Copernicus Temperatura dell’aria superficiale per giugno 2021

L’imponente sviluppo scientifico e tecnico avvenuto nell’ultimo secolo ha fatto sì che venissero sviluppate delle tecnologie che fino a pochi decenni fa erano inimmaginabili. Certamente la ricerca spaziale rappresenta una delle più importanti avanguardie della tecnica e dell’Ingegneria e più in generale della Scienza. In suddetto contesto si collocano le tecnologie e la Scienza del Telerilevamento satellitare o Remote Sensing. Con il termine telerilevamento si indica “una scienza che permette di ottenere informazioni qualitative e quantitative da un oggetto, un’area o un fenomeno tramite l’analisi di dati acquisiti da un dispositivo a distanza che non è in contatto con l’oggetto, l’area o il fenomeno investigato” (Papale e Barbati, 2005). Il telerilevamento satellitare permette così l’acquisizione di dati, sottoforma di
immagini, su vaste aree di superficie terrestre in tempi relativamente brevi. Con il tempo le tecniche di acquisizione dei dati e le tecnologie costruttive dei sensori sono state perfezionate ed ora è possibile accedere a dati con diverse risoluzioni geometriche, spettrali, temporali e radiometriche. Ad oggi sono disponibili immagini satellitari multispettrali con risoluzione geometrica dell’ordine del decimetro. Tutte queste peculiarità del telerilevamento lo rendono un valido supporto sia per attività scientifiche sia commerciali od amministrative. A livello scientifico le tecniche di Remote Sensing si applicano a numerosi campi tra cui la geologia, la climatologia, la meteorologia, l’oceanografia e l’idrologia. Il dato satellitare risulta molto utile per la cartografia di aree remote o paesi in via di sviluppo;in queste zone le tecniche tradizionali con misurazioni sul campo o rilievi fotogrammetrici sono di difficile applicazione. Dal punto di vista commerciale la possibilità di accedere a dati su vastissime aree può essere importante per applicazioni in campo agro-forestale e per la pesca, oltre che per le attività di ricerca delle materie prime. Le immagini telerilevate forniscono un importante strumento di pianificazione e monitoraggio nell’ambito dell’amministrazione del territorio. Sono presenti in letteratura numerosi studi a riguardo, sia sull’ambiente urbano che naturale. Una delle più interessanti applicazioni del telerilevamento satellitare è quella relativa al risk management e la gestione dei disastri naturali; in questo filone si inseriscono diversi progetti e organizzazioni come ITHACA (Information for Humanitarian Assistance, Cooperation and Action) oppure GDACS (Global Disaster Alert and Coordination System), organizzazioni rivolte al miglioramento dei sistemi di allerta (Early Warning), valutazione dei danni nelle prime fasi delle emergenze (Early Impact), di condivisione di informazioni georeferenziate e coordinamento nelle prime fasi delle emergenze. L’Agenzia Spaziale Europea ha lanciato il programma Copernicus, il quale tramite dati satellitari fornisce una serie di prodotti e servizi a supporto di studi scientifici e gestione delle emergenze. All’interno di tale programma si trovano progetti come EMS (Emergency Management Service) che è costituito da tre moduli: mapping, EFAS (European Flood Awareness System) e EFFIS (European Forest Fire Information System). Un altro programma europeo è G-MOSAIC (GMES services for Management of Operations, Situation Awareness and Intelligence for regional Crises) che produce informazioni di supporto con attenzione particolare alle crisi esterne all’UE. Accanto a questi progetti sono inoltre presenti numerose realtà di crowdmapping a cui è possibile partecipare on-line. Recentemente l’Agenzia Spaziale Europea (ESA) ha dato inizio alla missione Sentinel, all’interno del programma Copernicus,con il lancio di una nuova serie di satelliti per l’osservazione terreste. Alcuni di questi sono già operativi e sono disponibili, open source, immagini radar e multispettrali
.

Copernicus è attualmente il più ambizioso programma di osservazione terrestre al mondo ed è costituito da differenti sistemi (satelliti, stazioni terrestri, sensori aerei e marini) che acquisiscono dati sulla Terra, come riportato sul sito internet di ESA (http://www.esa.int/Our_Activities/Observing_the_Earth/Copernicus/Overview3). Sul medesimo sito web si riporta che Copernicus è un programma che darà forma al futuro del nostro pianeta per il beneficio di tutti, ESA mette a disposizione la sua esperienza trentennale in programmi spaziali per contribuire al programma. Questo programma fornisce informazioni accurate, tempestive e facilmente accessibili per migliorare la gestione ambientale, comprendere e mitigare gli effetti dei cambiamenti climatici ed assicurare la sicurezza civile. Il programma è coordinato e gestito dalla Commissione Europea, mentre lo sviluppo delle infrastrutture avviene sotto il controllo di ESA per quanto riguarda le componenti spaziali. Le aree tematiche in cui si inseriscono i servizi legati al programma Copernicus sono sei:

  • territorio,
  • mare,
  • atmosfera,
  • cambiamento climatico,
  • gestione emergenze,
  • sicurezza.
    Questi servizi sono a supporto di una infinità di applicazioni che includono la protezione ambientale, la gestione delle aree urbane, la pianificazione territoriale, l’agricoltura, la gestione delle foreste, la pesca, i trasporti, lo sviluppo sostenibile, la protezione civile e il turismo. La varietà di applicazioni fa sì che i maggiori utilizzatori dei servizi Copernicus siano le pubbliche autorità, specialmente per la definizione di politiche ambientali e la gestione delle emergenze.
  • l’utilizzo dei dati Sentinel è rivolto allo studio del territorio, per cui particolare attenzione va concessa al tema dei servizi terrestri, i quali sono a loro volta suddivisi in quattro aree (http://land.copernicus.eu/):
  • Globali, questi servizi forniscono una serie di prodotti per lo studio della superficie terrestre a livello globale (con risoluzioni spaziali medie e basse), i prodotti sono usati per il monitoraggio della vegetazione, il ciclo dell’acqua e altre applicazioni.
  • Pan-Europei, servizi rivolti allo studio della copertura e dell’uso del suolo europeo e del loro cambiamento negli anni (corpi idrici, suolo nudo, foreste, aree impermeabilizzate…).
  • Locali, servizi relativi a specifiche aree nelle quali vengono riscontrate peculiarità (coste, grandi città, reti idriche).
  • In-sito, tutti i servizi hanno bisogno di dati presi nelle zone di studio per supportare i prodotti satellitari.
  • Un importante prodotto Pan-Europeo è CORINE Land Cover (CLC), che consiste in uno studio delle coperture del suolo (land cover) nel territorio europeo. I prodotti pan-europei sono coordinati dalla European Environment Agency (EEA). Per le specifiche esigenze del programma è stato sviluppato il progetto Sentinel, che prevede il lancio in orbita di 12 satelliti che formeranno la componente spaziale del programma Copernicus.
  • Introduzione

Giugno 2021 insieme al mese di giugno del 2018 è diventato il quarto giugno più caldo a livello globale, dopo i mesi di giugno del 2016, 2019 e 2020. Il mese è stato il secondo giugno più caldo in Europa. Le temperature elevate sull’Europa hanno raggiunto il picco nel nord-est e si sono estese a sud-ovest fino al Nord Africa e a sud-est fino all’Iran e al Pakistan. Le condizioni climatiche decisamente calde hanno continuato a persistere sul Nord America occidentale, dove sono stati battuti molti record di temperatura. Anche la Siberia artica ha sperimentato temperature elevate. Le temperature antartiche sono state prevalentemente più fredde del solito.

Di seguito è riportata la distribuzione delle anomalie della temperatura dell’aria in superficie per il mese di giugno 2021 rispetto alla media di giugno per il periodo 1991-2020. Fonte dei dati: ERA5. Fonte: Copernicus Climate Change Service/ECMWF.

Giugno 2021 è stato considerevolmente più caldo della media in gran parte dell’Europa. Le temperature sono state particolarmente elevate in Finlandia e nella Russia occidentale: la media di giugno è stata la più alta mai registrata in un sito di Helsinki con misurazioni che risalgono al 1844, e Mosca ha vissuto il suo giorno di giugno più caldo che sia mai stato registrato. Condizioni climatiche tipiche di un’ondata di calore sono state registrate anche in molti altri paesi europei. Al contrario, le temperature per tutto il mese ,sono state vicine o inferiori alla media nel sud-est del continente, nella penisola iberica, nell’Irlanda occidentale, in Islanda e alle Svalbard.Le condizioni di calore sull’Europa hanno fatto parte di un arco di temperature insolitamente alte che si è esteso dal nord-ovest dell’Africa, attraverso l’Europa e verso sud-est fino all’Iran, Afghanistan e Pakistan occidentale. Altre due regioni dell’emisfero settentrionale hanno sperimentato temperature estive estremamente elevate: il Nord America occidentale e centrale e la Siberia settentrionale. Per il Nord America, le temperature estremamente elevate si sono concentrate inizialmente nel sud-ovest degli Stati Uniti https://www.washingtonpost.com/weather/2021/06/18/heat-dome-western-us-temperatures/ e poi nel nord-ovest degli Stati Uniti e nel sud-ovest del Canada https://www.bbc.co.uk/news/world-us-canada-57654133. Il record assoluto di temperatura massima giornaliera in Canada è stato battuto per tre giorni di fila nella British Columbia. Il bollettino idrologico allegato https://climate.copernicus.eu/precipitation-relative-humidity-and-soil-moisture-june-2021, mostra che le regioni interessate avevano terreni insolitamente secchi. Gli incendi https://edition.cnn.com/2021/07/01/americas/canada-town-evacuation-extreme-heat/index.html , così come il calore, hanno rappresentato una seria minaccia nei confronti degli esseri umani. Le alte temperature di giugno registrate sulla Siberia settentrionale https://earthobservatory.nasa.gov/images/148525/a-scorcher-in-siberia-and-europe , sono state una caratteristica degli ultimi anni, ma nel 2021 non erano così diffuse come nei tre anni precedenti.

Anomalie relativamente ampie per quanto riguarda le temperature antartiche nel periodo invernale sono abbastanza comuni e il giugno 2021 non ha fatto eccezione. Le condizioni sono state principalmente più fredde della media 1991-2020. Altrove, sulla terraferma, la mappa delle temperature mostra un mix di regioni con temperature di poco superiori o inferiori alla media. Temperature dell’aria al di sotto della media, erano presenti su ampie parti dell’Oceano Pacifico orientale tropicale e subtropicale e sull’Atlantico del Nord a ovest dell’Europa. Il Pacifico settentrionale ha generalmente registrato temperature superiori alla media, così come l’Atlantico settentrionale occidentale extratropicale. Le temperature erano insolitamente alte anche nell’Oceano Atlantico meridionale a ovest dell’Africa, nel Passaggio di Drake e nel Mare di Tasmania nel Pacifico. negli oceani dell’emisfero meridionale le condizioni sono state più variabili.

Andamento delle anomalie mensili della temperatura superficiale dell’aria, sia a livello globale che europeo, relative al periodo 1991-2020, da gennaio 1979 a giugno 2021. Le barre colorate più scure indicano i valori di giugno. Fonte dei dati: ERA5. Fonte: Copernicus Climate Change Service/ECMWF.

A livello globale, giugno 2021 è stato:

0,21°C più caldo della media di giugno 1991-2020
più freddo di circa 0,15°C rispetto ai mesi di giugno del 2019 e 2020
più o meno simile in termini di temperatura al giugno eccezionalmente caldo del 1998 e ai mesi di giugno dal 2015 al 2018, anche se non così caldo come il giugno 2016
più caldo di qualsiasi altro giugno nella documentazione storica.
Le anomalie della temperatura media europea sono generalmente più grandi e più variabili delle anomalie globali. La temperatura media europea per giugno 2021 è stata di 1,5°C sopra la media 1991-2020. L’unico giugno che è stato più caldo dell attuale in Europa, si è verificato nel 2019.

Le medie corrispondenti sul Nord America mostrano che il giugno 2021 è stato il giugno più caldo in assoluto per il continente. La Siberia artica ha sperimentato il suo quarto giugno più caldo, alla pari con il giugno 2012. I giugno più caldi si sono verificati nel 2018, 2019 e 2020.

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