisa subisce la maggiore contrazione. Tuttavia negli ultimi giorni, il tasso di diminuzione sembra aver subito una modesta contrazione.

Buona giornata a tutti. Di seguito i dati sull estensione della banchisa artica per il periodo compreso dal : 11 luglio 2021 al 17 luglio 2021 .Dati e grafici gentilmente concessi da: https://ads.nipr.ac.jp/vishop/#/extent/&time=2021-06-26%2000:00:00

11 luglio 2021  7,748,560 km2 , – 97,545 km2 rispetto alla precedente estensione

12 luglio 2021  7,611,055 km2 , – 137,505 km2 rispetto alla precedente estensione

13 luglio 2021  7,470,497 km2 , – 140,558 km2 rispetto alla precedente estensione

14 luglio 2021  7,384,872 km2 , – 85,625 km2 rispetto alla precedente estensione

15 luglio 2021  7,323,859 km2 , – 61,013 km2 rispetto alla precedente estensione

16 luglio 2021  7,230,288 km2 , – 93,571 km2 rispetto alla precedente estensione

17 luglio 2021  7,181,137 km2 , – 49,151 km2 rispetto alla precedente estensione

Fonte:  https://ads.nipr.ac.jp/vishop/#/extent

  • 1 2020(6,675,362km2)-505,775km2 rispetto al 2021
  • 2 2011(7,151,306km2)-29,831km2 rispetto al 2021
  • 3 2021(7,181,137 km2)
  • 4 2019(7,323,641km2)+142,504km2rispetto al 2021
  • 5 2012(7,374,047km2)+192,910km2rispetto al 2021
  • 6 2016(7,454,956km2)+273,819km2 rispetto al 2021
  • 7 2017(7,479,327km2)+298,190km2 rispetto al 2021
  • 8 2007(7,510,248km2)+329,111km2 rispetto al 2021
  • 9 2013(7,533,852km2)+352,715km2 rispetto al 2021
  • 10 2014(7,577,065km2)+395,928km2 rispetto al 2021
  • media anni 2010(7,577,522km2)1,396,385km2 rispetto al 2021
  • 11 2010(7,917,418km2)+736,281km2 rispetto al 2021
  • 12 2015(8,920,694km2)+739,557km2 rispetto al 2021
  • 13 2006(8,022,931km2)+841,794km2 rispetto al 2021
  • 14 2018(8,042,914km2)+861,777km2 rispetto al 2021
  • 15 2009(8,236,301km2)+1,055,164km2 rispetto al 2021
  • media anni 2000(8,518,456km2)1,337,319km2 rispetto al 2021
  • media anni 1990(9,228,210km2)2,047,073km2 rispetto al 2021
  • media anni 1980(10,051,840km2)2,870,703km2 rispetto al 2021

Spessore/ volume del ghiaccio marino artico nel giorno: 17/07/2021

La copertura del ghiaccio marino artico cresce per tutto il periodo  invernale, prima di raggiungere il suo apice nel mese di marzo. Lo scioglimento incomincia durante la primavera, quando aumenta la radiazione solare, e a settembre l’estensione della copertura di ghiaccio è generalmente solo un terzo circa del suo massimo invernale.

Nelle due mappe “Estensione del ghiaccio marino” e “Spessore e volume del ghiaccio marino” ci possono essere differenze nella posizione del bordo del ghiaccio, poiché i calcoli del modello non sempre corrispondono esattamente alla registrazione dell’estensione del ghiaccio da parte dei sensori satellitari.

Le concentrazioni di ghiaccio si basano su dati satellitari e provengono dal progetto Ocean and Sea Ice Satellite Application Facility (OSISAF).Lo spessore del ghiaccio illustrato nell ‘immagine è calcolato mediante il modello oceanografico HYCOM-CICE. Lo spessore del ghiaccio mostrato è calcolato per mezzo del modello HYCOM-CICE il quale calcola diversi diverse variabili tra cui quella relativa allo spessore del ghiaccio marino presso il DMI.

HYCOM è un sistema globale di osservazione, trasferimento, modellazione ed assimilazione, che fornisce informazioni regolari e complete sullo stato degli oceani. Il sistema globale nowcast/forecast è un prodotto dimostrativo del Consorzio HYCOM per l’assimilazione dei dati nella modellazione oceanografica sponsorizzato dal National Ocean Partnership Program e sviluppato in partenariato con progetti finanziati dall’Office of Naval Research, dal National
Science Foundation, dal Department of Energy e dal National Oceanic and Atmospheric Administration. A livello operativo, è gestito presso il Naval Oceanographic Office (NAVOCEANO) Major Shared Resource Center. Il modello utilizza il forzante atmosferico del NAVy Global Environmental Model (NAVGEM). HYCOM è progettato come un modello oceanografico a coordinate ibride (isopicnòtico/σ/z). È isopicnòtico in oceano aperto stratificato, mentre è a livelli σ, che seguono il terreno, nelle zone costiere poco profonde e a livelli z in prossimità dello strato misto. Il modello globale ha risoluzione orizzontale di 1/12° ed è definito su 32 layers verticali. L’assimilazione dei dati viene eseguita utilizzando il Navy Coupled Ocean Data Assimilation (NCODA) [2], e assimila le osservazioni altimetriche disponibili da satellite (lungo il tracciato ottenuto tramite NAVOCEANO – Altimeter Data Fusion Center), la temperatura superficiale del mare (SST) da satellite e da osservazioni in situ, nonché i profili verticali di temperatura e di salinità disponibili in situ da XBT, galleggianti ARGO e boe ormeggiate. I dati sono disponibili come medie giornaliere per temperatura e salinità e come valori semiorari per livelli e correnti. Il modello HYCOM non include le maree, per le quali si è fatto riferimento ad un database specifico
.Il modello oceanografico HYCOM (Hybrid Coordinate Ocean Model ), accoppiato al modello sea-ice CICE sono sviluppati presso l’Università di Miami e il Los Alamos National Laboratory. I modelli sono completamente associati ad ogni passo temporale. Gli output sono le variabili di superficie del livello del mare e le condizioni del ghiaccio (concentrazione, spessore, velocità, convergenza, forza, ecc.) e le mappe tridimensionali di corrente, temperatura e salinità a livelli sigma.

Impostazione del modello
Il sistema DMI HYCOM-CICE copre l’Atlantico, a nord di circa 20°S e l’Oceano Artico, con una risoluzione orizzontale di circa 10 km. Il modello è supportato dalle previsioni meteorologiche ECMWF. Una previsione di 144 ore viene prodotta due volte al giorno, rispettivamente alle 00 e alle 12 UTC.

Model areaAtlantic/Arctic
Horisontal resolution~10 km
Time step:
barotropic
baroclinic

15 sec
180 sec
Atmospheric forcingECMWF
Tidal forcing8 constituents
Data assimilationSea surface temperature
Sea-ice concentration
Boundary conditionsLevitus climatology
Altrimetry climatology

Fonte immagini: http://polarportal.dk/en/sea-ice-and-icebergs/sea-ice-thickness-and-volume/

COPERNICUS ANOMALIE DELLA TEMPERATURA DELL’ARIA SUPERFICIALE REGISTRATA NEGLI ULTIMI 12 MESI da luglio 2020 a giugno 2021

L’imponente sviluppo scientifico e tecnico avvenuto nell’ultimo secolo ha fatto sì che venissero sviluppate delle tecnologie che fino a pochi decenni fa erano inimmaginabili. Certamente la ricerca spaziale rappresenta una delle più importanti avanguardie della tecnica e dell’Ingegneria e più in generale della Scienza. In suddetto contesto si collocano le tecnologie e la Scienza del Telerilevamento satellitare o Remote Sensing. Con il termine telerilevamento si indica “una scienza che permette di ottenere informazioni qualitative e quantitative da un oggetto, un’area o un fenomeno tramite l’analisi di dati acquisiti da un dispositivo a distanza che non è in contatto con l’oggetto, l’area o il fenomeno investigato” (Papale e Barbati, 2005). Il telerilevamento satellitare permette così l’acquisizione di dati, sottoforma di
immagini, su vaste aree di superficie terrestre in tempi relativamente brevi. Con il tempo le tecniche di acquisizione dei dati e le tecnologie costruttive dei sensori sono state perfezionate ed ora è possibile accedere a dati con diverse risoluzioni geometriche, spettrali, temporali e radiometriche. Ad oggi sono disponibili immagini satellitari multispettrali con risoluzione geometrica dell’ordine del decimetro. Tutte queste peculiarità del telerilevamento lo rendono un valido supporto sia per attività scientifiche sia commerciali od amministrative. A livello scientifico le tecniche di Remote Sensing si applicano a numerosi campi tra cui la geologia, la climatologia, la meteorologia, l’oceanografia e l’idrologia. Il dato satellitare risulta molto utile per la cartografia di aree remote o paesi in via di sviluppo;in queste zone le tecniche tradizionali con misurazioni sul campo o rilievi fotogrammetrici sono di difficile applicazione. Dal punto di vista commerciale la possibilità di accedere a dati su vastissime aree può essere importante per applicazioni in campo agro-forestale e per la pesca, oltre che per le attività di ricerca delle materie prime. Le immagini telerilevate forniscono un importante strumento di pianificazione e monitoraggio nell’ambito dell’amministrazione del territorio. Sono presenti in letteratura numerosi studi a riguardo, sia sull’ambiente urbano che naturale. Una delle più interessanti applicazioni del telerilevamento satellitare è quella relativa al risk management e la gestione dei disastri naturali; in questo filone si inseriscono diversi progetti e organizzazioni come ITHACA (Information for Humanitarian Assistance, Cooperation and Action) oppure GDACS (Global Disaster Alert and Coordination System), organizzazioni rivolte al miglioramento dei sistemi di allerta (Early Warning), valutazione dei danni nelle prime fasi delle emergenze (Early Impact), di condivisione di informazioni georeferenziate e coordinamento nelle prime fasi delle emergenze. L’Agenzia Spaziale Europea ha lanciato il programma Copernicus, il quale tramite dati satellitari fornisce una serie di prodotti e servizi a supporto di studi scientifici e gestione delle emergenze. All’interno di tale programma si trovano progetti come EMS (Emergency Management Service) che è costituito da tre moduli: mapping, EFAS (European Flood Awareness System) e EFFIS (European Forest Fire Information System). Un altro programma europeo è G-MOSAIC (GMES services for Management of Operations, Situation Awareness and Intelligence for regional Crises) che produce informazioni di supporto con attenzione particolare alle crisi esterne all’UE. Accanto a questi progetti sono inoltre presenti numerose realtà di crowdmapping a cui è possibile partecipare on-line. Recentemente l’Agenzia Spaziale Europea (ESA) ha dato inizio alla missione Sentinel, all’interno del programma Copernicus,con il lancio di una nuova serie di satelliti per l’osservazione terreste. Alcuni di questi sono già operativi e sono disponibili, open source, immagini radar e multispettrali
.

Copernicus è attualmente il più ambizioso programma di osservazione terrestre al mondo ed è costituito da differenti sistemi (satelliti, stazioni terrestri, sensori aerei e marini) che acquisiscono dati sulla Terra, come riportato sul sito internet di ESA (http://www.esa.int/Our_Activities/Observing_the_Earth/Copernicus/Overview3). Sul medesimo sito web si riporta che Copernicus è un programma che darà forma al futuro del nostro pianeta per il beneficio di tutti, ESA mette a disposizione la sua esperienza trentennale in programmi spaziali per contribuire al programma. Questo programma fornisce informazioni accurate, tempestive e facilmente accessibili per migliorare la gestione ambientale, comprendere e mitigare gli effetti dei cambiamenti climatici ed assicurare la sicurezza civile. Il programma è coordinato e gestito dalla Commissione Europea, mentre lo sviluppo delle infrastrutture avviene sotto il controllo di ESA per quanto riguarda le componenti spaziali. Le aree tematiche in cui si inseriscono i servizi legati al programma Copernicus sono sei:

  • territorio,
  • mare,
  • atmosfera,
  • cambiamento climatico,
  • gestione emergenze,
  • sicurezza.
    Questi servizi sono a supporto di una infinità di applicazioni che includono la protezione ambientale, la gestione delle aree urbane, la pianificazione territoriale, l’agricoltura, la gestione delle foreste, la pesca, i trasporti, lo sviluppo sostenibile, la protezione civile e il turismo. La varietà di applicazioni fa sì che i maggiori utilizzatori dei servizi Copernicus siano le pubbliche autorità, specialmente per la definizione di politiche ambientali e la gestione delle emergenze.
  • l’utilizzo dei dati Sentinel è rivolto allo studio del territorio, per cui particolare attenzione va concessa al tema dei servizi terrestri, i quali sono a loro volta suddivisi in quattro aree (http://land.copernicus.eu/):
  • Globali, questi servizi forniscono una serie di prodotti per lo studio della superficie terrestre a livello globale (con risoluzioni spaziali medie e basse), i prodotti sono usati per il monitoraggio della vegetazione, il ciclo dell’acqua e altre applicazioni.
  • Pan-Europei, servizi rivolti allo studio della copertura e dell’uso del suolo europeo e del loro cambiamento negli anni (corpi idrici, suolo nudo, foreste, aree impermeabilizzate…).
  • Locali, servizi relativi a specifiche aree nelle quali vengono riscontrate peculiarità (coste, grandi città, reti idriche).
  • In-sito, tutti i servizi hanno bisogno di dati presi nelle zone di studio per supportare i prodotti satellitari.
  • Un importante prodotto Pan-Europeo è CORINE Land Cover (CLC), che consiste in uno studio delle coperture del suolo (land cover) nel territorio europeo. I prodotti pan-europei sono coordinati dalla European Environment Agency (EEA). Per le specifiche esigenze del programma è stato sviluppato il progetto Sentinel, che prevede il lancio in orbita di 12 satelliti che formeranno la componente spaziale del programma Copernicus.
  • Introduzione
  • Di seguito viene riportato il grafico in cui sono riportate le anomalie della temperatura dell’aria in superficie da luglio 2020 a giugno 2021 rispetto alla media del periodo 1991-2020. Fonte dei dati: ERA5. Fonte: Copernicus Climate Change Service/ECMWF.

Le temperature medie registrate nel corso dei dodici mesi fino a giugno 2021 sono state:

sopra la media sulla maggior parte delle aree terrestri e sulla maggior parte delle superfici oceaniche
molto al di sopra della media 1991-2020 sulla Siberia settentrionale e sui mari artici adiacenti, sul Canada nord-orientale, sull’Africa nordoccidentale, sul Medio Oriente e sull’altopiano del Tibet
leggermente al di sopra della media su gran parte dell’Europa, anche se temperature inferiori alla media hanno interessato il nord-ovest e alcune piccole regioni
sotto la media in alcune aree di ogni continente
sotto la media sul Pacifico equatoriale orientale, sull’Atlantico settentrionale a ovest dell’Irlanda e su diverse aree oceaniche dell’emisfero meridionale.

Di seguito sono riportate le medie di dodici mesi riguardanti le anomalie della temperatura dell’aria superficiale media globale e media europea rispetto al periodo 1991-2020, basate sui valori mensili compresi tra gennaio 1979 e giugno 2021. Le barre colorate più scure sono le medie per ogni anno solare dal 1979 al 2020. Fonte dei dati: ERA5. Fonte: Copernicus Climate Change Service/ECMWF.

La media su periodi di dodici mesi, attenua le variazioni a breve termine per quanto riguarda le temperature medie regionali e globali. A livello globale, il periodo di dodici mesi fino a giugno 2021, è stato di 0,28°C più caldo della media 1991-2020. Questa anomalia media di dodici mesi, è ben al di sotto della media di 0,46°C per i periodi di dodici mesi che terminano a settembre 2016 e maggio e giugno 2020, i tre periodi più caldi presenti in questo registro di dati. L’anno solare più caldo è stato il 2016, con una temperatura di 0,44°C al di sopra della media 1991-2020. Il 2020 è stato alla pari con il 2016, essendo più freddo di meno di 0,01°C, ben al di sotto dello spread tra più serie di dati. Il terzo anno solare più caldo è il 2019; la sua temperatura è stata di 0,40°C sopra la media.,0,82°C dovrebbero essere aggiunti al valore relativo al periodo di riferimento 1991-2020 per mettere in relazione le temperature globali recenti con il livello pre-industriale definito nel Rapporto Speciale IPCC sul “Riscaldamento globale di 1,5°C”. La temperatura media per i dodici mesi fino a giugno 2021 è di 1,1°C sopra il suddetto livello. Esiste una maggiore variabilità nelle temperature medie europee, ma i valori sono più certi grazie alla copertura osservativa relativamente densa presente nel continente. La media per il periodo di dodici mesi fino a giugno 2021, è di circa 0,5°C sopra la media 1991-2020. Il 2020 è l’anno solare più caldo registrato in Europa con un margine piuttosto netto, con una temperatura di 1,2°C sopra la media 1991-2020.

Lo spread nelle medie globali dei diversi dataset di temperatura, è stato segnalato in precedenza come relativamente ampio negli ultimi anni. Una versione aggiornata del dataset principalmente responsabile di questo spread ,è stata rilasciata a metà dicembre 2020. Questa versione concorda molto meglio con altri dataset per gli ultimi anni. Questa versione mostra comunque un riscaldamento maggiore dal 1850-1900 rispetto alla versione precedente, il che ha un’influenza sulla stima ‘pre-industriale’ come menzionato sopra.
Esiste un accordo generale tra le serie di dati secondo cui il periodo che va dal 2015 al 2020 è molto più caldo a livello globale di qualsiasi periodo precedente. C’è anche accordo sul fatto che la temperatura globale è aumentata ad un tasso medio prossimo a 0,2°C per decennio dalla fine degli anni ’70. Ciononostante c’è ancora una certa differenza tra i set di dati riguardo agli anni recenti, come per il 2020, e le anomalie di temperatura media annuale per questi anni da ERA5, sono generalmente più alte di quelle dagli altri cinque set di dati considerati. Le differenze vanno da 0,02 a 0,08°C per il 2016-2020. L’intervallo va da 0,00 a 0,07°C se la temperatura dell’aria sul mare viene sostituita dalla temperatura della superficie del mare per ERA5 e l’altro set di dati per il quale la temperatura della superficie del mare non è stata usata per progetto. Le differenze rimanenti dipendono in parte dalla misura in cui i dataset hanno rappresentato le condizioni relativamente calde che hanno predominato sull’Artico e sull’Antartico durante questi anni. Altrove le differenze nelle stime della temperatura della superficie del mare e della temperatura dell’aria superficiale sulla terraferma hanno costituito ulteriori fattori.

Copernicus Temperatura dell’aria superficiale per giugno 2021

L’imponente sviluppo scientifico e tecnico avvenuto nell’ultimo secolo ha fatto sì che venissero sviluppate delle tecnologie che fino a pochi decenni fa erano inimmaginabili. Certamente la ricerca spaziale rappresenta una delle più importanti avanguardie della tecnica e dell’Ingegneria e più in generale della Scienza. In suddetto contesto si collocano le tecnologie e la Scienza del Telerilevamento satellitare o Remote Sensing. Con il termine telerilevamento si indica “una scienza che permette di ottenere informazioni qualitative e quantitative da un oggetto, un’area o un fenomeno tramite l’analisi di dati acquisiti da un dispositivo a distanza che non è in contatto con l’oggetto, l’area o il fenomeno investigato” (Papale e Barbati, 2005). Il telerilevamento satellitare permette così l’acquisizione di dati, sottoforma di
immagini, su vaste aree di superficie terrestre in tempi relativamente brevi. Con il tempo le tecniche di acquisizione dei dati e le tecnologie costruttive dei sensori sono state perfezionate ed ora è possibile accedere a dati con diverse risoluzioni geometriche, spettrali, temporali e radiometriche. Ad oggi sono disponibili immagini satellitari multispettrali con risoluzione geometrica dell’ordine del decimetro. Tutte queste peculiarità del telerilevamento lo rendono un valido supporto sia per attività scientifiche sia commerciali od amministrative. A livello scientifico le tecniche di Remote Sensing si applicano a numerosi campi tra cui la geologia, la climatologia, la meteorologia, l’oceanografia e l’idrologia. Il dato satellitare risulta molto utile per la cartografia di aree remote o paesi in via di sviluppo;in queste zone le tecniche tradizionali con misurazioni sul campo o rilievi fotogrammetrici sono di difficile applicazione. Dal punto di vista commerciale la possibilità di accedere a dati su vastissime aree può essere importante per applicazioni in campo agro-forestale e per la pesca, oltre che per le attività di ricerca delle materie prime. Le immagini telerilevate forniscono un importante strumento di pianificazione e monitoraggio nell’ambito dell’amministrazione del territorio. Sono presenti in letteratura numerosi studi a riguardo, sia sull’ambiente urbano che naturale. Una delle più interessanti applicazioni del telerilevamento satellitare è quella relativa al risk management e la gestione dei disastri naturali; in questo filone si inseriscono diversi progetti e organizzazioni come ITHACA (Information for Humanitarian Assistance, Cooperation and Action) oppure GDACS (Global Disaster Alert and Coordination System), organizzazioni rivolte al miglioramento dei sistemi di allerta (Early Warning), valutazione dei danni nelle prime fasi delle emergenze (Early Impact), di condivisione di informazioni georeferenziate e coordinamento nelle prime fasi delle emergenze. L’Agenzia Spaziale Europea ha lanciato il programma Copernicus, il quale tramite dati satellitari fornisce una serie di prodotti e servizi a supporto di studi scientifici e gestione delle emergenze. All’interno di tale programma si trovano progetti come EMS (Emergency Management Service) che è costituito da tre moduli: mapping, EFAS (European Flood Awareness System) e EFFIS (European Forest Fire Information System). Un altro programma europeo è G-MOSAIC (GMES services for Management of Operations, Situation Awareness and Intelligence for regional Crises) che produce informazioni di supporto con attenzione particolare alle crisi esterne all’UE. Accanto a questi progetti sono inoltre presenti numerose realtà di crowdmapping a cui è possibile partecipare on-line. Recentemente l’Agenzia Spaziale Europea (ESA) ha dato inizio alla missione Sentinel, all’interno del programma Copernicus,con il lancio di una nuova serie di satelliti per l’osservazione terreste. Alcuni di questi sono già operativi e sono disponibili, open source, immagini radar e multispettrali
.

Copernicus è attualmente il più ambizioso programma di osservazione terrestre al mondo ed è costituito da differenti sistemi (satelliti, stazioni terrestri, sensori aerei e marini) che acquisiscono dati sulla Terra, come riportato sul sito internet di ESA (http://www.esa.int/Our_Activities/Observing_the_Earth/Copernicus/Overview3). Sul medesimo sito web si riporta che Copernicus è un programma che darà forma al futuro del nostro pianeta per il beneficio di tutti, ESA mette a disposizione la sua esperienza trentennale in programmi spaziali per contribuire al programma. Questo programma fornisce informazioni accurate, tempestive e facilmente accessibili per migliorare la gestione ambientale, comprendere e mitigare gli effetti dei cambiamenti climatici ed assicurare la sicurezza civile. Il programma è coordinato e gestito dalla Commissione Europea, mentre lo sviluppo delle infrastrutture avviene sotto il controllo di ESA per quanto riguarda le componenti spaziali. Le aree tematiche in cui si inseriscono i servizi legati al programma Copernicus sono sei:

  • territorio,
  • mare,
  • atmosfera,
  • cambiamento climatico,
  • gestione emergenze,
  • sicurezza.
    Questi servizi sono a supporto di una infinità di applicazioni che includono la protezione ambientale, la gestione delle aree urbane, la pianificazione territoriale, l’agricoltura, la gestione delle foreste, la pesca, i trasporti, lo sviluppo sostenibile, la protezione civile e il turismo. La varietà di applicazioni fa sì che i maggiori utilizzatori dei servizi Copernicus siano le pubbliche autorità, specialmente per la definizione di politiche ambientali e la gestione delle emergenze.
  • l’utilizzo dei dati Sentinel è rivolto allo studio del territorio, per cui particolare attenzione va concessa al tema dei servizi terrestri, i quali sono a loro volta suddivisi in quattro aree (http://land.copernicus.eu/):
  • Globali, questi servizi forniscono una serie di prodotti per lo studio della superficie terrestre a livello globale (con risoluzioni spaziali medie e basse), i prodotti sono usati per il monitoraggio della vegetazione, il ciclo dell’acqua e altre applicazioni.
  • Pan-Europei, servizi rivolti allo studio della copertura e dell’uso del suolo europeo e del loro cambiamento negli anni (corpi idrici, suolo nudo, foreste, aree impermeabilizzate…).
  • Locali, servizi relativi a specifiche aree nelle quali vengono riscontrate peculiarità (coste, grandi città, reti idriche).
  • In-sito, tutti i servizi hanno bisogno di dati presi nelle zone di studio per supportare i prodotti satellitari.
  • Un importante prodotto Pan-Europeo è CORINE Land Cover (CLC), che consiste in uno studio delle coperture del suolo (land cover) nel territorio europeo. I prodotti pan-europei sono coordinati dalla European Environment Agency (EEA). Per le specifiche esigenze del programma è stato sviluppato il progetto Sentinel, che prevede il lancio in orbita di 12 satelliti che formeranno la componente spaziale del programma Copernicus.
  • Introduzione

Giugno 2021 insieme al mese di giugno del 2018 è diventato il quarto giugno più caldo a livello globale, dopo i mesi di giugno del 2016, 2019 e 2020. Il mese è stato il secondo giugno più caldo in Europa. Le temperature elevate sull’Europa hanno raggiunto il picco nel nord-est e si sono estese a sud-ovest fino al Nord Africa e a sud-est fino all’Iran e al Pakistan. Le condizioni climatiche decisamente calde hanno continuato a persistere sul Nord America occidentale, dove sono stati battuti molti record di temperatura. Anche la Siberia artica ha sperimentato temperature elevate. Le temperature antartiche sono state prevalentemente più fredde del solito.

Di seguito è riportata la distribuzione delle anomalie della temperatura dell’aria in superficie per il mese di giugno 2021 rispetto alla media di giugno per il periodo 1991-2020. Fonte dei dati: ERA5. Fonte: Copernicus Climate Change Service/ECMWF.

Giugno 2021 è stato considerevolmente più caldo della media in gran parte dell’Europa. Le temperature sono state particolarmente elevate in Finlandia e nella Russia occidentale: la media di giugno è stata la più alta mai registrata in un sito di Helsinki con misurazioni che risalgono al 1844, e Mosca ha vissuto il suo giorno di giugno più caldo che sia mai stato registrato. Condizioni climatiche tipiche di un’ondata di calore sono state registrate anche in molti altri paesi europei. Al contrario, le temperature per tutto il mese ,sono state vicine o inferiori alla media nel sud-est del continente, nella penisola iberica, nell’Irlanda occidentale, in Islanda e alle Svalbard.Le condizioni di calore sull’Europa hanno fatto parte di un arco di temperature insolitamente alte che si è esteso dal nord-ovest dell’Africa, attraverso l’Europa e verso sud-est fino all’Iran, Afghanistan e Pakistan occidentale. Altre due regioni dell’emisfero settentrionale hanno sperimentato temperature estive estremamente elevate: il Nord America occidentale e centrale e la Siberia settentrionale. Per il Nord America, le temperature estremamente elevate si sono concentrate inizialmente nel sud-ovest degli Stati Uniti https://www.washingtonpost.com/weather/2021/06/18/heat-dome-western-us-temperatures/ e poi nel nord-ovest degli Stati Uniti e nel sud-ovest del Canada https://www.bbc.co.uk/news/world-us-canada-57654133. Il record assoluto di temperatura massima giornaliera in Canada è stato battuto per tre giorni di fila nella British Columbia. Il bollettino idrologico allegato https://climate.copernicus.eu/precipitation-relative-humidity-and-soil-moisture-june-2021, mostra che le regioni interessate avevano terreni insolitamente secchi. Gli incendi https://edition.cnn.com/2021/07/01/americas/canada-town-evacuation-extreme-heat/index.html , così come il calore, hanno rappresentato una seria minaccia nei confronti degli esseri umani. Le alte temperature di giugno registrate sulla Siberia settentrionale https://earthobservatory.nasa.gov/images/148525/a-scorcher-in-siberia-and-europe , sono state una caratteristica degli ultimi anni, ma nel 2021 non erano così diffuse come nei tre anni precedenti.

Anomalie relativamente ampie per quanto riguarda le temperature antartiche nel periodo invernale sono abbastanza comuni e il giugno 2021 non ha fatto eccezione. Le condizioni sono state principalmente più fredde della media 1991-2020. Altrove, sulla terraferma, la mappa delle temperature mostra un mix di regioni con temperature di poco superiori o inferiori alla media. Temperature dell’aria al di sotto della media, erano presenti su ampie parti dell’Oceano Pacifico orientale tropicale e subtropicale e sull’Atlantico del Nord a ovest dell’Europa. Il Pacifico settentrionale ha generalmente registrato temperature superiori alla media, così come l’Atlantico settentrionale occidentale extratropicale. Le temperature erano insolitamente alte anche nell’Oceano Atlantico meridionale a ovest dell’Africa, nel Passaggio di Drake e nel Mare di Tasmania nel Pacifico. negli oceani dell’emisfero meridionale le condizioni sono state più variabili.

Andamento delle anomalie mensili della temperatura superficiale dell’aria, sia a livello globale che europeo, relative al periodo 1991-2020, da gennaio 1979 a giugno 2021. Le barre colorate più scure indicano i valori di giugno. Fonte dei dati: ERA5. Fonte: Copernicus Climate Change Service/ECMWF.

A livello globale, giugno 2021 è stato:

0,21°C più caldo della media di giugno 1991-2020
più freddo di circa 0,15°C rispetto ai mesi di giugno del 2019 e 2020
più o meno simile in termini di temperatura al giugno eccezionalmente caldo del 1998 e ai mesi di giugno dal 2015 al 2018, anche se non così caldo come il giugno 2016
più caldo di qualsiasi altro giugno nella documentazione storica.
Le anomalie della temperatura media europea sono generalmente più grandi e più variabili delle anomalie globali. La temperatura media europea per giugno 2021 è stata di 1,5°C sopra la media 1991-2020. L’unico giugno che è stato più caldo dell attuale in Europa, si è verificato nel 2019.

Le medie corrispondenti sul Nord America mostrano che il giugno 2021 è stato il giugno più caldo in assoluto per il continente. La Siberia artica ha sperimentato il suo quarto giugno più caldo, alla pari con il giugno 2012. I giugno più caldi si sono verificati nel 2018, 2019 e 2020.

Nessun commento da mostrare.

Noaa Global Climate Report -giugno 2021

/monitoring-content/sotc/global/extremes/extremes-202106.png

Introduzione
Le anomalie di temperatura e i percentili sono mostrati nelle mappe a griglia sottostanti. La mappa delle anomalie sul lato sinistro è il prodotto di un’analisi delle anomalie della temperatura della superficie terrestre (Global Historical Climatology Network, GHCN)https://www.ncdc.noaa.gov/data-access/land-based-station-data/land-based-datasets/global-historical-climatology-network-monthly-version-4 e della temperatura della superficie del mare (ERSST versione 5)https://www.ncdc.noaa.gov/data-access/marineocean-data/extended-reconstructed-sea-surface-temperature-ersst-v5. Le anomalie di temperatura per i continenti e gli oceani sono analizzate separatamente e poi unite per formare l’analisi globale. Per maggiori informazioni, si prega di visitare la pagina delle anomalie di temperatura globale della superficie del NCEI https://www.ncdc.noaa.gov/monitoring-references/faq/anomalies.php . La mappa percentile sulla destra fornisce informazioni aggiuntive che permettono di collocare l’anomalia di temperatura osservata in un determinato luogo e periodo di tempo in una prospettiva storica, mostrando come il mese, la stagione o l’anno corrente si confronta con il passato.

Di seguito il grafico relativo all altezze del geopotenziale e relative anomalie riscontrate a livello globale nel mese di dicembre 2019.

L’altezza di geopotenziale  indica a quale altezza si trova un determinato valore di pressione atmosferica, che nella mappa mostrata è la pressione di 500 hPa o millibar.  Tale grafico si riferisce ad una superficie in quota, posta  a circa 5.500 metri.Le linee che uniscono punti di uguale valore di geopotenziale, dette isoipse, possono assumere la forma di “promontori”  e di “saccature” : i “promontori” sono aree di alta pressione, mentre le “saccature” sono aree di bassa pressione.Le anomalie della pressione riscontrate a 500 hpa tendono ad essere  ben correlate con le temperature presenti sulla superficie terrestre.

Spiegazione del flusso a 500 mb


Il sole è la fonte principale che determina il tempo sulla terra, causando un riscaldamento differenziale tra i tropici e le regioni polari. Questo provoca uno stato di movimento in cui l’atmosfera cerca sempre di equilibrarsi: l’aria calda si muove verso il polo in modelli chiamati creste, e l’aria più fredda si muove verso l’equatore in modelli chiamati depressioni. Alle medie latitudini (da 30 a 60 gradi nord e sud) la rotazione della terra fa sì che i sistemi meteorologici si spostino generalmente verso est.

Questo processo dinamico è meglio visibile sul grafico a 500 millibar. Questo grafico mostra la circolazione dell’atmosfera a circa 18.000 piedi (5486 metri) e si basa su misurazioni eseguite con palloni meteorologici due volte al giorno. Questi rilevamenti sono poi tracciati su una mappa e le linee di uguale pressione sono collegate. Le dorsali si estendono verso il polo, sono di solito associate a tempo caldo e secco, e hanno la forma generale di una “U” rovesciata nell’emisfero nord. Le depressioni si estendono verso l’equatore, sono di solito associate a tempo fresco e umido e hanno la forma tipica di una “U” nell’emisfero settentrionale. L’area di maggiore instabilità superficiale (temporali) è di solito immediatamente davanti (a destra) alla depressione di 500 mb.

Anomalie vs. Temperature

Negli studi sulle variazioni climatiche, le anomalie di temperatura sono più importanti della temperatura assoluta. Un’anomalia di temperatura è la differenza rispetto a una temperatura media, o base, di riferimento. La temperatura di base è tipicamente calcolata facendo la media di 30 o più anni di dati di temperatura. Un’anomalia positiva indica che la temperatura osservata è stata più calda della temperatura di riferimento, mentre un’anomalia negativa indica che la temperatura osservata è stata più fredda della temperatura di riferimento. Quando si calcola una media delle temperature assolute, cose come la posizione o l’elevazione della stazione avranno un effetto sui dati (ad esempio, le altitudini più elevate tendono ad essere più fredde di quelle più basse e le aree urbane tendono ad essere più calde delle aree rurali). Tuttavia, quando si guardano le anomalie, questi fattori risultano essere meno cruciali. Per esempio, un mese estivo in una zona può essere più fresco della media, sia in cima a una montagna che in una valle vicina, ma le temperature assolute saranno molto diverse nelle due località.L’uso delle anomalie aiuta anche a minimizzare i problemi legati all’aggiunta, rimozione o cessazione di stazioni dalla rete di monitoraggio. Il diagramma in alto mostra le temperature assolute (linee) per cinque stazioni vicine, con le anomalie del 2008 sotto forma di simboli. Si noti come tutte le anomalie si inseriscono in un intervallo minuscolo rispetto alle temperature assolute. Anche se una stazione venisse rimossa dalle registrazioni, l’anomalia media non cambierebbe significativamente, ma la temperatura media complessiva potrebbe cambiare significativamente a seconda di quale stazione è uscita dalle registrazioni. Per esempio, se la stazione più fredda (Mt. Mitchell) fosse rimossa dal record, la temperatura media assoluta diventerebbe significativamente più calda. Tuttavia, poiché la sua anomalia è simile a quella delle stazioni vicine, l’anomalia media cambierebbe molto meno.

Temperatura mensile: Giugno 2021



La temperatura superficiale globale registrata nel mese di giugno 2021 è stata la quinta più alta per il mese di giugno dal 1880 , con una temperatura superiore di 0,88°C (1,58°F) rispetto alla media del 20° secolo. Solo i mesi di giugno del 2015 (quarto più caldo), 2016 (secondo più caldo), 2019 (più caldo) e 2020 (terzo più caldo) sono risultati più caldi e hanno avuto una temperatura globale superiore a quella media di +0,90°C (+1,62°F). Nove dei 10 giugno più caldi sono avvenuti dal 2010. Giugno 1998 è l’unico giugno del secolo precedente che si colloca tra i 10 giugno più caldi in assoluto e attualmente è il decimo giugno più caldo in assoluto. Giugno 2021 ha anche segnato il 45° giugno consecutivo e il 438° mese consecutivo con temperature, almeno nominalmente, superiori alla media del 20° secolo.

/monitoring-content/sotc/global/2021/jun/global-land-ocean-anomalies-202106.png

Gran parte del globo ha sperimentato condizioni più calde della media, con scostamenti di temperatura di almeno +3.0°C (+5.4°F) su ampie porzioni di terra dell’emisfero settentrionale, in particolare su parti del Nord America, Europa e Russia occidentale e centrale. L’Oceano Pacifico settentrionale e parti dell’Oceano Atlantico, hanno avuto temperature di almeno 2.0°C (3.6°F) sopra la media. Temperature eccezionalmente più calde rispetto a quelle medie sono state rilevate in parti dell’America del Nord, dell’Oceano Atlantico, dell’Africa, dell’Asia e dell’America Meridionale e settentrionale. Le temperature record di giugno hanno riguardato il 4,18% della superficie mondiale. Questa è stata la sesta percentuale più alta dall’inizio delle registrazioni nel 1951 per il mese di giugno.

La temperatura globale della superficie terrestre registrata nel mese di giugno 2021, è stata la più alta in assoluto con un valore di 1,42°C (2,56°F) sopra la media. Questo valore ha superato il precedente record stabilito nel 2019 di +0,11°C (+0,20°F).Le dieci temperature globali della superficie terrestre più calde verificatesi nel mese di giugno si sono verificate dal 2010.La temperatura globale della superficie terrestre registrata nel mese di giugno 2021, la quale è stata insolitamente calda, è stata guidata principalmente dalla temperatura registrata sui continenti dell emisfero settentrionale , la quale è stata superiore di +1,69°C (+3,04°F) rispetto alla media. Il secondo valore più alto di temperatura di giugno per l’emisfero settentrionale si è verificato nel 2012 (+1,51°C / +2,72°F) (continenti).

I grafici delle anomalie globali sono uno strumento importante per descrivere lo stato attuale del clima in tutto il mondo. Le mappe delle anomalie di temperatura ci dicono se la temperatura osservata in una particolare località e in un particolare periodo di tempo (ad esempio mese, stagione o anno) è stata più calda o più fredda di un valore di riferimento, che di solito è una media di 30 anni, e di quanto.

Le mappe delle anomalie globali sono uno strumento fondamentale per comprendere lo stato attuale del clima in tutto il mondo. Le mappe delle anomalie di temperatura ci dicono se la temperatura osservata in un determinato luogo e periodo di tempo (per esempio, mese, stagione o anno) è stata più calda o più fredda rispetto ad un valore di riferimento, che di solito è una media di 30 anni, nonché di quanto.

Il rapporto Global State of the Climate dell’agosto 2012 introduce le mappe percentili che vanno ad integrare in maniera più esaustiva le informazioni fornite dalle mappe delle anomalie. Queste nuove mappe forniscono ulteriori informazioni in quanto rendono possibile collocare l’anomalia della temperatura osservata in un determinato luogo e periodo di tempo in una prospettiva storica, mostrando come il mese, la stagione o l’anno più attuali si confrontano con il passato.

Per collocare il mese, la stagione o l’anno in prospettiva storica, i valori di temperatura di ogni punto della griglia per il periodo di tempo di interesse ,(per esempio tutti i valori di agosto dal 1880 al 2012) sono ordinati dal più caldo al più freddo, con i gradi assegnati a ciascun valore. Il rango numerico rappresenta la posizione di quel particolare valore nel corso della registrazione storica. La lunghezza della registrazione aumenta con ogni anno. È importante notare che il periodo di registrazione di ogni punto della griglia può variare, ma tutti i punti della griglia visualizzati nella mappa hanno un minimo di 80 anni di dati. Per il record delle anomalie di temperatura globale, i dati risalgono al 1880. Ma non tutti i punti della griglia hanno dati dal 1880 ad oggi. Considerando un punto della griglia con un periodo di registrazione di 133 anni, un valore di “1” nel record di temperatura ,si riferisce al record più caldo, mentre un valore di “133” si riferisce al record più freddo. Le ombreggiature più calde della media, prossime alla media e più fredde della media presenti sulle mappe dei percentili di temperatura, rappresentano rispettivamente il terzile inferiore, medio e superiore (o tre porzioni uguali) dei valori ordinati o della distribuzione. Molto più caldo della media e molto più freddo della media si riferiscono rispettivamente al decile più basso e a quello più alto (il 10 per cento superiore o inferiore) della distribuzione. Per un periodo di 133 anni, più caldo della media (più freddo della media) rappresenterebbe uno dei 44 periodi più caldi (più freddi) di questo tipo registrati. Tuttavia, se il valore si classificasse tra i 13 più caldi (più freddi) registrati, quel valore verrebbe classificato come Molto più caldo della media (Molto più freddo della media). Vicino alla media rappresenterebbe un valore di temperatura media che è stato nel terzo medio (rango da 45 a 89) in archivio.

Giugno 2021 Anomalie di temperatura della superficie terrestre e della superficie oceanica in gradi Celsius

June 2021 Blended Land and Sea Surface Temperature Anomalies in degrees Celsius

Giugno 2021 Percentili combinati di temperatura della superficie terrestre e della superficie marina

June 2021 Blended Land and Sea Surface Temperature Percentiles

Nel frattempo, temperature vicine o inferiori alla media sono state presenti in parti dell’Oceano Pacifico tropicale centrale e orientale, così come in parti dell’Oceano Pacifico sudorientale, nel Canada nordorientale, nel Sud America meridionale, nell’Oceano Atlantico settentrionale, nell’Asia centrale e nell’Australia occidentale. Tuttavia, nessuna area terrestre o oceanica ha registrato una temperatura sensibilmente inferiore a quella media per il mese di giugno .

Il Nord America https://www.ncdc.noaa.gov/cag/global/time-series/northAmerica/land/1/6/1910-2021 , complessivamente, ha avuto nel mese di giugno la temperatura più alta mai registrata con un valore di 1,98°C (3,56°F) sopra la media. Questo è stato di 0,30°C (0,54°F) più alto rispetto al giugno 2016, il quale è stato il secondo giugno più caldo. Nove dei dieci giugno più caldi per il Nord America, si sono verificati dal 2006, con il giugno del 1988 tra i dieci più caldi di sempre. Durante l’ultima settimana di giugno, un’ondata di caldo estremo ha colpito gran parte degli Stati Uniti continentali nord-occidentali e del Canada occidentale con temperature massime (diurne) che hanno superato i 38.0°C (100°F), il che non è tipico per la regione. Le temperature massime erano almeno 16.0°C (28.8°F) sopra la media in tutta la regione. Secondo l’Organizzazione Meteorologica Mondiale, Lytton, British Columbia, Canada, ha stabilito un nuovo record nazionale di temperatura massima per tre giorni consecutivi. L’ultimo record era di 49,6°C (121,3°F) stabilito il 29 giugno, che è una temperatura massima più tipica delle temperature estive del Medio Oriente. Il caldo intenso ha causato più di 100 decessi e ricoveri in tutto il Canada occidentale. Negli Stati Uniti, i rapporti preliminari hanno dichiarato che il caldo ha causato danni alle coltivazioni come bacche e grano. Per gli Stati Uniti contigui, la temperatura di giugno 2021 è stata la più alta per il mese di giugno nei 127 anni di storia della nazione, con una temperatura di 4,2°F (2,3°C) superiore alla media del 20° secolo. Questo valore ha superato il precedente record stabilito nel 2016 con un ampio margine di +0,9°F (+0,5°C). Diversi stati dell’ovest e del nord-est hanno avuto durante il mese di giugno, una temperatura sensibilmente superiore a quella media o prossima a valori record.

Per quanto riguarda l Africa https://www.ncdc.noaa.gov/cag/global/time-series/africa/land/1/6/1910-2021 , nel mese di giugno 2021 la temperatura è stata di 1,44°C (2,59°F) superiore alla media, risultando il giugno più caldo mai registrato. Questo ha superato il precedente record stabilito solo l’anno scorso (2020) di 0,07°C (0,13°F). Gli ultimi tre giugno più caldi registrati sono quelli del 2019, 2020 e 2021, e nove dei 10 giugno più caldi si sono verificati dal 2009.

Anche l’Europa https://www.ncdc.noaa.gov/cag/global/time-series/europe/land/1/6/1910-2021 ha sperimentato un giugno insolitamente caldo, risultando il secondo giugno più caldo di sempre con una temperatura di +2,36°C (4,25°F). Questo è stato 0,57°C (1,03°F) più fresco rispetto al giugno 2019 caratterizzato da temperature molto alte. Diversi Paesi europei hanno avuto un mese di giugno che si è attestato tra i primi cinque più caldi di sempre. De Bilt, Paesi Bassi https://www.knmi.nl/nederland-nu/klimatologie/maand-en-seizoensoverzichten/2021/juni , ha avuto la sua temperatura di giugno più alta da quando sono iniziati i registri nazionali nel 1901 con una temperatura superiore alla media di 2,0°C (3,6°F). L’Austria, nel suo complesso, ha avuto il terzo giugno più caldo nei 254 anni di registrazioni nazionali, dietro al 2003 (secondo più caldo) e al 2019 (più caldo). Secondo ZAMG, otto dei 10 giugno più caldi dell’Austria, si sono verificati dal 2010. La Finlandia https://en.ilmatieteenlaitos.fi/news/5vByjewgsYT1lbvgSv2FQ6 ha avuto il suo giugno più caldo di sempre con una temperatura di 16,5°C (61,7°F), superando il precedente record stabilito nel 1953 di 0,3°C (0,5°F). Helsinki, la capitale della Finlandia, ha avuto una temperatura media di 19,3°C (66,7°F), che è stata la temperatura di giugno più alta da quando sono iniziati i registri nel 1844. La Norvegia ha avuto il suo quinto giugno più caldo dall’inizio dei registri nazionali nel 1900, con una temperatura di giugno superiore alla media di 2,3°C (4,1°F).La https://www.meteosuisse.admin.ch/home/climat/climat-de-la-suisse/rapports-climatiques.subpage.html/fr/data/publications/2021/7/bulletin-climatologique-juin-2021.html temperatura nazionale di giugno 2021 della Svizzera, si è attestata con quella del 2002 a fare divenire il giugno 2021 come il quarto giugno più caldo da quando sono iniziati i registri nel 1864.https://www.meteosuisse.admin.ch/home/climat/climat-de-la-suisse/rapports-climatiques.subpage.html/fr/data/publications/2021/7/bulletin-climatologique-juin-2021.html

L’Asia https://www.ncdc.noaa.gov/cag/global/time-series/asia/land/1/6/1910-2021 , complessivamente, ha avuto una temperatura di 1,50°C (2,70°F) al di sopra della media, e con il 2010 è stata la seconda temperatura di giugno più elevata mai registrata. È stata anche di appena 0,28°C (0,50°F) inferiore a quella del giugno più caldo registrato nel 2012. I dieci giugno più caldi dell’Asia si sono verificati tutti dal 2006.

Anche l’America del Sud e l’Oceania hanno avuto una temperatura superiore alla media nel mese di giugno,pur non rientrando tra le dieci più calde in assoluto per quanto riguarda il mese di giugno. Secondo NIWA, la Nuova Zelanda https://niwa.co.nz/sites/niwa.co.nz/files/Climate_Summary_June_2021_Final.pdf ha avuto il suo giugno più caldo da quando sono iniziati i registri nazionali nel 1909. La temperatura nazionale per giugno 2021 è stata di 2,0°C (3,6°F) sopra la media.

Africa InterTropical Front (ITF) 1 decade mese di luglio 2021

Mean ITCZ

La zona di di Convergenza Intertropicale (ITCZ) conosciuta anche come Fronte Intertropicale o Zona di Convergenza Equatoriale, è una fascia di bassa pressione che avvolge la Terra all’Equatore . L’ITCZ rappresenta l’equatore climatico che fluttua intorno a quello astronomico in base ad una cadenza stagionale. Questa fascia atmosferica, ove convergono gli alisei, è semipermanente e caratterizzata da debole circolazione ed elevati valori di temperatura e umidità. Ad essa è associata una zona interessata da abbondanti precipitazioni (c.d. tropical rain belt). L’ITCZ costituisce, infatti, uno dei principali meccanismi attraverso i quali si formano le precipitazioni in Africa ed è la zona di convergenza al suolo di grandi masse di aria tropicali (i c.d. trade winds provenienti da sud est e da nord est) che, sotto l’azione di moti convettivi, risalgono verso l’alto. In altri termini, essa è formata da correnti verticali ascendenti di aria calda ed umida provenienti dalle latitudini al di sopra e al di sotto dell’equatore. Il suo spostamento meridionale dipende dall’insolazione (radiazione solare) in superficie, più o meno intensa a seconda delle stagioni. Ciò conferisce la nota caratteristica bimodale al regime delle precipitazioni nell’Africa equatoriale, con due stagioni delle piogge che la attraversano. Generalmente, il movimento dell’ITCZ provoca una stagione secca (dry season) ed una più umida (wet season) lungo il continente africano. Nella zona di convergenza intertropicale, inoltre deve essere tenuta in considerazione la circolazione zonale definita dall’azione della Cella di Hadley ), che rappresenta una componente atmosferica di macroscala e di cui è in parte costituito il sistema di distribuzione/regolazione del calore e dell’umidità sulla Terra. Per descrivere i circuiti atmosferici che trasferiscono calore dalle basse alle alte latitudini sono stati, infatti, ideati alcuni modelli detti celle, tra i quali la cella di Hadley è il più semplice e rende conto del trasferimento di calore dall’Equatore a latitudini di circa 30° Nord e Sud. La gran quantità di energia solare che quotidianamente giunge all’Equatore riscalda enormi masse d’aria che si dilatano e si sollevano, portando un’abbondante quantità di vapore. In quota, la colonna d’aria inizia a raffreddarsi dando origine a corpi nuvolosi alti 15-20 km. Il vapore si condensa: le piogge torrenziali, brevi e quotidiane, sono tipiche dei climi caldo-umidi dove crescono le foreste pluviali. L’aria in quota, ormai secca, si sposta versi i Tropici, e giunta a circa 30° di latitudine scende. Scendendo verso il suolo, l’aria secca si comprime e si scalda. Ciò causa un clima molto secco e, infatti, le aree desertiche si trovano a queste latitudini. Successivamente, l’aria è richiamata verso l’Equatore dal riscaldamento che ha luogo nelle zone equatoriali: inverte la direzione di spostamento e torna da dove era partita. I venti costanti a bassa quota che spirano dai Tropici all’Equatore si caricano di umidità; così, il ciclo ricomincia. La cella di Hadley è un moto convettivo che non si interrompe mai. Perciò, nella fascia compresa tra i Tropici, le condizioni climatiche e meteorologiche sono costanti:
• fra il Tropico del Cancro e l’Equatore, il clima è sempre caldo e arido;
• intorno all’Equatore, il clima è sempre caldo-umido con piogge giornaliere;
• fra l’Equatore e il Tropico del Capricorno il clima è sempre caldo e arido.
Le regioni comprese all’interno della zona di convergenza intertropicale ricevono precipitazioni per più di 200 mm in un anno.

Il clima delle regioni tropicali è dominato da tale meccanismo con un periodo che va da Ottobre a Marzo, durante il quale l’area delle precipitazioni è posizionata nell’emisfero australe (raggiungendo approssimativamente il Tropico del Capricorno come suo limite meridionale), mentre da Aprile a Settembre, viceversa, l’area delle precipitazioni si sposta nell’emisfero boreale avendo, stavolta, come suo confine settentrionale il Tropico del Cancro.

Nella regione tropicale, il regime di precipitazioni tende ad essere influenzato, oltre che dalla migrazione dell’ITCZ, anche dall’esistenza di complesse caratteristiche topografiche e dalla presenza di grandi corpi d’acqua, come ad esempio il Lago Vittoria. La conseguenza di questo è ravvisabile in un elevato grado di variabilità spaziale e temporale del clima regionale (Ogallo, 1989). La sub-regione può, dunque, essere suddivisa in tre settori, a seconda dell’inizio e della fine del periodo delle piogge: Sud, Equatoriale e Nord. Il settore meridionale, comprendente la zona centrale e a sud della Tanzania, subisce un regime unimodale di precipitazioni, con piogge che hanno luogo tra Dicembre ed Aprile. Il settore equatoriale, in cui sono comprese le zone a nord della Tanzania, il Kenya, l’Uganda, la parte sud e l’estremità orientale dell’Etiopia, il sud del Sudan e metà zona meridionale della Somalia, subisce, generalmente, un regime di precipitazioni bimodale (Figura 18), in concomitanza della migrazione nord sud dell’ITCZ. La stagione delle “lunghe piogge” (long rains) va da Marzo a Maggio (MAM), mentre la stagione secondaria delle “piogge brevi” (short rains) si estende lungo i mesi tra Ottobre e Dicembre (OND). Le “short rains” hanno luogo quando la ITCZ migra verso sud ed è localizzata sulla zona meridionale del Lago Tanganyika; al contrario, le “long rains” si hanno quando l’ITCZ muove nuovamente verso nord, collocandosi sopra la parte nord del Lago Vittoria. Questa stagione si accompagna normalmente a forti piogge e a temporali. L’ITCZ apporta precipitazioni sull’Africa Orientale approssimativamente un mese dopo che l’orbita del Sole e il piano dell’equatore coincidono; poiché al di sopra di quest’ultimo il Sole vi passa due volte l’anno, le zone in prossimità dell’equatore subiscono, di conseguenza, un regime bimodale di precipitazioni, come descritto. Le piogge arrivano, generalmente, con i venti provenienti da nordest, che hanno origine nell’Oceano Indiano (Ogallo, 1988; Mutai et al., 1998). Ancora più a nord, compreso il limite settentrionale dell’Uganda, le piogge brevi tendono ad anticipare il loro picco massimo nel mese di Agosto. Secondo le osservazioni di alcuni (Jameson e McCallum, 1970, p. 14), nel nord dell’Uganda, il periodo compreso tra la fine delle lunghe piogge e l’inizio di quelle brevi è molto breve e, pertanto, le due stagioni di precipitazione sono “sufficientemente vicine da costituire una stagione singola per ogni finalità pratica”. Alcune località sono, in realtà, caratterizzate da una distribuzione unimodale delle precipitazioni, con scarse piogge durante il resto dell’anno come, ad esempio la località di Kitgum, che presenta un regime di precipitazioni fortemente unimodale, con piogge che hanno il loro picco nel mese di Agosto (J. Phillips e B. McIntyre, Int. J. Climatol. 20: p. 173 Fig. 1, 2000). Nel settore Nord, infine, ossia le zone centrali e settentrionali dell’Etiopia, l’Eritrea, Djibouti, e parte della zona a nord del Sudan, la stagione delle piogge maggiore ha luogo tra i mesi di Giugno e Settembre, ma poche aree ricevono un picco secondario da Marzo a Maggio

Migrazione Stagionale dell’ITCZ nel mese di gennaio

Migrazione Stagionale dell’ITCZ nel mese di luglio

Figura 1 Schema generale di circolazione atmosferica. A causa del più alto rapporto insolazione/superficie, dalla zona equatoriale si solleva aria calda leggera e umida che, giunta in alta quota, per la bassa temperatura lascia ricadere abbondanti piogge. La dilatazione e il sollevamento dell’aria calda provoca un regime di basse pressioni che risucchia aria dai bordi della fascia tropicale con la formazione dei venti superficiali detti Alisei. In quota il ciclo si chiude con trasferimento di aria fredda e secca lontano dall’Equatore e questa aria ridiscende creando un regime di alta pressione a cavallo dei Tropici (23.5 °N e 23.5 °S). Queste due celle intertropicali vengono dette di Hadley. La discesa di aria densa ai margini dei Tropici innesca due altre celle di convezione, a Nord e a Sud, dette di Ferrel, caratterizzate da venti superficiali, diretti in direzione opposta agli Alisei, e venti in quota che convergono verso i Tropici, con risalita di aria umida ma già fredda verso l’alta quota: non si hanno usualmente forti precipitazioni ma si instaura un regime di basse pressioni ai limiti dei circoli polari artico e antartico con migrazione di aria molto fredda dai due Poli.

La zona di Convergenza Intertropicale (ITCZ) , nel periodo compreso dal 1-10 luglio, si è spostata leggermente verso nord sia nella parte occidentale sia nella parte orientale . La porzione occidentale (10W-10E) dell’ITF si è collocata approssimativamente intorno ai 17.2N, sebbene la posizione media sia di 18.0N pe questo periodo dell anno. Ciò può spiegare una certa soppressione delle precipitazioni osservata sul Senegal. Nonostante questo ritardo nella posizione dell’ITF, piogge moderate si sono concentrate molto più a nord nel Mali e nel Niger. La porzione orientale (20E-35E) dell’ITF si è collocata approssimativamente intorno a 16.1N, risultando più a nord rispetto alla posizione climatologica di 15.4N. Questa posizione potrebbe spiegare le ampie precipitazioni che hanno interessato il Ciad, il Sudan meridionale, l’Eritrea e l’Etiopia nord-occidentale. La figura 1 mostra la posizione attuale dell’ITF rispetto alla posizione media a lungo termine durante la prima decade di luglio e la sua posizione precedente durante la terza decade di giugno. Le figure 2 e 3 sono serie temporali che illustrano i valori latitudinali delle porzioni occidentale e orientale dell’ITF, rispettivamente, e le loro evoluzioni stagionali dall’inizio di aprile 2021.

Mean ITCZ
West
ITCZ
East
ITCZ
NOAA/ National Weather Service
NOAA Center for Weather and Climate Prediction
Climate Prediction Center
5830 University Research Court
College Park, Maryland 20740
Page Author: Climate Prediction Center Internet Team
Page last modified: February 22, 2006Disclaimer
Information Quality
Credits
Glossary
Privacy Policy
Freedom of Information Act (FOIA)
About Us
Career Opportunities

Alla fine della prima settimana di luglio, l’estensione del ghiaccio marino artico era ai minimi storici per questo periodo dell’anno

Alla fine della prima settimana di luglio, l’estensione del ghiaccio marino artico era al minimo storico per questo periodo dell’anno. Luglio è il mese in cui il ghiaccio marino diminuisce più rapidamente. Come nella maggior parte degli anni dell’ultimo decennio, giugno ha visto una rapida perdita di ghiaccio nella Baia di Hudson, nella Baia di Baffin, sulla costa siberiana e nel Mare di Chukchi. Tuttavia, il ghiaccio è rimasto esteso a nord dell’Alaska.

Panoramica sulle condizioni

La perdita di ghiaccio marino artico a giugno è stata relativamente costante e rapida. L’estensione media mensile per giugno 2021 è stata di 10,71 milioni di chilometri quadrati (4,14 milioni di miglia quadrate). Questo era 300.000 chilometri quadrati (116.000 miglia quadrate) sopra il minimo storico per il mese, stabilito nel 2016 e 1,05 milioni di chilometri quadrati (405.000 miglia quadrate) sotto la media del periodo 1981-2010. L’estensione media per il mese, si colloca al sesto posto tra le più basse registrate nella storia delle osservazioni satellitari eseguite tramite sensori passivi a microonde . Grandi aree prive di ghiaccio si sono formate nei mari di Laptev e della Siberia orientale, mentre i venti caldi hanno spinto il bordo del ghiaccio in direzione nord nei mari di Kara e di Barents vicino a Novaya Zemlya. La regione dello Stretto di Fram e l’area a nord della Groenlandia nord-orientale hanno avuto una concentrazione di ghiaccio insolitamente bassa alla fine del mese a causa del ghiaccio sottile preesistente e del clima insolitamente caldo. Al contrario, alla fine di giugno, il ghiaccio marino persisteva ancora lungo la costa settentrionale dell’Alaska.

Come descritto precedentemente, l estensione della banchisa artica viene monitorata tramite osservazioni satellitari .Satelliti che utilizzano particolari sensori. Di seguito una breve descrizione.

Con il termine sensore si intende un dispositivo elettronico in grado di rilevare l’energia elettromagnetica proveniente da una scena e di convertirla in informazione, registrandola e memorizzandola sotto forma di segnale elettrico. Una prima e fondamentale classificazione nell’ambito delle differenti modalità di Telerilevamento può essere fatta in base alle funzionalità del sensore utilizzato per la misura della radiazione elettromagnetica. Si distinguono, pertanto, le due seguenti tipologie di Telerilevamento:

  1. Telerilevamento passivo: il sensore è deputato al solo ricevimento della radiazione elettromagnetica emessa o riflessa dall’oggetto che si sta analizzando
  2. Telerilevamento attivo: il sensore emette la radiazione elettromagnetica e ne rileva, quindi, anche la frazione che viene riflessa dagli oggetti posti sulla superficie terrestre.

Sulla base di questa distinzione è analogamente possibile classificare i sensori per il Telerilevamento in attivi e passivi.
I sensori passivi, sono strumenti che rilevano la radiazione elettromagnetica riflessa, od emessa naturalmente, dagli oggetti in esame situati sulla superficie terrestre utilizzando fonti naturali, come, ad esempio, il Sole. I sistemi per il Telerilevamento passivo sono di due categorie
:
i sensori che operano nel visibile e nell’infrarosso vicino e medio, i quali raccolgono la radiazione elettromagnetica emessa dal Sole e riflessa dalla superficie terrestre.
i sensori che operano principalmente nell’infrarosso termico, i quali raccolgono le radiazioni emesse direttamente dalla superficie terrestre.
La misura dell’energia riflessa può avvenire solo quando il Sole illumina l’oggetto in osservazione e pertanto non di notte; la rilevazione dell’energia emessa, come nel caso dei sensori operanti nell’infrarosso termico, può essere invece effettuata sia di giorno che di notte. I sensori attivi, invece, rilevano la radiazione elettromagnetica riflessa da un oggetto irradiato da una fonte di energia generata artificialmente da loro stessi. La radiazione emessa raggiunge l’oggetto in osservazione e la sua frazione riflessa viene rilevata e misurata dal sensore, a seguito dell’interazione
con la superficie. I sistemi per il telerilevamento attivo si dividono in sistemi a scattering, quali il lidar, che operano nel visibile e nell’infrarosso, ed in sistemi radar che operano nel range delle microonde. Tra i principali vantaggi offerti dai sensori attivi vi è la possibilità di effettuare misure ad ogni ora del giorno e della notte e, nel caso dei radar, anche in ogni condizione meteorologica
.

Figura 1. L’estensione del ghiaccio marino artico per giugno 2021 è stata di 10,71 milioni di chilometri quadrati (4,14 milioni di miglia quadrate). La linea color magenta mostra l’estensione media dal 1981 al 2010 per il mese considerato.

Sea Ice Index data. About the data

Credit: National Snow and Ice Data Center
High-resolution image

Le condizioni nel contesto

Una bassa pressione insolitamente forte (fino a 10 hPa sotto la media) in prossimità del Polo Nord, ha dominato il modello medio di circolazione atmosferica per giugno (Figura 2b). Inoltre, una zona di alta pressione ha dominato l’Europa occidentale, provocando una circolazione da nord-est sul Mare di Norvegia e nei Mari di Barents e di Kara. Le temperature a livello di 925 hPa sulla Scandinavia, sono state di conseguenza elevate, con una media di 2-5 gradi Celsius (4-9 gradi Fahrenheit) sopra la media (Figura 2c). Temperature superiori alla media erano presenti anche sulla Siberia nord-orientale lungo la costa del Mare di Laptev e della Siberia orientale, mentre condizioni fresche hanno prevalso sull’Alaska centrale e sulla Siberia centrale. La maggior parte dell’Oceano Artico presentava temperature da 1 a 3 gradi Celsius (da 2 a 5 gradi Fahrenheit) superiori alla media, anche se una regione vicino alle isole Severnaya Zemlya presentava temperature vicine alla media. Le temperature dell’aria in prossimità di forti aree di bassa pressione sull’Oceano Artico, sono state storicamente associate a condizioni relativamente fresche. Tuttavia, le temperature di giugno nelle vicinanze del modello di bassa pressione erano vicine alla media .

Figura 2a. Il grafico mostra l’estensione del ghiaccio marino artico al 6 luglio 2021, insieme ai dati giornalieri riguardanti l’estensione del ghiaccio nei cinque anni precedenti e nell’ anno del minimo storico. Il 2021 è mostrato in blu, il 2020 in verde, il 2019 in arancione, il 2018 in marrone, il 2017 in magenta e il 2012 in rosso tratteggiato. La mediana 1981-2010 è in grigio scuro. Le aree grigie intorno alla linea mediana mostrano le gamme interquartile e interdecile dei dati. Dati http://nsidc.org/data/seaice_index.

Figura 2b. Questo grafico mostra la pressione media a livello del mare nell’Artico in millibar per giugno 2021. I colori giallo e rosso indicano una pressione alta; il blu e il viola indicano una pressione bassa. Credito: NSIDC per gentile concessione del NOAA Earth System Research Laboratory Physical Sciences Laboratory

Figura 2c. Questo grafico mostra lo scostamento dalla temperatura media dell’aria nell’Artico al livello 925 hPa, in gradi Celsius, per giugno 2021. I colori giallo e rosso indicano temperature superiori alla media; il blu e il viola indicano temperature inferiori alla media. Credito: NSIDC per gentile concessione del NOAA Earth System Research Laboratory Physical Sciences Laboratory

Giugno 2021 rispetto agli anni precedenti

Il ritmo della perdita di ghiaccio per il mese, è stato più veloce della media; l’Artico ha perso un totale di 2,39 milioni di chilometri quadrati (923.000 miglia quadrate) durante il mese di giugno. Questo corrisponde a una perdita media di ghiaccio di 79.600 chilometri quadrati (30.700 miglia quadrate) al giorno rispetto alla perdita media dal 1981 al 2010 di 56.200 chilometri quadrati (21.700 miglia quadrate) al giorno. Fino al 2021, il tasso lineare di declino per l’estensione del ghiaccio marino di giugno, è del 4,0 per cento per decennio. Questo corrisponde a 47.000 chilometri quadrati (18.000 miglia quadrate) all’anno. La perdita cumulativa del ghiaccio di giugno, nei 43 anni di registrazione satellitare, è di 1,99 milioni di chilometri quadrati (768.000 miglia quadrate), sulla base della differenza dei valori di tendenza lineare nel 2021 e nel 1979. La perdita di ghiaccio dal 1979 nel mese di giugno è equivalente a circa tre volte la dimensione del Texas.

Figura 3. L’estensione mensile del ghiaccio di giugno dal 1979 al 2021 mostra un declino del 4,0% per decennio. Credito: National Snow and Ice Data Center

L’area a nord della Groenlandia e dell’arcipelago canadese è stata recentemente definita “Last Ice Area” (LIA) perché il ghiaccio tende a persistere lì per decenni fino alla fine dell’estate, mentre in altre regioni il ghiaccio tende a sciogliersi quasi del tutto. Nella LIA, il ghiaccio è il più spesso e il più antico dell’Artico, e la circolazione tende a mantenere il ghiaccio compresso contro le coste settentrionali di queste isole. Tuttavia, nell’estate del 2020, la porzione più orientale della LIA, conosciuta come il Mare di Wandel, aveva una concentrazione di ghiaccio marino incredibilmente bassa (Figura 4). Questo ha fornito un facile accesso al pack artico più interno da parte del rompighiaccio RV Polarstern durante la scorsa estate, quando è tornato per completare la ricerca connessa alla spedizione di un anno del Multidisciplinary drifting Observatory for the Study of Arctic Climate (MOSAiC).https://mosaic-expedition.org/

Un recente documento https://doi.org/10.1038/s43247-021-00197-5 redatto dai colleghi dell’Università di Washington a Seattle e dell’Università di Toronto Mississauga, illustra come la bassa concentrazione di ghiaccio registrata nel Mare di Wandel, sia stata causata sia dall’assottigliamento dei ghiacci marini spessi e pluriennali, sia da un insolito movimento del ghiaccio indotto dal vento, in particolare tra la metà e la fine di agosto. I cambiamenti dei venti hanno sostituito il vecchio ghiaccio con il ghiaccio più sottile del primo anno. Gli autori notano che la circolazione dei venti ha rappresentato un fattore determinante, probabilmente un risultato della variabilità naturale, ma che anche le tendenze persistenti a lungo termine di assottigliamento del ghiaccio marino pluriennale del LIA, sono in parte responsabili. I venti non avrebbero avuto un impatto così grande nei decenni precedenti, quando il pack era mediamente più spesso.

Figura 4. Questa mappa e questo grafico mostrano le condizioni del ghiaccio marino nel Mare di Wandel durante l’estate del 2020. La mappa in alto include una mappa di localizzazione e una mappa della concentrazione di ghiaccio marino nell’area settentrionale della Groenlandia durante l’agosto 2020, mentre la RV Polarstern transitava nell’area (contrassegnata dalla linea rossa). Il grafico in basso mostra la concentrazione di ghiaccio marino per l’area segnata dal contorno nero nel corso dell’estate 2020, derivato dal NSIDC Climate Data Record per il ghiaccio marino. Nella maggior parte degli anni dal 1978, la concentrazione media del ghiaccio marino è superiore al 90% (linea blu solida) per tutta l’estate.

Credito: Schweiger et al. 2021

Communications Earth & Environment, doi:10.1038/s43247-021-00197-5

Negli ultimi giorni, l estensione della banchisa artica è risultata estremamente bassa.

Buona giornata a tutti. Di seguito i dati sull estensione della banchisa artica per il periodo compreso dal : 27 giugno 2021 al 10 luglio 2021 .Dati e grafici gentilmente concessi da: https://ads.nipr.ac.jp/vishop/#/extent/&time=2021-06-26%2000:00:00

27 giugno 2021 9,240,862 km2 , -79,288 km2 rispetto alla precedente estensione

28 giugno 2021  9,159,209 km2 ,  -81,653 km2 rispetto alla precedente estensione

29 giugno 2021  9,094,214 km2 ,  -64,995 km2 rispetto alla precedente estensione

30 giugno 2021  9,037,477 km2 ,  -56,737 km2 rispetto alla precedente estensione

01 luglio 2021   8,950,268 km2 ,  -87,209 km2 rispetto alla precedente estensione

02 luglio 2021   8,783,728 km2 ,  -166,540 km2 rispetto alla precedente estensione

03 luglio 2021   8,617,800 km2 ,  -165,928 km2 rispetto alla precedente estensione

04 luglio 2021   8,466,628 km2 ,  -151,172 km2 rispetto alla precedente estensione

05 luglio 2021  8,333,500 km2 ,  -133,128 km2 rispetto alla precedente estensione

06 luglio 2021  8,279,730 km2 ,  – 53,770 km2 rispetto alla precedente estensione

07 luglio 2021  8,196,129 km2 ,  – 83,601 km2 rispetto alla precedente estensione

08 luglio 2021  8,093,574 km2 ,  – 102,555 km2 rispetto alla precedente estensione

09 luglio 2021  7,937,447 km2 ,  – 156,127 km2 rispetto alla precedente estensione

10 luglio 2021  7,846,105 km2 ,  – 91,342 km2 rispetto alla precedente estensione

Fonte:  https://ads.nipr.ac.jp/vishop/#/extent

  • 1 2020(7,661,609km2)-184,496km2 rispetto al 2021
  • 2 2019(7,839,653km2)-6,452km2 rispetto al 2021
  • 3 2021(7,846,105 km2)
  • 4 2011(7,974,876km2)+128,771km2rispetto al 2021
  • 5 2012(8,976,572km2)+130,467km2rispetto al 2021
  • 6 2016(8,124,461km2)+278,356km2 rispetto al 2021
  • 7 2014(8,135,962km2)+289,857km2 rispetto al 2021
  • media anni 2010(8,228,295km2)+382,190km2 rispetto al 2021
  • 8 2017(8,268,760km2)+422,655km2 rispetto al 2021
  • 9 2007(8,282,859km2)+436,754km2 rispetto al 2021
  • 10 2013(8,299,609km2)+453,504km2 rispetto al 2021
  • 11 2010(8,312,461km2)+466,356km2 rispetto al 2021
  • 12 2006(8,453,568km2)+607,463km2 rispetto al 2021
  • 13 2015(8,660,819km2)+814,714km2 rispetto al 2021
  • 14 2018(8,689,779km2)+843,674km2 rispetto al 2021
  • 15 2009(8,824,567km2)+978,462km2 rispetto al 2021
  • media anni 2000(9,107,775km2)1,261,670km2 rispetto al 2021
  • media anni 1990(9,866,238km2)1,020,133km2 rispetto al 2021
  • media anni 1980(10,641,707km2)2,795,602km2 rispetto al 2021

Spessore/ volume del ghiaccio marino artico nel giorno: 10/07/2021

La copertura del ghiaccio marino artico cresce per tutto il periodo  invernale, prima di raggiungere il suo apice nel mese di marzo. Lo scioglimento incomincia durante la primavera, quando aumenta la radiazione solare, e a settembre l’estensione della copertura di ghiaccio è generalmente solo un terzo circa del suo massimo invernale.

Nelle due mappe “Estensione del ghiaccio marino” e “Spessore e volume del ghiaccio marino” ci possono essere differenze nella posizione del bordo del ghiaccio, poiché i calcoli del modello non sempre corrispondono esattamente alla registrazione dell’estensione del ghiaccio da parte dei sensori satellitari.

Le concentrazioni di ghiaccio si basano su dati satellitari e provengono dal progetto Ocean and Sea Ice Satellite Application Facility (OSISAF).Lo spessore del ghiaccio illustrato nell ‘immagine è calcolato mediante il modello oceanografico HYCOM-CICE. Lo spessore del ghiaccio mostrato è calcolato per mezzo del modello HYCOM-CICE il quale calcola diversi diverse variabili tra cui quella relativa allo spessore del ghiaccio marino presso il DMI.

HYCOM è un sistema globale di osservazione, trasferimento, modellazione ed assimilazione, che fornisce informazioni regolari e complete sullo stato degli oceani. Il sistema globale nowcast/forecast è un prodotto dimostrativo del Consorzio HYCOM per l’assimilazione dei dati nella modellazione oceanografica sponsorizzato dal National Ocean Partnership Program e sviluppato in partenariato con progetti finanziati dall’Office of Naval Research, dal National
Science Foundation, dal Department of Energy e dal National Oceanic and Atmospheric Administration. A livello operativo, è gestito presso il Naval Oceanographic Office (NAVOCEANO) Major Shared Resource Center. Il modello utilizza il forzante atmosferico del NAVy Global Environmental Model (NAVGEM). HYCOM è progettato come un modello oceanografico a coordinate ibride (isopicnòtico/σ/z). È isopicnòtico in oceano aperto stratificato, mentre è a livelli σ, che seguono il terreno, nelle zone costiere poco profonde e a livelli z in prossimità dello strato misto. Il modello globale ha risoluzione orizzontale di 1/12° ed è definito su 32 layers verticali. L’assimilazione dei dati viene eseguita utilizzando il Navy Coupled Ocean Data Assimilation (NCODA) [2], e assimila le osservazioni altimetriche disponibili da satellite (lungo il tracciato ottenuto tramite NAVOCEANO – Altimeter Data Fusion Center), la temperatura superficiale del mare (SST) da satellite e da osservazioni in situ, nonché i profili verticali di temperatura e di salinità disponibili in situ da XBT, galleggianti ARGO e boe ormeggiate. I dati sono disponibili come medie giornaliere per temperatura e salinità e come valori semiorari per livelli e correnti. Il modello HYCOM non include le maree, per le quali si è fatto riferimento ad un database specifico
.Il modello oceanografico HYCOM (Hybrid Coordinate Ocean Model ), accoppiato al modello sea-ice CICE sono sviluppati presso l’Università di Miami e il Los Alamos National Laboratory. I modelli sono completamente associati ad ogni passo temporale. Gli output sono le variabili di superficie del livello del mare e le condizioni del ghiaccio (concentrazione, spessore, velocità, convergenza, forza, ecc.) e le mappe tridimensionali di corrente, temperatura e salinità a livelli sigma.

Impostazione del modello
Il sistema DMI HYCOM-CICE copre l’Atlantico, a nord di circa 20°S e l’Oceano Artico, con una risoluzione orizzontale di circa 10 km. Il modello è supportato dalle previsioni meteorologiche ECMWF. Una previsione di 144 ore viene prodotta due volte al giorno, rispettivamente alle 00 e alle 12 UTC.

Model areaAtlantic/Arctic
Horisontal resolution~10 km
Time step:
barotropic
baroclinic

15 sec
180 sec
Atmospheric forcingECMWF
Tidal forcing8 constituents
Data assimilationSea surface temperature
Sea-ice concentration
Boundary conditionsLevitus climatology
Altrimetry climatology

Nonostante la stagione di fusione sia in pieno svolgimento, il bilancio di massa superficiale prosegue ad essere superiore alla media

Terminato il periodo  di accumulo che si verifica principalmente nel periodo settembre 2021 – maggio 2022, inizia il periodo di ablazione . Periodo che coincide con l estate boreale e che copre un periodo di 3 mesi :1°giugno 2021-31 agosto 2021.

Processi di ablazione

Con il termine “ablazione” si fa riferimento a tutti i processi in grado di provocare perdite di massa a carico di neve e ghiaccio. Sono inclusi quindi: i) ablazione eolica, ) valanghe di ghiaccio (dry calving), ) distacco di icebergs in acqua (iceberg calving), ) fusione seguita da deflusso, v) evaporazione e sublimazione. L’erosione eolica è già stata discussa a proposito dei processi di redistribuzione della neve. In alcune aree, come ad esempio lungo i margini delle calotte polari soggetti a forti venti catabatici, essa può rimuovere importanti quantità di neve. Il dry calving interessa i ghiacciai che terminano a monte di ripidi pendii, dalla cui fronte si staccano blocchi di ghiaccio. Può inoltre avvenire al margine di ghiacciai polari, che normalmente presentano una fronte ripida. L’iceberg calving avviene per distacco di blocchi di ghiaccio dalla fronte di ghiacciai che terminano in acqua. La fusione, l’evaporazione e la sublimazione sono i tre processi di passaggio dell’acqua dallo stato solido allo stato liquido, dallo stato liquido allo stato gassoso, e dallo stato solido allo stato gassoso, rispettivamente. Le perdite di massa attribuibili a questi tre processi possono avvenire sia in
superficie, sia all’interno delle cavità al di sotto di essa (in questo caso si parla di “ablazione interna”,Ambach, 1955). La fusione è il processo di ablazione dominante su gran parte dei ghiacciai, dove la temperature supera il punto di fusione per almeno una parte dell’anno. La sublimazione domina invece su ghiacciai collocati su aree fredde continentali,
 come le Dry Valleys antartiche, dove l’aria è molto secca. Fusione, evaporazione e sublimazione richiedono input di energia, che possono provenire da fonti diverse. L’ablazione attraverso questi tre processi avviene quando il bilancio energetico in superficie diventa positivo e dopo che il ghiaccio è stato portato alla temperatura di fusione (Dingman, 1994). L’acqua di fusione che percola tende a ricongelare se le temperature all’interno del manto nevoso sono sotto il punto di congelamento. Questo processo comporta il rilascio di calore latente (334 Jg1 ). Nel caso continui la fusione in superficie, gli strati interessati da percolazione vengono gradualmente portati a condizioni di isotermia a 0°C. Parte dell’acqua di fusione prodotta è trattenuta dal manto nevoso stesso, normalmente tra il 3-5% del peso anche se alcuni studi hanno evidenziato valori massimi di ritenzione pari al 25% del peso (Gray e Male, 1981; De Quervain, 1948). Input aggiuntivi di energia oltre tale condizione comportano la percolazione di acqua di fusione sul terreno. Quando l’intensità della fusione raggiunge il suo massimo, il 20% o più del peso del manto è costituito da acqua, gran parte della quale è in transito sotto l’effetto della forza di gravità. Ad alta quota e sui ghiacciai delle medie latitudini il flusso energetico disponibile per la fusione è dominato dalla radiazione ad onda corta (radiazione solare). Poiché la radiazione ad onda corta gioca un ruolo dominante nel bilancio energetico, la copertura nuvolosa e l’albedo della superficie sono cruciali nel determinare la quantità di energia che è assorbita e che si rende disponibile per la fusione. L’albedo varia in funzione della dimensione dei grani, della loro forma, della densità, del contenuto in acqua liquida della neve, della copertura nuvolosa, dell’angolo di incidenza dei raggi solari, della rugosità e della concentrazione di impurità alla superficie. Assume valori massimi attorno a 0.9 in caso di neve fresca asciutta, 0.6 per neve umida a grani piccoli, 0.45 per neve umida a grani grossi, fino a raggiungere valori attorno a 0.3 in caso di neve satura d’acqua e ricca di impurità in superficie. Su ghiaccio di ghiacciaio assume valori attorno a 0.35, anche se può scendere sotto lo 0.1 in caso di ghiaccio molto sporco e ricoperto da limo. L’albedo del firn è inferiore a quello della neve stagionale e varia a seconda dell’età, a causa del progressivo accumularsi di impurità sulla superficie e dell’accrescimento dei diametro dei cristalli (Gray e Male, 1981; Oerlemans 2000, 2001). A differenza di quanto avviene per la radiazione solare, la quantità di radiazione ad onda lunga riflessa dalla neve e dal ghiaccio è trascurabile e praticamente tutta viene assorbita. Normalmente però il flusso ad onda lunga rappresenta una perdita di energia dal ghiacciaio poiché la quantità emessa è superiore rispetto a quella assorbita. La radiazione termica in arrivo è quella emessa da ozono, anidride carbonica e soprattutto dal vapore acqueo (81% del totale): il flusso di radiazione a onda lunga in entrata varia quindi in funzione soprattutto della quantità e temperatura del vapore acqueo atmosferico, mentre il flusso in uscita è relativamente costante in condizioni di fusione. Normalmente negativo dunque, il bilancio della radiazione termica sul ghiacciaio diventa positivo in condizioni di avvezione di aria caldo-umida, con cielo coperto, alta umidità relativa ed elevate temperature. 30 Gli scambi turbolenti di calore sensibile e calore latente possono essere rilevanti, soprattutto in inverno o in estate in condizioni di alta temperatura e ampia variabilità spaziale della velocità del vento. Il flusso di energia è determinato dai rispettivi gradienti di temperatura e umidità. Questi scambi energetici sono di secondaria importanza se confrontati con i termini radiativi, ma giocano spesso un ruolo rilevante nel determinare l’intensità della fusione. L’importanza dei termini dipendenti dalla temperatura dell’aria, rispetto ai termini radiativi del bilancio energetico, è inversamente proporzionale alla quota. La temperatura dell’aria sulle superfici glaciali presenta un comportamento particolare, non assimilabile a quanto avviene nella libera atmosfera. Poiché le superfici di ghiaccio e neve non possono superare gli 0°C, esercitano un effetto raffreddante sulla massa d’aria soprastante nel caso in cui essa sia a temperature positive. L’aria così raffreddata, più densa, si muove verso valle lungo la direzione della massima pendenza e origina il cosiddetto “vento di ghiacciaio”. L’effetto raffreddante aumenta lungo il percorso della massa d’aria verso il basso, e il risultato finale è duplice: i) la temperatura dell’aria sopra i ghiacciai è più bassa rispetto a quella della libera atmosfera a parità di quota, ii) il gradiente termico verticale è fortemente ridotto rispetto alla libera atmosfera (Greuell e Smeets, 2001). Il flusso energetico proveniente dal terreno è una componente trascurabile nel bilancio energetico, se confrontato con le componenti radiative e turbolente. La fusione prodotta da questo flusso è irrilevante su brevi periodi di tempo, ma può essere significativa a livello stagionale, specie se si è in presenza di manti nevosi con temperatura prossima a 0°C. Il flusso di energia dal terreno può essere sensibilmente alterato dalla presenza di permafrost, terreno congelato o ghiaccio di ghiacciaio alla base del manto nevoso (Woo et al., 1982; Oerlemans, 2001; Hock, 2005). I flussi energetici apportati dalle precipitazioni piovose sono di ridotta portata e dipendono dalla temperatura della precipitazione stessa; generalmente si tratta di energia fornita alla superficie del ghiacciaio, che si trova a zero gradi, per raffreddamento di pioggia a temperatura superiore. L’entità della variazione di energia all’interno di manti nevosi spessi e dei ghiacciai è generalmente trascurabile rispetto agli scambi energetici tra superficie e atmosfera, eccezion fatta per il flusso di calore latente derivante dalla percolazione di acqua di fusione, in grado di elevare la temperatura interna del manto nevoso in modo sensibile all’inizio della stagione di ablazione. Quando in superficie c’è ghiaccio, l’unico processo è la conduzione molecolare; in presenza di neve o firn, invece, si ha anche convezione per moto di aria intergranulare che trasporta calore e vapor d’acqua. I flussi energetici sono molto ridotti, ma influiscono sul metamorfismo dei cristalli di neve.

Secondo il centro meteorologico danese DMI, non esiste una definizione convenzionale per quanto riguarda l’inizio della stagione di fusione o della stagione di ablazione (quando la perdita di ghiaccio per fusione supera costantemente il guadagno di ghiaccio dalle nevicate)per cui sono state sviluppate opportune definizioni delle soglie:

Inizio della stagione di fusione: il primo giorno di un periodo di almeno tre giorni consecutivi in cui più del 5% dello strato di ghiaccio è soggetto a fusione. Si identifica un processo di fusione, quando in un qualsiasi luogo della groenlandia, il tasso di fusione è maggiore di 1 mm/giorno.
Inizio della stagione di ablazione: Il primo giorno di un periodo di almeno tre giorni consecutivi in cui il bilancio di massa superficiale (SMB) è negativo e inferiore a -1 Gt/giorno (1 Gt è un miliardo di tonnellate e corrisponde a 1 chilometro cubo di acqua).

.La calotta glaciale della Groenlandia tende ad evolvere nel corso dell’anno con il mutare delle condizioni meteorologiche  . Le precipitazioni  favoriscono un aumento di massa della calotta glaciale, mentre condizioni climatiche più calde favoriscono una maggiore fusione, con conseguente perdita di massa. Con il termine bilancio di massa superficiale si intende il guadagno e la perdita di massa superficiale  della calotta glaciale -ad eccezione della massa che si perde  attraverso il distacco di iceberg  che avviene dai ghiacciai di sbocco  i quali poi sciolgono quando vengono a contatto con l’acqua del mare più calda. I cerchi neri sulla mappa corrispondono alle stazioni meteorologiche PROMICE istituite per monitorare i processi di scioglimento. Da notare che i cerchi  presenti sulla mappa risultano leggermente spostati rispetto alla loro effettiva posizione per poter essere meglio distinguibili. Nella versione grande della mappa sono contrassegnati con piccoli punti che identificano  le loro posizioni reali. Cliccando sul cerchio di colore magenta, vengono mostrate le misure del deflusso che avviene dal fiume Watson che si trova vicino a Kangerlussuaq. Il fiume drena circa 12000 km2 di ghiaccio proveniente dall’entroterra.  Di seguito il grafico relativo al bilancio di massa riscontrato nel  giorno 08/07/2021 (in mm di acqua equivalente) rispetto alla media giornaliera del periodo 1981-2010.
 Il grafico sotto la mappa mostra il contributo totale giornaliero  derivante da tutte le stazioni meteorologiche   presenti sulla calotta glaciale.
Il bilancio di massa serve a misurare  le variazioni di massa della calotta glaciale sulla base della differenza tra la massa accumulata con le precipitazioni nevose invernali e primaverili e la massa persa per la fusione di neve e ghiaccio (ablazione) nella stagione estiva. La curva blu mostra il bilancio di massa superficiale della stagione in corso misurato in gigatonnellate ( Una gigatonnellata (Gt) equivale a un miliardo di tonnellate di acqua).La curva grigio scuro mostra il valore medio del periodo 1981-2010 mentre la banda grigio chiaro mostra la deviazione standard di 30 anni basata sulla media trentennale ( 1981-2010).

Il grafico che viene mostrato di seguito, illustra l’entità dei guadagni e delle perdite totali di massa della calotta glaciale avvenuti a  partire dal 1° settembre  rispetto al periodo climatologico 1981-2010 . Non è inclusa la massa che viene persa quando dai ghiacciai di sbocco si staccano gli iceberg e si sciolgono quando entrano in contatto con l’acqua del mare più calda.
Il bilancio di massa serve a misurare  le variazioni di massa che avvengono sulla calotta glaciale sulla base della differenza tra la massa accumulata con le precipitazioni nevose invernali e primaverili e la massa persa per la fusione di neve e ghiaccio (ablazione) nella stagione estiva. Tenendo il mouse sopra i cerchi neri, si possono visualizzare le osservazioni meteorologiche del giorno relative alle stazioni meteorologiche che sono utilizzate per monitorare i processi di fusione. Cliccando sul cerchio magenta, vengono mostrate le misurazioni del deflusso del fiume Watson vicino a Kangerlussuaq. Il fiume drena circa 12000 km2 di ghiaccio interno.
La curva blu mostra la stagione in corso, mentre la curva rossa mostra l’andamento della stagione 2011-12, quando il livello di fusione risultò estremamente elevato.

La linea grigio scuro mostra la media del periodo 1981-2010.

La fascia grigio chiaro mostra le variazioni che avvengono da un anno all’altro. Per ogni giorno  la fascia mostra la deviazione standard di 30 anni basata sulla media trentennale ( 1981-2010),  ma con i valori  giornalieri minimi e massimi  non riportati.

Il modello su cui si basano “Variazione giornaliera” e “Accumulato”.

Le cifre si basano in parte su osservazioni fatte da stazioni meteorologiche sulla calotta glaciale e in parte sul modello meteorologico di ricerca del DMI per la Groenlandia, Hirlam-Newsnow, e dal 1° luglio 2017 il modello meteorologico HARMONIE-AROME. Questi dati sono utilizzati in un modello che può calcolare le quantità totali di ghiaccio e neve. Le nevicate, lo scioglimento della neve e del ghiaccio nudo, il ricongelamento dell’acqua di fusione e la neve che evapora senza sciogliersi prima (sublimazione) sono tutti presi in considerazione in questo modello.

Il modello è stato migliorato nel 2014 per tenere conto del fatto che parte dell’acqua di fusione si ricongela nella neve, e di nuovo nel 2015 per tenere conto anche della bassa riflessione della luce solare sul ghiaccio nudo rispetto alla neve. Infine, è stato nuovamente aggiornato nel 2017 con una rappresentazione più avanzata della percolazione e del ricongelamento dell’acqua di fusione. Allo stesso tempo, abbiamo esteso il periodo di riferimento al 1981-2010. L’aggiornamento significa che le nuove mappe, figure e grafici si discosteranno dagli esempi precedenti che possono essere visti nei rapporti delle stagioni precedenti. Tutto ciò che appare su questa pagina, tuttavia, è calcolato utilizzando lo stesso modello, in modo che tutti i grafici e i valori siano direttamente comparabili.

I dati delle stazioni meteorologiche possono mancare a causa di problemi con gli strumenti o le trasmissioni via satellite se la potenza della batteria ad energia solare è bassa o se la stazione meteorologica è coperta dalla neve o, nel peggiore dei casi, si è ribaltata

Per saperne di più http://promice.org/home.html

La cartina mostra in quale parte della calotta glaciale della Groenlandia si è verificato il fenomeno della fusione nel corso del giorno precedente.(08/07/2021La curva sotto la cartina, mostra quanto grande è la percentuale dell’area totale dello strato di ghiaccio, in cui si è verificato lo scioglimento. La curva blu mostra l’estensione dello scioglimento in questo anno, mentre la curva grigio scuro traccia il valore medio nel periodo 1981-2010. La fascia grigio chiaro mostra le differenze da un anno all’altro. Per ogni giorno di calendario, la fascia mostra il range nei 30 anni (nel periodo 1981-2010), con i valori più bassi e più alti di ogni giorno che vengono omessi.Si noti, quando si confronta con il bilancio di massa superficiale sotto “Cambiamento giornaliero”, che lo scioglimento può avvenire senza perdita di massa superficiale, poiché l’acqua di fusione può ricongelare nella neve sottostante. Allo stesso modo, la perdita di massa superficiale può avvenire senza fusione a causa della sublimazione.( passaggio da stato solido a stato gassoso)

Date      MeltArea(%)
20210101    0.000 %
20210102    0.000 %
20210103    0.000 %
20210104    0.000 %
20210105    0.000 %
20210106    0.000 %
20210107    0.049 %
20210108    0.088 %
20210109    0.000 %
20210110    0.000 %
20210111    0.000 %
20210112    0.000 %
20210113    0.002 %
20210114    0.000 %
20210115    0.000 %
20210116    0.000 %
20210117    0.000 %
20210118    0.000 %
20210119    0.000 %
20210120    0.000 %
20210121    0.000 %
20210122    0.000 %
20210123    0.000 %
20210124    0.000 %
20210125    0.000 %
20210126    0.000 %
20210127    0.002 %
20210128    0.000 %
20210129    0.008 %
20210130    0.003 %
20210131    0.000 %
20210201    0.002 %
20210202    0.013 %
20210203    0.000 %
20210204    0.002 %
20210205    0.002 %
20210206    0.002 %
20210207    0.002 %
20210208    0.002 %
20210209    0.000 %
20210210    0.000 %
20210211    0.000 %
20210212    0.000 %
20210213    0.000 %
20210214    0.000 %
20210215    0.000 %
20210216    0.002 %
20210217    0.000 %
20210218    0.002 %
20210219    0.014 %
20210220    0.002 %
20210221    0.005 %
20210222    0.000 %
20210223    0.000 %
20210224    0.000 %
20210225    0.000 %
20210226    0.000 %
20210227    0.000 %
20210228    0.000 %
20210301    0.000 %
20210302    0.000 %
20210303    0.002 %
20210304    0.036 %
20210305    0.123 %
20210306    0.009 %
20210307    0.041 %
20210308    0.005 %
20210309    0.000 %
20210310    0.000 %
20210311    0.000 %
20210312    0.000 %
20210313    0.000 %
20210314    0.000 %
20210315    0.000 %
20210316    0.013 %
20210317    0.037 %
20210318    0.259 %
20210319    0.010 %
20210320    0.012 %
20210321    0.015 %
20210322    0.000 %
20210323    0.000 %
20210324    0.000 %
20210325    0.000 %
20210326    0.000 %
20210327    0.000 %
20210328    0.000 %
20210329    0.000 %
20210330    0.002 %
20210331    0.063 %
20210401    0.134 %
20210402    0.493 %
20210403    0.675 %
20210404    0.744 %
20210405    0.666 %
20210406    0.666 %
20210407    0.529 %
20210408    0.307 %
20210409    0.273 %
20210410    0.349 %
20210411    0.251 %
20210412    0.164 %
20210413    0.330 %
20210414    0.226 %
20210415    0.062 %
20210416    0.024 %
20210417    0.026 %
20210418    0.007 %
20210419    0.009 %
20210420    0.024 %
20210421    0.046 %
20210422    0.082 %
20210423    0.196 %
20210424    0.979 %
20210425    1.976 %
20210426    3.083 %
20210427    3.625 %
20210428    3.421 %
20210429    3.299 %
20210430    3.333 %
20210501    2.983 %
20210502    2.205 %
20210503    1.755 %
20210504    1.669 %
20210505    1.605 %
20210506    1.240 %
20210507    0.582 %
20210508    0.768 %
20210509    0.826 %
20210510    0.831 %
20210511    0.840 %
20210512    0.741 %
20210513    0.881 %
20210514    1.000 %
20210515    1.133 %
20210516    1.173 %
20210517    1.172 %
20210518    1.056 %
20210519    1.225 %
20210520    1.351 %
20210521    1.395 %
20210522    1.614 %
20210523    1.705 %
20210524    1.688 %
20210525    2.170 %
20210526    4.354 %
20210527    8.003 %
20210528    9.500 %
20210529   10.189 %
20210530   10.491 %
20210531   10.341 %
20210601   10.413 %
20210602   10.495 %
20210603   10.517 %
20210604   10.554 %
20210605   12.063 %
20210606   13.708 %
20210607   14.254 %
20210608   14.581 %
20210609   14.741 %
20210610   14.553 %
20210611   14.680 %
20210612   14.645 %
20210613   13.846 %
20210614   13.663 %
20210615   13.570 %
20210616   13.667 %
20210617   13.310 %
20210618   13.233 %
20210619   14.072 %
20210620   15.145 %
20210621   15.139 %
20210622   15.219 %
20210623   16.396 %
20210624   28.084 %
20210625   32.377 %
20210626   33.187 %
20210627   33.957 %
20210628   35.030 %
20210629   35.979 %
20210630   35.433 %
20210701   32.831 %
20210702   33.652 %
20210703   36.305 %
20210704   36.968 %
20210705   37.719 %
20210706   37.066 %
20210707   35.856 %
20210708   30.000 %
http://ensemblesrt3.dmi.dk/data/prudence/temp/PLA/PP_GSMB/GSMB_MELTA.txt


Il bilancio di massa superficiale e altri prodotti ottenuti dal modello climatico regionale HIRHAM5 del DMI, come mostrato nella pagina del bilancio di massa superficiale giornaliero, sono liberamente disponibili per scopi di ricerca dal dipartimento di ricerca del DMI. Una selezione di variabili per il periodo ERA-Interim e le simulazioni future guidate da EC-Earth possono essere scaricate qui. http://prudence.dmi.dk/data/temp/RUM/HIRHAM/GREENLAND/

Queste simulazioni sono documentate nelle pubblicazioni scientifiche di Langen et al. (2017) e Mottram et al. (2017).

Le condizioni della calotta glaciale e del ghiaccio marino nell’Artico sono influenzate dalle condizioni atmosferiche. Il vento è la principale forza  responsabile del movimento del ghiaccio. Il vento che soffia sulla superficie superiore del ghiaccio marino provoca una forza di trascinamento sulla superficie del ghiaccio e  ne provoca la deriva .L’entità della forza dipende dalla velocità del vento e dalle caratteristiche della superficie del ghiaccio marino.   Una superficie di ghiaccio ruvido è influenzata maggiormente dal vento rispetto ad una superficie liscia . La temperatura determina, tra l’altro, anche la quantità di ghiaccio che potrebbe sciogliersi. I processi che influenzano la crescita e lo scioglimento del ghiaccio marino sono chiamati termodinamici. Quando la temperatura dell’oceano raggiunge il punto di congelamento dell’acqua salata (-1,8 gradi Celsius), il ghiaccio comincia a crescere. Quando la temperatura sale sopra il punto di congelamento, il ghiaccio comincia a sciogliersi.
In realtà, però, la quantità e i tassi di crescita e di scioglimento dipendono dal modo in cui il calore viene scambiato all’interno del ghiaccio marino, così come tra la parte superiore e inferiore del ghiaccio. Di seguito il grafico relativo all anomalia delle temperature rispetto ai valori medi del periodo 2004-2013, oltre alle attuali condizioni del vento riscontrate nel periodo : 4 luglio – 8 luglio 2021

Le condizioni della calotta glaciale e del ghiaccio marino nell’Artico sono influenzate dalle condizioni atmosferiche. Il vento è la principale forza  responsabile del movimento del ghiaccio. Il vento che soffia sulla superficie superiore del ghiaccio marino provoca una forza di trascinamento sulla superficie del ghiaccio e ne provoca la deriva . L’entità della forza dipende dalla velocità del vento e dalle caratteristiche della superficie del ghiaccio marino.  Una superficie di ghiaccio ruvido è influenzata maggiormente dal vento rispetto ad una superficie liscia .La temperatura determina La temperatura determina, per esempio, la quantità di ghiaccio che si scioglie. I processi che influenzano la crescita e lo scioglimento del ghiaccio marino sono chiamati termodinamici. Quando la temperatura dell’oceano raggiunge il punto di congelamento dell’acqua salata (-1,8 gradi Celsius), il ghiaccio comincia a crescere. Quando la temperatura sale sopra il punto di congelamento, il ghiaccio comincia a sciogliersi.
In realtà, però, la quantità e i tassi di crescita e di scioglimento dipendono dal modo in cui il calore viene scambiato all’interno del ghiaccio marino, così come tra la parte superiore e inferiore del ghiaccio. Di seguito il grafico che illustra le temperature (in C°) oltre che alle condizioni attuali del vento: 
4 luglio- 8 luglio 2021

Anomalia delle precipitazioni

Il grafico illustra quante precipitazioni sono cadute al giorno in relazione ai valori medi durante il periodo 2004-2013. Le precipitazioni portano ad un aumento della massa dello strato di ghiaccio. Periodo preso in esame: 4 luglio-8 luglio 2021. In aggiunta, viene mostrato l’indice NAO. Si tratta di una misura della forza dei venti occidentali nell’Atlantico settentrionale. Quando l’indice è negativo, il flusso dei venti occidentali risulta   meno teso e più ondulato, aumentando le probabilità che il flusso d’aria più temperata  proveniente dalle medie e basse latitudini sia trasportato verso la Groenlandia meridionale.

http://polarportal.dk/en/greenland/

Da dove provengono i dati che vengono mostrati?

Le cifre mostrate si basano sui dati provenienti dal centro europeo per le previsioni meteorologiche a medio raggio (ECMWF) modello di previsione IFS. L’ECMWF è il centro meteorologico europeo, che è un organismo congiunto istituito da diversi paesi europei. Tra le altre cose, l’ECMWF gestisce modelli meteorologici globali, da cui ogni paese può recuperare i dati per eseguire i propri modelli meteorologici locali.

Le anomalie (deviazioni dalla norma) sono calcolate in relazione alla rianalisi meteorologica di ECMWF, chiamata ERA-Interim. Una rianalisi è una revisione delle osservazioni e dei modelli meteorologici eseguita su un periodo storico che assicura una mappatura coerente dello stato dell’atmosfera nel tempo.

In generale, sulle Azzorre e sulle zone circostanti le condizioni meteorologiche sono dominate frequentemente da condizioni di alta pressione, mentre sull’Islanda le condizioni sono molto spesso caratterizzate dalla presenza di una bassa pressione. La differenza di pressione tra le Azzorre e l’Islanda risulta essere variabile nel tempo, e questa variazione è descritta dalla cosiddetta Oscillazione Nord Atlantica (NAO). L’indice NAO è quindi una misura della forza dei venti occidentali sull’Atlantico orientale e sulle regioni circostanti. Se la differenza di pressione è grande, soffiano forti venti occidentali, il che significa che l’indice NAO è positivo; se la differenza di pressione è piccola, i venti occidentali saranno più deboli, e in questo caso la NAO risulterà negativa. Occasionalmente, la pressione sull’Islanda può essere persino superiore a quella sulle Azzorre.A volte la pressione sull’Islanda può anche essere più alta di quella delle Azzorre.Ciò determina un vento da est e un indice NAO fortemente negativo. In parole povere, un indice NAO positivo è sinonimo di inverni miti ed estati fresche in gran parte dell’Europa, al contrario un indice negativo comporta inverni freddi ed estati calde. È un fenomeno noto da più di 250 anni che frequentemente fa freddo in Groenlandia quando fa caldo in Danimarca e viceversa. Quando l’indice NAO è negativo, le deboli correnti provenienti da ovest tendono a mostrare una maggiore ondulazione e questo aumenta la probabilità che aria più calda proveniente da sud risalga verso la Groenlandia. L’indice NAO può essere determinato in diversi modi. Può, per esempio, essere rilevato direttamente dalle misurazioni della pressione dell’aria sull’Islanda e le Azzorre o Gibilterra. Le rianalisi, tuttavia, sono eseguite su una griglia, ed è quindi più accurato utilizzare una cosiddetta analisi EOF, che fornisce più o meno lo stesso risultato, anche se basato sulla distribuzione della pressione in tutta la regione atlantica.

L’indice NAO presentato in questa pagina è calcolato dal Climate Prediction Center del NOAA/ National Weather Service, e il calcolo è descritto qui. https://www.cpc.ncep.noaa.gov/products/precip/CWlink/daily_ao_index/history/method.shtml

I dati NAO giornalieri si ottengono qui. https://www.cpc.ncep.noaa.gov/products/precip/CWlink/pna/daily.index.ascii

Albedo è un sostantivo femminile di origine latina che significa “bianchezza” ed esprime il coefficiente di riflettività della superficie di un corpo a una data lunghezza d’onda. Infatti, la radiazione elettromagnetica incidente su una superficie viene parzialmente riflessa dalla superficie stessa. Più specificamente, il coefficiente di riflettività (albedo) è il rapporto fra l’intensità (flusso di energia, espresso in Wm-2) della radiazione riflessa dalla superficie di un corpo e quella con cui esso è stato irraggiato (flusso incidente). Tale coefficiente è un rapporto tra due grandezze omogenee, pertanto è adimensionale, cioè è un numero privo di unità di misura. Il suo valore è compreso tra 0 e 1 e fornisce un’informazione sulla capacità riflettente della superficie: un corpo perfettamente riflettente ha albedo uguale a 1 (o del 100%) mentre un corpo completamente opaco ha albedo uguale a 0, ossia assorbe tutta la radiazione ricevuta.
In formule, chiamando α il coefficiente di riflettività, Rf il flusso di energia radiativa riflessa, Ri il flusso di energia radiativa incidente e λ la lunghezza d’onda della radiazione elettromagnetica:
La riflettività dipende dalla lunghezza d’onda della radiazione incidente (come espresso nella formula) e le misure di albedo sono definite in base a una particolare distribuzione spettrale della radiazione incidente. In meteorologia e nelle scienze del clima, le bande di radiazione per le quali si parla di albedo sono sostanzialmente due: quella del visibile, laddove la lunghezza d’onda della radiazione si estende tra circa 380 e 740 nm, e quella dell’infrarosso, con lunghezza d’onda tra circa 1 e 30 micron (per quanto riguarda la frazione emessa dalla Terra e dall’atmosfera).
Per la maggior parte degli oggetti riflettenti naturali (nubi, neve, ghiaccio, suolo, vegetazione, acqua, ecc.) l’albedo varia poco all’interno di ciascuna delle due precedenti bande. I valori di albedo caratteristici delle superfici sono stati stimati sperimentalmente (Arya, 2001), e si tenga presente che l’albedo dipende anche dall’inclinazione dei raggi solari rispetto alla superficie e quindi dall’ora del giorno. Ad esempio, nelle ore centrali della giornata l’albedo sulle superfici d’acqua è compreso nell’intervallo 0.03-0.10, mentre all’alba o al tramonto i suoi valori tipici sono compresi nell’intervallo 0.10-1.00. Per le superfici coperte da neve fresca l’albedo è compresa tra 0.45 e 0.95, mentre per la neve vecchia l’intervallo dei valori stimati di albedo è compreso nell’intervallo 0.40-0.70. La foresta decidua ha albedo caratteristica 0.10-0.20, mentre quella di conifere ha valori 0.05-0.15. L’albedo planetaria, quindi mediata su tutto il globo terrestre, è stimata pari a 0.3. Da un punto di vista globale, poiché l’ammontare della radiazione riflessa ha un impatto rilevante sul bilancio energetico terrestre, l’albedo è uno dei fattori più importanti che influenzano il clima.

Quanta luce viene riflessa dalla calotta glaciale della Groenlandia?

La quantità di luce che viene riflessa dallo strato di ghiaccio della Groenlandia è anche chiamata albedo.

La neve appena caduta è molto luminosa e riflette la maggior parte della luce del sole che la colpisce. La neve tende a perdere luminosità quando si riscalda o quando giace a terra da un po’ di tempo. Le aree più scure assorbono più energia dal sole, il che porta a un maggiore riscaldamento e scioglimento dei ghiacci. Le variazioni di riflettività sono quindi amplificate attraverso un ciclo di feedback positivo.

L’albedo permette di avere un indicatore molto utile per valutare gli effetti combinati: il guadagno di massa glaciale a causa delle nevicate e la perdita di massa glaciale a causa della fusione. Il ghiaccio che si scioglie è più scuro (ha un albedo più basso) perché il processo di fusione rende i cristalli di ghiaccio di forma più arrotondata, oltre a ciò l’acqua di fusione riduce anche la riflettività della neve e del ghiaccio.

Il grafico mostra quanta luce viene riflessa dallo strato di ghiaccio della Groenlandia – su base giornaliera. Questo è noto anche come albedo. Le aree chiare riflettono più luce solare delle aree più scure. Le aree scure vengono quindi riscaldate maggiormente rispetto a quelle chiare. Le aree rosse sulla mappa mostrano dove la superficie del ghiaccio è più scura del normale, mentre le aree di colore blu, segnalano dove la superficie del ghiaccio risulta più chiara del normale. La mappa è mostrata come una deviazione dalla media, cioè l’albedo medio misurato nel periodo 2000-2009 è stato rimosso. L’albedo è quindi un indicatore climatico estremamente sensibile. Il grafico mostrato di seguito si basa sulle misurazioni satellitari della NASA effettuate dal sensore MODIS, che misura la riflessione della luce solare dalla superficie. La mappa è aggiornata su base settimanale. Queste misurazioni non possono essere effettuate durante la stagione invernale a causa della mancanza di luce solare.

Date      SMB(Gt/day)  SMBacc(Gt)
20200901      0.707         0.7
20200902      0.181         0.9
20200903     -0.263         0.6
20200904      1.664         2.3
20200905      2.206         4.5
20200906      2.825         7.3
20200907      1.017         8.3
20200908      0.898         9.2
20200909      2.586        11.8
20200910      0.779        12.6
20200911      0.586        13.2
20200912      0.208        13.4
20200913      0.149        13.5
20200914      0.381        13.9
20200915      4.428        18.4
20200916      5.132        23.5
20200917      1.900        25.4
20200918      4.147        29.5
20200919      3.349        32.9
20200920      1.225        34.1
20200921      0.999        35.1
20200922      0.565        35.7
20200923      0.146        35.8
20200924      0.494        36.3
20200925      3.357        39.7
20200926      2.451        42.1
20200927      1.454        43.6
20200928      0.356        43.9
20200929      0.638        44.6
20200930      1.413        46.0
20201001      3.074        49.1
20201002      3.943        53.0
20201003      1.685        54.7
20201004      4.241        58.9
20201005      2.790        61.7
20201006      3.122        64.8
20201007      2.961        67.8
20201008      0.401        68.2
20201009      1.038        69.2
20201010      4.777        74.0
20201011      5.135        79.1
20201012      6.149        85.3
20201013      7.135        92.4
20201014      2.421        94.9
20201015      0.692        95.5
20201016      1.517        97.1
20201017      7.582       104.6
20201018      3.080       107.7
20201019      3.605       111.3
20201020      3.120       114.4
20201021      2.720       117.2
20201022      2.386       119.6
20201023      1.571       121.1
20201024      0.315       121.4
20201025      1.506       122.9
20201026      2.861       125.8
20201027      1.245       127.1
20201028      0.832       127.9
20201029      0.627       128.5
20201030      1.515       130.0
20201031      1.556       131.6
20201101      1.303       132.9
20201102      1.954       134.8
20201103      6.254       141.1
20201104      5.142       146.2
20201105      1.859       148.1
20201106      1.512       149.6
20201107      1.892       151.5
20201108      3.854       155.4
20201109      9.947       165.3
20201110      5.864       171.2
20201111      2.208       173.4
20201112      1.081       174.5
20201113      1.287       175.7
20201114      0.779       176.5
20201115      1.685       178.2
20201116      1.140       179.3
20201117      1.102       180.4
20201118      1.791       182.2
20201119      2.799       185.0
20201120      0.829       185.9
20201121      0.875       186.7
20201122      0.569       187.3
20201123      1.055       188.4
20201124      1.471       189.8
20201125      7.002       196.8
20201126      4.801       201.6
20201127      1.824       203.5
20201128      1.198       204.7
20201129      1.138       205.8
20201130      2.183       208.0
20201201      2.228       210.2
20201202      0.912       211.1
20201203      1.517       212.6
20201204      4.227       216.9
20201205      3.744       220.6
20201206      1.386       222.0
20201207      1.342       223.3
20201208      0.951       224.3
20201209      0.867       225.2
20201210      0.736       225.9
20201211      0.696       226.6
20201212      2.099       228.7
20201213      3.211       231.9
20201214      2.225       234.1
20201215      0.930       235.1
20201216      0.562       235.6
20201217      0.538       236.2
20201218      0.291       236.4
20201219      0.488       236.9
20201220      0.289       237.2
20201221      0.885       238.1
20201222      1.853       240.0
20201223      4.197       244.2
20201224      6.382       250.5
20201225      2.538       253.1
20201226      4.389       257.5
20201227      1.403       258.9
20201228      3.496       262.4
20201229      1.985       264.3
20201230      0.869       265.2
20201231      5.970       271.2
20210101      4.977       276.2
20210102      2.201       278.4
20210103      2.918       281.3
20210104      1.428       282.7
20210105      1.463       284.2
20210106      1.943       286.1
20210107      4.685       290.8
20210108      0.554       291.4
20210109      0.177       291.5
20210110      0.964       292.5
20210111      2.537       295.0
20210112      2.184       297.2
20210113      5.039       302.3
20210114      2.692       304.9
20210115      2.449       307.4
20210116      1.361       308.8
20210117      0.991       309.7
20210118      0.520       310.3
20210119      0.084       310.4
20210120      0.470       310.8
20210121      1.776       312.6
20210122      0.510       313.1
20210123      0.503       313.6
20210124      0.669       314.3
20210125      0.622       314.9
20210126      0.655       315.6
20210127      1.351       316.9
20210128      1.367       318.3
20210129      1.776       320.1
20210130      1.185       321.2
20210131      1.244       322.5
20210201      0.924       323.4
20210202      1.739       325.1
20210203      4.584       329.7
20210204      4.845       334.6
20210205      2.148       336.7
20210206      2.517       339.2
20210207      1.795       341.0
20210208      0.548       341.6
20210209      0.763       342.3
20210210      0.947       343.3
20210211      0.788       344.1
20210212      2.363       346.4
20210213      3.878       350.3
20210214      2.883       353.2
20210215      3.408       356.6
20210216      4.182       360.8
20210217      2.114       362.9
20210218      4.170       367.1
20210219      2.785       369.9
20210220      2.468       372.3
20210221      3.531       375.9
20210222      1.652       377.5
20210223      0.582       378.1
20210224      0.604       378.7
20210225      0.899       379.6
20210226      2.300       381.9
20210227      3.910       385.8
20210228      1.447       387.3
20210301      0.874       388.1
20210302      0.096       388.2
20210303      1.895       390.1
20210304      2.393       392.5
20210305      2.320       394.8
20210306      2.649       397.5
20210307      3.813       401.3
20210308      3.378       404.7
20210309      0.798       405.5
20210310      0.286       405.8
20210311      0.273       406.0
20210312      0.392       406.4
20210313      0.566       407.0
20210314      1.732       408.7
20210315      4.635       413.4
20210316      3.665       417.0
20210317      5.871       422.9
20210318      5.628       428.5
20210319      0.783       429.3
20210320      3.473       432.8
20210321      4.430       437.2
20210322      1.211       438.4
20210323      0.832       439.2
20210324      0.437       439.7
20210325      0.356       440.0
20210326      0.291       440.3
20210327      0.561       440.9
20210328      0.316       441.2
20210329      0.285       441.5
20210330      2.686       444.2
20210331      4.403       448.6
20210401      3.117       451.7
20210402      5.493       457.2
20210403      0.829       458.0
20210404      2.792       460.8
20210405      1.861       462.7
20210406      2.943       465.6
20210407      0.535       466.2
20210408      0.056       466.2
20210409      2.585       468.8
20210410      2.143       470.9
20210411      1.813       472.8
20210412      4.701       477.5
20210413      4.224       481.7
20210414      2.422       484.1
20210415      3.221       487.3
20210416      6.215       493.5
20210417      2.341       495.9
20210418      0.910       496.8
20210419      1.220       498.0
20210420      1.214       499.2
20210421      0.320       499.5
20210422      0.184       499.7
20210423      0.418       500.1
20210424      0.813       501.0
20210425      1.683       502.6
20210426      2.820       505.5
20210427      1.624       507.1
20210428      1.471       508.6
20210429      0.861       509.4
20210430     -0.354       509.1
20210501     -0.601       508.5
20210502     -0.780       507.7
20210503     -0.507       507.2
20210504     -0.219       507.0
20210505     -0.358       506.6
20210506      0.082       506.7
20210507      0.188       506.9
20210508      0.946       507.8
20210509      0.597       508.4
20210510      1.169       509.6
20210511      0.436       510.0
20210512      0.886       510.9
20210513      0.586       511.5
20210514      0.594       512.1
20210515     -0.166       511.9
20210516     -0.221       511.7
20210517     -0.024       511.7
20210518      0.091       511.8
20210519      0.161       511.9
20210520      0.178       512.1
20210521      2.656       514.8
20210522      0.504       515.3
20210523      0.257       515.5
20210524      2.757       518.3
20210525      7.355       525.6
20210526     12.471       538.1
20210527      3.456       541.6
20210528      0.047       541.6
20210529      4.043       545.6
20210530      2.058       547.7
20210531      4.495       552.2
20210601      1.397       553.6
20210602     -0.095       553.5
20210603     -0.306       553.2
20210604     -0.399       552.8
20210605      0.059       552.9
20210606     -0.436       552.4
20210607     -0.721       551.7
20210608     -0.979       550.7
20210609     -0.686       550.0
20210610     -0.466       549.6
20210611     -0.639       548.9
20210612     -1.057       547.9
20210613     -0.707       547.2
20210614     -0.508       546.7
20210615     -0.966       545.7
20210616     -1.040       544.7
20210617     -1.470       543.2
20210618     -1.679       541.5
20210619     -1.600       539.9
20210620     -0.315       539.6
20210621     -0.685       538.9
20210622     -2.091       536.8
20210623     -0.276       536.5
20210624      4.122       540.7
20210625      1.008       541.7
20210626      0.771       542.4
20210627     -1.791       540.6
20210628      1.884       542.5
20210629      2.315       544.8
20210630      0.425       545.3
20210701     -0.717       544.6
20210702      0.030       544.6
20210703     -0.720       543.9
20210704     -0.583       543.3
20210705     -0.195       543.1
20210706      0.289       543.4
20210707      1.746       545.1
20210708      1.774       546.9

http://ensemblesrt3.dmi.dk/data/prudence/temp/PLA/PP_GSMB/

Per quanto riguarda la tendenza meteorologica attesa nei prossimi 5 giorni, mentre i settori orientali della calotta glaciale vedranno valori di temperatura superiori a quelli medi, la restante parte sarà interessata da temperature inferiori alla norma. Abbondanti le precipitazioni attese nei settori sud orientali sia sotto forma di pioggia nei settori marginali che sotto forma di neve nei settori interni.

https://climatereanalyzer.org/